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Lo spettacolare e stupefacente rimbecillimento dell’intellighenzia occidentale

7 giugno 2017

Con il mondialismo il potere economico è diventato eversivo, vuole cioè rovesciare il potere costituito, lo Stato.

Lo Stato è l’istituzione politica che gestisce il potere della forza fisica: si tratta di una necessità della Ragione, anzi addirittura di un universale culturale.

Fu Bertrand Russell a distinguere i tre principali tipi di potere: il potere della forza fisica (“il sommo potere” secondo Norberto Bobbio), il potere economico e il potere della propaganda.

Ho esposto una teoria dello Stato in questo saggio:

Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, 3° ed., 2013, lulu.com

Come ho scritto in precedenza su questo blog:

«Però a partire dalla filosofia politica di John Locke (1690) è nato un tipo nuovo di ideologia antistato: sostanzialmente cristiana, ma formalmente filosofica, e verso la quale l’Occidente è indifeso, perché non ne riconosce la natura religiosa e irrazionale.

Nella cultura occidentale si è creata così, nel corso degli ultimi tre secoli, una capziosa e fallace Weltanschauung, la quale tenta di rendere razionale ciò che è invece assolutamente irrazionale: il mito dell’inutilità e della dannosità dello Stato.

Infatti eliminare i conflitti attuati con il potere della forza fisica è impossibile e da questa impossibilità nasce la necessità dello Stato, che è il mezzo naturale per gestire tali conflitti, sia che si tratti di aggressione di stranieri, sia che si tratti di torti reciproci all’interno di una comunità, come ci spiegò per la prima volta in modo approfondito Hobbes (Thomas Hobbes, Leviatano, Laterza, 2009, pag. 140 e pag. 142), ampliando e migliorando un concetto originale di Machiavelli (Niccolò Machiavelli, Il Principe, Rizzoli, 1991, pag. 128).»

https://luigicocola.wordpress.com/2014/05/03/siamo-in-mezzo-a-un-conflitto-mondiale-ma-nessuno-ne-parla/

Un esempio chiarissimo della capziosa e fallace Weltanschauung che intossica l’Occidente da tre secoli è Between Two Ages di Zbigniew Brzezinski, di cui ho scritto qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/06/03/anche-zbigniew-brzezinski-e-morto/

Occorre purtroppo notare che la stragrande maggioranza dell’intellighenzia dell’Occidente è posseduta da tale capziosa e fallace Weltanschauung.

Siamo al cospetto di uno spettacolare e stupefacente rimbecillimento dell’intellighenzia occidentale.

Che non ha, né può avere, scusanti.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

“The Germans are bad, very bad”? Lo scrivo da anni!

27 maggio 2017

«Citing unidentified attendees, Spiegel quoted Trump as saying that “the Germans are bad, very bad” and adding “look at the millions of cars that they sell in the U.S. Terrible. We’re going to stop that.” The comments were said to have been made during a closed-door meeting with the EU President Jean-Claude Juncker and the European Council President Donald Tusk, who reportedly both stood up for Germany, according to CNBC.»

http://www.zerohedge.com/news/2017-05-26/we-will-stop-trump-blasts-germans-selling-millions-cars-us

«During a meeting Thursday with European Union officials in Brussels, Trump allegedly said, “The Germans are bad, very bad,” according to Germany’s Spiegel Online, which cited unnamed sources in the room. He continued, the outlet said, by saying: “See the millions of cars they are selling in the U.S.? Terrible. We will stop this.”»

http://www.ndtv.com/world-news/the-germans-are-bad-very-bad-trumps-alleged-slight-generates-confusion-backlash-1704514

«Donald Trump has attacked Germans for being “bad, very bad” and vowed to limit US car imports from the country.
At a meeting with European Union leaders in Brussels on Thursday Mr Trump reportedly said: “Look at the millions of cars they sell in the US. Terrible. We will stop this,” German news magazine Der Spiegel reported, citing people who attended the talks.»

http://www.independent.co.uk/news/business/news/donald-trump-g7-summit-germans-bad-very-bad-car-imports-curb-us-trade-surplus-president-a7757106.html

“The Germans are bad, very bad”? Lo scrivo da anni!

Vedi qui:

Era meglio Hitler

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/10/era-meglio-hitler/

La volontà di potenza adleriana della cultura tedesca

https://luigicocola.wordpress.com/2013/02/27/la-volonta-di-potenza-adleriana-della-cultura-tedesca/

Una modesta proposta

https://luigicocola.wordpress.com/2013/02/17/una-modesta-proposta/

L’inno nazionale della Germania

https://luigicocola.wordpress.com/2013/02/06/linno-nazionale-della-germania/

Se lo Stato è indispensabile, bisogna non solo rigettare l’Unione Europea, ma anche attuare un’igiene politica degli Stati europei

https://luigicocola.wordpress.com/2012/12/28/se-lo-stato-e-indispensabile-bisogna-non-solo-rigettare-lunione-europea-ma-anche-attuare-unigiene-politica-degli-stati-europei/

Del cosiddetto problema tedesco ho scritto anche prima della nascita di questo blog, in questi due saggi:

«Comunque, se nel Seicento i tedeschi avessero avuto il buon senso di trattare gli Asburgo come gli inglesi trattarono nello stesso secolo gli Stuart (ossia con la prima e la seconda rivoluzione inglese), non ci sarebbero in seguito state né la prima, né la seconda guerra mondiale, la cui remota origine fu la Controriforma degli Asburgo, che distrusse l’unità politica del popolo tedesco e produsse in esso una palese volontà di potenza ipercompensatoria. È interessante notare che volontà di potenza e ipercompensazione sono concetti fondamentali della psicologia di Alfred Adler, che era di lingua tedesca.
L’unità politica del popolo tedesco risultò distrutta dalla guerra dei Trent’anni per il semplice motivo che non vinse una delle due fazioni, ma ci si accordò per un compromesso con la pace di Westfalia. In conclusione, Hitler è il prodotto finale di una lunga concatenazione di eventi iniziata nel 1648, o meglio con la guerra dei Trent’anni.
Ma quella tedesca è un’altra storia, che con l’anomalia italiana non c’entra nulla. È molto comune confondere il nazismo con il fascismo, mentre ciò in realtà significa confondere, in modo assai superficiale, le mele con le pere.
Quando si parla di problema tedesco, si parla in definitiva soltanto di un problema di unità politica, anche se ciò può sembrare bizzarro e stravagante a chi vive nelle Americhe. Ma in Europa (diversamente che nelle Americhe) coloro che parlano la stessa lingua vogliono essere politicamente uniti: è una regola che ha pochissime eccezioni, p. e. Irlanda e Regno Unito (ma qui c’è il fattore insularità).
Ciò probabilmente è causato dal grande numero di lingue esistenti in Europa (diversamente che nelle Americhe): ognuna di esse lotta strenuamente per la propria sopravvivenza e l’impulso a unirsi politicamente è la diretta conseguenza di questa strenua lotta per la sopravvivenza.»

(Luigi Cocola, Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo, 3° ed., 2012, lulu.com, pagg. 33-34)

«Per quanto riguarda la cultura tedesca e quella italiana, esse sono culture difettive. Di ciò ho scritto ampiamente altrove (18, 39).
Il difetto della prima è la mancanza di unità politica (Germania e Austria sono infatti due Stati separati), che ha generato in passato, e continua a generare anche oggi, una palese volontà di potenza ipercompensatoria, per il semplice motivo che in Europa, in assenza di barriere geografiche, l’impulso di coloro che parlano la stessa lingua a unirsi politicamente è irrefrenabile e inestirpabile.
Ciò probabilmente è causato dal grande numero di lingue esistenti in Europa (diversamente che nelle Americhe): ognuna di esse lotta strenuamente per la propria sopravvivenza e l’impulso a unirsi politicamente è la diretta conseguenza di questa strenua lotta per la sopravvivenza.
Bloccare il suddetto impulso significa renderlo ancora più forte e pervasivo, e il risultato, com’è tristemente noto, è quello di stimolare nella cultura tedesca micidiali fantasie di potenza.
La politica di Angela Merkel, ad esempio, è un’evidente politica di potenza, appena mascherata da buone maniere e da sorrisi di circostanza.
Questo problema, di cruciale importanza per la conservazione della pace in Europa, non è stato affatto eliminato dalla puerile utopia europeista, la quale, a questo proposito, consiste unicamente in un appello ai buoni sentimenti dei tedeschi. Ciò riflette chiaramente la matrice religiosa delle ideologie antistato di tipo filosofico, alla classe delle quali appartiene l’ideologia europeista.»

(Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, 3° ed., 2013, lulu.com, pagg. 41-42)

Del resto, per capire quanto sia grave per la pace nel mondo il problema tedesco, che non è stato certo una scoperta di Donald Trump (al contrario di ciò che pensano le élites ignoranti del globalismo), basta leggere le parole dell’inno nazionale della Germania, che infatti viene chiamato comunemente col titolo di Deutschland über Alles.

Fra l’altro fu l’inno nazionale tedesco durante il Nazismo.

E ciò vorrà pur dire qualcosa!

Ecco il testo originale in tedesco:

Deutschland, Deutschland über alles,
Über alles in der Welt,
Wenn es stets zum Schutz und Trutze
Brüderlich zusammenhält,
Von der Maas bis an die Memel,
Von der Etsch bis an den Belt –
Deutschland, Deutschland über alles,
Über alles in der Welt!

Deutsche Frauen, deutsche Treue,
Deutscher Wein und deutscher Sang
Sollen in der Welt behalten
Ihren alten schönen Klang,
Uns zu edler Tat begeistern
Unser ganzes Leben lang –
Deutsche Frauen, deutsche Treue,
Deutscher Wein und deutscher Sang!

Einigkeit und Recht und Freiheit
Für das deutsche Vaterland!
Danach lasst uns alle streben
Brüderlich mit Herz und Hand!
Einigkeit und Recht und Freiheit
Sind des Glückes Unterpfand –
Blüh im Glanze dieses Glückes,
Blühe deutsches Vaterland!

La traduzione in italiano:

Germania, Germania, al di sopra di tutto,
Al di sopra di tutto nel mondo,
Purché per protezione e difesa
Si riunisca fraternamente,
Dalla Mosa fino al Nemunas,
Dall’Adige fino al Belt –
Germania, Germania, al di sopra di tutto,
Al di sopra di tutto nel mondo!

Donne tedesche, fedeltà tedesca,
Vino tedesco e canto tedesco
Devono mantenere nel mondo
Il loro antico, bel suono,
Che ci ispirino a nobili azioni
Lungo tutta la nostra vita –
Donne tedesche, fedeltà tedesca,
Vino tedesco e canto tedesco!

Unità, giustizia e libertà
Per la patria tedesca!
Aspiriamo orsù a questo
Fraternamente col cuore e con la mano!
Unità, giustizia e libertà
Sono la garanzia della felicità –
Fiorisci nel fulgore di questa gioia,
Fiorisci, patria tedesca!

La traduzione in inglese:

Germany, Germany above everything,
Above everything else in the world,
When for protection and defense
It always stands brotherly together,
From the Meuse to the Neman,
From the Adige to the Belt –
Germany, Germany above everything,
Above everything else in the world!

German women, German loyalty,
German wine and German song
Shall retain in the world
Their old beautiful chime,
And inspire us to noble deeds
During all of our life –
German women, German loyalty,
German wine and German song!

Unity and justice and freedom
For the German fatherland!
Towards these let us all strive
Brotherly with heart and hand!
Unity and justice and freedom
Are the foundation of happiness –
Flourish in the radiance of this happiness,
Flourish, German fatherland!

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Nazionalismo e bellicismo

30 aprile 2017

Il nazionalismo non si identifica con il bellicismo.

Nazionalismo e bellicismo non sono due insiemi coincidenti.

Si può essere infatti nazionalisti e non considerare la guerra come il mezzo abituale per risolvere le controversie internazionali.

Ma la pace, che è una necessità dell’evoluzione culturale dell’Homo sapiens (basti pensare alle armi nucleari), non si ottiene facilmente e naturalmente, perché lo stato di natura (in latino status naturae, in inglese state of nature) è quello mostrato da Thomas Hobbes (De cive) e da Charles Darwin (On the Origin of Species): la guerra di tutti contro tutti (in latino bellum omnium contra omnes, in inglese war of all against all), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/04/02/il-mondialismo-e-il-nazionalismo-sono-il-prodotto-di-due-diverse-weltanschauung/

Per un approfondimento delle formule hobbesiane di cui sopra, vedi: Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, 3° ed., 2013, lulu.com, pagg. 10-13.

La pace quindi deve essere sostenuta artificialmente sia mediante i tre principali poteri indicati da Bertrand Russell (il potere della forza fisica, il potere economico e il potere della propaganda), sia mediante la Ragione, la quale ci porta alla consapevolezza della necessità di non interferire nella vita di altri popoli (eccetto eventi eccezionali incompatibili con l’evoluzione culturale dell’Homo sapiens, come per esempio il genocidio o la reintroduzione della schiavitù).

La terra è stata suddivisa dalla storia in territori che sono proprietà dei popoli che li occupano, analogamente a case di proprietà delle famiglie che le occupano.

Il mondialismo fa proprio questo: avendo l’obiettivo irrazionale di eliminare lo Stato dalla faccia della terra, vuole eliminare la proprietà dei territori nei quali la terra è stata suddivisa e a questo scopo frequentemente usa, o cerca di usare, la guerra (Afghanistan, Iraq, Libia, Siria, Ucraina, ecc. ecc.).

Oggi è il mondialismo a essere la principale causa di guerra, non il nazionalismo, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/02/15/il-mondialismo-e-un-virus-memetico/

Occorre quindi rigettare il mondialismo, che, come ho mostrato più e più volte, è un portato del millenarismo cristiano, cioè ha un’origine neotestamentaria, come del resto tutte le altre ideologie antistato (teoria unificata delle ideologie antistato), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/06/lorigine-del-mondialismo/

Un’ulteriore prova dell’origine neotestamentaria del mondialismo è che l’interpretazione della storia propria di tale ideologia è quella della storia come piano provvidenziale, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/02/21/il-mondialismo-e-la-storia-come-piano-provvidenziale/

Per non interferire nella vita di altri popoli, infine, è imperativo accettare la forma di governo che i popoli si vogliono autonomamente dare e quindi è imperativo considerare entrambe legittime la democrazia e l’autocrazia (per usare la classificazione delle forme di governo di Hans Kelsen), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/09/15/la-differenza-fra-ratio-e-mores/

Il concetto kantiano che la divisione dei poteri sia correlata alla pace è semplicemente un concetto errato, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/07/15/il-cervello-di-kant/

Come, del resto, tutti oggi possono constatare.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

La nemesi dell’Occidente: possiamo fermarla con la Ragione

13 marzo 2017

Proprio ciò che ha determinato in passato l’eccezionale successo storico dell’Occidente, ossia l’odio verso lo Stato, oggi ne sta determinando la morte, essendosi incarnato nel mondialismo, che è la più recente e la più letale delle ideologie antistato (teoria unificata delle ideologie antistato).

È la nemesi dell’Occidente.

Diamo uno sguardo alla sua storia.

Tutto iniziò con Roma.

Essa portò a un livello quantitativamente mai visto prima lo schiavismo, che peraltro, in forma minore, si trovava anche nelle altre culture antiche, perfino nel miracolo greco.

Nacque quindi la rivoluzione antischiavista cristiana, che fece crollare la porzione occidentale dell’Impero romano, con il conseguente Medio Evo, mentre in oriente l’Impero romano riuscì a bloccare tale rivoluzione mediante il geniale stratagemma di Costantino il Grande, noto come cesaropapismo: accettando il Cristianesimo, ma subordinandolo allo Stato.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/06/lorigine-del-mondialismo/

Il Medio Evo non è un periodo della storia che si è manifestato dappertutto. Fu un peculiare fenomeno storico che si ebbe solo e unicamente nel territorio dell’ex Impero romano d’Occidente e fu causato dalla rivoluzione antischiavista cristiana, che fece crollare in questo territorio lo Stato (teoria del Cristianesimo). Nel territorio, per esempio, dell’attuale Grecia non ci fu affatto il Medio Evo.

Poi lo Stato, inevitabilmente, ritornò.

«Quando i popoli dell’Europa occidentale riuscirono molto faticosamente a risalire la china della civiltà, uscendo dal periodo lungo e buio del Medio Evo, essi raggiunsero tacitamente un compromesso funzionale tra forza e caritas.
La caritas, ovvero l’amore per il prossimo (1, Matteo, 22,39), è un modo per esprimere la proibizione della forza: non si può infatti usarla verso chi si ama.
In altre parole venne stipulato un patto di limitazione della forza, in modo da impedire lo schiavismo da un lato e da permettere lo Stato dall’altro.»
(1, pagg. 81-82)

Lo Stato ricomparve perché è una necessità razionale, anzi è un universale culturale, come p.e. il tabù dell’incesto e i riti funebri (teoria dello Stato).

«Lo Stato, in conclusione, è una necessità.
Per convincersi di ciò, basta immaginare la situazione di un gruppo di naufraghi su un’isola deserta, senza tirare in ballo lo stato di natura.
Tali naufraghi, prima o poi, si sceglieranno un capo, il quale potrà comandare la loro forza trasferita, in modo da assicurare la coordinazione e la strategia per quanto riguarda l’«aggressione di stranieri» e la terzietà e l’imparzialità per quanto riguarda i «torti reciproci».
Si tratta dunque del modo di gestire efficacemente il potere della forza fisica in tutti i gruppi umani che gestiscono tale potere (anche nei piccoli gruppi e perfino quando non c’è il fattore “territorio” di cui scrive Weber, vedi 5, pag. 33).»
(2, pag. 22)

Ma esisteva ora in Occidente, grazie al Cristianesimo, una realtà nuova: lo Stato non schiavista (per quanto riguarda la schiavitù moderna vedi 1, pagg. 83-85).

Non essendoci più in Occidente la macchina costituita dalla schiavitù, diventò proficuo, anzi necessario, esplorare la possibilità di altri tipi di macchina, si creò cioè un ambiente favorevole alla rivoluzione scientifica, proprio ciò che era mancato ad Archimede di Siracusa, il grande genio scientifico dell’antichità.

Come è noto Archimede venne ucciso, così racconta Plutarco, da un soldato romano, il che può essere visto come una buona metafora dell’uccisione della scienza operata dallo Stato schiavista romano: perché la macchina costituita dalla schiavitù era più conveniente di qualsiasi altra.

«Il Cristianesimo presenta sia lati negativi, che possono essere altamente distruttivi, sia lati positivi, che sono stati il motore della storia e che hanno trasformato il mondo, costituendo la via del cambiamento, ossia la via “di una seconda evoluzione, quella culturale” (34, pag. 133). Infatti, come vedremo nel capitolo 2, il Cristianesimo distrusse nell’Europa occidentale, anche se molto lentamente, il sistema schiavistico romano. Ciò rese possibile nell’Europa occidentale, dopo il Medio Evo, la realizzazione di una civiltà meccanizzata, qual è quella attuale, proprio perché non c’erano più gli schiavi a costituire la forza lavoro.
In altre parole, finché ci furono gli schiavi a costituire la forza lavoro, non si sentì il bisogno né di creare macchine, né di utilizzarle.
Come nota Ludovico Geymonat, un filosofo della scienza:
“Ricordiamo a tal proposito che Marco Terenzio Varrone, descrivendo gli strumenti con i quali si lavora la terra, riferisce testualmente che «alcuni li dividono in tre categorie: strumenti parlanti, strumenti semiparlanti e strumenti muti. I primi sono gli schiavi, i secondi i buoi, e gli ultimi gli strumenti inanimati». Queste parole confermano con rude chiarezza come la schiavitù fosse effettivamente concepita – nell’antichità – quale vera e propria macchina, e potesse quindi distogliere dalla ricerca di altre macchine che per lo meno all’inizio sarebbero state meno comode ed efficienti.”
(39, vol. 1, pag. 300)»
(1, pagg. 51-52)

Nell’ambiente creato in Italia dal Rinascimento, Leonardo e Galileo inventarono il metodo scientifico, ma la rivoluzione scientifica italiana abortì sia a causa delle invasioni straniere, che culminarono nel sacco di Roma del 1527 e che misero fine al Rinascimento, sia a causa del Papato, che condannò Galileo agli arresti domiciliari a vita.

A proposito del metodo scientifico e di Leonardo vedi 2, pagg. 32-33.

Quasi per miracolo, la scienza trovò in Inghilterra l’ambiente favorevole per svilupparsi, grazie al coraggio di Enrico VIII e al genio di Isaac Newton, che nacque proprio l’anno della morte di Galileo (1642).

«Per inciso, la nascita del capitalismo non ha niente a che fare con il calvinismo (come fu erroneamente ipotizzato da Max Weber, 44). Infatti Ian Robertson, un sociologo, giustamente scrive a questo proposito:
“…mentre il primo capitalismo non si sviluppò nella Scozia calvinista, l’Inghilterra non calvinista dette i natali alla rivoluzione industriale.”
(2, pag. 441)
Ciò poté realizzarsi perché c’era prima stato lo scisma di Enrico VIII, senza il quale Newton, invece di essere nominato baronetto e presidente della Royal Society of London for Improving Natural Knowledge, avrebbe fatto la fine di Galileo, la scienza in Inghilterra sarebbe stata annientata come lo fu in Italia, e noi oggi, probabilmente, andremmo ancora a cavallo.»
(1, pag. 55)

Così nacque il capitalismo, che non nacque affatto dal Medio Evo come molti scioccamente pensano, nacque invece dalla rivoluzione scientifica, perché il capitalismo non è niente altro che la fabbrica meccanizzata.

La rivoluzione industriale è l’effetto della rivoluzione scientifica: rivoluzione scientifica → fabbrica meccanizzata → rivoluzione industriale → capitalismo.

«Sia la scienza, sia il capitalismo (che è basato sulla fabbrica meccanizzata, ossia sulla scienza) sono figli del Cristianesimo. Magari figli inaspettati e non voluti, ma pur sempre figli.»
(1, pag. 53)

L’eccezionale successo storico dell’Occidente è iniziato in questo modo: facendo crollare lo Stato schiavista romano.

Il Cristianesimo ha donato al genere umano sia l’eliminazione dello schiavismo che la scienza.

Purtroppo, come ho già scritto, ogni cosa ha un costo e il costo di questi due doni incommensurabili è l’odio verso lo Stato, che si è incarnato oggi nell’ideologia mondialista.

A questo proposito vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/05/11/discolparsi-incolpando-altri/

È quindi appropriato parlare di nemesi dell’Occidente.

Ma siamo esseri dotati di Ragione e possiamo quindi discernere e scegliere.

Sta a noi accettare i benefici del Cristianesimo, il suo lato positivo, e rifiutarne i costi, il suo lato negativo.

È imperativo, quindi, neutralizzare coloro che oggi vogliono continuare stupidamente la rivoluzione antischiavista cristiana contro lo Stato: non ce n’è più bisogno, perché lo schiavismo è stato da tempo definitivamente eliminato.

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1) Luigi Cocola, Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo, 3° ed., 2012, lulu.com

2) Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, 3° ed., 2013, lulu.com

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Tre caratteristiche necessarie del mondialismo

17 agosto 2016

Il mondialismo ha tre caratteristiche necessarie.

1. produce necessariamente povertà

Essendo l’ideologia mondialista un’ideologia che vuole eliminare lo Stato usando come mezzo l’ultracapitalismo, essa non può non impoverire i popoli, in quanto l’ultracapitalismo distrugge la middle class e la working class.

Alla fine avremo solo il popolo, estremamente povero, e l’upper class, ossia l’élite, estremamente ricca.

Come ho già scritto:

«Così, nell’ambito dell’economia, se da un lato il comunismo vieta l’arricchimento privato (il che è un elemento negativo), dall’altro sconfigge la povertà (il che è un elemento fortemente positivo), povertà che invece viene inevitabilmente prodotta dall’ultracapitalismo, il quale non è il normale capitalismo, quello a cui siamo stati abituati per molto, moltissimo tempo, ma è un capitalismo ingiusto e distruttivo, cioè un capitalismo privo del contrappeso dello Stato.»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/03/07/perche-il-mondialismo-durera-meno-del-comunismo/

2. produce necessariamente l’invasione islamica e il terrorismo islamico

Lo scopo del mondialismo è quello di eliminare lo Stato dalla faccia della terra e lo Stato è proprio l’istituzione politica che difende i popoli dalle invasioni («dall’aggressione di stranieri» per usare la terminologia hobbesiana, vedi Thomas Hobbes, Leviatano, Laterza, 2009, pag. 142).

Quindi il mondialismo non può non permettere l’invasione islamica e il terrorismo islamico.

Il problema è che l’indole dei mussulmani è quella di voler imporre con la forza fisica la propria cultura e la propria religione su tutte le altre culture e su tutte le altre religioni (è il ben noto proselitismo bellico dell’Islam).

Quindi, eliminando lo Stato, non c’è alcuna difesa dall’Islam.

L’Islam non è affatto una religione come le altre, come affermato anche da Giovanni Sartori, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/12/14/i-nostri-valori-e-lintegrabilita-degli-islamici/

La tesi che l’Islam sia una religione come le altre (tesi che fa a pugni con la realtà e con la storia) è un obbligo per i mondialisti, altrimenti essi dovrebbero ammettere che l’idea di eliminare lo Stato è assurda ed esiziale, e questo ovviamente non possono farlo.

In realtà lo Stato è una necessità razionale, anzi è un universale culturale, al pari del tabù dell’incesto e dei riti funebri (teoria dello Stato, vedi Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, 2013, pagg. 20-22).

Come ho già scritto:

«Il punto è che lo Stato è indispensabile. Come scrive Norberto Bobbio: “la società senza Stato” è un “salto fuori della storia” (Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pag. 124).

Queste parole di Bobbio sono un modo elegante per dire che lo Stato è indispensabile e che è sempre esistito.»

https://luigicocola.wordpress.com/2013/10/15/litalia-ha-bisogno-di-una-nuova-destra/

La verità è che il mondialismo sta usando i mussulmani esattamente allo stesso modo in cui la Chiesa di Roma usò i barbari per far crollare lo Stato romano d’Occidente.

Purtroppo i mussulmani non si convertiranno mai al Cristianesimo, come fecero invece i barbari.

Saranno piuttosto i cristiani europei a convertirsi all’Islam.

Le evidenti speranze di Papa Bergoglio non sono niente altro che irresponsabili illusioni.

Ho scritto più volte che egli è un papa millenarista, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/07/svelare-la-verita/

Per approfondire la questione del millenarismo, che diversamente dall’opinione comune è un fenomeno esclusivamente cristiano (in quanto solo il Cristianesimo è contro lo Stato), vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/06/lorigine-del-mondialismo/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/05/11/discolparsi-incolpando-altri/

Papa Bergoglio non a caso ha assunto il nome di Francesco: nel XIII secolo San Francesco d’Assisi fu considerato l’iniziatore dell’Età dello Spirito Santo preconizzata da Gioacchino da Fiore, il noto millenarista medievale.

Come non ricordare però che San Francesco andò nei paesi islamici per fare opera di proselitismo, ma dovette ritornare senza aver concluso nulla di nulla?

3. produce necessariamente guerra

Il principio cardine del Cristianesimo è la proibizione assoluta della forza fisica (teoria del Cristianesimo).

Ciò è incontrovertibile, ma la questione è molto complessa (vedi Luigi Cocola, Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo, 2012, pagg. 76-81).

Il Cristianesimo ha due radici: la cultura ebraica, con la sua incrollabile fede in un Dio unico e il miracolo greco, vale a dire la brillante e sofisticata cultura dell’antica Grecia.

Il Cristianesimo è di conseguenza una religione molto sofisticata e complessa.

Esso si fonda in realtà su coppie di contrari (che, come è noto, sono in generale una caratteristica del pensiero greco) quali: forza fisica no – forza fisica sì, giudicare no – giudicare sì, giurare no – giurare sì, Stato no – Stato sì, e così via.

Come è possibile attuare tutto questo in una religione?

È possibile presentando testi sacri nei quali è contenuta sia una prescrizione negativa sia una prescrizione affermativa riguardo allo stesso argomento, oppure presentando sia testi sacri nei quali è contenuta una prescrizione specifica sia testi sacri in cui tale prescrizione specifica non c’è.

Tutto ciò unitamente al fatto che i suddetti testi sacri sono presentati non come il Verbo di Dio, bensì come punti di vista di singoli uomini (quindi sono applicabili gli antichi aforismi: “Quot homines, tot sententiae” ed “Errare humanum est”): p.e. Vangelo di Matteo, Vangelo secondo Matteo, Apocalisse di Giovanni, ecc. ecc.

In questo modo si costituisce un insieme bi-configurabile, cioè un insieme che può essere paragonato a quelle immagini studiate dalla psicologia della Gestalt nelle quali è possibile vedere alternativamente due figure differenti.

Considerando poi le diverse coppie di contrari, il numero delle figure (ossia delle configurazioni) sarà ovviamente maggiore di due.

Ebbene, focalizzando la nostra attenzione sull’argomento “millenarismo”, vale a dire sulla prescrizione “Stato no”, è possibile, restando sempre nel Cristianesimo, sia proibire l’uso della forza fisica (“forza fisica no”), come venne fatto nel millenarismo dei primi secoli del Cristianesimo e anche nel millenarismo medievale (si ricorderà che nell’Apocalisse Cristo usa sì la spada, ma è la spada della parola, vedi Apocalisse di Giovanni, 19, 15), sia permettere l’uso della forza fisica (“forza fisica sì”), come venne fatto più tardi: vedi i taboriti boemi, i puritani inglesi, ecc. ecc.

David Rockefeller è il principale artefice del mondialismo (sinonimi: globalismo, internazionalismo liberale, internazionalismo di David Rockefeller):

«Like many in my generation I returned from World War II believing a new international architecture had to be erected and that the United States had a moral obligation to provide leadership to the effort.»

(David Rockefeller, Memoirs, Random House, 2003, pag. 406)

Il mondialismo non è che l’ennesimo tentativo rivoluzionario di instaurare il Regno di Cristo (il Nuovo Ordine Mondiale) di cui scrisse Giovanni nell’Apocalisse.

I Padri Pellegrini del Mayflower erano puritani inglesi, quindi gli Stati Uniti d’America hanno radici puritane e quindi l’internazionalismo di David Rockefeller (figlio di John Davison Rockefeller Jr., di religione battista, e di Abigail Greene Aldrich, che era addirittura una lontana discendente dei Padri Pellegrini) non può non essere condotto con la spada in pugno.

Ecco perché sono stati distrutti manu militari gli Stati nazionalisti islamici dell’Iraq e della Libia (anche quello della Siria sarebbe caduto se non ci fosse stato il fermo intervento di Putin).

Il nazionalismo è il nemico naturale del mondialismo.

Ecco perché c’è stato l’attacco di Obama allo Stato nazionalista russo con il casus belli dell’Ucraina creato ad arte, attacco anche questo stoppato da Putin.

Hillary Clinton ha dimostrato nei fatti, quando era Segretario di Stato, di essere molto più guerrafondaia di Obama, come tutti sanno.

Se ella venisse eletta, se ella avesse in pugno i codici nucleari, ci si può a buon diritto aspettare un’ulteriore evoluzione dello scontro con la Russia: ci sarebbe quasi sicuramente una guerra nucleare nel cuore dell’Europa, ma è veramente folle pensare che la Russia si lasci distruggere senza distruggere a sua volta gli Stati Uniti d’America.

In altre parole: è veramente folle pensare di nuclearizzare la Russia senza aspettarsi ritorsioni intercontinentali.

Il fatto è che il principio della deterrenza nucleare (MAD, Mutual Assured Destruction) è basato sulla razionalità degli attori e il mondialismo, avendo un’origine e una natura religiose, è contro la Ragione.

Quindi c’è, purtroppo, la possibilità forte e concreta di un olocausto nucleare che coinvolga sia l’Eurasia che l’America.

Anche il comunismo è un’ideologia antistato (teoria unificata delle ideologie antistato), ma in confronto agli attuali mondialisti i comunisti sovietici della guerra fredda erano mostri di realismo e di buon senso, sia per le caratteristiche peculiari della teoria marx-engelsiana (al contrario del mondialismo essa rimanda l’eliminazione dello Stato a un indeterminato futuro), sia perché il carattere nazionale russo è molto differente da quello statunitense, cioè è molto più a favore dello Stato.

Infatti la Russia non ha le radici puritane (ossia millenaristiche) degli Stati Uniti d’America, anzi è l’erede dell’Impero romano d’Oriente e conseguentemente ha radici cesaropapiste, ossia l’esatto contrario, come ho scritto più volte.

Ciò è un’altra dimostrazione che il Cristianesimo si fonda su coppie di contrari: Stati Uniti d’America e Russia sono entrambi paesi cristiani (se si hanno dei dubbi sul primo, è sufficiente dare uno sguardo alla quarta strofa dell’inno nazionale USA).

Un’ulteriore dimostrazione è data dalla simultanea presenza del pacifismo e del bellicismo nella narrazione mondialista: mentre si bombardano allegramente i popoli nazionalisti, si invoca Per la pace perpetua di Immanuel Kant per giustificare l’esistenza dell’Unione Europea.

Su Kant ho scritto qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/07/15/il-cervello-di-kant/

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Il gusto amaro di aver ragione

13 agosto 2015

Mentre, nel corso degli anni, il dibattito generale è sempre stato focalizzato sull’euro (c’era perfino chi voleva spiegare la crisi economica alle nonne!), già nel 2012 identificavo il problema nella volontà suicida dell’Occidente di eliminare lo Stato:

«Oggi, dopo che la storia ha cacciato fuori dalla porta l’anarchismo e il comunismo, le due decrepite ideologie antistato di tipo filosofico, l’idea esiziale di eliminare lo Stato è rientrata dalla finestra con le sembianze dell’europeismo e del multiculturalismo.
Sono queste le nuove forme dell’Utopia, i nuovi nomi di una vecchia illusione.
L’origine e lo scopo dell’europeismo e del multiculturalismo sono gli stessi di quelli dell’anarchismo e del comunismo.
L’origine è il concetto di stato di natura di Locke, lo scopo è quello di eliminare lo Stato.»

Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi (pagg. 38-39)

Più tardi, nel 2014, scrivevo in questo blog:

«Uscire da Matrix non sarà né facile né indolore.

E sbagliano completamente coloro che pensano si tratti solo di uscire dall’euro.

Ci vorrà un cambiamento ben più grande, ben più radicale.»

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/24/uscire-da-matrix-non-sara-ne-facile-ne-indolore/

Oggi, che il problema non sia solo l’euro, lo stanno ormai comprendendo tutti.

Come ho riportato nel post precedente, perfino quelli del Manifesto scrivono che Papa Bergoglio sta attaccando i popoli europei, il che è tutto dire.

E anche i grillini tuonano contro gli immigrati, vedi qui:

http://www.beppegrillo.it/2015/08/

quattro_proposte_sullimmigrazione_di_vittorio_bertola.html

È sempre più palese che il vero obiettivo è l’eliminazione dello Stato, come io ho sempre sostenuto.

Lo Stato italiano e gli altri Stati europei sono sotto l’attacco incrociato di coloro i quali per eliminare lo Stato utilizzano la via religiosa e di coloro i quali, allo stesso scopo, utilizzano la via ultracapitalista.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/12/le-tre-vie-delle-ideologie-antistato/

La Cei (Conferenza episcopale italiana) appartiene ovviamente alla prima categoria, vedi qui:

http://www.huffingtonpost.it/2015/08/10/immigrazione-cei-grillo-salvini-piazzisti_n_7964504.html

e qui:

http://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/11819296/Immigrazione–Buonanno–Lega-Nord.html

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Le idee confuse di Jacques Sapir

21 giugno 2015

Nel 2013 ho scritto un post intitolato Jacques Sapir scopre oggi che l’europeismo è una sorta di religione, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/12/26/jacques-sapir-scopre-oggi-che-leuropeismo-e-una-sorta-di-religione/

In esso ho evidenziato che lo scopo dell’europeismo e del multiculturalismo (quindi dell’euro e delle politiche di immigrazione senza restrizione alcuna) è di eliminare in Europa lo Stato e che questo scopo affonda le sue radici nel Cristianesimo, il quale nacque proprio in antitesi allo Stato romano.

Il 15 giugno 2015 Sapir ha pubblicato nel suo blog questo post:

La Grèce, l’Europe et la souveraineté
http://russeurope.hypotheses.org/3966

e successivamente la traduzione in lingua inglese:

Greece, Europe and sovereignty
http://russeurope.hypotheses.org/3972

Sapir scopre ancora una volta quello che io da tempo ho già scritto, ossia che l’Unione Europea sta eliminando dall’Europa la sovranità, in altre parole lo Stato.

Infatti egli nota che:

“L’Union européenne se présentait comme une construction nouvelle, ni un «super-Etat» ni une simple association. En affirmant péremptoirement, par la bouche de M. Barroso, que l’UE est un projet «sui generis»[3], les dirigeants européens s’exonèrent de tout contrôle démocratique et enterrent ainsi le principe de souveraineté nationale, mais sans le remplacer par un autre principe. C’est le fait du Prince dans toute sa nudité.”

In inglese:

“The European Union was presenting itself as a new construct, neither a «super-State,» nor a mere association. In affirming peremptorily, in the words of M. Barroso, that the EU is a project «sui generis»[3], the European leaders exonerate themselves of all democratic control and in so doing they are burying the principle of national sovereignty, yet without replacing it with anything else. This is the arbitrariness of power in its nakedness.”

Ma questa nudità era ben visibile da tempo, infatti ne ho scritto esaurientemente.

E ancora:

“Cette révélation de la vraie nature de l’Union européenne conduit certains auteurs à la comparer à un «fascisme mou»[6].”

In inglese:

“This revelation of the true nature of the European Union is leading some authors to compare it to a «soft fascism.» [6]”

Ebbene, parlare in questo contesto di “fascisme mou” (“soft fascism”), termine che egli mutua da un articolo su Libération di Laurent de Sutter, La raison délirante de l’Europe, un nouveau fascisme mou?, è, senza mezzi termini, una sciocchezza.

Il fascismo fu storicamente un movimento politico di carattere nazionalista fondato da Benito Mussolini, che fu il capo di un’autocrazia.

La forma di governo, in questo caso l’autocrazia (una delle due possibili forme di governo secondo Hans Kelsen, essendo l’altra la democrazia), è indissolubilmente legata allo Stato.

Non può esserci forma di governo senza Stato: la forma di governo è la forma che lo Stato assume per esercitare il suo potere sovrano.

Tanto è vero che Kelsen, estremizzando come è il suo solito, scrive:

“Il problema centrale della teoria politica è la classificazione dei governi. Da un punto di vista giuridico essa è la distinzione fra i diversi archetipi di costituzioni. Quindi il problema può essere presentato anche come il problema della distinzione fra le diverse forme di Stato.”

(Hans Kelsen, Teoria generale del diritto e dello Stato, Etas, 2009, pag. 288)

L’Unione Europea invece è un’istituzione politica sui generis (qui ha ragione Barroso!), a cui non corrisponde nessuno Stato, sia pure federale.

Né potrà mai corrispondervi, come ho scritto nel 2012 nel mio saggio Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi (pag. 39) e anche in questo blog, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/02/un-mio-ragionamento-che-ha-avuto-fortuna/

Il punto nodale della questione è che l’Unione Europea, come ho già detto, è stata creata proprio per distruggere gli Stati europei.

Eliminando lo Stato, si elimina automaticamente la forma di governo: ne consegue che non si può più parlare di democrazia o di autocrazia (e quindi neanche di fascismo).

Come ho scritto in questo blog nel 2012:

Quindi, volendo abolire in Europa lo Stato, verrà abolita anche la democrazia, come in effetti sta vistosamente e palesemente accadendo.

Una democrazia senza Stato (così come una giustizia senza Stato) può esistere, parodiando Shakespeare, soltanto nei sogni dei nostri filosofi.

In assenza dello Stato ci ritroviamo, come spiega Thomas Hobbes, in una “guerra di tutti contro tutti” (Thomas Hobbes, De cive, Editori Riuniti, 1979, pag. 73 e pag. 87), nella quale ovviamente vincono i più forti: la Germania, le banche, la finanza internazionale, i ricchi.”

https://luigicocola.wordpress.com/2012/11/10/lignoranza-della-scienza-politica-contagia-anche-wikipedia/

Insomma, quello che Jacques Sapir e Laurent de Sutter chiamano “fascisme mou”, “soft fascism”, è niente altro che l’hobbesiana “guerra di tutti contro tutti”.

E come scrive ancora Hobbes: “Violenza e frode sono in tempo di guerra le due virtù cardinali.”

(Thomas Hobbes, Leviatano, Laterza, 2009, pag. 103)

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C’è voluto un po’

16 maggio 2015

Tre teorie da me formulate (ossia una teoria dell’anomalia italiana, una teoria del Cristianesimo e una teoria dello Stato) rimangono per me validissime ancora oggi, dopo molte riflessioni e cogitazioni, esattamente come le avevo concepite fin dall’inizio.

Invece il mio pensiero sull’origine prima dell’impulso di morte dell’Occidente ha avuto una sua evoluzione.

Dapprima ritenevo primum movens la filosofia politica di John Locke, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/10/23/il-mito-della-dannosita-dello-stato/

A mia discolpa devo puntualizzare che fin dall’inizio, nel mio saggio Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, ho riconosciuto la “matrice inconfondibilmente religiosa” delle ideologie antistato di tipo filosofico (Ibid., pag. 38).

Ma introspettivamente ritengo di non aver avuto il coraggio di porre questa “matrice inconfondibilmente religiosa” al centro della questione.

Non è stato un errore di comprensione, bensì un cedimento del mio coraggio intellettuale.

Solo più tardi, in questo blog, sono riuscito a formulare quella che è a questo proposito la mia concezione attuale, cioè la teoria unificata delle ideologie antistato, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/20/la-teoria-unificata-delle-ideologie-antistato/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/23/un-consuntivo/

Così la filosofia politica di Locke da primum movens è diventata una tappa intermedia dell’intero processo, sebbene sia comunque una tappa molto importante, dato che essa rappresenta la mutazione delle istanze antistato del Cristianesimo dalla forma religiosa alla forma filosofica.

Questa mutazione è letale, come ho scritto qui:

“Questo mutamento di forma neutralizza le difese della cultura occidentale nei riguardi dell’idea esiziale di eliminare lo Stato: il programma antistato del Cristianesimo risulta in questo modo vincente, perché non si presenta più a carattere religioso, ma filosofico o addirittura, più recentemente, scientifico.

È quindi in sintonia con la modernità dell’Occidente, nel quale la scienza ha oggi una fortissima valenza.

Ma ovviamente si tratta di un inganno. La scientificità delle ideologie antistato è del tutto falsa…”

https://luigicocola.wordpress.com/2014/09/30/siamo-sullorlo-dellapocalisse/

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Un consuntivo

23 febbraio 2015

È tempo per me di fare un consuntivo.

Pochi anni fa ho scritto due saggi:

Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo

e

Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi

In essi ho esposto una teoria dell’anomalia italiana, una teoria del Cristianesimo e una teoria dello Stato. Vi ho anche esposto il mio concetto di ideologie antistato.

Nel 2012 ho aperto questo blog, dove sono infine arrivato a formulare la teoria unificata delle ideologie antistato.

Con quest’ultima teoria la mia opera può dirsi terminata.

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Il disastro europeo e Google

14 febbraio 2015

Io voglio bene a Google.

Gli sono veramente grato.

E c’è un preciso motivo.

Dal 2013 (non ricordo il mese) cercando “disastro europeo” senza virgolette in Google il primo sito riportato è questo blog.

E in Google Immagini le prime due riportate sono le copertine dei miei due saggi:

Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo

e

Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi

Tutto ciò con la cache e i cookie del browser azzerati. E non ho fatto nulla per ottenere questo risultato, se non scrivere i miei due saggi e i post di questo blog.

Naturalmente questo non sarà per sempre, è un risultato effimero, può cambiare anche domani (anche perché confesso di non farcela più a scrivere post), ma per il momento consentitemi di esserne felice.

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Istantanea - 14022015 - 06:40:17

 

Istantanea - 14022015 - 06:41:33