Posts Tagged ‘legittimità’

Il terrorismo è l’inevitabile conseguenza della delegittimazione dello Stato

7 agosto 2013

Leggo sul Corriere della sera un articolo intitolato:

Obama attacca la Russia tra le battute di Leno: «Ricade nella mentalità da guerra fredda»

Il presidente Usa intervistato dal popolare showman: «L’allarme antiterrorismo non è esagerato»

http://www.corriere.it/esteri/13_agosto_07/obama-va-al-g20-in-russia_0b7b4700-ff03-11e2-9e44-1a79176af940.shtml

L’articolo del Corriere della sera contiene due argomenti rilevanti: i rapporti con la Russia e il terrorismo.

Tralascerò il primo, perché riguardo ad esso è palese che Obama non può che incolpare se stesso, dato che è stato proprio lui ad aver offerto a Putin una palla alta: cosa pretendeva, che Putin non schiacciasse? Che Putin si facesse mettere one-down?

Mi interessa di più il secondo argomento:

LA MINACCIA DI AL QAEDA – Durante l’intervista, Obama ha anche parlato della recente minaccia terroristica che ha costretto gli Stati Uniti a chiudere le ambasciate in tutto il Medio Oriente. Si tratta di una minaccia da prendere sul serio. «L’estremismo radicale e violento è ancora di fronte a noi» ha dichiarato. «Gli Stati Uniti non hanno reagito in modo esagerato con la chiusura delle ambasciate e dei consolati in seguito alla minaccia di attacchi terroristici».”

In un post del 22 giugno, intitolato La vera causa dell’11 settembre, avevo scritto:

In quest’ottica, insistere sull’europeismo e sul multiculturalismo, vale a dire continuare a esibire la volontà di eliminare lo Stato, potrebbe portare a nuovi attacchi all’Occidente.

Più l’Occidente delegittima lo Stato, più si espone ad attacchi.

È una constatazione elementare, che però sembra sfuggire a molti.

Ed è inutile, o scarsamente utile, affidarsi poi a misure repressive, le quali seguono inevitabilmente una logica reattiva invece che proattiva.

Esse, lungi dal costituire un’esibizione di forza, costituiscono una plateale manifestazione di impotenza.

https://luigicocola.wordpress.com/2013/06/22/la-vera-causa-dell11-settembre/

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La legittimità e Obama

5 luglio 2013

La legittimità è un concetto fondamentale della scienza politica.

Leggiamo un passo di eccezionale importanza scritto dal grande, anzi grandissimo, politologo americano Robert A. Dahl, professore emerito di scienza politica all’università di Yale:

“I leaders di un sistema politico cercano di ottenere che – quali che siano i mezzi usati dal governo per risolvere i conflitti – le decisioni prese non vengano generalmente accettate solo per timore di violenza, punizioni, o coercizione, ma che tale accettazione derivi anche dalla convinzione che la decisione è giusta e opportuna sotto il profilo morale. La convinzione che la struttura, le procedure, gli atti, le decisioni, i provvedimenti politici, così come i funzionari o i leaders del governo, siano «giusti», e che per questo loro carattere debbano essere accettati quale che sia il contenuto specifico dei loro atti, è ciò che intendiamo per «legittimità»…

…È piuttosto facile capire perché i leaders si preoccupano di ottenere la legittimità…

…Sarebbe impossibile, per esempio, contare esclusivamente sulla paura e sul terrore per assicurare lo svolgimento dei complessi compiti di una vasta organizzazione burocratica moderna. Con ogni probabilità sarebbe ugualmente impossibile, o quantomeno più costoso, avvalersi di un sistema di ricompense dirette, perché ciò richiederebbe un oneroso sistema di «tanto al pezzo». Ma quando un subordinato considera moralmente vincolanti gli ordini e gli incarichi che riceve [il corsivo è mio], un consumo relativamente piccolo di risorse basta ad assicurare un adempimento soddisfacente. Sebbene molti tipi diversi di sistemi politici possano conseguire la legittimità, le democrazie ne hanno più bisogno degli altri sistemi. [il corsivo è mio]”.

(Robert A. Dahl, Introduzione alla scienza politica, Il Mulino, 1970, pagg. 77-78).

Norberto Bobbio in Stato, governo, società fornisce un elenco di tutte le più importanti opere dell’Evo Moderno sullo Stato, le forme di governo e argomenti attinenti, cioè da Machiavelli ai nostri giorni. Ebbene, in tale elenco c’è anche la suddetta opera di Robert A. Dahl (Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pag. 162).

Quando Obama calpesta il diritto internazionale (vedi la vicenda del presidente della Bolivia; vedi la pretesa che sia un obbligo per la Russia consegnare agli USA Edward Snowden, quando invece non esistono trattati di estradizione tra Russia e USA; vedi le cimici nelle ambasciate in USA dei paesi europei, compresa l’Italia, senza che neanche ci sia la ragion di Stato della guerra fredda; ecc. ecc.), egli non fa che distruggere la legittimità della sua politica, vale a dire della politica degli Stati Uniti d’America.

Egli non fa che distruggere la democrazia americana, in quanto, come scrive Dahl, le democrazie hanno più bisogno della legittimità rispetto ad altri sistemi politici.

Del resto, perché Edward Snowden si è ribellato? Perché non considerava più “moralmente vincolanti gli ordini e gli incarichi” ricevuti.

E né la paura, né il denaro sono riusciti a fermarlo.

Il fatto è che a Obama, poiché si tratta del primo presidente afroamericano degli USA, è stato concesso tutto, ogni cosa, perfino il premio Nobel per la pace in via anticipata. Si è arrivati al grottesco.

Vedi a questo proposito l’interessante articolo sul Giornale di ieri, scritto da Livio Caputo e intitolato La parabola di Obama Dal nobel sulla fiducia alla sfiducia mondiale:

http://www.ilgiornale.it/news/esteri/parabola-obama-nobel-sulla-fiducia-sfiducia-mondialeil-932848.html

In questo clima di esaltazione estrema, è naturale che Obama abbia perso la testa.

Come scrisse Lord Acton:

“Il potere tende a corrompere, il potere assoluto corrompe in modo assoluto”.

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