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L’unica terapia possibile del delirio culturale mondialista

10 agosto 2017

Ho iniziato a scrivere in questo blog di “streghe di Salem” in un mio post del 2016 intitolato Come influenzare chi è in preda alla follia?:

«La mia analisi del mondialismo (globalism in inglese, mondialisme in francese) è alquanto differente dalle analisi correnti.

Se la mia analisi è giusta, ne consegue che il mondialismo è da considerarsi una psicosi collettiva di natura religiosa, come p.e. la caccia alle streghe che afflisse l’Occidente (in verità più i protestanti che i cattolici) dal Quattrocento al Settecento.

È da ricordare a questo proposito il processo delle streghe di Salem del 1692, che si svolse in ambiente religioso puritano, cioè proprio l’ambiente religioso da cui è nato l’internazionalismo di David Rockefeller, vale a dire il mondialismo…»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/10/28/come-influenzare-chi-e-in-preda-alla-follia/

Successivamente, ho iniziato a scrivere di “delirio culturale” in un mio post intitolato Il mondialismo è un delirio culturale:

«Purtroppo nella cultura occidentale si è creato il mito dell’inutilità, anzi della dannosità dello Stato

…Generazioni e generazioni e generazioni di filosofi, di politologi, di sociologi, di antropologi culturali, di accademici e di intellettuali hanno ripetuto questo colossale errore.

Essi sono vissuti dentro questo colossale errore.

È tempo che questo colossale errore, che è un vero e proprio delirio culturale, venga compreso ed eliminato.»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/11/18/il-mondialismo-e-un-delirio-culturale/

Ho poi sviluppato il concetto di “delirio culturale” qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/14/ce-delirio-e-delirio/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/15/il-mondialismo-non-e-una-lotta-di-classe-e-un-delirio-culturale/

Leggo oggi Meow (in italiano Miao, con allusione al gatto di Schrödinger, ma anche al gatto del Cheshire di Lewis Carroll, da qualche anno anch’esso adoperato in meccanica quantistica), che è un post assai interessante di James Howard Kunstler (pubblicato nel suo blog il 21 luglio 2017).

Ecco alcuni passi della traduzione italiana:

«Ma poi cominci a chiederti: ma la Russia c’è veramente, o anche lei è soltanto un’altra possibilità dell’immaginazione? Non cercare di riuscire a capire la faccenda leggendo le osservazioni oracolari del Washington Post. In questi giorni la Russia sembra che sia contemporaneamente dappertutto e in nessun posto, come il Diavolo nel 1693 a nord di Boston…

…Sì, le cose stanno andando in modo molto strano in questi giorni nella democrazia più grande del mondo. Per me che guardo la faccenda attraverso le lenti dello storico, sembra sempre di più come l’ossessione per le streghe di Salem che incontra la Rivoluzione Francese, con in cima un giro di confusione quantica. Per ora siamo nella prima frase, la vera follia politica. Le convinzioni sono diventate indipendenti dagli avvenimenti della vita…

…Il fiasco della riforma dell’ObamaCare sembra il punto di svolta verso la tendenza a una velenosa paralisi politica che potrebbe letteralmente uccidere il governo come lo conosciamo…

…I due partiti maggiori si stanno disintegrando davanti ai nostri occhi, nonostante l’apparente senso di decoro che i senatori mostrano in Tv. Il pubblico può sembrare che sia mentalmente in vacanza, dormicchiando sulla spiaggia tra le mollezze della piena estate, ma nel vento al largo c’è qualcosa di malvagio.

In effetti io vorrei adesso andare oltre lo scenario del colpo di Stato “soft” che ha cacciato Trump sulla base del venticinquesimo emendamento. Naturalmente capiterà, ma non soddisferà nessuno. Mike Pence darà prova di essere tanto inetto e impopolare quanto Trump, e affogherà nei problemi finanziari e fiscali, e non avrà nessun aiuto dalla assemblea legislativa per risolvere qualcuno di questi problemi, e prima che passi troppo tempo potrebbe esserci un generale alla Casa Bianca, -o uno che cerchi di far funzionare le cose (operando) da qualche posto altrove, se può…

…non ci sarà molto che Mike Pence possa fare. Lo metteranno da parte e i militari saranno incaricati di riportare l’ordine nel paese. E quando lo faranno non sarà lo stesso paese che noi abbiamo cantato alla fine delle scuole elementari. Dall’alto di una nuvola, magari sopra l’Ohio, il gatto di Schrodinger guarderà giù verso di noi, sorridendo.»

https://comedonchisciotte.org/kunstler-vai-caos-vai/

In lingua originale inglese:

«But then, you begin to wonder: is Russia really there, or is it, too, just another figment of possibility? Don’t try to figure that out by reading the oracular observations of The Washington Post. These days Russia seems to be at once everywhere and nowhere, like the Devil north of Boston in 1693…

…Yes, things are passing strange in the world’s greatest democracy these days. To me, seeing the thing through an historical lens, it’s looking more and more like the Salem Witch Frenzy meets the French Revolution with a spin of quantum confusion on top. Right now we’re in the first phase, sheer political lunacy. Beliefs have become ungrounded from the facts of life…

…The ObamaCare reform fiasco looks like a tipping point toward a strain of toxic political paralysis that might literally kill the government as we’ve known it…

…The major parties are disintegrating before our eyes, despite the seeming sense of decorum that senators present on TV. The public may seem to be mentally on vacation, snoozing on the beach in the midsummer doldrums, but something vicious is in the wind offshore.

I’d actually go further now than the “soft coup d’état” scenario that has Trump run over by the 25th amendment. It will happen, of course, but it will not satisfy anybody. Mike Pence will prove to be as ineffectual and unpopular as Trump, and he will be drowning in financial and fiscal problems, and he will get no help from the legislature in resolving any of it, and before too long there may be a general in the White House — or attempting to run things from someplace else, if he can…

…and there won’t be much that Mike Pence can do about it. He’ll be shoved aside and the military will have to try to restore order in the land. When they do, it will not be the same land we sang about back in the fifth grade. Up in a cloud somewhere over Ohio, maybe, Schrödinger’s Cat will be gazing down on us, grinning.»

http://kunstler.com/clusterfuck-nation/meow/

Scherzando con grazia, con quella levità che solo l’arte di uno scrittore può dare, James Howard Kunstler mostra l’unica terapia possibile del delirio culturale mondialista (dopo l’evidente fallimento della terapia politica costituita dall’elezione di Donald Trump a 45° Presidente USA) e cioè la terapia militare: ormai solo i militari possono salvare gli Stati Uniti d’America e quindi l’intero pianeta.

Anche questo l’avevo già scritto, certamente in maniera poco graziosa e lieve dato che non sono uno scrittore (né ho la pretesa di esserlo), vedi p.e. qui:

«Bisogna però dire che i militari, di qualsiasi parte del mondo siano, sono più portati dei politici all’uso della Ragione, proprio a causa del loro lavoro. Sarebbe auspicabile che essi prendessero in mano la situazione. Se non altro, almeno per impedire una guerra nucleare.»

https://luigicocola.wordpress.com/2015/06/23/non-capire-la-situazione/

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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Conseguenze di due interpretazioni del mondialismo

23 luglio 2017

In un precedente post ho esposto una critica all’interpretazione del mondialismo come lotta di classe fornita da Diego Fusaro e ho anche esposto la mia interpretazione del mondialismo come delirio culturale:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/15/il-mondialismo-non-e-una-lotta-di-classe-e-un-delirio-culturale/

C’è già stato nella cultura cristiana occidentale (Europa e Stati Uniti d’America) almeno un altro delirio culturale: la caccia alle streghe, che è durata dal 1450 circa al 1750 circa (il processo delle streghe di Salem risale infatti al 1692).

La caccia alle streghe è un delirio culturale perché le streghe non esistono.

Analogamente, il mondialismo (o globalismo) è un delirio culturale perché vuole eliminare lo Stato, che invece è una necessità della Ragione, anzi è un universale culturale, esattamente come i riti funebri e il tabù dell’incesto, e infatti è sempre esistito, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/11/18/il-mondialismo-e-un-delirio-culturale/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/08/10/ma-lo-stato-e-sempre-esistito-oppure-e-uninvenzione-recente/

Norberto Bobbio scrive a questo proposito:

“La teoria marx-engelsiana della fine dello Stato è certamente la più popolare ma non è la sola [vedi la mia teoria unificata delle ideologie antistato]. Se ne indicheranno, senza alcuna pretesa di completezza, almeno altre tre [il Cristianesimo, il sansimonismo e l’anarchismo]. Vi è anzitutto, antica e sempre rinascente, un’aspirazione a una società senza Stato d’origine religiosa, comune a molte sette ereticali cristiane che, predicando il ritorno alle fonti evangeliche, a una religione della non violenza e della fratellanza universale, rifiutano l’obbedienza alle leggi dello Stato, non ne riconoscono le due funzioni essenziali, la milizia e i tribunali [il neretto è mio], ritengono che una comunità che viva in conformità dei precetti evangelici non abbia bisogno delle istituzioni politiche. All’estremo opposto l’ideale della fine della società politica e della classe politica che ne trae un abusivo vantaggio è stato predicato da una concezione che oggi si direbbe tecnocratica dello Stato [il neretto è mio], come quella esposta da Saint-Simon secondo cui nella società industriale ove protagonisti non sono più i guerrieri e i legisti ma diventano gli scienziati e i produttori, non ci sarà più bisogno della «spada di Cesare». Questo ideale tecnocratico peraltro si accompagna in Saint-Simon con una forte ispirazione religiosa (il nouveau christianisme), quasi a suggerire l’idea che questo salto fuori della storia che è la società senza Stato [il neretto è mio] non sia pensabile prescindendo da un’idea messianica.”

(Norberto Bobbio, Stato, governo, società, 1995, Einaudi, pagg. 123-124)

Norberto Bobbio parla di Cristianesimo (i Vangeli appartengono al Nuovo Testamento) e non di Ebraismo, come invece fa, erroneamente, Costanzo Preve, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/30/sul-puritanesimo-costanzo-preve-ha-torto/

E la concezione “tecnocratica” di Henri de Saint-Simon (che era cristiano, come anche Karl Marx*, Friedrich Engels e Pierre-Joseph Proudhon**) altro non è che il mondialismo predicato da David Rockefeller, dalla Casa Reale dei Paesi Bassi (cioè la Casa d’Orange-Nassau), che sponsorizza il Gruppo Bilderberg dal 1954 a tutt’oggi, da Zbigniew Brzezinski (l’autore di Between Two Ages. America’s Role in the Technetronic Era***), da George Soros, da Mark Zuckerberg, ecc. ecc.

Non ha nessuna importanza che George Soros e Mark Zuckerberg, a differenza degli altri che ho menzionato, siano ebrei: il fatto è che entrambi vivono nella cultura cristiana occidentale (Soros ha perfino un degree di secondo livello in filosofia conseguito alla London School of Economics) e quindi condividono anch’essi il delirio culturale del mondialismo, che è proprio e peculiare della cultura cristiana occidentale.

Notare che i creatori delle ideologie antistato moderne di cui scrive Bobbio non solo sono tutti cristiani, sono anche vissuti tutti pressappoco nello stesso periodo storico: Karl Marx 1818-1883, Friedrich Engels 1820-1895, Henri de Saint-Simon 1760-1825, Pierre-Joseph Proudhon 1809-1865.

Le due interpretazioni del mondialismo che ho citato, quella di Diego Fusaro, il mondialismo come lotta di classe, e la mia, il mondialismo come delirio culturale, hanno conseguenze differenti:

1. il mondialismo come lotta di classe → i mondialisti vogliono ridurre in povertà il popolo → il mondialismo è deviante rispetto all’Etica.

2. il mondialismo come delirio culturale → i mondialisti vogliono eliminare lo Stato, che è una necessità della Ragione, anzi è un universale culturale, esattamente come i riti funebri e il tabù dell’incesto, e infatti è sempre esistito → il mondialismo è deviante rispetto alla Ragione.

Ciò porta a ulteriori conseguenze, che sono notevoli:

per esempio, un militare è obbligato a ubbidire a un comandante in capo (in inglese commander in chief) che sia mondialista e quindi deviante rispetto alla Ragione?

Oppure è obbligato a sollevarlo dal comando?

————–

* Come è ben noto, Karl Marx fu battezzato all’età di sei anni e suo padre si era convertito al Cristianesimo prima della sua nascita.

** Pierre-Joseph Proudhon è il padre dell’anarchismo:

«La nascita dell’A. [Anarchismo] si suole attribuire a Proudhon (1809-65)…»

Nicola Abbagnano, Dizionario di Filosofia, 1971, UTET, pag. 41

*** «Today, the most industrially advanced countries (in the first instance, the United States) are beginning to emerge from the industrial stage of their development. They are entering an age in which technology and especially electronics—hence my neologism “technetronic” *—are increasingly becoming the principal determinants of social change, altering the mores, the social structure, the values, and the global outlook of society.»

Zbigniew Brzezinski, Between Two Ages. America’s Role in the Technetronic Era, The Viking Press, 1970, pag. 5

https://archive.org/details/pdfy-z5FBdAnrFME2m1U4

È evidente l’affinità tra la concezione “tecnocratica” di cui scrive Bobbio e la “Technetronic Era” di cui scrive Brzezinski.

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Ancora su Diego Fusaro e il mondialismo

18 luglio 2017

Nel post precedente ho criticato l’interpretazione del mondialismo di Diego Fusaro, il mondialismo come lotta di classe, e ho esposto la mia interpretazione, il mondialismo come delirio culturale.

Vorrei aggiungere questa considerazione: l’interpretazione di Diego Fusaro è una interpretazione rassicurante, perché essa occulta, o tenta di occultare, una verità sconvolgente e spaventosa, cioè che l’Occidente attuale è in preda a un delirio culturale.

Meglio cattivi che pazzi.

Meglio narrare della malvagità dei “signori del globalismo”, piuttosto che riconoscere il loro delirio, la loro follia.

Follia che poi è anche dei “servi”, del popolo, dato che si tratta di un delirio condiviso, di un delirio di un’intera cultura.

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