Posts Tagged ‘monti’

La sconfitta degli euristi italiani

22 aprile 2013

Le elezioni politiche di febbraio hanno portato alla sconfitta degli euristi italiani.

Monti, “il proconsole messo dalla Germania per imporre l’austerità fiscale su un’economia già in difficoltà”, come definito da Paul Krugman (1), è stato drasticamente ridimensionato dalle elezioni (vedi 2).

Bersani, quello che “noi siamo quelli dell’euro” (3), si è dimesso.

Il tentativo di eleggere al Quirinale Prodi, il padre italiano dell’euro, è fallito nel ridicolo.

Il PD è letteralmente crollato ed è attualmente nel caos.

Certo, la strada è ancora lunga…

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1)https://luigicocola.wordpress.com/2013/02/26/quello-che-paul-krugman-non-capisce

2)http://www.ilsole24ore.com/speciali/2013/elezioni/risultati/

politiche/static/italia.shtml

3)https://luigicocola.wordpress.com/2013/01/20/la-ragione-e-la-paura

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Quello che Paul Krugman non capisce

26 febbraio 2013

Ho letto Austerity, Italian Style, l’ultimo articolo di Paul Krugman, Nobel per l’economia 2008, sul New York Times.

Qui c’è l’articolo originale (uscito il 24 febbraio 2013):

http://www.nytimes.com/2013/02/25/opinion/krugman-austerity-italian-style.html

e qui c’è la traduzione italiana pubblicata su Keynes blog, che ringrazio:

http://keynesblog.com/2013/02/25/krugman-monti-proconsole-della-germania-per-imporre-lausterita-allitalia/

Leggiamo un brano della traduzione italiana:

“E’ probabile che il partito di Mr. Monti arrivi quarto. Non solo ben dietro l’essenzialmente comico Silvio Berlusconi; Monti è dietro a un comico vero, Beppe Grillo, che, pur senza una piattaforma coerente, è diventato una forza politica importante.

E’ una prospettiva straordinaria, e tale da aver scatenato una forte discussione sulla cultura politica italiana. Ma senza cercare di difendere la politica del bunga bunga, vorrei fare l’ovvia domanda: ciò che passa attualmente per maturo realismo che benefici ha portato, esattamente, all’Italia, o alla vicenda europea nel suo insieme?

Poiché Monti era, in effetti, il proconsole messo dalla Germania per imporre l’austerità fiscale su un’economia già in difficoltà, la volontà di perseguire l’austerità senza limiti è ciò che definisce la rispettabilità nei circoli politici europei. Questo andrebbe bene se le politiche di austerità effettivamente funzionassero – ma non è così. E lungi dal sembrare maturi o realistici, i sostenitori dell’austerità suonano sempre più come petulanti e deliranti [il corsivo è mio].

Considerate come si pensava che le cose dovessero funzionare a questo punto. Quando l’Europa ha iniziato la sua infatuazione per austerità, i suoi alti funzionari hanno respinto le preoccupazioni che il taglio della la spesa e l’aumento delle tasse nelle economie depresse fossero in grado di approfondirne la depressione. Al contrario, hanno insistito sul fatto che tali politiche avrebbero effettivamente dato impulso all’economia inspirando fiducia.

Ma la fata fiducia non è comparsa. Le nazioni che hanno imposto una dura austerità hanno subito profonde crisi economiche, e più dura è stata l’austerità, più profonda è stata la crisi. In effetti, questa relazione è stata così forte che il Fondo Monetario Internazionale, con un sorprendente mea culpa, ha ammesso di aver sottovalutato il danno che l’austerità avrebbe inflitto.”

Paul Krugman capisce lucidamente (e ci mancherebbe altro) l’aspetto economico della situazione italiana ed europea: l’austerity non funziona e non può funzionare.

Per inciso, questo Obama non lo capisce: se l’avesse capito, non si sarebbe esposto a brutte figure, come il suo tragico endorsement per Monti, di cui ho scritto in vari post precedenti, ad esempio qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/02/15/noi-italiani-non-accettiamo-che-gli-usa-ci-dicano-chi-votare/

Ritornando a Krugman, ciò che egli non capisce è l’aspetto politico (intendo quello relativo alla scienza politica) della situazione italiana ed europea.

Il punto è che egli non capisce cos’è in realtà l’europeismo, la sua vera natura.

Esso non è altro che l’ennesimo tentativo dell’Occidente (dopo l’anarchismo e il comunismo) di eliminare lo Stato.

Questa è la tesi da me sostenuta nei post di questo blog e nei miei due saggi di scienza politica (quelli con la copertina verde sotto il titolo del blog), vedi ad esempio qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/07/18/perche-loccidente-cerca-ripetutamente-di-suicidarsi/

Così, quando Krugman predica il verbo di Keynes, giustissimo in sé, non comprende affatto che non è possibile applicarlo all’Unione Europea, a uno scenario, cioè, nel quale non c’è (né ci può essere) lo Stato, come ho spiegato in molti post, vedi ad esempio qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/08/05/domanda-cose-la-democrazia/

https://luigicocola.wordpress.com/2012/09/06/la-realta-delle-cose-e-tragica/

https://luigicocola.wordpress.com/2012/11/17/sartori-ed-io-sugli-stati-uniti-deuropa-scriviamo-le-stesse-cose/

https://luigicocola.wordpress.com/2013/01/27/gli-usa-non-capiscono-che-cosa-stia-succedendo-in-europa/

Insomma: No Stato, No Keynes.

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L’ambasciatore Gardner cerca di metterci una pezza

16 febbraio 2013

Il Fatto Quotidiano scrive:

«L’ambasciatore Usa Richard Gardner in un’intervista al Messaggero entra nel dibattito sul possibile sostegno del presidente degli Stati Uniti a Monti e spiega: “Obama è troppo intelligente e rispetta troppo il vostro Paese per avere la presunzione di intervenire in modo così rozzo nelle elezioni [il corsivo è mio]”. Tuttavia, afferma, “è vero che crede nelle riforme che il governo Monti è riuscito a realizzare, e spera che vengano continuate”.»

Ambasciatore, è inutile che lei cerchi di metterci una pezza (si faccia tradurre quest’espressione idiomatica italiana), è troppo tardi. La frittata l’avete fatta e bella grossa (ma chi è il consigliere diplomatico di Obama: Marchionne?).

Ed è divertente constatare che il Fatto Quotidiano remi contro gli strenui sforzi diplomatici dell’ambasciatore (poverino, sembra quasi di ascoltare C-3PO), scrivendo così:

«Grazie a Gardner, primo ambasciatore negli anni Settanta ad aprire ai comunisti, Napolitano fu il primo comunista ad ottenere un visto per gli Stati Uniti perché ne intuì “l’anelito democratico”.»

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/16/usa-lambasciatore-gardner-obama-crede-nelle-riforme-del-governo-monti/502057/

Certo che Ronald Reagan, uno dei più grandi presidenti degli Stati Uniti d’America, si starà rivoltando nella tomba.

Vedi qui, sorvolando su alcune idiozie scritte nell’articolo (ah, ma è dell’Economist del 2004!):

Ronald Reagan

The man who beat communism

http://www.economist.com/node/2747709

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Noi italiani non accettiamo che gli USA ci dicano chi votare

15 febbraio 2013

Leggo oggi su AGI.it:

(AGI) – Washington, 15 feb. – “L’Italia ha fatto grandi progressi con il primo ministro Mario Monti avendo intrapreso un ambizioso piano di riforme e avendo giocato un ruolo decisivo negli sforzi per risolvere la crisi europea”. Lo ha detto all’Agi la la portavoce della Casa Bianca Caitlin Hayden, sottolineando che “e’ cruciale per l’Italia andare avanti su questa strada di riforme”. Il governo italiano “sta facendo passi critici per affrontare le sue sfide economiche – ha sottolineato la Casa Bianca – compresi un grosso sforzo fiscale e riforme strutturali per sostenere la competitivita’”. Secondo la portavoce di Obama e’ importante che il prossimo governo faccia delle riforme “soprattutto sulle misure designate a ripristinare competitivita’ e crescita”.

ITALIA MANTENGA RUOLO CRUCIALE IN UE Il nuovo governo che uscira’ dalle elezioni italiane dovra’ puntare a mantenere un ruolo cruciale in Europa in linea con quello che ha dimostrato di saper fare l’esecutivo guidato da Mario Monti. Ha detto la portavoce della Casa Bianca Caitilin Hayden: “Sara’ molto importante per il prossimo governo mantenere questa spinta sulle riforme – ha sottolineato – e continuare ad essere una voce di peso in Europa sulle politiche per la promozione della crescita e sulla creazione dei posti di lavoro”. L’Europa oggi “si trova in una posizione decisamente migliore – ha proseguito la portavoce della Casa Bianca – grazie ai politici che hanno saputo mettere in piedi un potente pacchetto di strumenti finanziari”, con il contributo della Banca Centrale e tramite un lavoro concertato da parte di tutti i governi europei per portare avanti “riforme complicate”.

http://www.agi.it/estero/notizie/201302150754-est-rt10006-casa_bianca_dopo_il_voto_non_tradite_le_riforme_di_monti

Noi italiani non accettiamo, e non accetteremo mai, ingerenze politiche nelle elezioni italiane da parte di nessuno Stato al mondo, compresi gli Stati Uniti d’America.

La guerra fredda è finita nel secolo scorso e quindi oggi noi italiani non ci sentiamo nella condizione di dover accettare imposizioni da nessuno.

L’Italia non è una colonia né degli Stati Uniti d’America, né della Germania, alla quale ultima Monti e Bersani ci hanno già venduto.

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Ecco come finiscono le utopie

6 febbraio 2013

L’utopia comunista è finita come tutti sappiamo: oggi l’Unione Sovietica non esiste più.

L’utopia europeista, rappresentata dall’Unione Europea, sta affrontando adesso il giudizio della storia.

C’era solo un modo per dare una possibilità di esprimersi alla politica di potenza, alla Machtpolitik, della Germania: rendere l’economia il mezzo di competizione fra i popoli europei, vincolandoli tutti alla stessa moneta.

Ebbene, proprio questo è stato fatto: hanno edificato lo scenario ideale per la politica di potenza tedesca, ossia l’Unione Europea.

Infatti la guerra è del tutto preclusa, dato che la Germania non è una potenza nucleare (grazie a Dio!), mentre lo sono il Regno Unito e la Francia. Per inciso, questo è vero il motivo della pace in Europa, non l’Unione Europea.

L’utopia europeista (l’Unione Europea) finirà come è finita l’utopia comunista (l’Unione Sovietica): per il suo fallimento economico.

Ma la sua agonia non sarà una passeggiata di salute: ci aspettano “sangue, fatica, lacrime e sudore”.

Per diminuire la durata di tale agonia, non votate alle imminenti elezioni per chi ci ha venduto alla Germania: Monti e Bersani.

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L’Unione Europea dà ufficialmente a Berlusconi la patente di antieuropeista

29 gennaio 2013

La Stampa di oggi pubblica quest’articolo:

Crisi, la Ue contro Berlusconi:

“Non ha mantenuto gli impegni”

Il commissario agli Affari economici

e finanziari Rehn: «Un anno fa c’era

preoccupazione per l’Italia, poi

Monti ha stabilizzato la situazione.

Il Cavaliere ha soffocato la crescita»

MARCO ZATTERIN

CORRISPONDENTE DA BRUXELLES

Non è una novità che il commissario Ue all’economia Olli Rehn riprenda l’Italia sullo stato dei conti e sulle mancate riforme. E’ nuova invece la modalità del “fare i nomi”, quello di Silvio Berlusconi, per la precisione. Prima di oggi infatti l’ex premier del Consiglio italiano non era mai stato chiamato in causa in un modo così plateale, e i richiami europei si erano limitati a osservazioni sulla cattiva gestione o su discutibili orientamenti di politica economica. Oggi, in piena campagna elettorale italiana, i toni sono altri: «Silvio Berlusconi ha soffocato la crescita in Italia, Mario Monti è stato capace di stabilizzare la situazione del Paese».

«Nell’autunno 2011 il governo di Berlusconi ha deciso di non rispettare più gli impegni» su riforme e risanamento dei conti presi con l’Ue…

http://www.lastampa.it/2013/01/29/italia/speciali/elezioni-politiche-2013/crisi-la-ue-contro-berlusconi-non-ha-mantenuto-gli-impegni-ameXiw5BJXnDIP3RXFN8fN/pagina.html

Ah, sì? Allora lo voto di corsa!

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Monica Bellucci: “Penso che Mario Monti abbia fatto un buonissimo lavoro”

23 gennaio 2013

 

 

Lo pensa anche Angela Merkel…

 

 

 

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La marcia indietro del “Financial Times”

22 gennaio 2013

Oggi il Financial Times, che il 20 gennaio aveva pubbblicato l’editoriale di Wolfgang Münchau Monti is not the right man to lead Italy (ossia Monti non è l’uomo giusto per guidare l’Italia), fa marcia indietro e pubblica un articolo pro Monti (e quindi pro Bersani che ne vuole continuare l’opera).

Così la voce della ragione, quella dell’editorialista del Financial Times stesso, Wolfgang Münchau, viene oscurata dai poteri forti che stanno dietro l’euro.

Infatti l’articolo del Financial Times di oggi non è la correzione di un errore della ragione, è il richiamo del padrone.

Ma:

“Voce dal sen fuggita

Poi richiamar non vale:

Non si trattien lo strale,

Quando dall’arco uscì”

(Pietro Metastasio, Ipermestra, Atto secondo, Scena prima)

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Il “Financial Times” su Berlusconi la pensa all’incirca come me

21 gennaio 2013

Nel mio post del 18 gennaio, intitolato Berlusconi vuole vincere? Proponga l’uscita dall’euro, ho scritto:

“Berlusconi vuole vincere? Proponga seriamente l’uscita dall’euro. Ne faccia il suo cavallo di battaglia, non si limiti a qualche battutina (da smentire il giorno dopo). Chieda pubblicamente a un economista antieuro italiano, ad esempio Alberto Bagnai o Loretta Napoleoni (i primi che mi vengono in mente), di far parte del suo governo.”

https://luigicocola.wordpress.com/2013/01/18/berlusconi-vuole-vincere-proponga-luscita-dalleuro/

Il 20 gennaio il Financial Times ha pubblicato l’editoriale di Wolfgang Münchau Monti is not the right man to lead Italy.

Il testo originale integrale è reperibile sul blog di Marco Barsotti:

http://innice.typepad.com/blog/2013/01/financial-times-monti-is-not-the-right-man-for-italy-testo-integrale.html

Per la traduzione italiana: Financial Times: Monti non è l’uomo giusto per guidare l’Italia, traduzione integrale a cura di Federica Agostini.

http://www.forexinfo.it/Financial-Times-Monti-non-e-l-uomo

Ringrazio Marco Barsotti e Federica Agostini.

Vediamo dunque alcuni brani dell’articolo di Wolfgang Münchau:

“Like the other countries on the eurozone’s southern rim, Italy faces three options. The first is to stay in the euro and take on alone the burden of full adjustment. By this I mean both economic adjustment, in terms of unit labour costs and inflation; and fiscal adjustment. The second is to stay in the eurozone, contingent on shared adjustment between creditor and debtor nations. The third is to leave the euro. Successive Italian governments have tried a fourth option – stay in the euro, focus on short-term fiscal adjustment only and wait.”

In italiano:

“Come gli altri paesi meridionali della zona euro, l’Italia deve scegliere tra tre opzioni. La prima è quella di rimanere nell’euro e farsi carico del peso necessario al recupero e all’adeguamento fiscale. Intendendo sia l’adeguamento economico, in termini di costi del lavoro e inflazione, sia di bilancio. La seconda opzione è quella di rimanere nella zona euro, ma subordinata alla regolamentazione condivisa tra creditori e Paesi debitori.Terza possibilità: lasciare l’euro. La successione di governi italiani ha inoltre portato avanti una quarta opzione: rimanere nell’euro concentrandosi esclusivamente sul risanamento a breve termine dei conti pubblici e attendere.”

“On the right, the alliance of Mr Berlusconi and the Northern League has been behind in the polls but is making advances. So far, the former prime minister has had a good campaign. He has delivered an anti-austerity message that has struck a chord with a disillusioned electorate. He also keeps criticising Germany for its reluctance to accept a eurozone bond and to allow the ECB to buy Italian bonds unconditionally.

You could interpret this as an option-two stance: insist on symmetrical adjustment or get out. We know Mr Berlusconi only too well, however. He was a prime minister for long enough to have shaped such a debate much earlier. To become credible, he must produce a clear strategy that maps out the choices in detail. All we have now are television soundbites. “

In italiano:

“A destra, invece, l’alleanza di Silvio Berlusconi con la Lega Nord è stata indietro per parecchio tempo nei sondaggi, anche se adesso sembra guadagnare terreno. Sino ad oggi, la campagna elettorale dell’ex presidente è stata buona; il messaggio anti-austerity sembra aver colpito una parte degli elettori più disillusi. Continua, invece, il forte criticismo nei confronti della Germania, da ormai troppo tempo restia alla creazione di bond Europei checonsentirebbero alla BCE di comprare incondizionatamente titoli Italiani.

A questo punto si può interpretare la situazione come un bivio: insistere sugli aggiustamenti simmetrici [tra paesi creditori e paesi debitori] oppure uscire [dall’euro]. Tuttavia, tutti conoscono Berlusconi e questo dibattito è stato aperto già da tempo. Ma per diventare credibile, a questo punto Berlusconi dovrebbe tirare fuori una strategia concreta che tracci nel dettaglio ogni possibilità di scelta futura [compresa quindi l’uscita dall’euro], mentre fino ad oggi l’unica cosa cui abbiamo assistito sono commenti e dibattiti televisivi.”

Insomma Berlusconi non deve restare nel vago, pronto a fare marcia indietro al primo stormir di fronda: lasci perdere i tatticismi politici, prenda il toro per le corna e agisca in modo chiaro e deciso. Altrimenti non è credibile.

Wolfgang Münchau conclude il suo editoriale così:

“Italy still has a few choices open. But it has to make them.”

In italiano:

“L’Italia ha ancora qualche possibilità, ma è ora di scegliere.”

Da notare con grande attenzione ciò che scrive Wolfgang Münchau del futuro di Monti:

“As for Mr Monti, my best guess is that history will accord him a role similar to that played by Heinrich Brüning, Germany’s chancellor from 1930 to 1932. He, too, was part of a prevailing establishment consensus that there was no alternative to austerity.”

In italiano:

“Per quanto riguarda Monti, il mio augurio è quello che la storia gli regali un ruolo simile a quello svolto da Heinrich Brüning, cancelliere tedesco dal 1930 al 1932, anche lui sostenitore dell’idea che non vi fossero alternative all’austerità”.

Leggiamo da Wikipedia: “In piena Grande Depressione e in una situazione economica gravissima per la Repubblica, Brüning perseguì con determinazione, tramite decreti presidenziali emanati in via d’urgenza, una politica di tagli di bilancio e di deflazione, tentando di alleviare il peso del debito estero connesso al pagamento delle riparazioni di guerra decise a Versailles.

Secondo alcune letture la sua politica di rigore provocò un grave aumento della disoccupazione, contribuì ad aggravare il disagio sociale e la condizione dei ceti medi, causando il massiccio spostamento dei medio-bassi verso l’estremismo populista-nazionalista che alimentava l’area politica rappresentata dall’indotto elettorale allora controllato dal partito nazionalsocialista di Adolf Hitler.”

http://it.wikipedia.org/wiki/Heinrich_Br%C3%BCning

Ma allora qual è la migliore possibilità futura di Monti? Eccola (sempre da Wikipedia):

“Dopo l’avvento del nazismo emigrò dapprima nei Paesi Bassi (1934), quindi negli USA, ricoprendo la cattedra di pubblica amministrazione alla Harvard University. Rientrato in patria dopo la seconda guerra mondiale, insegnò economia politica a Colonia dal 1951 al 1954…”

Insomma gli augura di scappare in tempo dall’Italia e di continuare a insegnare all’università!

Lo humour di Wolfgang Münchau è un po’ sinistro, del resto non è inglese, è tedesco…

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Le ultime parole famose

19 gennaio 2013

Il rap di Giuliano Ferrara: Cavaliere, tienimi da conto Monti (maggio 2012)