Posts Tagged ‘l’europa della moneta unica un animale senza difese’

Un’analisi errata e mendace dell’Unione Europea

4 gennaio 2018

Leggo un articolo di Alberto Negri (editorialista del Sole24ore) del 22 dicembre 2017:

[L’analisi] La Catalogna in rivolta dentro un’Europa incapace. E con il fantasma di Franco
L’Unione Europea avrebbe dovuto costituire il superamento dello stato nazione attraverso alcuni strumenti come una politica estera e di difesa comuni. Un esercito comune e un comune servizio civile avrebbero dovuto dare l’impressione ai cittadini europei che si stava superando la frammentazione statale per aderire ad un’entità più grande. Hanno invece prevalso gli egoismi. In questo senso, la crisi catalana è l’emblema della crisi europea perché l’Europa si è rivelata incapace di costruire un’unità progettuale capace di superare gli stati-nazione

«Ma la vera domanda, al di là del caso catalano, è chiedersi oggi che cosa rappresenta ancora lo stato-nazione? E’ come un vecchio frac. Si è perso per strada insieme alla graduale dismissione del concetto di patria, di cui è esempio emblematico l’abolizione della leva obbligatoria e la costituzione di eserciti professionali. Gli stati-nazione europei sono nati intorno agli eserciti e alle mobilitazioni delle masse. Quando questi elementi mancano comincia a mancare anche la coesione che fa del soggetto nazionale un’entità che rappresenta il bene comune. L’Unione Europea avrebbe dovuto costituire il superamento dello stato nazione attraverso alcuni strumenti come una politica estera e di difesa comuni. Un esercito comune e un comune servizio civile avrebbero dovuto dare l’impressione ai cittadini europei che si stava superando la frammentazione statale per aderire ad un’entità più grande. Hanno invece prevalso gli egoismi. In questo senso, la crisi catalana è l’emblema della crisi europea perché l’Europa si è rivelata incapace di costruire un’unità progettuale capace di superare gli stati-nazione.»

http://notizie.tiscali.it/esteri/articoli/La-Catalogna-in-rivolta/

https://comedonchisciotte.org/la-catalogna-in-rivolta-dentro-uneuropa-incapace-e-con-il-fantasma-di-franco/

Questa è un’analisi errata e mendace dell’Unione Europea.

L’Unione Europea, che è l’aborto prodotto dal mondialismo (in inglese globalism, in francese mondialisme), non vuole eliminare lo Stato-nazione, ma bensì vuole eliminare lo Stato tout court, vuole eliminare qualsiasi tipo di Stato.

Lo Stato-nazione è un tipo particolare di Stato che non è sempre esistito (basti pensare alla cultura dell’antica Grecia, da cui l’Occidente si picca di discendere), mentre invece lo Stato è sempre esistito, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/08/10/ma-lo-stato-e-sempre-esistito-oppure-e-uninvenzione-recente/

Lo Stato è sempre esistito e sempre esisterà, perché è una necessità della Ragione, anzi è un universale culturale, allo stesso modo dei riti funebri e del tabù dell’incesto, come ho scritto molte volte.

È su equivoci o mistificazioni o inganni come questi che i mondialisti costruiscono la propaganda mondialista, che è una propaganda di guerra, cioè una propaganda di menzogne iperboliche e colossali, da far invidia al Barone di Münchhausen.

Del resto, creare i mitici Stati Uniti d’Europa non è possibile, come scrissi (a pag. 39) nel mio saggio di scienza politica Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi (già nella prima edizione del 19 aprile 2012) e il perché è il seguente:

perché il numero delle lingue dell’Unione Europea è un numero enorme e ciò è incompatibile con il funzionamento di uno Stato (unitario o federale che sia).

Inoltre in questo blog ho ripetuto diverse volte lo stesso concetto, vedi qui:

Domanda: cos’è la democrazia? (5 agosto 2012)

«Il punto nodale della questione è che non esiste uno Stato europeo, sia pure federale, né potrà mai esistere, perché le lingue ufficiali dell’Unione Europea sono ben 23: bulgaro, ceco, danese, estone, finlandese, francese, greco, inglese, irlandese, italiano, lettone, lituano, maltese, olandese, polacco, portoghese, rumeno, slovacco, sloveno, spagnolo, svedese, tedesco e ungherese…

…L’Unione Europea è una Torre di Babele, non uno Stato.»

https://luigicocola.wordpress.com/2012/08/05/domanda-cose-la-democrazia/

e qui:

Cretinismo europeista (1 ottobre 2012)

«L’eccezione è la Svizzera. Ma la Svizzera è un caso unico in Occidente ed essendo tale non può essere presa come esempio!

Il fatto è che in Svizzera (a parte che quattro lingue sono infinitamente meno delle ventitré lingue ufficiali dell’Unione Europea!) il patto sociale non è basato come per gli altri popoli sulla lingua comune, bensì sul fatto comune di vivere sulle Alpi, ossia su un territorio talmente montuoso da essere difendibile molto facilmente dalle aggressioni militari di stranieri: in pratica le Alpi sono una fortezza naturale. Senza le Alpi non esisterebbe questo peculiare patto sociale e non esisterebbe nemmeno la Svizzera. E infatti gli svizzeri sono ossessionati dalla sicurezza militare del loro territorio.

Questa è la realtà delle cose. Poi ci sono le utopie, a proposito delle quali Machiavelli scrisse:

“E molti si sono imaginati republiche e principati che non si sono mai visti né conosciuti essere in vero…”

(Niccolò Machiavelli, Il Principe, Rizzoli, 1991, pag. 150)»

https://luigicocola.wordpress.com/2012/10/01/cretinismo-europeista/

e qui:

L’idea degli Stati Uniti d’Europa è un’idea aberrante, anzi delirante (11 ottobre 2012)

«Infatti nell’Unione Europea ci sono ben 23 popoli diversi, cioè quelli corrispondenti alle 23 lingue ufficiali dell’Unione Europea…

…È un vero e proprio delirio pensare di poter creare gli Stati Uniti d’Europa, a somiglianza degli Stati Uniti d’America…

Gli Stati Uniti d’America esistono perché la lingua di quel paese è una sola: la lingua inglese.

Ed è per questo che gli americani pensano a se stessi come nazione: la nazione americana, the american nation.»

https://luigicocola.wordpress.com/2012/10/11/lidea-degli-stati-uniti-deuropa-e-unidea-aberrante-anzi-delirante/

Dopo di me altri hanno ripetuto questo ragionamento, p.e. Giovanni Sartori, in questo editoriale del Corriere della Sera del 12 novembre 2012, intitolato L’EUROPA DELLA MONETA UNICA – Un animale senza difese:

«Il rimedio? Quello risolutivo sarebbe, a detta dei più, di arrivare a un’Europa federale. Ma temo che sia un rimedio impossibile. Uno Stato federale richiede una lingua comune. Difatti tutti gli Stati federali esistenti sono costituiti da componenti che si capiscono e parlano tra loro. La Germania parla tedesco, gli Stati Uniti e l’Australia l’inglese (e così pure l’India a livello di élite di governo), il Brasile il portoghese, l’Argentina e il Messico lo spagnolo, e così via citando. Se l’Europa diventasse uno Stato federale io mi potrei trovare sulla scheda di voto un candidato finlandese del quale non saprei nemmeno pronunziare il nome e del quale nessun europeo sa nulla. La sola piccolissima eccezione è la Svizzera, che però a livello di classe politica federale si intende benissimo. E trovo stupefacente che nessuno dei proponenti dell’Europa federale si renda conto di questo pressoché insuperabile ostacolo.»

http://www.corriere.it/editoriali/12_novembre_12/un-animale-senza-difese-giovanni-sartori_121347e2-2c91-11e2-ac32-eb50b1e8a70b.shtml

Vedi anche questo mio post successivo, intitolato Sartori ed io sugli Stati Uniti d’Europa scriviamo le stesse cose:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/11/17/sartori-ed-io-sugli-stati-uniti-deuropa-scriviamo-le-stesse-cose/

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Paradossi e ossimori oppure assoluta incapacità di comprensione?

23 dicembre 2012

Leggo sul “Sole24ore” un articolo di Guido Rossi, “Il paradosso italiano, l’ossimoro europeo”:

“All’interno di una recessione che non accenna minimamente a finire, la democrazia gode di cattiva salute, sia in Italia, dove sembra pericolosamente declinare, sia in Europa, dove appare un fiore completamente appassito ancor prima di sbocciare. Insomma, siamo di fronte a una sorta di paradosso italiano e di ossimoro europeo.”

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-12-23/paradosso-italiano-ossimoro-europeo-081032.shtml?uuid=Abt47bEH

Guido Rossi, dall’alto del suo Master of Laws conseguito ad Harvard (nel lontano 1954), si lamenta di una recessione che non finisce (neanche “minimamente”, ohibò, ma com’è possibile? L’euro non avrebbe dovuto portare ricchezza?), della democrazia che in Italia declina (“pericolosamente”, doppio ohibò), mentre in Europa sembra addirittura “un fiore completamente appassito ancor prima di sbocciare” (triplo ohibò).

Perché mai accade tutto questo? Guido Rossi sentenzia: trattasi di paradossi e ossimori.

Ma non gli sorge il dubbio di non aver compreso affatto la realtà delle cose, di aver usato nei confronti di quest’ultima una chiave interpretativa completamente errata?

Continuo la lettura del suddetto articolo:

“Il futuro governo italiano dovrà dunque, nel suo programma, aver prioritaria una decisa azione in collaborazione con gli altri Stati dell’Unione, per attuare l’unità politica europea e trasformarsi così da Stato membro suddito di una tecno-burocrazia in Stato federato nell’Europa democratica.”

Evidentemente a Guido Rossi è sfuggito l’editoriale sul “Corriere della Sera” di Giovanni Sartori intitolato “Un animale senza difese”:

“Il rimedio? Quello risolutivo sarebbe, a detta dei più, di arrivare a un’Europa federale. Ma temo che sia un rimedio impossibile. Uno Stato federale richiede una lingua comune. Difatti tutti gli Stati federali esistenti sono costituiti da componenti che si capiscono e parlano tra loro. La Germania parla tedesco, gli Stati Uniti e l’Australia l’inglese (e così pure l’India a livello di élite di governo), il Brasile il portoghese, l’Argentina e il Messico lo spagnolo, e così via citando. Se l’Europa diventasse uno Stato federale io mi potrei trovare sulla scheda di voto un candidato finlandese del quale non saprei nemmeno pronunziare il nome e del quale nessun europeo sa nulla. La sola piccolissima eccezione è la Svizzera, che però a livello di classe politica federale si intende benissimo. E trovo stupefacente che nessuno dei proponenti dell’Europa federale si renda conto di questo pressoché insuperabile ostacolo.”

http://www.corriere.it/editoriali/12_novembre_12/un-animale-senza-difese-giovanni-sartori_121347e2-2c91-11e2-ac32-eb50b1e8a70b.shtml

Vedi anche:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/11/17/sartori-ed-io-sugli-stati-uniti-deuropa-scriviamo-le-stesse-cose/

https://luigicocola.wordpress.com/2012/11/17/la-realta-delle-cose-sta-incominciando-a-imporsi-sui-sogni-e-le-utopie/

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La realtà delle cose sta incominciando a imporsi sui sogni e le utopie

17 novembre 2012

Leggo questo post di Fabio Vander del 14 novembre:

«Anti-europeismo delle classi dirigenti?

Nei giorni scorsi sono usciti, in contemporanea, tre ‘strani’ articoli. Strani per il taglio: al tempo stesso anti-europeista e anti-montiano, ma soprattutto per il dove, cioè rispettivamente su “Sole 24 ore”, “Corriere della Sera” e “Repubblica”.»

http://www.paneacqua.info/2012/11/anti-europeismo-delle-classi-dirigenti/

Lo strano (a detta di Vander) articolo del “Corriere della Sera” è l’editoriale del 12 novembre di Giovanni Sartori, di cui ho scritto nel mio post precedente:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/11/17/sartori-ed-io-sugli-stati-uniti-deuropa-scriviamo-le-stesse-cose/

Il Prof. Giovanni Sartori è un politologo di fama mondiale (ha anche insegnato alla Columbia University), del quale Wikipedia riporta:

«È considerato uno dei massimi esperti di scienza politica a livello internazionale»

http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Sartori_%28politologo%29

Vediamo cosa scrive Vander del suddetto editoriale:

«Sul “Corriere della Sera” è Giovanni Sartori a prendersi la libertà di dire [sic] che l’Europa della moneta unica è un “animale assurdo”. Un sistema con una moneta unica fuori del controllo degli Stati, ma senza uno “Stato federale” continentale è esattamente l’assurdo. Qualcosa che lascia campo libero alle “incursioni monetarie della speculazione internazionale” e soprattutto rende ingestibile economicamente e socialmente il continente. L’esempio recente dell’Alcoa e sintomatico, dice Sartori. Abbiamo perso migliaia di posti di lavoro e un settore strategico come quello dell’alluminio per rispondere agli assurdi diktat delle autorità europee.»

Eh no, caro Vander, Sartori non ha detto soltanto questo, ha detto anche, sia pure con un certo grado di understatement, che i tanto sognati Stati Uniti d’Europa non si possono proprio fare, a causa delle lingue diverse che gli europei parlano.

Come ho riportato nel mio precedente post, ecco cosa Sartori ha scritto su questo fondamentale argomento:

«Il rimedio? Quello risolutivo sarebbe, a detta dei più, di arrivare a un’Europa federale. Ma temo che sia un rimedio impossibile. Uno Stato federale richiede una lingua comune. Difatti tutti gli Stati federali esistenti sono costituiti da componenti che si capiscono e parlano tra loro. La Germania parla tedesco, gli Stati Uniti e l’Australia l’inglese (e così pure l’India a livello di élite di governo), il Brasile il portoghese, l’Argentina e il Messico lo spagnolo, e così via citando. Se l’Europa diventasse uno Stato federale io mi potrei trovare sulla scheda di voto un candidato finlandese del quale non saprei nemmeno pronunziare il nome e del quale nessun europeo sa nulla. La sola piccolissima eccezione è la Svizzera, che però a livello di classe politica federale si intende benissimo. E trovo stupefacente che nessuno dei proponenti dell’Europa federale si renda conto di questo pressoché insuperabile ostacolo.»

http://www.corriere.it/editoriali/12_novembre_12/un-animale-senza-difese-giovanni-sartori_121347e2-2c91-11e2-ac32-eb50b1e8a70b.shtml

Questo concetto, molto modestamente rispetto al Prof. Sartori, che può pubblicare un editoriale sul “Corriere della Sera”, lo sto ripetendo da mesi sul mio quasi ignoto blog, ad esempio in un post del 5 agosto, nel quale ho scritto :

«Il punto nodale della questione è che non esiste uno Stato europeo, sia pure federale, né potrà mai esistere, perché le lingue ufficiali dell’Unione Europea sono ben 23: bulgaro, ceco, danese, estone, finlandese, francese, greco, inglese, irlandese, italiano, lettone, lituano, maltese, olandese, polacco, portoghese, rumeno, slovacco, sloveno, spagnolo, svedese, tedesco e ungherese.
Vedi:

http://ec.europa.eu/languages/languages-of-europe/eu-languages_it.htm

L’Unione Europea è una Torre di Babele, non uno Stato.»

https://luigicocola.wordpress.com/2012/08/05/domanda-cose-la-democrazia/

La verità è che la realtà delle cose sta incominciando a imporsi sui sogni e le utopie.

Quando si abbandona la Ragione, quella “strana” cosa di cui scrisse Parmenide circa 2500 anni fa, si producono mostri, come ben notò Goya: “Il sonno della ragione genera mostri”.

Copyright © 2012 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Sartori ed io sugli Stati Uniti d’Europa scriviamo le stesse cose

17 novembre 2012

Sugli Stati Uniti d’Europa l’11 ottobre ho scritto un post intitolato: “L’idea degli Stati Uniti d’Europa è un’idea aberrante, anzi delirante”:

“Infatti nell’Unione Europea ci sono ben 23 popoli diversi, cioè quelli corrispondenti alle 23 lingue ufficiali dell’Unione Europea…

…È un vero e proprio delirio pensare di poter creare gli Stati Uniti d’Europa, a somiglianza degli Stati Uniti d’America…

Gli Stati Uniti d’America esistono perché la lingua di quel paese è una sola: la lingua inglese…

…Se si volesse veramente formare gli Stati Uniti d’Europa, occorrerebbe che tutti i popoli dell’Unione Europea, tranne uno, rinunciassero alla propria lingua: sono pronti gli italiani, i francesi, i tedeschi, gli inglesi, ecc. ecc., a fare ciò?”

https://luigicocola.wordpress.com/2012/10/11/lidea-degli-stati-uniti-deuropa-e-unidea-aberrante-anzi-delirante/

E il 1° ottobre ho scritto quest’altro post, intitolato “Cretinismo europeista”:

“Insomma, Bernard-Henri Lévy ci racconta che, su sei esperienze di moneta unica tentate in Occidente, due sono fallite e quattro sono riuscite.

Le due fallite riguardano proprio monete uniche con popoli diversi tra loro (l’Unione Monetaria Latina e l’Unione Monetaria Scandinava), ossia la stessa identica situazione dell’Unione Europea.

Le quattro riuscite riguardano la Svizzera, l’Italia, la Germania e gli Stati Uniti.

A parte la Svizzera, a Lévy sfugge un dato che non sfuggirebbe, ne sono sicuro, al mio elettrauto: in Italia si parla l’italiano, in Germania si parla il tedesco e negli Stati Uniti si parla l’inglese.

Lévy ha descritto cioè la storia di tre popoli!

È ovvio che un popolo abbia un suo Stato sovrano (federale o non federale, questo non ha alcuna importanza) e di conseguenza una sua moneta.

L’eccezione è la Svizzera. Ma la Svizzera è un caso unico in Occidente ed essendo tale non può essere presa come esempio!”

https://luigicocola.wordpress.com/2012/10/01/cretinismo-europeista/

Ho scoperto ieri che Giovanni Sartori il 12 novembre ha scritto un editoriale sul “Corriere della Sera”, intitolato “L’EUROPA DELLA MONETA UNICA – Un animale senza difese“:

Il rimedio? Quello risolutivo sarebbe, a detta dei più, di arrivare a un’Europa federale. Ma temo che sia un rimedio impossibile. Uno Stato federale richiede una lingua comune. Difatti tutti gli Stati federali esistenti sono costituiti da componenti che si capiscono e parlano tra loro. La Germania parla tedesco, gli Stati Uniti e l’Australia l’inglese (e così pure l’India a livello di élite di governo), il Brasile il portoghese, l’Argentina e il Messico lo spagnolo, e così via citando. Se l’Europa diventasse uno Stato federale io mi potrei trovare sulla scheda di voto un candidato finlandese del quale non saprei nemmeno pronunziare il nome e del quale nessun europeo sa nulla. La sola piccolissima eccezione è la Svizzera, che però a livello di classe politica federale si intende benissimo. E trovo stupefacente che nessuno dei proponenti dell’Europa federale si renda conto di questo pressoché insuperabile ostacolo.”

http://www.corriere.it/editoriali/12_novembre_12/un-animale-senza-difese-giovanni-sartori_121347e2-2c91-11e2-ac32-eb50b1e8a70b.shtml

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