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Ma perché Jinping e Putin sono così cattivi?

26 giugno 2013

Leggo su Diritto di critica l’interessante articolo di Sirio Valent: Caso Snowden, Washington è sola contro tutti.

http://www.dirittodicritica.com/2013/06/25/snowden-usa-russia-cina-estradizione/

In esso viene impietosamente descritto il fallimento della politica estera di Obama.

In particolare: Xi Jinping e Vladimir Putin non vogliono “aiutare il collega Obama, ormai in braghe di tela”.

Mi sono chiesto: «Ma perché Jinping e Putin sono così cattivi?».

«Perché non vogliono aiutare Obama?».

Poi, ricordando un mio post di qualche giorno fa, ho capito.

Jinping e Putin non conoscono il “co-operative world of John Rawls”, di cui ha scritto Philip Stephens nel suo articolo Nations are chasing the illusion of sovereignty, pubblicato dal Financial Times del 6 giugno.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/06/18/the-illusion-of-a-co-operative-world/

Obama quindi non deve fare altro che organizzare in Cina e in Russia convegni e seminari sul co-operative world of John Rawls.

Copyright © 2013 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

The illusion of a co-operative world

18 giugno 2013

Leggo sul Financial Times del 6 giugno un articolo di Philip Stephens intitolato Nations are chasing the illusion of sovereignty.

L’articolo è visibile qui in formato pdf:

http://www.astrid-online.it/Governo-de1/Rassegna-s/Stephens_FT_6_6_13.pdf

L’incipit è questo: “The state is back.”, “Lo stato è tornato.”.

Stephens si meraviglia che al giorno d’oggi il concetto di Stato sia più vivo che mai. E definisce ciò illusione, chimera.

Vediamone una frase significativa:

“The new powers – China, India, Brazil, South Africa and the rest – prefer the absolute sovereignty of Thomas Hobbes to the co-operative world of John Rawls.”

Ebbene, quest’articolo è pura propaganda antistato. E usa argomenti fallaci per sostenere tale propaganda.

Di John Rawls ho già scritto qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/06/13/e-mai-possibile-sostenere-che-possa-esistere-uno-stato-sociale-senza-stato/

Philip Stephens, nella sua mistificazione, arriva a prospettare che gli Stati siano nati dalla pace di Westfalia del 1648 (senza peraltro avere il coraggio di scriverlo chiaramente).

Che lo Stato sia sempre esistito l’ho scritto più volte, ad esempio qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/08/10/ma-lo-stato-e-sempre-esistito-oppure-e-uninvenzione-recente/

Affermare, ad esempio, che la polis degli antichi greci non fosse una città stato fa parte della più grossolana e rozza propaganda antistato.

Vorrei inoltre far notare che, sia per quanto riguarda John Rawls, sia per quanto riguarda il problema dell’origine dello Stato, uso argomenti non miei, bensì di Norberto Bobbio, argomenti che ho riportato nei miei due suddetti post.

Resta infine la gravità inaudita di tutto ciò: se il Financial Times pubblica questa grossolana e rozza propaganda antistato, la portata del conflitto è enorme.

Come possono questi mistificatori sperare di vincere? Non hanno nessuna possibilità di vittoria, perché le grandi mistificazioni prima o poi crollano, vedi ad esempio il comunismo.

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È mai possibile sostenere che possa esistere uno Stato sociale senza Stato?

13 giugno 2013

Leggo un articolo di Guido Rossi sul Sole24ore del 9 giugno, intitolato L’eccesso di austerity ha spogliato anche il Re (che ora è nudo):

«L’idea sbagliata e pericolosa di austerity ha condotto il nostro Paese al disastro attuale, non solo con il ricorso a tecnici di governo, ma soprattutto alla sua propagazione, la quale ha origini addirittura nostrane, come documentato sia da un articolo di Krugman sul penultimo numero della New York Review of Books, sia dal libro di Blyth (Austerity, Oxford 2013), che dedica un paragrafo ai “Bocconi boys” (p. 170), con aspre critiche.

Ora, tuttavia, che il re è nudo, è forse tempo di comprendere che la soluzione ai nostri problemi non viene tanto dall’austerità, ma da una politica di welfare, in modo tale che banche, imprese e lavoratori riprendano nella crescita le loro corrette funzioni.»

http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2013-06-09/leccesso-austerity-spogliato-anche-142428.shtml

Devo purtroppo constatare che, a proposito dell’Unione Europea, Guido Rossi persiste nell’errore (vedi post precedenti): cosa significa “welfare”? Significa welfare State, in italiano Stato sociale.

È mai possibile sostenere che possa esistere un welfare State senza State? Uno Stato sociale senza Stato? No, non è possibile, eppure Guido Rossi afferma proprio questo. E aggrava il suo errore citando John Rawls, che è l’autore di un saggio insensato: Una teoria della giustizia.

La filosofia di Rawls prende le mosse, come egli stesso dichiara (John Rawls, Una teoria della giustizia, Feltrinelli, 2010, pag. 18 e pag. 32), da quella di John Locke, sul quale ho abbondantemente scritto nei post precedenti e nei miei due saggi di scienza politica. Locke e il suo tardo epigono Rawls non si muovono nel campo della scienza politica, ma nel campo della filosofia morale.

Infatti, come scrive magistralmente Norberto Bobbio:I due criteri, l’aristotelico, fondato sull’interesse, e il lockiano, fondato sul principio di legittimità, sono criteri non analitici ma assiologici, in quanto servono a contraddistinguere il potere politico quale dovrebbe essere e non quale è, le forme buone dalle forme corrotte. [il corsivo è mio]” (Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pagg. 69-70).

Invece la distinzione del potere politico (il potere della forza fisica) dalle altre forme di potere (ossia il potere economico e il potere della propaganda), operata da Machiavelli nel Principe (“E’ principali fondamenti che abbino tutti li stati, così nuovi, come vecchi o misti, sono le buone legge e le buone arme.”, Machiavelli, Il Principe, Rizzoli, 1991, pag. 128) e seguita da Hobbes, Weber, Kelsen e Bobbio, produce una “teoria realistica del potere politico” (Bobbio, ibid., pag. 70).

Perché scrivo che Guido Rossi afferma che possa esistere uno Stato sociale senza Stato? Perché l’Unione Europea (che non a caso si chiama così e non Stati Uniti d’Europa) serve proprio a questo: a eliminare lo Stato, come ho più volte spiegato nei post precedenti. Essa si basa sul mito della dannosità dello Stato, mito creato dalla filosofia di John Locke, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/10/23/il-mito-della-dannosita-dello-stato/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/07/18/perche-loccidente-cerca-ripetutamente-di-suicidarsi/

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