Posts Tagged ‘nazionalismo’

Dopo un anno di governo Donald Trump ha vinto

12 dicembre 2017

Nonostante che il Congresso degli Stati Uniti d’America, una delle più potenti incarnazioni del mondialismo, alla fine di luglio abbia votato quasi all’unanimità per mantenere e inasprire le sanzioni alla Russia (che è il campione dei paesi nazionalisti), oggi Donald Trump ha vinto.

Ed ha vinto perché con grande intelligenza, sapiente strategia e tenace determinazione (altro che le ridicole accuse di incompetenza, imprevedibilità e avventatezza da parte della propaganda mondialista) ha realizzato tre punti fondamentali del suo programma nazionalista (sui quali ovviamente incasserà, come prevede la forma di governo democratica, il sostegno e i voti dei suoi elettori):

1) la riforma fiscale votata dal Congresso, che produrrà molti nuovi posti di lavoro negli Stati Uniti d’America, contrastando così la criminale politica ultracapitalista dei mondialisti, che vuole affamare il popolo statunitense (“We the People of the United States…”)

2) il muslim ban, che è stato autorizzato dalla Corte Suprema, cioè dal potere giudiziario degli Stati Uniti d’America

3) il riconoscimento di Gerusalemme come capitale dello Stato d’Israele da parte degli Stati Uniti d’America.

Questa è una lucidissima strategia nazionalista, che si oppone a due di quelle che io ho indicato come le tre caratteristiche necessarie del mondialismo, cioè i tre cavalieri dell’Apocalisse mondialista:

1) povertà (causata dall’ultracapitalismo mondialista)

2) invasione islamica e terrorismo islamico (perché l’islamizzazione dell’Occidente è uno dei mezzi usati dal mondialismo per eliminare lo Stato)

3) guerra, anche nucleare, contro la Russia nazionalista (il programma di Hillary Clinton, il Darth Vader del mondialismo).

Per quanto riguarda quest’ultimo punto, è ovvio che l’antiglobalista Donald Trump, come comandante in capo delle Forze Armate degli Stati Uniti d’America, non permetterà mai la guerra contro l’antiglobalista Vladimir Putin, perché hanno entrambi lo scopo di sconfiggere il mondialismo.

Ho scritto delle tre caratteristiche necessarie del mondialismo in un mio post del 2016:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/08/17/tre-caratteristiche-necessarie-del-mondialismo

Per quanto riguarda Gerusalemme, ho scritto molte volte dell’esigenza capitale nella lotta al mondialismo di schierarsi dalla parte dello Stato d’Israele, e ciò per vari motivi, ma soprattutto perché:

1) il mondialismo non ha origine e natura ebraiche, ma bensì cristiane (come mostrato non solo da me, ma anche da Norberto Bobbio)

2) il mondialismo è filoislamico, dato che usa masse islamiche per eliminare in Occidente lo Stato

3) è fondamentale delegittimare gli ebrei internazionalisti e ciò lo possono fare meglio di tutti gli ebrei nazionalisti, cioè i sionisti.

Come ho scritto in un precedente post:

«Infatti la questione ebraica è la chiave di volta per sconfiggere il mondialismo.»

https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/06/donald-trump-promuove-il-nazionalismo-ebraico/

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/09/21/perche-la-destra-italiana-e-in-consonanza-con-lislam/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/04/13/la-nuova-destra-deve-liberarsi-di-quella-vecchia/

In conclusione, Donald Trump sta realizzando ciò che io ho sempre scritto a proposito del mondialismo.

God bless Donald Trump.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

President Donald Trump delivers remarks on Wednesday, March 15, 2017, at the American Center for Mobility in Ypsilanti, Michigan. Official White House Photo by Shealah Craighead

By The White House from Washington, DC [Public domain], via Wikimedia Commons

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Come disse Hegel

8 dicembre 2017

Ho letto in internet molti commenti alla decisione di Donald Trump su Gerusalemme e non ne ho trovato neanche uno che cogliesse nel segno.

Ho scritto la mia opinione sul vero motivo della decisione di Trump nel post del 6 dicembre e ne rimango ancora oggi, dopo due giorni, fermamente convinto, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/06/donald-trump-promuove-il-nazionalismo-ebraico/

Come ho scritto ieri, in un altro post:

«La verità è che, senza poter nominare il mondialismo (nessuno dei due articoli citati lo nomina), per via della censura mondialista, non si può scrivere altro che stupidaggini.»

Il bello è che perfino chi nomina il mondialismo (anche detto globalismo) non riesce a capire il vero motivo della decisione di Trump e questo perché in genere si pensa che il mondialismo abbia origine e natura ebraiche (io non la penso affatto così).

Ma non è stupefacente?

Insomma, abbiamo davanti a noi un uomo, un leader regolarmente e legalmente eletto 45° Presidente degli Stati Uniti d’America (certo, è colpa di Putin, che ha ipnotizzato gli elettori americani! oppure è colpa degli alieni!), il quale ha dichiarato a tutto il mondo, prima di essere eletto:

«We will no longer surrender this country, or its people, to the false song of globalism.

The nation-state remains the true foundation for happiness and harmony.»

e anche:

«Americanism, not globalism, will be our credo.»

Quest’uomo ha una figlia (amatissima) e un genero (con il quale è in eccellenti rapporti) entrambi di religione ebraica (la figlia si è convertita all’Ebraismo prima di sposarsi).

Ebbene, si sono mai chiesti i molti nazionalisti antisemiti, cioè i nazionalisti che credono erroneamente che il mondialismo abbia origine e natura ebraiche, come sia possibile conciliare l’antiglobalismo di Donald Trump col fatto di avere la figlia e il genero entrambi ebrei?

Secondo le loro stupide teorie ciò sarebbe fortemente contraddittorio, anzi impossibile.

Ma come disse Hegel: «Wenn die Tatsachen nicht mit der Theorie übereinstimmen, um so schlimmer für die Tatsachen», in inglese «When the facts do not agree with the theory, so much the worse for the facts», in italiano «Quando i fatti non concordano con la teoria, tanto peggio per i fatti».

Oggi quest’uomo, Donald Trump, come aveva promesso in campagna elettorale, ha deciso il riconoscimento di Gerusalemme come capitale dello Stato d’Israele da parte degli Stati Uniti d’America.

Possibile che nessuno, dico nessuno, tranne me, metta in relazione tale sua decisione con il suo antiglobalismo, il quale è stato dichiarato da lui stesso pubblicamente, davanti a tutto il mondo?

Che i mondialisti neghino tale relazione è ovvio e scontato, ma che la neghino i nazionalisti è stupefacente.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

By Jakob Schlesinger (1792-1855) (Unknown) [Public domain], via Wikimedia Commons

Donald Trump promuove il nazionalismo ebraico

6 dicembre 2017

Donald Trump, come aveva promesso in campagna elettorale, ha deciso il riconoscimento di Gerusalemme come capitale dello Stato d’Israele da parte degli Stati Uniti d’America.

Così facendo, egli intelligentemente promuove il nazionalismo ebraico, cioè il sionismo, a scapito degli ebrei internazionalisti.

Infatti la questione ebraica è la chiave di volta per sconfiggere il mondialismo.

Sostenere che l’ideologia mondialista abbia origine e natura ebraiche non solo vuol dire sostenere il falso (criterio di verità), come ho sempre mostrato nei miei scritti, è anche disastroso e fallimentare per la lotta contro tale delirante e criminale ideologia (criterio di utilità).

Purtroppo i nazionalisti antisemiti proprio non ci arrivano.

Ed è tragico che neanche si accorgono di essere filoislamici esattamente come i mondialisti.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Il popolo ebraico ha perso il suo proverbiale amore per la Ragione?

3 dicembre 2017

Com’è ben noto, i nazionalisti, cioè coloro che sono contro il mondialismo (detto anche globalismo), l’ideologia distopica che vuole eliminare lo Stato ritenendolo irrazionalmente un’istituzione inutile e dannosa, sono spesso antisemiti.

Perché?

Perché essi ritengono, del tutto erroneamente, che il mondialismo sia di origine e natura veterotestamentarie, cioè ebraiche.

Una minoranza di nazionalisti non è affatto antisemita, come p.e. Donald Trump.

Tutto ciò che io ho scritto nel campo della scienza politica va in un’unica direzione: che il mondialismo (e tutte le altre ideologie antistato, vedi la mia Teoria unificata delle ideologie antistato) ha origine e natura neotestamentarie, cioè cristiane, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/06/lorigine-del-mondialismo/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/02/21/il-mondialismo-e-la-storia-come-piano-provvidenziale/

Del resto anche Norberto Bobbio, anche se non in modo esplicito, mostra di pensarla in questo modo, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/23/conseguenze-di-due-interpretazioni-del-mondialismo/

Anzi, come ho scritto più volte, il mondialismo, volendo usare l’islamizzazione dell’Europa prima e dell’Occidente intero poi come mezzo aggiuntivo (quello principale è l’ultracapitalismo) per eliminare lo Stato, è oggettivamente un’ideologia antisemita, un’ideologia che distruggerà il popolo ebraico, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/23/il-mondialismo-e-unideologia-antisemita/

Basti pensare a ciò che predica da tempo l’attuale Guida Suprema dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei.

Il punto nodale della questione è che c’è oggi un confitto interno ebraico tra ebrei nazionalisti, cioè sionisti (il sionismo è il nazionalismo dello Stato d’Israele), ed ebrei internazionalisti, i quali non vogliono rinunciare alla tradizione di essere contro lo Stato, che, come ho già scritto più volte, non è un’ideologia antistato e non ha niente a che fare con l’Ebraismo, ma bensì è stata una tradizione necessaria a mantenere in vita il popolo ebraico e la religione ebraica dalla Diaspora fino alla creazione dello Stato d’Israele nel 1948, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/05/26/il-conflitto-interno-ebraico/

Inoltre c’è da aggiungere che esistono anche ebrei internazionalisti, come per esempio George Soros, Mark Zuckerberg, ecc. ecc., che sono tali perché si sono fatti plagiare e indottrinare dal mito della dannosità dello Stato, che è un mito proprio e peculiare della cultura cristiana occidentale, nella quale essi sono sempre vissuti, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/10/23/il-mito-della-dannosita-dello-stato/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/07/stato-di-natura-mark-zuckerberg-e-dennis-prager/

Il conflitto interno non risolto che gli ebrei oggi hanno li pone oggettivamente in una situazione molto grave.

Infatti se vincesse il mondialismo, essi sarebbero perduti, come ho scritto sopra.

E se vincesse il nazionalismo essi non starebbero comunque in una situazione ottimale, perché nulla fanno per smentire quei nazionalisti, e sono la maggior parte, che li incolpano di essere la causa del mondialismo.

Perché nulla fanno?

Il popolo ebraico ha perso il suo proverbiale amore per la Ragione?

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Il tragico errore dei rabbini americani

25 agosto 2017

Negli USA (24 agosto 2017):

Dopo Charlotteville, i rabbini americani boicottano Trump
Per la Reconstructionist Rabbinical Association, il presidente “si è rifiutato di prendere le distanze dall’anti-semitismo ed i razzisti di ogni genere”

“Il presidente Usa Donald Trump si è fatto nuovi nemici. Una coalizione delle 4 più importanti associazioni rabbiniche statunitensi ha deciso che non parteciperà alla tradizionale conference call con il presidente degli Stati Uniti prima delle feste ebraiche di Rosh Hashanah (il Capodanno che cade il prossimo 9 settembre) e lo Yom Kippur (giorno dell’espiazione che cade il 29 settembre), una tradizione apartitica. Questo in risposta alla sua ambigua posizione del Presidente, equidistante tra i suprematisti bianchi e la sinistra dopo la tragedia di Cahrlotesville in Virginia, dove il 12 agosto un neonazista si è scagliato con la sua auto contro un gruppo di manifestanti, uccidendo una donna di 32 anni e ferendone 19.

Il rabbino, la signora Elyse Wechterman, capo della Reconstructionist Rabbinical Association, ha reso noto che il gruppo ha cancellato la telefonata di scambio di auguri perché Trump ha un «problema di leadership morale. L’antisemitismo cui abbiamo assistito Charlottesville è stato terrificante e spaventoso», aggiungendo che da quando Trump è presidente «c’è stata un’ondata di questi episodi. Sin dalla sua campagna elettorale (nel 2016, ndr) Trump si è rifiutato di prendere le distanze dall’anti-semitismo ed i razzisti di ogni genere».”

http://www.lastampa.it/2017/08/24/esteri/dopo-charlotteville-i-rabbini-americani-boicottano-trump-gsL8o73nX87KDxzAfEX1FN/pagina.html

In lingua inglese vedi qui:

http://www.nytimes.com/2017/08/23/us/rabbis-president-trump-antisemitism.html

In Spagna (19 agosto 2017):

“L’Europa è perduta, meglio andarsene” ha detto il Rabbino capo di Barcellona
L’intervista Meir Bar-Henha all’agenzia Jta sta già facendo molto discutere. Alcune frasi pubblicate in queste ore

«Andarsene prima che sia troppo tardi

Per Bar-Hen “gli ebrei non saranno qui in modo permanente”, riferendosi alla Spagna e all’Europa. “Dico da tempo ai membri della mia congregazione: non pensate che staremo qui per sempre. E li incoraggio a tornare e comprare proprietà in Israele. Questo posto è perduto. Non rifate l’errore degli ebrei dell’Algeria, del Venezuela. Meglio andarsene via subito prima che sia troppo tardi”.

L’Europa è persa

“Ciò che ha evidenziato questo attacco”, ha continuato Bar-Hen, è “la presenza di una comunità musulmana radicalizzata. Una volta che queste persone vivono tra di noi, è davvero difficile liberarsene. Diventeranno sempre più forti. L’Europa è persa”.»

https://www.agi.it/estero/barcellona_rabbino_europa_perduta-2068019/news/2017-08-19/

In lingua inglese vedi qui:

http://www.timesofisrael.com/following-attack-barcelonas-chief-rabbi-says-his-community-is-doomed/

Chi è che sbaglia: i rabbini americani o il rabbino capo di Barcellona?

Il Nemico degli ebrei è Donald Trump (che fra l’altro ha figlia e genero entrambi ebrei) e il nazionalismo americano, di cui egli è il capo, oppure il Nemico degli ebrei è il mondialismo, il quale, con l’islamizzazione dell’Europa prima e con l’islamizzazione dell’Occidente intero poi, eliminerà tutti i luoghi dove gli ebrei possono vivere, compresi lo Stato d’Israele e gli Stati Uniti d’America?

È evidente che a sbagliare sono i rabbini americani: il mondialismo è un’ideologia antisemita, un’ideologia che distruggerà il popolo ebraico.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/23/il-mondialismo-e-unideologia-antisemita/

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Il mondialismo è un’ideologia antisemita

23 agosto 2017

Contrariamente alle mille sciocchezze che si possono leggere in internet su quest’argomento, il mondialismo è palesemente un’ideologia antisemita, in quanto, come ho scritto più volte, uno dei mezzi usati dai mondialisti per tentare irrazionalmente di eliminare gli Stati, cioè per instaurare l’Open Society, il Nuovo Ordine Mondiale in cui non esistono più gli Stati, è quello dell’islamizzazione dell’Europa, a cui seguirà l’islamizzazione dell’intero Occidente.

Gli islamici non hanno mai accettato lo Stato d’Israele, nato nel 1948 su un territorio che essi consideravano definitivamente acquisito dall’Islam.

Il mondialismo (o globalismo, in inglese globalism, in francese mondialisme) dà ragione all’Islam e torto all’Ebraismo, in quanto con l’Open Society lo Stato d’Israele è condannato a sparire.

E con l’Open Society anche gli Stati Uniti d’America, ovviamente, sono condannati a sparire.

Il Congresso degli Stati Uniti d’America, votando quasi all’unanimità per continuare e inasprire le sanzioni alla Russia, in palese opposizione alla volontà politica dell’Esecutivo, ha dimostrato pubblicamente di essere un organo del mondialismo, perché la Russia è il campione degli Stati nazionalisti, cioè degli Stati che si oppongono al mondialismo.

Il Congresso degli Stati Uniti d’America vuole dichiarare guerra alla Russia, in modo da sostituire manu militari l’attuale governo nazionalista russo, guidato da Vladimir Putin, con un governo fantoccio disposto a vendere al mondialismo il proprio stesso popolo, cioè disposto ad annientare il proprio stesso popolo (come per esempio il governo Renzi e il governo Gentiloni).

Il Congresso degli Stati Uniti d’America vuole ripetere contro la Russia ciò che è stato già fatto con successo contro Saddam e Gheddafi, e che è stato tentato senza riuscirci, per l’intervento della stessa Russia, contro Assad.

Il Congresso degli Stati Uniti d’America è attualmente una delle più potenti incarnazioni del mondialismo.

Ecco un recente articolo di Sputnik (21 agosto 2017):

Gli ebrei potrebbero lasciare la Spagna dopo l’attentato a Barcellona
Il rabbino di Barcellona Meir Bar Jen ha definito la Spagna “il centro del terrorismo islamico” ed ha invitato i correligionari a lasciare l’Europa. Lo riporta il quotidiano britannico The Independent.

«”Io dico ai miei correligionari: non pensate che staremo qui per sempre. E li invito a comprare immobili in Israele [il neretto è mio]. Questo posto (l’Europa) è perso. Non ripetete gli errori degli ebrei algerini, venezuelani. Meglio andarsene prima che sia troppo tardi”, ha dichiarato il rabbino.

Egli sostiene l’intenzione della sua parrocchia di lasciare il paese che lui stesso ha definito “il centro del terrorismo islamico”. Il rabbino sostiene anche che la presenza del radicalismo è tipica non solo della Spagna, ma di tutta l’Europa. “L’Europa è morta”, ha affermato.»

https://it.sputniknews.com/mondo/201708214925964-ebrei-rabbino-spagna-attentati/

Ecco cosa scrive a questo proposito The Independent (20 agosto 2017):

Barcelona’s chief rabbi urges Jews to move to Israel because ‘Europe is lost’
Meir Bar-Hen calls Spain a ‘hub of Islamist terror’

«Barcelona’s chief rabbi has urged Jews to move to Israel because “Europe is lost” to radical Islam…

…In an interview with the Jewish news agency JTA, Mr Bar-Hen said: “Jews are not here permanently.

“I tell my congregants: Don’t think we’re here for good. And I encourage them to buy property in Israel [il neretto è mio]. This place is lost. Don’t repeat the mistake of Algerian Jews, of Venezuelan Jews. Better [get out] early than late.”

He went on to say the attacks had exposed the presence of “radical fringes” within the Muslim community, a problem he said applied to Europe as a whole.

“Europe is lost,” he added.»

http://www.independent.co.uk/news/world/europe/barcelona-terror-attack-chief-rabbi-meir-bar-hen-jews-move-israel-europe-is-lost-a7903111.html

La stessa intervista è riportata da The Times of Israel (18 agosto 2017):

Following attack, Barcelona’s chief rabbi says his community is doomed
‘Europe is lost,’ says Rabbi Meir Bar-Hen. ‘I tell my congregants: Don’t think we’re here for good, and I encourage them to buy property in Israel’

«“Jews are not here permanently,” he said of the city and region. “I tell my congregants: Don’t think we’re here for good. And I encourage them to buy property in Israel [il neretto è mio]. This place is lost. Don’t repeat the mistake of Algerian Jews, of Venezuelan Jews. Better [get out] early than late.”…

…Part of the problem exposed by the attacks, Bar-Hen said, is the presence of a large Muslim community with “radical fringes.” Once these people are “living among you,” he said of terrorists and their supporters, “it’s very difficult to get rid of them. They only get stronger.” He also said this applied to Europe as a whole. “Europe is lost,” he said.»

http://www.timesofisrael.com/following-attack-barcelonas-chief-rabbi-says-his-community-is-doomed/

Ma se lo Stato d’Israele verrà eliminato dal mondialismo, dove potranno mai andare gli ebrei?

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

La cosa peggiore che possa accadere all’umanità

14 agosto 2017

Finalmente mi imbatto in una analisi politica in cui si parla esplicitamente di mondialismo (in inglese globalism, in francese mondialisme) e di nazionalismo, i termini che da lungo tempo adopero in questo blog.

È un’intervista a Rostislav Ishchenko, «a well-known Russian political analyst and President of the Center for System Analysis and Forecasting», intitolata Rostislav Ishchenko: Global anti-global civil war e pubblicata su geopolitika.rs (Geopolitika No. 103, March-April 2017).

Infatti:

«Today, it is no longer certain that the EU will exist in five years. It moves rapidly on the path of disintegration. In addition, the EU is breaking up not so much interstate conflicts as the conflict between globalists and nationalists [il neretto è mio].»

http://www.geopolitika.rs/index.php/en/english-home/248-eng/english-content/sample-english-subcategory/929-rostislav-ishchenko-global-anti-global-civil-war

Debbo però dire che trovo illogiche, a dire poco, certe frasi di Rostislav Ishchenko.

Sono ovviamente d’accordo su questo:

«Undoubtedly, the influence of the globalists has been reduced, at least because they lost the position of the President of the United States. However, the globalists have lost the battle, not the war. American elite and American society are divided by about half. The United States was in a similar situation only once – before the civil war between the North and the South. No compromise was found at the time. Now Tramp is trying to agree on a transnational compromise with his opponents.»

Mentre non sono affatto d’accordo che ci possa essere qualcosa di peggiore di una terza guerra mondiale nucleare:

«If Tramp succeeds in stabilizing the situation in the United States, then the globalists will definitely lose their influence in world politics over time. And if that’s not the case, then everything will be decided by the war and it will spill far beyond the borders of the United States. Such a war can not be called entirely civil, nor completely interstate. First of all, it will be a global anti-globalist international civil war. That’s the worst thing that can happen to mankind. Worse than nuclear Third World War [il neretto è mio]. We should wish peace, stability and the achievement of a national compromise to the United States.»

Ma stiamo scherzando?

Queste sono parole folli, che non dovrebbero mai essere dette, per nessun motivo.

Se incominciassimo a pensare che ci possa essere qualcosa di peggio di una «nuclear Third World War», allora saremmo perduti.

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Ma Netanyahu sa che esiste il mondialismo?

21 luglio 2017

Leggo su Tempi un articolo di Max Ferrari (19 luglio 2017):

Sfogo di Netanyahu con il “gruppo di Visegrad”: «Pazzesco che l’Europa non sostenga Israele»
In visita in Ungheria, pensando di non essere ascoltato, il premier israeliano ha criticato duramente la linea «folle» di Bruxelles verso «l’unico paese che fa i suoi interessi in Oriente»

«L’Europa deve decidere se vuole vivere e prosperare, o andare in rovina e scomparire [il neretto è mio]. L’Unione Europea sta minando la propria sicurezza indebolendo Israele a causa del folle tentativo di porre delle condizioni alla nostra cooperazione su temi vitali». Sono esplosive le dichiarazioni fatte dal premier israeliano Netanyahu al meeting di Budapest coi quattro paesi mittel-europei riuniti in quel “Gruppo di Visegrad” in rotta di collisione con l’Unione Europea sulla questione delle politiche migratorie…”

http://www.tempi.it/sfogo-di-netanyahu-con-il-gruppo-di-visegrad-pazzesco-che-europa-non-sostenga-israele

In inglese:

«“I think Europe has to decide if it wants to live and thrive or if it wants to shrivel and disappear, [il neretto è mio]” he said. “I am not very politically correct. I know that’s a shock to some of you. It’s a joke. But the truth is the truth – both about Europe’s security and Europe’s economic future. Both of these concerns mandate a different policy toward Israel.”»

https://www.theguardian.com/world/2017/jul/19/eu-will-wither-and-die-if-it-does-not-change-policy-on-israel-netanyahu

Ma Netanyahu sa che esiste il mondialismo?

Sa che il mondialismo vuole eliminare gli Stati, cioè creare l’Open Society?

Sa che l’Unione Europea è il prodotto del mondialismo?

E se lo sa, come sicuramente lo sa, perché non lo dice apertamente?

È piuttosto ovvio che l’Europa andrà in rovina e scomparirà, se il mondialismo continuerà ad essere la sua ideologia: essa diventerà uno Stato islamico e non ci vorrà poi molto tempo perché ciò accada.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/15/il-mondialismo-non-e-una-lotta-di-classe-e-un-delirio-culturale/

È anche piuttosto ovvio che l’Europa mondialista sia contro il sionismo, che è un nazionalismo, e contro lo Stato d’Israele (questa è la sua denominazione ufficiale).

E perché Netanyahu non fa nulla contro gli ebrei internazionalisti, in primis George Soros e Mark Zuckerberg, i quali vogliono creare l’Open Society, cioè vogliono eliminare gli Stati e quindi anche lo Stato d’Israele?

Sono proprio George Soros e Mark Zuckerberg i peggiori nemici di Israele!

Il conflitto interno ebraico tra sionisti ed ebrei internazionalisti dovrebbe essere risolto, una volta per tutte, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/05/26/il-conflitto-interno-ebraico/

È inutile che poi Netanyahu si lamenti dell’Unione Europea mondialista.

Il tabù di parlare del mondialismo, evidentemente, contagia anche l’autore dell’articolo, Max Ferrari:

“Paradossalmente quella parte di Europa definita “arretrata e populista” ha da oggi un legame privilegiato con Israele su tante questioni a partire da sicurezza, scambi di tecnologie ed energia (ricordiamo la grande partita dei giacimenti marini di gas scoperti da Israele), mentre l’Europa a trazione franco-tedesca (ma Macron si sta smarcando) si distingue per politiche di chiusura verso i suoi stessi partner orientali, ma anche verso Putin, per non parlare dell’astio verso Trump e Israele e, per converso, di folle apertura verso talune dittature arabe e le loro propaggini europee.”

Non è paradossale affatto, è tutto molto logico e ovvio, basta solo nominare il mondialismo.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Cosa farà Trump per l’Italia?

10 luglio 2017

Ai tempi della guerra fredda gli USA facevano di tutto per sconfiggere il comunismo, che è una ideologia antistato al pari del mondialismo, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/12/le-tre-vie-delle-ideologie-antistato/

E quando dico di tutto intendo anche cose come il 1973 Chilean coup d’état:

https://en.wikipedia.org/wiki/1973_Chilean_coup_d%27%C3%A9tat

Oggi il nemico di Donald Trump e dei nazionalisti americani che lo votano è il mondialismo:

«Americanism, not globalism, will be our credo».

È chiaro che il nazionalismo USA, l’Americanism, non può limitarsi a vincere solo in patria, deve vincere nel mondo, altrimenti perirà.

Non può limitarsi a vivacchiare, deve sconfiggere il mondialismo dappertutto.

Anche in Italia, tanto per fare un esempio.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Paolo Becchi: “L’Unione Europea è morta”

8 luglio 2017

Pubblicato il 5 lug 2017 su YouTube

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L’Unione Europea, cioè il disastro europeo, è un prodotto del mondialismo.

La voce “mondialismo” (detto anche globalismo, in inglese globalism, in francese mondialisme) non si trova su Wikipedia in lingua italiana (in data odierna), ma si trova su Wikipedia in lingua inglese e su Wikipedia in lingua francese:

https://en.wikipedia.org/wiki/Globalism

https://fr.wikipedia.org/wiki/Mondialisme

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/06/08/la-miserabile-censura-mondialista-di-wikipedia-in-lingua-italiana/

Il mondialismo è definibile come delirio culturale, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/14/ce-delirio-e-delirio/

È anche possibile definirlo come virus memetico, oppure come psicosi religiosa collettiva, dato che la sua origine è quella prescrizione di eliminare lo Stato che si trova nell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/06/lorigine-del-mondialismo/

Infatti il mondialismo è un’ideologia che vuole eliminare i confini degli Stati, in altre parole vuole eliminare gli Stati stessi (dato che uno Stato deve avere necessariamente dei confini, altrimenti non è più uno Stato).

Non esiste la prescrizione di eliminare lo Stato nelle altre due grandi religioni monoteistiche: l’Ebraismo e l’Islam.

E il motivo di ciò si trova nella storia: il Cristianesimo nacque come rivolta degli schiavi contro lo Stato schiavista romano.

La crocifissione altro non era che la pena capitale romana per gli schiavi che si ribellavano.

Solo e unicamente il Cristianesimo fu storicamente contro lo schiavismo.

Chi nega questo non conosce la storia, in altre parole è un ignorante.

Affermare che il mondialismo sia un complotto ebraico, sionista, o sia un complotto massonico, è da ignoranti.

E non parliamo poi degli altri capri espiatori del mondialismo (oltre l’Ebraismo e la massoneria), p.e. l’Illuminismo, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/02/21/il-mondialismo-e-la-storia-come-piano-provvidenziale/

Del resto è estremamente evidente il carattere autodistruttivo e irrazionale del mondialismo, in altre parole il mondialismo è contro la Ragione e ciò proprio perché esso ha un’origine e una natura religiose, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/03/05/ideologie-antistato-come-vacche-sacre/

Non cogliere l’irrazionalità del mondialismo è assai frequente, ma vuol dire non vedere la realtà.

Per quanto riguarda Paolo Becchi, pur apprezzando molto ciò che egli dice sull’Unione Europea, non sono d’accordo con lui su parecchie questioni, per esempio sul termine “sovranismo” et similia: si tratta solo di un eufemismo per non usare la parola “nazionalismo”.

Questo eufemismo può essere giustificabile solo per questioni di marketing elettorale, ma in sede di analisi politica non è giustificabile, come ho scritto più volte, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/06/30/un-neologismo-inutile-e-sbagliato/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/01/19/sovranisti-o-nazionalisti/

Anche negli Stati Uniti d’America usano la parola “nationalism“, non è affatto un tabù, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/02/donald-trump-grida-il-re-e-nudo/

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