Posts Tagged ‘mondializzazione’

L’ideologia mondialista rivela la propria mostruosità

6 aprile 2018

La menzogna di Boris Johnson, che non è un inglese qualunque ma bensì il capo del Foreign Office, sull’avvelenamento di Sergei e Yulia Skripal, menzogna impossibile da negare perché detta da lui stesso in un video del 20 marzo visibile a tutti (per non parlare della cancellazione del tweet del 22 marzo dall’account del Foreign Office), come ho riportato nei post precedenti, rivela la mostruosità del mondialismo.

Perché le menzogne di Boris Johnson e del Foreign Office sono dirette contro la Russia di Vladimir Putin, che si oppone al mondialismo grazie alle sue armi nucleari e al suo formidabile apparato militare.

Ecco cosa ha scritto nel 2000 il noto criminale mondialista George Soros:

«L’Alleanza per la Società Aperta cercherebbe di suscitare un’adesione spontanea, ma anche con tutta la buona volontà del mondo non sempre potrà farcela; quindi non si può escludere del tutto l’opzione militare. Anche se l’Alleanza non dovesse conquistare il controllo del Consiglio di Sicurezza, in ogni caso potrebbe sempre aggirarlo e attivare la NATO senza l’autorizzazione del Consiglio, com’è avvenuto nella crisi del Kosovo.»

George Soros, La società aperta – Per una riforma del capitalismo globale, Ponte alle Grazie, 2001 (trad. it. di Open Society – Reforming Global Capitalism, Public Affairs, 2000), pag. 430

L’Occidente è attualmente in preda a un’ideologia mostruosa, un’ideologia contronatura, di origine religiosa (millenarismo cristiano) e quindi contro la Ragione: essa vuole irrazionalmente eliminare lo Stato, che è un universale culturale, cioè il mezzo naturale e universale per gestire i conflitti attuati mediante il potere della forza fisica nelle comunità umane.

Ho scritto in un post del 2015:

«Non essendo possibile eliminare i conflitti attuati per mezzo del potere della forza fisica, tranne che nei sogni del millenarismo cristiano, allora lo Stato è necessario, in quanto esso è il mezzo naturale e universale per gestire i suddetti conflitti, sia che essi si presentino nella forma di aggressione di stranieri, sia che essi si presentino nella forma di torti reciproci all’interno di una comunità, come scrive Thomas Hobbes.»

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/03/il-mondialismo-e-contro-la-ragione/

Questa ideologia mostruosa e contronatura si chiama mondialismo o globalismo (in inglese globalism, in francese mondialisme) e, come è la norma, essa nega di essere un’ideologia.

Ho scritto in un altro post del 2015:

«Usare i termini “mondializzazione” o “globalizzazione” è un trucchetto per sottolineare che si tratterebbe di un processo storico ineluttabile e non di una dottrina, di un’ideologia.

La verità invece è che il mondialismo è un’ideologia in piena regola.

Si tratta dello scenario tipico dell’ideologia: che è quello di essere negata da chi vive all’interno di essa.

E questa ideologia, il mondialismo, è un sottoprodotto del Cristianesimo.

Anzi no: ancora peggio, è un sottoprodotto del ramo occidentale del Cristianesimo.»

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/11/loccidente-contro-il-resto-del-mondo/

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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Cosa dice Massimo Cacciari e perché mi fa indignare

22 gennaio 2018

Leggo l’intervista di Francesco Bechis a Massimo Cacciari, “filosofo, politologo, professore emerito di filosofia dell’Università Vita-Salute del San Raffaele di Milano”, intervista intitolata Trump, il ceto medio, il declino e il potere. Parla Massimo Cacciari:

«Professore, la vittoria di Trump nel novembre del 2016 è stata una cesura nella storia o resterà una parentesi?
Né l’una cosa né l’altra. Trump rappresenta una possibilità reale della politica occidentale oggi. In tutti i Paesi abbiamo conosciuto fenomeni analoghi. Si tratta di una tendenza generale: di fronte ai processi della globalizzazione [il neretto è mio], ai processi cosmopolitici economici, finanziari e culturali del mondo contemporaneo è inevitabile che ci siano reazioni di tipo trumpiano…

È un fenomeno solo statunitense?
Dal mio punto di vista corriamo lo stesso rischio in Europa e in Italia. Dal momento in cui queste categorie non si sentono minimamente rappresentate sono propense a tentare qualcosa di nuovo. Da vent’anni sta succedendo e nessuno se ne è accorto. Negli anni ’90 è successo con la Lega nel Nord Italia, oggi a livello nazionale con il Movimento Cinque Stelle. A prescindere dai contenuti, queste forze politiche dimostrano questo: settori fondamentali di una democrazia come il ceto medio, la classe operaia e i lavoratori indipendenti non hanno più niente da perdere e scelgono di cambiare [il neretto è mio]…»

http://formiche.net/2018/01/20/trump-massimo-cacciari/

«processi della globalizzazione»?

Ma neanche per sogno, è il mondialismo (o globalismo)!

Vedi qui:

«Da puntualizzare che il termine corretto da adoperare è mondialismo (o globalismo), mentre mondializzazione (o globalizzazione) è un termine inesatto e improprio: come ho scritto molte volte, esso viene usato dagli adepti di questa ideologia come trucco semantico per propagandare, in modo subdolo e fraudolento, il concetto che trattasi di un processo storico ineluttabile e quindi indipendente dalla nostra volontà (il suffisso -zione è il suffisso dei nomi di azione, mentre il suffisso -ismo è il suffisso dei nomi astratti, come per esempio marxismo, comunismo, anarchismo, sansimonismo, ecc. ecc.)…»

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/10/la-mia-analisi-del-mondialismo-e-delle-ideologie-antistato/

«il ceto medio, la classe operaia»?

Quindi il popolo!

Vedi qui, dove parlo del mondialismo:

«2. esso è contro il popolo (*), anzi, al fine di eliminare lo Stato, vuole annientare il popolo, sia con il suo mezzo specifico, l’ultracapitalismo, che comporta la riduzione in miseria del popolo stesso (non solo la working class, ma anche la middle class), sia con altri mezzi, il più rilevante dei quali è costituito dall’invasione islamica e dal conseguente terrorismo islamico…»

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/21/ulteriori-precisazioni-sul-mondialismo/

Massimo Cacciari dice in questa intervista una cosa enorme, che più enorme non potrebbe essere e che io stesso ho detto più volte, cioè che la middle class e la working class (egli ovviamente la chiama classe operaia) vengono distrutte dalle attuali politiche dell’Occidente, ma, a differenza di me, la dice così, en passant, con molta levità, come se parlasse del tempo, di un fenomeno atmosferico.

Guarda, oggi piove…

È evidente la sua volontà di minimizzare.

Vorrei proprio sapere come Massimo Cacciari riesca a guardarsi in faccia ogni mattina, quando si fa la barba.

Ah già, lui non si fa la barba.

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By Roberto Vicario (Roberto Vicario) [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons

La mia analisi del mondialismo e delle ideologie antistato

10 gennaio 2018

La mia analisi del mondialismo (o globalismo, in inglese globalism, in francese mondialisme) è molto diversa dalle analisi correnti.

Da puntualizzare che il termine corretto da adoperare è mondialismo (o globalismo), mentre mondializzazione (o globalizzazione) è un termine inesatto e improprio: come ho scritto molte volte, esso viene usato dagli adepti di questa ideologia come trucco semantico per propagandare, in modo subdolo e fraudolento, il concetto che trattasi di un processo storico ineluttabile e quindi indipendente dalla nostra volontà (il suffisso -zione è il suffisso dei nomi di azione, mentre il suffisso -ismo è il suffisso dei nomi astratti, come per esempio marxismo, comunismo, anarchismo, sansimonismo, ecc. ecc.).

Inoltre l’ineluttabilità (cioè l’inevitabilità) sottintesa subdolamente e fraudolentemente dai mondialisti quando parlano di globalizzazione corrisponde a una precisa interpretazione filosofica della storia: la storia come piano provvidenziale, che è l’interpretazione filosofica della storia propria del millenarismo e del Cristianesimo, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/02/21/il-mondialismo-e-la-storia-come-piano-provvidenziale/

Ciò conferma la mia analisi: il mondialismo è un’ideologia antistato ed è, come tutte le ideologie antistato, un portato del millenarismo, la dottrina eversiva contenuta (solo e unicamente) nell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento.

Teoria unificata delle ideologie antistato è il nome che ho dato alla mia analisi.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/12/le-tre-vie-delle-ideologie-antistato/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

Ho mostrato qui qual è l’origine del mondialismo:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/06/lorigine-del-mondialismo/

Ho mostrato qui la nemesi dell’Occidente, conseguente alla sua hybris di eliminare lo Stato schiavista romano per mezzo del Cristianesimo e del millenarismo:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/03/13/la-nemesi-delloccidente-possiamo-fermarla-con-la-ragione/

E infatti la bandiera dell’Unione Europea è costituita da dodici stelle disposte in cerchio su sfondo blu e ciò altro non è che la riproduzione visiva di un passo dell’Apocalisse di Giovanni (l’unico libro della Bibbia in cui si trova il termine “dodici stelle”), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/08/lapocalisse-e-lunione-europea/

Le altre analisi del mondialismo (p.e. quelle di Alexander Dugin, Alain De Benoist, Diego Fusaro, Maurizio Blondet, The Saker, ecc. ecc.) NON indicano nel millenarismo e nel Cristianesimo l’origine del mondialismo, ma bensì ne indicano l’origine in capri espiatori, i capri espiatori del mondialismo:

gli ebrei (o l’Ebraismo, cioè la religione degli ebrei, o il sionismo, cioè il nazionalismo degli ebrei), la massoneria, l’Illuminismo, il capitalismo, l’imperialismo dei popoli di lingua inglese, ecc. ecc., in un impressionante crescendo di baggianate fino ad arrivare ai satanisti (è colpa del Diavolo!) e ai rettiliani (è colpa degli alieni!).

In particolare, coloro che credono dogmaticamente nel materialismo storico, il canone di interpretazione storica di Marx e di Engels secondo il quale gli eventi storici sono determinati da fattori economici, non possono comprendere quale sia l’origine del mondialismo, proprio perché tale origine non è determinata da fattori economici.

Ho adottato la teoria dei memi di Richard Dawkins per spiegare come si sia formata l’ideologia mondialista (e tutte le ideologie antistato) e tale teoria è in contrasto con il materialismo storico.

Le ideologie antistato sono contrarie alla Ragione, come ho scritto molte volte, e danneggiano gravissimamente coloro che credono in esse, in quanto sono potentissimi e letali memi egoisti.

Sinonimi di meme egoista sono: virus memetico, possessione memetica, ecc. ecc.

Ho anche usato per descrivere il mondialismo il termine “delirio culturale“, termine che pone l’accento sul carattere irrazionale e autolesionistico di tale ideologia e che è complementare al termine “meme egoista”.

In quest’ottica di complementarità il meme egoista costituisce l’eziologia del delirio culturale.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/02/15/il-mondialismo-e-un-virus-memetico/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/14/ce-delirio-e-delirio/

Per quanto riguarda Richard Dawkins, diversamente da lui io non sono affatto contrario alle religioni, perché le religioni non danneggiano coloro che credono in esse (se non quando si arrivi al fanatismo religioso, ma questo è un altro discorso), anzi hanno una funzione estremamente positiva, perché il genere umano non può vivere senza la religione.

Non userei mai i termini di “meme egoista” o di “virus memetico” o di “possessione memetica” per una religione, ma per le ideologie antistato sono perfetti, perché esse sono negative al 100%.

La verità è che Dawkins è un ateo militante, come lo fu a suo tempo Bertrand Russell, ma questo nulla toglie all’importanza e alla validità delle opere di Dawkins e di Russell.

Ritornando al mondialismo, esso ha prodotto nell’Occidente un esiziale movimento antistato che ha dimensioni colossali, tanto per fare due esempi:

1) i Reali d’Europa sono mondialisti, compresa la Regina Elizabeth II, che passerà alla storia come il sovrano d’Inghilterra che permise l’islamizzazione dell’Inghilterra, tanto che l’ex moglie del Principe ereditario Charles, e madre del Principe William e del Principe Henry, prima di morire in tragiche quanto oscure circostanze era sul punto di sposare un mussulmano, Dodi Al-Fayed.

Se non fosse morta, i Reali d’Inghilterra sarebbero diventati una famiglia sia cristiana che mussulmana.

E oggi Londra, per la prima volta nella storia, ha un sindaco mussulmano: Sadiq Khan.

Per un approfondimento sui Reali d’Europa, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/15/il-mondialismo-non-e-una-lotta-di-classe-e-un-delirio-culturale/

2) i mondialisti sono riusciti a far insediare un antipapa, Bergoglio, che è a tutti gli effetti un millenarista: egli rifiuta l’antimillenarismo che la Chiesa di Roma ha sempre adottato da Agostino d’Ippona in poi, cioè dal V secolo fino a Bergoglio.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/19/lapocalisse-di-giovanni-il-millenarismo-e-il-mondialismo/

Da tempo scrivo che Bergoglio è un millenarista, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/08/08/la-spiegazione-e-questa/

Perché adesso scrivo che Bergoglio è un antipapa?

Perché nella storia della Chiesa non sono mai esistiti due Papi contemporaneamente, se non in questa forma: che uno era il Papa (quindi legittimo) e l’altro un antipapa (quindi illegittimo).

Uno dei due, Bergoglio o Ratzinger, deve essere un antipapa.

E che lo sia Ratzinger è impossibile, per semplici ragioni cronologiche.

Che il movimento mondialista abbia potuto fare ciò e che l’abbia fatto accettare al mondo intero come un evento normale, come il pensionamento di Papa Ratzinger (!), è incredibile e ci fa capire quanto siano colossali le sue dimensioni.

A fronte di tale gigantesco scenario, cosa dicono quelli che io ho chiamato nazionalisti antisemiti?

Che è tutto un complotto ebraico!

Non so se ridere o piangere.

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C’è delirio e delirio

14 maggio 2017

Non tutti i deliri culturali (1, 2), in inglese cultural delusions, hanno lo stesso grado di pericolosità.

Un delirio culturale inoffensivo è quello dell’astrologia.

Ecco a questo proposito un dialogo di The Big Bang Theory:

«Leonard: So, tell us about you.

Penny: Um, me? Okay – I’m a Sagittarius, which probably tells you way more than you need to know.

Sheldon: Yes – it tells us that you participate in the mass cultural delusion that the sun’s apparent position relative to arbitrarily defined constellations at the time of your birth somehow affects your personality.

Penny: [stares at Sheldon in utter confusion] Participateinthewhat?»

http://www.imdb.com/title/tt0775431/quotes

Ed ecco il relativo video:

Un delirio culturale mortale fu quello della caccia alle streghe, che per fortuna oggi è scomparso.

Il delirio culturale della caccia alle streghe è spesso erroneamente collocato nel Medio Evo, mentre invece esso afflisse l’Occidente, sia quello cattolico che quello protestante, dal Quattrocento al Settecento.

Per esempio il processo delle streghe di Salem, che si svolse in America in ambiente religioso puritano, è del 1692.

Altro che Medio Evo!

Dalla fine della seconda guerra mondiale è purtroppo presente in tutto l’Occidente un delirio culturale letale che si chiama correttamente globalismo o mondialismo (in inglese globalism, in francese mondialisme; sinonimi: internazionalismo liberale, internazionalismo di David Rockefeller), mentre invece è chiamato dai soggetti deliranti globalizzazione o mondializzazione (in inglese globalization, in francese mondialisation) per sottolinearne l’inevitabilità, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/02/15/il-mondialismo-e-un-virus-memetico/

L’inevitabilità pretesa dai soggetti deliranti mostra chiarissimamente che si tratta dell’interpretazione della storia come piano provvidenziale, che è l’interpretazione della storia caratteristica del Cristianesimo:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/02/21/il-mondialismo-e-la-storia-come-piano-provvidenziale/

Del resto ho mostrato l’origine neotestamentaria di questo delirio culturale anche per altra via:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/06/lorigine-del-mondialismo/

Il globalismo infatti altro non è che la versione laica e moderna della dottrina della seconda venuta di Cristo, o più precisamente della parusia intermedia, dottrina contenuta nell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

Lo scopo del globalismo è quello di eliminare dalla faccia della terra lo Stato usando come mezzo specifico l’ultracapitalismo (in inglese ultra-capitalism), cioè un capitalismo ingiusto e distruttivo, cioè un capitalismo privo del contrappeso dello Stato.

Un altro modo valido di definire il globalismo è quello relativo alla teoria dei memi di Richard Dawkins (3) (per ironia della sorte anch’egli affetto da tale delirio culturale), cioè meme egoista, virus memetico, possessione memetica (in inglese selfish meme, memetic virus, memetic possession), ecc. ecc.

Il delirio culturale del globalismo è letale perché ha tre caratteristiche necessarie:

1. povertà

2. invasione islamica/terrorismo islamico

3. guerra.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/08/17/tre-caratteristiche-necessarie-del-mondialismo/

Per quanto riguarda l’invasione islamica/terrorismo islamico, l’effetto a lungo termine in Europa sarà quello di eliminare i popoli europei cristiani e di sostituirli con popoli non europei islamici, che ovviamente restaureranno in Europa lo Stato (e altrettanto ovviamente sarà uno Stato islamico), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/03/05/ideologie-antistato-come-vacche-sacre/

Infatti il delirio culturale del globalismo è caratteristico del Cristianesimo e non si trova affatto nelle altre due grandi religioni monoteistiche, l’Ebraismo e l’Islam, che non vogliono affatto eliminare lo Stato.

Per quanto riguarda la guerra, col globalismo si potrebbe facilmente arrivare alla guerra nucleare, dato che:

1. la guerra è indispensabile al globalismo per sostituire manu militari i governi non occidentali non ancora asserviti ad esso con governi fantoccio disposti a vendergli il proprio stesso popolo, cioè disposti ad annientare il proprio stesso popolo

2. l’Occidente ha ingentissimi quantitativi di armi nucleari

3. il principio della deterrenza nucleare (MAD, Mutual Assured Destruction) è basato sulla razionalità degli attori e il globalismo, avendo un’origine e una natura religiose, è contro la Ragione.

Da tenere ben presente, come ho spiegato molte volte, che il Cristianesimo orientale, cioè ortodosso, non conduce al delirio culturale del globalismo, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/02/27/in-occidente-negare-la-realta-non-funziona/

————–

1) Maria Luisa Maniscalco, Elisa Pelizzari (a cura), Deliri Culturali – Sette, fondamentalismi religiosi, pratiche sacrificali, genocidi, L’Harmattan Italia, 2016

2) Psichiatria e Psicoterapia Culturale, Volume IV/n.1/Dicembre/2016

http://www.psiculturale.it/volumes/volume-iiin-1-dicembre/

3) Richard Dawkins, Il gene egoista, Zanichelli, 1979 (trad. it. di The Selfish Gene, Oxford University Press, 1976)

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Troppa scienza economica rende ciechi

14 novembre 2016

Rimango stupefatto alle seguenti parole dell’economista Alberto Bagnai, pronunciate dopo la vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali americane 2016 (al minuto 3.19):

«Il mondo della finanza ha bisogno di una moneta forte, questo succedeva al tempo di Churchill in Inghilterra e succede al tempo di Obama negli Stati Uniti, il mondo dell’industria ha bisogno di una moneta un po’ più debole. La vittoria di Trump viene vista come la vittoria dei diseredati, dell’antiglobalizzazione, o dei razzisti, o della Russia: queste sono tutte scemenze. Trump è un pezzo di establishment, è il pezzo di establishment al quale fa più comodo un dollaro un po’ più debole. Punto.»

Quindi, secondo Bagnai, non c’entra nulla l’argomento “Nationalism vs. Globalism” di cui ha scritto Robert W. Merry nel suo articolo intitolato appunto Trump vs. Hillary Is Nationalism vs. Globalism, 2016 e pubblicato da The National Interest (4 maggio 2016):

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/02/donald-trump-grida-il-re-e-nudo/

E, sempre secondo Bagnai, non c’entrano nulla la povertà e la guerra, come ha detto invece Peter Thiel nel suo famoso discorso in favore di Donald Trump al National Press Club (31 ottobre 2016):

https://luigicocola.wordpress.com/2016/11/10/le-contraddizioni-della-silicon-valley/

No, si tratta solo e semplicemente di un bisticcio tra capitalisti: tra i capitalisti del mondo della finanza e i capitalisti del mondo dell’industria.

Certo, come no.

Troppa scienza economica rende ciechi.

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Donald Trump grida: il Re è nudo

2 giugno 2016

La via capitalista (o meglio ultracapitalista) delle ideologie antistato, come l’ho definita in un post dell’anno scorso, ha diversi nomi e i più diffusi sono: in lingua inglese “globalism”, in lingua francese “mondialisme” e in lingua italiana sia “globalismo” che “mondialismo”.

Quest’ideologia antistato ha imposto una sua truffaldina narrazione in cui si presenta non come ideologia (quale effettivamente è), ma bensì come processo storico ineluttabile, il che significa lanciare questo messaggio: arrendetevi, è inutile qualsiasi resistenza.

Così i nomi truffaldini che essa assume sono: “globalization” in inglese, “mondialisation” in francese e sia “globalizzazione” che “mondializzazione” in italiano.

È un piccolo sporco trucco semantico: i suffissi -tion, -zione formano nomi di azione, mentre i suffissi -ism, -isme, -ismo formano nomi astratti.

In tal modo si vuole sottolineare che trattasi di un processo naturale indipendente dalla volontà umana e non di una costruzione ideologica (che dipende ovviamente da una deliberata volontà).

Questa è una vera e propria frode della propaganda mondialista, come ho scritto più volte:

https://luigicocola.wordpress.com/tag/globalizzazione/

Ma lo sporco trucco semantico non può più essere accettato ed ecco che Donald Trump usa il termine giusto, è come se gridasse: il Re è nudo.

«We will no longer surrender this country, or its people, to the false song of globalism.»

https://www.donaldjtrump.com/press-releases/donald-j.-trump-foreign-policy-speech

Ed ecco come Robert W. Merry giustamente commenta nel suo articolo Trump vs. Hillary Is Nationalism vs. Globalism, 2016 pubblicato il 4 maggio 2016 da The National Interest:

«It’s impossible to say at this early stage in the political season whether Trump, the candidate of the New Nationalism, actually has a chance to win the presidency. But, win or lose, he has shaken up the political system, introduced powerful new rhetoric and opened up a new political fault line between nationalism and globalism that isn’t going away anytime soon. For the globalist elites of America, it’s an entirely new era.»

http://nationalinterest.org/feature/trump-vs-hillary-nationalism-vs-globalism-2016-16041

Per approfondire:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/03/07/perche-il-mondialismo-durera-meno-del-comunismo/

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La globalizzazione non esiste

31 maggio 2016

Che la globalizzazione (o mondializzazione) non esista affatto e che sia in realtà una frode della propaganda mondialista lo scrivo da tempo, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/tag/globalizzazione/

In altre parole non esiste un processo storico ineluttabile (la globalizzazione), bensì un’ideologia (il globalismo o mondialismo).

Ebbene non sono l’unico a pensarla così:

«Il termine globalizzazione perde, però, qualsiasi significato se diventa una nozione di cui si abusa e rischia di essere un alibi per interessi di ogni genere. È necessario non fraintendere il significato di questo processo e delle sue conseguenze epocali. Non sono in gioco forze naturali, ma interessi di gruppi sociali. In senso sociologico la globalizzazione non esiste, è una costruzione ideologica [per ulteriori approfondimenti si veda Touraine A., Comment sortir du liberalisme?, Fayard, Paris, 1999], solo per la sfera finanziaria è possibile parlare legittimamente di integrazione crescente [il neretto è mio].»

Vincenzo Cesareo e Mauro Magatti (a cura di), Le dimensioni della globalizzazione, Franco Angeli, 2000, pag. 91

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Analisi miserevoli III

3 maggio 2016

Leggo su Conflitti e Strategie, pubblicato anche da Sputnik, un recente articolo di Gianni Petrosillo (del 22/04/2016), intitolato La previsione di Brzezinski:

«Gli Stati Uniti non sono più una potenza assoluta anche se mantengono il dominio del cielo, del mare e della terra. Per ora. Tuttavia, la supremazia americana si è indebolita, in virtù dell’emergere di nuovi player geopolitici che, almeno a livello regionale, iniziano a tenerle testa. Per un quindicennio, dall’implosione dell’URSS fino ai primi anni del XXI secolo, gli Usa hanno coltivato il sogno dell’impero e lo hanno giustificato con un apparato ideologico di mascheramento chiamato globalizzazione. La globalizzazione, benché si presentasse, teleologicamente, come un destino inevitabile per tutti i popoli che accedevano alla civiltà (economica, finanziaria, politica, culturale e sociale) era la proiezione di questa supremazia occidentale sullo scenario internazionale. La grande narrazione idealistica si è però sfilacciata con il venir meno del sostrato geopolitico sulla quale si basava: la suddetta egemonia americana. Qualcosa resiste ancora di quell’orizzonte mitico ma sono bagliori di illusioni.»

http://www.conflittiestrategie.it/la-previsione-di-brzezinski

http://katehon.com/it/article/america-declino-la-previsione-di-brzezinski

http://it.sputniknews.com/mondo/20160502/2590481/america-usa-declino-brzezinski.html

Che la globalizzazione (o mondializzazione) non esista affatto e che sia in realtà una frode della propaganda mondialista (frode di cui molti si sono fatti portavoce, p.e. Alain de Benoist) lo scrivo da tempo, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/04/12/il-cicap-luaar-la-propaganda-mondialista-la-ragione-e-i-soldi/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/tag/alain-de-benoist/

Ma che per Petrosillo tutto si riduca poi a semplice e banale imperialismo degli Stati Uniti d’America mi lascia a bocca aperta dallo stupore.

Com’è possibile non vedere che siamo di fronte all’ennesima ideologia antistato, ossia al mondialismo?

Com’è possibile non vedere il disegno complessivo tracciato dalle ideologie antistato nella storia?

Com’è possibile non vedere che la spiegazione dell’imperialismo USA non collima con la realtà?

Infatti:

perché mai il PCI, il Partito Comunista Italiano, si è trasformato in PD, il partito mondialista italiano per antonomasia?

perché mai coloro che erano fanaticamente comunisti si sono trasformati in fanatici mondialisti?

perché mai il PD è il primo partito d’Italia nei sondaggi odierni?

perché mai dal cattocomunismo si è passati al cattomondialismo?

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/04/21/da-cattocomunisti-a-cattomondialisti/

Dall’analisi di Petrosillo si evince che tutto ciò è avvenuto perché i comunisti italiani avrebbero fatto all’unisono (tutti quanti!) il salto della quaglia, diventando così lacchè degli imperialisti statunitensi.

Ma questo, date le dimensioni del fenomeno, è assai inverosimile, anzi del tutto impossibile.

Non solo è impossibile che tutta la dirigenza del PCI si sia venduta al capitale, è ancora più impossibile che la base abbia seguito una tale dirigenza.

Si tratta quindi dell’ennesima analisi miserevole della tragica situazione dell’Italia, del disastro europeo e del disastro dell’Occidente intero.

Copyright © 2016 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Il CICAP, l’UAAR, la propaganda mondialista, la Ragione e i soldi

12 aprile 2016

Compulsando Google sono capitato su una pagina del sito del Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze (CICAP), quella che riporta la recensione di Paolo Cortesi del libro Il governo mondiale e la controchiesa di Pierre Virion:

«L’idea stessa che è alla base del libro, cioè il complotto universale giudeo-massonico, è un’idea vecchia, decrepita, ormai esausta. Nessuno potrebbe negare che la globalizzazione abbia, effettivamente, caratteristiche assai vicine alla congiura planetaria: basti pensare alla struttura verticistica e all’altissimo livello di segretezza di cui si circondano le multinazionali per le loro decisioni fondamentali. Ma attualmente non ha senso interpretare tale fenomeno, assai articolato e complesso, con le categorie assolutamente semplicistiche, riduttive e faziose di Virion.»

https://www.cicap.org/n/articolo.php?id=102061

Sono d’accordissimo con il giudizio negativo sul libro recensito (vedi il mio post precedente).

Purtroppo però, come risulta evidente dal brano che ho citato, anche il CICAP lancia il messaggio (tristemente noto) che non esiste il globalismo, ossia un’ideologia, ma che esiste invece la globalizzazione, ossia un processo storico ineluttabile.

E contro un processo storico ineluttabile non puoi farci proprio niente!

È come se il CICAP affermasse, parafrasando l’Humphrey Bogart del film L’ultima minaccia (Deadline) di Richard Brooks:

«È la storia, bellezza! La storia! E tu non ci puoi far niente. Niente.»

Per capire il piccolo sporco trucco semantico dell’uso del termine “globalizzazione” (o del suo sinonimo “mondializzazione”) al posto del termine “globalismo” (o del suo sinonimo “mondialismo”) vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/11/loccidente-contro-il-resto-del-mondo/

Insomma quella del CICAP è pura propaganda mondialista!

N.B.: uno dei motti del CICAP è: “Aiutaci a tenere acceso il lume della ragione”.

E il CICAP usa questo motto per chiedere soldi agli italiani:

http://www.cicap.org/n/articolo.php?id=278044

Del resto anche l’UAAR – Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti chiede soldi agli italiani in nome della Ragione:

http://www.uaar.it/uaar/5×1000/

Dell’UAAR ho scritto qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/21/la-propaganda-mondialista-italiana-nega-levidenza/

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Le sciocchezze che si scrivono sul mondialismo

19 dicembre 2015

Se cerchiamo in internet il significato della parola “mondialismo” (in francese “mondialisme”, in inglese “globalism”), troviamo un mucchio di sciocchezze.

Il mondialismo non è ciò che viene attualmente indicato in quasi tutti i dizionari: essi ne danno una spiegazione fuorviante o addirittura, nei casi peggiori, senza senso alcuno.

Notare che in data odierna in Wikipedia in lingua italiana non esiste né la voce “mondialismo” né la voce “globalismo”, il che è molto significativo.

Il mondialismo non è un complotto demo-pluto-giudaico-massonico e neanche un complotto tout court, come ho mostrato in post precedenti.

Il mondialismo non è un processo ineluttabile della storia; notare che chi sostiene questa sciocchezza usa in genere il termine “mondializzazione”, oppure il sinonimo “globalizzazione”, il che è un piccolo trucco semantico, come ho mostrato in post precedenti.

Il mondialismo non vuole creare un unico Stato mondiale.

Il mondialismo (sono suoi sinonimi: globalismo, internazionalismo liberale, internazionalismo di David Rockefeller) è un’ideologia che vuole eliminare lo Stato dalla faccia della terra e che vuole fare ciò per mezzo dell’ultracapitalismo.

In altre parole, il mondialismo vuole instaurare, per mezzo dell’ultracapitalismo, un Nuovo Ordine Mondiale in cui non esista lo Stato.

Il mondialismo è un’ideologia antistato e come tutte le ideologie antistato è un portato del millenarismo, vedi la mia teoria unificata delle ideologie antistato.

Dato che, come ho scritto più volte, il millenarismo (detto anche chiliasmo) è un fenomeno esclusivo del Cristianesimo, anzi del Cristianesimo occidentale, l’ideologia mondialista si riscontra solo e unicamente in Occidente.

Il mondialismo, in ultima analisi, è un’ideologia di natura religiosa ed essendo tale è contro la Ragione, come ho scritto più volte.

Per un approfondimento, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/12/le-tre-vie-delle-ideologie-antistato/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

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