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La Libia è uno Stato fallito? E l’Italia cos’è?

16 agosto 2017

Leggo un articolo di Gianandrea Gaiani su analisidifesa.it (13 agosto 2017):

Sovranità: le lezioni arrivano dai libici

«Può far sorridere, non senza un po’ di amarezza, constatare che uno Stato che siamo abituati a considerare “fallito” come la Libia [il neretto è mio] abbia risolto semplicemente affermando la propria sovranità sulle sue acque il dilemma sul ruolo delle Ong nel soccorso degli immigrati illegali che invece continua a lacerare l’Italia da settimane…

…La Marina libica ha intimato mercoledì a “tutte le navi straniere di restare fuori dall’area di ricerca e soccorso” (Area SAR) utilizzando un linguaggio esplicito e diretto che cozza con il mellifluo e a tratti ambiguo eloquio politicamente corretto che pervade il dibattito italiano…

…Nei giorni scorsi una motovedetta ha messo i fuga con colpi d’avvertimento una nave dell’Ong spagnola Proactiva Open Arms che secondo i militari libici era in attesa di un carico di migranti illegali a 12 miglia dalla costa…

Resta però paradossale che sia l’instabile Libia a impartirci una lezione di sovranità [il neretto è mio] spiegandoci che crisi e problemi legati alla scurezza nazionale vanno gestiti dagli apparati pubblici e non possono essere appaltati a privati che tutelano interessi non certo coincidenti con quelli dello Stato.»

http://www.analisidifesa.it/2017/08/sovranita-le-lezioni-arrivano-dai-libici/

La Libia è uno Stato fallito? E l’Italia cos’è?

È incredibile che nel 2017 si possa ancora coltivare l’illusione che l’Italia non sia uno Stato cronicamente collassato, cioè uno Stato fallito.

Anzi è possibile sostenere che nella lista degli Stati falliti l’Italia è al primo posto, sia attualmente che storicamente.

Sul collasso cronico dello Stato italiano ho scritto in questo blog moltissime volte, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/04/in-italia-la-legittima-difesa-vale-solo-di-notte/

Ho esposto una teoria dell’anomalia italiana in Luigi Cocola, Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo, 3° ed., 2012, lulu.com.

Ho esposto una teoria dello Stato in Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, 3° ed., 2013, lulu.com.

Come ho scritto nel primo di questi due saggi, la cultura italiana vive ed è sempre vissuta in modo anomalo, cioè falsificando la realtà.

Esempi storici: la falsificazione della realtà nel fascismo e nel Rinascimento.

Sarebbe ora che si iniziasse a riconoscere l’anomalia italiana.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Stato di natura, Mark Zuckerberg e Dennis Prager

7 agosto 2017

Ho sempre sostenuto che il Cristianesimo è in conflitto con lo Stato, conflitto che è assente nelle altre due grandi religioni monoteistiche: l’Ebraismo e l’Islam, vedi la mia teoria del Cristianesimo in Luigi Cocola, Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo, 3° ed., 2012, lulu.com.

A mio giudizio, le istanze antistato del Cristianesimo si svincolarono da tale religione e mutarono da istanze di tipo religioso a istanze di tipo filosofico con l’opera di filosofia politica di John Locke intitolata Due trattati sul governo (in inglese Two Treatises of Government), che venne pubblicata nel 1690.

Non considero infatti filosofi il vescovo Agostino d’Ippona e il frate domenicano Tommaso d’Aquino, ma bensì teologi e infatti sono entrambi Dottori della Chiesa e Santi.

Titoli che il laico John Locke non ha.

Comunque, quando Locke (1632-1704) scrive dello stato di natura, scrive da un punto di vista cristiano: la Weltanschauung di Locke è quella religiosa (ovviamente della religione cristiana, dato che Locke era cristiano), non è la Weltanschauung scientifica, quella che animò invece Thomas Hobbes (1588-1679), il quale scrisse anch’egli dello stato di natura (prima di Locke).

Per capire le conseguenze divergenti dei concetti di stato di natura di Locke e di Hobbes, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/04/02/il-mondialismo-e-il-nazionalismo-sono-il-prodotto-di-due-diverse-weltanschauung/

Per capire la lontanissima origine del concetto di stato di natura di Locke, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

Ciò che scrive Locke sullo stato di natura verrà poi ripetuto e rinforzato da Jean-Jacques Rousseau (1712-1778), cosicché può accadere che quando si parla di stato di natura si citino solo Hobbes e Rousseau, omettendo Locke.

Un recente articolo scientifico pubblicato su Nature (21 gennaio 2016) e intitolato Inter-group violence among early Holocene hunter-gatherers of West Turkana, Kenya ha smentito le idee cristiane di Locke e di Rousseau sullo stato di natura e ha confermato invece quelle non cristiane (cioè atee) di Thomas Hobbes e di Charles Darwin, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/25/smentite-le-idiozie-di-locke-e-di-rousseau-sullo-stato-di-natura/

Ho scritto in un post precedente:

«Il fatto è che, nel campo della filosofia politica/scienza politica, da Locke in poi l’Occidente ha incominciato progressivamente a voltare le spalle alla Weltanschauung scientifica (della quale Darwin è un caposaldo irrinunciabile) e a rivolgersi sempre più alla Weltanschauung religiosa, fino ad esserne completamente posseduto. Ormai esso è del tutto in balia del millenarismo cristiano e vuole eliminare lo Stato dalla faccia della terra.

E neanche riconosce tutto ciò, anzi millanta di seguire la Weltanschauung scientifica, in una menzogna senza fine.»

https://luigicocola.wordpress.com/2014/07/05/la-menzogna-senza-fine-delloccidente/

Bisogna dire che Hobbes non è esente da colpe: in genere egli è visto prevalentemente, se non unicamente, come il sostenitore dell’assolutismo, in quanto era fortemente contrario alla divisione dei poteri.

Però le idee di Hobbes sulla forma di governo non c’entrano nulla con ciò che egli scrisse sullo Stato, sono due cose del tutto differenti e a mio giudizio egli nella sua opera di filosofia politica confuse deliberatamente e fraudolentemente i concetti di forma di governo e di Stato per motivi di lavoro.

Ho esposto un’analisi psicologica di Thomas Hobbes, soprattutto dal punto di vista della Scuola di Palo Alto (Palo Alto Mental Research Institute), in Luigi Cocola, op. cit., pagg. 37-48.

Ritornando a Locke, ecco cosa egli scrive sullo stato di natura:

«And here we have the plain difference between the state of Nature and the state of war, which however some men have confounded [Locke intende Thomas Hobbes], are as far distant as a state of peace, goodwill, mutual assistance, and preservation; and a state of enmity, malice, violence and mutual destruction are one from another. Men living together according to reason without a common superior on earth, with authority to judge between them, is properly the state of Nature [il neretto è mio].»

(John Locke, Two Treatises of Government, Essay Two, Chapter III, 19, prepared by Rod Hay for the McMaster University Archive of the History of Economic Thought, disponibile su:

http://www.efm.bris.ac.uk/het/locke/government.pdf,

data di accesso odierna)

Locke compie qui una vera e propria mistificazione: egli parla di Ragione (reason), ma in realtà sta parlando di Weltanschauung religiosa cristiana.

Infatti ecco altri due passi di Two Treatises of Government:

«…whence it follows, that either the father has not his paternal power by begetting, or else that the heir has it not at all; for it is hard to understand how the law of nature, which is the law of reason [il neretto è mio], can give the paternal power to the father over his children, for the only reason of begetting…»

(Ibid., Essay One, Chapter IX, 101)

«Thus the law of Nature stands as an eternal rule to all men, legislators as well as others. The rules that they make for, other men’s actions must, as well as their own and other men’s actions, be conformable to the law of Nature— i.e., to the will of God [il neretto è mio], of which that is a declaration, and the fundamental law of Nature being the preservation of mankind, no human sanction can be good or valid against it.»

(Ibid., Essay Two, Chapter XI, 135)

Come si può notare, per Locke la legge di natura è sia la legge della ragione che il volere di Dio.

Quindi per Locke la Ragione si identifica con Dio ed è evidente che su tale argomento non c’è alcuna differenza tra Locke e l’epoca di Agostino d’Ippona, vedi infatti una lettera scritta nel 414/15 da Evodio ad Agostino:

«Poiché, se è in base alla ragione che Dio è eterno, che cos’è la ragione? Essa perciò o è Dio o un attributo di Dio, come c’insegna essa stessa.»

http://www.augustinus.it/italiano/lettere/lettera_161_testo.htm

Il concetto di stato di natura di Locke (“a state of peace, goodwill, mutual assistance, and preservation”) può essere sintetizzato in questa frase: “I always believed people are basically good”, frase che è stata scritta recentemente da Mark Zuckerberg nel suo comunicato al popolo intitolato Bringing the World Closer Together e pubblicato su Facebook il 22 giugno 2017.

Eccone il link:

www.facebook.com/notes/mark-zuckerberg/bringing-the-world-closer-together/10154944663901634/

Ho sostenuto in vari post che, sebbene Mark Zuckerberg sia ebreo, il concetto di stato di natura a cui egli si riferisce quando scrive “I always believed people are basically good” è un concetto lockiano e cioè cristiano:

«P.S.: notare nel suo comunicato al popolo del 22 giugno come Zuckerberg esprima chiaramente il leitmotiv fondamentale del mondialismo e di tutte le altre ideologie antistato (vedi la mia teoria unificata delle ideologie antistato), cioè che gli esseri umani sono naturalmente buoni (“I always believed people are basically good [il neretto è mio]. As I’ve traveled around, I’ve met all kinds of people from regular folks to heads of state, and I’ve found they almost all genuinely care about helping people”), concetto già espresso nel 1690 da John Locke, quando scrisse la sua errata e ridicola versione dello stato di natura (versione smentita, fra l’altro, anche da un recentissimo studio scientifico pubblicato su Nature, come ho ricordato più volte).»

https://luigicocola.wordpress.com/2017/06/24/mark-zuckerberg-la-nuova-reincarnazione-di-cristo/

Ho appena trovato in internet una conferma che “I always believed people are basically good” non appartiene all’Ebraismo, vedi questo articolo (20 ottobre 2010) di Dennis Prager, che è di religione ebraica come Mark Zuckerberg:

Are people basically good?

«The notion that people are basically good is a modern, post-Enlightenment one that is neither Jewish nor rational.

As regards Judaism, from the Torah through rabbinic Judaism, I am unaware of a single mainstream Jewish text that posits that people are basically good. The Torah cites God Himself as declaring that the “will of man’s heart is evil from his youth” (Genesis 8.21).

As regards reason, the empirical evidence against the belief that people are basically good is simply overwhelming…

…The consequences of this belief are awful.»

http://jewishjournal.com/opinion/83939/

Vedi anche questo articolo (31 dicembre 2002) dello stesso autore:

If you believe that people are basically good

«No issue has a greater influence on determining your social and political views than whether you view human nature as basically good or not…

…As Lord Acton said long ago, “Power corrupts, and absolute power corrupts absolutely.” Lord Acton did not believe people are basically good. No great body of wisdom, East or West, ever posited that people were basically good. This naive and dangerous notion originated in modern secular Western thought, probably with Jean Jacques Rousseau, the Frenchman who gave us the notion of pre-modern man as a noble savage. He was half right. Savage, yes, noble, no. If the West does not soon reject Rousseau and humanism and begin to recognize evil, judge it and confront it, it will find itself incapable of fighting savages who are not noble.»

https://townhall.com/columnists/dennisprager/2002/12/31/if-you-believe-that-people-are-basically-good-n981387

Ecco chi è Dennis Prager:

https://en.wikipedia.org/wiki/Dennis_Prager

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Ancora su Diego Fusaro e il mondialismo

18 luglio 2017

Nel post precedente ho criticato l’interpretazione del mondialismo di Diego Fusaro, il mondialismo come lotta di classe, e ho esposto la mia interpretazione, il mondialismo come delirio culturale.

Vorrei aggiungere questa considerazione: l’interpretazione di Diego Fusaro è una interpretazione rassicurante, perché essa occulta, o tenta di occultare, una verità sconvolgente e spaventosa, cioè che l’Occidente attuale è in preda a un delirio culturale.

Meglio cattivi che pazzi.

Meglio narrare della malvagità dei “signori del globalismo”, piuttosto che riconoscere il loro delirio, la loro follia.

Follia che poi è anche dei “servi”, del popolo, dato che si tratta di un delirio condiviso, di un delirio di un’intera cultura.

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Il mondialismo non è una lotta di classe, è un delirio culturale

15 luglio 2017

Ecco quattro video di Diego Fusaro che parla della sua interpretazione, esplicitamente marxista, del mondialismo (o globalismo):

Pubblicato il 9 febbraio 2016 su YouTube

Pubblicato il 19 marzo 2016 su YouTube

Pubblicato il 23 marzo 2017 su YouTube

Pubblicato il 6 luglio 2017 su YouTube

Diego Fusaro ha, come Giano bifronte, un duplice aspetto: uno è quello di uno straordinario impegno mediatico contro il mondialismo, l’altro è quello di dare del mondialismo una interpretazione straordinariamente banale.

Mentre plaudo al primo, non posso che criticare il secondo.

L’interpretazione del mondialismo di Diego Fusaro è non solo banale, ma anche e soprattutto errata, in quanto essa non riesce a spiegare tutti i fatti che abbiamo davanti a noi.

La sua tesi è questa: si tratta semplicemente di lotta di classe.

E infatti egli cita spesso la celeberrima frase del ricchissimo Warren Buffett, attualmente il terzo uomo più ricco del mondo: «La lotta di classe esiste e la mia classe la sta vincendo».

Vedi p.e. qui:

https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/06/25/breve-identikit-dei-signori-del-mondialismo/3684890/

Certamente nel mondialismo ci sono fatti riconducibili alla lotta di classe, ma è riduttivo e sbagliato sostenere che esso (o la globalizzazione, come dice Fusaro nei suddetti video) è lotta di classe: è molto più di questo.

È vero che l’ultracapitalismo è il mezzo specifico del mondialismo, come ho scritto molte volte, ma è solo il mezzo che il mondialismo usa per raggiungere il suo scopo: l’eliminazione dello Stato, l’Open Society.

Vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/08/17/tre-caratteristiche-necessarie-del-mondialismo/

Diego Fusaro nella sua interpretazione del mondialismo non tiene conto di tre fatti.

1. La lotta di classe comporta che ci sia una lotta fra due soggetti, fra l’élite e il popolo, cioè fra l’upper class da una parte e la middle class e la working class insieme dall’altra.

Ebbene, io questa lotta non la vedo, se non in misura del tutto trascurabile, eccetto che, ovviamente, nel Regno Unito (con la Brexit) e negli USA (con l’elezione di Donald Trump).

Il fatto vistosissimo, e anche sconvolgente, è che il popolo, almeno quello del continente europeo, ha accettato in larghissima misura, senza praticamente fiatare, il Nuovo Ordine Mondiale deciso dall’élite.

Fusaro non può cavarsela, a questo proposito, citando il Discorso della servitù volontaria di Étienne de La Boétie, la cui pubblicazione risale al 1576:

«Eppure – questa la disarmante verità di La Boétie – gli uomini sono portati a servire più che a essere liberi…»

(Diego Fusaro, Pensare altrimenti, 2017, Einaudi, pag. 112)

Ciò poteva valere nel 1576, ma è del tutto inconcepibile rapportarlo, per esempio, all’Italia di oggi, dove il più grande partito comunista dell’Occidente, il Partito Comunista Italiano (PCI), si è tramutato, attraverso vari passaggi, nel Partito Democratico (PD), che è il partito mondialista italiano per antonomasia.

Ed esso è a tutt’oggi il primo partito italiano, cioè il partito più votato nei sondaggi politici dagli elettori italiani: al 9 luglio 2017, che è la data più recente disponibile in internet, la media di tutti i sondaggi lo dà al 28,1, mentre il Movimento cinque stelle è, sempre come media, al 26,6 (dati forniti da www.termometropolitico.it, data di accesso: 14 luglio 2017).

E, si badi bene, il PD è il partito del Presidente del Consiglio dal 28 aprile 2013, prima con Enrico Letta, poi con Matteo Renzi e infine con Paolo Gentiloni, l’attuale Presidente del Consiglio, mentre l’Italia è letteralmente invasa da masse africane e mediorientali di religione islamica e mentre l’economia italiana cola a picco, infatti il Rapporto Italia 2017 dell’Eurispes precisa che il 48,3% delle famiglie non riesce ad arrivare alla fine del mese, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/01/28/la-volonta-di-suicidarsi-degli-italiani/

Come è mai possibile tutto ciò?

La sinistra che diventa destra?

Il partito dei lavoratori che diventa il partito dei padroni?

E nonostante questo i lavoratori continuano a votarlo nei sondaggi?

Ho scritto in un post del 2016:

«perché mai il PCI, il Partito Comunista Italiano, si è trasformato in PD, il partito mondialista italiano per antonomasia?

perché mai coloro che erano fanaticamente comunisti si sono trasformati in fanatici mondialisti?

perché mai il PD è il primo partito d’Italia nei sondaggi odierni?

perché mai dal cattocomunismo si è passati al cattomondialismo?..

…Dall’analisi di Petrosillo si evince che tutto ciò è avvenuto perché i comunisti italiani avrebbero fatto all’unisono (tutti quanti!) il salto della quaglia, diventando così lacchè degli imperialisti statunitensi.

Ma questo, date le dimensioni del fenomeno, è assai inverosimile, anzi del tutto impossibile.

Non solo è impossibile che tutta la dirigenza del PCI si sia venduta al capitale, è ancora più impossibile che la base abbia seguito una tale dirigenza.»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/05/03/analisi-miserevoli-iii/

E in un post del 2015 ho scritto:

«Il mondialismo non è un complotto, bensì è un errore di sistema dell’Occidente.

I popoli occidentali non sono vittime delle loro élites, sono complici di esse.

Le élites da sole non hanno il potere di produrre il catastrofico scenario nel quale noi oggi, purtroppo, viviamo.

Esse hanno bisogno del consenso dei loro popoli e tale consenso viene ottenuto perché elité e popolo hanno un idem sentire.

Il punto nodale della questione è che il millenarismo (la vera causa del mondialismo) è insito nell’Occidente.»

https://luigicocola.wordpress.com/2015/06/29/il-mondialismo-non-e-un-complotto/

L’unico modo di spiegare gli strani fatti, le anomalie, che abbiamo davanti è quello di spiegarli mediante una nuova teoria: per esempio la mia teoria unificata delle ideologie antistato.

Ho scritto in un post del 2014:

«Noi ci meravigliamo che la sinistra sia a favore dell’impoverimento del popolo, perché non facciamo mente locale sul fatto che il suo vero obiettivo non è quello di eliminare la povertà, bensì quello di eliminare lo Stato.»

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/23/ecco-perche-le-sinistre-europee-vogliono-leuro/

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/12/le-tre-vie-delle-ideologie-antistato/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

In conclusione, la mia interpretazione del mondialismo è questa:

il mondialismo, come tutte le ideologie antistato, è un delirio condiviso, un delirio collettivo, un delirio culturale, che è proprio e peculiare della cultura cristiana occidentale, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/14/ce-delirio-e-delirio/

Si tratta infatti di un delirio culturale di origine e natura religiose, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/06/lorigine-del-mondialismo/

Altri esempi di delirio culturale di origine e natura religiose sono la caccia alle streghe, che colpì la cultura cristiana occidentale, sia cattolica che protestante, dal Quattrocento al Settecento (il processo delle streghe di Salem, che si svolse in America in ambiente religioso puritano, è del 1692) e le vacche sacre, che colpisce tuttora la cultura dell’India.

Ecco perché gli elettori italiani votano in così grande misura per il PD, nei sondaggi politici, nonostante il PD sia il partito di governo da più di quattro anni e l’Italia stia letteralmente crollando: si tratta di un delirio condiviso fra élite e popolo.

Ed è un delirio perché lo Stato è una necessità della Ragione, anzi è un universale culturale esattamente come i riti funebri e il tabù dell’incesto (vedi la teoria dello Stato esposta in: Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, 3° ed., 2013, lulu.com).

Infatti lo Stato è sempre esistito, contrariamente a quanto affermato con straordinaria impudenza dalla propaganda mondialista, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/06/03/anche-zbigniew-brzezinski-e-morto/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/08/10/ma-lo-stato-e-sempre-esistito-oppure-e-uninvenzione-recente/

2. C’è un’altra anomalia, oltre a quella che ho mostrato al punto 1.

Le teste coronate di quasi tutti i Regni d’Europa, vale a dire d’Occidente, hanno partecipato in varie occasioni al Gruppo Bilderberg, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/06/15/le-teste-coronate-doccidente-sono-mondialiste/

Anzi, dalla prima riunione del Gruppo Bilderberg (1954) a tutt’oggi (2017), la Casa Reale dei Paesi Bassi, cioè la Casa d’Orange-Nassau, prima con il Principe Bernardo (marito della Regina Giuliana), poi con la Regina Beatrice e infine con il Re Guglielmo Alessandro, è stata sempre lo sponsor principale del Gruppo Bilderberg (insieme a David Rockefeller).

Come è mai possibile che un Re o una Regina possano sponsorizzare un’ideologia che vuole esplicitamente eliminare gli Stati (l’Open Society) e che quindi vuole necessariamente eliminare il loro stesso trono?

I Reali d’Europa, secondo logica, dovrebbero opporsi strenuamente ai capitalisti che intendono eliminare gli Stati e che quindi intendono eliminare i Reali stessi.

A quanto pare, soltanto le teste coronate del Regno di Svezia e di quello Danimarca non hanno mai partecipato alle riunioni del Gruppo Bilderberg, mentre vi hanno partecipato i Reali olandesi, spagnoli, belgi, inglesi e norvegesi.

Quindi, su sette monarchie che l’Occidente può vantare attualmente, solo due risultano assenti (pare) dalle riunioni del Gruppo Bilderberg.

Questa anomalia non può essere spiegata dall’interpretazione del mondialismo come lotta di classe, anzi nell’ottica della lotta di classe la classe dei Reali dovrebbe lottare contro la classe dei capitalisti.

Può invece essere spiegata facilmente dall’interpretazione del mondialismo come delirio culturale.

Anche i Reali d’Europa, infatti, condividono con gli ultracapitalisti e il popolo il delirio culturale del mondialismo.

3. In terzo luogo, a Diego Fusaro sfugge l’irrazionalità del mondialismo, che è invece palese e che è la diretta conseguenza della natura delirante di tale ideologia.

Secondo Fusaro “i signori del globalismo” (Ibid., pag. 141), che io chiamo “ultracapitalisti”, stanno causando l’invasione dell’Europa da parte di masse islamiche (vedi i suddetti video), e fin qui sono completamente d’accordo, allo scopo (evidentemente razionale) di vincere la lotta di classe in Europa.

Ma in realtà non c’è niente di razionale in tutto questo, infatti, come ho già scritto:

«…il mondialismo nel lungo periodo distruggerà l’Occidente: esso verrà sostituito dall’Islam, che non è affatto contro lo Stato e che lo restaurerà appena diventerà maggioranza nei territori degli ex Stati occidentali.

Ovviamente saranno Stati islamici, ossia Stati in cui quasi tutta la popolazione è di religione islamica, come lo divenne per esempio il territorio dell’Impero bizantino dopo la caduta di Costantinopoli nel 1453.»

https://luigicocola.wordpress.com/2017/03/05/ideologie-antistato-come-vacche-sacre/

Non si tratta dunque di lotta di classe, che non ha nulla di irrazionale, ma bensì di delirio culturale, che è irrazionale per definizione.

Gli islamici, non appena comanderanno in Europa (e ciò, anche per il loro notevolissimo tasso di natalità, non accadrà in un remoto futuro), restaureranno gli Stati, cioè nullificheranno lo scopo dei signori del globalismo: l’Open Society sarà spazzata via.

Solo chi condivide il delirio culturale dell’Occidente cristiano costituito dalle ideologie antistato può pensare che l’Islam sia, o possa essere, contro lo Stato.

Al contrario del Cristianesimo occidentale, che ha forti caratteristiche eversive (sia quello cattolico che quello protestante), basti pensare a Papa Bergoglio, il Cristianesimo ortodosso accettò la geniale invenzione di Costantino il Grande: il cesaropapismo, cioè la subordinazione della Chiesa allo Stato (vedi la teoria del Cristianesimo esposta in: Luigi Cocola, Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo, 3° ed., 2012, lulu.com).

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Lo spettacolare e stupefacente rimbecillimento dell’intellighenzia occidentale

7 giugno 2017

Con il mondialismo il potere economico è diventato eversivo, vuole cioè rovesciare il potere costituito, lo Stato.

Lo Stato è l’istituzione politica che gestisce il potere della forza fisica: si tratta di una necessità della Ragione, anzi addirittura di un universale culturale.

Fu Bertrand Russell a distinguere i tre principali tipi di potere: il potere della forza fisica (“il sommo potere” secondo Norberto Bobbio), il potere economico e il potere della propaganda.

Ho esposto una teoria dello Stato in questo saggio:

Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, 3° ed., 2013, lulu.com

Come ho scritto in precedenza su questo blog:

«Però a partire dalla filosofia politica di John Locke (1690) è nato un tipo nuovo di ideologia antistato: sostanzialmente cristiana, ma formalmente filosofica, e verso la quale l’Occidente è indifeso, perché non ne riconosce la natura religiosa e irrazionale.

Nella cultura occidentale si è creata così, nel corso degli ultimi tre secoli, una capziosa e fallace Weltanschauung, la quale tenta di rendere razionale ciò che è invece assolutamente irrazionale: il mito dell’inutilità e della dannosità dello Stato.

Infatti eliminare i conflitti attuati con il potere della forza fisica è impossibile e da questa impossibilità nasce la necessità dello Stato, che è il mezzo naturale per gestire tali conflitti, sia che si tratti di aggressione di stranieri, sia che si tratti di torti reciproci all’interno di una comunità, come ci spiegò per la prima volta in modo approfondito Hobbes (Thomas Hobbes, Leviatano, Laterza, 2009, pag. 140 e pag. 142), ampliando e migliorando un concetto originale di Machiavelli (Niccolò Machiavelli, Il Principe, Rizzoli, 1991, pag. 128).»

https://luigicocola.wordpress.com/2014/05/03/siamo-in-mezzo-a-un-conflitto-mondiale-ma-nessuno-ne-parla/

Un esempio chiarissimo della capziosa e fallace Weltanschauung che intossica l’Occidente da tre secoli è Between Two Ages di Zbigniew Brzezinski, di cui ho scritto qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/06/03/anche-zbigniew-brzezinski-e-morto/

Occorre purtroppo notare che la stragrande maggioranza dell’intellighenzia dell’Occidente è posseduta da tale capziosa e fallace Weltanschauung.

Siamo al cospetto di uno spettacolare e stupefacente rimbecillimento dell’intellighenzia occidentale.

Che non ha, né può avere, scusanti.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Sul puritanesimo Costanzo Preve ha torto

30 maggio 2017

Leggo un’intervista di Emanuele Guarnieri a Costanzo Preve, il filosofo scomparso il 23 novembre 2013:

Intervista a Costanzo Preve: «Filosofia della crisi»
L’altra faccia della moneta – Per una filosofia della sovranità politica e finanziaria n. 4/2013

«…D. Cosa accadrà sul piano geopolitico? Da quale tipo di ideologia è supportata l’attuale egemonia globale?

R. Gli USA hanno vinto due guerre mondiali e la Guerra Fredda, o Terza Guerra Mondiale. Questa vittoria ha permesso di estendere il dominio sui Paesi dell’Europa dell’Est e adesso, con la cosiddetta Primavera Araba, fenomeno completamente occidentalizzante, anche in Medio Oriente. Queste sono due gigantesche vittorie geopolitiche. Non vi sono potenze avversarie e quelle emergenti (Brasile, Russia Cina e India) non hanno intenzione di opporsi in modo strategico. Molto pericolosa è l’ideologia che gli USA portano con sé, un’ideologia puritano-protestante, di origine veterotestamentaria, che li spinge a ritenersi il popolo eletto. Persino i non credenti si considerano parte di questo popolo, eletto dalla Storia e da Dio. È una concezione che si arroga il diritto di portare il bene del mondo attraverso gli interventi militari. Questo capitalismo messianico ha ereditato alcuni aspetti del vecchio messianesimo comunista, ridipingendoli in forma ultracapitalista, ed è un fattore di instabilità permanente [il neretto è mio]…»

http://www.bietti.it/riviste/laltra-faccia-della-moneta-per-una-filosofia-della-sovranita-politica-e-finanziaria/intervista-a-costanzo-preve-filosofia-della-crisi/

Non è affatto vero che l’ideologia puritano-protestante degli United States sia di origine veterotestamentaria, come afferma Costanzo Preve.

Non si deve confondere il Messia ebraico (quello dell’Antico Testamento) con il Messia cristiano (quello del Nuovo Testamento): il Messia ebraico, che non è Cristo, ha solo natura umana, mentre il Messia cristiano, che è Cristo, ha sia natura umana, sia natura divina.

Ecco perché il Regno di Cristo descritto (solo e unicamente!) nell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento, pur chiamandosi “Regno”, non è affatto uno Stato, ma bensì una condizione di perfezione trascendente, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/06/lorigine-del-mondialismo/

Ecco perché il mondialismo (o globalismo) vuole eliminare lo Stato dalla faccia della terra: per attuare finalmente il Regno di Cristo.

I termini “Regno di Cristo”, “seconda venuta di Cristo”, “parusia intermedia” e “millenarismo” esprimono tutti lo stesso concetto.

Certo, è possibile usare “Regno di Cristo” con il significato di “Regno di Dio/Regno dei Cieli” (dato il dogma della Trinità) ed è possibile usare “seconda venuta di Cristo” con il significato di “seconda e ultima venuta di Cristo, dopo la quale ci sarà il giudizio universale e la fine dei tempi”, ma ciò vuol dire giocare deliberatamente sull’equivoco.

I globalisti ritengono irrazionalmente che sia possibile fare a meno dello Stato (il quale, come ho scritto molte volte, è una necessità della Ragione, è un universale culturale), perché sono vittime del meme egoista costituito dal concetto espresso dai termini che ho elencato sopra.

Questo concetto è: “lo Stato deve essere eliminato”.

Questo concetto non esiste nell’Ebraismo e tantomeno nell’Islam.

Questo concetto ha prodotto nel corso del tempo tutte le ideologie antistato (teoria unificata delle ideologie antistato).

Sì, anche il comunismo, perché Karl Marx fu battezzato all’età di sei anni e suo padre si era convertito al Cristianesimo prima della sua nascita, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/06/24/di-quale-religione-era-karl-marx/

In realtà c’è solo un modo per rendere possibile una società senza Stato, p.e. l’Open Society di George Soros, ed è che la seconda venuta di Cristo avvenga davvero: ma ciò, mi dispiace dirlo, non si verificherà mai.

La religione è necessaria al genere umano per vari scopi, p.e. per poter sopportare la vita e la morte, ma non deve assolutamente interferire sulla nostra percezione del piano di realtà, altrimenti:

a) la nostra sopravvivenza viene messa in pericolo, in quanto essa si basa proprio sulla corretta percezione del piano di realtà

b) sarà stato del tutto inutile ciò che i grandissimi pensatori dell’Occidente, della nostra cultura occidentale, hanno prodotto nei secoli, vale a dire la scienza.

La scienza è il prodotto più alto del genere umano ed è l’orgoglio e il vanto dell’Occidente.

I globalisti sono contro la scienza e contro la Ragione (anche se impudentemente affermano il contrario), vedi infatti qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/25/smentite-le-idiozie-di-locke-e-di-rousseau-sullo-stato-di-natura/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/04/02/il-mondialismo-e-il-nazionalismo-sono-il-prodotto-di-due-diverse-weltanschauung/

I globalisti sono campioni della menzogna, dell’inganno e della frode.

I globalisti si sentono giustificati nell’usare qualsiasi mezzo, anche ignobile, perché hanno il fine di attuare il Regno di Cristo.

Il fine giustifica i mezzi.

A tale proposito vorrei citare un brano della voce Machiavellismo del Dizionario di Filosofia di Nicola Abbagnano:

«…poichè Machiavelli ha soprattutto in vista l’applicazione delle sue regole politiche alla società italiana per la costituzione di uno stato unificato, si spiega la sua insistenza su certe massime immorali di condotta politica: insistenza che è malamente espressa o generalizzata nella massima che il fine giustifica i mezzi. Questa massima fu in realtà propria della morale gesuitica. Hegel la cita nella forma che essa aveva ricevuta dal padre gesuita Busenbaum (1602-68): «Quando il fine è lecito, anche i mezzi sono leciti» (Medulla theologiae moralis, IV, 3,2)…»

(Nicola Abbagnano, Dizionario di Filosofia, 1971, UTET, pagg. 552-3)

Per quanto riguarda poi l’uso della forza, i puritani inglesi non furono affatto i primi a usarla per imporre il Regno di Cristo, basti pensare ai taboriti boemi, che sono addirittura antecedenti alla Riforma.

Bisogna sempre tener presente la complessità del Cristianesimo: in esso l’uso della forza è sia proibito, sia permesso.

Per fare un altro esempio della complessità del Cristianesimo: vi siete mai chiesti come sia possibile giurare sulla Bibbia, nonostante che il Vangelo di Matteo (Matteo, 5, 33-37) proibisca categoricamente i giuramenti?

Vedi a questo proposito: Luigi Cocola, Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo, 3° ed., 2012, lulu.com, 2.4 L’insieme dei quattro Vangeli e la psicologia della Gestalt, pagg. 76-81.

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/08/17/tre-caratteristiche-necessarie-del-mondialismo/

La complessità del Cristianesimo è una sua peculiare caratteristica, non c’è tale complessità nelle altre due grandi religioni monoteistiche, l’Ebraismo e l’Islam, perché il Cristianesimo ha due radici: la cultura ebraica, con la sua incrollabile fede in un Dio unico, e il miracolo greco, vale a dire la brillante e sofisticata cultura dell’antica Grecia.

La complessità del Cristianesimo è un prodotto inconfondibile della cultura greca.

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In Italia la legittima difesa vale solo di notte

4 maggio 2017

Leggo su Libero (4 maggio 2017):

Legittima difesa, l’emendamento del governo: “Si può sparare ai ladri in casa ma solo di notte”

«Dal tramonto all’alba: sparare a un ladro o aggressore entrato in casa, anche con l’inganno, sarà considerato legittima difesa soltanto di notte. È questo il contenuto centrale, discutibile e già fonte di polemiche, dell’emendamento voluto dalla maggioranza per “sbloccare” la legge sulla legittima difesa, che oggi è stata approvata alla Camera con 225 voti a favore, 166 no e 11 astenuti, in attesa del via libera definitivo al Senato

http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/12374551/legittima-difesa-governo-emendamento-possibile-sparare-ladri-casa-solo-notte-.html

Quindi di giorno, con la luce del sole, in Italia la legittima difesa non vale?

Evidentemente no, di giorno in Italia bisogna cristianamente porgere l’altra guancia, come prescrivono i Vangeli:

«Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello.»

(Bibbia CEI 2008, Vangelo secondo Matteo, 5, 39-40)

«A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica.»

(Ibid., Vangelo secondo Luca, 6, 29)

L’emendamento del governo di cui scrive Libero è la dimostrazione lampante di ciò che ho chiamato tabù cristiano della forza, il tabù che causa l’anomalia italiana, vale a dire il collasso cronico dello Stato italiano, secondo la mia teoria dell’anomalia italiana.

Ho scritto nel mio saggio Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo:

«Il tabù cristiano della forza depotenzia lo Stato italiano, che come tutti gli Stati funziona per mezzo del potere della forza fisica, riducendolo a poco più di una mera apparenza.
Lo Stato italiano esiste dal punto di vista della forma, non esiste dal punto di vista della sostanza.
È uno Stato cronicamente collassato, uno Stato senza forza, uno Stato senza sovranità, uno Stato depotenziato.
Usando la simbologia biblica di Hobbes (16), si può definire lo Stato italiano come un leviatano senza spada.
Il leviatano è un possente animale (24, Giobbe, 40,25) che Hobbes prende a simbolo dello Stato e la spada è l’antico simbolo biblico della forza (24, pag. 2450). Sul frontespizio della prima edizione del “Leviatano” di Hobbes (16), pubblicata nel 1651, è raffigurato il leviatano mentre impugna con la sinistra il pastorale, simbolo del potere religioso, e con la destra la spada, simbolo della forza.
Il leviatano italiano è un leviatano anomalo, un leviatano disarmato. In termini più consoni al XXI secolo, esso può essere definito uno Stato disfunzionale.
Tutto ciò non produce solo ingovernabilità e quindi anarchia, ma anche vari altri effetti, tutti ovviamente negativi. Si ha cioè, per usare un’espressione della biologia, un fenomeno a cascata. Per fare solo due esempi di tali effetti: la cattiva giustizia italiana e la questione meridionale.»

(Luigi Cocola, Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo, 3° ed., 2012, lulu.com, pagg. 28-29)

Negli altri popoli cristiani il Cristianesimo non produce gli effetti devastanti prodotti nel popolo italiano, perché negli altri popoli cristiani o c’è la separazione tra Stato e Chiesa o c’è la subordinazione della Chiesa allo Stato (cesaropapismo), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/09/30/il-collasso-cronico-dello-stato-italiano-cose-e-perche-esiste/

Insomma, i mali dell’Italia sono due: quello recente del disastro europeo e quello antico della Chiesa romana (come la chiamò Niccolò Machiavelli nei Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio), della quale gli italiani sono storicamente succubi, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/08/30/i-mali-dellitalia-non-si-limitano-alleuro/

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Nazionalismo e bellicismo

30 aprile 2017

Il nazionalismo non si identifica con il bellicismo.

Nazionalismo e bellicismo non sono due insiemi coincidenti.

Si può essere infatti nazionalisti e non considerare la guerra come il mezzo abituale per risolvere le controversie internazionali.

Ma la pace, che è una necessità dell’evoluzione culturale dell’Homo sapiens (basti pensare alle armi nucleari), non si ottiene facilmente e naturalmente, perché lo stato di natura (in latino status naturae, in inglese state of nature) è quello mostrato da Thomas Hobbes (De cive) e da Charles Darwin (On the Origin of Species): la guerra di tutti contro tutti (in latino bellum omnium contra omnes, in inglese war of all against all), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/04/02/il-mondialismo-e-il-nazionalismo-sono-il-prodotto-di-due-diverse-weltanschauung/

Per un approfondimento delle formule hobbesiane di cui sopra, vedi: Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, 3° ed., 2013, lulu.com, pagg. 10-13.

La pace quindi deve essere sostenuta artificialmente sia mediante i tre principali poteri indicati da Bertrand Russell (il potere della forza fisica, il potere economico e il potere della propaganda), sia mediante la Ragione, la quale ci porta alla consapevolezza della necessità di non interferire nella vita di altri popoli (eccetto eventi eccezionali incompatibili con l’evoluzione culturale dell’Homo sapiens, come per esempio il genocidio o la reintroduzione della schiavitù).

La terra è stata suddivisa dalla storia in territori che sono proprietà dei popoli che li occupano, analogamente a case di proprietà delle famiglie che le occupano.

Il mondialismo fa proprio questo: avendo l’obiettivo irrazionale di eliminare lo Stato dalla faccia della terra, vuole eliminare la proprietà dei territori nei quali la terra è stata suddivisa e a questo scopo frequentemente usa, o cerca di usare, la guerra (Afghanistan, Iraq, Libia, Siria, Ucraina, ecc. ecc.).

Oggi è il mondialismo a essere la principale causa di guerra, non il nazionalismo, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/02/15/il-mondialismo-e-un-virus-memetico/

Occorre quindi rigettare il mondialismo, che, come ho mostrato più e più volte, è un portato del millenarismo cristiano, cioè ha un’origine neotestamentaria, come del resto tutte le altre ideologie antistato (teoria unificata delle ideologie antistato), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/06/lorigine-del-mondialismo/

Un’ulteriore prova dell’origine neotestamentaria del mondialismo è che l’interpretazione della storia propria di tale ideologia è quella della storia come piano provvidenziale, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/02/21/il-mondialismo-e-la-storia-come-piano-provvidenziale/

Per non interferire nella vita di altri popoli, infine, è imperativo accettare la forma di governo che i popoli si vogliono autonomamente dare e quindi è imperativo considerare entrambe legittime la democrazia e l’autocrazia (per usare la classificazione delle forme di governo di Hans Kelsen), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/09/15/la-differenza-fra-ratio-e-mores/

Il concetto kantiano che la divisione dei poteri sia correlata alla pace è semplicemente un concetto errato, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/07/15/il-cervello-di-kant/

Come, del resto, tutti oggi possono constatare.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

La nemesi dell’Occidente: possiamo fermarla con la Ragione

13 marzo 2017

Proprio ciò che ha determinato in passato l’eccezionale successo storico dell’Occidente, ossia l’odio verso lo Stato, oggi ne sta determinando la morte, essendosi incarnato nel mondialismo, che è la più recente e la più letale delle ideologie antistato (teoria unificata delle ideologie antistato).

È la nemesi dell’Occidente.

Diamo uno sguardo alla sua storia.

Tutto iniziò con Roma.

Essa portò a un livello quantitativamente mai visto prima lo schiavismo, che peraltro, in forma minore, si trovava anche nelle altre culture antiche, perfino nel miracolo greco.

Nacque quindi la rivoluzione antischiavista cristiana, che fece crollare la porzione occidentale dell’Impero romano, con il conseguente Medio Evo, mentre in oriente l’Impero romano riuscì a bloccare tale rivoluzione mediante il geniale stratagemma di Costantino il Grande, noto come cesaropapismo: accettando il Cristianesimo, ma subordinandolo allo Stato.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/06/lorigine-del-mondialismo/

Il Medio Evo non è un periodo della storia che si è manifestato dappertutto. Fu un peculiare fenomeno storico che si ebbe solo e unicamente nel territorio dell’ex Impero romano d’Occidente e fu causato dalla rivoluzione antischiavista cristiana, che fece crollare in questo territorio lo Stato (teoria del Cristianesimo). Nel territorio, per esempio, dell’attuale Grecia non ci fu affatto il Medio Evo.

Poi lo Stato, inevitabilmente, ritornò.

«Quando i popoli dell’Europa occidentale riuscirono molto faticosamente a risalire la china della civiltà, uscendo dal periodo lungo e buio del Medio Evo, essi raggiunsero tacitamente un compromesso funzionale tra forza e caritas.
La caritas, ovvero l’amore per il prossimo (1, Matteo, 22,39), è un modo per esprimere la proibizione della forza: non si può infatti usarla verso chi si ama.
In altre parole venne stipulato un patto di limitazione della forza, in modo da impedire lo schiavismo da un lato e da permettere lo Stato dall’altro.»
(1, pagg. 81-82)

Lo Stato ricomparve perché è una necessità razionale, anzi è un universale culturale, come p.e. il tabù dell’incesto e i riti funebri (teoria dello Stato).

«Lo Stato, in conclusione, è una necessità.
Per convincersi di ciò, basta immaginare la situazione di un gruppo di naufraghi su un’isola deserta, senza tirare in ballo lo stato di natura.
Tali naufraghi, prima o poi, si sceglieranno un capo, il quale potrà comandare la loro forza trasferita, in modo da assicurare la coordinazione e la strategia per quanto riguarda l’«aggressione di stranieri» e la terzietà e l’imparzialità per quanto riguarda i «torti reciproci».
Si tratta dunque del modo di gestire efficacemente il potere della forza fisica in tutti i gruppi umani che gestiscono tale potere (anche nei piccoli gruppi e perfino quando non c’è il fattore “territorio” di cui scrive Weber, vedi 5, pag. 33).»
(2, pag. 22)

Ma esisteva ora in Occidente, grazie al Cristianesimo, una realtà nuova: lo Stato non schiavista (per quanto riguarda la schiavitù moderna vedi 1, pagg. 83-85).

Non essendoci più in Occidente la macchina costituita dalla schiavitù, diventò proficuo, anzi necessario, esplorare la possibilità di altri tipi di macchina, si creò cioè un ambiente favorevole alla rivoluzione scientifica, proprio ciò che era mancato ad Archimede di Siracusa, il grande genio scientifico dell’antichità.

Come è noto Archimede venne ucciso, così racconta Plutarco, da un soldato romano, il che può essere visto come una buona metafora dell’uccisione della scienza operata dallo Stato schiavista romano: perché la macchina costituita dalla schiavitù era più conveniente di qualsiasi altra.

«Il Cristianesimo presenta sia lati negativi, che possono essere altamente distruttivi, sia lati positivi, che sono stati il motore della storia e che hanno trasformato il mondo, costituendo la via del cambiamento, ossia la via “di una seconda evoluzione, quella culturale” (34, pag. 133). Infatti, come vedremo nel capitolo 2, il Cristianesimo distrusse nell’Europa occidentale, anche se molto lentamente, il sistema schiavistico romano. Ciò rese possibile nell’Europa occidentale, dopo il Medio Evo, la realizzazione di una civiltà meccanizzata, qual è quella attuale, proprio perché non c’erano più gli schiavi a costituire la forza lavoro.
In altre parole, finché ci furono gli schiavi a costituire la forza lavoro, non si sentì il bisogno né di creare macchine, né di utilizzarle.
Come nota Ludovico Geymonat, un filosofo della scienza:
“Ricordiamo a tal proposito che Marco Terenzio Varrone, descrivendo gli strumenti con i quali si lavora la terra, riferisce testualmente che «alcuni li dividono in tre categorie: strumenti parlanti, strumenti semiparlanti e strumenti muti. I primi sono gli schiavi, i secondi i buoi, e gli ultimi gli strumenti inanimati». Queste parole confermano con rude chiarezza come la schiavitù fosse effettivamente concepita – nell’antichità – quale vera e propria macchina, e potesse quindi distogliere dalla ricerca di altre macchine che per lo meno all’inizio sarebbero state meno comode ed efficienti.”
(39, vol. 1, pag. 300)»
(1, pagg. 51-52)

Nell’ambiente creato in Italia dal Rinascimento, Leonardo e Galileo inventarono il metodo scientifico, ma la rivoluzione scientifica italiana abortì sia a causa delle invasioni straniere, che culminarono nel sacco di Roma del 1527 e che misero fine al Rinascimento, sia a causa del Papato, che condannò Galileo agli arresti domiciliari a vita.

A proposito del metodo scientifico e di Leonardo vedi 2, pagg. 32-33.

Quasi per miracolo, la scienza trovò in Inghilterra l’ambiente favorevole per svilupparsi, grazie al coraggio di Enrico VIII e al genio di Isaac Newton, che nacque proprio l’anno della morte di Galileo (1642).

«Per inciso, la nascita del capitalismo non ha niente a che fare con il calvinismo (come fu erroneamente ipotizzato da Max Weber, 44). Infatti Ian Robertson, un sociologo, giustamente scrive a questo proposito:
“…mentre il primo capitalismo non si sviluppò nella Scozia calvinista, l’Inghilterra non calvinista dette i natali alla rivoluzione industriale.”
(2, pag. 441)
Ciò poté realizzarsi perché c’era prima stato lo scisma di Enrico VIII, senza il quale Newton, invece di essere nominato baronetto e presidente della Royal Society of London for Improving Natural Knowledge, avrebbe fatto la fine di Galileo, la scienza in Inghilterra sarebbe stata annientata come lo fu in Italia, e noi oggi, probabilmente, andremmo ancora a cavallo.»
(1, pag. 55)

Così nacque il capitalismo, che non nacque affatto dal Medio Evo come molti scioccamente pensano, nacque invece dalla rivoluzione scientifica, perché il capitalismo non è niente altro che la fabbrica meccanizzata.

La rivoluzione industriale è l’effetto della rivoluzione scientifica: rivoluzione scientifica → fabbrica meccanizzata → rivoluzione industriale → capitalismo.

«Sia la scienza, sia il capitalismo (che è basato sulla fabbrica meccanizzata, ossia sulla scienza) sono figli del Cristianesimo. Magari figli inaspettati e non voluti, ma pur sempre figli.»
(1, pag. 53)

L’eccezionale successo storico dell’Occidente è iniziato in questo modo: facendo crollare lo Stato schiavista romano.

Il Cristianesimo ha donato al genere umano sia l’eliminazione dello schiavismo che la scienza.

Purtroppo, come ho già scritto, ogni cosa ha un costo e il costo di questi due doni incommensurabili è l’odio verso lo Stato, che si è incarnato oggi nell’ideologia mondialista.

A questo proposito vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/05/11/discolparsi-incolpando-altri/

È quindi appropriato parlare di nemesi dell’Occidente.

Ma siamo esseri dotati di Ragione e possiamo quindi discernere e scegliere.

Sta a noi accettare i benefici del Cristianesimo, il suo lato positivo, e rifiutarne i costi, il suo lato negativo.

È imperativo, quindi, neutralizzare coloro che oggi vogliono continuare stupidamente la rivoluzione antischiavista cristiana contro lo Stato: non ce n’è più bisogno, perché lo schiavismo è stato da tempo definitivamente eliminato.

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1) Luigi Cocola, Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo, 3° ed., 2012, lulu.com

2) Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, 3° ed., 2013, lulu.com

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Donald Trump: una nazione senza confini non è una nazione

26 gennaio 2017

President Trump: “A nation without borders is not a nation”

In un post precedente avevo scritto:

«Ormai il mondialismo ha gettato la maschera e sta mostrando apertamente ed esplicitamente il suo delirio, la sua vera natura di idea delirante.

E lo fa con il mantra “no ai muri, no al controllo dei confini degli Stati”.

È evidente che così si elimina lo Stato, perché, come è ben noto, lo Stato si fonda sulla triade: sovranità, popolo, territorio (il quale ha necessariamente dei confini e questi devono essere necessariamente controllati, altrimenti perdono la loro funzione).»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/04/16/il-mondialismo-mostra-apertamente-il-suo-delirio/

Circa un anno fa Papa Bergoglio aveva in pratica scomunicato Donald Trump, sostenendo la tesi che chi costruisce muri non è cristiano:

“A person who thinks only about building walls, wherever they may be, and not building bridges, is not Christian,”

http://www.reuters.com/article/us-usa-election-trump-pope-idUSKCN0VR277

Al contrario, il Patriarca Kirill, Patriarca di Mosca e di tutte le Russie, il capo della Chiesa Ortodossa Russa, che è evidentemente cristiano anche lui, aveva “benedetto” Donald Trump, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/12/02/chi-ha-perso-con-la-vittoria-di-trump/

Come ho già scritto, il Cristianesimo occidentale, a differenza di quello orientale, ha dimostrato storicamente di essere un Cristianesimo eversivo.

Il Medio Evo, per esempio, fu un peculiare periodo storico in cui non c’era lo Stato ed esso si ebbe solo nel territorio dell’Impero romano d’Occidente, in quanto fu causato dal Cristianesimo occidentale, mentre nell’Impero romano d’Oriente lo Stato, grazie al cesaropapismo introdotto da Costantino il Grande, continuò a esistere.

Così l’Impero romano d’Occidente crollò nel V secolo, mentre quello d’Oriente visse più di mille anni, cioè fino a quando i mussulmani non riuscirono a distruggerlo nel 1453.

Di ciò ho scritto approfonditamente nel mio saggio Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo.

Il mondialismo vuole ottenere oggi ciò che il Cristianesimo occidentale riuscì a ottenere nel V secolo: l’eliminazione dello Stato.

Il risultato sarà, inevitabilmente, un Secondo Medio Evo.

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