Posts Tagged ‘napolitano’

La storia giudicherà duramente quest’élite globalista

11 novembre 2016

«”L’impensabile è accaduto, e occorre ora farsene una ragione…”
Lo scrive il presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un intervento pubblicato sulla Stampa in cui descrive la vittoria di Donald Trump come reazione di chi si sente escluso.»

http://www.huffingtonpost.it/2016/11/10/donald-trump-presidente-napolitano-prodi-letta_n_12892380.html

L’élite globalista afferma dunque che la ribellione del popolo alla povertà e alla guerra (povertà e guerra evidenziate anche da Peter Thiel, vedi post precedente) fosse impensabile.

Insomma, è praticamente un oltraggio.

Come si permette il popolo di ribellarsi?

Viva in povertà e crepi in guerra come gli è stato ordinato.

Copyright © 2016 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Da cattocomunisti a cattomondialisti

21 aprile 2016

C’è chi scrive della mutazione del Partito Comunista Italiano, PCI, a partito mondialista italiano (mutazione che iniziò nel maggio del 1989, quando Achille Occhetto, segretario del PCI, e Giorgio Napolitano incontrarono negli USA David Rockefeller), scambiandola moralisticamente per un “salto sul carro del vincitore”:

http://www.maurizioblondet.it/confessione-un-intellettuale-del-inutile/

Ma non fu, come lo dipinge Maurizio Blondet, un salto della quaglia dettato dalle umane miserie.

Un salto opportunistico, nel quale le idee non contavano nulla.

Esattamente il contrario: fu il logico passaggio da un’ideologia antistato bocciata dalla storia, il comunismo, a un’altra ideologia antistato, il mondialismo, il tutto per sostenere sempre e soltanto un’unica idea (purtroppo esiziale), quella di eliminare lo Stato.

L’internazionalismo marxista e l’internazionalismo di Rockefeller sono infatti due versioni differenti di una stessa idea.

Così gli italiani mutarono da cattocomunisti a cattomondialisti.

Del resto la penisola italica è da quasi due millenni nell’occhio del ciclone delle ideologie antistato (la prima persecuzione cristiana, quella sotto Nerone, è del 64 e l’Apocalisse di Giovanni, secondo l’opinione più comune, fu scritta alla fine del I secolo), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/12/le-tre-vie-delle-ideologie-antistato/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

Si vede che è destino.

Copyright © 2016 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

L’epic fail dell’Occidente in Libia

15 febbraio 2015

Leggo questo titolo sull’Huffington Post del 13 febbraio:

Isis in Libia, Paolo Gentiloni: “Italia minacciata, pronti a combattere. Bandiera dell’Isis a Roma? Non sottovalutiamo”

E nell’articolo il Ministro degli Esteri chiarisce:

«”Se non si trova una mediazione” in Libia, bisogna pensare con le Nazioni unite a fare qualcosa in più”. L’Italia è “pronta a combattere in un quadro di legalità internazionale”.»

«”Per ora sono farneticazioni propagandistiche quelle che parlano della bandiera dell’Isis su San Pietro, ma sono farneticazioni che non possiamo sottovalutare”. ha continuato.»

http://www.huffingtonpost.it/2015/02/13/isis-libia-gentiloni_n_6679720.html

Ma come! Eminenti intellettuali americani, i neocon, hanno gridato a pieni polmoni che una volta eliminata la dittatura nei popoli islamici, questi avrebbero imboccato la strada della democrazia e della pace.

Ma come! Bernard Henri-Lévy, il grande filosofo francese, ha convinto Sarkozy ad attaccare la Libia.

Ma come! Hillary Clinton ha propugnato la guerra umanitaria preventiva, dichiarando: “abbiamo ogni ragione di temere che se lasciato incontrollato Gheddafi possa commettere atrocità inesprimibili”, vedi qui:

https://blogdellanarca.wordpress.com/2011/09/20/la-nuova-guerra-umanitaria-e-preventiva/

Ma come! Napolitano ci ha esortato a intervenire in Libia, affermando: “Se pensiamo a che cosa è stato il movimento risorgimentale come movimento liberale e rinnovatore non possiamo ammettere che vengono calpestate le speranze di un risorgimento anche nel mondo arabo”, vedi qui:

http://www.ilsole24ore.co.uk/art/notizie/2011-03-18/ovazione-torino-napolitano-folla-113730.shtml?uuid=AaDhvTHD

Ma come! Sarkozy, Cameron e Obama hanno massacrato di bombe la Libia per liberarla dall’infame Gheddafi.

E adesso ci venite a dire che è stato tutto uno sbaglio?

Che bisogna fare un’altra guerra per rimediare alla guerra appena fatta?

Voglio ricordare le parole profetiche di Gheddafi:

“La scelta è tra me o Al Qaeda”

http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/articoli/
articolo504937.shtml

“Il consiglio di sicurezza non è autorizzato a intervenire negli affari interni di un paese. Questa è un’ingiustizia. È una chiara aggressione e c‘è il rischio di conseguenze incalcolabili nel Mediterraneo e in Europa. Vi pentirete nel caso decideste di intervenire nelle nostre questioni interne”.

http://it.euronews.com/2011/03/19/gheddafi-all-europa-non-intromettetevi-ve-ne-pentirete/

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L’ambasciatore Gardner cerca di metterci una pezza

16 febbraio 2013

Il Fatto Quotidiano scrive:

«L’ambasciatore Usa Richard Gardner in un’intervista al Messaggero entra nel dibattito sul possibile sostegno del presidente degli Stati Uniti a Monti e spiega: “Obama è troppo intelligente e rispetta troppo il vostro Paese per avere la presunzione di intervenire in modo così rozzo nelle elezioni [il corsivo è mio]”. Tuttavia, afferma, “è vero che crede nelle riforme che il governo Monti è riuscito a realizzare, e spera che vengano continuate”.»

Ambasciatore, è inutile che lei cerchi di metterci una pezza (si faccia tradurre quest’espressione idiomatica italiana), è troppo tardi. La frittata l’avete fatta e bella grossa (ma chi è il consigliere diplomatico di Obama: Marchionne?).

Ed è divertente constatare che il Fatto Quotidiano remi contro gli strenui sforzi diplomatici dell’ambasciatore (poverino, sembra quasi di ascoltare C-3PO), scrivendo così:

«Grazie a Gardner, primo ambasciatore negli anni Settanta ad aprire ai comunisti, Napolitano fu il primo comunista ad ottenere un visto per gli Stati Uniti perché ne intuì “l’anelito democratico”.»

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/16/usa-lambasciatore-gardner-obama-crede-nelle-riforme-del-governo-monti/502057/

Certo che Ronald Reagan, uno dei più grandi presidenti degli Stati Uniti d’America, si starà rivoltando nella tomba.

Vedi qui, sorvolando su alcune idiozie scritte nell’articolo (ah, ma è dell’Economist del 2004!):

Ronald Reagan

The man who beat communism

http://www.economist.com/node/2747709

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