Posts Tagged ‘marx’

Cronologia sintetica del meme “lo Stato deve essere eliminato”

27 giugno 2020

Per approfondimenti vedi miei post precedenti (per esempio 1, 2, 3, 4, 5, 6).

95 d.C. Apocalisse di Giovanni: a) creazione del meme “lo Stato deve essere eliminato” b) nascita del millenarismo (o chiliasmo) religioso

410 Sacco di Roma da parte dei Goti

413-426 Agostino d’Ippona, “De civitate Dei”: interpretazione allegorica del capitolo 20 dell’Apocalisse di Giovanni (contro il meme)

455 Sacco di Roma da parte dei Vandali

476 Romolo Augustolo, l’ultimo imperatore romano d’Occidente, viene deposto: inizia il Medio Evo (periodo storico presente solo in Occidente)

1130/35-1202 Gioacchino da Fiore (a favore del meme)

1182-1226 Francesco d’Assisi (a favore del meme)

1382 Wycliffe’s Bible (a favore del meme)

1420 Taboriti boemi

1690 John Locke, “Two Treatises of Government”: a) nascita del millenarismo (o chiliasmo) secolarizzato b) nascita del concetto della bontà naturale del genere umano (concetto ripreso e rafforzato nel secolo seguente da Jean-Jacques Rousseau) e quindi dell’inutilità/dannosità dello Stato c) nascita del concetto che la Ragione conduce inevitabilmente all’eliminazione dello Stato d) nascita del liberalismo (lo Stato come male necessario)

1760-1825 Henri de Saint-Simon: a) nascita delle ideologie antistato di tipo filosofico (lo Stato come male non necessario) b) nascita del sansimonismo, la prima ideologia antistato di tipo filosofico c) nascita del concetto di sostituire lo Stato con la tecnocrazia d) nascita del concetto dell’Unione Europea e) alcuni ebrei, per esempio i fratelli Émile (1800-1875) e Isaac (1806-1880) Pereire, divennero sansimonisti: un discendente di Isaac Pereire fu Edmond de Rothschild (1926-1997), che fu membro dello Steering Committee dei Bilderberg Meetings

1809-1865 Pierre-Joseph Proudhon: anarchismo

1818-1883 Karl Marx, 1820-1895 Friedrich Engels: teoria marx-engelsiana, comunismo

1894-1972 Richard Coudenhove-Kalergi: nascita del concetto di meticciato obbligatorio (il Piano Kalergi)

1954 Primo Bilderberg Meeting (organizzato principalmente da David Rockefeller e dal Principe Bernhard dei Paesi Bassi): nascita del mondialismo (o globalismo, in inglese globalism, in francese mondialisme; altri sinonimi: internazionalismo liberale, internazionalismo di David Rockefeller)

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1) Le tappe principali della genesi storica del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/28/le-tappe-principali-della-genesi-storica-del-mondialismo/

2) Il mondialismo è una degenerazione del Cristianesimo

https://luigicocola.wordpress.com/2019/01/28/il-mondialismo-e-una-degenerazione-del-cristianesimo/

3) Perché esistono due tipi di messianismo cristiano?

https://luigicocola.wordpress.com/2019/05/09/perche-esistono-due-tipi-di-messianismo-cristiano/

4) È possibile usare ancora il Cristianesimo occidentale come religione senza ricadere nelle distopie antistato come il mondialismo?

https://luigicocola.wordpress.com/2019/05/27/e-possibile-usare-ancora-il-cristianesimo-occidentale-come-religione-senza-ricadere-nelle-distopie-antistato-come-il-mondialismo/

5) Quattro strani difetti delle analisi del mondialismo conformiste e tradizionali

https://luigicocola.wordpress.com/2019/10/25/quattro-strani-difetti-delle-analisi-del-mondialismo-conformiste-e-tradizionali/

6) L’irrazionalità del globalismo viene smascherata dal coronavirus

https://luigicocola.wordpress.com/2020/02/11/lirrazionalita-del-globalismo-viene-smascherata-dal-coronavirus/

N.B.: tutti i link sono stati verificati in data odierna.

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Dobbiamo prepararci alla possibilità di una guerra nucleare tra NATO e Russia

15 giugno 2020

Se Donald Trump non venisse rieletto, e quindi se venisse eletto Joe Biden, non potrebbe essere esclusa la possibilità di una guerra nucleare tra NATO e Russia, ovvero tra paesi globalisti e Russia.

Perché? Perché l’élite russa, come ha dimostrato con la crisi dell’Ucraina e con la crisi della Covid-19, non si piegherà mai ad agire contro il popolo russo, come richiede “the ideology of globalism” (1): liquidare i popoli per liquidare gli Stati e instaurare così un Nuovo Ordine Mondiale in cui non esiste più lo Stato, sostituito da una tecnocrazia mondiale, il vecchio sogno del Conte Henri de Saint-Simon (1760-1825), attuato però in un modo che a lui avrebbe fatto orrore.

Quindi è possibile che Joe Biden, vale a dire il deep state globalista, riprenda il programma di Hillary Clinton, per togliere definitivamente di mezzo i russi.

Come si può vedere chiaramente, a meno di autocensurarsi (come del resto fanno quasi tutti), il globalismo (o mondialismo, in inglese globalism, in francese mondialisme) è assai simile al tentativo di Pol Pot di eliminare lo Stato della Cambogia ammazzando i cambogiani (Pol Pot era comunista, ma credeva che la teoria marx-engelsiana sia sbagliata per quanto riguarda i tempi lunghissimi necessari a eliminare lo Stato, 2, 3), con l’unica differenza che il globalismo adotta sì il genocidio, come il genocidio cambogiano, ma quello del globalismo è un genocidio lento, un genocidio senza spargimento di sangue (4, 5), attuato per mezzo di tre strumenti: a) povertà, b) immigrazione senza freni (da cui islamizzazione e meticciato), c) distruzione della famiglia.

Diciamo che il globalismo vuole ottenere, per eliminare lo Stato, una velocità intermedia tra quella di Pol Pot e quella di Marx ed Engels.

Inoltre, se Trump dopo la sua rielezione non facesse crollare l’Unione Europea, la punta di diamante del globalismo, lo stesso identico problema si ripresenterebbe con il successivo presidente.

Soltanto se l’Unione Europea crollasse, il globalismo sarebbe sconfitto: perché è impensabile che il globalismo possa riprendersi dopo il crollo della sua punta di diamante.

Comunque, poiché non è certo che Donald Trump venga rieletto, dobbiamo prepararci alla possibilità di una guerra nucleare tra NATO e Russia, che potrebbe portare alla distruzione della nostra civiltà e perfino dell’umanità intera.

Tutto questo purtroppo non è capito da Vladimir Putin e dall’élite russa che egli rappresenta, come ho abbondantemente spiegato in molti post precedenti (per esempio cfr. 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12).

L’élite russa fraintende completamente il globalismo, tanto che Putin in un’intervista dell’anno scorso al Financial Times non usò, a differenza di Donald Trump, questa parola – “globalism” – né termini analoghi (per esempio “New World Order”), ma bensì i termini mistificatori che il globalismo usa per descrivere se stesso: “globalisation”, “liberal idea” e “liberal circles”, come ho già mostrato (13).

L’élite russa pensa che si tratti semplicemente di imperialismo (degli Stati Uniti d’America), perché essa non riesce a vedere che trattasi invece di un’ideologia antistato: l’élite russa scotomizza, per ragioni culturali, questo fatto oggettivo (14, 15).

L’élite russa confonde la volontà di suicidio del globalismo con la politica di potenza, che è l’esatto contrario della volontà di suicidio (16).

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1) Donald Trump: “We reject the ideology of globalism”

https://luigicocola.wordpress.com/2018/09/26/donald-trump-we-reject-the-ideology-of-globalism/

2) «In realtà l’europeismo ha lo stesso scopo del comunismo: eliminare lo Stato.

Infatti, come è ben noto, il dogma fondamentale del comunismo è il seguente: una volta arrivati alla società comunista, automaticamente lo Stato si dissolverà.

Per chi ignora questo dogma, ecco un magistrale brano di Norberto Bobbio, che spiega in poche parole la teoria di Marx ed Engels.

“La più popolare delle teorie che sostengono l’attuabilità o addirittura l’avvento necessario di una società senza Stato è quella marxiana o per meglio dire engelsiana, in base a un ragionamento che ridotto ai minimi termini può essere esposto così: lo Stato è nato dalla divisione della società in classi contrapposte per effetto della divisione del lavoro, allo scopo di consentire il dominio della classe che sta sopra sulla classe che sta sotto; quando in seguito alla conquista del potere da parte della classe universale (la dittatura del proletariato) verrà meno la società divisa in classi, verrà meno anche la necessità dello Stato. Lo Stato si estinguerà, morirà di morte naturale, perché non sarà più necessario [il corsivo è mio]. Questa teoria è forse la più ingegnosa fra quelle che difendono l’ideale della società senza Stato ma non è meno discutibile: perché tanto la premessa maggiore del sillogismo (lo Stato è uno strumento di dominio di classe) quanto la premessa minore (la classe universale è destinata a distruggere la società di classe) non hanno resistito a quel formidabile argomento che sono, come avrebbe detto Hegel, le «dure repliche della storia».”

(Norberto Bobbio, Stato, governo, società, 1995, Einaudi, pag. 123).»

Il comunismo e l’europeismo hanno lo stesso scopo: eliminare lo Stato

https://luigicocola.wordpress.com/2013/01/23/il-comunismo-e-leuropeismo-hanno-lo-stesso-scopo-eliminare-lo-stato/

3) «Infatti il delirio culturale di Pol Pot e dei Khmer Rossi, come è noto, era una forma estrema e anomala di comunismo, cioè della teoria marx-engelsiana: essi volevano attuare immediamente, e per mezzo di torture e massacri, lo stadio finale previsto da tale teoria, cioè l’estinzione naturale dello Stato.»

Il mondialismo e il genocidio cambogiano di Pol Pot e dei Khmer Rossi

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/17/il-mondialismo-e-il-genocidio-cambogiano-di-pol-pot-e-dei-khmer-rossi/

4) Convention on the Prevention and Punishment of the Crime of Genocide

treaties.un.org/pages/ViewDetails.aspx?src=TREATY&mtdsg_no=IV-1&chapter=4&lang=en

5) Convention on the Prevention and Punishment of the Crime of Genocide

«Article I

The Contracting Parties confirm that genocide, whether committed in time of peace or in time of war, is a crime under international law which they undertake to prevent and to punish.

Article II

In the present Convention, genocide means any of the following acts committed with intent to destroy, in whole or in part, a national, ethnical, racial or religious group, as such [il neretto è mio]:
(a) Killing members of the group;
(b) Causing serious bodily or mental harm to members of the group;
(c) Deliberately inflicting on the group conditions of life calculated to bring about its physical destruction in whole or in part [il neretto è mio];
(d) Imposing measures intended to prevent births within the group;
(e) Forcibly transferring children of the group to another group.

Article III

The following acts shall be punishable:
(a) Genocide;
(b) Conspiracy to commit genocide;
(c) Direct and public incitement to commit genocide;
(d) Attempt to commit genocide;
(e) Complicity in genocide.»

United Nations, Treaty Series, vol. 78, p. 280

treaties.un.org/doc/Publication/UNTS/Volume%2078/v78.pdf

6) Pochi hanno capito cos’è realmente il globalismo

https://luigicocola.wordpress.com/2019/07/09/pochi-hanno-capito-cose-realmente-il-globalismo/

7) Quattro strani difetti delle analisi del mondialismo conformiste e tradizionali

https://luigicocola.wordpress.com/2019/10/25/quattro-strani-difetti-delle-analisi-del-mondialismo-conformiste-e-tradizionali/

8) Adesso i russi si accorgono di Hillary Clinton!

https://luigicocola.wordpress.com/2019/11/03/adesso-i-russi-si-accorgono-di-hillary-clinton/

9) La contraddittorietà dell’attuale politica estera della Russia

https://luigicocola.wordpress.com/2019/11/15/la-contraddittorieta-dellattuale-politica-estera-della-russia/

10) Un vecchio editoriale (del 2009) firmato da Sergei Lavrov e Franco Frattini

https://luigicocola.wordpress.com/2019/11/17/un-vecchio-editoriale-del-2009-firmato-da-sergei-lavrov-e-franco-frattini/

11) Putin dice che è interessato a mantenere in vita l’euro e l’Unione Europea

https://luigicocola.wordpress.com/2019/11/25/putin-dice-che-e-interessato-a-mantenere-in-vita-leuro-e-lunione-europea/

12) I russi insistono nella contraddittorietà della loro politica estera

https://luigicocola.wordpress.com/2019/12/04/i-russi-insistono-nella-contraddittorieta-della-loro-politica-estera/

13) L’understatement britannico di Vladimir Putin

https://luigicocola.wordpress.com/2019/07/07/lunderstatement-britannico-di-vladimir-putin/

14) Disfatta dei mondialisti: Brexit attuata e impeachment di Trump fallito

https://luigicocola.wordpress.com/2020/02/06/disfatta-dei-mondialisti-brexit-attuata-e-impeachment-di-trump-fallito/

15) Luigi Cocola, La teoria unificata delle ideologie antistato e altri discorsi politici, 6° ed., lulu.com, 2018

16) «”Il modo migliore per porre fine a questa situazione anomala è abbandonare idee imperiali”, ha affermato il capo della diplomazia russa.»

Capo diplomazia russa Lavrov dà un consiglio ai leader occidentali

27 novembre 2019

https://it.sputniknews.com/politica/201911278340597-capo-diplomazia-russa-lavrov-da-un-consiglio-ai-leader-occidentali/

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Bisogna smetterla di usare gli ebrei come capro espiatorio del mondialismo

31 dicembre 2019

Scrivo da anni che gli ebrei costituiscono il più comune e diffuso capro espiatorio del mondialismo (1), mentre, in realtà, il mondialismo è una degenerazione del Cristianesimo (2, 3), come lo sono del resto tutte le altre ideologie antistato: sansimonismo, anarchismo e comunismo (Teoria unificata delle ideologie antistato) (4, 5, 6).

Per quanto riguarda il caso particolare del comunismo (cioè della teoria marx-engelsiana) è addirittura la Chiesa Cattolica ad affermare che si tratta di una forma secolarizzata di millenarismo, il quale è una dottrina assolutamente neotestamentaria (cfr. 3): quindi solo chi è ignorante può pensare al comunismo come a un prodotto dell’Ebraismo.

Sia chiaro che sono nato, e resterò per sempre, cattolico, per quanto non praticante, e che non ho legami, di nessun genere, con persone di religione ebraica.

Ritengo inoltre che il Cristianesimo sia fondamentale per l’Occidente: bisogna soltanto eliminarne le degenerazioni.

Ritornando al mondialismo, l’antisemitismo è una caratteristica assai frequente, potremmo addirittura dire costante, delle analisi del mondialismo (ma certamente non della mia analisi, 7) (cfr. p.e. 8, 9, 10).

Purtroppo gli ebrei, autolesionisticamente, si danno molto da fare per avvalorare queste false analisi e interpretazioni del mondialismo, perché esiste un conflitto interno ebraico che vede contrapposti in modo assai radicale, anzi in modo estremo, due schieramenti di ebrei: da un lato gli ebrei internazionalisti e dall’altro gli ebrei nazionalisti, ovvero gli ebrei sionisti.

Così il popolo ebraico finisce per farsi odiare sia dai nazionalisti di tutti gli altri popoli, sia dai globalisti, confermando la coazione a ripetere che lo vede storicamente come il popolo perseguitato per antonomasia.

Ecco le tre ragioni per cui bisogna smetterla di usare gli ebrei come capro espiatorio del mondialismo.

In primo luogo, chi vuole combattere l’ideologia mondialista deve capire che tale ideologia suicida (11) è un effetto collaterale, assai tardivo, della rivoluzione sociale condotta giustamente dal Cristianesimo contro lo Stato schiavista romano di duemila anni fa, effetto collaterale causato da un meme egoista (la prescrizione di eliminare lo Stato contenuta nell’Apocalisse di Giovanni), come ho spiegato innumerevoli volte (cfr. p.e. 12, 13, 14).

Altrimenti perché mai la Chiesa Cattolica (con Papa Bergoglio e i Cardinali che lo hanno eletto, cioè la maggioranza dei Cardinali), la Chiesa Anglicana (con l’Arcivescovo Justin Welby), la Chiesa di Svezia (con l’Arcivescovo Antje Jackelén), ecc. ecc., sono diventate esplicitamente e sfacciatamente mondialiste (15)?

I suddetti sono forse ebrei travestiti da cristiani? Ma smettiamola con queste assurde sciocchezze!

Secondo, chi vuole combattere il mondialismo deve smetterla di essere contro lo Stato d’Israele: il sionismo è il nazionalismo del popolo ebraico ed essere contro il sionismo conduce necessariamente a rafforzare in modo esponenziale gli ebrei internazionalisti (come p.e. George Soros), il che è sommamente stupido.

Terzo, non si può essere nazionalisti e poi condannare il nazionalismo del popolo ebraico: questo atteggiamento, per quanto molto diffuso, è una contraddizione colossale.

————-

1) L’Ebraismo e la massoneria sono i capri espiatori del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/09/lebraismo-e-la-massoneria-sono-i-capri-espiatori-del-mondialismo/

2) Il mondialismo è una degenerazione del Cristianesimo

https://luigicocola.wordpress.com/2019/01/28/il-mondialismo-e-una-degenerazione-del-cristianesimo/

3) Quattro strani difetti delle analisi del mondialismo conformiste e tradizionali

https://luigicocola.wordpress.com/2019/10/25/quattro-strani-difetti-delle-analisi-del-mondialismo-conformiste-e-tradizionali/

4) La teoria unificata delle ideologie antistato

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/20/la-teoria-unificata-delle-ideologie-antistato/

5) Ulteriori precisazioni sul mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/21/ulteriori-precisazioni-sul-mondialismo/

6) «Notare che tutti questi pensatori erano cristiani, anche Marx lo era (ricevette il battesimo luterano all’età di sei anni e il padre si era convertito al Cristianesimo luterano prima della sua nascita, inoltre a 16 anni, nel 1834, ricevette la confermazione luterana nella Chiesa della Trinità di Treviri), come è ben noto e come risulta anche da tutto ciò che egli scrisse, a meno che non si ritenga, come ritenevano i nazisti, che gli ebrei siano una razza biologica, il che è veramente troppo ridicolo perché valga la pena di confutarlo (sebbene The Race Question, lo Statement dell’UNESCO del 1950, abbia fatto proprio questo) (9).»

Il programma politico di Soros è proprio quello di Saint-Simon

https://luigicocola.wordpress.com/2018/05/12/il-programma-politico-di-soros-e-proprio-quello-di-saint-simon/

7) La mia analisi del mondialismo e delle ideologie antistato

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/10/la-mia-analisi-del-mondialismo-e-delle-ideologie-antistato/

8) «Non occorre essere un genio per capire che Diego Fusaro ce l’ha con l’Ebraismo, peraltro mai nominato nell’articolo.

Insomma, siamo alle solite: il mondialismo è un complotto ebraico.

È tutta colpa degli ebrei.»

Anche per Diego Fusaro il mondialismo è un complotto ebraico

https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/01/anche-per-diego-fusaro-il-mondialismo-e-un-complotto-ebraico/

9) «Leggo sul blog The Vineyard of the Saker (tradotto in molte lingue tra cui l’italiano) che la causa della disastrosa situazione politica mondiale in cui oggi noi tutti, purtroppo, viviamo è da identificare nell’Impero Anglo-Sionista (AngloZionist Empire in inglese)»

Analisi miserevoli IV

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/30/analisi-miserevoli-iv/

10) «In any case, Russia should make clear to Israel that in case of Russian-American global war, Israel will be one of the first to be wiped out with the help of the Russian nukes. This will make them think twice before instigating a global conflict against Russia.»

BREAKING: Defining Moment for Putin: Stand up to US/Israel Empire of Chaos, or Fold?

https://russia-insider.com/en/politics/breaking-defining-moment-putin-stand-usisrael-empire-chaos-or-fold/ri23052

11) Non capire le logiche dell’ideologia mondialista

https://luigicocola.wordpress.com/2019/12/11/non-capire-le-logiche-dellideologia-mondialista/

12) Uno sguardo ad alcune analisi del mondialismo pubblicate da “Strategic Culture”

https://luigicocola.wordpress.com/2019/10/07/uno-sguardo-ad-alcune-analisi-del-mondialismo-pubblicate-da-strategic-culture/

13) La spiegazione di Dmitry Orlov è semplicistica e sbagliata

https://luigicocola.wordpress.com/2018/06/30/la-spiegazione-di-dmitry-orlov-e-semplicistica-e-sbagliata/

14) Luci e ombre del pensiero di Renaud Camus sul mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/10/luci-e-ombre-del-pensiero-di-renaud-camus-sul-mondialismo/

15) È sempre più evidente che il mondialismo è una degenerazione del Cristianesimo

https://luigicocola.wordpress.com/2019/10/04/e-sempre-piu-evidente-che-il-mondialismo-e-una-degenerazione-del-cristianesimo/

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Uno sguardo ad alcune analisi del mondialismo pubblicate da “Strategic Culture”

7 ottobre 2019

Mentre “ZeroHedge” è certamente il mio sito di informazione preferito tra quelli in lingua inglese, spesso ne leggo anche altri, fra i quali uno dei più rimarchevoli è “Strategic Culture“.

Ecco cosa “Strategic Culture” dice di se stesso:

“Strategic Culture Foundation provides a platform for exclusive analysis, research and policy comment on Eurasian and global affairs.”

www.strategic-culture.org/about/

Ebbene, vorrei menzionare due articoli presenti sulla home page di questo sito il 5 ottobre 2019:

Western Zero-Sum Geopolitics is a Dead-End

editoriale anonimo (4 ottobre 2019)

www.strategic-culture.org/news/2019/10/04/western-zero-sum-geopolitics-is-a-dead-end/

Culture Wars, Foreign Policy Wars – When They Meet, They Clash

di Alastair Crooke (30 settembre 2019)

www.strategic-culture.org/news/2019/09/30/culture-wars-foreign-policy-wars-when-they-meet-they-clash/

e anche un terzo articolo visibile alla stessa data nelle pagine interne:

The War Against Globalism

di Philip Giraldi (13 dicembre 2018)

www.strategic-culture.org/news/2018/12/13/war-against-globalism/

In tutti e tre questi articoli viene esposta la causa, secondo i rispettivi autori, di ciò che nel 2018 Donald Trump giustamente chiamò “the ideology of globalism” (ma che in questi articoli viene chiamato in vario modo, cosa che qui non mi interessa):

nel primo articolo la causa sarebbe il capitalismo e l’imperialismo (“US corporate capitalism and its militarist machine”),

nel secondo articolo la causa sarebbe l’Illuminismo e la Ragione (“the Enlightenment ideal of ‘incontrovertible’ reason”),

nel terzo articolo la causa sarebbe la lotta di classe (“There have been windows in history when the people have had enough abuse and so rise up in revolt. The American and French revolutions come to mind as does 1848. Perhaps we are experiencing something like that at the present time, a revolt against the pressure to conform to globalist values that have been embraced to their benefit by the elites and the establishment in much of the world. It could well become a hard fought and sometimes bloody conflict but its outcome will shape the next century. Will the people really have power in the increasingly globalized world or will it be the 1% with its government and media backing that emerges triumphant?”).

Ebbene, queste tre spiegazioni del globalismo (dall’inglese “globalism”), detto anche mondialismo (dal francese “mondialisme”), sono clamorosamente sbagliate ed è facilissimo dimostrarlo.

Tutte e tre infatti presuppongono la razionalità del globalismo, mentre è evidente che il mondialismo è contro la Ragione, perché uno dei mezzi principali che questa ideologia usa per conseguire il suo scopo supremo, cioè eliminare lo Stato, sostituendolo con la tecnocrazia (che era l’utopia ottocentesca di Henri de Saint-Simon), consiste nell’islamizzazione dell’Europa prima e dell’intero Occidente poi.

L’Islam però non concepisce minimamente l’assenza dello Stato: il risultato di questa islamizzazione sarà inevitabilmente la restaurazione dello Stato in Europa e nell’Occidente per opera degli immigrati islamici e dei loro discendenti, quando essi diventeranno maggioranza (e ciò non accadrà in un futuro remoto, a causa del loro notevolissimo tasso di natalità).

Tale inevitabile risultato non è stato previsto solo da me, ma anche da Renaud Camus, il quale purtroppo, a differenza di me, si ferma qui nella sua analisi, mentre la mia analisi del mondialismo spiega esaurientemente e razionalmente perché il mondialismo vuole eliminare lo Stato e perché esso è contro la Ragione: perché è un delirio culturale causato da un potentissimo e letale meme egoista (cfr. la teoria dei memi di Richard Dawkins), che fu creato dai primi cristiani durante la persecuzione di Domiziano e inserito nell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento, e che consiste nella prescrizione di eliminare lo Stato. Lo Stato infatti, nella narrazione di tale libro, verrà sostituito dal Regno di Cristo, che, nonostante si chiami “Regno”, non è uno Stato, ma bensì è una condizione di perfezione trascendente, avendo il Messia cristiano, a differenza di quello ebraico, sia natura umana che natura divina. È proprio questa condizione di perfezione trascendente ciò a cui anelano Greta Thunberg, il Primate della Chiesa di Svezia, l’Arcivescovo Antje Jackelén, il Primate of All England, l’Arcivescovo Justin Welby, il capo della Chiesa Cattolica, Papa Bergoglio, e tutti gli altri globalisti.

Il suddetto meme, che ovviamente all’inizio non era egoista (era al contrario perfettamente rispondente alla necessità dei primi cristiani di far crollare lo Stato romano che li voleva eliminare), ebbe un enorme successo e distrusse l’Impero romano d’Occidente (i barbari, come è ben noto agli storici, erano numericamente troppo pochi per essere la vera causa di ciò). Dopodiché esso divenne un meme egoista, cioè non scomparve dopo aver assolto la sua funzione, ma rimase nell’inconscio collettivo dei popoli occidentali, scorrendo sotterraneamente come un fiume carsico e riaffiorando ogni tanto, come per esempio nel delirio culturale dei Taboriti boemi del 1420, per poi riemergere impetuosamente nell’Ottocento, in forma secolarizzata, con Henri de Saint-Simon (sansimonismo), con Pierre-Joseph Proudhon (anarchismo) e con la coppia costituita da Karl Marx e Friedrich Engels (comunismo), i creatori delle ideologie antistato di tipo filosofico (cfr. la mia Teoria unificata delle ideologie antistato).

Il mondialismo, nato nel Novecento, altro non è che un pervertimento del sansimonismo, perché Saint-Simon era a favore del popolo, mentre i mondialisti sono contro il popolo: in effetti essi vogliono distruggerlo, eliminarlo dalla faccia della terra, perché questa è la via che hanno scelto per far scomparire lo Stato e per instaurare così il Nuovo Ordine Mondiale, la versione secolarizzata del Regno di Cristo sulla terra.

È clamoroso che le spiegazioni oggi in voga del mondialismo siano palesemente errate, mentre la mia spiegazione del mondialismo, che è esauriente e che non ha falle logiche, sia misconosciuta e ignorata.

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Sull’idea errata che l’uguaglianza totale conduca alla pace nel mondo

12 febbraio 2019

C’è nel mondialismo l’idea errata che l’uguaglianza totale conduca alla pace nel mondo.

Quest’idea errata è chiaramente espressa in Praktischer Idealismus (1925) di Richard Coudenhove-Kalergi:

«…und der revolutionäre Pazifismus, dessen Ziel ein letzter Weltkrieg zur Befreiung aller unterdrückten Klassen, Völker und Rassen und damit die Vernichtung jeder künftigen Kriegsursache und die Begründung der pazifistischen Weltrepublik ist.»

Praktischer Idealismus, pag. 168 dell’edizione originale del 1925 (1)

«…et le pacifisme révolutionnaire, dont le but est une ultime guerre mondiale, pour la libération des toutes les classes, de tous les peuples et de toutes les races opprimés, et avec elle l’anéantissement de toute future cause de guerre, et la fondation de la république mondiale pacifiste.»

pagg. 134-135 della traduzione francese (2)

«…e il pacifismo rivoluzionario, il cui scopo è una guerra mondiale finale, per la liberazione di tutte le classi, di tutti i popoli e di tutte le razze oppresse, e con essa l’annientamento di ogni futura causa di guerra e la fondazione della repubblica mondiale pacifista.»

traduzione italiana

Perché considero errata tale idea?

Perché essa è frutto di quel positivismo ingenuo che produsse in Henri de Saint Simon un’altra idea errata e cioè che la scienza e la tecnologia possano fare scelte politiche.

La tecnocrazia (3,4,5,6) sostituisce lo Stato, vale a dire la politica, sia nel sansimonismo che nel mondialismo (essendo il secondo un pervertimento del primo, in quanto il mondialismo, a differenza del sansimonismo, è contro il popolo), ma questa sostituzione non può funzionare: in realtà la scienza e la tecnologia possono fornire il modo più razionale di attuare una scelta politica, ma non possono fare la scelta politica stessa, come la Ragione ci rende evidente.

Infatti nella distopia mondialista, di cui l’Unione Europea è il work in progress più avanzato, non è per mezzo della scienza e della tecnologia che si fanno le scelte politiche, le fa invece una ristrettissima élite, l’élite globalista, che assolutamente non ha una Weltanschauung scientifica, ma bensì religiosa (della religione cristiana, 7), e che assolutamente non ha un’educazione scientifica, ma bensì filosofica e infatti vuole assumere il ruolo assegnato da Platone ai filosofi nella sua Repubblica, basti pensare all’ibridazione forzata delle razze umane (cioè il meticciato di cui hanno scritto Richard Coudenhove-Kalergi ed Eugenio Scalfari, 8) che i mondialisti vogliono effettuare: è un clamoroso errore antiscientifico, perché vuol dire, né più né meno, impoverire criminalmente il patrimonio genetico, cioè il pool genico (in inglese gene pool), cioè la diversità genetica (in inglese genetic diversity), della specie umana, criminalmente perché ciò mette a rischio la sua sopravvivenza (8).

Come oggi anche i sassi sanno, la biodiversità (in inglese biodiversity) è fondamentale per la vita, anzi il 2010 è stato dichiarato dall’ONU Anno internazionale della biodiversità.

Ma l’ideologia mondialista vuole eliminare la biodiversità della specie umana!

Perché?

Perché Richard Coudenhove-Kalergi aveva un dottorato in filosofia e non sapeva nulla della scienza, ecco perché!

E anche Eugenio Scalfari non ha un’educazione scientifica, essendo laureato in giurisprudenza, per non parlare di George Soros, che ha un degree di secondo livello in filosofia.

Per quanto riguarda l’idea che l’uguaglianza totale conduca alla pace nel mondo, è possibile risalire fino all’esiziale Two Treatises of Government, in italiano Due trattati sul governo, di John Locke (1690).

È chiaro che se “the state of Nature” è “a state of peace, good will, mutual assistance and preservation” (9), e se noi constatiamo che oggi nel mondo non c’è tale “stato di pace, buona volontà, mutua assistenza e conservazione” (10), allora vuol dire che ci devono essere dei fattori negativi estranei che alterano il paradisiaco stato di natura lockiano.

La verità è che lo stato di natura lockiano, ripreso e rinforzato nel Settecento da Jean-Jacques Rousseau, è una scemenza, come diverse altre idee di Locke (11, 12, 13, 14, 15), e infatti un recente articolo scientifico pubblicato su Nature (il 21 gennaio 2016) e intitolato Inter-group violence among early Holocene hunter-gatherers of West Turkana, Kenya (16) ha smentito le idee cristiane di Locke e di Rousseau sullo stato di natura e ha confermato invece quelle non cristiane (cioè atee) di Thomas Hobbes e di Charles Darwin (17).

Come scoprì Thomas Hobbes nel Seicento, “lo stato di natura” è “la guerra di tutti contro tutti” (18), in latino “bellum omnium contra omnes” (19), in inglese “war of all against all” (20).

L’intera biologia scientifica moderna si basa su Charles Darwin, che è uno dei più grandi geni dell’umanità, ed egli a sua volta si basa proprio sullo stato di natura hobbesiano, come notò anche Karl Marx nella sua lettera del 18 giugno 1862 a Friedrich Engels (21).

Questo evidentissimo legame tra Hobbes e Darwin è generalmente censurato: tanto per fare un esempio, nella traduzione italiana di Celso Balducci del capolavoro di Darwin, L’origine della specie (22), il termine “stato di natura” (che Darwin mutua da Hobbes e – sia chiaro – con lo stesso significato che gli dà Hobbes) è presente solo poche volte, laddove nel testo originale inglese, The Origin of Species, 6th Edition, l’edizione che è considerata quella definitiva (23), il termine “state of nature” è presente ben 45 volte (46 se si tiene conto anche dell’indice) (24).

Il nodo della questione, compreso appieno da Hobbes, è che nello stato di natura (cioè in assenza dello Stato) gli esseri umani competono obbligatoriamente per le stesse risorse e quindi sono obbligati a combattere tra di loro, sia con la violenza che con la frode (25), esattamente come la biologia scientifica moderna ci mostra che fanno gli altri animali.

Quindi, se gli esseri umani fossero uguali, anzi identici, tra di loro, non cambierebbe niente, perché anche in tal caso continuerebbero a competere obbligatoriamente per le stesse risorse.

——–

1) Disponibile qui:

https://archive.org/details/Coudenhove-Kalergi-Praktischer_Idealismus-1925

2) Disponibile qui:

https://archive.org/details/R.N.CoudenhoveKalergiIdealismePratique1925FR

3) «All’estremo opposto l’ideale della fine della società politica e della classe politica che ne trae un abusivo vantaggio è stato predicato da una concezione che oggi si direbbe tecnocratica dello Stato, come quella esposta da Saint-Simon secondo cui nella società industriale ove protagonisti non sono più i guerrieri e i legisti ma diventano gli scienziati e i produttori, non ci sarà più bisogno della «spada di Cesare». Questo ideale tecnocratico peraltro si accompagna in Saint-Simon con una forte ispirazione religiosa (il nouveau christianisme), quasi a suggerire l’idea che questo salto fuori della storia che è la società senza Stato non sia pensabile prescindendo da un’idea messianica.»

Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pag. 124

4) «Inutile che qui io rifaccia la storia della tecnocrazia. Basta ricordarne alcuni principi fondamentali, che poi sono quelli fissati già dal fondatore o inventore: il francese Claude Henri de Rouvroy, conte di Saint-Simon, e poi affinati, adattati, rielaborati in due secoli di sviluppo senza però mai tradire alcuni presupposti irrinunciabili…

…Ogni volta che nella storia l’uomo ha tentato di realizzare l’utopia, di realizzare l’irrealizzabile, la natura umana e la realtà concreta del mondo si sono ribellate all’impossibile, cosicché lo scontro fra una pretesa utopica e la realtà ha sempre portato al disastro, a lutti, dolori, morti. Così avverrebbe anche nel tentativo di attuare l’ideologia tecnocratica. E se l’utopia marxista ha provocato un numero di morti misurabile in decine o centinaia di milioni di uomini, certamente molto peggio avverrebbe nel tentativo di attuare la tecnocrazia.»

Claudio Finzi, Ideologia tecnocratica e globalizzazione, in Agostino Carrino (a cura di), L’Europa e il futuro della politica, Società Libera, 2002, pagg. 235-252

Ideologia tecnocratica e globalizzazione è disponibile qui:

http://www.teleion.it/users/garbolino/

librisoclibera/testi/europafutpol/19_europapf.shtml

5) Le tappe principali della genesi storica del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/28/le-tappe-principali-della-genesi-storica-del-mondialismo/

6) Perché si censura il ruolo di Henri de Saint-Simon nella genesi storica del mondialismo e dell’Unione Europea?

https://luigicocola.wordpress.com/2018/11/13/perche-si-censura-il-ruolo-di-henri-de-saint-simon-nella-genesi-storica-del-mondialismo-e-dellunione-europea/

7) Il mondialismo e il nazionalismo sono il prodotto di due diverse Weltanschauung

https://luigicocola.wordpress.com/2017/04/02/il-mondialismo-e-il-nazionalismo-sono-il-prodotto-di-due-diverse-weltanschauung/

8) Quello che ha scritto Scalfari è il piano Kalergi

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/15/quello-che-ha-scritto-scalfari-e-il-piano-kalergi/

9) John Locke, Two Treatises of Government, London: printed for Wihtmore and Fenn, Charing Cross; and C. Brown, Duke Street, Lincoln’s-Inn-Fields, 1821, Book II, Chapter III, 19, pag. 202

Disponibile qui:

https://archive.org/details/twotreatisesofg00lockuoft/page/n9

Two Treatises of Government è anche disponibile qui:

McMaster University – Archive for the History of Economic Thought

https://socialsciences.mcmaster.ca/econ/ugcm/3ll3/

10) John Locke, Due trattati sul governo, a cura di Brunella Casalini, Edizioni Plus, 2007, II Trattato, Cap. III, 19, pag. 198

Disponibile qui:

https://btfp.sp.unipi.it/ebooks/brulocke.html

11) «Quanto allo stato di natura, Locke fu meno originale di Hobbes, il quale parlava di uno stato in cui ci fosse la guerra di tutti contro tutti e la vita fosse sgradevole, brutale e breve. Ma Hobbes era reputato un ateo. La teoria dello stato di natura e della legge naturale, che Locke trasse dai suoi predecessori, non può essere epurata dalla sua base teologica; dove tale teoria sopravvive senza questa base (come in buona parte del liberalismo moderno) essa è priva di chiare fondamenta logiche.»

Bertrand Russell, Storia della filosofia occidentale, TEA, 2018, pag. 601

12) «In regard to the state of nature, Locke was less original than Hobbes, who regarded it as one in which there was war of all against all, and life was nasty, brutish, and short. But Hobbes was reputed an atheist. The view of the state of nature and of natural law which Locke accepted from his predecessors cannot be freed from its theological basis; where it survives without this, as in much modern liberalism, it is destitute of clear logical foundation.»

Bertrand Russell, History of Western Philosophy, George Allen and Unwin Ltd, 1947, pag. 649

Disponibile qui:

https://archive.org/details/westernphilosoph035502mbp

13) Il crollo del ponte Morandi, il mondialismo e John Locke

https://luigicocola.wordpress.com/2018/08/18/il-crollo-del-ponte-morandi-il-mondialismo-e-john-locke/

14) Il fallimento di tre secoli di filosofia politica presenta oggi il conto

https://luigicocola.wordpress.com/2018/09/10/il-fallimento-di-tre-secoli-di-filosofia-politica-presenta-oggi-il-conto/

15) Per capire la lontanissima origine (cristiana) del concetto di stato di natura di Locke, cfr.:

Il millenarismo è un meme egoista

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

16) M. Mirazón Lahr et al., Inter-group violence among early Holocene hunter-gatherers of West Turkana, Kenya, Nature 529, 394–398 (21 January 2016)

http://www.nature.com/articles/nature16477

17) Smentite le idiozie di Locke e di Rousseau sullo stato di natura

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/25/smentite-le-idiozie-di-locke-e-di-rousseau-sullo-stato-di-natura/

18) Thomas Hobbes, De Cive – Elementi filosofici sul cittadino, a cura di Tito Magri, Editori Riuniti, 2014, pag. 73 e pag. 87

19) Thomas Hobbes, Opera philosophica quae latine scripsit omnia, a cura di William Molesworth, London: John Bohn, Henrietta Street, Covent Garden, 1839, vol. II, De cive, Praefatio ad lectores, pag. 148

Disponibile qui:

https://archive.org/details/operaphilosophi00molegoog/page/n7

20) Thomas Hobbes, De Cive, London, Printed by J.C. for R. Royston, at the Angel in Ivie−Lane, 1651, Chapter 1, XIII

Disponibile qui:

Fai clic per accedere a 57.pdf

È anche disponibile qui:

McMaster University – Archive for the History of Economic Thought

https://socialsciences.mcmaster.ca/econ/ugcm/3ll3/

N.B.: non ho riportato l’edizione in lingua inglese curata da William Molesworth nell’Ottocento, perché non è l’opera originale di Thomas Hobbes, ma bensì una traduzione di essa in inglese moderno.

Per un approfondimento delle famose formule hobbesiane (“state of nature”, “war of all against all” e “homo homini lupus”), vedi: Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, lulu.com, 3° ed., 2013, pagg. 10-13.

21) «I’m amused that Darwin, at whom I’ve been taking another look, should say that he also applies the ‘Malthusian’ theory to plants and animals, as though in Mr Malthus’s case the whole thing didn’t lie in its not being applied to plants and animals, but only — with its geometric progression — to humans as against plants and animals. It is remarkable how Darwin rediscovers, among the beasts and plants, the society of England with its division of labour, competition, opening up of new markets, ‘inventions’ and Malthusian ‘struggle for existence’. It is Hobbes’ bellum omnium contra omnes and is reminiscent of Hegel’s Phenomenology, in which civil society figures as an ‘intellectual animal kingdom’, whereas, in Darwin, the animal kingdom figures as civil society.»

Disponibile qui:

http://hiaw.org/defcon6/works/1862/letters/62_06_18.html

Anche in Marx & Engels Collected Works, Volume 41, Letters 1860-64, Lawrence & Wishart, 2010, pag. 381

22) Charles Darwin, L’origine della specie per selezione naturale o la preservazione delle razze privilegiate nella lotta per la vita, Newton Compton, 2010

23) Charles Darwin, The Origin of Species by Means of Natural Selection, or the Preservation of Favoured Races in the Struggle for Life, 6th Edition

Disponibile qui:

http://www.gutenberg.org/ebooks/2009

È anche disponibile qui:

http://darwin-online.org.uk/

24) La menzogna senza fine dell’Occidente

https://luigicocola.wordpress.com/2014/07/05/la-menzogna-senza-fine-delloccidente/

25) «Violenza e frode sono in tempo di guerra le due virtù cardinali.»

Thomas Hobbes, Leviatano, a cura di Arrigo Pacchi, con la collaborazione di Agostino Lupoli, Laterza, 2009, XIII, pag. 103

Nell’originale inglese del 1651 (XIII):

«Force and fraud are in war the two cardinal virtues.»

L’edizione originale inglese del 1651 è disponibile qui:

McMaster University – Archive for the History of Economic Thought

https://socialsciences.mcmaster.ca/econ/ugcm/3ll3/

N.B.: tutti i link sono stati verificati in data 11 febbraio 2019.

Copyright © 2019 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Il mondialismo è un delirio culturale II

6 novembre 2018

Come scrivo da tempo (1), l’Occidente (2) soffre di una malattia cronica: l’odio verso lo Stato.

L’ultima e più letale incarnazione di questa malattia cronica è il mondialismo (o globalismo, in inglese globalism, in francese mondialisme).

L’ideologia mondialista vuole imporre a tutto il genere umano un Nuovo Ordine Mondiale (in inglese New World Order, in francese Nouvel Ordre Mondial) nel quale lo Stato non esiste più (3) e per raggiungere tale scopo è disposta a tutto, perfino a scatenare una guerra nucleare.

Perché l’ideologia mondialista è la più letale delle ideologie antistato (vedi la mia Teoria unificata delle ideologie antistato, 4)?

Per diversi motivi (5), ma soprattutto perché chi vuole imporre il Nuovo Ordine Mondiale è l’élite dell’Occidente, la sua classe dirigente, i suoi Re (p.e. il Re dei Paesi Bassi Willem-Alexander, il cui nonno creò nel 1954 i Bilderberg Meetings insieme a David Rockefeller), le sue Regine (p.e. la Regina del Regno Unito Elizabeth II, il sovrano inglese che passerà alla storia per aver permesso che avvenisse durante il suo regno l’islamizzazione dell’Inghilterra), i suoi capitalisti più ricchi (p.e. il già citato David Rockefeller, appartenente a una famiglia in cui molto probabilmente ci fu il vero mandante dell’assassinio del 35° Presidente degli Stati Uniti d’America, John Fitzgerald Kennedy, e dell’assassinio di suo fratello, il 64° Ministro della Giustizia degli Stati Uniti d’America, Robert Kennedy, 6), e infine, in cauda venenum, Papa Francesco I della Chiesa di Roma (cioè Jorge Mario Bergoglio) (7).

È assolutamente ovvio che l’élite dell’Occidente, se vuole eliminare lo Stato, può fare molto, molto di più dei proletari di cui scrissero Karl Marx e Friedrich Engels (anche il comunismo è un’ideologia antistato).

Immaginate se Bakunin, invece di essere messo in galera dall’Imperatore Nicola I, lo avesse convinto che lo Stato è inutile, anzi dannoso, e che va quindi eliminato senza indugi.

Ecco, il mondialismo può essere definito come l’anarchismo dell’élite.

L’odio verso lo Stato ha una precisa origine storica di cui scrivo da tempo: essa si trova nel Cristianesimo occidentale (non in quello orientale, per via del cesaropapismo inventato da Costantino il Grande), o più precisamente nel millenarismo (in inglese millenarianism, in francese millénarisme), la dottrina eversiva contenuta nell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento (8, 9, 10), dottrina eversiva che è perfettamente annullata dal cesaropapismo.

L’odio verso lo Stato è contro la Ragione (11, 12), intendo dire la Ragione di Voltaire (13), non quella falsa di Locke (ciò che ho chiamato “la mistificazione di origine lockiana”, 8, 14), anzi è possibile concludere che:

il mondialismo è un delirio culturale.

In inglese:

globalism is a cultural delusion.

In francese:

le mondialisme est un délire culturel.

——

1) Il mondialismo è un delirio culturale

«L’Occidente soffre, ha sempre sofferto, di una malattia cronica con andamento a poussées, cioè un andamento in cui si alternano fasi di riacutizzazione e di remissione.

Questa malattia cronica, di cui solo l’Occidente soffre, consiste nell’odio verso lo Stato, odio che è un portato del Cristianesimo, come ho più e più volte spiegato.

È una malattia perché lo Stato è una necessità razionale, è un universale culturale (esattamente come il tabù dell’incesto e i riti funebri).

Come scrive Norberto Bobbio: “la società senza Stato” è un “salto fuori della storia” (Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pag. 124).

Queste parole di Bobbio sono un modo elegante per dire che lo Stato è indispensabile e che è sempre esistito.»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/11/18/il-mondialismo-e-un-delirio-culturale/

2) Cos’è l’Occidente?

«L’Occidente è il luogo ideale delle culture nate dal crollo dell’Impero romano d’Occidente, crollo provocato dal Cristianesimo (da cui il Medio Evo). Così, ad esempio, il Brasile fa parte dell’Occidente tanto quanto il Portogallo, perché è la lingua l’elemento fondante di una cultura

https://luigicocola.wordpress.com/2012/07/28/cose-loccidente-2/

3) Perfino per Lucio Caracciolo il Nuovo Ordine Mondiale è una cagata pazzesca

https://luigicocola.wordpress.com/2018/10/22/perfino-per-lucio-caracciolo-il-nuovo-ordine-mondiale-e-una-cagata-pazzesca/

4) Luigi Cocola, La teoria unificata delle ideologie antistato e altri discorsi politici, 6° ed., lulu.com, 2018

5) Perché il mondialismo durerà meno del comunismo

https://luigicocola.wordpress.com/2016/03/07/perche-il-mondialismo-durera-meno-del-comunismo/

6) Richard James DeSocio, Clash of Dynasties: Why Gov. Nelson Rockefeller Killed JFK, RFK, and Ordered the Watergate Break-In to End the Presidential Hopes of Ted Kennedy, AuthorHouse, 2017

7) Questa è la terribile verità, che vi piaccia o meno

https://luigicocola.wordpress.com/2018/08/23/questa-e-la-terribile-verita-che-vi-piaccia-o-meno/

8) Le tappe principali della genesi storica del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/28/le-tappe-principali-della-genesi-storica-del-mondialismo/

9) L’Unione Europea e il Nuovo Ordine Mondiale sono tentativi di attuare il Regno di Cristo sulla terra

https://luigicocola.wordpress.com/2018/10/08/lunione-europea-e-il-nuovo-ordine-mondiale-sono-tentativi-di-attuare-il-regno-di-cristo-sulla-terra/

10) Svelare la verità sul mondialismo, oppure morire tutti di guerra nucleare?

https://luigicocola.wordpress.com/2018/10/20/svelare-la-verita-sul-mondialismo-oppure-morire-tutti-di-guerra-nucleare/

11) L’illusione dei potenti di poter imporre al mondo una falsa verità

https://luigicocola.wordpress.com/2018/10/15/lillusione-dei-potenti-di-poter-imporre-al-mondo-una-falsa-verita/

12) La tracotanza dell’élite globalista deve essere stroncata dal popolo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/09/01/la-tracotanza-dellelite-globalista-deve-essere-stroncata-dal-popolo/

13) “Écrasez l’infâme!” (“l’infâme” oggi è il mondialismo)

https://luigicocola.wordpress.com/2018/10/17/ecrasez-linfame-linfame-oggi-e-il-mondialismo/

14) Joseph Stiglitz racconta menzogne e fa propaganda mondialista

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/11/joseph-stiglitz-racconta-menzogne-e-fa-propaganda-mondialista/

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Il programma politico di Soros è proprio quello di Saint-Simon

12 maggio 2018

L’ignoranza è una brutta cosa.

Perché ci fa prendere fischi per fiaschi, lucciole per lanterne.

Se noi iniziamo a studiare, anche solo superficialmente, il pensiero del Conte Henri de Saint-Simon (1) (ma egli aveva rinunciato al titolo nobiliare e si firmava “Henri Saint-Simon”), l’ideatore sia del principio fondamentale del mondialismo (sostituire lo Stato con la tecnocrazia) (2), sia dell’Unione Europea (3), e anche “one of the chief founders of Christian socialism” come riporta l’Enciclopedia Britannica (1), e anche l’autore di Nouveau Christianisme, tutte le tessere del puzzle andranno al loro posto e tutto sarà chiaro.

Altro che complotto ebraico, massonico e satanista.

Queste sono tutte baggianate prodotte dall’ignoranza.

Occorre ribadirlo: fu Saint-Simon (1760-1825) a scoperchiare il Vaso di Pandora, fu lui il primo a ideare (e ciò avvenne nell’Ottocento) un’ideologia antistato di tipo filosofico (4), che da lui prese il nome, il sansimonismo, di cui il mondialismo è un pervertimento novecentesco (in quanto, a differenza del sansimonismo, è contro il popolo).

Egli venne infatti prima di Pierre-Joseph Proudhon (1809-1865), l’ideatore dell’anarchismo (5), e di Karl Marx (1818-1883) e Friedrich Engels (1820-1895), la coppia che ideò il comunismo, e, come è ben noto, li influenzò tutti e tre, anche se Proudhon e la coppia Marx-Engels presero poi strade originali proprie (rimanendo comunque sempre nell’ambito delle ideologie antistato, come ha magistralmente mostrato Norberto Bobbio) (2).

E sbagliarono Marx ed Engels a bollare con la formula di “socialismo utopistico” (che comunque ha avuto enorme successo) il pensiero di Saint-Simon, di Proudhon e di altri: non si tratta di utopie, ma bensì di forme modernizzate e laicizzate di millenarismo (o chiliasmo), il quale è la dottrina della seconda venuta di Cristo, con conseguente Regno di Cristo sulla terra della durata di mille anni (donde il nome “millenarismo” per indicare tale dottrina), di cui parla (solo e unicamente) l’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento (6).

Non sono certamente l’unico a usare il termine “millenarismo” (o “chiliasmo”) per indicare le teorie dei suddetti pensatori, ecco un esempio fornito da Karl Mannheim:

«Revolutionary anarchism, for instance, in which the Chiliastic mentality is preserved in its purest and most genuine form, regards modern times, since the decline of the Middle Ages, as a single revolution.» (7)

E anche il comunismo è un millenarismo, del resto lo afferma addirittura il Catechismo della Chiesa Cattolica (8).

Notare che tutti questi pensatori erano cristiani, anche Marx lo era (ricevette il battesimo luterano all’età di sei anni e il padre si era convertito al Cristianesimo luterano prima della sua nascita, inoltre a 16 anni, nel 1834, ricevette la confermazione luterana nella Chiesa della Trinità di Treviri), come è ben noto e come risulta anche da tutto ciò che egli scrisse, a meno che non si ritenga, come ritenevano i nazisti, che gli ebrei siano una razza biologica, il che è veramente troppo ridicolo perché valga la pena di confutarlo (sebbene The Race Question, lo Statement dell’UNESCO del 1950, abbia fatto proprio questo) (9).

Nei post precedenti ho scritto più volte del programma politico di George Soros (che è il programma politico del mondialismo), vedi qui:

«Shuster: Where is the main focus of the Open Society [Open Society Foundations, nota mia] today?

Soros: We are basically supporting the development of open societies [il neretto è mio] in individual countries and what I call a global open society [il neretto è mio]—international law, international institutions, strengthening the world order. So those are the two aspects.» (10)

Vedi anche qui:

«In questo libro sostengo che le democrazie del mondo dovrebbero formare una alleanza con il duplice scopo di: 1) favorire lo sviluppo di società aperte [il neretto è mio] all’interno dei singoli paesi; 2) potenziare il diritto internazionale e le istituzioni necessarie a una società aperta globale [il neretto è mio].» (11)

Come ho già scritto, per capire cosa intende George Soros occorre capire il suo linguaggio: egli usa il termine “open society” (in italiano “società aperta“) nel senso popperiano di democrazia liberale (antitetica agli assolutismi di qualsiasi tipo) (12).

Mentre egli usa il termine “global open society” (in italiano “società aperta globale“) in senso antipopperiano, cioè nel senso di eliminazione dello Stato dalla faccia della terra (Karl Popper ritiene necessario lo Stato) (12), vedi infatti qui:

«Siamo riusciti a unirci al livello dello Stato sovrano: abbiamo degli Stati democratici, in cui vige lo stato di diritto e il rispetto verso il prossimo. Ora è necessario affrontare la questione su scala globale.
La soluzione non può essere la stessa: uno Stato mondiale costituirebbe una minaccia alla libertà più grave di quella rappresentata dalla molteplicità di Stati nazionali. La soluzione non può neppure essere progettata astrattamente…» (13)

Vedi anche qui:

«When I speak of a global society, I do not mean a global state. States are notoriously imperfect even at the national level. We need to find new solutions for a novel situation…» (14)

In conclusione, cosa vuole fare George Soros?

Primo: imporre dappertutto la democrazia liberale; secondo: eliminare gli Stati.

Ebbene, questo programma politico è proprio il programma politico originale del Conte Henri de Saint-Simon.

Ecco, infatti, cosa egli scrive nella sua opera L’Organizzatore (L’Organisateur), pubblicato sotto forma di dispense nel 1819-1820 e tradotto in italiano a cura di Francesco Gentile (1968):

«QUARTA LETTERA

Dopo esserci elevati alla concezione precisa del sistema capace di soddisfare i desideri politici della maggioranza della nazione, nell’attuale stato della civiltà, noi avremmo dovuto fare il seguente ragionamento.
Avremmo dovuto dire: Visto che ci è evidentemente impossibile fondare subito il nuovo sistema [cioè sostituire lo Stato con la tecnocrazia, nota mia] (36), visto che questo sistema deve essere preparato e organizzato prima di poter essere messo in pratica, noi dobbiamo cercare di vivere nel modo più sopportabile, senza peraltro uscire dal vecchio sistema, fino al tempo in cui saremo in grado di distruggerlo interamente.
La seconda cosa che avremmo dovuto affrontare nel 1789 doveva essere il problema seguente:
Qual è il tipo di organizzazione che riduce gli inconvenienti del vecchio sistema?
La soluzione non era certo difficile da trovare; infatti l’esperienza ha provato che si tratta della costituzione inglese; il regime parlamentare è l’organizzazione sociale meno viziosa nell’ambito del vecchio sistema (37).» (15)

E ancora:

«QUINTA LETTERA

Adottare la costituzione inglese, come regime provvisorio, come costituzione transitoria, come una specie di capestro che era necessario alzare per poi poter procedere comodamente alla costruzione di un nuovo edificio sociale, è dunque la seconda cosa che avremmo dovuto fare.» (16)

Nell’originale francese:

«QUATRIÈME LETTRE.

Après nous être élevés à la conception nette du système qui peut satisfaire les désirs politiques de la très-grande majorité de la nation, dans l’état présent des lumières, nous aurions dû faire le raisonnement suivant :
Nous aurions dû dire : attendu qu’il nous est évidemment impossible d’établir immédiatement le nouveau système; attendu que ce système a besoin d’être préparé, d’être organisé avant de pouvoir être mis en pratique, nous devons chercher à vivre de la manière la plus supportable possible, sans sortir de l’ancien système, jusqu’à l’époque où nous serons en mesure de l’abroger entièrement.
Ainsi, la seconde chose dont nous aurions dû nous occuper en 1789 aurait dû être de la question suivante :
Quel est le mode d’organisation dans lequel l’ancien système a le moins d’inconvénient ?
Cette solution n’était pas difficile à trouver, car l’expérience a prouvé que c’est la constitution anglaise, c’est-à-dire le régime parlementaire, qui est l’organisation sociale la moins vicieuse dans l’ancien système.»

«CINQUIÈME LETTRE.

Adopter la constitution anglaise comme régime provisoire, comme constitution transitoire, comme une espèce d’échafaud qu’il était néces saire d’élever pour exécuter commodément la construction du nouvel édifice social, est donc la seconde chose que nous aurions dû faire.» (17)

Da tutto ciò possiamo trarre tre importanti conclusioni, che, a quanto mi risulta, molti ignorano:

a) Che George Soros sia ebreo non c’entra assolutamente nulla, egli è stato indottrinato a pensare, probabilmente durante i suoi studi universitari, che lo Stato sia un male non necessario (2), concetto che vive nell’inconscio collettivo dell’Occidente da molti secoli e che ha un’origine chiaramente e inequivocabilmente cristiana, derivando dal millenarismo prodotto dall’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento (6). Questo concetto, che è un tipico esempio di meme egoista (18), si è svincolato dalla religione cristiana a causa dell’opera filosofica di John Locke (19), entrando così a far parte del patrimonio culturale laico dell’Occidente. Si tratta di un “messianismo secolarizzato”, il termine usato proprio dal Catechismo della Chiesa Cattolica per indicare la forma modernizzata, laicizzata e politica del millenarismo, millenarismo che oggi (1997) la Chiesa Cattolica condanna nel suddetto Catechismo, ma che fu storicamente il pensiero ufficiale della stessa Chiesa Cattolica fino a Sant’Agostino, cioè fino ai primi anni del V secolo. Tutto ciò l’ho mostrato in dettaglio più e più volte (20).

Anzi, addirittura, il mondialismo è un’ideologia antisemita (21), perché esso usa vari mezzi per eliminare gli Stati dalla faccia della terra, mezzi fra i quali c’è l’islamizzazione dell’Europa prima e l’islamizzazione dell’Occidente intero poi.

Gli ebrei che sostengono il mondialismo sono, tragicamente, i suoi “utili idioti“.

b) Il mondialismo non è un americanismo, come molti scioccamente affermano: tutte le ideologie antistato di tipo filosofico (vedi la mia Teoria unificata delle ideologie antistato) (4) nacquero in Europa, nell’Ottocento (Saint-Simon nacque nel secolo precedente, ma tutte le sue opere le scrisse nell’Ottocento), da pensatori di religione cristiana e di nazionalità francese e tedesca (Saint-Simon e Proudhon erano francesi, Marx ed Engels erano tedeschi). Anche il Conte Richard Coudenhove-Kalergi (1894-1972) e il marito della Regina Juliana dei Paesi Bassi, cioè il Principe Bernhard dei Paesi Bassi (1911-2004) non erano certamente americani. L’unico americano tra gli ideatori e i principali attuatori del mondialismo è David Rockefeller (1915-2017) e questo è troppo poco per definire il mondialismo come un americanismo. Perfino George Soros (nato a Budapest il 12 agosto 1930) è europeo, soltanto nel 1961 egli acquisì la nazionalità USA. Tutti i suddetti sono cristiani, tranne Soros.

c) Il programma politico di George Soros, che è il programma politico del mondialismo, non c’entra nulla col pensiero di Karl Popper (ebreo anche lui), anzi l’uso propagandistico che Soros fa del termine popperiano “open society” è una frode bella e buona, essendo Popper assolutamente ed esplicitamente contrario all’eliminazione dello Stato, come ho mostrato dettagliatamente in un post precedente (12).

—————

1) C’è qualche confusione sul nome di Saint-Simon. Ho usato in questo blog il nome che usa l’Enciclopedia Britannica:

«Henri de Saint-Simon, in full Claude-Henri de Rouvroy, Comte (count) de Saint-Simon, (born Oct. 17, 1760, Paris, Fr.—died May 19, 1825, Paris), French social theorist and one of the chief founders of Christian socialism. In his major work, Nouveau Christianisme (1825), he proclaimed a brotherhood of man that must accompany the scientific organization of industry and society.»

https://www.britannica.com/biography/Henri-de-Saint-Simon

2) Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pagg. 122-125

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/23/conseguenze-di-due-interpretazioni-del-mondialismo/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/21/ulteriori-precisazioni-sul-mondialismo/

3) Saint-Simon pubblicò nel 1814 la sua opera De la réorganisation de la société européenne, ou de la nécessité et des moyens de rassembler les peuples de l’Europe en un seul corps politique, en conservant a chacun son indépendance nationale, che è scaricabile qui:

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k10497526/f7.image

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/20/chi-ideo-lunione-europea/

4) Luigi Cocola, La teoria unificata delle ideologie antistato e altri discorsi politici, 6° ed., lulu.com, 2018, pagg. 141-143

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/21/ulteriori-precisazioni-sul-mondialismo/

5) «La nascita dell’A. [Anarchismo] si suole attribuire a Proudhon (1809-65)…»

Nicola Abbagnano, Dizionario di Filosofia, UTET, 1971, pag. 41

6) «Millennialism, also called millenarianism or chiliasm, the belief, expressed in the book of Revelation to John, the last book of the New Testament, that Christ will establish a 1,000-year reign of the saints on earth (the millennium) before the Last Judgment.»

https://www.britannica.com/topic/millennialism

7) Karl Mannheim, Ideology and Utopia, Routledge & Kegan Paul, 1954, pagg. 202-203

8) Ciò viene affermato al numero 676 del Catechismo della Chiesa Cattolica e alla relativa nota 641 (641 per la versione italiana, per quella inglese è la nota 577), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/26/il-catechismo-della-chiesa-cattolica-e-straordinariamente-interessante/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/22/per-chi-vuole-capire-veramente-cose-il-millenarismo/

9) UNESCO, The Race Question, 1950, pag. 6

Lo Statement è scaricabile qui:

unesdoc.unesco.org/images/0012/001282/128291eo.pdf

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/06/24/di-quale-religione-era-karl-marx/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/04/21/tre-pezzi-facili-da-confutare/

10) Consequences of the War on Terror (September 20, 2006)

http://www.lawac.org/EventDetail/eventid/612

(si trova anche su Google Scholar, cercando Consequences of the War on Terror)

11) George Soros, La società aperta – Per una riforma del capitalismo globale, Ponte alle Grazie, 2001 (trad. it. di Open Society – Reforming Global Capitalism, Public Affairs, 2000), pag. 8

12) Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/01/luso-del-termine-open-society-da-parte-di-george-soros-e-una-frode/

13) Ibid., pag. 180

14) George Soros, Toward a Global Open Society, The Atlantic, January 1998

https://www.theatlantic.com/magazine/archive/1998/01/toward-a-global-open-society/307878/

15) Henri de Saint-Simon, L’Organizzatore (trad. it. di L’Organisateur, dal XX° vol. delle Oeuvres de Saint-Simon et d’Enfantin, ed. Dentu, 1869), a cura di Francesco Gentile, Editrice R.A.D.A.R., 1968, Quarta Lettera, pag. 85

16) Ibid., Quinta Lettera, pag. 87

17) La versione originale in francese del XX° vol. delle Oeuvres de Saint-Simon et d’Enfantin, ed. Dentu, 1869, è scaricabile qui:

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k6101761v/f47.image.r=

Oeuvres%20de%20Saint-Simon%20&%20d%27Enfantin

18) Richard Dawkins, Il gene egoista, Zanichelli, 1979 (trad. it. di The Selfish Gene, Oxford University Press, 1976), pagg. 162-172

19) John Locke, Due trattati sul governo (trad. it. di Two Treatises of Government), Edizioni Plus, 2007

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/01/14/le-idee-politiche-di-richard-dawkins-non-centrano-nulla-con-la-teoria-dei-memi/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/04/02/il-mondialismo-e-il-nazionalismo-sono-il-prodotto-di-due-diverse-weltanschauung/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/07/stato-di-natura-mark-zuckerberg-e-dennis-prager/

20) Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/22/per-chi-vuole-capire-veramente-cose-il-millenarismo/

21) Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/23/il-mondialismo-e-unideologia-antisemita/

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Ulteriori precisazioni sul mondialismo

21 gennaio 2018

Il sansimonismo, l’ideologia antistato creata nell’Ottocento dal conte Henri de Saint-Simon (1760-1825), ha due caratteristiche salienti:

1. la concezione tecnocratica della società, come scrisse Norberto Bobbio, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/23/conseguenze-di-due-interpretazioni-del-mondialismo/

2. esso è a favore del popolo e infatti fa parte del socialismo utopistico, come lo chiamò Karl Marx.

Dal punto di vista della mia teoria unificata delle ideologie antistato, il sansimonismo appartiene alla via anticapitalista delle ideologie antistato, mentre il mondialismo appartiene alla via ultracapitalista, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/12/le-tre-vie-delle-ideologie-antistato/

Anche il mondialismo ha due caratteristiche salienti:

1. la concezione tecnocratica della società, esattamente come il sansimonismo.

In questo senso, Henri de Saint-Simon è certamente il precursore del mondialismo.

Anzi si può dire che il mondialismo è un pervertimento del sansimonismo, come risulterà chiaro dalla caratteristica seguente.

2. esso è contro il popolo (*), anzi, al fine di eliminare lo Stato, vuole annientare il popolo, sia con il suo mezzo specifico, l’ultracapitalismo, che comporta la riduzione in miseria del popolo stesso (non solo la working class, ma anche la middle class), sia con altri mezzi, il più rilevante dei quali è costituito dall’invasione islamica e dal conseguente terrorismo islamico.

Ho scritto infatti in un post precedente:

«Il terrorismo islamico che sta insanguinando l’Europa è un effetto indiretto del mondialismo, che fornisce un ambiente permissivo per l’invasione islamica, in quanto è una caratteristica storica e culturale della cultura islamica imporre con il potere della forza fisica la propria religione e i propri usi e costumi (è il ben noto proselitismo bellico dell’Islam).»

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/20/perche-il-terrorismo-islamico-sta-insanguinando-il-suolo-europeo/

Da evidenziare anche, tra i mezzi usati dal mondialismo per annientare il popolo, la distruzione della famiglia, perseguita adottando ogni misura possibile e immaginabile: l’ossessiva promozione del femminismo (**), l’ossessiva promozione dell’aborto e dei metodi contraccettivi, l’ossessiva promozione dell’omosessualità, ecc. ecc., il tutto finalizzato alla diminuzione delle nascite, onde ridurre drasticamente il numero degli abitanti degli Stati dell’Occidente e incrementare in questi ultimi l’immigrazione islamica (***).

È un vero e proprio genocidio, il genocidio dell’Occidente, come già scrissi nel 2015:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/04/18/perche-il-mondialismo-promuove-lomosessualita/

La distruzione della famiglia è arrivata a tal punto nel Regno Unito che Theresa May adesso ha creato il Ministro per la Solitudine, vedi qui:

https://www.loccidentale.it/articoli/146434/un-ministro-per-la-solitudine-a-raccogliere-cocci-di-una-societa-in-frantumi

In inglese:

May appoints minister to tackle loneliness issues raised by Jo Cox

«Citing research saying that 9 million people often or always feel lonely, the prime minister said: “For far too many people, loneliness is the sad reality of modern life [il neretto è mio].»

https://www.theguardian.com/society/2018/jan/16/may-appoints-minister-tackle-loneliness-issues-raised-jo-cox

No, non è come dice Theresa May, non è “the sad reality of modern life”.

È la triste realtà del mondialismo.

——————————-

* vedi per esempio come il sociologo Domenico De Masi reagisce alla famosa frase di Abraham Lincoln “…governo del popolo, fatto dal popolo, per il popolo…” (in inglese “…government of the people, by the people, for the people…”), qui c’è il video:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/01/24/abraham-lincoln-e-un-pazzo-praticamente/

** vedi per esempio qui:

Matria e il “Femminismo fanatico e ottuso”: cronache di una sollevazione

http://espresso.repubblica.it/visioni/2017/11/29/news/matria-e-il-femminismo-fanatico-e-ottuso-cronache-di-una-sollevazione-1.315071

e qui:

Sposarsi con se stessa, la cosa più stupida del mondo

https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/09/22/sposarsi-con-se-stessa-la-cosa-piu-stupida-del-mondo/3871099/

Vedi anche la voce Sologamy di Wikipedia in lingua inglese:

«Sologamy is marriage by a person to oneself.[1]…

…Ceremonies may take almost exactly the same form as that of a regular marriage, including guests, cake, and a reception.[8]…

…Self-marriage has become increasingly popular in the 21st century, especially among affluent women [il neretto è mio].[8][10]…

…British photographer Grace Gelder’s self-marriage in 2014[12] and Italian fitness trainer Laura Mesi’s self-marriage in 2017[8][13] have been widely reported.»

https://en.wikipedia.org/wiki/Sologamy

*** Voglio chiarire il mio pensiero su tale argomento (anche se esso dovrebbe già essere chiaro per via di quello che ho scritto sopra): il femminismo, l’aborto e i metodi contraccettivi e l’omosessualità di per sé non hanno nulla di negativo.

È l’uso strumentale che di essi fa il mondialismo, al fine (non dichiarato) di annientare i popoli occidentali, a essere negativo, estremamente negativo, anzi criminale.

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Conseguenze di due interpretazioni del mondialismo

23 luglio 2017

In un precedente post ho esposto una critica all’interpretazione del mondialismo come lotta di classe fornita da Diego Fusaro e ho anche esposto la mia interpretazione del mondialismo come delirio culturale:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/15/il-mondialismo-non-e-una-lotta-di-classe-e-un-delirio-culturale/

C’è già stato nella cultura cristiana occidentale (Europa e Stati Uniti d’America) almeno un altro delirio culturale: la caccia alle streghe, che è durata dal 1450 circa al 1750 circa (il processo delle streghe di Salem risale infatti al 1692).

La caccia alle streghe è un delirio culturale perché le streghe non esistono.

Analogamente, il mondialismo (o globalismo) è un delirio culturale perché vuole eliminare lo Stato, che invece è una necessità della Ragione, anzi è un universale culturale, esattamente come i riti funebri e il tabù dell’incesto, e infatti è sempre esistito, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/11/18/il-mondialismo-e-un-delirio-culturale/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/08/10/ma-lo-stato-e-sempre-esistito-oppure-e-uninvenzione-recente/

Norberto Bobbio scrive a questo proposito:

“La teoria marx-engelsiana della fine dello Stato è certamente la più popolare ma non è la sola [vedi la mia teoria unificata delle ideologie antistato]. Se ne indicheranno, senza alcuna pretesa di completezza, almeno altre tre [il Cristianesimo, il sansimonismo e l’anarchismo]. Vi è anzitutto, antica e sempre rinascente, un’aspirazione a una società senza Stato d’origine religiosa, comune a molte sette ereticali cristiane che, predicando il ritorno alle fonti evangeliche, a una religione della non violenza e della fratellanza universale, rifiutano l’obbedienza alle leggi dello Stato, non ne riconoscono le due funzioni essenziali, la milizia e i tribunali [il neretto è mio], ritengono che una comunità che viva in conformità dei precetti evangelici non abbia bisogno delle istituzioni politiche. All’estremo opposto l’ideale della fine della società politica e della classe politica che ne trae un abusivo vantaggio è stato predicato da una concezione che oggi si direbbe tecnocratica dello Stato [il neretto è mio], come quella esposta da Saint-Simon secondo cui nella società industriale ove protagonisti non sono più i guerrieri e i legisti ma diventano gli scienziati e i produttori, non ci sarà più bisogno della «spada di Cesare». Questo ideale tecnocratico peraltro si accompagna in Saint-Simon con una forte ispirazione religiosa (il nouveau christianisme), quasi a suggerire l’idea che questo salto fuori della storia che è la società senza Stato [il neretto è mio] non sia pensabile prescindendo da un’idea messianica.”

(Norberto Bobbio, Stato, governo, società, 1995, Einaudi, pagg. 123-124)

Norberto Bobbio parla di Cristianesimo (i Vangeli appartengono al Nuovo Testamento) e non di Ebraismo, come invece fa, erroneamente, Costanzo Preve, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/30/sul-puritanesimo-costanzo-preve-ha-torto/

E la concezione “tecnocratica” di Henri de Saint-Simon (che era cristiano, come anche Karl Marx*, Friedrich Engels e Pierre-Joseph Proudhon**) altro non è che il mondialismo predicato da David Rockefeller, dalla Casa Reale dei Paesi Bassi (cioè la Casa d’Orange-Nassau), che sponsorizza il Gruppo Bilderberg dal 1954 a tutt’oggi, da Zbigniew Brzezinski (l’autore di Between Two Ages. America’s Role in the Technetronic Era***), da George Soros, da Mark Zuckerberg, ecc. ecc.

Non ha nessuna importanza che George Soros e Mark Zuckerberg, a differenza degli altri che ho menzionato, siano ebrei: il fatto è che entrambi vivono nella cultura cristiana occidentale (Soros ha perfino un degree di secondo livello in filosofia conseguito alla London School of Economics) e quindi condividono anch’essi il delirio culturale del mondialismo, che è proprio e peculiare della cultura cristiana occidentale.

Notare che i creatori delle ideologie antistato moderne di cui scrive Bobbio non solo sono tutti cristiani, sono anche vissuti tutti pressappoco nello stesso periodo storico: Karl Marx 1818-1883, Friedrich Engels 1820-1895, Henri de Saint-Simon 1760-1825, Pierre-Joseph Proudhon 1809-1865.

Le due interpretazioni del mondialismo che ho citato, quella di Diego Fusaro, il mondialismo come lotta di classe, e la mia, il mondialismo come delirio culturale, hanno conseguenze differenti:

1. il mondialismo come lotta di classe → i mondialisti vogliono ridurre in povertà il popolo → il mondialismo è deviante rispetto all’Etica.

2. il mondialismo come delirio culturale → i mondialisti vogliono eliminare lo Stato, che è una necessità della Ragione, anzi è un universale culturale, esattamente come i riti funebri e il tabù dell’incesto, e infatti è sempre esistito → il mondialismo è deviante rispetto alla Ragione.

Ciò porta a ulteriori conseguenze, che sono notevoli:

per esempio, un militare è obbligato a ubbidire a un comandante in capo (in inglese commander in chief) che sia mondialista e quindi deviante rispetto alla Ragione?

Oppure è obbligato a sollevarlo dal comando?

————–

* Come è ben noto, Karl Marx fu battezzato all’età di sei anni e suo padre si era convertito al Cristianesimo prima della sua nascita.

** Pierre-Joseph Proudhon è il padre dell’anarchismo:

«La nascita dell’A. [Anarchismo] si suole attribuire a Proudhon (1809-65)…»

Nicola Abbagnano, Dizionario di Filosofia, 1971, UTET, pag. 41

*** «Today, the most industrially advanced countries (in the first instance, the United States) are beginning to emerge from the industrial stage of their development. They are entering an age in which technology and especially electronics—hence my neologism “technetronic” *—are increasingly becoming the principal determinants of social change, altering the mores, the social structure, the values, and the global outlook of society.»

Zbigniew Brzezinski, Between Two Ages. America’s Role in the Technetronic Era, The Viking Press, 1970, pag. 5

https://archive.org/details/pdfy-z5FBdAnrFME2m1U4

È evidente l’affinità tra la concezione “tecnocratica” di cui scrive Bobbio e la “Technetronic Era” di cui scrive Brzezinski.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Il mondialismo e il nazionalismo sono il prodotto di due diverse Weltanschauung

2 aprile 2017

Il mondialismo è il prodotto di una Weltanschauung che possiamo comunemente trovare nei cartoni animati della Disney et similia: gli animali della natura convivono pacificamente.

Se noi invece guardiamo un documentario di David Attenborough, vediamo qualcosa di estremamente diverso, vediamo cioè lo “state of nature” di Charles Darwin, il quale non è niente altro che lo “state of nature” di Thomas Hobbes (come del resto fu notato anche da Karl Marx).

Ho scritto in un vecchio post:

“Molto tempo dopo, un altro grande pensatore, anzi ancor più grande di Hobbes, Charles Darwin, userà hobbesianamente il termine “state of nature” nel suo capolavoro, On the Origin of Species.

Se ci si prende la briga di andare a contare quante volte Darwin usa tale termine nel suo capolavoro (http://www.gutenberg.org/cache/epub/2009/pg2009.txt, data di accesso odierna), si scopre che esso vi compare ben 45 volte…

…In effetti Darwin è proprio hobbesiano, cosa di cui si accorse perfettamente Marx, vedi la sua lettera a Engels del 18 giugno 1862, nella quale egli parla del capolavoro di Darwin:

«E’ il bellum omnium contra omnes di Hobbes…»”

https://luigicocola.wordpress.com/2014/07/05/la-menzogna-senza-fine-delloccidente/

Torniamo sempre, come ho scritto più volte, allo stesso punto, cioè al concetto di stato di natura di Thomas Hobbes e a quello di John Locke.

Hobbes scrive nel 1651:

«The foundation therefore which I have laid standing firme, I demonstrate in the first place, that the state of men without civill society (which state we may properly call the state of nature) is nothing else but a meere warre of all against all; and in that warre all men have equall right unto all things; Next, that all men as soone as they arrive to understanding of this hatefull condition, doe desire (even nature it selfe compelling them) to be freed from this misery [il neretto è mio]

(Thomas Hobbes, De Cive, Preface to the Reader, Blackmask Online, disponibile su:

http://www.unilibrary.com/ebooks/Hobbes,%20Thomas%20-%20De%20Cive.pdf,

data di accesso odierna, pag. 6)

E ancora:

«Whosoever therefore holds, that it had been best to have continued in that state in which all things were lawfull for all men, he contradicts himself; for every man, by naturall necessity desires that which is good for him: nor is there any that esteemes a war of all against all, which necessarily adheres to such a State, to be good for him [il neretto è mio]

(Ibid., Chapter 1, XIII, pag. 11)

Quindi secondo Hobbes: the state of nature = a war(re) of all against all

Il termine “warre” è una forma arcaica, o meglio obsoleta, di “war”.

Invece Locke scrive nel 1690:

«And here we have the plain difference between the state of Nature and the state of war, which however some men have confounded, are as far distant as a state of peace, goodwill, mutual assistance, and preservation; and a state of enmity, malice, violence and mutual destruction are one from another. Men living together according to reason without a common superior on earth, with authority to judge between them, is properly the state of Nature [il neretto è mio]

(John Locke, Two Treatises of Government, Essay Two, Chapter III, 19, prepared by Rod Hay for the McMaster University Archive of the History of Economic Thought, disponibile su:

http://www.efm.bris.ac.uk/het/locke/government.pdf,

data di accesso odierna, pag. 113)

Quindi secondo Locke: the state of nature = a state of peace

Se noi pensiamo che lo stato di natura è quello descritto da Hobbes, ne consegue che lo Stato è necessario → nazionalismo; se invece noi pensiamo che lo stato di natura è quello descritto da Locke, ne consegue che lo Stato non è necessario → mondialismo o globalismo (in inglese globalism, in francese mondialisme).

Infatti se the state of nature = a state of peace, non c’è bisogno dello Stato, la cui funzione essenziale è quella di difendere la comunità dagli aggressori esterni (mediante l’esercito) e dai torti reciproci (mediante la legge).

Di queste due Weltanschauung, la prima, quella di Hobbes, è la Weltanschauung scientifica (di cui scrisse anche Sigmund Freud) e infatti è anche quella di Charles Darwin; la seconda, quella di Locke, non è niente altro che la Weltanschauung religiosa (ovviamente della religione cristiana, dato che Locke era cristiano).

Quando le élites ignoranti del globalismo farneticano di “global open society” (George Soros) e di “global community (Mark Zuckerberg), stanno parlando della Weltanschauung religiosa cristiana, che è diventata la Weltanschauung del patrimonio culturale laico dell’Occidente proprio grazie a Locke, che finge di appellarsi alla Ragione, ma che in realtà mistifica la questione, perché egli in realtà si appella alla Weltanschauung religiosa cristiana.

E non sarà il denaro di Soros o di Zuckerberg (David Rockefeller è morto) a cambiare la verità.

Da ricordare infine che uno studio scientifico intitolato Inter-group violence among early Holocene hunter-gatherers of West Turkana, Kenya e pubblicato su Nature il 21 gennaio 2016 dà ragione a Hobbes e a Darwin, smentendo invece le idiozie di Locke e di Rousseau sullo stato di natura:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/25/smentite-le-idiozie-di-locke-e-di-rousseau-sullo-stato-di-natura/

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