Posts Tagged ‘nuovo ordine mondiale’

È morto a 101 anni David Rockefeller

25 marzo 2017

È finita: Donald Trump confermato dai Grandi Elettori

20 dicembre 2016

È finita per il globalismo: Donald Trump (“Americanism, not globalism, will be our credo.”) è stato confermato 45° Presidente degli Stati Uniti d’America dal Collegio Elettorale, sebbene occorra aspettare il 20 gennaio per il suo insediamento alla Casa Bianca.

Ecco cosa scrive politico.com:

«Trump’s defeat of Hillary Clinton follows a desperate and unprecedented attempt by Democratic electors to foment a revolt by convincing Republican electors to vote against him, an effort that collapsed with little to show for it. Just two of the 306 Republican electors, both from Texas, ultimately cast a ballot against Trump…

…With a total of at least seven faithless votes cast — five by Democratic electors and two by Republican electors — the 2016 Electoral College broke a historical record set in 1808, when six Democratic-Republican electors rejected James Madison.»

http://www.politico.com/story/2016/12/trump-electoral-college-win-democrats-infighting-232814

Quindi Donald Trump ha totalizzato 304 voti.

Ne bastano 270 per diventare Presidente.

La CNN riporta che:

«This is the first US presidential election since 1872 with more than one “faithless elector.”»

http://edition.cnn.com/2016/12/19/politics/electoral-college-donald-trump-vote/

Adesso non ci sono più ostacoli al cambiamento.

Alla fin fine, il mondialismo non ha affatto quel potere assoluto che si credeva avesse, il grande popolo americano ha dimostrato a tutti che il mondialismo può essere battuto, basta avere coraggio.

Come ho già scritto in precedenza, il coraggio è l’elemento chiave.

Copyright © 2016 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Vorrei ricordare che…

16 novembre 2016

Vorrei ricordare che il 23 febbraio 2015 avevo scritto:

«Questi sono i risultati del sogno mondialista: povertà e guerra.

Il mondialismo è un crimine contro l’umanità.»

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/23/il-mondialismo-e-un-crimine-contro-lumanita/

È del 31 ottobre 2016 il famoso discorso di Peter Thiel in favore di Donald Trump:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/11/10/le-contraddizioni-della-silicon-valley/

In tale discorso Peter Thiel parla proprio della povertà e della guerra come ragioni per votare Donald Trump.

È vero che egli non nomina i termini “globalism” (mondialismo in inglese), “New World Order” e neanche “globalization”, ma Trump stesso ha detto:

«We will no longer surrender this country, or its people, to the false song of globalism.

The nation-state remains the true foundation for happiness and harmony. I am skeptical of international unions that tie us up and bring America down, and will never enter America into any agreement that reduces our ability to control our own affairs.»

https://www.donaldjtrump.com/press-releases/donald-j.-trump-foreign-policy-speech

E infine vorrei ricordare che il 7 marzo 2016 avevo scritto:

«Il mondialismo durerà meno del comunismo, una delle altre ideologie antistato, il quale è durato settantaquattro anni: dalla rivoluzione russa del 1917 al dissolvimento dell’Unione Sovietica nel 1991.

Il motivo è semplice da capire: il comunismo, ossia la teoria marx-engelsiana, non solo rimanda l’eliminazione dello Stato a un indeterminato futuro (a differenza del mondialismo), e quindi rimanda sine die i tremendi danni correlati a quest’eliminazione (p.e. l’immigrazione islamica incontrollata), ma oltre a ciò utilizza la via dell’anticapitalismo, invece di quella dell’ultracapitalismo utilizzata dal mondialismo.

Così, nell’ambito dell’economia, se da un lato il comunismo vieta l’arricchimento privato (il che è un elemento negativo), dall’altro sconfigge la povertà (il che è un elemento fortemente positivo), povertà che invece viene inevitabilmente prodotta dall’ultracapitalismo, il quale non è il normale capitalismo, quello a cui siamo stati abituati per molto, moltissimo tempo, ma è un capitalismo ingiusto e distruttivo, cioè un capitalismo privo del contrappeso dello Stato…

In altre parole il mondialismo, come ideologia antistato, è molto più virulento e devastante del comunismo e provoca quindi reazioni contrarie molto più rapide e intense.

Non solo da parte dei popoli nei quali il mondialismo non ha attecchito (praticamente tutti tranne quelli occidentali), ma anche da parte di coloro che Arnold J. Toynbee chiamerebbe “proletariato interno”.

Al momento presente, infatti, i proletariati interni dei popoli storicamente più volitivi e determinati dell’Occidente si stanno vistosamente ribellando al mondialismo che li affligge (vedi Marine Le Pen, Donald Trump, ecc. ecc.) e lo possono facilmente fare perché nella cultura occidentale vige la democrazia: al popolo viene data periodicamente la possibilità di scegliere chi lo governerà per un determinato lasso di tempo. E questa possibilità di scelta non può essere tolta impunemente, perché ciò legittimerebbe una rivoluzione violenta.»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/03/07/perche-il-mondialismo-durera-meno-del-comunismo/

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Il Presidente USA che il NWO vorrebbe

31 agosto 2016

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Donald Trump otterrà una vittoria schiacciante

14 agosto 2016

Giorni fa (per la precisione l’8 agosto) avevo scritto:

«Ovviamente i sondaggi non servono a niente, non fotografano la situazione, perché la gente si vergogna a dire di voler votare l’uomo forte che se ne frega del politically correct.»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/08/08/clamoroso-lapsus-freudiano-di-hillary-clinton/

Oggi leggo questo articolo del 13 agosto:

App maker: Trump will win election

«LOS ANGELES — Despite a majority of opinion polls showing the 2016 presidential election going to Democrat Hillary Clinton, a smartphone app developer says his data suggests challenger Donald Trump will be the victor.

“Based on the stats we see, he looks strong,” says Ric Militi, co-founder of San Diego-based Crazy Raccoons, maker of the Zip question and answer app. His app poses questions and polls responses based on an average of 100,000 daily users. “I go with Trump, based on what we see.”»

La risposta del popolo americano è stata infatti:

Trump 64% Hillary 36%

Com’è possibile questo risultato?

«“We’re not a poll. We’re a conversation, and 100% anonymous,” Militi says. “People feel comfortable answering questions without fear of being bullied or being called a racist. People can express themselves safely, and you get a pure answer .”[il neretto è mio]»

http://www.usatoday.com/story/tech/2016/08/13/app-maker—trump-win-election/88640044/

Vedi anche qui:

http://www.dailymail.co.uk/news/article-3739570/Developer-claims-data-app-points-Trump-WINNING-election-despite-opinion-polls-pointing-Clinton-president.html

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L’élite fallita non vuole farsi da parte (ovviamente)

10 agosto 2016

Donald Trump, il paladino del popolo oppresso americano, il campione della lotta alla follia criminale del mondialismo, ha bollato con un “failed Washington elite” un gruppo di alti funzionari repubblicani (tra i quali John Negroponte e Michael Hayden) che hanno dichiarato la loro avversione per lui:

“They are nothing more than the failed Washington elite looking to hold on to their power and it’s time they are held accountable for their actions.”

http://www.bbc.com/news/election-us-2016-37016680

Avevo scritto in un vecchio post:

Certo le vecchie élites non se ne andranno di loro spontanea volontà.

Bisogna cacciarle via.

https://luigicocola.wordpress.com/2015/07/10/urge-un-ricambio-delle-elites/

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Il figlio di Jeb Bush sale sul carro del vincitore (Donald Trump)

9 agosto 2016

Mentre la propaganda mondialista si sbizzarrisce contro Donald Trump in forme sempre più creative, la realtà sta incominciando a imporsi sui desideri.

Ecco infatti cosa ha scritto ieri il Daily Mail su George P. Bush, figlio di Jeb Bush:

Jeb Bush’s son breaks the family line and ENDORSES Donald Trump – but admits it is a ‘bitter pill to swallow’

«Jeb Bush’s son has broken the family line and publicly endorsed Donald Trump as the Republican nominee during an event in Texas.»

http://www.dailymail.co.uk/news/article-3728852/Jeb-Bush-s-son-Donald-P-Bush-breaks-family-line-endorses-Donald-Trump.html

Anche l’ANSA ha riportato la notizia:

Usa 2016, figlio Jeb Bush sta con Trump

«(ANSA) – NEW YORK, 8 AGO – Il clan Bush continua a farsi portatore del movimento ‘Never Trump’ e, secondo gli osservatori, lavora dietro le quinte per indebolire il candidato repubblicano alla Casa Bianca. Ma a sorpresa George P. Bush, figlio di Jeb, ex candidato alle primarie piu’ volte deriso e umiliato da Donald Trump, ha esortato i leader del Grand Old Party a sostenere il ‘re del mattone’. “Dal Team Bush e’ una pillola amara da digerire – ha detto durante un evento di attivisti repubblicani in Texas – ma sapete una cosa, e’ possibile rimettersi in piedi e sostenere chi ha vinto, per fermare Hillary Clinton”.»

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/nordamerica/2016/08/08/usa-2016-figlio-jeb-bush-sta-con-trump_cd7454a1-157a-455d-92b9-c06aee0d1779.html

George P. Bush ha capito che Donald Trump vincerà le elezioni e si smarca dalle posizioni della sua famiglia (padre, zio e nonno), sostenendolo pubblicamente.

Se l’ha capito lui…

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Clamoroso lapsus freudiano di Hillary Clinton

8 agosto 2016

Hillary Clinton, in un suo discorso pubblico di venerdì scorso, è incappata in un clamoroso lapsus freudiano nei confronti di Donald Trump: invece di dire “mio avversario”, ha quasi detto “mio marito”, riuscendo a correggersi a metà parola.

I presenti hanno comunque capito il lapsus e si sono messi a ridere, come risulta dai video presenti in rete.

Ecco cosa scrive a questo proposito il New York Post:

Clinton mistakenly refers to Trump as her ‘husband’

«WASHINGTON — Hillary Clinton nearly called rival Donald Trump her “husband” on Friday in an embarrassing slip-up that drew laughs from the crowd and Twitterverse.

The flub came as she addressed the National Association of Black Journalists and the National Association of Hispanic Journalists in Washington, DC.

“I hope you will compare what I’m proposing to what my husb— . . . my opponent is talking about,” Clinton said, urging the reporters to scrutinize Trump more closely.»

http://nypost.com/2016/08/05/clinton-mistakenly-refers-to-trump-as-her-husband/

Vedi anche qui:

http://www.dailymail.co.uk/news/article-3726931/Hillary-accidentally-refers-Trump-HUSBAND-speech.html

Direi che a questo punto Donald Trump ha vinto le elezioni, perché, se è riuscito a sedurre l’inconscio di Hillary Clinton, certamente sarà riuscito a sedurre quello degli elettori.

Il fatto è che egli sta interpretando magnificamente la situazione, proponendosi come uomo forte che non ha tempo da perdere col politically correct e che, se un bebè piange a dirotto durante un suo discorso, si interrompe e intima alla madre di portarlo via.

Non è una gaffe, come crede, o fa finta di credere, la propaganda mondialista.

Un popolo come quello americano, che ha nel suo inconscio collettivo il far west, i banditi che devastano il villaggio e l’eroe che arriva al galoppo e mette a posto le cose sparando a più non posso e ammazzando i banditi, non può che applaudirlo fragorosamente, a maggiore ragione dopo otto anni di un civilissimo, correttissimo e inettissimo Obama.

Questi non sono concetti astrusi della scuola psicologica di Palo Alto, son cose che sanno tutti i venditori e gli esperti di marketing, ma che i globalisti, nella loro psicosi religiosa collettiva, nel loro aspettare la seconda venuta di Cristo, che instaurerà un Regno di perfezione trascendente, un Nuovo Ordine Mondiale, hanno dimenticato, anzi hanno voluto dimenticare.

Ovviamente i sondaggi non servono a niente, non fotografano la situazione, perché la gente si vergogna a dire di voler votare l’uomo forte che se ne frega del politically correct.

Tantomeno se i sondaggi sono truccati.

E la propaganda mondialista può fare il diavolo a quattro (lo sta facendo!), non riuscirà a cambiare le cose, a meno ovviamente di un golpe.

Ma in tal caso si avrebbe una guerra civile, perché il popolo americano è un popolo armato, come garantisce il secondo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d’America.

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Donald Trump ribadisce che è contro il mondialismo

23 luglio 2016

Donald Trump aveva già detto molto chiaramente di essere contro il mondialismo, in inglese globalism, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/01/donald-trump-contro-il-globalismo/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/02/donald-trump-grida-il-re-e-nudo/

L’ha ribadito nel suo discorso di accettazione della candidatura repubblicana alla presidenza degli Stati Uniti d’America (Donald J. Trump Republican Nomination Acceptance Speech, Cleveland, OH, July 21, 2016):

«Tonight, I will share with you my plan of action for America.

The most important difference between our plan and that of our opponents, is that our plan will put America First.

Americanism, not globalism, will be our credo.»

https://www.donaldjtrump.com/press-releases/donald-j.-trump-republican-nomination-acceptance-speech

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USA sull’orlo della guerra civile a causa del globalismo

12 luglio 2016

Gli Stati Uniti d’America sono sull’orlo della guerra civile.

Dopo un numero incredibile di neri innocenti ammazzati ingiustamente e a sangue freddo da poliziotti bianchi (e – si badi bene – ciò sta accadendo sotto la presidenza Obama ed è iniziato ben prima della discesa in campo di Donald Trump), la comunità nera statunitense si è ribellata.

Non starò qui a citare Thomas Hobbes, il De Cive e il Leviathan.

Non c’è bisogno di conoscere il saggio di Malmesbury e le sue opere per capire che senza lo Stato la gente si ammazzerebbe per le strade, di continuo e per futili motivi.

La ragione di ciò è che il genere umano è naturalmente aggressivo, perché così è stato modellato dalla selezione naturale darwiniana se si ha una Weltanschauung scientifica, oppure perché discende da Caino se si ha una Weltanschauung religiosa.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/25/smentite-le-idiozie-di-locke-e-di-rousseau-sullo-stato-di-natura/

Ebbene, il globalismo, o mondialismo che dir si voglia, vuole eliminare lo Stato dalla faccia della terra, come continuo a ripetere da tempo.

E gli alfieri, i portabandiera, del globalismo USA sono Obama e Hillary Clinton, mentre Donald Trump ha detto in modo esplicito e cristallino:

«We will no longer surrender this country, or its people, to the false song of globalism.

The nation-state remains the true foundation for happiness and harmony.»

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/01/donald-trump-contro-il-globalismo/

È folle, demenziale e criminale che la propaganda mondialista persista nell’endorsement a Hillary Clinton.

Copyright © 2016 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.