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Luci e ombre del pensiero di Renaud Camus sul mondialismo

10 febbraio 2018

Ho letto in internet diverse interviste a Renaud Camus, lo scrittore francese che ha coniato il felicissimo termine “Le Grand Remplacement”, in italiano “La Grande Sostituzione”, in inglese “The Great Replacement”, per indicare la sostituzione dei popoli occidentali con popoli africani e mediorientali che sta avvenendo sotto i nostri occhi.

Questo termine è il titolo di un suo libro del 2011, che stranamente (o anche no) non è stato ancora tradotto né in italiano, né in inglese, né, a quanto pare, in nessuna altra lingua.

Nelle interviste che ho letto c’è un concetto per me assai interessante.

Ecco come Camus l’ha espresso nell’intervista pubblicata da Libero il 5 ottobre 2015:

“Che responsabilità ha l’ élite intellettuale di sinistra?

«Oh, non tanto più grandi degli intellettuali di destra, i quali sono ugualmente favorevoli alla Grande Sostituzione (Camus li definisce remplacistes, ndr). La sola linea di separazione che conta veramente oggi, intellettualmente, moralmente, politicamente e quasi militarmente, è quella tra i remplacistes e gli antiremplacistes. Questi ultimi sono i sostituibili che non vogliono farsi sostituire, E naturalmente ci sono anche i remplaçants [rimpiazzi, sostituti, nota mia], sempre più numerosi e potenti. Sono come gli uccelli nel film di Hitchcock: attendono il loro turno. I remplacistes sono pazzi: sostituiscono un popolo rincretinito dall’ insegnamento dell’ oblio e dall’ industria dell’ ebetudine, frustrato, rabbioso, lobotomizzato, senza identità, con un popolo ultraidentitario. Scavano la loro tomba. Il problema è che nello stesso tempo stanno scavando anche la nostra [il neretto è mio]».”

http://www.liberoquotidiano.it/news/esteri/11834887/Renaud-Camus—Gli-immigrati.html

Ecco come lo scrittore francese l’ha espresso nell’intervista pubblicata dal Primato Nazionale il 6 febbraio 2016:

“La Grande Sostituzione deve essere concepita come la sostituzione di una civiltà per mano di un’altra (per esempio la civiltà europea rimpiazzata dalla civiltà arabo-islamica) o – come personalmente credo – come la creazione di una non-civiltà in cui tutti gli uomini e tutti i popoli siano sostituibili, come la vittoria della sostituibilità universale?

Ah, lei punta subito il dito sulla grande contraddizione del sostituzionismo (*), l’ideologia globale e, a mio avviso, totalitaria, che promette e instaura la Grande Sostituzione. Dal punto di vista di tale ideologia, è la seconda parte dell’alternativa che lei ha posto che è all’opera: solo che, nella sua ottica, quella che si tratta di creare non è una non-civilità, ma, al contrario, la civiltà stessa: liberale, intelligente, umana, egualitaria, fraterna, armoniosa e civilizzata, perché non ci saranno più differenze o discriminazioni tra i suoi membri, tutti fratelli, nel villaggio universale senza frontiere. Questa è la sovrastruttura, per così dire, l’ideale reclamizzato e condiviso in buona fede da una larga parte delle masse sostituzioniste. Beninteso, sappiamo bene, noi, e lo constatiamo ogni giorno, che questo ideale è falso e che ciò che prepara l’enorme macchina sostituzionista è, in effetti, come dice lei, una non-civiltà, una barbarie post-industriale e iper-economista in cui sarebbe compiuta la fabbricazione, da parte di quella che chiamo “l’industria dell’ebetudine”, dell’uomo sostituibile: de-originato, de-nazionalizzato, de-culturato, de-sessuato, cosificato, intercambiabile e delocalizzabile a piacimento. Ma c’è una contraddizione nella contraddizione. Il sostituzionismo, che è una nemesi, ha la sua propria nemesi. In effetti, esso sostituisce un popolo che ha perfettamente preparato alla Grande Sostituzione, il popolo degli uomini sostituibili, con un popolo ferocemente identitario, arabo-musulmano, islamico quando non islamista. Per dirla in un altro modo, esso sostituisce un popolo di bovini (industriali) con un popolo di iene. E così facendo scava la propria fossa. Ma è una magra consolazione [il neretto è mio]…

…Credo che le origini della Grande Sostituzione siano liberali e marxiste allo stesso tempo. Lei è d’accordo ? O, in alternativa, quale ritiene che siano le radici ideologiche di tale dinamica?

La Grande Sostituzione è il figlio mostruoso della Rivoluzione industriale al suo stadio ultimo, post-fordiano, post-industriale, e dell’antirazzismo nella sua fase senile.

Quando la Grande Sostituzione sarà compiuta, il risultato sarà un mondo infernale, persino per le élite immigrazioniste che l’hanno favorita. Perché allora queste perseguono perseguono tale obbiettivo?

Non sono sicuro che ci sia da qualche parte una volontà espressa in azione, anche se alcuni documenti dell’Onu raccomandano papale papale una sostituzione degli europei. Credo piuttosto ad enormi meccanismi incontrollabili: egualitarismo, dogma dell’inesistenza delle razze, economicismo, dittatura della piccola borghesia: “Ciò significa – dice Agamben – che la piccola borghesia planetaria è verosimilmente la forma nella quale l’umanità sta andando incontro alla sua propria distruzione”.

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(*) Camus utilizza le espressioni “remplacisme” e “remplacistes” per indicare rispettivamente l’ideologia e i partigiani del Grand Remplacement, ovvero della Grande Sostituzione. Per renderli in italiano abbiamo scelto i neologismi, benché cacofonici, “sostituzionismo” e “sostituzionisti”, al fine di conservare il legame linguistico con il concetto di “sostituzione” che è l’idea madre di tutto il pensiero di Camus. [NdT].”

http://www.ilprimatonazionale.it/cultura/renaud-camus-39456/

Ed ecco infine come Camus l’ha espresso nell’intervista pubblicata dal Tempo il 21 aprile 2016:

“Che cos’è «la Grande Sostituzione»?

«Niente di più semplice: è la sostituzione di uno o più popoli con un altro. Comincia dai palazzi, dalle strade, poi è la volta di quartieri interi, città, grandi metropoli, province e infine le nazioni. Questo crimine fa comodo ad alcune persone, ma è soprattutto il risultato di enormi meccanismi che agiscono nella società da decenni e che nessuno ha veramente voluto, a parte il conte Coudenove-Kalergi, uno dei fondatori dell’Ue, teorico del meticciato per le classi sociali meno abbienti».

Qual è il suo obiettivo?

«Il “sostituzionismo” è il figlio mostruoso della Rivoluzione industriale, nella sua fase tardiva, fordista, taylorista, e dell’antirazzismo anche lui al suo stadio senile. Le due tradizioni convergono per promuovere l’uomo sostituibile, de-originato, de-etnicizzato, de-storicizzato, de-culturalizzato, de-civilizzato, ebete. Intercambiabile, appunto. Questa “industria dell’ebetizzazione”, attraverso l’insegnamento della dimenticanza nelle scuole e l’imbecillimento delle masse attraverso la televisione, produce una materia umana indifferenziata che si vende in vasi di conserva, su cui è scritto a grosse lettere il nome della marca: “Diversità”».

Il risultato della «sostituzione» è l’islamizzazione?

«È stata ingaggiata una gara mortale fra i due totalitarismi che si dividono la zona occidentale, il “sostituzionismo” e l’Islam. Malgrado qualche scaramuccia, non sono in lotta aperta. Fra loro c’è un patto tedesco-sovietico permanente, o piuttosto tedesco-turco. Ma la guerra è inevitabile. La Nemesi dei sostituzionisti è che sostituiscono un popolo ben preparato alla sostituzione etnica dalle loro menzogne, abbruttito dall’industria dell'”ebetizzazione”, con un popolo di iene, o se vogliamo dirlo in modo più accettabile, di lupi affamati. I rimpiazzanti non sono per nulla sostituzionisti, loro. Al contrario, sono feroci identitari, fieri della loro appartenenza, dei loro codici di comportamento diversi, del loro spirito di conquista e, soprattutto, della loro religione [il neretto è mio]».”

http://www.iltempo.it/politica/2016/04/21/gallery/uno-spettro-si-aggira-in-europa-il-suo-nome-e-sostituzionismo-1007848/

Premetto di non concordare affatto con Camus quando egli indica la causa della Grande Sostituzione in “enormi meccanismi che agiscono nella società da decenni e che nessuno ha veramente voluto, a parte il conte Coudenove-Kalergi, uno dei fondatori dell’Ue, teorico del meticciato per le classi sociali meno abbienti” e quando egli afferma che “Il “sostituzionismo” è il figlio mostruoso della Rivoluzione industriale, nella sua fase tardiva, fordista, taylorista, e dell’antirazzismo anche lui al suo stadio senile”.

Anzi penso che questi sono concetti errati (criterio di verità) e dannosi (criterio di utilità) e che inoltre portano chiaramente all’assoluzione di chi ha ideato, voluto e attuato il mondialismo: il Conte Henri de Saint-Simon (1760-1825), il Conte Richard Coudenhove-Kalergi (1894-1972), il marito della Regina Juliana dei Paesi Bassi, cioè il Principe Bernhard dei Paesi Bassi (1911-2004), il capitalista David Rockefeller (1915-2017) (1).

Il mondialismo (in inglese globalism, in francese mondialisme) è un’ideologia perversa che ha lo scopo di eliminare lo Stato dalla faccia della terra, cioè ha lo scopo di instaurare un Nuovo Ordine Mondiale in cui non c’è lo Stato, ed è perversa in quanto lo Stato è una necessità della Ragione, anzi è un universale culturale, come i riti funebri e il tabù dell’incesto, e infatti lo Stato è sempre esistito, contrariamente a quanto affermato con straordinaria impudenza dalla propaganda mondialista.

Ho mostrato in questo blog che cos’è il mondialismo e qual è la sua causa, vedi per esempio qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/20/la-teoria-unificata-delle-ideologie-antistato/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/10/la-mia-analisi-del-mondialismo-e-delle-ideologie-antistato/

Il mondialismo, come ho scritto più volte, è la nemesi dell’Occidente, nemesi conseguente alla sua hybris di eliminare lo Stato schiavista romano per mezzo del Cristianesimo, operazione certamente giusta e sacrosanta (non si poteva permettere ai romani di vivere usando tutti gli altri esseri umani, quelli che non erano romani, come oggetti o come animali!), la quale, però, per essere vincente, richiese la creazione e l’uso di un’arma estremamente pericolosa (perché porta all’autodistruzione): quest’arma è l’idea che possa esistere sulla terra una comunità che non ha bisogno di un’istituzione deputata a gestire il potere della forza fisica, vale a dire lo Stato (che ha due funzioni essenziali, l’esercito e la legge), una comunità in cui non esistono aggressioni esterne (quindi l’esercito non serve più) e non esistono torti reciproci interni (quindi la legge non serve più), in definitiva una comunità in cui il Male è bandito.

Questa comunità è il Regno di Cristo sulla terra di cui parla (unicamente e solo) l’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento, che non è uno Stato monarchico, ma bensì una condizione di perfezione trascendente, in quanto Cristo, il Messia cristiano, a differenza del Messia ebraico, ha sia natura umana, sia natura divina.

In conseguenza di tale natura divina, il Male è bandito dalla terra e quindi non c’è più bisogno dello Stato.

Il Regno di Cristo sulla terra avrà una durata di mille anni, da cui il nome “millenarismo” per indicare la credenza nel suo avveramento. Il millenarismo può anche essere definito come la prescrizione di eliminare lo Stato dalla faccia della terra.

Vedi a questo proposito qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

In altre parole, per far crollare lo Stato schiavista romano, fu inculcata nel popolo, mediante il potere della propaganda, l’idea che si dovesse eliminare non lo Stato schiavista romano, ma bensì lo Stato tout court.

Fu quest’idea a produrre le invasioni barbariche, che culminarono poi nel sacco di Roma da parte dei Visigoti (410) e in quello da parte dei Vandali (455), perché i romani avevano rifiutato psicologicamente lo Stato, e quindi l’esercito, che è una delle sue due funzioni essenziali.

“L’impero romano in Occidente cadde soltanto perché i suoi sudditi non vollero combattere per difenderlo.” (2). Come hanno affermato gli storici della Columbia University negli anni Settanta del secolo scorso, se i romani avessero combattuto, i barbari sarebbero stati respinti facilmente: “…le tribù barbariche, che di norma erano formate da circa 20 000 combattenti, non sarebbero riuscite a invadere l’Italia, la Francia, la Spagna e a dominare una popolazione di circa 10 milioni di individui.” (3).

I dati numerici sono fatti oggettivi, incontrovertibili e non possono essere ignorati.

Così cadde la grande Roma, sconfitta in realtà dai cristiani, cioè da quello che Arnold J. Toynbee chiamò “proletariato interno” (4), in inglese “internal proletariat” (5), e non da pochi barbari.

Dopo il primo sacco di Roma, avendo capito la situazione, Agostino d’Ippona ideò e scrisse la sua interpretazione allegorica dell’Apocalisse di Giovanni, interpretazione che altro non è che uno stratagemma per annullare la dottrina del millenarismo, per annullare l’arma estremamente pericolosa (perché porta all’autodistruzione) usata dal Cristianesimo per far cadere Roma, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/19/lapocalisse-di-giovanni-il-millenarismo-e-il-mondialismo/

Da Agostino d’Ippona in poi, la posizione ufficiale della Chiesa di Roma è quella agostiniana: il millenarismo è una falsa credenza dovuta a un errore d’interpretazione.

Anche recentemente, nel 1995, la Chiesa di Roma, nella persona del Cardinale Ratzinger, ha ribadito la condanna del “…millenarianism, especially the “intrinsically perverse” political form of a secular messianism.” (6), in italiano: “…millenarismo, soprattutto sotto la forma politica di un messianismo secolarizzato « intrinsecamente perverso ».” (7).

Ma tutto questo purtroppo non è bastato, anche perché i protestanti, disgustati dalla corruzione della Chiesa di Roma all’epoca del Rinascimento, si misero in testa di leggere la Bibbia senza l’intermediazione del clero: cadde così il filtro interpretativo agostiniano.

Comunque anche nel cattolicesimo il millenarismo non è mai stato soffocato del tutto, basti pensare a Gioacchino da Fiore, il millenarista medievale.

Oppure a Bergoglio, il millenarista di oggi.

Per inciso, nel Cristianesimo orientale, cioè ortodosso, il millenarismo fu sempre completamente neutralizzato dal cesaropapismo introdotto da Costantino il Grande, infatti Costantinopoli non cadde per mano di pochi barbari, ma bensì, mille anni dopo la caduta di Roma, per mano dell’Islam.

In Occidente ci si poteva magari aspettare che il millenarismo col passare dei secoli scomparisse, invece non è affatto scomparso, anzi è diventato, caricandosi come una molla per quasi due millenni, un potentissimo e letale meme egoista (vedi la teoria dei memi di Richard Dawkins), che ha prodotto il mondialismo e tutte le altre ideologie antistato (teoria unificata delle ideologie antistato), ideologie antistato che non sono niente altro che deliri culturali.

Altri esempi di deliri culturali: la caccia alle streghe (1450 circa – 1750 circa), il genocidio cambogiano di Pol Pot (1975-1979), ecc. ecc.

Ritornando al concetto assai interessante espresso da Renaud Camus nelle interviste da me citate: tale concetto mostra e sottolinea la pazzia dei mondialisti (“I remplacistes sono pazzi”), i quali non si rendono minimamente conto che la loro rivoluzione, la rivoluzione mondialista, non raggiungerà affatto lo scopo che essi si prefiggono.

Questo è un concetto assente nelle altre interpretazioni del mondialismo, per le quali esso è perfettamente razionale, anzi è addirittura il frutto dell’Illuminismo e della Ragione: è facile quindi capire perché la critica del mondialismo è attualmente il paradiso degli oscurantisti, mentre invece è proprio la Ragione a svelarci la fallacia e la follia del mondialismo.

Indipendentemente da Camus, ho scritto molte volte un concetto simile, come per esempio qui:

3. In terzo luogo, a Diego Fusaro sfugge l’irrazionalità del mondialismo, che è invece palese e che è la diretta conseguenza della natura delirante di tale ideologia

Non si tratta dunque di lotta di classe, che non ha nulla di irrazionale, ma bensì di delirio culturale, che è irrazionale per definizione.

Gli islamici, non appena comanderanno in Europa (e ciò, anche per il loro notevolissimo tasso di natalità, non accadrà in un remoto futuro), restaureranno gli Stati, cioè annulleranno la volontà dei signori del globalismo, che è quella di eliminarli.

Solo chi condivide il delirio culturale dell’Occidente cristiano costituito dalle ideologie antistato può pensare che l’Islam sia, o possa essere, contro lo Stato.”

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/15/il-mondialismo-non-e-una-lotta-di-classe-e-un-delirio-culturale/

Appare però evidente, almeno da queste interviste, che a Renaud Camus sfugge il motivo a causa del quale i mondialisti, cioè i remplacistes, sono pazzi, mentre la mia spiegazione è che si tratta di un delirio culturale causato da un potentissimo e letale meme egoista (il millenarismo), che ovviamente opera contro l’interesse del suo portatore (altrimenti non sarebbe egoista), sovvertendo la sua capacità di ragionare e spingendolo ad azioni per lui deleterie.

Ecco perché i mondialisti sono pazzi: perché eseguono gli ordini del meme egoista costituito dalla prescrizione di eliminare lo Stato dalla faccia della terra (il millenarismo), meme egoista di cui essi sono i portatori, gli ospiti.

Possiamo anche usare sinonimi più incisivi di “meme egoista”: “virus memetico” e “possessione memetica”.

Sono arrivato perfino a usare il termine “psicosi religiosa collettiva”, in quanto la prescrizione di eliminare lo Stato dalla faccia della terra è una prescrizione originale dell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento.

Un altro notevole concetto espresso dallo scrittore francese in un’intervista è questo:

Grand Remplacement, appunto: non una teoria, ma un nome per un fenomeno. Può spiegare brevemente ai nostri lettori di che tipo di fenomeno storico si tratta? E in che senso esso ha come condizione necessaria ma non sufficiente l’Anti-razzismo?

Faccio riferimento al semplice fatto che per quasi quindici secoli l’Europa è stata abitata da popoli quasi perfettamente stabili, e che nel giro di due o tre generazioni essi sono stati sostituiti da altri popoli e da altre civilizzazioni. L’antirazzismo della prima ora apriva alla giustizia fra le razze. Quello attuale erige a dogma il fatto che esse non esistano. Bisognava, infatti, che non esistessero perché la sostituzione potesse avere luogo, e soprattutto perché fosse impossibile opporvisi (opporsi, appunto, in nome di che cosa?).”

http://www.iassp.org/2017/07/06/renaud-camus-quando-la-penna-diventa-unarma-di-spietata-denuncia/

È proprio quello che ho scritto pochi giorni fa:

Ma perché mai il mondialismo vuole negare l’esistenza delle razze umane?

Per rendere più facile e indolore la Grande Sostituzione (“Grand Remplacement“, termine coniato da Renaud Camus) che questa perversa ideologia sta già attuando in Europa e che successivamente attuerà anche negli Stati Uniti d’America, cioè nell’Occidente intero, proprio quella Grande Sostituzione invocata esplicitamente, anzi ostentatamente, da Eugenio Scalfari nel suo editoriale C’è l’Africa nel nostro futuro (6 agosto 2017)”

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/03/perche-i-mondialisti-affermano-che-le-razze-umane-non-esistono/

Non si tratta dunque di complottismo.

I mondialisti (Eugenio Scalfari è uno di loro) ce lo dicono in faccia.

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1. Essi sono tutti e quattro di religione cristiana, quindi il cosiddetto complotto ebraico è soltanto un mito, o meglio un capro espiatorio, come ho scritto più volte.

Inoltre, il loro status sociale mostra la caratteristica saliente del mondialismo, in contrapposizione alle altre ideologie antistato (per esempio il comunismo): che è un’ideologia dell’élite.

In altre parole: il mondialismo sta al comunismo, come la serrata sta allo sciopero.

Comunque, sia il mondialismo che il comunismo vogliono eliminare lo Stato (teoria unificata delle ideologie antistato), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/12/le-tre-vie-delle-ideologie-antistato/

Occorre anche ricordare che Henri de Saint-Simon, pur avendo ideato lui il principio fondamentale del mondialismo, cioè la sostituzione dello Stato con i tecnocrati, era a favore del popolo, come ho scritto in un post precedente. Nondimeno egli, di fronte alla storia, è responsabile quanto gli altri che ho citato, se non di più: senza il suo modello tecnocratico della società, il mondialismo non sarebbe mai nato.

2. John A. Garraty, Peter Gay, Storia del mondo (a cura della Columbia University), Mondadori, 1973, pag. 239.

3. ibid.

4. Arnold J. Toynbee, Storia comparata delle civiltà, Compendio di D.C. Somervell, Newton Compton, 1974, Vol. 1, pag. 26.

5. Arnold J. Toynbee, A Study of History, Abridgement of Volumes I – VI by D. C. Somervell, Oxford University Press, 1956, p. 11.

Disponibile su:

https://archive.org/details/ArnoldToynbeeAStudy

OfHistoryAbridgementOfVol.IVID.C.Somervell

Data di accesso: 9 febbraio 2018

6. Dalla voce Millennialism di Wikipedia in lingua inglese:

“The Antichrist’s deception already begins to take shape in the world every time the claim is made to realize within history that messianic hope which can only be realized beyond history through the eschatological judgment. The Church has rejected even modified forms of this falsification of the kingdom to come under the name of millenarianism, especially the “intrinsically perverse” political form of a secular messianism.

— Joseph Cardinal Ratzinger, Catechism of the Catholic Church, 1995[21]”

https://en.wikipedia.org/wiki/Millennialism

Data di accesso: 9 febbraio 2018

7. In italiano:

676 Questa impostura anti-cristica si delinea già nel mondo ogniqualvolta si pretende di realizzare nella storia la speranza messianica che non può essere portata a compimento se non al di là di essa, attraverso il giudizio escatologico; anche sotto la sua forma mitigata, la Chiesa ha rigettato questa falsificazione del regno futuro sotto il nome di millenarismo, 640 soprattutto sotto la forma politica di un messianismo secolarizzato « intrinsecamente perverso ». 641

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(640) Cf Sant’Offizio, Decretum de millenarismo (19 luglio 1944): DS 3839.

(641) Cf Pio XI, Lett. enc. Divini Redemptoris (19 marzo 1937): AAS 29 (1937) 65-106, che condanna « il falso misticismo » di questa « contraffazione della redenzione degli umili » (p. 69); Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 20-21: AAS 58 (1966) 1040-1042.”

http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p1s2c2a7_it.htm

Data di accesso: 9 febbraio 2018

Tutto ciò implica logicamente che Papa Ratzinger sa benissimo che il mondialismo e le altre ideologie antistato (comunismo, ecc. ecc.) originano dal millenarismo.

È evidente che non l’ho creato io il concetto che il millenarismo è la causa delle ideologie antistato: lo sanno in molti, ma nessuno vuole dirlo (almeno non ad alta voce).

E, da tutto ciò che ho scritto qui, se ne capisce facilmente il perché.

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

                                                                                                     

Conte Henri de Saint-Simon (1760-1825)

Charles Baugniet [Public domain], via Wikimedia Commons

 

 

Conte Richard Coudenhove-Kalergi (1894-1972)

See page for author [Public domain], via Wikimedia Commons

 

 

Principe Bernhard dei Paesi Bassi (1911-2004)

Yousuf Karsh [Public domain or Public domain], via Wikimedia Commons

 

 

David Rockefeller (1915-2017)

By Unknown or not provided (U.S. National Archives and Records Administration) [Public domain], via Wikimedia Commons

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Eugenio Scalfari e l’islamizzazione dell’Europa

15 agosto 2017

Leggo sull’Espresso un articolo di Eugenio Scalfari (6 agosto 2017):

C’è l’Africa nel nostro futuro
È il continente più giovane. Da cui partono i milioni di migranti che arrivano in Europa. Un fenomeno che dobbiamo governare

«Ma se invece di ragionare su un processo millenario ragioniamo di un processo di pochi secoli, allora l’Africa diventa un elemento positivo, che va aiutato in tutti i suoi problemi. E non solo l’Africa, ma tutti i popoli migranti che hanno di mira Paesi di antica ricchezza, con i quali convivere nel tentativo di ridurre le disuguaglianze.
La vera politica dei Paesi europei è quindi d’essere capofila di questo movimento migratorio: ridurre le diseguaglianze, aumentare l’integrazione. Si profila come fenomeno positivo, il meticciato, la tendenza alla nascita di un popolo unico, che ha una ricchezza media, una cultura media, un sangue integrato. Questo è un futuro che dovrà realizzarsi entro due o tre generazioni e che va politicamente effettuato dall’Europa [il neretto è mio]. E questo deve essere il compito della sinistra europea e in particolare di quella italiana.»

http://espresso.repubblica.it/opinioni/vetro-soffiato/2017/08/02/news/c-e-l-africa-nel-nostro-futuro-1.307312

Insomma Eugenio Scalfari propugna esplicitamente la ben nota “Grande Sostituzione” (“Grand Remplacement”, termine coniato da Renaud Camus), cioè la sostituzione dei popoli europei con popoli islamici.

È un lampante esempio di delirio culturale mondialista.

Eugenio Scalfari pensa che così nascerà “un popolo unico, che ha una ricchezza media, una cultura media, un sangue integrato”.

E la religione di questo popolo unico come sarà, sarà una media tra Cristianesimo e Islam?

Ovviamente non ci sarà nessuna media tra queste due religioni, accadrà invece che in Europa il Cristianesimo verrà sostituito dall’Islam, cioè ci sarà l’islamizzazione dell’Europa, che avrà una conseguenza notevole, come ho già scritto in un altro post:

«Quando in Europa gli islamici saranno la maggioranza, è evidente che governeranno loro ed è anche evidente che gli arsenali nucleari della Francia e del Regno Unito cadranno nelle loro mani.

La conseguenza prevedibile, a rigor di logica, è che Israele sarà cancellato dalla faccia della terra.

Cosa, del resto, che Ali Khamenei predica dal 1991…»

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/30/george-soros-e-la-distruzione-di-israele/

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George Soros e la distruzione di Israele

30 luglio 2017

Se andrà a compimento il piano di George Soros contro l’Europa, piano di cui ha pubblicamente parlato Viktor Orban (vedi il post precedente), avverrà la “Grande Sostituzione” (“Grand Remplacement”, termine coniato da Renaud Camus), cioè i popoli europei saranno sostituiti da popoli islamici.

Oltre all’immigrazione senza freni, c’è anche il notevolissimo tasso di natalità degli islamici, mentre invece quello dei popoli europei è attualmente molto basso.

Come è noto, Erdogan ha raccomandato ai suoi correligionari in Europa di fare almeno cinque figli:

Erdogan agli immigrati: fate almeno 5 figli, siano loro il futuro dell’Europa

http://www.secoloditalia.it/2017/03/erdogan-agli-immigrati-fate-almeno-5-figli-siano-futuro-delleuropa/

Quando in Europa gli islamici saranno la maggioranza, è evidente che governeranno loro ed è anche evidente che gli arsenali nucleari della Francia e del Regno Unito cadranno nelle loro mani.

La conseguenza prevedibile, a rigor di logica, è che Israele sarà cancellato dalla faccia della terra.

Cosa, del resto, che Ali Khamenei predica dal 1991:

http://www.ilfoglio.it/gli-inserti-del-foglio/2015/10/10/news/2022-addio-israele-88422/

Questo sarà il risultato del delirio mondialista di George Soros, di Mark Zuckerberg e degli altri ebrei internazionalisti, come ce ne sono molti negli Stati Uniti in generale e nella Silicon Valley in particolare.

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