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Quando bisogna cambiare radicalmente la moderazione non serve

31 marzo 2014

Si sono concluse le elezioni amministrative francesi, con la vittoria dell’Ump, il partito di centrodestra, e una buona affermazione del Front National di Marine Le Pen, che è ormai il terzo partito del Paese.

Vedi qui:

http://www.lettera43.it/politica/francia-elezioni-amministrative-esulta-la-destra_43675125891.htm

Joe Galt scrive sull’Occidentale:

«Oggi i giornali parleranno soprattutto di questo, del presidente che dopo gli scandali becca una batosta elettorale da manuale e delle forze che minacciano la costruzione europea e la moneta unica. Noi invece preferiamo parlare della “onda blu”, come l’ha definita il leader della destra moderata [il corsivo è mio], Cope’, “la prima grande vittoria dell’Ump in una elezione locale”.»

http://www.loccidentale.it/node/131302

Vorrei proprio sapere, nel disastro europeo in cui ci troviamo, che senso ha parlare di “destra moderata”.

Quando bisogna cambiare radicalmente la moderazione non serve, anzi è un ostacolo.

Copyright © 2014 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Il delirio della Merkel e di Obama

8 marzo 2014

Come ho riportato in un post precedente, sia la Merkel che Obama hanno condannato Putin, definendolo, rispettivamente, non più a contatto con la realtà e dal lato sbagliato della storia.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/04/chi-e-a-contatto-con-la-realta-chi-e-dal-lato-giusto-della-storia/

Oggi Marco De Palma sull’Occidentale scrive:

Da Gazprom alla base occupata in Crimea: la Ue non capisce Putin

“…Chiaro come il sole: la Russia non teme la Ue e Putin proseguirà sulla sua strada. Non si tratta solo di agire, come il presidente russo ha dimostrato di fare invadendo la Crimea, e’ proprio la dimensione ideologica che muove Putin a non essere compresa dalle cancellerie europee. L’idea postmoderna della fine dei conflitti, del multilateralismo senza crisi, della kantiana pace perpetua, il Ventunesimo secolo della mano tesa sognato dal presidente Obama al Cairo, non funziona con Putin, che vive sospeso tra il Diciannovesimo e il Ventesimo secolo e come ha detto la signora Merkel non si riesce a capire cosa pensi. Ma sono l’Europa e anche gli USA che non capiscono: credono di vivere in un mondo che funziona secondo le loro regole mentre l’ex KGB ragiona nel più classico schema di scontro delle civiltà.”

http://www.loccidentale.it/node/130689

De Palma da un lato ha certamente ragione quando scrive che l’Europa e gli USA “credono di vivere in un mondo che funziona secondo le loro regole”, dall’altro ha torto: Putin non “vive sospeso tra il Diciannovesimo e il Ventesimo secolo”, vive nella realtà.

Invece la Merkel e Obama vivono in un mondo assolutamente immaginario, ossia in un mondo dove l’internazionalismo di David Rockefeller ha vinto.

Ebbene, ciò non accadrà mai, come ho scritto in un post precedente:

“Tutto ciò l’Occidente non lo capisce affatto e anzi pensa di convincere l’Islam ad aderire al suo progetto suicida di eliminare lo Stato, di far trionfare la città celeste (il Cristianesimo) sulla città terrena (lo Stato), cosa che se non fosse tragica, sarebbe comica: l’Islam non è il Cristianesimo e in esso non esiste alcun dualismo tra religione e Stato.

L’Islam non contiene alcuna istanza contraria allo Stato, non proibisce in alcun modo la forza.

Così il famoso discorso tenuto da Obama al Cairo nel 2009 è un discorso essenzialmente tragicomico.

Così come è essenzialmente tragicomico il progetto internazionalista di David Rockefeller (quindi Bilderberg, Trilaterale, ecc. ecc.), il quale molto probabilmente non si è mai reso conto che tale suo progetto non è altro che il progetto cristiano di far trionfare la città celeste sulla città terrena. E che i popoli non cristiani, per esempio quelli musulmani, ma anche i cinesi, i giapponesi, ecc. ecc., non l’accetteranno mai. Perfino la Russia, che è cristiana ortodossa (ossia discende dall’Impero romano d’Oriente), non l’accetterà mai.

L’accetterebbero se fosse un progetto realizzabile, così come hanno accettato la scienza.

Ma il punto nodale della questione è che tale progetto è irrealizzabile, è un’utopia, una chimera.

E quindi i suddetti popoli non accetteranno mai, com’è ovvio, di suicidarsi in nome di una concezione religiosa che non è la loro.”

https://luigicocola.wordpress.com/2014/01/27/quale-sara-il-futuro-delloccidente/

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La buffonata del principio di autodeterminazione dei popoli

7 marzo 2014

Ho già scritto del principio di autodeterminazione dei popoli, sostenuto con grande enfasi, circa un secolo fa, da Woodrow Wilson e violato platealmente da lui stesso, sia nei riguardi della Germania (Danzica), sia nei riguardi dell’Italia (Fiume).

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/02/09/le-folli-decisioni-di-woodrow-wilson/

Ciò portò direttamente alla nascita del fascismo e del nazismo, nonché alla seconda guerra mondiale.

Wilson è da considerare, pertanto, una delle figure più negative della storia.

Oggi Obama sta emulando le folli decisioni di Woodrow Wilson, con il suo attacco alla Russia sulla questione dell’Ucraina e della Crimea.

Come giustamente scrive Mario Rimini nel suo articolo L’Ucraina scelga: l’Europa o la Crimea, pubblicato il 3 marzo 2014 dall’Occidentale:

“E poi c’e’ la Crimea. Considerare la Crimea come una qualunque regione del’Ucraina e’ un legittimo e abile esercizio di retorica e di geopolitica da parte di Obama e di Bruxelles, ma fa torto alla storia e alla realta’ della Penisola del Mar Nero. Perché la Crimea, storicamente e culturalmente, non e’ ucraina. Si tratta di uno dei gioielli della corona zarista e di un territorio russo sotto tutti i punti di vista. La contraddizione della retorica ocidentale in merito sta nell’argomentazione addotta a pretesto per la condanna della Russia di Putin.

Due sono gli argomenti in campo. Uno e’ quello tradizionale dell’autodeterminazione dei popoli. La rivoluzione ucraina e’ supportata dall’Occidente in quanto rientra nell’aspirazione di un popolo con forte identita’ etnica, linguistica e storica a gestire il proprio destino autonomamente e senza influenze esterne. Benissimo. Ma la Crimea non e’ ucraina, e’ russa. Gli abitanti della penisola si sono espressi per anni in favore della separazione dallo Stato ucraino e del ricongiungimento con la Russia. Le milizie russe che presidiano in questo giorni la Crimea sono accolte con entusiasmo dalla popolazione, e di certo non sono viste come invasori. Il legittimo leader dell’autonomia di Crimea ha chiesto alla Russia di intervenire per salvaguardare la Penisola. Perche’ allora il principio di auto determinazione per loro non vale ? [il corsivo è mio].

E qui si passa al secondo argomento: l’eredita’ sovietica. La rivoluzione ucraina e’ percepita come l’atto finale dell’emancipazione dalla storia sovietica e dalle sue dinamiche. Dovuto e sacrosanto. Il problema e’ che la Crimea come teritorio ucraino appartiene alla medesima storia. Solo sessant’anni fa un atto lunatico e impulsivo di uno dei leader dittatoriali dell’impero sovietico – Nikita Khruscev – strappo’ la Crimea alla sovranita’ russa e la regalo’ letteralmente alla repubblica sovietica ucraina. Ai tempi, il gesto era simbolico e non aveva alcuna ripercussione concreta – si trattava di Unione Sovietica e poco contava che nominalmente la Penisola appartenesse all’una piuttosto che all’altra republica.

Ma con il collasso dell’impero, la geopolitica e’ tornata prepotentemente alla ribalta…”

http://www.loccidentale.it/node/130569

Vedi anche l’articolo di Mario Rimini Con la Russia l’Occidente ha perso una opportunità pubblicato il 6 marzo sempre dall‘Occidentale:

http://www.loccidentale.it/node/130650

A Mario Rimini però sfugge il vero motivo dell’attacco di Obama alla Russia: il folle progetto internazionalista di David Rockefeller, del quale Obama è fedele, ancorché maldestro, esecutore.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/02/14/linternazionalismo-di-rockefeller-e-un-millenarismo/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/02/21/la-futilita-della-contesa-tra-unione-europea-e-russia-per-lucraina/

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