Posts Tagged ‘propaganda di guerra’

Bing sta censurando il mio blog

9 settembre 2018

Bing, il motore di ricerca di proprietà di Microsoft, sta censurando il mio blog, come risulta dagli screenshot che riporto, mentre Google e Yahoo non mi censurano.

Da sottolineare che in passato Bing riportava il mio blog, Blog di Luigi Cocola – Per un nuovo Risorgimento, alla pari di Google e Yahoo.

Sarà che in Microsoft non hanno gradito il mio precedente post?

Ecco cosa ho scritto l’1 settembre 2018:

«Il popolo, è il popolo che deve stroncare i tiranni globalisti che lo riducono in miseria, che lo affamano, riducendone così drasticamente la prole, e che vogliono completarne la distruzione fisica col meticciato, attuando così un vero e proprio genocidio (9), come suggerito un secolo fa da Richard Coudenhove-Kalergi (10) e come sostenuto oggi in Italia da Eugenio Scalfari (10) e da Corrado Augias (11).

Questi tiranni globalisti hanno un nome e un cognome: sono gli ultracapitalisti come David Rockefeller, Jeff Bezos, Mark Zuckerberg, Bill Gates, George Soros, ecc. ecc., solo per restare negli Stati Uniti d’America

https://luigicocola.wordpress.com/2018/09/01/la-tracotanza-dellelite-globalista-deve-essere-stroncata-dal-popolo/

Evidentemente ho colpito nel segno.

Viva il nazionalismo!

Abbasso il globalismo!

Abbasso i tiranni globalisti come Bill Gates!

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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Donald Trump: diavolo d’un uomo!

11 luglio 2018

Editoriale del Corriere della Sera dell’11 luglio 2018:

Trump ha ragione ma sbaglia

«La verità è dunque che questa volta Trump ha solidi argomenti dalla sua parte. Ma esiste anche una diversa verità: che Trump riesce a sbagliare anche quando ha ragione.»

https://www.corriere.it/opinioni/18_luglio_11/ragioni-torto-65a2799e-8471-11e8-a3ad-a03e04fe079c.shtml

Diavolo d’un uomo!

Per altri titoli demenziali su Donald Trump:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/06/come-funziona-la-propaganda-mondialista-trump-e-il-gorilla-channel/

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Lo spettacolare e stupefacente rimbecillimento dell’intellighenzia occidentale II

9 luglio 2018

Leggo su ZeroHedge un inqualificabile articolo di Duncan Whitmore (8 luglio 2018):

Is Libertarianism Utopian?

«With all of this in mind, therefore, we can turn to the question of the existence of the state. Without a shadow of a doubt, the state is the most violent and aggressive institution humans have ever spawned [il neretto è mio]. There is not a single conflict that is worthy of mention in the history books that was not caused by the state or a proto-state entity, nor is there any such conflict that would not have been ameliorated by either reduced or absent state involvement. It is for this reason that libertarians focus all of their efforts on this institution. Thus, the objection to libertarianism on account of the allegation that it is contrary to “human nature” concerns, primarily, the question of whether the state is a phenomenon of “human nature” that we have to put up with and is, consequently, useless to fight.

From our preceding analysis, it should already be clear that this is not the case. The state exists for no other purpose than to serve as the ultimate vehicle of pursuing the violent method of achieving ones goals – of forcibly taking from some in order to benefit others [il neretto è mio].

The state has not existed as a uniform entity throughout human history. Rather, it has blossomed and withered in accordance with people’s desire to use it as such a tool of exploitation and the conviction of the public to either tacitly accept or actively promote its existence. All of the “great” institutions of states that we see today – parliament buildings, executive departments, highly trained armed forces and the complex weaponry and equipment they use, and so on – none of these things is in any way “natural”. Rather, they owe their existence to the fact that specific people, at specific times and places, believed that creating them was a worthwhile endeavour. Their final form that we see today is simply the outcome of centuries of consciously chosen behaviour…

The state, therefore, is firmly and undeniably a consequence of human choice, not of human nature, and, as such, it is entirely legitimate to expose it to moral examination.»

https://www.zerohedge.com/news/2018-07-08/libertarianism-utopian

https://mises.org/wire/libertarianism-utopian

Quando, più volte, ho parlato di «rimbecillimento dell’intellighenzia occidentale» (a partire dai Two Treatises of Government di John Locke), intendevo proprio questo genere di baggianate, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/06/07/lo-spettacolare-e-stupefacente-rimbecillimento-dellintellighenzia-occidentale/

Lo Stato è «the most violent and aggressive institution humans have ever spawned», proprio perché lo Stato è l’istituzione politica deputata a gestire il potere della forza fisica, che (probabilmente Duncan Whitmore non lo sa) è uno dei tre principali poteri secondo Bertrand Russell: il potere della forza fisica, il potere economico e il potere della propaganda.

Lo Stato è l’istituzione politica che, usando come mezzo il potere della forza fisica, ha lo scopo supremo di difendere la comunità dalle aggressioni esterne e dai torti reciproci interni (per usare la terminologia di Thomas Hobbes), altro che le fesserie di cui scrive Whitmore (che sicuramente non ha mai letto il Leviathan).

Esattamente ciò che Karl Popper, concordando con Hobbes su tale argomento, chiama così:

«teoria protezionistica dello stato» (in inglese «protectionist theory of the state»)

Karl R. Popper, La società aperta e i suoi nemici – Platone totalitario, vol. I, Armando Editore, 1996 (trad. it. di The Open Society and its Enemies – The Spell of Plato, vol. I, Routledge & Kegan Paul, 1969), pag. 148

Karl Popper è il filosofo dell’«Open Society», in italiano «Società Aperta», il termine di cui si è fraudolentemente appropriato il noto criminale mondialista George Soros (Popper non è affatto un mondialista), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/01/luso-del-termine-open-society-da-parte-di-george-soros-e-una-frode/

Anche Norberto Bobbio concorda:

«le due funzioni essenziali» dello Stato sono «la milizia e i tribunali»

Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pag. 124

Per non parlare di Niccolò Machiavelli:

«E’ principali fondamenti che abbino tutti li stati, così nuovi, come vecchi o misti, sono le buone legge e le buone arme.»

Niccolò Machiavelli, Il Principe, Rizzoli, 1991, pag. 128

Del resto, è presente in copiosa quantità, in tutto l’inqualificabile articolo surriportato, un misto di ignoranza e di deliberata menzogna, che è tipico dei millenaristi secolarizzati e della loro propaganda di guerra (per quanto riguarda i millenaristi religiosi, come per esempio Bergoglio, non ne parliamo neanche).

Per una mia spiegazione del millenarismo:

«Il mondialismo, come ho scritto più volte, è la nemesi dell’Occidente, nemesi conseguente alla sua hybris di eliminare lo Stato schiavista romano per mezzo del Cristianesimo, operazione certamente giusta e sacrosanta (non si poteva permettere ai romani di vivere usando tutti gli altri esseri umani, quelli che non erano romani, come oggetti o come animali!), la quale, però, per essere vincente, richiese la creazione e l’uso di un’arma estremamente pericolosa (perché porta all’autodistruzione): quest’arma è l’idea che possa esistere sulla terra una comunità che non ha bisogno di un’istituzione deputata a gestire il potere della forza fisica, vale a dire lo Stato (che ha due funzioni essenziali, l’esercito e la legge), una comunità in cui non esistono aggressioni esterne (quindi l’esercito non serve più) e non esistono torti reciproci interni (quindi la legge non serve più), in definitiva una comunità in cui il Male è bandito.

Questa comunità è il Regno di Cristo sulla terra di cui parla (unicamente e solo) l’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento, che non è uno Stato monarchico, ma bensì una condizione di perfezione trascendente, in quanto Cristo, il Messia cristiano, a differenza del Messia ebraico, ha sia natura umana, sia natura divina.

In conseguenza di tale natura divina, il Male è bandito dalla terra e quindi non c’è più bisogno dello Stato.

Il Regno di Cristo sulla terra avrà una durata di mille anni, da cui il nome “millenarismo” per indicare la credenza nel suo avveramento. Il millenarismo può anche essere definito come la prescrizione di eliminare lo Stato dalla faccia della terra

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/10/luci-e-ombre-del-pensiero-di-renaud-camus-sul-mondialismo/

Tutte le ideologie antistato (comunismo, mondialismo, ecc. ecc.) sono un prodotto del millenarismo, anzi sono forme secolarizzate, ossia laicizzate, di millenarismo (teoria unificata delle ideologie antistato).

Ritornando all’inqualificabile articolo di Whitmore, prendiamo quest’altra proposizione: «The state has not existed as a uniform entity throughout human history.»

È vero l’esatto contrario: lo Stato è sempre esistito nella storia ed è sempre esistito come tale, cioè come centro di comando unico del potere della forza fisica di una comunità, centro di comando che ha lo scopo supremo di difendere quella comunità dalle aggressioni esterne (mediante l’esercito) e dai torti reciproci interni (mediante la legge).

Come ho mostrato nella mia teoria dello Stato, ciò è spiegabile in base alla Ragione:

Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, 3° ed., lulu.com, 2013, pagg. 9-25

Lo Stato è una necessità della Ragione, anzi è addirittura un universale culturale, esattamente come il tabù dell’incesto e i riti funebri.

Il solo periodo storico in cui lo Stato scomparve è il Medio Evo, che fu un peculiare periodo storico localizzato solo e unicamente sul territorio dell’Impero romano d’Occidente, a causa della rivoluzione cristiana (non c’era più un centro di comando unico del potere della forza fisica).

Sul territorio dell’Impero romano d’Oriente non ci fu alcun Medio Evo, lo Stato non venne distrutto dalla rivoluzione cristiana, perché Costantino il Grande ideò genialmente il cesaropapismo e così neutralizzò la volontà del Cristianesimo di abbattere lo Stato (romano).

Lo Stato costituito dall’Impero romano d’Oriente rimase in piedi non perché avesse confini più sicuri (come si diceva una volta) e neanche perché avesse strategie più efficaci (come ha erroneamente sostenuto in tempi recenti Edward Luttwak): rimase in piedi solo grazie al cesaropapismo.

La geniale invenzione di Costantino il Grande, comunque, non poté salvare l’Impero romano d’Occidente, nel quale il Papa di Roma aveva ormai troppo potere.

Non dobbiamo però pensare che il Cristianesimo sia interamente negativo, al contrario, in un’analisi costi-benefici il risultato complessivo da esso prodotto è nettamente positivo:

«L’eccezionale successo storico dell’Occidente è iniziato in questo modo: facendo crollare lo Stato schiavista romano.

Il Cristianesimo ha donato al genere umano sia l’eliminazione dello schiavismo che la scienza.»

https://luigicocola.wordpress.com/2017/03/13/la-nemesi-delloccidente-possiamo-fermarla-con-la-ragione/

Che lo Stato sia sempre esistito non è solo una mia opinione, per esempio è anche l’opinione di Norberto Bobbio:

«la società senza Stato» è un «salto fuori della storia»

Norberto Bobbio, op. cit., pag. 124

«Una tesi ricorrente percorre con straordinaria continuità tutta la storia del pensiero politico: lo Stato, inteso come ordinamento politico di una comunità, nasce dalla dissoluzione della comunità primitiva fondata sui legami di parentela e dalla formazione di comunità più ampie derivanti dall’unione di più gruppi familiari per ragioni di sopravvivenza interne (il sostentamento) ed esterne (la difesa). Mentre per alcuni storici contemporanei, come si è detto, la nascita dello Stato segna l’inizio dell’età moderna [cioè per gli storici mondialisti, nota mia], secondo questa più antica e più comune interpretazione la nascita dello Stato rappresenta il punto di passaggio dall’età primitiva, via via distinta in selvaggia e barbara, all’età civile, dove ‘civile’ sta insieme per ‘cittadino’ e ‘civilizzato’ (Adam Ferguson).»

Ibidem, pag. 63

E anche di Karl Popper:

«Tornando ora alla storia di questi movimenti, sembra che la teoria protezionistica dello stato sia stata formulata per la prima volta dal sofista Licofrone, seguace di Gorgia.»

Karl R. Popper, op. cit., pag. 148

È facile capire che, se Licofrone formulò ciò che Popper chiama la «protectionist theory of the state», allora lo Stato ai tempi di Licofrone già esisteva.

Popper considera lo Stato un male necessario, quindi non ha niente a che fare con il mondialismo, il cui scopo è quello di eliminare lo Stato dalla faccia della terra:

«Al contrario, qualsiasi genere di libertà è chiaramente impossibile se non è garantito dallo stato.»

Ibidem, pag. 145

«il potere dello Stato è fatalmente destinato a restare sempre un male pericoloso, anche se necessario.»

Karl R. Popper, La società aperta e i suoi nemici – Hegel e Marx falsi profeti, vol. II, Armando Editore, 1996 (trad. it. di The Open Society and its Enemies – The high tide of prophecy: Hegel, Marx and the aftermath, vol. II, Routledge & Kegan Paul, 1969), pag. 152

«Lo Stato è un male necessario. I suoi poteri non dovrebbero essere accresciuti oltre il necessario. Si potrebbe chiamare questo principio il “rasoio liberale” (sulla scorta del rasoio di Ockham, cioè del celebre principio secondo il quale gli enti metafisici non devono essere moltiplicati più del necessario).»

Karl R. Popper, Alla ricerca di un mondo migliore, Armando Editore, 2002 (trad. it. di Auf der Suche nach einer besseren Welt: Vorträge und Aufsätze aus dreissig Jahren, Piper Verlag, 1984), pag. 160

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Perché gli italiani devono pagare per vedere in TV la propaganda mondialista?

27 giugno 2018

Non si capisce perché gli italiani debbano pagare obbligatoriamente il canone RAI per vedere in TV la più idiota e stucchevole propaganda mondialista.

La maggioranza assoluta degli elettori italiani ha dimostrato con le elezioni del 4 marzo 2018 di essere contro il mondialismo (M5S + Lega + Fratelli d’Italia = 53%, senza considerare i decimali): in altre parole gli elettori italiani vogliono bloccare l’immigrazione e vogliono il reddito di cittadinanza.

Del resto, come ho già scritto in un post precedente, il reddito di cittadinanza comporta implicitamente il blocco dell’immigrazione, altrimenti lo Stato italiano alla fine dovrebbe dare il reddito di cittadinanza a tutti gli africani. E questo è ovviamente impossibile.

Come scrivo da tempo, le caratteristiche necessarie del mondialismo sono: 1) povertà, 2) invasione islamica – terrorismo islamico, 3) guerra.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/08/17/tre-caratteristiche-necessarie-del-mondialismo/

Queste tre caratteristiche necessarie del mondialismo sono i tre cavalieri dell’apocalisse mondialista:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/12/29/i-tre-cavalieri-dellapocalisse-mondialista/

Il popolo italiano ha quindi espresso chiaramente la sua volontà di essere contro il mondialismo.

Il popolo italiano aspetta che in RAI venga fatta piazza pulita.

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Salvini vince il primo round contro il Piano Kalergi-Soros

13 giugno 2018

La nave Aquarius è stata bloccata da Matteo Salvini e da tutto il Governo di Giuseppe Conte ed è ora in rotta verso la Spagna: noi italiani non vogliamo più essere il bersaglio preferito del Piano Kalergi-Soros, di cui ho scritto molte volte, p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/15/quello-che-ha-scritto-scalfari-e-il-piano-kalergi/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/03/12/corrado-augias-e-la-sfida-turpe-e-infame-del-meticciato/

E noi italiani appoggiamo pienamente l’operato di Salvini e del Governo Conte, vedi infatti questo articolo (12 giugno 2018) del sito affaritaliani.it:

Migranti, l’80% degli italiani appoggia la linea di Salvini e del governo
Migranti, la stragrande maggioranza degli italiani con il ministro dell’Interno. Il sondaggio-lampo

«L’80% degli italiani, quindi la stragrande maggioranza della popolazione, si schiera con il ministro dell’Interno Matteo Salvini e con il governo Lega-M5S sulla questione delicatissima dell’immigrazione dopo il caso della nave Aquarius. E’ quanto emerge da una metanalisi realizzata in esclusiva per Affaritaliani.it dal sondaggista Alessandro Amadori. Metanalisi basata sui sondaggi dell’istituto Eumetra e dell’Istituto di Affari Internazionali.

“I dati sono molto chiari. Il 30% degli italiani ha una posizione molto dura e vorrebbe che tutti gli immigrati venissero respinti”, spiega il sondaggista. “Il 50%, invece, vorrebbe che fossero accettati soltanto in parte e soprattutto dopo una valutazione decisamente più mirata e attenta di quella attuale. Soltanto il 20% degli italiani dichiara di voler accogliere tutti i migranti”.»

http://www.affaritaliani.it/politica/migranti-l-80-degli-italiani-appoggia-la-linea-di-salvini-e-del-governo-545400.html

Matteo Salvini, che qualche anno fa avevo erroneamente valutato in modo negativo (e non ero affatto l’unico a pensarla così!), è diventato oggi un formidabile leader.

Tutti i patrioti italiani sostengano Matteo Salvini.

P.S.:

1) Luigi Di Maio, Danilo Toninelli, che è il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti (da cui dipendono i porti), e tutto il Governo Conte, che si regge sull’alleanza tra il Movimento 5 Stelle e la Lega, hanno appoggiato l’operato di Matteo Salvini.

Perché?

Primo perché la stragrande maggioranza del popolo italiano non vuole più l’immigrazione selvaggia e incontrollata, e secondo perché il reddito di cittadinanza (che è il motivo principale per cui gli italiani hanno largamente votato il Movimento 5 Stelle, il primo partito italiano, e che sta nel contratto di governo tra il Movimento 5 Stelle e la Lega) comporta implicitamente il blocco dell’immigrazione, altrimenti lo Stato italiano alla fine dovrebbe dare il reddito di cittadinanza a tutti gli africani. E questo è ovviamente impossibile.

2) Donald Trump, che ormai si è liberato dalle ridicole accuse di collusione con la Russia (finalmente!), ha rotto gli indugi ed ha mandato a farsi fottere il G7 dei globalisti (Merkel, Macron, May, Trudeau), dato che egli è assolutamente contro il globalismo, come ho sempre pensato e sempre scritto.

Questo dato, l’assoluto antiglobalismo di Donald Trump (mentre il Congresso USA è in mano ai globalisti), è assente dalle analisi politiche della propaganda globalista (ovviamente!), ma è anche assente dalle analisi politiche di quelli che ho chiamato “nazionalisti antisemiti“, i quali non scrivono altro che baggianate.

Trump ha dichiarato pochi giorni fa che è necessario riallacciare i rapporti con Vladimir Putin (altro grande antiglobalista) e ha già dimostrato nei fatti di appoggiare il Governo Conte (ovviamente!).

Noi patrioti italiani abbiamo quindi una straordinaria opportunità: quella di essere una delle armi, se non quella principale, con cui Trump cercherà di mettere in ginocchio l’Unione Europea, questo infame aborto dei mondialisti.

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Nuovo Risorgimento? È il sottotitolo di questo blog dal 2012

6 giugno 2018

Leggo su Gli Occhi della Guerra questo articolo (5 giugno 2018):

L’uomo di Trump a Berlino che supporta i populisti

«È il braccio destro del presidente Usa Donald Trump in Europa. Si tratta di Richard Grenell, ambasciatore degli Stati Uniti d’America in Germania: “trumpista” fino al midollo, in una recente intervista rilasciata a Breitbart ha auspicato la riscossa dei conservatori e dei “populisti” in tutta Europa. Una presa di posizione che ha fatto infuriare il governo tedesco, impegnato a mantenere lo status quo e a contrastare l’ascesa delle forze populiste ed euroscettiche, che mettono in discussione l’egemonia economia tedesca in Europa e la tenuta della stessa Ue…

…“Ci sono molti conservatori in tutta Europa che mi hanno contattato per dirmi che è in atto un nuovo risorgimento. Penso che ci sia un’ondata di politiche conservatrici che stanno prendendo piede a causa delle politiche fallimentari della sinistra “, ha spiegato Grenell.»

http://www.occhidellaguerra.it/luomo-trump-berlino-supporta-populisti/

Vorrei far notare che “Per un nuovo Risorgimento” è il sottotitolo di questo blog, blog che esiste da luglio 2012.

È vero che la sinistra italiana (o meglio il globalismo italiano) tentò di appropriarsi del Risorgimento nel 1997 con Romano Prodi, il distruttore in capo dell’Italia e del popolo italiano (a tanto arriva l’impudenza della miserabile propaganda mondialista!), vedi qui:

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1997/09/28/serve-un-nuovo-risorgimento.html

Ma io sono stato uno dei primi ad associare il Risorgimento alla critica del mondialismo, l’ideologia che vuole eliminare gli Stati dalla faccia della terra, e del suo prodotto più avanzato: l’Unione Europea.

Oggi Paolo Becchi scrive (25 febbraio 2018):

Manifesto per un nuovo Risorgimento

«Oggi nazione significa recupero della sovranità perduta, recupero di ciò che è stato impropriamente ceduto all’Unione europea, in cambio di continue sofferenze e umiliazioni. Quest’Europa ha fallito quando ha preteso di cancellare le singole identità nazionali sostituendole con un mostro transnazionale opprimente. Per quanto possa sembrare paradossale è proprio la costruzione europea, per come è andata configurandosi da Maastricht in poi, che ha posto le premesse per il riscatto degli Stati nazionali, e nel nostro paese ha creato i presupposti per un nuovo Risorgimento [il neretto è mio] contro anni di dominazione straniera…»

https://paolobecchi.wordpress.com/2018/02/25/manifesto-per-un-nuovo-risorgimento/

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Come ha detto Paolo Savona: “Ormai il popolo si è ribellato”

5 giugno 2018

Leggo sulla Voce di New York (4 giugno 2018):

Trump “il re” rivendica il potere di graziarsi. E il suo popolo è pronto a seguirlo
L’ultima uscita del Presidente sul Russiagate sta facendo discutere l’America. Ma il punto non è cosa dice o non dice la Costituzione

«Nell’eterno dibattito sul Russiagate, Donald Trump sfodera l’asso nella manica, e ricorda ai suoi rivali la possibilità, da Presidente, di autograziarsi. Un’affermazione su cui l’America intera discute, interrogandosi sulla sua costituzionalità o sulla sua consuetudine. Ma quello che pochi ricordano è che, sdoganando il “politicamente scorretto” in ogni sua forma, Trump ha cambiato le regole del gioco. E ha un popolo di sostenitori pronto a seguirlo»

https://www.lavocedinewyork.com/news/primo-piano/2018/06/04/trump-il-re-rivendica-il-potere-di-graziarsi-e-il-suo-popolo-e-pronto-a-seguirlo/

Leggo su milanofinanza.it (4 giugno 2018):

WSJ / Il flirt populista in Italia non durerà a lungo
Secondo il commentatore tedesco Josef Joffe, l’attuale coalizione sinistra-destra è il frutto di un lato oscuro che l’Italia ha storicamente avuto nel suo essere paese di avanguardia. Ma finirà ostacolata dalle dimensioni del debito pubblico e dai dissapori interni

«Tutti amano l’Italia per il suo savoir vivre, per non parlare del ruolo di Roma come culla della civiltà occidentale. Tuttavia, c’è un lato oscuro nel suo essere paese di avanguardia. Nel 1922 l’Italia diede al mondo il fascismo, più di un decennio prima che le Sturmtruppen di Hitler marciassero attraverso la Porta di Brandeburgo a Berlino. Dopo la seconda guerra mondiale, l’Italia fu l’unico paese occidentale a includere membri di un partito comunista filosovietico nella sua coalizione di governo. Negli anni 70, le Brigate Rosse inventarono il moderno terrorismo europeo.

Questa volta c’è un’altra brutta novità: il potere ai populisti di sinistra del Movimento a 5 stelle e a quelli di estrema destra della Lega. I partiti radicali hanno ottenuto seggi in diverse elezioni europee, ma da nessuna parte hanno ottenuto la maggioranza. Dimenticate il Fronte Nazionale di Marine Le Pen in Francia, che non riesce a convincere più di un terzo del pubblico francese. Il risultato in Italia è storico: Il destino dell’Europa potrebbe benissimo essere deciso a Roma.»

https://www.milanofinanza.it/news/wsj-il-flirt-populista-in-italia-non-durera-a-lungo-201806042051455072

Appare evidente, da questi due articoli della miserabile propaganda mondialista, che l’élite mondialista non voglia accettare ciò che ha giustamente detto Paolo Savona: “Ormai il popolo si è ribellato”, vedi qui:

http://www.ilgiornale.it/news/politica/savona-e-mail-contro-colle-ormai-popolo-si-ribellato-1534747.html

Ma dovrà accettarlo, o con le buone o con le cattive.

La rabbia del popolo è tanta.

Se la via democratica e pacifica al cambiamento verrà bloccata dalla miserabile élite mondialista, la rabbia del popolo esploderà.

E sarà guerra civile.

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Tre esempi di analisi sbagliate della situazione politica mondiale

18 aprile 2018

Nel post precedente, intitolato Il mondialismo, George Soros e le analisi sbagliate della situazione politica mondiale, ho affermato che coloro che fanno analisi critiche dell’attuale situazione politica mondiale, pur non essendo mondialisti e non facendo parte della propaganda mondialista (dato che esprimono forti critiche), in genere sbagliano tali analisi:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/16/il-mondialismo-george-soros-e-le-analisi-sbagliate-della-situazione-politica-mondiale/

Infatti, come ho mostrato in dettaglio nel post suddetto, l’attuale situazione politica mondiale è perfettamente e completamente spiegabile leggendo ciò che scrive e ciò che dice nelle interviste George Soros, che è uno dei principali e dei più famosi promotori odierni del mondialismo.

L’attuale situazione politica mondiale non è niente altro che il programma politico di Soros, l’agenda politica di Soros. E dire Soros non vuol dire niente altro che mondialismo.

Come mai analisti politici non appartenenti alla classe della propaganda mondialista parlano d’altro? Essi infatti non parlano né di George Soros, né dell’ideologia mondialista.

O forse essi fanno in realtà parte della propaganda mondialista? Al punto in cui siamo arrivati è lecito pensare anche questo.

Farò tre recentissimi esempi.

1) l’articolo di Aidan O’Brien intitolato Mi piace al mattino l’odore dell’Impero in disfacimento (titolo originale inglese I Love the Smell of Imperial Meltdown in the Morning):

«Gore Vidal preferiva il caos all’ordine. Con la sua saggezza riteneva che le forze centrifughe creassero delle fratture e degli spazi in cui la libertà riusciva a fornicare.
Visto come stanno le cose, questo è quanto di meglio possiamo sperare. Potremmo però anche accontentarci di ciò che accade intorno a noi. Perchè l’ingannevole complotto della gang anglo-americana, che ha colmato gli ultimi 200 anni di imperialismo liberale, sta perdendo colpi. La grande illusione si sta disfacendo.
Anche la grande scacchiera non è nella migliore delle condizioni. La strategia anglo-americana per il controllo dell’Eurasia è stata fatta a pezzi dagli Euroasiatici. Il nonno dell’ISIS, Zbigniew Brzezinski, probabilmente si sta rotolando nella tomba. Secondo lui, la geopolitica era solo egemonia. E questa è una cosa che, al momento, nessuno possiede, meno di tutti gli Anglo-Americani…

…All’epoca, gli scopi del liberalismo venivano tenuti segreti, ma ora sono cosa nota (almeno al di fuori dei media ufficiali). Al primo posto c’è sempre stata l’Anglo-America ed il (suo) potere finanziario, Trump lo ha chiarito oggi nel modo più assoluto. E’ da molto che gli Anglo-Americani hanno tagliato i loro legami ideologici con il mondo (ammesso che, in primo luogo, ne avessero avuto qualcuno)…

…Gli Anglo-Americani oggi sono assolutamente inutili. L’Impero è vuoto. Negli ultimi vent’anni la sua autorità globale è scemata rapidamente. Prega con le mani che grondano sangue. I suoi sermoni sono bugie. E il suo prezioso denaro, solo carta straccia. Il suo Nuovo Ordine è nel caos. E per questo motivo il mondo è migliore.
Alla fine il mondo libero sta emergendo.»

https://comedonchisciotte.org/mi-piace-al-mattino-lodore-dellimpero-in-disfacimento/

Nell’originale inglese:

«Gore Vidal preferred chaos to order. According to his wisdom centrifugal forces create gaps and spaces in which freedom can fornicate.

As things stand that’s probably the best we can hope for. Indeed we might as well embrace what’s happening all around us. Because the Anglo-American gang that filled the last 200 years with liberal imperialism is losing the mendacious plot. The grand illusion is falling apart.

The grand chessboard isn’t in the best of shape either. The Anglo-American game plan to dominate Euro-Asia is being ripped apart by the Euro-Asians. The grandfather of ISIS – Zbigniew Brzezinski – must be rolling in his grave. According to him geopolitics is all about hegemony. And that’s something no one possesses at the moment – least of all the Anglo-Americans…

…The intention of liberalism was top secret back then but is common knowledge now (outside the mainstream media, that is). It has always been Anglo-America and financial wealth first – Trump makes it crystal clear today. The Anglo-Americans severed their ideological links to the world a long time ago – if they were ever there in the first place…

…The Anglo-Americans are very much redundant today. The Empire is empty. Its authority in every way has shrank rapidly in the last two decades. It preaches with blood on its hands. Its lectures are lies. And its precious money is nothing but paper. Its New World Order is in chaos. And the world is better because of it. Finally the free world is emerging.»

https://www.counterpunch.org/2018/04/13/i-love-the-smell-of-imperial-meltdown-in-the-morning/

Aidan O’Brien crede che il problema sia l’imperialismo degli Anglo-Americani e il liberalismo, cioè la democrazia liberale.

Egli non ha compreso che lo scopo supremo del mondialismo è l’eliminazione dello Stato, ciò che George Soros chiama “global open society”, in italiano “società aperta globale”, e che tale scopo non è made in USA, ma bensì è made in Europe.

Ho scritto infatti in un precedente post:

«…chi ha ideato, voluto e attuato il mondialismo: il Conte Henri de Saint-Simon (1760-1825), il Conte Richard Coudenhove-Kalergi (1894-1972), il marito della Regina Juliana dei Paesi Bassi, cioè il Principe Bernhard dei Paesi Bassi (1911-2004), il capitalista David Rockefeller (1915-2017)»

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/10/luci-e-ombre-del-pensiero-di-renaud-camus-sul-mondialismo/

2) l’articolo di Nafeez Ahmed intitolato Documento dell’esercito: la strategia statunitense per ‘detronizzare’ Putin in rapporto agli oleodotti potrebbe provocare la Terza Guerra Mondiale (titolo originale inglese Army document: US strategy to ‘dethrone’ Putin for oil pipelines might provoke WW3 – Senior DIA, Air Force and Army officials admit that NATO expansionism and US covert interference in Russian internal politics may trigger “next global conflict”):

«Funzionari senior della DIA (n.d.T. Defense Intelligence Agency), dell’Aeronautica Militare e dell’Esercito ammettono che l’espansionismo della NATO e le interferenze occulte degli Stati Uniti nella politica interna russa possono innescare il “prossimo conflitto globale”

Un documento dell’esercito americano riconosce i veri interessi che determinano la strategia militare statunitense nei confronti della Russia: dominare i tracciati degli oleodotti, accedere alle vaste risorse naturali dell’Asia centrale e rafforzare l’espansione del capitalismo americano in tutto il mondo…

…Uno studio condotto dall’US Army’s Command and General Staff College Press del Combined Arms Center, presso Fort Leavenworth, rivela che la strategia statunitense nei confronti della Russia è stata fortemente motivata dall’obiettivo di dominare le risorse petrolifere e del gas dell’Asia centrale e i relativi tracciati delle condutture…

…Vaste riserve di petrolio e gas naturale all’interno e intorno al Mar Caspio erano la principale fonte di interesse iniziale degli Stati Uniti nella zona. Tale interesse potrebbe fornire le basi per legami più stretti tra gli Stati Uniti e gli Stati del territorio, con gli Stati Uniti che forniscono protezione per garantire la stabilità regionale e l’indipendenza politica dei Paesi litoranei. (pag. 8)

L’intervento umanitario e le operazioni militari di mantenimento della pace nella regione, quindi, hanno sempre avuto secondi fini geostrategici più ampi, relativi alla “protezione” dell’accesso degli Stati Uniti al petrolio e al gas del Caspio…

…La promozione della “democrazia” chiaramente non significa “democrazia” nel vero senso della parola, significa semplicemente un allineamento geopolitico alla NATO, ostilità verso la Russia e un’apertura dell’economia agli investitori stranieri statunitensi e occidentali, i diritti umani calpestati.»

https://comedonchisciotte.org/documento-dellesercito-la-strategia-statunitense-per-detronizzare-putin-in-rapporto-agli-oleodotti-potrebbe-provocare-la-terza-guerra-mondiale/

Nell’originale inglese:

«A US Army document concedes the real interests driving US military strategy toward Russia: dominating oil pipeline routes, accessing the vast natural resources of Central Asia, and enforcing the expansion of American capitalism worldwide…

…A study by the US Army’s Command and General Staff College Press of the Combined Arms Center at Fort Leavenworth reveals that US strategy toward Russia has been heavily motivated by the goal of dominating Central Asian oil and gas resources, and associated pipeline routes…

…“Vast reserves of oil and natural gas in and around the Caspian Sea were the primary source of the US’s initial interest in the region. That interest could provide the foundation for stronger ties between the US and regional states, with the US providing protection to ensure regional stability and the political independence of the littoral countries.” (p. 8)

Humanitarian intervention and military peacekeeping operations in the region, then, have always had a broader geostrategic agenda related to the “protection” of US access to Caspian oil and gas…

…‘Democracy’ promotion clearly does not mean actual ‘democracy’ — it simply means a geopolitical alignment with NATO, hostility toward Russia, and an opening up of the economy to US and Western foreign investors, human rights be damned.»

http://medium.com/insurge-intelligence/army-study-us-strategy-to-dethrone-putin-for-oil-pipelines-might-provoke-ww3-9b1d9dbe6be9

È evidente che Nafeez Ahmed crede che il problema sia quello della lotta per il possesso delle risorse petrolifere.

3) il video della recentissima intervista di Claudio Messora a Paolo Sensini, intitolata SIRIA, TUTTE BALLE?:

Come si può notare, anche Paolo Sensini, pur dicendo molte cose condivisibili, parla di petrolio (“pipeline”) e non di ideologia mondialista.

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Il mondialismo, George Soros e le analisi sbagliate della situazione politica mondiale

16 aprile 2018

Come tutti sanno, o dovrebbero sapere, George Soros è uno dei principali promotori odierni del mondialismo (o globalismo, in inglese globalism, in francese mondialisme).

Ho scritto in un mio post precedente:

«1) è teoricamente sbagliato e praticamente impossibile imporre la democrazia a culture diverse dalla cultura occidentale: questo è puro etnocentrismo (primo errore dei mondialisti).

2) è teoricamente sbagliato e praticamente impossibile imporre al genere umano l’eliminazione dello Stato (secondo errore dei mondialisti, molto più grave del primo, in quanto lo Stato appartiene alla ratio, cioè è universale, quindi esso non può essere eliminato in nessuna comunità umana).

3) l’ideologia mondialista manca anche di coerenza interna, in quanto senza Stato non vi può essere forma di governo: la forma di governo è la forma di governo di uno Stato, quindi eliminando lo Stato si elimina anche la forma di governo.

Ciò significa che eliminando lo Stato, la democrazia scompare. Del resto scompare anche l’autocrazia. Cosa si ottiene quindi eliminando lo Stato? La “guerra di tutti contro tutti” (in latino “bellum omnium contra omnes”, in inglese “war of all against all”), come ci insegnò Thomas Hobbes, guerra in cui ovviamente vincono i più forti: l’élite globalista, la finanza internazionale, le banche, ecc. ecc.

Proprio ciò che sta avvenendo attualmente.»

https://luigicocola.wordpress.com/2018/03/25/i-mondialisti-sono-semplicemente-ignoranti/

I tre suddetti punti riguardano gli obiettivi del mondialismo secondo la visione di George Soros, vedi qui:

«Shuster: Where is the main focus of the Open Society [Open Society Foundations, nota mia] today?

Soros: We are basically supporting the development of open societies in individual countries and what I call a global open society—international law, international institutions, strengthening the world order. So those are the two aspects.»

Consequences of the War on Terror (September 20, 2006)

http://www.lawac.org/EventDetail/eventid/612

(oppure su Google Scholar, cercando Consequences of the War on Terror)

Vedi anche qui:

«In questo libro sostengo che le democrazie del mondo dovrebbero formare una alleanza con il duplice scopo di: 1) favorire lo sviluppo di società aperte all’interno dei singoli paesi; 2) potenziare il diritto internazionale e le istituzioni necessarie a una società aperta globale.»

George Soros, La società aperta – Per una riforma del capitalismo globale, Ponte alle Grazie, 2001 (trad. it. di Open Society – Reforming Global Capitalism, Public Affairs, 2000), pag. 8

Per capire cosa intende George Soros occorre capire il suo linguaggio: egli usa il termine “open society” (in italiano “società aperta“) nel senso popperiano di democrazia liberale che ho mostrato qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/01/luso-del-termine-open-society-da-parte-di-george-soros-e-una-frode/

Mentre egli usa il termine “global open society” (in italiano “società aperta globale“) in senso antipopperiano, cioè nel senso di eliminazione dello Stato dalla faccia della terra (Popper ritiene necessario lo Stato), vedi qui:

«Siamo riusciti a unirci al livello dello Stato sovrano: abbiamo degli Stati democratici, in cui vige lo stato di diritto e il rispetto verso il prossimo. Ora è necessario affrontare la questione su scala globale.
La soluzione non può essere la stessa: uno Stato mondiale costituirebbe una minaccia alla libertà più grave di quella rappresentata dalla molteplicità di Stati nazionali. La soluzione non può neppure essere progettata astrattamente…»

ibid., pag. 180

Vedi anche qui:

«When I speak of a global society, I do not mean a global state. States are notoriously imperfect even at the national level. We need to find new solutions for a novel situation…»

George Soros, Toward a Global Open Society, The Atlantic, January 1998

https://www.theatlantic.com/magazine/archive/1998/01/toward-a-global-open-society/307878/

Per capire in modo approfondito qual è il nodo della questione, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/01/23/ulteriori-considerazioni-su-george-soros-e-sulloccidente/

Tutto questo è in genere ignorato da coloro che fanno analisi critiche dell’attuale situazione politica mondiale.

Così, alla narrazione immaginaria dei mondialisti e della loro propaganda, si contrappone, o meglio si aggiunge, una narrazione immaginaria degli analisti politici critici: un esempio di quest’ultima è costituito dai vari commenti critici che si possono leggere o ascoltare dappertutto circa l’attacco di Donald Trump alla Siria di due giorni fa.

Nessuno, mi sembra, ha nominato a questo proposito la “Alleanza per la Società Aperta” (Stati Uniti d’America, Regno Unito, Canada, Australia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Belgio, Spagna, Italia, ecc. ecc.) di cui scrive George Soros:

«L’Alleanza per la Società Aperta cercherebbe di suscitare un’adesione spontanea, ma anche con tutta la buona volontà del mondo non sempre potrà farcela; quindi non si può escludere del tutto l’opzione militare. Anche se l’Alleanza non dovesse conquistare il controllo del Consiglio di Sicurezza, in ogni caso potrebbe sempre aggirarlo e attivare la NATO senza l’autorizzazione del Consiglio, com’è avvenuto nella crisi del Kosovo.»

George Soros, La società aperta – Per una riforma del capitalismo globale, Ponte alle Grazie, 2001 (trad. it. di Open Society – Reforming Global Capitalism, Public Affairs, 2000), pag. 430

Eppure è proprio la “Alleanza per la Società Aperta”, o buona parte di essa, che ha demolito le autocrazie (cioè, in senso popperiano, le “società chiuse”) di Saddam e di Gheddafi e che vuole demolire oggi l’autocrazia di Assad.

E che accusa la Russia di Putin di essere un’autocrazia.

Viviamo in un’epoca molto strana.

Invece nella guerra fredda tutto era chiaro: c’era il comunismo da un lato e gli anticomunisti dall’altro.

Perché, per esempio, i russi, che sono antimondialisti, non esprimono (forse la pensano, ma non la esprimono) una corretta analisi della situazione politica mondiale?

Probabilmente perché, come ho mostrato nei miei scritti, dovrebbero indicare nel Cristianesimo l’origine del mondialismo e questo non possono farlo, avendo posto nel Cristianesimo ortodosso uno dei cardini della loro politica attuale.

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I funanbolismi di Donald Trump

13 aprile 2018

A proposito del false flag attuale riguardante la Siria (ormai quello del gas nervino è il tormentone preferito dai globalisti), mi pare che molti non hanno ancora ben chiaro il quadro della situazione, che è il seguente:

Donald Trump è un nazionalista, in altre parole è un nemico giurato del mondialismo (“Americanism, not globalism, will be our credo”).

Egli non farà mai quello che fecero George W. Bush con l’Iraq e Obama con la Libia.

Certo, è in una situazione politica interna precaria, perché la United States Constitution è ormai carta straccia e la democrazia degli Stati Uniti d’America è rotta: l’élite globalista USA non ha accettato infatti la sua elezione democratica, libera e legale a 45° Presidente USA.

Donald Trump si deve quindi adattare a funambolismi anche estremi, verso i quali è, del resto, molto portato: egli è stato uno showman di grande successo (14 stagioni di The Apprentice) e inoltre egli è un notissimo appassionato di wrestling.

Cos’è il wrestling?

Pensateci sopra.

P.S.: ho pubblicato questo post la mattina del 13 aprile, cioè prima dell’attacco di Trump alla Siria, attacco che ha confermato pienamente quanto da me scritto.

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