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Paolo Savona, la Germania e la sua politica di potenza

25 maggio 2018

Ho sentito in TV che è in uscita un libro dell’economista Paolo Savona, che forse (speriamo) diventerà Ministro dell’Economia nel nascente governo sostenuto da Matteo Salvini e da Luigi Di Maio.

Questo libro, il cui titolo dovrebbe essere Come un incubo e come un sogno, stando alle anticipazioni riportate dalla stampa, dovrebbe riguardare anche la cosiddetta politica di potenza della Germania.

Ebbene, ho scritto su tale argomento sia nei miei due saggi di scienza politica, sia in questo blog:

«Comunque, se nel Seicento i tedeschi avessero avuto il buon senso di trattare gli Asburgo come gli inglesi trattarono nello stesso secolo gli Stuart (ossia con la prima e la seconda rivoluzione inglese), non ci sarebbero in seguito state né la prima, né la seconda guerra mondiale, la cui remota origine fu la Controriforma degli Asburgo, che distrusse l’unità politica del popolo tedesco e produsse in esso una palese volontà di potenza ipercompensatoria.»

Luigi Cocola, Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo, 3° ed., 2012, lulu.com, pag. 33

«Per quanto riguarda la cultura tedesca e quella italiana, esse sono culture difettive. Di ciò ho scritto ampiamente altrove (18, 39).
Il difetto della prima è la mancanza di unità politica (Germania e Austria sono infatti due Stati separati), che ha generato in passato, e continua a generare anche oggi, una palese volontà di potenza ipercompensatoria, per il semplice motivo che in Europa, in assenza di barriere geografiche, l’impulso di coloro che parlano la stessa lingua a unirsi politicamente è irrefrenabile e inestirpabile…

…Bloccare il suddetto impulso significa renderlo ancora più forte e pervasivo, e il risultato, com’è tristemente noto, è quello di stimolare nella cultura tedesca micidiali fantasie di potenza.
La politica di Angela Merkel, ad esempio, è un’evidente politica di potenza, appena mascherata da buone maniere e da sorrisi di circostanza.»

Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, 3° ed., 2013, lulu.com, pagg. 41-42

Vedi anche, su questo blog, questi due post:

Se lo Stato è indispensabile, bisogna non solo rigettare l’Unione Europea, ma anche attuare un’igiene politica degli Stati europei (28 dicembre 2012)

https://luigicocola.wordpress.com/2012/12/28/se-lo-stato-e-indispensabile-bisogna-non-solo-rigettare-lunione-europea-ma-anche-attuare-unigiene-politica-degli-stati-europei/

La volontà di potenza adleriana della cultura tedesca (27 febbraio 2013)

https://luigicocola.wordpress.com/2013/02/27/la-volonta-di-potenza-adleriana-della-cultura-tedesca/

Del resto questa volontà di potenza della Germania è dichiarata esplicitamente nell’inno nazionale tedesco, che inizia così:

“Deutschland, Deutschland über alles,
über alles in der Welt”

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/02/06/linno-nazionale-della-germania/

Anche un cretino capirebbe che è stato un enorme sbaglio fare della Germania il perno dell’Unione Europea.

L’ho scritto molte volte, l’élite mondialista è un’élite fuori di testa, contraria alla Ragione, anzi affetta da cretinismo europeista, e per giunta anche molto ignorante.

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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La metà degli Stati dell’UE ha sfiducia in quest’ultima

9 aprile 2013

Da un sondaggio (fonte: Eurobarometro 2012) pubblicato in rete il 22 Marzo 2013 dall’ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale) risulta che le percentuali di sfiducia nell’Unione Europea, suddivise per paese, sono, in ordine decrescente, le seguenti:

1) Regno Unito: 73%

2) Grecia: 68%

3) Spagna: 62%

4) Francia: 60%

5) Irlanda: 60%

6) Austria: 59%

7) Germania: 57%

8) Portogallo: 56%

9) Slovenia: 56%

10) Repubblica Ceca: 55%

11) Olanda: 51%

12) Lituania: 51%

13) Svezia: 51%

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Finlandia: 50%

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Italia: 49%

ecc. ecc.

Vedi qui:

http://www.ispionline.it/it/articoli/articolo/europa/gli-euroscettici-europa-background

Dato che i paesi che presentano percentuali inferiori al 50% sono in tutto tredici (Italia, Belgio, Lussemburgo, Danimarca, Polonia, Slovacchia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Malta, Cipro, Estonia, Lettonia), è corretto affermare che nel 2012 la metà dei paesi dell’Unione Europea aveva sfiducia in quest’ultima (non considerando la Finlandia, dove la situazione è di parità).

Inoltre, appare molto probabile che attualmente, cioè nell’aprile 2013, il numero dei paesi UE che ha sfiducia nei riguardi dell’Unione Europea sia aumentato (almeno Cipro, tanto per fare un esempio).

La storia sta per eliminare l’utopia europeista.

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