Posts Tagged ‘political schizophrenia’

Sull’essere nella merda fino al collo

20 maggio 2017

Quando ci si immagina un premio Nobel per l’Economia, ci si immagina ovviamente una persona estremamente intelligente, insomma un genio.

Bene, leggo sul Sole24ore un recente articolo di Paul Krugman, intitolato Gli elettori di Trump non ammettono (ancora) l’errore.

Cosa scrive qui il nostro geniale premio Nobel per l’Economia 2008?

Scrive della sua costernazione nel constatare che gli elettori di Donald Trump («Americanism, not globalism, will be our credo») non si sono affatto pentiti di averlo votato.

Ma essi prima o poi si pentiranno, egli conclude.

Insomma, il messaggio è questo:

dovete pentirvi peccatori che non siete altro, non dovete più votare per gente come Donald Trump, ma per noi globalisti!

Ecco qui alcune geniali frasi del suddetto articolo:

«…Eppure ci sono stati 7mila articoli (okay, è una stima approssimativa, non li ho contati uno per uno) sul fatto che i sostenitori di Trump rimangono al suo fianco, sono arrabbiati con quei cattivoni dei media e lo voterebbero di nuovo a cuor leggero. Come si spiega?…

…Un principio di fondo che ho imparato negli anni trascorsi al New York Times è che quasi nessuno ammette mai di essersi sbagliato, su qualunque cosa: e più sono nel torto, meno sono disposti ad ammetterlo…

…Ora pensate a che cosa significa aver votato per Trump. I mezzi di informazione hanno passato gran parte della campagna elettorale a crogiolarsi in un’orgia di false equivalenze, eppure la maggior parte degli elettori probabilmente ha ricavato l’impressione che l’establishment politico e mediatico considerava Trump ignorante e caratterialmente inadeguato a fare il presidente. Nel voto per il candidato repubblicano ha quindi pesato molto una reazione del genere: «Ah! Voi dell’élite vi credete tanto intelligenti? Ora vi facciamo vedere noi!».

Adesso, che Trump sia ignorante e caratterialmente inadeguato a fare il presidente è evidente. Ma se pensate che i suoi supporter accetteranno ben presto questa realtà evidentemente non conoscete bene la natura umana. Paradossalmente, l’atrocità di Trump gli copre le spalle: i suoi sostenitori non sono pronti – non ancora, almeno – ad ammettere di aver fatto un errore di queste proporzioni.

Inoltre, va detto, finora il trumpismo non ha prodotti grandi effetti sulla vita quotidiana: i maggiori fallimenti di Trump sono legati a quello che non è successo, non a quello che è successo. Perciò è ancora abbastanza facile per le persone che hanno questa inclinazione liquidare le notizie negative come pregiudizi dei mezzi di informazione.

Ma questo argine prima o poi cederà…»

http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2017-05-19/gli-elettori-trump-non-ammettono-ancora-l-errore-122038.shtml

Nella versione originale inglese pubblicata in data 1 maggio 2017 sul New York Times, col titolo On the Power of Being Awful:

«…Yet there have, by my count, been seven thousand news articles — O.K., it’s a rough estimate — about how Trump supporters are standing by their man, are angry at those meanies in the news media, and would gladly vote for him all over again. What’s going on?…

…One basic principle I’ve learned in my years at The Times is that almost nobody ever admits being wrong about anything — and the wronger they were, the less willing they are to concede error…

…Now think about what it means to have voted for Trump. The news media spent much of the campaign indulging in an orgy of false equivalence; nonetheless, most voters probably got the message that the political/media establishment considered Trump ignorant and temperamentally unqualified to be president. So the Trump vote had a strong element of: “Ha! You elites think you’re so smart? We’ll show you!”

Now, sure enough, it turns out that Trump is ignorant and temperamentally unqualified to be president. But if you think his supporters will accept this reality any time soon, you must not know much about human nature. In a perverse way, Trump’s sheer awfulness offers him some political protection: His supporters aren’t ready, at least so far, to admit that they made that big a mistake.

Also, to be fair, so far Trumpism hasn’t had much effect on daily life. In fact, Trump’s biggest fails have involved what hasn’t happened, not what has. So it’s still fairly easy for those so inclined to dismiss the bad reports as media bias.

Sooner or later, however, this levee is going to break…»

www.nytimes.com/2017/05/01/opinion/donald-trump-on-the-power-of-being-awful.html

E a questo qui hanno dato un premio Nobel per l’economia???

La mia conclusione non può che essere questa:

siamo nella merda fino al collo,

l’Occidente è nella merda fino al collo,

e, dato che l’Occidente è in possesso di ingentissimi quantitativi di armi nucleari, l’intera umanità è nella merda fino al collo.

Vedi infatti qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/14/ce-delirio-e-delirio/

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Per Putin è schizofrenia politica

19 maggio 2017

Leggo su Sputnik:

«Il leader russo ha elogiato i risultati dell’incontro tra Lavrov e Trump.

Ha anche commentato il chiasso generatosi intorno a quello che il presidente americano avrebbe detto al ministro, riguardo informazioni top secret. Secondo Putin, negli Stati Uniti “si sta generando una sorta di schizofrenia politica”.»

https://it.sputniknews.com/mondo/201705174510406-putin-usa-senato-congresso-registrazione-lavrov-trump/

Nella versione inglese di Sputnik:

«He said that it seems that “political schizophrenia” is developing in the US amid such media claims.

“Political schizophrenia is developing in the United States. I cannot explain differently such accusations against the current president claiming he revealed some secrets to Lavrov.”»

https://sputniknews.com/politics/201705171053697354-putin-trump-lavrov-transcript/

Bene, mi fa piacere che Putin parli di «schizofrenia politica», in inglese «political schizophrenia».

Riconoscendo implicitamente l’irrazionalità del globalismo, come riconosciuto da altri, per esempio da The Saker, e anche da me, vedi qui:

«…il punto nodale della questione è che The Saker non riesce a fornire nessuna spiegazione plausibile dell’irrazionalità dell’Occidente, mentre la mia spiegazione è che l’Occidente è in preda a un vero e proprio delirio culturale, cioè che esso è infettato da un virus memetico, cioè che esso è in preda a una letale possessione memetica…»

https://luigicocola.wordpress.com/2017/04/21/ancora-su-the-saker/

E qui:

«Se la mia analisi è giusta, ne consegue che il mondialismo è da considerarsi una psicosi collettiva di natura religiosa, come p.e. la caccia alle streghe che afflisse l’Occidente (in verità più i protestanti che i cattolici) dal Quattrocento al Settecento.

È da ricordare a questo proposito il processo delle streghe di Salem del 1692, che si svolse in ambiente religioso puritano, cioè proprio l’ambiente religioso da cui è nato l’internazionalismo di David Rockefeller, vale a dire il mondialismo…»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/10/28/come-influenzare-chi-e-in-preda-alla-follia/

E qui:

«Il mondialismo, ossia l’internazionalismo di David Rockefeller, è contro la Ragione.

A dimostrarlo è il fatto che esso vuole abolire lo Stato, il quale, invece, è una necessità della Ragione, una necessità razionale.

Infatti non è umanamente possibile eliminare i conflitti attuati per mezzo del potere della forza fisica, il quale, secondo Bertrand Russell, è uno dei tre principali tipi di potere (essendo gli altri due il potere economico e il potere della propaganda).

Non essendo possibile eliminare i conflitti attuati per mezzo del potere della forza fisica, tranne che nei sogni del millenarismo cristiano, allora lo Stato è necessario, in quanto esso è il mezzo naturale e universale per gestire i suddetti conflitti, sia che essi si presentino nella forma di aggressione di stranieri, sia che essi si presentino nella forma di torti reciproci all’interno di una comunità, come scrive Thomas Hobbes.»

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/03/il-mondialismo-e-contro-la-ragione/

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