Posts Tagged ‘questione ebraica’

Ecco chi è dalla parte dell’Iran e di Khamenei

14 maggio 2018

Chi è dalla parte dell’Iran e dell’Ayatollah Ali Khamenei e contro lo Stato d’Israele e Donald Trump?

Nientepopodimeno che…Romano Prodi.

Il distruttore in capo dell’economia italiana (e quindi del popolo italiano) scrive (il 13 maggio 2018):

I gesti unilaterali e offensivi di Trump mettono a rischio l’amicizia Europa-USA
Rottura sul nucleare – L’Europa deve lasciare solo Trump sul dossier Iran

«Sono passati cinque giorni da quando Trump ha annunciato il ritiro americano dal trattato sul controllo dell’armamento nucleare iraniano, firmato nel 2015 anche da Russia, Cina, Germania, Francia e Gran Bretagna. Tuttavia, più passa il tempo, più è difficile capire le ragioni per cui questo gesto unilaterale così grave sia stato compiuto [veramente? nota mia].

La prima perplessità riguarda la caduta di credibilità internazionale che verrà a pesare sugli Stati Uniti. L’affidabilità americana è infatti destinata a crollare se un presidente può liberamente disfare quello che i suoi predecessori avevano invece sottoscritto dopo anni di faticose trattative e dopo che l’agenzia di controllo dell’Onu e il Consiglio di sicurezza hanno accertato che gli obblighi contenuti nel trattato sono sempre stati rispettati. È infatti noto che i patti sottoscritti debbono essere onorati [in altre parole l’euro e l’Unione Europea non possono essere ripudiati, nota mia]

…Nessun dubbio sull’atteggiamento da tenere sia nel presente sia nel futuro da parte dei paesi europei: rimanere fedeli al trattato e niente sanzioni finché esso continua ad essere rispettato. Certo dobbiamo tenere presente che le singole imprese europee, anche se condurranno rapporti corretti con l’Iran, saranno potenzialmente soggette a sanzioni da parte americana. Occorre quindi che i paesi europei facciano finalmente fronte comune perché, in questo caso, le possibilità di essere danneggiate saranno vicine allo zero.

Nei giorni scorsi abbiamo assistito al pellegrinaggio dei leader europei a Washington, allo scopo di convincere Trump a non recedere dal trattato. Questi isolati pellegrinaggi hanno avuto come risultato che il Presidente americano non solo lo ha ripudiato ma ha annunciato un aggravamento delle sanzioni. Singolarmente presi gli stati europei hanno sostanzialmente subito un’umiliazione proprio perché, singolarmente presi, non possono ottenere alcun risultato, salvo quello di continuare ad essere sfottuti e snobbati [che è proprio ciò che meritano, il mondialismo e l’Unione Europea finiranno inevitabilmente nella pattumiera della storia, nota mia]

…E non è certo con una politica di isolamento che Trump può difendere gli interessi di lungo periodo di Israele e dell’Arabia Saudita, pilastri della politica americana in Medio Oriente. Fino ad ora la decisione di Trump sul nucleare iraniano ha ottenuto infatti il singolare risultato di rafforzare la posizione di Russia e Cina che, almeno sulla carta, sono nemici degli Stati Uniti, mentre ha danneggiato e indebolito i tradizionali amici europei. E poiché non mi sembra, almeno fino ad ora, che ci si trovi di fronte ad un rovesciamento della strategia politica americana, dobbiamo ammettere che si tratti solo di un grave errore.

L’unico rimedio per alleviare le conseguenze di quest’errore è l’adozione di una politica europea ferma e unitaria. Speriamo che, almeno in quest’occasione, questa strada venga percorsa fino in fondo.»

http://www.romanoprodi.it/strillo/i-gesti-unilaterali-e-offensivi-di-trump-mettono-a-rischio-lamicizia-europa-usa_14965.html

Si chiederanno coloro che io ho chiamato “nazionalisti antisemiti” (che sono filoislamici come i mondialisti!) come mai proprio Romano Prodi, l’emblema stesso del mondialismo, l’uomo che ha introdotto in Italia il malefico euro, l’arma economica che il mondialismo usa per distruggere gli Stati europei, sia dalla parte dell’Iran e dell’Ayatollah Ali Khamenei e contro lo Stato d’Israele e Donald Trump?

Non credo (dovrebbero ripudiare le loro stupide analisi del mondialismo!).

Ma, ovviamente, sarei felice di sbagliarmi.

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/05/04/a-proposito-delliran-e-dellayatollah-ali-khamenei/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/02/i-mondialisti-e-khamenei-sono-alleati-contro-israele/

C’è infine da dire che una eventuale guerra tra Stati Uniti d’America e Iran sarebbe di natura completamente diversa da quella delle guerre mondialiste contro Saddam, Gheddafi e Assad, in quanto queste erano guerre contro dittature (laiche), mentre l’Iran non è affatto una dittatura (tantomeno una dittatura laica), ma bensì una teocrazia (nonostante i mondialisti sostengano cavillosamente che non lo sia, ma è chiaro il perché: perché i mondialisti e l’Iran sono alleati contro Israele e quindi l’Iran non deve essere classificato in categorie che l’Occidente considera negative).

Per una spiegazione delle guerre mondialiste contro Saddam, Gheddafi e Assad (e non contro l’Arabia Saudita), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/19/due-considerazioni-sulle-forme-di-governo/

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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A proposito dell’Iran e dell’Ayatollah Ali Khamenei

4 maggio 2018

Come ho scritto in un post intitolato I mondialisti e Khamenei sono alleati contro Israele:

«Appare evidente dunque che l’operato di Obama verso l’Iran è stato quello di aiutare la strategia di Khamenei contro Israele: il punto nodale della questione è che sia Khamanei (e con lui quella parte dell’Islam che vuole ritornare all’antica guerra contro l’Occidente) sia i mondialisti vogliono sbarazzarsi dello Stato d’Israele (per motivi diversi, è un enorme macigno da eliminare per entrambi)…

…Inoltre, tutto ciò avvalora l’evidenza (del resto già lampante di suo) che l’invasione islamica e il terrorismo islamico, cioè l’islamizzazione dell’Europa prima e l’islamizzazione dell’Occidente intero poi, sono concepiti dal mondialismo come un potentissimo mezzo per eliminare lo Stato (cioè per realizzare il Nuovo Ordine Mondiale), come scrivo da tempo, pur rimanendo l’ultracapitalismo (cioè la riduzione in miseria del popolo) il mezzo specifico del mondialismo…»

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/02/i-mondialisti-e-khamenei-sono-alleati-contro-israele/

In conclusione: qualsiasi occidentale che sostenga l’Iran e l’Ayatollah Ali Khamenei e/o deplori lo Stato d’Israele o è un mondialista consapevole o è un mondialista inconsapevole.

Tertium non datur.

Non capire questo, vuol dire non saper ragionare.

E alle anime candide che sono scandalizzate dai mezzi che gli israeliani adoperano per mantenere il proprio Stato (che è di creazione molto recente, ha solo 70 anni) vorrei dire: siete solo degli ipocriti, credete forse che agli altri popoli i loro rispettivi territori vennero, a suo tempo, regalati?

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Dopo un anno di governo Donald Trump ha vinto

12 dicembre 2017

Nonostante che il Congresso degli Stati Uniti d’America, una delle più potenti incarnazioni del mondialismo, alla fine di luglio abbia votato quasi all’unanimità per mantenere e inasprire le sanzioni alla Russia (che è il campione dei paesi nazionalisti), oggi Donald Trump ha vinto.

Ed ha vinto perché con grande intelligenza, sapiente strategia e tenace determinazione (altro che le ridicole accuse di incompetenza, imprevedibilità e avventatezza da parte della propaganda mondialista) ha realizzato tre punti fondamentali del suo programma nazionalista (sui quali ovviamente incasserà, come prevede la forma di governo democratica, il sostegno e i voti dei suoi elettori):

1) la riforma fiscale votata dal Congresso, che produrrà molti nuovi posti di lavoro negli Stati Uniti d’America, contrastando così la criminale politica ultracapitalista dei mondialisti, che vuole affamare il popolo statunitense (“We the People of the United States…”)

2) il muslim ban, che è stato autorizzato dalla Corte Suprema, cioè dal potere giudiziario degli Stati Uniti d’America

3) il riconoscimento di Gerusalemme come capitale dello Stato d’Israele da parte degli Stati Uniti d’America.

Questa è una lucidissima strategia nazionalista, che si oppone a due di quelle che io ho indicato come le tre caratteristiche necessarie del mondialismo, cioè i tre cavalieri dell’Apocalisse mondialista:

1) povertà (causata dall’ultracapitalismo mondialista)

2) invasione islamica e terrorismo islamico (perché l’islamizzazione dell’Occidente è uno dei mezzi usati dal mondialismo per eliminare lo Stato)

3) guerra, anche nucleare, contro la Russia nazionalista (il programma di Hillary Clinton, il Darth Vader del mondialismo).

Per quanto riguarda quest’ultimo punto, è ovvio che l’antiglobalista Donald Trump, come comandante in capo delle Forze Armate degli Stati Uniti d’America, non permetterà mai la guerra contro l’antiglobalista Vladimir Putin, perché hanno entrambi lo scopo di sconfiggere il mondialismo.

Ho scritto delle tre caratteristiche necessarie del mondialismo in un mio post del 2016:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/08/17/tre-caratteristiche-necessarie-del-mondialismo

Per quanto riguarda Gerusalemme, ho scritto molte volte dell’esigenza capitale nella lotta al mondialismo di schierarsi dalla parte dello Stato d’Israele, e ciò per vari motivi, ma soprattutto perché:

1) il mondialismo non ha origine e natura ebraiche, ma bensì cristiane (come mostrato non solo da me, ma anche da Norberto Bobbio)

2) il mondialismo è filoislamico, dato che usa masse islamiche per eliminare in Occidente lo Stato

3) è fondamentale delegittimare gli ebrei internazionalisti e ciò lo possono fare meglio di tutti gli ebrei nazionalisti, cioè i sionisti.

Come ho scritto in un precedente post:

«Infatti la questione ebraica è la chiave di volta per sconfiggere il mondialismo.»

https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/06/donald-trump-promuove-il-nazionalismo-ebraico/

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/09/21/perche-la-destra-italiana-e-in-consonanza-con-lislam/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/04/13/la-nuova-destra-deve-liberarsi-di-quella-vecchia/

In conclusione, Donald Trump sta realizzando ciò che io ho sempre scritto a proposito del mondialismo.

God bless Donald Trump.

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President Donald Trump delivers remarks on Wednesday, March 15, 2017, at the American Center for Mobility in Ypsilanti, Michigan. Official White House Photo by Shealah Craighead

By The White House from Washington, DC [Public domain], via Wikimedia Commons

Come disse Hegel

8 dicembre 2017

Ho letto in internet molti commenti alla decisione di Donald Trump su Gerusalemme e non ne ho trovato neanche uno che cogliesse nel segno.

Ho scritto la mia opinione sul vero motivo della decisione di Trump nel post del 6 dicembre e ne rimango ancora oggi, dopo due giorni, fermamente convinto, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/06/donald-trump-promuove-il-nazionalismo-ebraico/

Come ho scritto ieri, in un altro post:

«La verità è che, senza poter nominare il mondialismo (nessuno dei due articoli citati lo nomina), per via della censura mondialista, non si può scrivere altro che stupidaggini.»

Il bello è che perfino chi nomina il mondialismo (anche detto globalismo) non riesce a capire il vero motivo della decisione di Trump e questo perché in genere si pensa che il mondialismo abbia origine e natura ebraiche (io non la penso affatto così).

Ma non è stupefacente?

Insomma, abbiamo davanti a noi un uomo, un leader regolarmente e legalmente eletto 45° Presidente degli Stati Uniti d’America (certo, è colpa di Putin, che ha ipnotizzato gli elettori americani! oppure è colpa degli alieni!), il quale ha dichiarato a tutto il mondo, prima di essere eletto:

«We will no longer surrender this country, or its people, to the false song of globalism.

The nation-state remains the true foundation for happiness and harmony.»

e anche:

«Americanism, not globalism, will be our credo.»

Quest’uomo ha una figlia (amatissima) e un genero (con il quale è in eccellenti rapporti) entrambi di religione ebraica (la figlia si è convertita all’Ebraismo prima di sposarsi).

Ebbene, si sono mai chiesti i molti nazionalisti antisemiti, cioè i nazionalisti che credono erroneamente che il mondialismo abbia origine e natura ebraiche, come sia possibile conciliare l’antiglobalismo di Donald Trump col fatto di avere la figlia e il genero entrambi ebrei?

Secondo le loro stupide teorie ciò sarebbe fortemente contraddittorio, anzi impossibile.

Ma come disse Hegel: «Wenn die Tatsachen nicht mit der Theorie übereinstimmen, um so schlimmer für die Tatsachen», in inglese «When the facts do not agree with the theory, so much the worse for the facts», in italiano «Quando i fatti non concordano con la teoria, tanto peggio per i fatti».

Oggi quest’uomo, Donald Trump, come aveva promesso in campagna elettorale, ha deciso il riconoscimento di Gerusalemme come capitale dello Stato d’Israele da parte degli Stati Uniti d’America.

Possibile che nessuno, dico nessuno, tranne me, metta in relazione tale sua decisione con il suo antiglobalismo, il quale è stato dichiarato da lui stesso pubblicamente, davanti a tutto il mondo?

Che i mondialisti neghino tale relazione è ovvio e scontato, ma che la neghino i nazionalisti è stupefacente.

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By Jakob Schlesinger (1792-1855) (Unknown) [Public domain], via Wikimedia Commons

Gli assurdi commenti alla decisione di Trump su Gerusalemme

7 dicembre 2017

Leggo la seguente perla in un articolo di Fulvio Scaglione pubblicato su linkiesta.it il 6 dicembre 2017 e intitolato Gerusalemme capitale d’Israele, la mossa di Trump contro Iran e Russia L’ambasciata americana a Gerusalemme è parte di una strategia per avvicinare Israele all’Arabia Saudita in opposizione a Iran e Libano. I negoziati di pace con i palestinesi sarebbero il prossimo passo dell’amministrazione Trump:

«Dal punto di vista della legittimità internazionale, insomma, l’annessione israeliana di Gerusalemme Est vale quanto l’annessione russa della Crimea: nulla.»

http://www.linkiesta.it/it/article/2017/12/06/gerusalemme-capitale-distraele-la-mossa-di-trump-contro-iran-e-russia/36410/

Ecco a che livelli di assurdità si può arrivare quando ci si dimentica ciò che scrisse Hobbes nel 1651:

«E patti senza la spada non sono che parole…» (Thomas Hobbes, Leviatano, 2009, Laterza, pag. 139).

La spada è l’antico simbolo biblico della forza (Bibbia Emmaus, pag. 2450).

Del resto l’intero articolo di Scaglione è un’assurdità, in che altro modo definire la tesi che «L’ambasciata americana a Gerusalemme è parte di una strategia per avvicinare Israele all’Arabia Saudita in opposizione a Iran e Libano», come recita il sottotitolo?

Posso ben immaginare quanto siano felici in Arabia Saudita per l’ambasciata americana a Gerusalemme e quanto adesso si sentano più vicini di prima a Israele!

Il vero motivo della decisione di Trump l’ho scritto nel mio post di ieri:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/06/donald-trump-promuove-il-nazionalismo-ebraico/

P.S.: perfino l’ISPI, Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, scrive stupidaggini su questo argomento, vedi il seguente articolo (6 dicembre 2017):

Trump sceglie: Gerusalemme capitale di Israele

http://www.ispionline.it/it/pubblicazione/trump-sceglie-gerusalemme-capitale-di-israele-19135

La verità è che, senza poter nominare il mondialismo (nessuno dei due articoli citati lo nomina), per via della censura mondialista, non si può scrivere altro che stupidaggini.

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Donald Trump promuove il nazionalismo ebraico

6 dicembre 2017

Donald Trump, come aveva promesso in campagna elettorale, ha deciso il riconoscimento di Gerusalemme come capitale dello Stato d’Israele da parte degli Stati Uniti d’America.

Così facendo, egli intelligentemente promuove il nazionalismo ebraico, cioè il sionismo, a scapito degli ebrei internazionalisti.

Infatti la questione ebraica è la chiave di volta per sconfiggere il mondialismo.

Sostenere che l’ideologia mondialista abbia origine e natura ebraiche non solo vuol dire sostenere il falso (criterio di verità), come ho sempre mostrato nei miei scritti, è anche disastroso e fallimentare per la lotta contro tale delirante e criminale ideologia (criterio di utilità).

Purtroppo i nazionalisti antisemiti proprio non ci arrivano.

Ed è tragico che neanche si accorgono di essere filoislamici esattamente come i mondialisti.

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