Posts Tagged ‘parmenide giudica con la ragione’

La tara irrimediabile della destra italiana

29 luglio 2015

La destra italiana ha purtroppo una tara irrimediabile: ha una Weltanschauung che rifiuta la Ragione.

Marine Le Pen, per esempio, non è affetta da questa perversione del pensiero e lo dimostra chiaramente in ciò che dice e in ciò che fa.

Rifiutare la Ragione, disprezzarla come chiave interpretativa del mondo, è contro la tradizione culturale dell’Occidente, a cominciare da Parmenide, che circa 2500 anni fa scrisse queste immortali parole: “…giudica con la ragione…”.

Tanto più che il metodo scientifico è stato inventato e applicato per la prima volta proprio da due italiani: Leonardo e Galileo.

I miracoli della scienza e della tecnologia accanto ai quali viviamo non sono doni di Dio o della natura, sono doni della Ragione.

Coloro che disprezzano e rifiutano la Ragione e la modernità siano coerenti: non usino i computer, i cellulari, i televisori e le radio; non usino le auto, i treni, le navi a motore e gli aerei; non si facciano curare con i mezzi della medicina scientifica e non sperino di guarire dalle malattie; non usino i condizionatori d’estate e i termosifoni d’inverno; e così via.

Certo, è più facile e comodo usufruire dei doni della Ragione e contemporaneamente predicare contro di essa.

Finché non cambierà Weltanschauung la destra italiana non potrà che fallire, perché essa ha a che fare con una realtà, quella moderna, che non capisce, che le è estranea.

Copyright © 2015 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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L’Occidente camuffa da scienza la propria ideologia

28 luglio 2014

Camuffare da scienza la propria ideologia è uno stratagemma ben noto.

Anche l’Occidente lo adopera, per esempio farfugliando formulette della teoria dei giochi come fa Anthony de Jasay:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/05/20/essere-contro-lo-stato-non-e-monopolio-della-sinistra/

Così poi leader politici che vogliono eliminare lo Stato, come Obama e la Merkel, possono affermare che chi vuole difenderlo, come Putin, non è a contatto con la realtà, è dal lato sbagliato della storia:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/04/chi-e-a-contatto-con-la-realta-chi-e-dal-lato-giusto-della-storia/

Ma tutta questa gentaglia che vuole eliminare lo Stato non può uccidere la Ragione, che da Parmenide in poi illumina le menti degli uomini: “…giudica con la ragione…”.

Copyright © 2014 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Se lo Stato è indispensabile, bisogna non solo rigettare l’Unione Europea, ma anche attuare un’igiene politica degli Stati europei

28 dicembre 2012

Nei miei due saggi di scienza politica, quelli con la copertina verde sotto il titolo del mio blog (se si vuole leggerne l’anteprima basta cliccare sulle rispettive icone), e anche in vari post, ad esempio nei seguenti:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/11/10/lignoranza-della-scienza-politica-contagia-anche-wikipedia/

https://luigicocola.wordpress.com/2012/11/02/e-sbagliato-spiegare-i-difetti-della-societa-italiana-in-termini-di-questione-morale/

https://luigicocola.wordpress.com/2012/10/18/la-giustizia-senza-stato-ecco-lo-stupido-e-ridicolo-concetto-che-lintellighenzia-italiana-ha-della-giustizia/

https://luigicocola.wordpress.com/2012/08/10/ma-lo-stato-e-sempre-esistito-oppure-e-uninvenzione-recente/

https://luigicocola.wordpress.com/2012/07/21/gli-stati-non-sono-razzi-e-non-hanno-una-funzione-propulsiva/

ho descritto, in termini razionali, perché lo Stato è indispensabile.

Sempre da un punto di vista razionale, se lo Stato è indispensabile, ne discende che non solo bisogna rigettare le ideologie antistato, ad esempio l’europeismo, ma bisogna anche attuare un’igiene politica degli Stati. Cosa intendo dire? Intendo dire che in Europa, a differenza che nelle Americhe, ci sono due culture (due comunità linguistiche) difettive: quella tedesca e quella italiana.

Il difetto della prima, quella tedesca, è la mancanza di unità politica (Germania e Austria sono infatti due Stati separati), che ha generato in passato, e continua a generare anche oggi, una palese volontà di potenza ipercompensatoria, per il semplice motivo che in Europa, in assenza di barriere geografiche (ad esempio il mare), l’impulso di coloro che parlano la stessa lingua a unirsi politicamente è irrefrenabile e inestirpabile.

Ciò probabilmente è causato dal grande numero di lingue esistenti in Europa (a differenza che nelle Americhe): ognuna di queste lingue lotta strenuamente per la propria sopravvivenza e l’impulso a unirsi politicamente è la diretta conseguenza di questa strenua lotta per la sopravvivenza.

Bloccare il suddetto impulso significa renderlo ancora più forte e pervasivo (analogamente al ritorno del rimosso della psicoanalisi) e il risultato, com’è tristemente noto, è quello di stimolare nella cultura tedesca micidiali fantasie di potenza.

La politica di Angela Merkel, ad esempio, è un’evidente politica di potenza, appena mascherata da buone maniere e da sorrisi di circostanza.

Questo problema, di cruciale importanza per la conservazione della pace in Europa, non è stato affatto eliminato dalla puerile utopia europeista, anzi ne è stato acuito. Il punto è che l’europeismo ha un approccio religioso alla realtà, mentre quest’ultima va affrontata, com’è ovvio, per mezzo della ragione. “Giudica con la ragione” scrisse Parmenide, circa 2500 anni fa.

Il difetto della cultura italiana è la mancanza di separazione tra Stato e Chiesa, la quale produce inevitabilmente un collasso cronico dello Stato italiano, ossia una coloritura medievale della cultura italiana, che infatti è basata sulle caste e sulle corporazioni.

Vedi ad esempio il mio post:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/09/30/il-collasso-cronico-dello-stato-italiano-cose-e-perche-esiste/

All’Italia occorre un nuovo Risorgimento, che separi lo Stato dalla Chiesa.

L’Occidente, piuttosto che coltivare morbose ideologie suicide, come ad esempio l’europeismo e il multiculturalismo, dovrebbe risolvere una volta per tutte il problema di queste due culture, quella tedesca e quella italiana, che sono sue componenti basilari e irrinunciabili.

Se l’Occidente localizzato in Europa soccomberà, l’Occidente localizzato nelle Americhe non sopravviverà a lungo.

Gli Stati Uniti d’America si illudono se credono il contrario, se credono di non far parte di qualcosa più grande di loro, ossia dell’Occidente.

Bisogna comprendere bene di che cosa stiamo parlando. Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/07/28/cose-loccidente-2/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/07/18/perche-loccidente-cerca-ripetutamente-di-suicidarsi/

Copyright © 2012 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

La realtà delle cose sta incominciando a imporsi sui sogni e le utopie

17 novembre 2012

Leggo questo post di Fabio Vander del 14 novembre:

«Anti-europeismo delle classi dirigenti?

Nei giorni scorsi sono usciti, in contemporanea, tre ‘strani’ articoli. Strani per il taglio: al tempo stesso anti-europeista e anti-montiano, ma soprattutto per il dove, cioè rispettivamente su “Sole 24 ore”, “Corriere della Sera” e “Repubblica”.»

http://www.paneacqua.info/2012/11/anti-europeismo-delle-classi-dirigenti/

Lo strano (a detta di Vander) articolo del “Corriere della Sera” è l’editoriale del 12 novembre di Giovanni Sartori, di cui ho scritto nel mio post precedente:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/11/17/sartori-ed-io-sugli-stati-uniti-deuropa-scriviamo-le-stesse-cose/

Il Prof. Giovanni Sartori è un politologo di fama mondiale (ha anche insegnato alla Columbia University), del quale Wikipedia riporta:

«È considerato uno dei massimi esperti di scienza politica a livello internazionale»

http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Sartori_%28politologo%29

Vediamo cosa scrive Vander del suddetto editoriale:

«Sul “Corriere della Sera” è Giovanni Sartori a prendersi la libertà di dire [sic] che l’Europa della moneta unica è un “animale assurdo”. Un sistema con una moneta unica fuori del controllo degli Stati, ma senza uno “Stato federale” continentale è esattamente l’assurdo. Qualcosa che lascia campo libero alle “incursioni monetarie della speculazione internazionale” e soprattutto rende ingestibile economicamente e socialmente il continente. L’esempio recente dell’Alcoa e sintomatico, dice Sartori. Abbiamo perso migliaia di posti di lavoro e un settore strategico come quello dell’alluminio per rispondere agli assurdi diktat delle autorità europee.»

Eh no, caro Vander, Sartori non ha detto soltanto questo, ha detto anche, sia pure con un certo grado di understatement, che i tanto sognati Stati Uniti d’Europa non si possono proprio fare, a causa delle lingue diverse che gli europei parlano.

Come ho riportato nel mio precedente post, ecco cosa Sartori ha scritto su questo fondamentale argomento:

«Il rimedio? Quello risolutivo sarebbe, a detta dei più, di arrivare a un’Europa federale. Ma temo che sia un rimedio impossibile. Uno Stato federale richiede una lingua comune. Difatti tutti gli Stati federali esistenti sono costituiti da componenti che si capiscono e parlano tra loro. La Germania parla tedesco, gli Stati Uniti e l’Australia l’inglese (e così pure l’India a livello di élite di governo), il Brasile il portoghese, l’Argentina e il Messico lo spagnolo, e così via citando. Se l’Europa diventasse uno Stato federale io mi potrei trovare sulla scheda di voto un candidato finlandese del quale non saprei nemmeno pronunziare il nome e del quale nessun europeo sa nulla. La sola piccolissima eccezione è la Svizzera, che però a livello di classe politica federale si intende benissimo. E trovo stupefacente che nessuno dei proponenti dell’Europa federale si renda conto di questo pressoché insuperabile ostacolo.»

http://www.corriere.it/editoriali/12_novembre_12/un-animale-senza-difese-giovanni-sartori_121347e2-2c91-11e2-ac32-eb50b1e8a70b.shtml

Questo concetto, molto modestamente rispetto al Prof. Sartori, che può pubblicare un editoriale sul “Corriere della Sera”, lo sto ripetendo da mesi sul mio quasi ignoto blog, ad esempio in un post del 5 agosto, nel quale ho scritto :

«Il punto nodale della questione è che non esiste uno Stato europeo, sia pure federale, né potrà mai esistere, perché le lingue ufficiali dell’Unione Europea sono ben 23: bulgaro, ceco, danese, estone, finlandese, francese, greco, inglese, irlandese, italiano, lettone, lituano, maltese, olandese, polacco, portoghese, rumeno, slovacco, sloveno, spagnolo, svedese, tedesco e ungherese.
Vedi:

http://ec.europa.eu/languages/languages-of-europe/eu-languages_it.htm

L’Unione Europea è una Torre di Babele, non uno Stato.»

https://luigicocola.wordpress.com/2012/08/05/domanda-cose-la-democrazia/

La verità è che la realtà delle cose sta incominciando a imporsi sui sogni e le utopie.

Quando si abbandona la Ragione, quella “strana” cosa di cui scrisse Parmenide circa 2500 anni fa, si producono mostri, come ben notò Goya: “Il sonno della ragione genera mostri”.

Copyright © 2012 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.