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La legittimità e Obama

5 luglio 2013

La legittimità è un concetto fondamentale della scienza politica.

Leggiamo un passo di eccezionale importanza scritto dal grande, anzi grandissimo, politologo americano Robert A. Dahl, professore emerito di scienza politica all’università di Yale:

“I leaders di un sistema politico cercano di ottenere che – quali che siano i mezzi usati dal governo per risolvere i conflitti – le decisioni prese non vengano generalmente accettate solo per timore di violenza, punizioni, o coercizione, ma che tale accettazione derivi anche dalla convinzione che la decisione è giusta e opportuna sotto il profilo morale. La convinzione che la struttura, le procedure, gli atti, le decisioni, i provvedimenti politici, così come i funzionari o i leaders del governo, siano «giusti», e che per questo loro carattere debbano essere accettati quale che sia il contenuto specifico dei loro atti, è ciò che intendiamo per «legittimità»…

…È piuttosto facile capire perché i leaders si preoccupano di ottenere la legittimità…

…Sarebbe impossibile, per esempio, contare esclusivamente sulla paura e sul terrore per assicurare lo svolgimento dei complessi compiti di una vasta organizzazione burocratica moderna. Con ogni probabilità sarebbe ugualmente impossibile, o quantomeno più costoso, avvalersi di un sistema di ricompense dirette, perché ciò richiederebbe un oneroso sistema di «tanto al pezzo». Ma quando un subordinato considera moralmente vincolanti gli ordini e gli incarichi che riceve [il corsivo è mio], un consumo relativamente piccolo di risorse basta ad assicurare un adempimento soddisfacente. Sebbene molti tipi diversi di sistemi politici possano conseguire la legittimità, le democrazie ne hanno più bisogno degli altri sistemi. [il corsivo è mio]”.

(Robert A. Dahl, Introduzione alla scienza politica, Il Mulino, 1970, pagg. 77-78).

Norberto Bobbio in Stato, governo, società fornisce un elenco di tutte le più importanti opere dell’Evo Moderno sullo Stato, le forme di governo e argomenti attinenti, cioè da Machiavelli ai nostri giorni. Ebbene, in tale elenco c’è anche la suddetta opera di Robert A. Dahl (Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pag. 162).

Quando Obama calpesta il diritto internazionale (vedi la vicenda del presidente della Bolivia; vedi la pretesa che sia un obbligo per la Russia consegnare agli USA Edward Snowden, quando invece non esistono trattati di estradizione tra Russia e USA; vedi le cimici nelle ambasciate in USA dei paesi europei, compresa l’Italia, senza che neanche ci sia la ragion di Stato della guerra fredda; ecc. ecc.), egli non fa che distruggere la legittimità della sua politica, vale a dire della politica degli Stati Uniti d’America.

Egli non fa che distruggere la democrazia americana, in quanto, come scrive Dahl, le democrazie hanno più bisogno della legittimità rispetto ad altri sistemi politici.

Del resto, perché Edward Snowden si è ribellato? Perché non considerava più “moralmente vincolanti gli ordini e gli incarichi” ricevuti.

E né la paura, né il denaro sono riusciti a fermarlo.

Il fatto è che a Obama, poiché si tratta del primo presidente afroamericano degli USA, è stato concesso tutto, ogni cosa, perfino il premio Nobel per la pace in via anticipata. Si è arrivati al grottesco.

Vedi a questo proposito l’interessante articolo sul Giornale di ieri, scritto da Livio Caputo e intitolato La parabola di Obama Dal nobel sulla fiducia alla sfiducia mondiale:

http://www.ilgiornale.it/news/esteri/parabola-obama-nobel-sulla-fiducia-sfiducia-mondialeil-932848.html

In questo clima di esaltazione estrema, è naturale che Obama abbia perso la testa.

Come scrisse Lord Acton:

“Il potere tende a corrompere, il potere assoluto corrompe in modo assoluto”.

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La buffonata del Nobel per la pace all’Unione Europea

12 ottobre 2012

Da chi è conferito il premio Nobel per la pace?

Pensavo che il Nobel fosse un premio svedese, invece, guarda un po’, quello per la pace, a differenza di tutti gli altri premi Nobel, è un premio norvegese:

“The Nobel Peace Prize is awarded by a committee of five persons who are chosen by the Norwegian Storting (Parliament of Norway), Oslo, Norway. ”

http://www.nobelprize.org/nobel_prizes/peace/

Tutti gli altri premi Nobel, ossia:

The Nobel Prize in Physics

The Nobel Prize in Chemistry

The Nobel Prize in Physiology or Medicine

The Nobel Prize in Literature

The Prize in Economic Sciences in Memory of Alfred Nobel

sono assegnati da istituzioni svedesi, vedi:

http://www.nobelprize.org/

Ora, si dà il caso che la Norvegia non solo non faccia parte dell’eurozona, non fa proprio parte dell’Unione Europea!

E La Repubblica ci informa che:

«Norvegia: congratulazioni, ma il nostro ingresso non è in agenda. Dal premier norvegese Jens Stoltenberg sono arrivate congratulazioni alla Ue per il Nobel per la pace. Ma l’ingresso nell’Unione non è nell’agenda di Oslo, ha tenuto a chiarire. “E’ possibile congratularsi con l’Ue per il premio, riconoscere il ruolo dell’Ue per la pace, separatamente dalla questione delle relazioni tra Ue e Norvegia: la nostra adesione non è in agenda”, ha dichiarato.»

http://www.repubblica.it/esteri/2012/10/12/news/

premio_nobel_pace_2012_unione_europea-44375356/

Non posso che concordare con l’ottimo articolo di Mario Giordano:

“Dare il premio Nobel per la pace all’Unione europea è un po’ come dare il premio Oscar per la miglior interpretazione a un carciofo bollito. Di tante assurdità cui la giuria di Oslo ci aveva abituato nel tempo, questa è la più incredibile: sono mesi che diciamo che l’Europa non esiste e che i guai che ci sommergono sono provocati proprio da un continente burocratico e cavilloso, che strapaga i suoi dirigenti per occuparsi delle curvature delle banane, mentre lascia i cittadini a morire di fame. E mai come in questi mesi l’inefficienza disastrosa di Bruxelles ha minacciato la pace nel continente, portando la gente in strada da Atene a Madrid, esasperando gli animi, provocando incidenti e scontri.

Chi glielo dice, adesso, ai disoccupati della Grecia che l’Ue ha vinto il Nobel per la pace? Chi glielo dice ai giovani italiani che non trovano più un lavoro nemmeno a pagarlo? Chi glielo dice agli imprenditori spagnoli che falliscono a catena? La mancanza di una politica comune, cioè la mancanza di una vera Unione Europea, è la causa di tutti questi guai. Come si fa a dare un premio a tutto ciò? Dicono: è un segnale d’incoraggiamento. Ma ciò poteva valere per Obama, premiato ancor prima di essere eletto, senza che avesse combinato nulla né nel bene né nel male. Non per l’Unione europea, che di bene ha combinato poco. E di male, invece, un sacco.”

http://www.tgcom24.mediaset.it/rubriche/articoli/1064047/nobel-ue-un-assurdo-premio-per-i-gatti-grassi.shtml

Del resto, la motivazione del premio Nobel per la pace all’Unione Europea è:

«”…la lotta per la pace e la riconciliazione e per la democrazia e i diritti umani. Il ruolo di stabilizzazione svolto dall’Ue ha contribuito a trasformare la maggior parte d’Europa da un continente di guerra a un continente di pace”.»

http://www.repubblica.it/esteri/2012/10/12/news/

premio_nobel_pace_2012_unione_europea-44375356/

Ebbene, questa è una solenne sciocchezza. Non è stata affatto l’Unione Europea a garantire la pace in Europa, neanche a livello di contributo.

È stato invece il terrore dell’olocausto nucleare (Regno Unito e Francia sono potenze nucleari), proprio come è stato questo terrore a impedire che la guerra fredda tra USA e URSS diventasse guerra vera.

Ragion per cui, l’idea che l’Unione Europea serva a mantenere la pace in Europa è semplicemente una balla.

Una delle tante utilizzate da chi vuole distruggere gli Stati europei.

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