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Marcello Veneziani, le regioni e la destra politica italiana

27 settembre 2012

Leggo un post di Marcello Veneziani del 22 settembre sulle regioni:

Mille ragioni per tagliare le Regioni

“Per colpire la casta e i costi esagerati del settore pubblico manca il coraggio civile e radicale di abolire le Regioni. Lo scrivo da tempo. Sono la vergogna d’Italia, persino più del Parlamento (da dimezzare). Il marcio emerso ora è solo la cresta, il costo vero è il raddoppio di tutto: ci permettiamo il lusso di mantenere un doppio Stato, uno centrale e uno federale.

Le Regioni costano l’ira di Dio, moltiplicano il ceto politico e il finanziamento pubblico ai partiti, dispongono di poteri esagerati, divorano risorse, duplicano la burocrazia statale. Anziché accanirsi con gli spiccioli delle Province, è lì che bisogna tagliare.

L’inizio del declino italiano,del suo indebitamento e della crescita vertiginosa della partitocrazia, coincide con la nascita delle Regioni, 1970…

…Una riforma necessaria, risparmiosa e ragionevole, perciò non si farà mai. Non sono in grado di farla né i partiti né i tecnici.

E allora chi? Chi? La domanda risuona nel vuoto.”

http://www.ilgiornale.it/news/mille-ragioni-tagliare-regioni-839805.html

Innanzitutto lei parla solo di denaro (Marx ha agito anche su di lei?) e le sfugge evidentemente la distruzione dello Stato italiano che l’istituzione delle regioni ha comportato (è precisamente a questo scopo che la sinistra italiana impose tale istituzione, perché essa è posseduta dall’utopia di eliminare lo Stato, come ho scritto più volte nei post precedenti).

In secondo luogo, suscita in me grande indignazione la sua vana domanda finale: chi farà mai questa sacrosanta riforma, ossia eliminare le regioni?

Certamente non sarà la destra castrata dal Vaticano della quale lei è uno dei più noti rappresentanti.

Una destra paralitica e fallita. Perché tale è una destra che non difende lo Stato con qualsiasi mezzo possibile e immaginabile, anche a costo di morire, e che evidentemente non prende in considerazione la teoria dello Stato e Max Weber.

È una destra che ha paura “dell’uso legittimo della forza fisica” (Max Weber, La politica come professione, 2005, Armando, pag. 33).

È una destra sostanzialmente contraria allo Stato.

È una destra che tra Chiesa e Stato (una scelta che non si può eludere) sceglie la Chiesa.

Certo, a parole si può dire quello che si vuole, ma le parole non contano, contano i fatti.

Vedi su quest’argomento il mio post del 23 agosto (pubblicato quindi ben prima che scoppiasse lo scandalo della regione Lazio):

La destra politica italiana è una destra fallita

https://luigicocola.wordpress.com/2012/08/23/la-destra-politica-italiana-e-una-destra-fallita/

Copyright © 2012 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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Oggi voglio riproporre un vecchio post…

7 settembre 2012

Oggi voglio riproporre un vecchio post. Oddio, vecchio per modo di dire, perché è quello del 12 luglio. Si intitola: “I have a dream”.

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Come Martin Luther King, anche io ho ancora un sogno. E anche il mio sogno ha radici profonde.

Ho un sogno, che un giorno questa nazione, la nazione italiana, ora in ginocchio, si rialzerà in piedi e disperderà gli spacciatori di utopie (la sinistra politica italiana) e coloro che vogliono mantenerla nel Medio Evo (la destra politica italiana).

Ho un sogno, che un giorno il popolo italiano si riprenderà il potere politico rubatogli dall’unione europea, dalle banche, dalla finanza internazionale e dai loro servi, e ricostruirà uno Stato indipendente e sovrano, lo Stato italiano.

Ho un sogno, che un giorno il popolo italiano si riapproprierà di quel lembo di territorio romano che è suo e di nessun altro, intendo il territorio del Vaticano. Perché solo così il popolo italiano potrà separare lo Stato dalla Chiesa e uscire una volta per tutte dal Medio Evo.

Ho un sogno, che un giorno il popolo italiano ricostruirà uno Stato di province, uno Stato che sia unito, ripudiando lo Stato di regioni, che porta alla disunione e alla discordia.

Ho un sogno, oggi!

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P.S.: oggi, 7 settembre 2012, questo blog, iniziato l’8 luglio 2012, ha raggiunto le cinquemila visite.

Oggi citerò Dante, il padre della lingua italiana

2 agosto 2012

“Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di provincie, ma bordello!”

http://it.wikisource.org/wiki/Divina_Commedia/Purgatorio/Canto_VI

Vedi anche:

http://it.wikipedia.org/wiki/Purgatorio_-_Canto_sesto

e

http://it.wikipedia.org/wiki/Dante_Alighieri

I have a dream

12 luglio 2012

Come Martin Luther King, anche io ho ancora un sogno. E anche il mio sogno ha radici profonde.

Ho un sogno, che un giorno questa nazione, la nazione italiana, ora in ginocchio, si rialzerà in piedi e disperderà gli spacciatori di utopie (la sinistra politica italiana) e coloro che vogliono mantenerla nel Medio Evo (la destra politica italiana).

Ho un sogno, che un giorno il popolo italiano si riprenderà il potere politico rubatogli dall’unione europea, dalle banche, dalla finanza internazionale e dai loro servi, e ricostruirà uno Stato indipendente e sovrano, lo Stato italiano.

Ho un sogno, che un giorno il popolo italiano si riapproprierà di quel lembo di territorio romano che è suo e di nessun altro, intendo il territorio del Vaticano. Perché solo così il popolo italiano potrà separare lo Stato dalla Chiesa e uscire una volta per tutte dal Medio Evo.

Ho un sogno, che un giorno il popolo italiano ricostruirà uno Stato di province, uno Stato che sia unito, ripudiando lo Stato di regioni, che porta alla disunione e alla discordia.

Ho un sogno, oggi!

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