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Il popolo ebraico ha perso il suo proverbiale amore per la Ragione?

3 dicembre 2017

Com’è ben noto, i nazionalisti, cioè coloro che sono contro il mondialismo (detto anche globalismo), l’ideologia distopica che vuole eliminare lo Stato ritenendolo irrazionalmente un’istituzione inutile e dannosa, sono spesso antisemiti.

Perché?

Perché essi ritengono, del tutto erroneamente, che il mondialismo sia di origine e natura veterotestamentarie, cioè ebraiche.

Una minoranza di nazionalisti non è affatto antisemita, come p.e. Donald Trump.

Tutto ciò che io ho scritto nel campo della scienza politica va in un’unica direzione: che il mondialismo (e tutte le altre ideologie antistato, vedi la mia Teoria unificata delle ideologie antistato) ha origine e natura neotestamentarie, cioè cristiane, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/06/lorigine-del-mondialismo/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/02/21/il-mondialismo-e-la-storia-come-piano-provvidenziale/

Del resto anche Norberto Bobbio, anche se non in modo esplicito, mostra di pensarla in questo modo, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/23/conseguenze-di-due-interpretazioni-del-mondialismo/

Anzi, come ho scritto più volte, il mondialismo, volendo usare l’islamizzazione dell’Europa prima e dell’Occidente intero poi come mezzo aggiuntivo (quello principale è l’ultracapitalismo) per eliminare lo Stato, è oggettivamente un’ideologia antisemita, un’ideologia che distruggerà il popolo ebraico, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/23/il-mondialismo-e-unideologia-antisemita/

Basti pensare a ciò che predica da tempo l’attuale Guida Suprema dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei.

Il punto nodale della questione è che c’è oggi un confitto interno ebraico tra ebrei nazionalisti, cioè sionisti (il sionismo è il nazionalismo dello Stato d’Israele), ed ebrei internazionalisti, i quali non vogliono rinunciare alla tradizione di essere contro lo Stato, che, come ho già scritto più volte, non è un’ideologia antistato e non ha niente a che fare con l’Ebraismo, ma bensì è stata una tradizione necessaria a mantenere in vita il popolo ebraico e la religione ebraica dalla Diaspora fino alla creazione dello Stato d’Israele nel 1948, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/05/26/il-conflitto-interno-ebraico/

Inoltre c’è da aggiungere che esistono anche ebrei internazionalisti, come per esempio George Soros, Mark Zuckerberg, ecc. ecc., che sono tali perché si sono fatti plagiare e indottrinare dal mito della dannosità dello Stato, che è un mito proprio e peculiare della cultura cristiana occidentale, nella quale essi sono sempre vissuti, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/10/23/il-mito-della-dannosita-dello-stato/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/07/stato-di-natura-mark-zuckerberg-e-dennis-prager/

Il conflitto interno non risolto che gli ebrei oggi hanno li pone oggettivamente in una situazione molto grave.

Infatti se vincesse il mondialismo, essi sarebbero perduti, come ho scritto sopra.

E se vincesse il nazionalismo essi non starebbero comunque in una situazione ottimale, perché nulla fanno per smentire quei nazionalisti, e sono la maggior parte, che li incolpano di essere la causa del mondialismo.

Perché nulla fanno?

Il popolo ebraico ha perso il suo proverbiale amore per la Ragione?

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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Stato di natura, Mark Zuckerberg e Dennis Prager

7 agosto 2017

Ho sempre sostenuto che il Cristianesimo è in conflitto con lo Stato, conflitto che è assente nelle altre due grandi religioni monoteistiche: l’Ebraismo e l’Islam, vedi la mia teoria del Cristianesimo in Luigi Cocola, Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo, 3° ed., 2012, lulu.com.

A mio giudizio, le istanze antistato del Cristianesimo si svincolarono da tale religione e mutarono da istanze di tipo religioso a istanze di tipo filosofico con l’opera di filosofia politica di John Locke intitolata Due trattati sul governo (in inglese Two Treatises of Government), che venne pubblicata nel 1690.

Non considero infatti filosofi il vescovo Agostino d’Ippona e il frate domenicano Tommaso d’Aquino, ma bensì teologi e infatti sono entrambi Dottori della Chiesa e Santi.

Titoli che il laico John Locke non ha.

Comunque, quando Locke (1632-1704) scrive dello stato di natura, scrive da un punto di vista cristiano: la Weltanschauung di Locke è quella religiosa (ovviamente della religione cristiana, dato che Locke era cristiano), non è la Weltanschauung scientifica, quella che animò invece Thomas Hobbes (1588-1679), il quale scrisse anch’egli dello stato di natura (prima di Locke).

Per capire le conseguenze divergenti dei concetti di stato di natura di Locke e di Hobbes, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/04/02/il-mondialismo-e-il-nazionalismo-sono-il-prodotto-di-due-diverse-weltanschauung/

Per capire la lontanissima origine del concetto di stato di natura di Locke, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

Ciò che scrive Locke sullo stato di natura verrà poi ripetuto e rinforzato da Jean-Jacques Rousseau (1712-1778), cosicché può accadere che quando si parla di stato di natura si citino solo Hobbes e Rousseau, omettendo Locke.

Un recente articolo scientifico pubblicato su Nature (21 gennaio 2016) e intitolato Inter-group violence among early Holocene hunter-gatherers of West Turkana, Kenya ha smentito le idee cristiane di Locke e di Rousseau sullo stato di natura e ha confermato invece quelle non cristiane (cioè atee) di Thomas Hobbes e di Charles Darwin, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/25/smentite-le-idiozie-di-locke-e-di-rousseau-sullo-stato-di-natura/

Ho scritto in un post precedente:

«Il fatto è che, nel campo della filosofia politica/scienza politica, da Locke in poi l’Occidente ha incominciato progressivamente a voltare le spalle alla Weltanschauung scientifica (della quale Darwin è un caposaldo irrinunciabile) e a rivolgersi sempre più alla Weltanschauung religiosa, fino ad esserne completamente posseduto. Ormai esso è del tutto in balia del millenarismo cristiano e vuole eliminare lo Stato dalla faccia della terra.

E neanche riconosce tutto ciò, anzi millanta di seguire la Weltanschauung scientifica, in una menzogna senza fine.»

https://luigicocola.wordpress.com/2014/07/05/la-menzogna-senza-fine-delloccidente/

Bisogna dire che Hobbes non è esente da colpe: in genere egli è visto prevalentemente, se non unicamente, come il sostenitore dell’assolutismo, in quanto era fortemente contrario alla divisione dei poteri.

Però le idee di Hobbes sulla forma di governo non c’entrano nulla con ciò che egli scrisse sullo Stato, sono due cose del tutto differenti e a mio giudizio egli nella sua opera di filosofia politica confuse deliberatamente e fraudolentemente i concetti di forma di governo e di Stato per motivi di lavoro (cioè per non perdere il proprio posto di lavoro).

Ho esposto un’analisi psicologica di Thomas Hobbes, soprattutto dal punto di vista della Scuola di Palo Alto (Palo Alto Mental Research Institute), in Luigi Cocola, op. cit., pagg. 37-48.

Ritornando a Locke, ecco cosa egli scrive sullo stato di natura:

«And here we have the plain difference between the state of Nature and the state of war, which however some men have confounded [Locke intende Thomas Hobbes], are as far distant as a state of peace, goodwill, mutual assistance, and preservation; and a state of enmity, malice, violence and mutual destruction are one from another. Men living together according to reason without a common superior on earth, with authority to judge between them, is properly the state of Nature [il neretto è mio].»

(John Locke, Two Treatises of Government, Essay Two, Chapter III, 19, prepared by Rod Hay for the McMaster University Archive of the History of Economic Thought, disponibile su:

http://www.efm.bris.ac.uk/het/locke/government.pdf,

data di accesso odierna)

Locke compie qui una vera e propria mistificazione: egli parla di Ragione (reason), ma in realtà sta parlando di Weltanschauung religiosa cristiana.

Infatti ecco altri due passi di Two Treatises of Government:

«…whence it follows, that either the father has not his paternal power by begetting, or else that the heir has it not at all; for it is hard to understand how the law of nature, which is the law of reason [il neretto è mio], can give the paternal power to the father over his children, for the only reason of begetting…»

(Ibid., Essay One, Chapter IX, 101)

«Thus the law of Nature stands as an eternal rule to all men, legislators as well as others. The rules that they make for, other men’s actions must, as well as their own and other men’s actions, be conformable to the law of Nature— i.e., to the will of God [il neretto è mio], of which that is a declaration, and the fundamental law of Nature being the preservation of mankind, no human sanction can be good or valid against it.»

(Ibid., Essay Two, Chapter XI, 135)

Come si può notare, per Locke la legge di natura è sia la legge della ragione che il volere di Dio.

Quindi per Locke la Ragione si identifica con Dio ed è evidente che su tale argomento non c’è alcuna differenza tra Locke e l’epoca di Agostino d’Ippona, vedi infatti una lettera scritta nel 414/15 da Evodio ad Agostino:

«Poiché, se è in base alla ragione che Dio è eterno, che cos’è la ragione? Essa perciò o è Dio o un attributo di Dio, come c’insegna essa stessa.»

http://www.augustinus.it/italiano/lettere/lettera_161_testo.htm

Il concetto di stato di natura di Locke (“a state of peace, goodwill, mutual assistance, and preservation”) può essere sintetizzato in questa frase: “I always believed people are basically good”, frase che è stata scritta recentemente da Mark Zuckerberg nel suo comunicato al popolo intitolato Bringing the World Closer Together e pubblicato su Facebook il 22 giugno 2017.

Eccone il link:

www.facebook.com/notes/mark-zuckerberg/bringing-the-world-closer-together/10154944663901634/

Ho sostenuto in vari post che, sebbene Mark Zuckerberg sia ebreo, il concetto di stato di natura a cui egli si riferisce quando scrive “I always believed people are basically good” è un concetto lockiano e cioè cristiano:

«P.S.: notare nel suo comunicato al popolo del 22 giugno come Zuckerberg esprima chiaramente il leitmotiv fondamentale del mondialismo e di tutte le altre ideologie antistato (vedi la mia teoria unificata delle ideologie antistato), cioè che gli esseri umani sono naturalmente buoni (“I always believed people are basically good [il neretto è mio]. As I’ve traveled around, I’ve met all kinds of people from regular folks to heads of state, and I’ve found they almost all genuinely care about helping people”), concetto già espresso nel 1690 da John Locke, quando scrisse la sua errata e ridicola versione dello stato di natura (versione smentita, fra l’altro, anche da un recentissimo studio scientifico pubblicato su Nature, come ho ricordato più volte).»

https://luigicocola.wordpress.com/2017/06/24/mark-zuckerberg-la-nuova-reincarnazione-di-cristo/

Ho appena trovato in internet una conferma che “I always believed people are basically good” non appartiene all’Ebraismo, vedi questo articolo (20 ottobre 2010) di Dennis Prager, che è di religione ebraica come Mark Zuckerberg:

Are people basically good?

«The notion that people are basically good is a modern, post-Enlightenment one that is neither Jewish nor rational.

As regards Judaism, from the Torah through rabbinic Judaism, I am unaware of a single mainstream Jewish text that posits that people are basically good. The Torah cites God Himself as declaring that the “will of man’s heart is evil from his youth” (Genesis 8.21).

As regards reason, the empirical evidence against the belief that people are basically good is simply overwhelming…

…The consequences of this belief are awful.»

http://jewishjournal.com/opinion/83939/

Vedi anche questo articolo (31 dicembre 2002) dello stesso autore:

If you believe that people are basically good

«No issue has a greater influence on determining your social and political views than whether you view human nature as basically good or not…

…As Lord Acton said long ago, “Power corrupts, and absolute power corrupts absolutely.” Lord Acton did not believe people are basically good. No great body of wisdom, East or West, ever posited that people were basically good. This naive and dangerous notion originated in modern secular Western thought, probably with Jean Jacques Rousseau, the Frenchman who gave us the notion of pre-modern man as a noble savage. He was half right. Savage, yes, noble, no. If the West does not soon reject Rousseau and humanism and begin to recognize evil, judge it and confront it, it will find itself incapable of fighting savages who are not noble.»

https://townhall.com/columnists/dennisprager/2002/12/31/if-you-believe-that-people-are-basically-good-n981387

Ecco chi è Dennis Prager:

https://en.wikipedia.org/wiki/Dennis_Prager

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Mark Zuckerberg è un pericolo per tutta l’umanità

2 agosto 2017

Ho scritto parecchie volte di Mark Zuckerberg e della sua adesione a quel delirio culturale che è costituito dal mondialismo, vedi p.e. qui:

«P.S.: notare nel suo comunicato al popolo del 22 giugno come Zuckerberg esprima chiaramente il leitmotiv fondamentale del mondialismo e di tutte le altre ideologie antistato (vedi la mia teoria unificata delle ideologie antistato), cioè che gli esseri umani sono naturalmente buoni (“I always believed people are basically good [il neretto è mio]. As I’ve traveled around, I’ve met all kinds of people from regular folks to heads of state, and I’ve found they almost all genuinely care about helping people”), concetto già espresso nel 1690 da John Locke, quando scrisse la sua errata e ridicola versione dello stato di natura (versione smentita, fra l’altro, anche da un recentissimo studio scientifico pubblicato su Nature, come ho ricordato più volte).»

https://luigicocola.wordpress.com/2017/06/24/mark-zuckerberg-la-nuova-reincarnazione-di-cristo/

Per approfondire, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/04/02/il-mondialismo-e-il-nazionalismo-sono-il-prodotto-di-due-diverse-weltanschauung/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/25/smentite-le-idiozie-di-locke-e-di-rousseau-sullo-stato-di-natura/

Non potevo però immaginare che Mark Zuckerberg è talmente ingenuo (o talmente posseduto dal delirio culturale del mondialismo, è lo stesso) da estendere il leitmotiv fondamentale del mondialismo e di tutte le altre ideologie antistato, cioè “I always believed people are basically good”, anche alla Intelligenza Artificiale (IA), in inglese Artificial Intelligence (AI).

Pochi giorni fa c’è stato uno scontro verbale tra Zuckerberg, che è appunto un sostenitore ad oltranza della Intelligenza Artificiale, ed Elon Musk (PayPal, l’azienda automobilistica Tesla e il programma spaziale Space X), che invece già nel 2014 aveva detto:

“LE INTELLIGENZE artificiali sono la più grande minaccia per la sopravvivenza della nostra razza. Affidarsi ai computer è come invocare il demonio”

http://www.repubblica.it/tecnologia/2014/10/31/

news/elon_musk_realt_virtuale_demonio-99180416/

Ecco cosa ha twittato Musk, in risposta alla provocazione di Zuckerberg:

I’ve talked to Mark about this. His understanding of the subject is limited.
– Elon Musk (@elonmusk) 25 luglio 2017

twitter.com/elonmusk/status/889743782387761152

Vedi anche qui:

http://punto-informatico.it/4396294/PI/News/musk-vs-zuckerberg-scontro-verbale-sulla-ia.aspx

A questo punto arriva incredibilmente il colpo di scena, che dà ragione a Elon Musk:

Facebook sospende il test per l’Intelligenza Artificiale: “Due bot hanno inventato un proprio linguaggio, incomprensibile all’uomo”
Facebook ha fatto dialogare tra loro due bot e questi hanno usato una nuova lingua, indecifrabile per l’uomo

«…A preoccupare i ricercatori che hanno condotto il test è stato il fatto che il linguaggio usato dai bot, pur non avendo un senso compiuto per gli esseri umani, non sembrava essere casuale: semplicemente le parole erano state utilizzate dalle intelligenze artificiali in modo diverso. Una spiegazione all’anomalo comportamento potrebbe essere attribuita al fatto che i bot non erano stati programmati per dialogare soltanto in inglese. Ma c’è il sospetto che le macchine seguano dei codici ancora poco conosciuti all’uomo.

La notizia non fa altro che confermare i timori sullo sviluppo incontrollato delle intelligenze artificiali: davvero un giorno le macchine diventeranno così potenti ed evolute da ribellarsi ai comandi dell’uomo? È questo ciò che temono esperti anche del calibro di Stephen Hawking e Elon Musk…»

http://www.huffingtonpost.it/2017/08/01/facebook-sospende-il-test-per-lintelligenza-artificiale-due-b_a_23059340/

Come dice il suddetto articolo, anche altri importanti nomi, oltre a Elon Musk, hanno espresso forti e gravi timori nei riguardi della Intelligenza Artificiale, p.e. Stephen Hawking e Bill Gates:

«No, Musk isn’t the only one who believes unregulated AI could be a disaster for humanity. In an AMA (Ask Me Anything) session on Reddit earlier this year, Microsoft co-founder Bill Gates said that in a few years, AI would be “strong enough to warrant concern”. Theoretical physicist Stephen Hawking had told the BBC in 2014 that “the development of full artificial intelligence could spell the end of the human race”.»

indianexpress.com/article/explained/ideas-mark-zuckerberg-vs-elon-musk-or-utopia-vs-dystopia-4779524/

Insomma, se dessimo retta a Mark Zuckerberg, arriveremmo dritti dritti a Skynet.

Per non parlare del mondialismo.

Quest’uomo è un pericolo per tutta l’umanità.

P.S: ho trovato in rete un mucchio di articoli che, arrampicandosi sugli specchi, tentano di sminuire l’incredibile notizia che “Due bot hanno inventato un proprio linguaggio, incomprensibile all’uomo” nel corso di un test per l’Intelligenza Artificiale condotto da Facebook, come ho riportato sopra.

Però nessuno può negare che due intelligenze artificiali, improvvisamente, autonomamente (o in seguito a errori dei programmatori, non ha importanza) e, occorre sottolinearlo, con enorme facilità, si sono sottratte al controllo del genere umano (non l’hanno fatto con intenzioni malevoli? non ha importanza).

Se questa non è l’autostrada per Skynet, cosa altro lo potrebbe mai essere?

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Di Presidência do México (Flickr) [CC BY 2.0], attraverso Wikimedia Commons

George Soros e la distruzione di Israele

30 luglio 2017

Se andrà a compimento il piano di George Soros contro l’Europa, piano di cui ha pubblicamente parlato Viktor Orban (vedi il post precedente), avverrà la “Grande Sostituzione” (“Grand Remplacement”, termine coniato da Renaud Camus), cioè i popoli europei saranno sostituiti da popoli islamici.

Oltre all’immigrazione senza freni, c’è anche il notevolissimo tasso di natalità degli islamici, mentre invece quello dei popoli europei è attualmente molto basso.

Come è noto, Erdogan ha raccomandato ai suoi correligionari in Europa di fare almeno cinque figli:

Erdogan agli immigrati: fate almeno 5 figli, siano loro il futuro dell’Europa

http://www.secoloditalia.it/2017/03/erdogan-agli-immigrati-fate-almeno-5-figli-siano-futuro-delleuropa/

Quando in Europa gli islamici saranno la maggioranza, è evidente che governeranno loro ed è anche evidente che gli arsenali nucleari della Francia e del Regno Unito cadranno nelle loro mani.

La conseguenza prevedibile, a rigor di logica, è che Israele sarà cancellato dalla faccia della terra.

Cosa, del resto, che Ali Khamenei predica dal 1991:

http://www.ilfoglio.it/gli-inserti-del-foglio/2015/10/10/news/2022-addio-israele-88422/

Questo sarà il risultato del delirio mondialista di George Soros, di Mark Zuckerberg e degli altri ebrei internazionalisti, come ce ne sono molti negli Stati Uniti in generale e nella Silicon Valley in particolare.

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Ma Netanyahu sa che esiste il mondialismo?

21 luglio 2017

Leggo su Tempi un articolo di Max Ferrari (19 luglio 2017):

Sfogo di Netanyahu con il “gruppo di Visegrad”: «Pazzesco che l’Europa non sostenga Israele»
In visita in Ungheria, pensando di non essere ascoltato, il premier israeliano ha criticato duramente la linea «folle» di Bruxelles verso «l’unico paese che fa i suoi interessi in Oriente»

«L’Europa deve decidere se vuole vivere e prosperare, o andare in rovina e scomparire [il neretto è mio]. L’Unione Europea sta minando la propria sicurezza indebolendo Israele a causa del folle tentativo di porre delle condizioni alla nostra cooperazione su temi vitali». Sono esplosive le dichiarazioni fatte dal premier israeliano Netanyahu al meeting di Budapest coi quattro paesi mittel-europei riuniti in quel “Gruppo di Visegrad” in rotta di collisione con l’Unione Europea sulla questione delle politiche migratorie…”

http://www.tempi.it/sfogo-di-netanyahu-con-il-gruppo-di-visegrad-pazzesco-che-europa-non-sostenga-israele

In inglese:

«“I think Europe has to decide if it wants to live and thrive or if it wants to shrivel and disappear, [il neretto è mio]” he said. “I am not very politically correct. I know that’s a shock to some of you. It’s a joke. But the truth is the truth – both about Europe’s security and Europe’s economic future. Both of these concerns mandate a different policy toward Israel.”»

https://www.theguardian.com/world/2017/jul/19/eu-will-wither-and-die-if-it-does-not-change-policy-on-israel-netanyahu

Ma Netanyahu sa che esiste il mondialismo?

Sa che il mondialismo vuole eliminare gli Stati, cioè creare l’Open Society?

Sa che l’Unione Europea è il prodotto del mondialismo?

E se lo sa, come sicuramente lo sa, perché non lo dice apertamente?

È piuttosto ovvio che l’Europa andrà in rovina e scomparirà, se il mondialismo continuerà ad essere la sua ideologia: essa diventerà uno Stato islamico e non ci vorrà poi molto tempo perché ciò accada.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/15/il-mondialismo-non-e-una-lotta-di-classe-e-un-delirio-culturale/

È anche piuttosto ovvio che l’Europa mondialista sia contro il sionismo, che è un nazionalismo, e contro lo Stato d’Israele (questa è la sua denominazione ufficiale).

E perché Netanyahu non fa nulla contro gli ebrei internazionalisti, in primis George Soros e Mark Zuckerberg, i quali vogliono creare l’Open Society, cioè vogliono eliminare gli Stati e quindi anche lo Stato d’Israele?

Sono proprio George Soros e Mark Zuckerberg i peggiori nemici di Israele!

Il conflitto interno ebraico tra sionisti ed ebrei internazionalisti dovrebbe essere risolto, una volta per tutte, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/05/26/il-conflitto-interno-ebraico/

È inutile che poi Netanyahu si lamenti dell’Unione Europea mondialista.

Il tabù di parlare del mondialismo, evidentemente, contagia anche l’autore dell’articolo, Max Ferrari:

“Paradossalmente quella parte di Europa definita “arretrata e populista” ha da oggi un legame privilegiato con Israele su tante questioni a partire da sicurezza, scambi di tecnologie ed energia (ricordiamo la grande partita dei giacimenti marini di gas scoperti da Israele), mentre l’Europa a trazione franco-tedesca (ma Macron si sta smarcando) si distingue per politiche di chiusura verso i suoi stessi partner orientali, ma anche verso Putin, per non parlare dell’astio verso Trump e Israele e, per converso, di folle apertura verso talune dittature arabe e le loro propaggini europee.”

Non è paradossale affatto, è tutto molto logico e ovvio, basta solo nominare il mondialismo.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Zuckerberg, serie TV e stato di natura

4 luglio 2017

Pochi giorni fa mi è capitato per caso di vedere alcuni episodi di una nuova e bella serie TV americana, Ray Donovan, in cui recita anche il grande Jon Voight.

Data la sceneggiatura, che è molto hobbesiana, nel senso della guerra di tutti contro tutti (war of all against all, bellum omnium contra omnes), cioè assai in sintonia con lo stato di natura di Thomas Hobbes, mi è venuto in mente, per associazione di idee, l’ultimo comunicato al popolo di Mark Zuckerberg, quello del 22 giugno 2017, intitolato Bringing the World Closer Together, di cui ho già scritto:

«P.S.: notare nel suo comunicato al popolo del 22 giugno come Zuckerberg esprima chiaramente il leitmotiv fondamentale del mondialismo e di tutte le altre ideologie antistato (vedi la mia teoria unificata delle ideologie antistato), cioè che gli esseri umani sono naturalmente buoni (“I always believed people are basically good [il neretto è mio]. As I’ve traveled around, I’ve met all kinds of people from regular folks to heads of state, and I’ve found they almost all genuinely care about helping people”), concetto già espresso nel 1690 da John Locke, quando scrisse la sua errata e ridicola versione dello stato di natura (versione smentita, fra l’altro, anche da un recentissimo studio scientifico pubblicato su Nature, come ho ricordato più volte).»

https://luigicocola.wordpress.com/2017/06/24/mark-zuckerberg-la-nuova-reincarnazione-di-cristo/

Per ulteriori informazioni vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/04/02/il-mondialismo-e-il-nazionalismo-sono-il-prodotto-di-due-diverse-weltanschauung/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/25/smentite-le-idiozie-di-locke-e-di-rousseau-sullo-stato-di-natura/

Il successo, sia di pubblico sia di critica, che sta ottenendo in USA questa serie TV, attualmente alla quinta stagione, pone un grande interrogativo: come è mai possibile che tale successo sia decretato dai connazionali di Mark Zuckerberg?

Come è mai possibile che tale successo avvenga proprio nel paese dove è nato il mondialismo (ad opera di David Rockefeller)?

Basta vedere un solo episodio di Ray Donovan per capire che la suddetta frase di Mark Zuckerberg, “I always believed people are basically good”, è una frase non solo terribilmente errata, ma anche terribilmente ridicola.

Del tipo di quelle che si raccontano ai bambini per non turbare la loro innocenza, ma che gli adulti sanno perfettamente essere false.

Così, all’improvviso, mi sono reso conto di un fatto che non avevo mai preso in considerazione e cioè che le serie TV prodotte negli Stati Uniti d’America sono quanto di più hobbesiano si possa produrre nel mondo dello spettacolo.

Thomas Hobbes ne sarebbe deliziato, se potesse vederle dal paradiso dei filosofi nel quale si trova.

Perché sono la conferma narrativa che non è possibile vivere senza Stato (i confini!!!), dato che senza Stato (le cui due funzioni essenziali, come scrisse Norberto Bobbio, sono l’esercito e la legge) la gente si ammazzerebbe di continuo per le strade, e per futili motivi.

Ho fatto quindi qualche ricerca in internet e le seguenti sono le serie TV prodotte negli USA che narrano di delitti e di crimini e che sono durate almeno dieci stagioni (in data odierna):

20 stagioni

Law & Order

18 stagioni

Law & Order: Special Victims Unit

15 stagioni

CSI: Crime Scene Investigation

14 stagioni

NCIS

12 stagioni

Criminal Minds

Bones

Hawaii Five-O (la vecchia serie, 1968-1980)

Murder, She Wrote (in italiano La signora in giallo)

NYPD Blue

10 stagioni

Columbo (in italiano Colombo)

JAG

CSI: Miami

Law & Order: Criminal Intent

Questo spiega perché, nonostante la propaganda di guerra dei mondialisti, al limite del colpo di Stato, Donald Trump abbia vinto le ultime elezioni presidenziali e sia diventato il 45° Presidente USA.

Questo spiega perché in giugno il partito di Donald Trump abbia vinto in Georgia con Karen Handel (nonostante i democratici abbiano speso una vera fortuna per la campagna del loro candidato Jon Ossoff) e in South Carolina con Ralph Norman:

«La sinistra americana credeva di cavalcare l’ondata di opposizione a Trump: sperava nella perdita di approvazione popolare del tycoon e che le accuse di collusione con i russi si traducessero in un appoggio democratico. Hanno cercato “nazionalizzare” la sfida. Senza successo.

“Gli elettori vogliono che ci concentriamo sui posti di lavoro e sull’economia“, ha detto a Fox News la democratica Cheri Bustos, membro della Camera dei Rappresentanti per lo Stato dell’Illinois. “Russia, impeachment… Non sono questioni su cui la gente vuole che ci concentriamo”.

I democratici non sono riusciti a connettersi con gli americani che lavorano. La politica anti-Trump non ha pagato. E lo stesso Trump, gongolante, lo scrive ancora su Twitter: “L’ostruzionismo non funziona“.

La sinistra ha tradotto questa tornata elettorale in un referendum su Trump. Il verdetto parla chiaro: Trump ha vinto.»

http://www.panorama.it/news/esteri/elezioni-georgia-vittoria-repubblicana-trump/

Non sono d’accordo con la semplicistica analisi di Cheri Bustos, c’è qualcosa di ben più importante delle ovvie considerazioni “sui posti di lavoro e sull’economia”: si tratta dello stato di natura hobbesiano vs. lo stato di natura lockiano.

Mark Zuckerberg si rassegni: egli vuole vendere agli americani un prodotto, “I always believed people are basically good”, cioè lo stato di natura lockiano, che gli stessi americani giudicano, e giustamente, un’assurdità, un’idiozia.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Mark Zuckerberg, la nuova reincarnazione di Cristo

24 giugno 2017

Mark Zuckerberg è uno degli otto uomini che possiedono la stessa ricchezza di metà della popolazione mondiale:

«Al momento otto uomini possiedono il corrispettivo della ricchezza del 50 per cento della popolazione mondiale. Ecco gli otto miliardari: Bill Gates (75 miliardi di dollari), Amancio Ortega (67 miliardi di dollari), Warren Buffett (60,8 miliardi di dollari), Carlos Slim Helu (50 miliardi di dollari), Jeff Bezos (45,2 miliardi di dollari), Mark Zuckerberg (44,6 miliardi di dollari), Larry Ellison (43,6 miliardi di dollari), Michael Bloomberg (40 miliardi di dollari).»

http://www.internazionale.it/notizie/2017/01/16/otto-uomini-ricchezza-oxfam

Come ho scritto in un post precedente:

«Non dovrebbe mai essere consentito a un uomo solo di avere tutto questo potere, eccetto che per i leader legittimi di un popolo, di una nazione.»

https://luigicocola.wordpress.com/2017/02/18/il-delirio-mondialista-di-mark-zuckerberg/

Zuckerberg il 16 febbraio aveva messo per iscritto su Facebook il suo delirio mondialista, intitolandolo Building Global Community.

Il 22 giugno ha emesso un altro comunicato al popolo, dal titolo di Bringing the World Closer Together:

«…Our lives are all connected. In the next generation, our greatest opportunities and challenges we can only take on together — ending poverty, curing disease, stopping climate change, spreading freedom and tolerance, stopping terrorism [il neretto è mio]. No single group or even country can do that alone. We have to build a world where people come together to take on these big meaningful efforts…

I always believed people are basically good [il neretto è mio]. As I’ve traveled around, I’ve met all kinds of people from regular folks to heads of state, and I’ve found they almost all genuinely care about helping people…»

www.facebook.com/notes/mark-zuckerberg/bringing-the-world-closer-together/10154944663901634/

Ecco cosa aveva scritto il 9 marzo L’Espresso in un articolo di Fabio Chiusi, intitolato Silicon Valley, la nuova Atene:

«…L’opposizione di centinaia 
di aziende tecnologiche al divieto all’immigrazione. Apple, Ibm e Arbnb 
alla guida della protesta contro le discriminazioni dell’amministrazione Trump ai transgender. Bill Gates che vuole tassare i robot contro la disoccupazione da automazione. Elon Musk che propone di aggiungervi un reddito minimo garantito, per colmare 
il gap competitivo tra carne e bit – oltre che trasformare il viaggio su Marte in realtà.

Sono tutti esempi di impegno fortemente politico, nel senso proprio del termine: occupare uno spazio di discussione pubblica, e farlo con progetti sociali di lungo periodo. Nessuno, però, lo sta occupando quanto Mark Zuckerberg. È lui ad avere steso un vero e proprio “manifesto” di seimila parole che, nella riduzione giornalistica di molti, si proporrebbe nientemeno che di “salvare il mondo” [il neretto è mio]…

…Ma non è questo il punto. Il punto è che le ambizioni politiche delle parole, sempre più esplicitamente programmatiche, 
di Zuckerberg vanno perfino oltre. Con 
la sua Chan Zuckerberg Initiative, infatti, si propone nientemeno che di “curare, prevenire o gestire” tutte le malattie esistenti “entro la fine del secolo” [il neretto è mio]. Se 
la ricerca a propulsione statale langue, nei suoi laboratori invece corre a una velocità difficile perfino da computare.

Facebook ha sottratto ai centri di ricerca universitari alcuni dei migliori studiosi del campo, in vertiginosa ascesa, dell’intelligenza artificiale, così che 
oggi il trentaduenne è più credibile di qualunque legislatore quando si propone di curare il male “fake news” tramite algoritmi, invece che a suon di leggi [il neretto è mio]…»

http://espresso.repubblica.it/internazionale/2017/03/07/news/silicon-valley-la-nuova-atene-1.296768

Insomma Mark Zuckerberg è il nuovo Salvatore.

Non più umile falegname, ma tecnocrate ricchissimo.

Egli vuole «”salvare il mondo”», vuole «”curare, prevenire o gestire” tutte le malattie esistenti “entro la fine del secolo”», vuole «curare il male».

È la seconda venuta di Cristo, reincarnato in Mark Zuckerberg.

P.S.: notare nel suo comunicato al popolo del 22 giugno come Zuckerberg esprima chiaramente il leitmotiv fondamentale del mondialismo e di tutte le altre ideologie antistato (vedi la mia teoria unificata delle ideologie antistato), cioè che gli esseri umani sono naturalmente buoni (“I always believed people are basically good [il neretto è mio]. As I’ve traveled around, I’ve met all kinds of people from regular folks to heads of state, and I’ve found they almost all genuinely care about helping people”), concetto già espresso nel 1690 da John Locke, quando scrisse la sua errata e ridicola versione dello stato di natura (versione smentita, fra l’altro, anche da un recentissimo studio scientifico pubblicato su Nature, come ho ricordato più volte).

Vedi infatti qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/04/02/il-mondialismo-e-il-nazionalismo-sono-il-prodotto-di-due-diverse-weltanschauung/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/25/smentite-le-idiozie-di-locke-e-di-rousseau-sullo-stato-di-natura/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

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Luttwak: non riusciranno a buttar giù Trump

1 giugno 2017

Leggo su lookoutnews.it un’intervista molto interessante di Luciano Tirinnanzi a Edward Luttwak (31 maggio 2017):

L’America di Trump, dal “Russiagate” alla Merkel. Intervista a Edward Luttwak
La presidenza repubblicana vista dagli occhi del celebre politologo, già consulente strategico del governo degli Stati Uniti. «Non c’è modo di fermare Trump. Ivanka il prossimo presidente»

«Il presidente è alle prese con il cosiddetto “Russiagate”, ma da dove originano le accuse contro Trump e il suo staff, che lo vorrebbero troppo vicino a Mosca?

Sa come si chiama questo? Post-traumatic election disorder. I democratici, e l’opposizione più in generale, sono ancora traumatizzati dalla vittoria di Donald Trump e dalla maniera con cui ha vinto le elezioni. Tutti i commentatori politici erano convinti che avrebbe perso amaramente e che, con lui alla testa dei repubblicani, il partito ne sarebbe uscito distrutto. Invece, Trump non solo ha trionfato, ma ha fatto guadagnare al partito repubblicano sia il Senato che la Camera, e gli ha dato persino due nuovi governatori, cosa che ha permesso al Grand Old Party di raggiungere un numero record di governatori nella storia repubblicana. Solo a quel punto, i democratici hanno compreso quanto i loro calcoli fossero stati sbagliati. La vittoria di Trump, perciò, non è stata ancora digerita dall’élite di Washington, che resta in stato di choc e tenta disperatamente di usare i peggiori metodi del maccartismo (il clima esasperato di sospetto per attività anti-americane e comuniste generatosi nel secondo dopoguerra, ndr).

È questo ad aver generato il caos politico di cui siamo spettatori?

Intorno alla figura di Trump è stata messa in piedi una congiura ed è stata costruita una teoria che lo vorrebbe un agente di Vladimir Putin, secondo una sceneggiatura degna di Hollywood. Ragion per cui ogni contatto di qualsiasi persona vicina al presidente con qualsivoglia russo e in qualsiasi tempo, costituirebbe un comportamento sospetto, se non addirittura delittuoso. In breve, vogliono criminalizzarlo. Ma per simili accuse servono prove solide, mentre qui di prove non ce ne sono. Quindi, dopo tanti discorsi, alla fine tutti gli accusatori di Trump saranno obbligati ad ammettere che non hanno niente di concreto contro di lui. Il cosiddetto “Russiagate”, in definitiva, è una manifestazione isterica che si risolverà tra poco tempo e non avrà alcuna conseguenza o impatto sull’Amministrazione. Donald Trump semplicemente non può essere rimosso [il neretto è mio]…

…Vincendo le elezioni di midterm dopo la rielezione, potrà preparare il terreno per la figlia Ivanka, che diventerà così la prima donna presidente d’America [il neretto è mio] e che è già in apprendistato alla Casa Bianca, dove non a caso ha un proprio ufficio. Questa è anche la ragione per cui l’élite americana tenta di buttarlo giù con ostinazione.»

http://www.lookoutnews.it/trump-edward-luttwak-intervista/

Come si può notare, Edward Luttwak, senza mai nominare in quest’intervista il punto nodale della situazione, e cioè lo scontro acerrimo tra il globalismo (l’élite di Washington) e il nazionalismo (Donald Trump), accetta tranquillamente che vinca quest’ultimo, anzi parla di Ivanka Trump come 46° Presidente USA dopo il doppio mandato del padre.

Altro che Mark Zuckerberg!

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Perché Mark Zuckerberg e Jeff Bezos sono globalisti?

21 maggio 2017

Nonostante che premi Nobel per l’Economia come Joseph Stiglitz e Paul Krugman facciano indecorosamente e servilmente propaganda mondialista, gettando nel fango la loro dignità e i loro premi Nobel, e nonostante che ultraricchi come Mark Zuckerberg e Jeff Bezos (*) vogliano raggirare il popolo americano facendosi alfieri dell’ideologia mondialista, resta un dato di fatto incontrovertibile, che è questo:

il globalismo, il cui scopo è quello di eliminare lo Stato per mezzo dell’ultracapitalismo, comporta necessariamente che il popolo, cioè tutti tranne una piccolissima élite, viva in povertà.

Così stanno le cose e affermare che l’Open Society, cioè una società senza Stato, possa contemporaneamente essere un welfare state, come ha fatto per esempio, senza vergogna alcuna, Joseph Stiglitz, significa insultare l’intelligenza di chi legge queste baggianate, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/11/joseph-stiglitz-racconta-menzogne-e-fa-propaganda-mondialista/

Bisogna porsi una semplicissima domanda:

il popolo degli Unites States accetta la povertà?

Certamente no, finché esisterà la democrazia negli United States, cioè finché il popolo americano potrà votare.

Il potere della propaganda ha dei limiti (soprattutto nell’era di internet) che non possono essere superati.

Quindi o negli United States vengono abolite le elezioni e l’élite impone al paese una dittatura esplicita o l’ideologia mondialista cadrà.

Quello che Arnold J. Toynbee denominò a suo tempo “proletariato interno” farà cadere il globalismo, come avevo scritto in un mio post del 7 marzo 2016:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/03/07/perche-il-mondialismo-durera-meno-del-comunismo/

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(*)

16 Jan 2017

Deborah Hardoon

AN ECONOMY FOR THE 99%
It’s time to build a human economy that benefits everyone, not just the privileged few

New estimates show that just eight men own the same wealth as the poorest half of the world. As growth benefits the richest, the rest of society – especially the poorest – suffers. The very design of our economies and the principles of our economics have taken us to this extreme, unsustainable and unjust point. Our economy must stop excessively rewarding those at the top and start working for all people. Accountable and visionary governments, businesses that work in the interests of workers and producers, a valued environment, women’s rights and a strong system of fair taxation, are central to this more human economy.

“It is four years since the World Economic Forum identified rising economic inequality as a major threat to social stability (1), and three years since the World Bank twinned its goal for ending poverty with the need for shared prosperity (2). Since then, and despite world leaders signing up to a global goal to reduce inequality, the gap between the rich and the rest has widened. This cannot continue. As President Obama told the UN General Assembly in his departing speech in September 2016: «A world where 1% of humanity controls as much wealth as the bottom 99% will never be stable.»

Yet the global inequality crisis continues unabated:

•  Since 2015, the richest 1% has owned more wealth than the rest of the planet (3) [il neretto è mio].

•  Eight men now own the same amount of wealth as the poorest half of the world (4) [il neretto è mio].

•  Over the next 20 years, 500 people will hand over $2.1 trillion to their heirs – a sum larger than the GDP of India, a country of 1.3 billion people (5).

•  The incomes of the poorest 10% of people increased by less than $3 a year between 1988 and 2011, while the incomes of the richest 1% increased 182 times as much (6).

•  A FTSE-100 CEO earns as much in a year as 10,000 people in working in garment factories in Bangladesh (7).

•  In the US, new research by economist Thomas Piketty shows that over the last 30 years the growth in the incomes of the bottom 50% has been zero, whereas incomes of the top 1% have grown 300% (8).

•  In Vietnam, the country’s richest man earns more in a day than the poorest person earns in 10 years (9).

Left unchecked, growing inequality threatens to pull our societies apart. It increases crime and insecurity, and undermines the fight to end poverty (10). It leaves more people living in fear and fewer in hope.

From Brexit to the success of Donald Trump’s presidential campaign, a worrying rise in racism and the widespread disillusionment with mainstream politics, there are increasing signs that more and more people in rich countries are no longer willing to tolerate the status quo [il neretto è mio]…”

http://policy-practice.oxfam.org.uk/publications/an-economy-for-the-99-its-time-to-build-a-human-economy-that-benefits-everyone-620170

Vorrei far notare quanto segue.

«Eight men now own the same amount of wealth as the poorest half of the world» afferma il suddetto Rapporto Oxfam 2017 (disponibile in inglese, francese, spagnolo e portoghese).

E chi sono costoro?

Ce lo dice questo articolo di internazionale.it (16 gennaio 2017), intitolato Otto uomini possiedono la stessa ricchezza di metà della popolazione mondiale:

«Al momento otto uomini possiedono il corrispettivo della ricchezza del 50 per cento della popolazione mondiale. Ecco gli otto miliardari: Bill Gates (75 miliardi di dollari), Amancio Ortega (67 miliardi di dollari), Warren Buffett (60,8 miliardi di dollari), Carlos Slim Helu (50 miliardi di dollari), Jeff Bezos (45,2 miliardi di dollari), Mark Zuckerberg (44,6 miliardi di dollari), Larry Ellison (43,6 miliardi di dollari), Michael Bloomberg (40 miliardi di dollari).»

http://www.internazionale.it/notizie/2017/01/16/otto-uomini-ricchezza-oxfam

Sorge irresistibilmente il dubbio che individui come Mark Zuckerberg e Jeff Bezos abbiano abbracciato l’ideologia mondialista solo e unicamente per conservare (e possibilmente anche accrescere) la propria sproporzionata ricchezza.

Insomma, perché dobbiamo imporre il globalismo (cioè la povertà) a tutto il mondo, magari usando le armi nucleari contro la Russia, dato che essa (giustamente!) si oppone al globalismo (ed essa certamente contrattaccherà usando il suo formidabile arsenale nucleare)?

Semplicemente per far conservare a Jeff Bezos il suo capitale di 45,2 miliardi di dollari e a Mark Zuckerberg il suo capitale di 44,6 miliardi di dollari.

Ecco perché.

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I Founding Fathers e la sedition

18 maggio 2017

Da Wikipedia in inglese:

«Historian Richard B. Morris in 1973 identified the following seven figures as the key Founding Fathers: John Adams, Benjamin Franklin, Alexander Hamilton, John Jay, Thomas Jefferson, James Madison, and George Washington…»

https://en.wikipedia.org/wiki/Founding_Fathers_of_the_United_States

«In 1798, President John Adams signed into law the Alien and Sedition Acts, the fourth of which, the Sedition Act or “An Act for the Punishment of Certain Crimes against the United States” set out punishments of up to two years of imprisonment for “opposing or resisting any law of the United States” or writing or publishing “false, scandalous, and malicious writing” about the President or the U.S. Congress…»

https://en.wikipedia.org/wiki/Sedition

Al giorno d’oggi, a quanto pare, la sedizione non è più un reato.

Anzi, viene ampiamente praticata.

Perché è proprio questa la parola giusta per indicare ciò che sta accadendo negli Stati Uniti: sedizione.

In inglese: sedition.

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