Posts Tagged ‘olocausto’

Non è poi vero che gli ebrei sono più intelligenti

8 novembre 2018

Non è poi vero che gli ebrei sono più intelligenti degli altri popoli.

Del resto Leonardo, Galileo, Isaac Newton e Charles Darwin non erano ebrei.

Ma la prova più chiara di ciò è l’ultima (l’ennesima) prodezza di Emmanuel Macron:

Petain “gran soldato” per Macron: associazione ebraica ‘scioccata’

«Parigi, 7 nov. (askanews) – Il Consiglio rappresentativo delle istituzioni ebraiche di Francia (Crif) si è detto “scioccato” dalle dichiarazioni del presidente Emmanuel Macron che ha definito “legittimo” l’omaggio organizzato sabato agli Invalides al maresciallo Philippe Pétain, “grande soldato” durante la Prima guerra mondiale, anche se “fece scelte funeste” nella Seconda. “L’unica cosa che ricorderemo di Pétain è che è stato, a nome del popolo, giudicato indegno di essere francese al processo del luglio 45”, ha dichiarato il presidente del Crif, Francis Kalifat [neretto mio *], citato in un comunicato.»

https://it.notizie.yahoo.com/petain-gran-soldato-per-macron-associazione-ebraica-scioccata-134021265.html

Lo avete votato, preferendolo a Marine Le Pen?

Adesso tenetevelo!

Anche Joseph Stiglitz, che è ebreo, ha sostenuto Macron, vedi qui:

Joseph Stiglitz racconta menzogne e fa propaganda mondialista

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/11/joseph-stiglitz-racconta-menzogne-e-fa-propaganda-mondialista/

Ho scritto più volte che «il mondialismo è un’ideologia antisemita» e che «gli ebrei che sostengono il mondialismo sono, tragicamente, i suoi “utili idioti”», vedi p.e. qui:

Il popolo ebraico ha perso il suo proverbiale amore per la Ragione? II

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/18/il-popolo-ebraico-ha-perso-il-suo-proverbiale-amore-per-la-ragione-ii/

——–

* Ecco chi è Francis Kalifat:

«Kalifat aveva chiamato la le Pen “candidata dell’odio”, facendo un appello agli ebrei francesi a votare per Macron al secondo turno, nonostante la loro opinione sulle sue politiche, in modo da impedire alla le Pen di diventare presidente.»

http://www.mosaico-cem.it/attualita-e-news/mondo/elezioni-francia-reazioni-miste-degli-ebrei-al-successo-della-le-pen-macron-al-primo-turno

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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Dire mondialismo vuol dire genocidio

26 agosto 2018

Da tempo ho mostrato in questo blog che lo scopo del mondialismo (o globalismo, in inglese globalism, in francese mondialisme) è quello di eliminare lo Stato dalla faccia della terra (qualsiasi tipo di Stato, non solo lo Stato-nazione), non quello di costituire un unico Stato mondiale, come erroneamente taluni pensano.

Ciò è contro la Ragione, perché, come ho evidenziato innumerevoli volte in questo blog, lo Stato è una necessità razionale, anzi è un universale culturale, esattamente come il tabù dell’incesto e i riti funebri, e infatti (come mostrato anche da Karl Popper e da Norberto Bobbio) lo Stato è sempre esistito: la polis greca era una città-Stato, contrariamente alle propagandistiche affermazioni di alcuni autori (affermazioni fatte per convinzione ideologica o per interesse).

Sulla genesi storica del mondialismo scrivo da anni, quindi consiglio a chi desiderasse approfondire l’argomento di leggere qualche mio post precedente.

Il fatto è che i mondialisti, pur di raggiungere lo scopo di eliminare lo Stato dalla faccia della terra, vogliono distruggere tutti i popoli della terra che hanno uno Stato.

Compreso naturalmente il popolo ebraico e lo Stato d’Israele.

Quindi, il mondialismo è un’ideologia antisemita.

E i mondialisti hanno già iniziato da molti anni questa loro opera di distruzione dei popoli, iniziando con i popoli europei, cioè con i popoli dell’Unione Europea.

Questo si chiama genocidio (in inglese genocide).

Ecco cosa riporta l’Enciclopedia Britannica alla voce “genocide”:

«In contemporary international law the crime of genocide is part of the broader category of “crimes against humanity,” which were defined by the Charter of the International Military Tribunal (Nürnberg Charter)…

…Article 2 of the convention defines genocide as

any of the following acts committed with intent to destroy, in whole or in part, a national, ethnical, racial or religious group [il neretto è mio], as such: (a) Killing members of the group; (b) Causing serious bodily or mental harm to members of the group; (c) Deliberately inflicting on the group conditions of life calculated to bring about its physical destruction in whole or in part [il neretto è mio]; (d) Imposing measures intended to prevent births within the group; (e) Forcibly transferring children of the group to another group.

In addition to the commission of genocide, the convention also made conspiracy, incitement, attempt, and complicity in genocide punishable under international law.»

https://www.britannica.com/topic/genocide

I mondialisti stanno commettendo il crimine di genocidio, che è un crimine contro l’umanità, come lo commisero i nazisti cercando di distruggere il popolo ebraico con l’Olocausto, cioè con la Shoah.

Dire mondialismo vuol dire genocidio.

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Ecco chi è dalla parte dell’Iran e di Khamenei

14 maggio 2018

Chi è dalla parte dell’Iran e dell’Ayatollah Ali Khamenei e contro lo Stato d’Israele e Donald Trump?

Nientepopodimeno che…Romano Prodi.

Il distruttore in capo dell’economia italiana (e quindi del popolo italiano) scrive (il 13 maggio 2018):

I gesti unilaterali e offensivi di Trump mettono a rischio l’amicizia Europa-USA
Rottura sul nucleare – L’Europa deve lasciare solo Trump sul dossier Iran

«Sono passati cinque giorni da quando Trump ha annunciato il ritiro americano dal trattato sul controllo dell’armamento nucleare iraniano, firmato nel 2015 anche da Russia, Cina, Germania, Francia e Gran Bretagna. Tuttavia, più passa il tempo, più è difficile capire le ragioni per cui questo gesto unilaterale così grave sia stato compiuto [veramente? nota mia].

La prima perplessità riguarda la caduta di credibilità internazionale che verrà a pesare sugli Stati Uniti. L’affidabilità americana è infatti destinata a crollare se un presidente può liberamente disfare quello che i suoi predecessori avevano invece sottoscritto dopo anni di faticose trattative e dopo che l’agenzia di controllo dell’Onu e il Consiglio di sicurezza hanno accertato che gli obblighi contenuti nel trattato sono sempre stati rispettati. È infatti noto che i patti sottoscritti debbono essere onorati [in altre parole l’euro e l’Unione Europea non possono essere ripudiati, nota mia]

…Nessun dubbio sull’atteggiamento da tenere sia nel presente sia nel futuro da parte dei paesi europei: rimanere fedeli al trattato e niente sanzioni finché esso continua ad essere rispettato. Certo dobbiamo tenere presente che le singole imprese europee, anche se condurranno rapporti corretti con l’Iran, saranno potenzialmente soggette a sanzioni da parte americana. Occorre quindi che i paesi europei facciano finalmente fronte comune perché, in questo caso, le possibilità di essere danneggiate saranno vicine allo zero.

Nei giorni scorsi abbiamo assistito al pellegrinaggio dei leader europei a Washington, allo scopo di convincere Trump a non recedere dal trattato. Questi isolati pellegrinaggi hanno avuto come risultato che il Presidente americano non solo lo ha ripudiato ma ha annunciato un aggravamento delle sanzioni. Singolarmente presi gli stati europei hanno sostanzialmente subito un’umiliazione proprio perché, singolarmente presi, non possono ottenere alcun risultato, salvo quello di continuare ad essere sfottuti e snobbati [che è proprio ciò che meritano, il mondialismo e l’Unione Europea finiranno inevitabilmente nella pattumiera della storia, nota mia]

…E non è certo con una politica di isolamento che Trump può difendere gli interessi di lungo periodo di Israele e dell’Arabia Saudita, pilastri della politica americana in Medio Oriente. Fino ad ora la decisione di Trump sul nucleare iraniano ha ottenuto infatti il singolare risultato di rafforzare la posizione di Russia e Cina che, almeno sulla carta, sono nemici degli Stati Uniti, mentre ha danneggiato e indebolito i tradizionali amici europei. E poiché non mi sembra, almeno fino ad ora, che ci si trovi di fronte ad un rovesciamento della strategia politica americana, dobbiamo ammettere che si tratti solo di un grave errore.

L’unico rimedio per alleviare le conseguenze di quest’errore è l’adozione di una politica europea ferma e unitaria. Speriamo che, almeno in quest’occasione, questa strada venga percorsa fino in fondo.»

http://www.romanoprodi.it/strillo/i-gesti-unilaterali-e-offensivi-di-trump-mettono-a-rischio-lamicizia-europa-usa_14965.html

Si chiederanno coloro che io ho chiamato “nazionalisti antisemiti” (che sono filoislamici come i mondialisti!) come mai proprio Romano Prodi, l’emblema stesso del mondialismo, l’uomo che ha introdotto in Italia il malefico euro, l’arma economica che il mondialismo usa per distruggere gli Stati europei, sia dalla parte dell’Iran e dell’Ayatollah Ali Khamenei e contro lo Stato d’Israele e Donald Trump?

Non credo (dovrebbero ripudiare le loro stupide analisi del mondialismo!).

Ma, ovviamente, sarei felice di sbagliarmi.

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/05/04/a-proposito-delliran-e-dellayatollah-ali-khamenei/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/02/i-mondialisti-e-khamenei-sono-alleati-contro-israele/

C’è infine da dire che una eventuale guerra tra Stati Uniti d’America e Iran sarebbe di natura completamente diversa da quella delle guerre mondialiste contro Saddam, Gheddafi e Assad, in quanto queste erano guerre contro dittature (laiche), mentre l’Iran non è affatto una dittatura (tantomeno una dittatura laica), ma bensì una teocrazia (nonostante i mondialisti sostengano cavillosamente che non lo sia, ma è chiaro il perché: perché i mondialisti e l’Iran sono alleati contro Israele e quindi l’Iran non deve essere classificato in categorie che l’Occidente considera negative).

Per una spiegazione delle guerre mondialiste contro Saddam, Gheddafi e Assad (e non contro l’Arabia Saudita), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/19/due-considerazioni-sulle-forme-di-governo/

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Fiamma Nirenstein scrive sciocchezze sull’omicidio antisemita di Mireille Knoll

28 marzo 2018

Leggo sul Giornale questo articolo di Fiamma Nirenstein (28 marzo 2018):

In Europa lo spettro della Shoah
Le parole di Corbyn e il ruolo degli immigrati

«L’ultima notizia è insopportabile: a Parigi una donna ebrea di 85 anni, Mireille Knoll, sopravvissuta alle deportazioni franco-naziste degli anni ’40, è stata uccisa a coltellate da un giovane musulmano che la donna conosceva da quando era piccolo…

…Gli ebrei d’Europa, comprese Inghilterra e Russia, sono accerchiati, se ne vogliono andare, vedono che anche se alla fine le leadership accettano l’idea che si tratta di attacchi antisemiti, nessuno ha voglia di fronteggiare il vecchio mostro, che è di sinistra come Corbyn, di destra come la Le Pen, islamico come gli immigrati. Questo è molto più allarmante per il Vecchio Continente che per gli ebrei. Gli ebrei possono sempre trovare una patria in Israele. Invece gli europei non hanno dove andare.»

http://www.ilgiornale.it/news/politica/europa-spettro-shoah-1509782.html

Ebbene, questa frase di Fiamma Nirenstein: «…il vecchio mostro, che è di sinistra come Corbyn, di destra come la Le Pen, islamico come gli immigrati.» è una sciocchezza.

È anche una frase vergognosa, la Nirenstein se ne dovrebbe vergognare, ma lasciamo andare: focalizziamo l’attenzione solo sulla stupidità e lasciamo perdere il resto.

È sciocco equiparare Jeremy Corbyn e Marine Le Pen agli immigrati islamici.

È sciocco non nominare il mondialismo (o il globalismo, o qualsiasi altro sinonimo): nell’articolo di Fiamma Nirenstein non ce n’è traccia.

È sciocco non capire che la causa di ciò che sta succedendo oggi (e di ciò che inevitabilmente succederà in futuro se noi non reagiamo in modo adeguato) è proprio il mondialismo, il quale, come ho scritto fino alla nausea, per raggiungere il suo scopo di instaurare un Nuovo Ordine Mondiale in cui non esistono più gli Stati, usa anche il mezzo costituito dall’islamizzazione dell’Europa, a cui poi seguirà l’islamizzazione dell’intero Occidente.

È sciocco non capire, quindi, che (essendo gli islamici ferocemente antisemiti) il mondialismo è un’ideologia antisemita, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/23/il-mondialismo-e-unideologia-antisemita/

È sciocco scrivere, come fa la Nirenstein, «Questo è molto più allarmante per il Vecchio Continente che per gli ebrei. Gli ebrei possono sempre trovare una patria in Israele. Invece gli europei non hanno dove andare.».

Fiamma Nirenstein, SVEGLIA! Se il mondialismo vincerà, lo Stato d’Israele (questa è la sua denominazione ufficiale, non Israele e basta) verrà eliminato, esattamente come gli Stati Uniti d’America, perché lo scopo del mondialismo è proprio questo: eliminare lo Stato dalla faccia della terra.

Ecco cosa scrive George Soros a questo proposito:

a) «When I speak of a global society, I do not mean a global state. States are notoriously imperfect even at the national level. We need to find new solutions for a novel situation…»

George Soros, Toward a Global Open Society, The Atlantic, January 1998

https://www.theatlantic.com/magazine/archive/1998/01/toward-a-global-open-society/307878/

b) «Siamo riusciti a unirci al livello dello Stato sovrano: abbiamo degli Stati democratici, in cui vige lo stato di diritto e il rispetto verso il prossimo. Ora è necessario affrontare la questione su scala globale.
La soluzione non può essere la stessa: uno Stato mondiale costituirebbe una minaccia alla libertà più grave di quella rappresentata dalla molteplicità di Stati nazionali. La soluzione non può neppure essere progettata astrattamente…»

George Soros, La società aperta – Per una riforma del capitalismo globale, Ponte alle Grazie, 2001 (trad. it. di Open Society – Reforming Global Capitalism, Public Affairs, 2000), pag. 180

È sciocco, infine, che lo Stato d’Israele non fermi l’operato scellerato di George Soros: lo Stato d’Israele è meno potente di lui? È difficile da credere.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/03/il-popolo-ebraico-ha-perso-il-suo-proverbiale-amore-per-la-ragione/

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Questa è la fine che faranno gli ebrei a causa del mondialismo

27 marzo 2018

Leggo sul Corriere della Sera questo articolo (26 marzo 2018):

Parigi, nonna Mireille accoltellata e bruciata. Era sopravvissuta alla Shoah. La Procura: antisemitismo
Due fermi per il terribile omicidio dell’85enne Mireille Knoll, trovata accoltellata e carbonizzata in casa. La comunità ebraica ora ha paura: «Violenze in aumento»

«Mireille Knoll aveva 10 anni quando, il 16 luglio 1942, riuscì a salvarsi dalla retata del Vél d’Hiv. In due giorni 13 mila ebrei, un terzo dei quali bambini, vennero arrestati e poi deportati nei campi di concentramento ma lei riuscì a scappare in Portogallo, grazie al passaporto brasiliano della madre. Finita la guerra, tornò a Parigi.

Il delitto
È scampata da bambina all’antisemitismo della Seconda guerra mondiale ma arrivata a 85 anni, vedova e malata di Parkinson, non è sopravvissuta al nuovo odio contro gli ebrei. Mireille Knoll è stata uccisa con 11 coltellate, venerdì scorso, nel suo modesto appartamento di avenue Philippe Auguste, nell’XI arrondissement di Parigi, da un vicino di casa musulmano [il neretto è mio], 29 anni, e dal suo complice di 22.

L’accusa
La procura li ha arrestati entrambi e qualifica ufficialmente l’atto di «omicidio a carattere antisemita» [il neretto è mio]. Il reato ipotizzato è «assassinio in ragione dell’appartenenza della vittima a una religione, e su persona vulnerabile». Mireille Knoll sarebbe stata accoltellata a morte perché ebrea. Gli assalitori poi hanno dato fuoco alla casa, nella speranza di cancellare le tracce. Quando i vigili del fuoco sono riusciti a entrare hanno trovato il cadavere dell’anziana sul letto, carbonizzato.

L’attentato di Carcassonne
È successo intorno alle 19 di venerdì scorso, 23 marzo, poche ore dopo gli attentati del terrorista islamico di Trèbes e Carcassonne. «Non è impossibile che i fatti di Carcassonne e di Parigi siano collegati», dice Samy Ghozlan, direttore dell’Ufficio nazionale di vigilanza contro l’antisemitismo (BNVCA), che in queste ore è in contatto con il figlio della vittima, Daniel, e con gli inquirenti. «I due assassini potrebbero avere agito perché influenzati da quel che era successo nel supermercato nel Sud della Francia. Ormai l’odio contro i militari e contro gli ebrei è passato al livello superiore, non si esprime più solo con gli insulti e le scritte sui muri o sulle fiancate delle auto, si arriva a uccidere» [il neretto è mio].»

http://www.corriere.it/esteri/18_marzo_26/parigi-reduce-shoa-bruciata-viva-la-procura-antisemitismo-d7421c70-310c-11e8-b98c-6b7fd54f26e4.shtml

Come ho già scritto in un post precedente, il mondialismo è un’ideologia antisemita:

«Contrariamente alle mille sciocchezze che si possono leggere in internet su quest’argomento, il mondialismo è palesemente un’ideologia antisemita, in quanto, come ho scritto più volte, uno dei mezzi usati dai mondialisti per tentare irrazionalmente di eliminare gli Stati, cioè per instaurare il Nuovo Ordine Mondiale in cui non esistono più gli Stati, è quello dell’islamizzazione dell’Europa, a cui seguirà l’islamizzazione dell’intero Occidente

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/23/il-mondialismo-e-unideologia-antisemita/

Gli ebrei francesi avrebbero dovuto votare per la nazionalista Marine Le Pen e non per il mondialista Emmanuel Macron.

I mussulmani non potranno uccidere tutti i cristiani europei, sono troppi, ma gli ebrei europei non sono così tanti.

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I mondialisti e Khamenei sono alleati contro Israele

2 gennaio 2018

Ecco cosa ha scritto il 31 dicembre 2017 l’Huffington Post, il noto giornale mondialista, sulla rivolta in Iran, la cui attuale Guida Suprema, l’Ayatollah Ali Khamenei, predica da tempo la cancellazione dalla faccia della terra dello Stato d’Israele, vedi il suo libro (disponibile solo in persiano) Palestina (*):

Trump soffia sulla rivolta delle promesse tradite. Rohani: ”Il popolo ha diritto di manifestare ma senza violenza”
Quarto giorno di protesta, ci sono le prime vittime e 200 arresti solo a Teheran. The Donald twitta contro il regime, il presidente iraniano replica a tono

«Quattro giorni di protesta. Il regime che si blinda e gli studenti che portano la rabbia di una generazione che si sente tradita da chi aveva promesso aperture sui diritti civili e riforme sociale. Promesse non mantenute perché nonostante la presidenza sia in mano a un “riformatore”, i gangli vitali dello Stato e dell’economia sono ancora saldamente nelle mani dell’ala conservatrice del regime.

Cuore, testa e “pancia”: la rivolta iraniana assomiglia sempre più, nelle motivazioni che l’hanno innescata alla “rivoluzione dei gelsomini” in Tunisia: il malessere sociale che si fonde con le rivendicazioni di riforme sostanziali nel campo dei diritti civili e politici. E si contano le prime vittime.

Con sullo sfondo le parole velenose di Donald Trump che soffia sulla protesta del popolo iraniano twittando contro il regime [il neretto è mio]…

…I riflettori internazionali si riaccendono sull’Iran. Donald Trump twitta e soffia sulla rivolta, sottolineando che “i regimi oppressivi non durano per sempre”. Parole respinte al mittente dal Governo iraniano. Nessun accenno, per ora, da parte di Teheran al fatto che la situazione di criticità economica per settori della popolazione iraniana è in parte causata proprio dall’atteggiamento degli Usa e dal persistere di alcune sanzioni, volute da Trump nonostante l’accordo nucleare siglato dal suo predecessore Barack Obama nel 2015 e che l’America dell’attuale presidente vorrebbe cancellare [il neretto è mio]. Anche causa delle sanzioni oggi in Iran circa 15 milioni di persone vivono sotto la soglia di povertà, ovvero il 20% della popolazione.»

http://www.huffingtonpost.it/2017/12/31/teheran-minaccia-di-reprimere-le-proteste-e-blocca-internet-trump-regimi-oppressivi-non-durano-per-sempre_a_23320483/

Insomma è tutta colpa del velenoso Donald Trump, mentre il premio Nobel per la pace Barack Hussein Obama (ma non sembra il nome di un arabo?) si era accordato con il pacifico e mite Ali Khamenei.

Anzi l’Huffington Post arriva al punto di suggerire a Teheran cosa deve ribattere a Donald Trump!

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(*) Ecco cosa scrive Wikipedia in lingua inglese alla voce Palestine (2011 book):

«Khamenei claims that anti-Semitism is “a European phenomenon” and that his own opposition is based on “well-established Islamic principles”, including the idea that any lands ever held under any form of Muslim rule can never be yielded to other faiths.[2] Although such a policy also covers India and large parts of Russia, Europe, China, and Southeast Asia, Khamenei asserts that Israel is a special case[2]—an “ally of the American Great Satan” in an “evil scheme” to dominate “the heartland of the Ummah”.[4]»

https://en.wikipedia.org/wiki/Palestine_%282011_book%29

Vedi anche questo articolo veramente illuminante del New York Post (1 agosto 2015):

Iran publishes book on how to outwit US and destroy Israel

«Ayatollah Ali Khamenei has published a new book called “Palestine,” a 416-page screed against the Jewish state. A blurb on the back cover credits Khamenei as “The flagbearer of Jihad to liberate Jerusalem.”…

…Obama administration officials likely hope that no American even hears about it…

…Khamenei insists that he is not recommending “classical wars” to wipe Israel off the map. Nor does he want to “massacre the Jews.” What he recommends is a long period of low-intensity warfare designed to make life unpleasant if not impossible for a majority of Israeli Jews so that they leave the country.

His calculation is based on the assumption that large numbers of Israelis have double nationality and would prefer emigration to the United States and Europe to daily threats of death.

Khamenei makes no reference to Iran’s nuclear program. But the subtext is that a nuclear-armed Iran would make Israel think twice before trying to counter Khamenei’s strategy by taking military action against the Islamic Republic [il neretto è mio].

In Khamenei’s analysis, once the cost of staying in Israel has become too high for many Jews, Western powers, notably the US, which have supported the Jewish state for decades, might decide that the cost of doing so is higher than possible benefits.

Thanks to President Obama, the US has already distanced itself from Israel to a degree unimaginable a decade ago [il neretto è mio].

Khamenei counts on what he sees as “Israel fatigue.” The international community would start looking for what he calls “a practical and logical mechanism” to end the old conflict.

Khamenei’s “practical and logical mechanism” excludes the two-state formula in any form…

Khamenei describes Israel as “a cancerous tumor” [il neretto è mio] whose elimination would mean that “the West’s hegemony and threats will be discredited” in the Middle East. In its place, he boasts, “the hegemony of Iran will be promoted.”

Khamenei’s book also deals with the Holocaust, which he regards either as “a propaganda ploy” or a disputed claim. “If there was such a thing,” he writes, “we don’t know why it happened and how.” [il neretto è mio]»

https://nypost.com/2015/08/01/iran-publishes-book-on-how-to-outwit-us-and-destroy-israel/

In italiano vedi quest’articolo di israele.net (4 agosto 2015):

Il Mein Kampf dell’ayatollah Khamenei
La Guida Suprema iraniana firma un libro che teorizza la distruzione di Israele, l’assoggettamento degli ebrei, l’egemonia dell’Iran sul Medio Oriente

«Per quanto riguarda la Shoà, Khamenei ne parla come di uno “stratagemma propagandistico” del quale – scrive – “ammesso che sia successo davvero, non si sa perché né come sarebbe successo”.»

http://www.israele.net/il-mein-kampf-dellayatollah-khamenei

Appare evidente dunque che l’operato di Obama verso l’Iran è stato quello di aiutare la strategia di Khamenei contro Israele: il punto nodale della questione è che sia Khamanei (e con lui quella parte dell’Islam che vuole ritornare all’antica guerra contro l’Occidente) sia i mondialisti vogliono sbarazzarsi dello Stato d’Israele (per motivi diversi, è un enorme macigno da eliminare per entrambi).

Infatti, come ho scritto più volte, il mondialismo è un’ideologia antisemita, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/23/il-mondialismo-e-unideologia-antisemita/

Inoltre, tutto ciò avvalora l’evidenza (del resto già lampante di suo) che l’invasione islamica e il terrorismo islamico, cioè l’islamizzazione dell’Europa prima e l’islamizzazione dell’Occidente intero poi, sono concepiti dal mondialismo come un potentissimo mezzo per eliminare lo Stato (cioè per realizzare il Nuovo Ordine Mondiale), come scrivo da tempo, pur rimanendo l’ultracapitalismo (cioè la riduzione in miseria del popolo) il mezzo specifico del mondialismo, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/08/17/tre-caratteristiche-necessarie-del-mondialismo

In questa mia analisi del mondialismo, gli ebrei internazionalisti (che non sarebbero mai esistiti se gli antichi romani non avessero causato la Diaspora, perché l’Ebraismo non è affatto contro lo Stato) sono, per usare il noto termine di Lenin, “gli utili idioti dell’Occidente”, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/03/il-popolo-ebraico-ha-perso-il-suo-proverbiale-amore-per-la-ragione/

Restano da definire infine i nazionalisti antisemiti (che sono filoislamici come i mondialisti!): direi che per loro il termine di Lenin è troppo lieve.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/08/come-disse-hegel/

Essi non si accorgono (o se ne infischiano!) di favorire oggettivamente l’invasione islamica e il terrorismo islamico, vale a dire proprio una delle armi più potenti che i mondialisti stanno usando per raggiungere il loro scopo supremo: eliminare lo Stato, realizzare il Nuovo Ordine Mondiale.

Nella mia analisi, che è molto diversa dalle analisi che si possono leggere in internet, il mondialismo non è niente altro che un portato del millenarismo, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/19/lapocalisse-di-giovanni-il-millenarismo-e-il-mondialismo/

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Sperando che gli intellettuali americani non siano tutti così

9 maggio 2014

Leggo un articolo di Mattia Ferraresi pubblicato dal Foglio il 17 aprile 2014 e intitolato Il crepuscolo dell’impero americano tradito da Venere:

http://www.ilfoglio.it/soloqui/22899

Si tratta di un’intervista a Donald Kagan, che «…è uno storico dell’antica Grecia e intellettuale conservatore nato in Lituania nel 1932 e cresciuto a Brooklyn. Ha insegnato alla Cornell University e a Yale.».

Donald Kagan è il padre di Robert Kagan (marito di Victoria Nuland): «Kagan è studioso della classicità e pater familias di una dinastia conservatrice. Robert Kagan è l’intellettuale neocon che all’inizio della guerra al terrore condensò la cruciale differenza fra l’America che viene da Marte e l’Europa da Venere…».

Robert Kagan si riferiva chiaramente a un bestseller, Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere, che, come ci informa Wikipedia in italiano, «…ha venduto 6 milioni di copie.»:

http://it.wikipedia.org/wiki/John_Gray_%28psicologo%29

È interessante notare che l’autore, John Gray, «…received an unaccredited PhD degree by correspondence in 1982 from Columbia Pacific University (CPU), a now-defunct university located in San Rafael…», vedi qui:

http://en.wikipedia.org/wiki/John_Gray_%28U.S._author%29

Ma torniamo a Donald Kagan.

Leggo la sua intervista con crescente disapprovazione: «Adesso esagero, ma credo che senza l’intervento dell’America la Prima guerra mondiale non sarebbe mai finita.».

Senza l’intervento dell’America, certamente la prima guerra mondiale non sarebbe finita producendo inevitabilmente il fascismo, il nazismo e la seconda guerra mondiale (non ci sarebbe stato neanche l’Olocausto!), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/02/09/le-folli-decisioni-di-woodrow-wilson/

E ancora:

«Siamo soltanto all’inizio, e la Russia non è ancora abbastanza potente per rappresentare una minaccia chiara e imminente, ma l’aggressività di Putin ha introdotto un senso di paura inedito.».

Aggressività di Putin? Ma è Putin che è stato aggredito dall’Occidente, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/05/obama-sta-spingendo-il-mondo-verso-la-terza-guerra-mondiale/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/09/linternazionalismo-di-david-rockefeller-sara-fermato-dalla-russia-e-dalla-cina/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/18/con-lucraina-loccidente-ha-gettato-la-maschera/

E ancora:

«Kagan, mente abituata a non soffermarsi sulle cose penultime, mette lo spettacolo poco edificante della debolezza occidentale sullo sfondo di una crisi antropologico-culturale la cui chiave è la “parte soffice del cristianesimo”. “C’è un aspetto problematico nel cristianesimo e per quanto la secolarizzazione avanzi, il cristianesimo non si può sradicare dalla mentalità occidentale. Il punto è questo: la figura di Gesù che predica il sermone della montagna, un insegnamento così utopico che se non fosse così serio e ammirevole sarebbe ridicolo. Il suo potere persuasivo è enorme, chiunque sia cresciuto nella cultura occidentale se lo ritrova da qualche parte nel cuore e nella mente. E’ ammirevole, dicevo, ma è l’opposto di come le cose vanno nel mondo. Non si può eliminare il fatto che gli uomini agiscono virtuosamente in certi casi, ma nelle cose più importanti altre motivazioni prevalgono. Il potere e l’egoismo tendono a dominare le cose umane. Dunque, cosa fanno gli uomini quando hanno questa promessa enorme nel cuore ma allo stesso tempo devono venire a patti con il mondo? L’occidente ha al suo interno questa terribile e affascinante contraddizione. L’islam in questo senso ha un vantaggio filosofico enorme, perché non c’è contraddizione fra la sua visione antropologica e la dominazione politica e militare.».

È evidente che Kagan non ha capito cos’è il Cristianesimo (e la cosa non mi sorprende). Guarda un po’, magari Gesù, invece di ammirare la ricchezza, sarebbe stato favorevole a quel welfare state che Donald Kagan odia tanto:

«Se il professore è duro con l’America guidata dal sedile posteriore, sull’Europa ha posizioni simili a quelle della nuora, Toria Nuland, sottosegretario del dipartimento di stato sorpresa a pronunciare in una telefonata privata le ineffabili parole: “Fuck the Eu”. “L’Europa è pietosa – dice Kagan – il welfare state, e questo è sempre più vero anche in America, l’ha depredata della capacità di pensare chiaramente e criticamente a qualunque cosa. Non è disposta a fare sacrifici di nessun tipo per qualsiasi scopo. Si aspettano soltanto di ricevere qualcosa dallo stato.».

Mi fermo, volutamente, qui.

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