Posts Tagged ‘movimento cinque stelle’

Gli italiani si sono risvegliati

10 marzo 2018

Per capire cosa è successo alle elezioni italiane del 4 marzo 2018 è sufficiente considerare due esempi: Attilio Fontana e Marco Minniti.

1) Attilio Fontana (Lega) ha vinto in Lombardia con il 49,75%, mentre il secondo arrivato, Giorgio Gori (centrosinistra), ha preso il 29,09%.

Ecco cosa ha scritto di Attilio Fontana The Huffington Post in un articolo del 15 gennaio 2018 intitolato Attilio Fontana, candidato del centrodestra in Lombardia: “Troppi migranti, razza bianca a rischio”. Poi corregge il tiro: “È stato un lapsus” – Intervista shock a Radio Padania del candidato del centrodestra alla Regione Lombardia. Renzi: “La Lega farnetica”. Salvini para i colpi: “Siamo sotto attacco”:

«Fontana shock. Il candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Lombardia, in un’intervista a Radio Padania, ha affermato che la “razza bianca”, la “nostra società” rischiano di essere “cancellate” dal fenomeno dell’immigrazione non controllata. Infuria la polemica politica e Fontana corregge il tiro: “È stato un lapsus, un errore espressivo, intendevo dire che dobbiamo riorganizzare un’accoglienza diversa che rispetti la nostra storia, la nostra società”.

“Noi non possiamo accettare tutti” gli immigrati “perché se dovessimo accettarli tutti, vorrebbe dire che non ci saremmo più noi come realtà sociale, come realtà etnica”, ha detto Fontana. “Perché – ha proseguito – loro sono molti più di noi, più determinati nell’occupare questo territorio di noi. Noi, di fronte a queste affermazioni, dobbiamo ribellarci, non possiamo accettarle: qui non è questione di essere xenofobi o razzisti, qui è questione di essere logici, razionali”.

Il candidato leghista ha continuato: “Dobbiamo fare delle scelte: decidere se la nostra etnia, la nostra razza bianca, la nostra società deve continuare a esistere o la nostra società deve essere cancellata: è una scelta [il neretto è mio]”…

…Il primo a commentare le parole di Fontana è stato il candidato del centrosinistra, Giorgio Gori, che su Twitter ha scritto: “Campagna elettorale: c’è chi parla di forconi e razza bianca. Noi parliamo di formazione, lavoro, crescita, Europa. Scegliete voi [il neretto è mio]. Fare meglio si deve, senza isterismi e demagogia”.»

http://www.huffingtonpost.it/2018/01/15/attilio-fontana-troppi-migranti-razza-bianca-a-rischio_a_23333580/

Gli elettori hanno scelto.

2) Marco Minniti (PD) a Pesaro è arrivato terzo con il 27,69%, il secondo posto è di Anna Maria Renzoni Bezziccheri (centrodestra) con il 31,53% e infine il vincitore è Andrea Cecconi (M5S) con il 34,98%.

Chi è Marco Minniti? È il Ministro dell’Interno in carica ed è stato iscritto, in successione cronologica, al PCI (1980-1991), al PDS (1991-1998), ai DS (1998-2007) e al PD (dal 2007).

Wikipedia italiana alla voce Marco Minniti:

«Il 12 dicembre 2016 è stato designato dal nuovo presidente del consiglio dei ministri, Paolo Gentiloni, ministro dell’Interno[12][13].

Il principale problema affrontato da Minniti nella sua veste di Ministro dell’Interno riguarda la crisi dei migranti perdurante e il contrasto delle attività illegali dei trafficanti di uomini. Il ministro ha cercato di porvi rimedio adottando diverse misure.»

https://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Minniti

L’Espresso ha scritto di lui in un articolo del 12 settembre 2017 intitolato Marco Minniti, fenomenologia di un potente – Non ha truppe in Parlamento. Non twitta. Non va ai talk-show. Sembra un “nuovo” ma la sua storia politica viene dai tempi del Pci. Ora la svolta sui migranti ha fatto crescere la sua popolarità nei sondaggi. Ecco chi è l’uomo che divide la sinistra:

«Chi è Marco Minniti? Uno sceriffo, uno sbirro, l’erede di Mario Scelba, il titolare dell’Interno negli anni Cinquanta, «il più impopolare e odiato uomo d’Italia», lo definiva “l’Unità” organo del Pci, «el ministro de policia», lo chiamava Pablo Neruda, come oggi Marco Revelli sul “Manifesto” con il successore, solo che Scelba era un democristiano che faceva sfollare i comunisti e Minniti è un comunista che fa sfollare gli immigrati [il neretto è mio], e i sondaggi dicono che è il politico più gradito? Oppure, al contrario, è l’unico che ha una strategia a lungo periodo per disinnescare la bomba immigrazione, un kennedyano idealista senza illusioni che sta trasformando la sicurezza in un valore di sinistra, il governante più nominato oggi da una sponda all’altra del Mediterraneo, declinato in arabo in Libia, Egitto, Algeria, con crescente attenzione nelle cancellerie europee e in Usa? Di certo è il politico più controverso d’Italia. E forse il più potente.»

http://espresso.repubblica.it/palazzo/2017/09/08/news/marco-minniti-fenomenologia-di-un-potente-1.309339

Evidentemente molti elettori non hanno creduto all’Espresso, che lo dipinge quasi come il feldmaresciallo Radetzky, e hanno preferito votare Andrea Cecconi e Anna Maria Renzoni Bezziccheri: è praticamente una rivolta popolare.

Ecco cosa scrive Panorama il 6 marzo 2018 nell’articolo intitolato Elezioni 2018: il caso Pesaro, simbolo del disastro del Pd e di Renzi – Il ministro dell’Interno Marco Minniti sconfitto dal grillino “impresentabile” Andrea Cecconi. Ecco cosa è successo e cosa significa:

«Le Marche, nelle elezioni politiche del 4 marzo, hanno lasciato molti a bocca aperta, soprattutto in casa Partito democratico. La regione storicamente di centrosinistra ha visto l’avanzata travolgente del Movimento 5 Stelle, seguito dal centrodestra, col Pd al terzo posto. Da Pesaro emerge la debacle più sonora per Renzi & Co.: i pesaresi hanno preferito il candidato “impresentabile” grillino Andrea Cecconi, coinvolto nello scandalo “Rimborsopoli”, piuttosto che il ministro uscente del Pd Marco Minniti…

…L’uomo della sicurezza del Pd, il ministro dell’Interno Marco Minniti, ha registrato infatti una rovinosa caduta, battuto da una sorta di non-candidato. Nel collegio uninominale di Pesaro per la Camera è stato sconfitto dal deputato pentastellato Andrea Cecconi, espulso dal M5S per i bonifici truccati sui rimborsi.»

https://www.panorama.it/news/politica/elezioni-2018-pesaro-minniti/

Gli italiani si sono risvegliati.

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Scalfari (l’élite globalista) licenzia Renzi e vuole assumere Di Maio

7 marzo 2018

Nel post precedente, quello del 5 marzo, ho scritto:

«Che dirà ora Eugenio Scalfari? La sinistra italiana che “entro due o tre generazioni” avrebbe dovuto attuare “il meticciato” non esiste quasi più…»

https://luigicocola.wordpress.com/2018/03/05/poscia-piu-che-leuro-pote-limmigrazione/

Mi riferivo al suo editoriale sull’Espresso del 6 agosto scorso intitolato C’è l’Africa nel nostro futuro:

«Ma se invece di ragionare su un processo millenario ragioniamo di un processo di pochi secoli, allora l’Africa diventa un elemento positivo, che va aiutato in tutti i suoi problemi. E non solo l’Africa, ma tutti i popoli migranti che hanno di mira Paesi di antica ricchezza, con i quali convivere nel tentativo di ridurre le disuguaglianze.
La vera politica dei Paesi europei è quindi d’essere capofila di questo movimento migratorio: ridurre le diseguaglianze, aumentare l’integrazione. Si profila come fenomeno positivo, il meticciato [il neretto è mio], la tendenza alla nascita di un popolo unico, che ha una ricchezza media, una cultura media, un sangue integrato. Questo è un futuro che dovrà realizzarsi entro due o tre generazioni e che va politicamente effettuato dall’Europa. E questo deve essere il compito della sinistra europea e in particolare di quella italiana [il neretto è mio].»

http://espresso.repubblica.it/opinioni/vetro-soffiato/2017/08/02/news/c-e-l-africa-nel-nostro-futuro-1.307312

Questo non è altro che il Piano Kalergi:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/15/quello-che-ha-scritto-scalfari-e-il-piano-kalergi/

Che poi Viktor Orban ha ribattezzato Piano Soros:

«”Siamo noi il principale ostacolo per la realizzazione del piano Soros [il neretto è mio]”, ha dichiarato Orban, insistendo che il principale ostacolo sarà quello di affrontare i partiti dell’opposizione del suo paese. Noi dobbiamo in primo luogo misurarci con la “rete di Soros”, gli eurocrati di Bruxelles ed i loro media. Conosciamo le loro tattiche, basate sul ricatto, sulla diffamazione e sul giornalismo prostituito ai grandi interessi”.»

https://it.sputniknews.com/punti_di_vista/201707294824023-storico-discorso-di-Viktor-Orban-esiste-un-piano-contro-europa/

Ebbene, Eugenio Scalfari ha trovato subito un sostituto del PD, che non è più in grado di attuare alcunché, figurarsi “il meticciato”: il Movimento 5 Stelle.

Vedi questo video che si riferisce al 6 mar 2018, cioè a ieri:

Del resto, anche Silvio Berlusconi (che, come ho scritto molte volte, è un mondialista) è fuori gioco, perché è stato battuto da Matteo Salvini, quindi Scalfari non può più contare su di lui, come pensava di poter fare prima delle elezioni, vedi questo video pubblicato su YouTube il 25 nov 2017:

Leggiamo sul Fatto Quotidiano qualche frase che Scalfari ha detto ieri, dopo le elezioni:

«“Di Maio ha cambiato l’andamento del M5S, che adesso non è più movimento, ma un partito”. Inizia così a Dimartedì (La7) l’endorsement del fondatore di Repubblica, Eugenio Scalfari, nei confronti di Luigi Di Maio

…“Facendo un’alleanza con il Pd, alleanza il cui capo è Di Maio, non è che ci sono due partiti, ma diventa un unico partito. Di Maio è il grande partito della sinistra moderna. Allora la faccenda cambia: io ho sempre votato a sinistra e, se lui diventa la sinistra italiana, voterò per questo partito. E se questo partito diventa di maggioranza assoluta, Mattarella ha un governo”.»

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/03/07/elezioni-scalfari-di-maio-ha-dimostrato-notevole-intelligenza-politica-se-diventa-la-sinistra-italiana-lo-voto/4209131/

Insomma l’élite globalista licenzia Matteo Renzi e vuole assumere Luigi Di Maio.

L’élite globalista (rappresentata da Eugenio Scalfari) non si rende conto che non si tratta di incapacità personali, si tratta del fatto che il suo obiettivo, il meticciato dell’Europa prima e dell’intero mondo poi, è un obiettivo non solo moralmente riprovevole, non solo scientificamente sbagliato (come ho spiegato in dettaglio nel post del 15 febbraio in cui ho scritto del Piano Kalergi), ma anche e soprattutto irraggiungibile per chiunque.

L’élite globalista, essendo abituata a comandare, pensa di risolvere la situazione licenziando il personale e assumendone un altro.

Questo è un vero e proprio delirio di onnipotenza.

Infatti il mondialismo è un delirio culturale, come per esempio il genocidio cambogiano di Pol Pot.

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Poscia, più che l’euro, poté l’immigrazione

5 marzo 2018

Finalmente si è votato e gli italiani, come avevo auspicato nei miei post del 30 e del 31 dicembre scorso, hanno asfaltato Matteo Renzi, il traditore del popolo italiano, e il PD, il partito dei traditori del popolo italiano.

Che dirà ora Eugenio Scalfari? La sinistra italiana che “entro due o tre generazioni” avrebbe dovuto attuare “il meticciato” non esiste quasi più…

Il Conte Richard Coudenhove-Kalergi si starà rivoltando nella tomba!

Il partito di Emma Bonino, +Europa, nonostante il denaro e le Ong di George Soros, il criminale internazionale che sta cercando di attuare concretamente il Piano Kalergi (da tempo ribattezzato Piano Soros), non ha neanche superato lo sbarramento del 3%, mentre Matteo Salvini, contrariamente a tutti i sondaggi pre-elettorali (ma come li fanno questi sondaggi?), ha battuto Silvio Berlusconi, la vecchia cariatide globalista, e dovrebbe fare il Presidente del Consiglio (si spera che il ministro dell’Economia sia Alberto Bagnai oppure Claudio Borghi, ma sarebbe veramente troppo bello).

Il Movimento 5 stelle è il primo partito italiano e ciò significa che gli italiani vogliono cambiare.

Gli italiani si sono comportati estremamente meglio dei francesi (vedi il mio post su Alain Parguez del 23 febbraio), che hanno eletto il globalista Emmanuel Macron.

Tutto sommato, data la tragica situazione dell’Italia, meglio di così non poteva andare.

È proprio il caso di dire: poscia, più che l’euro, poté l’immigrazione.

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Forse mi è venuto l’Alzheimer

25 settembre 2016

«È tornato sul tema del suo ritorno in chiusura di giornata, Grillo, quando ha salutato la folla con il suo intervento conclusivo: «Vi ricordate quando ho fatto un passo di lato? Io non ci ho mai proprio veramente creduto. Ho cercato di dividere il politico dal comico perché voi, la stampa, volevate quella cosa lì», ha aggiunto. Parlando di Renzi lo ha definito: «Questo menomato morale che abbiamo al governo». Ha intonato un blues prima di parlare, poi ha ripercorso, ma in tono più giocoso tutti i temi già affrontati durante la giornata, ricordando spesso Gianroberto Casaleggio che prima sentiva 4-5 volte al giorno, «lo facevo ridere» racconta «e ora lo sento tutti i giorni con sedute spiritiche» [il neretto è mio]. «Volevo fare un passo di lato ma la scomparsa di Gianroberto mi pone di nuovo qua. E ho di nuovo entusiasmo. Mi sto allenando per fare a nuoto da Malta a Palermo», ha concluso Beppe Grillo la prima giornata di “Italia 5 stelle” a Palermo…

…All’ipotesi di farsi da parte per lasciare il campo a un altro leader, Grillo ha risposto di no: «Io farò il capo politico, prenderò delle decisioni, perché alla fine qualcuno deve prendere delle decisioni [il neretto è mio], prima le prendeva Casaleggio e le prendevamo insieme, era diverso. Adesso sono da solo. Ci sono a tempo pieno, non farò nessun passo di lato. Voglio stare con il Movimento fino alle elezioni e vincerle. Vogliamo dimostrare che possiamo governare Torino, Roma, Palermo, Genova, Livorno anche con gli sbagli che abbiamo fatto. Questa storia ci serve e ci dà degli anticorpi».»

http://www.corriere.it/politica/16_settembre_24/grillo-palermo-ora-che-possiamo-vincere-cambiano-legge-elettorale-movimento-5-stelle-73127306-824b-11e6-8b8a-358967193929.shtml

«PALERMO – Nessun passo di lato. Anzi. Beppe Grillo si riprende la guida del M5s anche perché – dirà subito dopo – “io a quel passo di lato” annunciato un anno fa da Imola “non ci ho mai creduto”. Piuttosto, “siamo davanti alla prima fase di un grande esperimento, ci sarà una seconda fase e la inaugureremo stasera”. Il leader del Movimento 5 stelle annuncia la svolta. E riafferma il proprio ruolo al vertice: “Io farò il capo politico – è la vera novità rilanciata nel corso della giornata – e prenderò delle decisioni perché alla fine qualcuno deve prendere delle decisioni [il neretto è mio]. Prima le prendeva Gianroberto Casaleggio e le prendevamo insieme, era diverso. Adesso sono da solo. Ci sono a tempo pieno, nessun passo di lato. Vogliamo dimostrare che possiamo governare Torino, Roma, Palermo, Genova, Livorno anche con gli sbagli che abbiamo fatto. Questa storia ci serve e ci dà degli anticorpi”…

…A salire sul palco di Palermo, oltre a Grillo, anche i membri del direttorio. Roberto Fico (Vigilanza Rai) ha sottolineato: “Quando Beppe dice di tornare alle origini dice che le origini sono fondamentali: quelle sono la bussola del M5s ed è così che si diradano le nebbie. Fedeli a noi stessi”. E poi: “Credo in un movimento senza leader [il neretto è mio], trasparente, orizzontale. Un Movimento che non ha paura di dirsi le cose in faccia”. E, tra gli applausi della platea conclude: “Mai più leader [il neretto è mio], mai più deleghe”.»

http://palermo.repubblica.it/politica/2016/09/24/news/grillo

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Forse mi è venuto l’Alzheimer: non riesco a capire bene quanto riportato dal Corriere della Sera e dalla Repubblica.

È Beppe Grillo il leader del Movimento cinque stelle, come afferma Grillo stesso, oppure il Movimento cinque stelle non ha un leader, come afferma Roberto Fico?

Grillo sente sul serio Gianroberto Casaleggio “tutti i giorni con sedute spiritiche”, oppure è una battuta?

Ho le idee confuse.

Sarà l’Alzheimer.

Oppure lo Zeitgeist, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/08/02/viviamo-in-unepoca-di-rincretinimento/

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Caro Grillo, non è lo smog, è l’ultracapitalismo

28 dicembre 2015

L’ultima trovata di Beppe Grillo (che ha il dono di far andare in vacca perfino le cose più serie del mondo) è quella di imputare allo smog (e anche al sindaco di Milano Giuliano Pisapia, reo di aver “distrutto 573 alberi secolari che davano ossigeno“) il notevole aumento delle morti in Italia nel 2015: che sarebbero ben 68.000 in più che nel 2014, vale a dire l’11,3% in più (stima Istat).

Questa è chiaramente una sciocchezza, come hanno commentato in molti.

Ma Grillo, nello stesso post del 27 dicembre 2015, intitolato Morti di guerra in tempo di pace #68000morti, scrive anche, e giustissimamente, che il problema sono i tagli del governo Renzi al welfare state (ossia allo stato sociale):

«Giovani o vecchi, ci si ammala sempre di più e non ci sono i soldi per le cure nè per le medicine, con la crisi i soldi è meglio usarli per mangiare (alimenti probabilmente contaminati). Si stringono i denti e si tira avanti, ma per poco. Il governo impugna la lunga falce e con la legge di stabilità taglia altri 15 miliardi di euro alla sanità in 3 anni: per gli italiani non c’è scampo. Avvelenati da una politica industriale dell’800, in mutande a causa della crisi e abbandonati dal governo. Premier e ministri non si rendono conto di ciò che accade nel Paese. Litigano per mezzo punto percentuale di PIL e fanno decreti lampo di domenica per salvare le banche mentre passeggiano incuranti sui cadaveri di 68.000 italiani che non hanno saputo proteggere. Sono una sciagura per il Paese, il prezzo della loro spocchia lo stiamo pagando col sangue. Prima se ne vanno e meglio è.»

http://www.beppegrillo.it/2015/12/

morti_di_guerra_in_tempo_di_pace_68000morti.html

Grillo, inoltre, sempre nello stesso post, cita un brano significativo dell’articolo 68 mila morti in più nel 2015? di Gian Carlo Blangiardo, professore di demografia presso l’Università di Milano Bicocca, articolo da cui il comico genovese ha tratto le cifre delle rilevazioni Istat:

«Il dato è impressionante. Ma ciò che lo rende del tutto anomalo è il fatto che per trovare un’analoga impennata della mortalità, con ordini di grandezza comparabili, si deve tornare indietro sino al 1943 e, prima ancora, occorre risalire agli anni tra il 1915 e il 1918: due periodi della nostra storia segnati dalle guerre che largamente spiegano dinamiche di questo tipo. Viceversa, in un’epoca come quella attuale, in condizioni di pace e con uno stato di benessere che, nonostante tutto, è da ritenersi ancora ampio e generalizzato, come si giustifica un rialzo della mortalità di queste dimensioni? E’ solo la naturale conseguenza del progressivo marcato invecchiamento della popolazione italiana o è (anche) un segnale di allarme? Il sistema socio-sanitario, che finora ha permesso un continuo allungamento della vita anche alle età anziane, inizia forse a subire gli effetti di una congiuntura economica meno favorevole? In altre parole ci chiediamo se i tagli alla sanità pubblica, dovuti alla crisi, abbiano accresciuto nel corrente anno il rischio di mortalità nei gruppi tipicamente più fragili: i vecchi e i “grandi vecchi”.»

http://www.neodemos.info/68-mila-morti-in-piu-nel-2015/

Ebbene, questo è uno degli effetti del mondialismo, il quale, come ho scritto più volte, vuole eliminare lo Stato dalla faccia della terra utilizzando come mezzo l’ultracapitalismo.

È chiaro che l’ultracapitalismo eliminerà progressivamente tutto il welfare state oggi esistente ed è altrettanto chiaro che ciò causerà un numero enorme di morti.

Siamo solo all’inizio.

Il mondialismo è quindi un crimine contro l’umanità, come ho già scritto qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/23/il-mondialismo-e-un-crimine-contro-lumanita/

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Grillo è l’ultima possibilità della democrazia italiana

13 dicembre 2012

Tra una destra oscena e una sinistra in preda alla pazzia (perché diventata oggettivamente serva del capitale e quindi affamatrice del popolo), con un centro costituito dagli emissari del Vaticano (che è una monarchia assoluta), Grillo è l’ultima possibilità che resta agli italiani di risolvere l’orrenda catastrofe politica dell’Italia, rimanendo nella democrazia.

Accusare proprio lui di non essere democratico, quando invece sta solo cercando di mantenere, com’è giusto e ovvio, una linea politica, altro non è che la conclamata manifestazione dell’anomalia italiana, di cui ho scritto molte volte nei miei post precedenti e nei miei due saggi di scienza politica, quelli con la copertina verde sotto il titolo del mio blog (se si vuole leggerne l’anteprima basta cliccare sulle rispettive icone).

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Disgraziati, avete rovinato l’Italia

8 novembre 2012

«UE: Italia in recessione profonda, disoccupazione record»

«(ANSAmed) – BRUXELLES – L’onda lunga della crisi si stringe attorno all’Italia: nelle acque ancora “agitate” dell’eurozona, la “profonda recessione” in cui il Paese è sprofondato lascerà il posto a una “ripresa tiepida”, dove la disoccupazione toccherà il picco record nel 2014 con quasi il 12% di persone senza lavoro.»

http://ansamed.ansa.it/ansamed/it/

notizie/rubriche/economia/2012/11/08/UE-Italia-recessione-profonda-

disoccupazione-record_7759550.html

Negli anni ’80 CON LA LIRA eravamo la quinta potenza economica del mondo, avendo superato l’Inghilterra.

E adesso ci chiedono il voto? Meglio votare per Grillo e distruggere così questa classe politica di asini e presuntuosi.

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Questo è il fior fiore della classe dirigente italiana!

31 ottobre 2012

«”C’e’ un distacco dirompente tra i cosiddetti partiti tradizionali e il Paese reale. Il dato e’ allarmante, meno di un siciliano su due e’ andato al voto. E se poi vediamo che tra i pochi che sono andati a votare, il Movimento cinque stelle di Beppe Grillo risulta essere il primo partito sull’isola, allora e’ evidente che qualcosa non va”. Lo afferma in un colloquio con la Stampa Luca Cordero di Montezemolo, presidente di Italia Futura, commentando i risultati delle elezioni siciliane.»

http://www.asca.it/news-Sicilia__Montezemolo__se_vince_Grillo

_qualcosa_non_va_28Stampa29-1212539-POL.html

Luca Cordero di Montezemolo fa di diritto parte del fior fiore della classe dirigente italiana.

E cotanto ingegno si accorge solo adesso “che qualcosa non va”?

Sono le stesse identiche parole della Polverini!

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/10/10/ce-qualcosa-che-non-va-nella-politica-di-questo-paese/

Di “evidente” c’è soprattutto questo: che l’attuale classe dirigente italiana non è in grado di guidare il paese.

Altro che “Italia Futura”!

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