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Perché l’Italia è il primo paese dell’Occidente per numero di contagiati dal coronavirus?

23 febbraio 2020

A dir la verità, nel momento in cui scrivo (23 febbraio 2020, ore 8 e 30 a. m., Central European Time), la situazione dell’Italia è ancora peggiore, non si tratta soltanto di essere il primo paese dell’Occidente per numero di contagiati dal coronavirus: i contagiati in Italia sono 79 e in tutto il mondo ci superano soltanto la Cina (76936), la nave Diamond Princess ormeggiata nel porto di Yokohama, che è un caso a parte (634), la Corea del Sud (556), il Giappone (135) e Singapore (85).

Vedi infatti qui:

Coronavirus COVID-19 Global Cases by Johns Hopkins CSSE

https://gisanddata.maps.arcgis.com/apps/opsdashboard

/index.html#/bda7594740fd40299423467b48e9ecf6

In questa triste classifica, dopo di noi c’è Hong Kong (70), Thailandia (35) e USA (35).

Da notare che la Russia, che ha un confine con la Cina lungo 4000 km e qualcosa, ha solo 2 contagiati!

Ma limitiamoci al solo Occidente: perché l’Italia è il primo paese dell’Occidente per numero di contagiati dal coronavirus?

Vediamo cosa dice a questo proposito Walter Ricciardi:

«Come mai in Italia i contagiati sono aumentati di colpo?
«E’ un caso da manuale, in cui una o più persone vengono contagiate da chi arriva da un luogo di epidemia, e poi ci sono dei contagiati secondari con lo stesso tempo di incubazione. Paghiamo il fatto di non aver messo in quarantena da subito gli sbarcati dalla Cina. Abbiamo chiuso i voli, una decisione che non ha base scientifica, e questo non ci ha permesso di tracciare gli arrivi, perché a quel punto si è potuto fare scalo e arrivare da altre località. Inoltre, quando vengono contagiati i medici significa che non si sono messe in campo le pratiche adatte, oltre al fatto che il virus è molto contagioso. Francia, Germania e Regno Unito seguendo l’Oms non hanno bloccato i voli diretti e hanno messo in quarantena i soggetti a rischio, inoltre hanno una catena di comando diretta, mentre da noi le realtà locali vanno in ordine sparso [il neretto è mio]».» (1)

Se anche le realtà locali italiane funzionano male, questo vuol dire che non funziona tutta la catena di comando italiana, non soltanto il governo Conte II (che quest’ultimo non funzioni è palese a tutti).

Perché tutta la catena di comando dello Stato italiano ha dimostrato di essere incompetente nei riguardi del coronavirus?

La spiegazione è la seguente.

Da anni scrivo che l’Italia ha due mali, un male antico e un male moderno (2, 3).

Il male antico dell’Italia consiste nel fatto innegabile, ma da tutti negato (tranne da me), che lo Stato italiano soltanto formalmente è uno Stato: sostanzialmente è un sistema associato Stato-Chiesa (i Patti Lateranensi del 1929, che mai e poi mai avrebbero dovuto essere stipulati, nel 1947 furono addirittura inseriti nella Costituzione della Repubblica italiana per volontà di Alcide De Gasperi e di Palmiro Togliatti). Non essendo lo Stato italiano un vero Stato, ma bensì un sistema associato Stato-Chiesa, esso non è in grado di usare pienamente e senza remore il potere della forza fisica, potere che, come scrisse elegantemente Max Weber, è il “mezzo specifico” dello Stato (2, 3, 4, 5). Quindi il cosiddetto Stato italiano non ha il potere della forza fisica sufficiente a imporre l’interesse pubblico sopra gli interessi privati, attraverso la giustizia (6). Il risultato finale è che in Italia qualsiasi catena di comando dello Stato funziona poco e male.

In un mio saggio di una decina di anni fa ho scritto:

«Che lo Stato funzioni per mezzo del potere della forza fisica spiega l’estremo contrasto (altrimenti inspiegabile) tra il malfunzionamento (che può raggiungere livelli grotteschi) di qualsiasi cosa in Italia sia dello Stato e i successi notevolissimi, a livello di primati mondiali, di alcuni settori dell’industria privata italiana: perché la catena di comando di questi settori funziona per mezzo del potere economico e non per mezzo del potere della forza fisica, che nella cultura italiana è indisponibile, è inibito.
Infatti qualsiasi attività collettiva umana che abbia uno scopo ha bisogno di una catena di comando, esattamente come un’orchestra ha bisogno di un direttore. Anche quelle attività che a prima vista sembrano non averla, in realtà, a ben guardare, ce l’hanno.» (7)

Il male moderno dell’Italia è costituito dall’ideologia mondialista e dall’Unione Europea, che è la punta di diamante, la realizzazione più avanzata, di tale ideologia (2, 3).

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P.S. (24 febbraio 2020, ore 00.30 a. m., Central European Time): adesso l’Italia è il terzo paese al mondo per numero di contagiati dal coronavirus (155 contagiati), dopo la Cina e la Corea del Sud (la nave Diamond Princess non è un paese).

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1) Coronavirus, Walter Ricciardi dell’Oms: “Grave errore non mettere in quarantena le persone arrivate in Italia dalla Cina”
L’accusa: «Una scelta non scientifica, entro due settimane sapremo se saremo difronte a un’epidemia»

23 febbraio 2020

https://www.lastampa.it/cronaca/2020/02/23/news/coronavirus-walter-ricciardi-dell-oms-grave-errore-non-mettere-in-quarantena-le-persone-arrivate-in-italia-dalla-cina-1.38504030

2) I mali dell’Italia non si limitano all’euro

30 agosto 2012

https://luigicocola.wordpress.com/2012/08/30/i-mali-dellitalia-non-si-limitano-alleuro/

3) Due verità misconosciute che il popolo italiano dovrebbe sapere

24 settembre 2019

https://luigicocola.wordpress.com/2019/09/24/due-verita-misconosciute-che-il-popolo-italiano-dovrebbe-sapere/

4) «1.10 Il collasso cronico dello Stato italiano

Il tabù cristiano della forza depotenzia lo Stato italiano, che come tutti gli Stati funziona per mezzo del potere della forza fisica, riducendolo a poco più di una mera apparenza.
Lo Stato italiano esiste dal punto di vista della forma, non esiste dal punto di vista della sostanza.
È uno Stato cronicamente collassato, uno Stato senza forza, uno Stato senza sovranità, uno Stato depotenziato.
Usando la simbologia biblica di Hobbes (16), si può definire lo Stato italiano come un leviatano senza spada.»

Luigi Cocola, Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo, 3° ed., lulu.com., 2012, pagg. 28-29

5) «La forza non è, ovviamente, il mezzo normale o unico dello stato, nemmeno per idea, ma è il suo mezzo specifico. Proprio oggi il rapporto tra Stato e forza appare particolarmente intimo. In passato, le più disparate associazioni, a partire da quella familiare, hanno conosciuto la forza fisica come mezzo del tutto normale. Oggi, invece, dovremo dire che lo Stato è quella comunità umana che all’interno di un determinato territorio – questo del «territorio» costituisce un segno distintivo – rivendica per sé (con successo) il monopolio dell’uso legittimo della forza fisica

Max Weber, La politica come professione, Armando, Roma, 2005 (trad. it. di Politik als Beruf, Klett, Stuttgart, 1995), pagg. 32-33

6) Come scrisse Noberto Bobbio, “le due funzioni essenziali” dello Stato sono “la milizia e i tribunali”:

Norberto Bobbio, Stato, governo, società – Frammenti di un dizionario politico, Einaudi, Torino, 1995, pag. 124

7) Luigi Cocola, op. cit., pag. 21

N.B.: tutti i link sono stati verificati in data odierna.

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