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Chi ideò l’Unione Europea?

20 aprile 2018

L’idea dell’Unione Europea nacque dalla mente del Conte Henri de Saint-Simon (1760-1825) (*), cioè dalla stessa mente che formulò il principio fondamentale di ben due ideologie antistato: il sansimonismo e il mondialismo.

Questo principio fondamentale consiste nell’eliminare lo Stato sostituendolo con la tecnocrazia.

Vedi infatti qui, dove riporto un passo di Norberto Bobbio su Saint-Simon e le ideologie antistato:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/23/conseguenze-di-due-interpretazioni-del-mondialismo/

Vedi anche Ideologia tecnocratica e globalizzazione di Claudio Finzi, in Agostino Carrino (a cura di), L’Europa e il futuro della politica, Società Libera, 2002, pagg. 235-252:

«Inutile che qui io rifaccia la storia della tecnocrazia. Basta ricordarne alcuni principi fondamentali, che poi sono quelli fissati già dal fondatore o inventore: il francese Claude Henri de Rouvroy, conte di Saint-Simon, e poi affinati, adattati, rielaborati in due secoli di sviluppo senza però mai tradire alcuni presupposti irrinunciabili…

…Ogni volta che nella storia l’uomo ha tentato di realizzare l’utopia, di realizzare l’irrealizzabile, la natura umana e la realtà concreta del mondo si sono ribellate all’impossibile, cosicché lo scontro fra una pretesa utopica e la realtà ha sempre portato al disastro, a lutti, dolori, morti. Così avverrebbe anche nel tentativo di attuare l’ideologia tecnocratica. E se l’utopia marxista ha provocato un numero di morti misurabile in decine o centinaia di milioni di uomini, certamente molto peggio avverrebbe nel tentativo di attuare la tecnocrazia.»

È riportato anche qui:

http://www.teleion.it/users/garbolino/

librisoclibera/testi/europafutpol/19_europapf.shtml

È importante capire che Saint-Simon e il sansimonismo sono a favore del popolo, poi però, nel Novecento, il suddetto principio fondamentale dette luogo al mondialismo, che, come ho già scritto, può essere considerato un pervertimento del sansimonismo, in quanto è contro il popolo:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/21/ulteriori-precisazioni-sul-mondialismo/

Per quanto riguarda l’Unione Europea, Saint-Simon pubblicò nel 1814 la sua opera De la réorganisation de la société européenne, ou de la nécessité et des moyens de rassembler les peuples de l’Europe en un seul corps politique, en conservant a chacun son indépendance nationale, in italiano Della riorganizzazione della società europea, ovvero della necessità e dei mezzi per unire i popoli europei in un sol corpo politico conservando le rispettive indipendenze nazionali, che è scaricabile (in lingua francese) qui:

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k10497526/f7.image

Più di un secolo dopo, nel 1923, un altro aristocratico, il Conte Richard Coudenhove-Kalergi (1894-1972), pubblicò Pan-Europa, che è scaricabile (in lingua tedesca) qui:

https://archive.org/details/PanEuropaCoudenhoveKalergi

Coudenhove-Kalergi non fa che proseguire, con solo qualche elemento originale, molto di ciò che è caratteristico di Saint-Simon e/o dei suoi numerosi seguaci, i sansimonisti: per esempio l’esaltazione della tecnologia, l’ammirazione per gli ebrei (in quanto questi avevano stabilito legami industriali e politici tra i popoli), l’emancipazione femminile, ecc. ecc.

Spesso, per ignoranza, si pensa che ciò di cui scrive Coudenhove-Kalergi sia tutta farina del suo sacco, ma non è affatto così.

——

(*) «Henri de Saint-Simon, in full Claude-Henri de Rouvroy, Comte (count) de Saint-Simon, (born Oct. 17, 1760, Paris, Fr.—died May 19, 1825, Paris), French social theorist and one of the chief founders of Christian socialism. In his major work, Nouveau Christianisme (1825), he proclaimed a brotherhood of man that must accompany the scientific organization of industry and society.»

https://www.britannica.com/biography/Henri-de-Saint-Simon

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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Europe prize – European Society Coudenhove Kalergi

9 marzo 2018

La European Society Coudenhove Kalergi ha conferito il suo Europe prize a Jean-Claude Juncker nel 2014, a Herman Van Rompuy nel 2012 e ad Angela Merkel nel 2010:

http://www.coudenhove-kalergi-society.eu/Europapreistraeger

Quello che ha scritto Scalfari è il piano Kalergi

15 febbraio 2018

La scorsa estate, il 6 agosto 2017, Eugenio Scalfari ha scritto sull’Espresso un editoriale intitolato C’è l’Africa nel nostro futuro, eccone un brano:

«Ma se invece di ragionare su un processo millenario ragioniamo di un processo di pochi secoli, allora l’Africa diventa un elemento positivo, che va aiutato in tutti i suoi problemi. E non solo l’Africa, ma tutti i popoli migranti che hanno di mira Paesi di antica ricchezza, con i quali convivere nel tentativo di ridurre le disuguaglianze.
La vera politica dei Paesi europei è quindi d’essere capofila di questo movimento migratorio: ridurre le diseguaglianze, aumentare l’integrazione. Si profila come fenomeno positivo, il meticciato [il neretto è mio], la tendenza alla nascita di un popolo unico, che ha una ricchezza media, una cultura media, un sangue integrato. Questo è un futuro che dovrà realizzarsi entro due o tre generazioni e che va politicamente effettuato dall’Europa. E questo deve essere il compito della sinistra europea e in particolare di quella italiana [il neretto è mio].»

http://espresso.repubblica.it/opinioni/vetro-soffiato/2017/08/02/news/c-e-l-africa-nel-nostro-futuro-1.307312

Tutti possono leggere l’editoriale in questione, non si tratta quindi di una fake news, in italiano bufala.

Questo non è altro che il cosiddetto Piano Kalergi, il piano cioè del Conte Richard Coudenhove-Kalergi (1894-1972).

E neanche questa è una fake news, come mostrerò nel seguito.

Coudenhove-Kalergi scrisse (in tedesco) i libri Pan-Europa (1923) e Praktischer Idealismus (1925).

Il Piano Kalergi, che egli ovviamente non chiamò così, è descritto in quest’ultimo libro, di cui non esiste traduzione in italiano, ma di cui esiste in rete sia il pdf dell’originale tedesco, sia il pdf di una sua traduzione in francese.

Sul sito archive.org è possibile scaricare diverse copie dell’originale tedesco e anche in formati diversi dal pdf, per esempio qui:

https://archive.org/details/PraktischerIdealismus1925

e qui:

https://archive.org/details/Coudenhove-Kalergi-Praktischer_Idealismus-1925

Ma stranamente, dal suddetto sito, in data 14 febbraio 2018, non è più possibile scaricare la versione in lingua francese (io l’avevo scaricata qualche giorno fa). Comunque tale versione è ancora scaricabile qui (in data 14 febbraio 2018):

http://www.mediafire.com/file/bee3abzbheyb0ki/Coudenhove-Kalergi-Idealisme-Pratique-1925.pdf

Leggiamo due frasi di Praktischer Idealismus, in tedesco, in francese e in italiano.

1) «Die Folge ist, daß Mischlinge [il neretto è mio] vielfach Charakterlosigkeit, Hemmungslosigkeit, Willensschwäche, Unbeständigkeit, Pietätlosigkeit und Treulosigkeit mit Objektivität, Vielseitigkeit, geistiger Regsamkeit, Freiheit von Vorurteilen und Weite des Horizontes verbinden.»

Praktischer Idealismus, pag. 21 dell’edizione originale del 1925

traduzione francese:

«Par conséquent, les métis [il neretto è mio] allient souvent l’absence de caractère, l’absence d’inhibitions, la faiblesse de la volonté, l’inconstance, l’impiété et l’infidélité avec l’objectivité, la polyvalence, la vivacité spirituelle, l’absence [Freiheit : la liberté] de préjugés et l’ouverture d’horizon.»

alle pagg. 16-17 della traduzione francese

traduzione italiana:

«Pertanto, i meticci [il neretto è mio] combinano spesso la mancanza di carattere, la mancanza di inibizioni, la debolezza di volontà, l’incostanza, l’empietà e l’infedeltà con l’obiettività, la versatilità, la vivacità spirituale, l’assenza di pregiudizi e l’apertura di nuovi orizzonti.»

2) «Der Mensch der fernen Zukunft wird Mischling [il neretto è mio] sein. Die heutigen Rassenund Kasten werden der zunehmenden Überwindung von Raum, Zeit und Vorurteil zum Opfer fallen. Die eurasisch-negroide Zukunftsrasse [il neretto è mio], äußerlich der altägyptischen ähnlich, wird die Vielfalt der Völker durch eine Vielfalt der Persönlichkeiten ersetzen.»

Praktischer Idealismus, pagg. 22-23 dell’edizione originale del 1925

traduzione francese:

«L’humain du lointain futur sera un métis [il neretto è mio]. Les races et les castes d’aujourd’hui seront victimes [22] du dépassement toujours plus grand de l’espace, du temps et des préjugés. La race du futur, négroïdo-eurasienne [il neretto è mio], d’apparence semblable à celle de l’Égypte ancienne, remplacera la multiplicité des peuples par une multiplicité des personnalités.»

a pag. 18 della traduzione francese

traduzione italiana:

«L’umano del lontano futuro sarà un meticcio [il neretto è mio]. Le razze e le caste di oggi saranno vittime del superamento sempre più grande dello spazio, del tempo e dei pregiudizi. La razza del futuro, negroide-eurasiatica [il neretto è mio], simile nell’aspetto a quella dell’antico Egitto, sostituirà la molteplicità dei popoli con una molteplicità di personalità.»

Questa non è una mera e distaccata e passiva previsione del futuro, ma bensì, come si evince chiaramente dal contesto, è un futuro che Coudenhove-Kalergi ritiene fortemente desiderabile, anzi alla cui attiva realizzazione egli vuole esortare tutti (nel senso di tutta l’élite), per il bene dell’umanità.

Infatti perché egli ha intitolato il suo libro Idealismo pratico? Ecco la risposta:

«Praktischer Idealismus ist Heroismus…

…Denn beide, Aristokratie und Sozialismus, sind: praktischer Idealismus…

…Statt in den Fesseln der unzeitgemäßen Gegenwart zu verharren und tatenlos von besseren Möglichkeiten zu träumen, wollen wir also tätigen Anteil nehmen [il neretto è mio] an der Entwicklung der Welt durch praktischen Idealismus.»

Praktischer Idealismus, pagg. III-VI dell’edizione originale del 1925

traduzione francese:

«L’idéalisme pratique est un héroïsme…

…Car en effet ces deux-là, aristocratie et socialisme, sont : un idéalisme pratique…

…Au lieu de demeurer dans les chaînes inactuelles du présent, et de rêver sans rien faire à de meilleures possibilités, nous voulons prendre ainsi une part active [il neretto è mio] au développement du monde, à travers un idéalisme pratique.»

alle pagg. 1-4 della traduzione francese

traduzione italiana:

«L’idealismo pratico è un eroismo…

…Perché questi due, aristocrazia e socialismo, sono: un idealismo pratico…

…Invece di rimanere nelle catene anacronistiche del presente e di sognare migliori possibilità senza fare nulla, noi vogliamo prendere così parte attiva [il neretto è mio] allo sviluppo del mondo, mediante un idealismo pratico.»

In altre parole egli è un filantropo fanatico, esaltato e megalomane, che pensa di essere un eroe, un benefattore dell’umanità e che non si rende conto che il proprio filantropismo produce effetti peggiori di quelli prodotti dalla più sfrenata malvagità.

Infatti, dal punto di vista scientifico, cioè dal punto di vista della biologia, far scomparire le razze umane con il meticciato forzato, cioè con l’ibridazione forzata (che è lo scopo di Coudenhove-Kalergi e dei mondialisti, vedi il chiarissimo e inequivocabile editoriale di Eugenio Scalfari), vuol dire, né più né meno, impoverire criminalmente il patrimonio genetico, cioè il pool genico (in inglese gene pool), cioè la diversità genetica (in inglese genetic diversity), della specie umana, criminalmente perché ciò mette a rischio la sua sopravvivenza.

C’è scritto perfino su Wikipedia in lingua italiana (!):

«Un pool genico di grandi dimensioni è indice di una estesa diversità genetica, che è associata a popolazioni forti che possono sopravvivere a prove di selezione intensa. Al contrario, una bassa diversità genetica (si veda Riproduzione endogama e Effetto collo di bottiglia) può causare ridotta fitness e una maggiore probabilità di estinzione [il neretto è mio].»

https://it.wikipedia.org/wiki/Pool_genico

«La diversità genetica (o variabilità genetica) è una caratteristica degli ecosistemi o di un pool di geni comunemente ritenuta vantaggiosa per la sopravvivenza: essa descrive l’esistenza di molte versioni diverse di uno stesso organismo.»

https://it.wikipedia.org/wiki/Diversit%C3%A0_genetica

E lo scrive anche l’Enciclopedia Britannica:

«The ability of a population to adapt and evolve is thought to be influenced in part by the size of its gene pool. A large and diverse gene pool, for example, may improve a population’s chances for future adaptation to changing environmental conditions. Populations with smaller, narrower gene pools, on the other hand, may be less successful when confronted with swift environmental change.»

https://www.britannica.com/science/gene-pool

I mondialisti vogliono quindi eliminare la biodiversità (in inglese biodiversity) della specie umana!

La razza caucasica, la razza africana e la razza mongolica (le razze descritte dallo statement dell’UNESCO del 1950 per chi avesse la mente obnubilata dalla propaganda mondialista *) non esistono per caso, o per creare l’odio razziale, esistono perché nel clima temperato la razza caucasica ha maggior fitness delle altre due, nel clima caldo la razza africana ha maggior fitness delle altre due e infine nel clima freddo la razza mongolica ha maggior fitness delle altre due, come ho già spiegato qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/24/per-lunesco-le-razze-umane-esistono-per-lagi-no/

Uso i termini suddetti (razza africana, ecc.) a ragion veduta:

«In secondo luogo, usare i termini “Mongoloid” e “Negroid” [quelli dello statement dell’UNESCO del 1950] è assolutamente sconsigliabile, perché tali termini hanno assunto nel corso del tempo connotazioni fortemente negative. Molto meglio usare i termini “caucasici”, “africani” e “mongolici”.»

https://luigicocola.wordpress.com/2013/07/09/sartori-ha-ragione-ma-usa-anche-un-argomento-fallace/

L’idea di meticciare forzatamente la specie umana, eliminando le tre suddette razze, è un errore antiscientifico, un crimine contro l’umanità, una follia.

E non solo i membri della razza caucasica, ma anche i membri della razza africana e della razza mongolica dovrebbero insorgere contro questo progetto del globalismo.

————-

* «Human races can be and have been differently classified by different anthropologists, but at the present time most anthropologists agree on classifying the greater part of present-day mankind into three major divisions, as follows :

The Mongoloid Division

The Negroid Division

The Caucasoid Division»

unesdoc.unesco.org/images/0012/001282/128291eo.pdf

P.S. 8 marzo 2018: è possibile (in tale data) scaricare la traduzione francese di Praktischer Idealismus qui

https://archive.org/details/R.N.CoudenhoveKalergiIdealismePratique1925FR

e anche dal sito della traduttrice, Adeline Gasnier

http://www.profusif.eu/author/gyuio678jhdipom56/

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Il mondialismo e la massoneria

9 aprile 2016

Purtroppo sul mondialismo si scrivono molte sciocchezze, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/12/19/le-sciocchezze-che-si-scrivono-sul-mondialismo/

Una delle più comuni sciocchezze sul mondialismo è quella della sua pretesa origine massonica.

Come ho più volte mostrato, l’origine del mondialismo è il Cristianesimo (o meglio il millenarismo cristiano) e si vorrà convenire, almeno lo spero, che il Cristianesimo e la massoneria non sono esattamente la stessa cosa.

Che poi la massoneria attuale sia piena di gente che crede nell’ideologia mondialista non significa proprio nulla: potremmo dire lo stesso dei condomìni italiani, dato che il PD è in data odierna il primo partito d’Italia in tutti i sondaggi politici (con una percentuale di poco superiore al 30%) e che il PD è il partito mondialista italiano per antonomasia.

Una delle varie farneticazioni internettiane sull’origine massonica del mondialismo riguarda il conte Richard Nikolaus Coudenhove-Kalergi, un filosofo austriaco (ottenne un dottorato in filosofia all’Università di Vienna nel 1917) che pubblicò nel 1923 un libro intitolato Pan-Europa, in cui egli propone l’istituzione degli “Stati federati d’Europa”, cosa in realtà del tutto impossibile da attuare per via del grande numero delle lingue europee, come personalmente ho scritto più e più volte sia nei miei saggi che in questo blog (a partire dal 19 aprile 2012) e come è stato scritto successivamente anche da altri, p.e. da Giovanni Sartori e da Alberto Bagnai, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/06/21/le-idee-confuse-di-jacques-sapir/

E dato che il conte filosofo era fra l’altro massone, ecco che molti minus habentes ritengono che il mondialismo abbia origini massoniche.

Ma basta dare un’occhiata a Wikipedia in inglese per apprendere che il Cristianesimo è uno dei punti fondamentali dell’ingenua, infantile e irrealizzabile utopia del conte filosofo (infatti egli era di religione cristiana) e che la bandiera della International Paneuropean Union riporta una croce rossa inscritta in un cerchio giallo (si trova anche sulla copertina del libro Pan-Europa):

https://en.wikipedia.org/wiki/Paneuropean_Union

Di cosa è simbolo la croce?

P.S.: anche la bandiera dell’Unione Europea ha un’innegabile simbologia cristiana (sebbene meno palese), cioè la “corona di dodici stelle” descritta nell’Apocalisse di Giovanni, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/08/lapocalisse-e-lunione-europea/

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