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Rifiutare la realtà

21 gennaio 2014

La notizia del giorno è che Renzi si è accordato con Berlusconi per una nuova legge elettorale.

Ecco cosa scrive il Corriere della Sera il 21 gennaio:

“Da ieri si chiama ufficialmente «Italicum», così come lo avevamo ribattezzato subito dopo l’incontro tra il segretario del Pd Matteo Renzi e il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, sabato scorso. In una politica che di neologismi vive da molti anni, Italicum vuol dire – ha spiegato ieri Renzi in direzione Pd – «una nuova legge elettorale che farà nascere una Nuova Repubblica».”

http://www.corriere.it/politica/speciali/2014/legge-elettorale/notizie/dallo-sbarramento-doppio-turno-cosi-l-italicum-spinge-coalizzarsi-038ddf5c-827b-11e3-9102-882f8e7f5a8c.shtml

Ecco cosa scrive il Messaggero il 20 gennaio:

Lo ha dichiarato Silvio Berlusconi, dopo l’illustrazione del progetto di riforma elettorale e costituzionale avvenuto oggi nella direzione del Pd. «Vogliamo realizzare, in un clima di chiarezza e di rispetto reciproco, un limpido sistema bipolare – ha aggiunto il cavaliere del Lavoro – che garantisca una maggioranza solida [il corsivo è mio] ai vincitori delle elezioni, che riduca impropri poteri di veto e di interdizione, e che favorisca un sistema politico di chiara alternanza, sul modello di quanto accade nelle maggiori democrazie dell’Occidente avanzato. Siamo convinti che ciò corrisponda alle attese della vastissima maggioranza degli italiani», ha concluso il leader di Forza Italia.”

http://www.ilmessaggero.it/primopiano/politica/

berlusconi_bravo_matteo_corretto_sull39intesa/

notizie/462847.shtml

Ebbene, l’idea che si possa eliminare la proverbiale ingovernabilità italiana con una nuova legge elettorale è un’idea delirante, non significa niente altro che rifiutare la realtà.

La realtà è la seguente: non considerando il ventennio della dittatura di Mussolini (che era, occorre ribadirlo, una dittatura), dal 1861 (anno di nascita dello Stato italiano) a oggi, la durata media dei governi italiani è di un anno circa e mai nessun governo italiano è arrivato a durare cinque anni (che è la durata fisiologica di una legislatura sia nello Statuto Albertino che nella Costituzione della Repubblica Italiana).

Avere “una maggioranza solida” secondo Berlusconi è la chiave di tutto, invece non significa assolutamente nulla, infatti sia il secondo governo Berlusconi che il quarto governo Berlusconi avevano un’enorme maggioranza, però non sono riusciti a governare, non sono riusciti a cambiare l’Italia e non sono durati cinque anni. In definitiva non sono serviti a niente, se non ad arricchire la casistica della ingovernabilità italiana.

La verità è che lo Stato italiano è uno Stato cronicamente collassato.

In termini più crudi: lo Stato italiano è uno Stato fallito.

E la causa di ciò è che lo Stato italiano non è in realtà uno Stato, bensì un sistema associato Stato-Chiesa.

Lo Stato italiano è solo formalmente uno Stato, sostanzialmente non lo è affatto.

Così è appropriato parlare dell’Italia come un’anomalia, l’anomalia italiana, anzi come un disastro, il disastro italiano.

Come ho scritto nel mio saggio Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo (pag. 56):

“In ultima analisi, non ha senso affermare che lo Stato italiano non funzioni bene, perché non è in realtà uno Stato e di conseguenza non può funzionare come tale.

Ciò che ci sembra una patologia dello Stato, in realtà non è altro che la fisiologia di un sistema associato Stato-Chiesa.”

In altre parole, in Italia non è mai stato usato realmente e compiutamente nessuno dei due artifici mediante i quali l’Occidente è riuscito a realizzare un compromesso funzionale tra la forza dello Stato e la caritas del Cristianesimo, ossia tra le istanze dello Stato (che sono insopprimibili dato che sono indispensabili per gestire il potere della forza fisica, che Norberto Bobbio chiama “il sommo potere”, vale a dire la giustizia e l’esercito) e le istanze del Cristianesimo (che sono istanze contrarie allo Stato, dato che il Cristianesimo nacque proprio in antitesi allo Stato romano).

Questi due artifici (alternativi fra loro) sono: la separazione tra Stato e Chiesa e la subordinazione della Chiesa allo Stato.

Copyright © 2014 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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