Posts Tagged ‘richard dawkins’

Sulla Brexit i mondialisti speravano nel miracolo

30 marzo 2017

Leggo l’ennesimo delirante articolo di Bernard Guetta su internazionale.it (29 marzo 2017):

La Brexit arriva davvero e c’è poco da esultare

«…Potremmo rallegrarci dicendo che finalmente se ne vanno i maledetti britannici…

…Questo è un giorno nefasto, anche se la Brexit può non essere irreversibile…

…A quanto pare ancora nessuno vuole crederci, anche perché l’Europa non ha difese senza le armi britanniche e francesi. Speriamo. Affidiamoci alla ragione. Ma resta il fatto che quando la procedura di divorzio si mette in moto è ormai tardi per rendersi conto che ci si ama ancora.»

http://www.internazionale.it/opinione/bernard-guetta/2017/03/29/la-brexit-arriva-davvero-e-c-e-poco-da-esultare

È evidente che sulla Brexit i mondialisti speravano nel miracolo, magari che venisse annunciato nei cieli l’avvento del Regno di Cristo di cui parla l’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento, il meme egoista della quale (gli Stati devono essere eliminati) sta all’origine del mondialismo, anzi è il mondialismo, vedi la mia teoria unificata delle ideologie antistato.

Francamente, il rendermi conto che da molti anni l’intero Occidente è in preda a questa esiziale possessione memetica mi dà una sensazione orribile e ripugnante.

Perfino il padre della teoria dei memi, Richard Dawkins, ne è affetto, essendo un mondialista militante, il che è tutto dire.

Soltanto adesso questa esiziale possessione memetica sta cominciando a declinare.

E i mondialisti che parlano di Ragione, come Bernard Guetta nel suo delirante articolo, mi fanno veramente pena.

La Ragione non è affatto dalla vostra parte.

Dovete rassegnarvi.

L’intero Occidente si deve rassegnare.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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Il mondialismo è un virus memetico

15 febbraio 2017

Invece di baloccarmi con le idee vecchie e sbagliate di Rousseau, o di Marx, o di Evola o di altri ancora, come taluni fanno, ho da tempo elaborato una mia spiegazione (teoria unificata delle ideologie antistato) dell’immane disastro in cui si trova oggi l’Occidente, il quale per giunta vuole a tutti costi trascinare in questo suo disastro il resto del mondo, fortunatamente refrattario a esso.

E l’Occidente cerca di fare ciò non con la “cooperation” di cui tanto farnetica Anthony de Jasay (usando come parole magiche le formulette della teoria dei giochi che furbescamente e farsescamente i cinesi oggi ripetono), ma bensì con il mezzo (assai primitivo?) della guerra, cioè con la NATO, avendo l’obiettivo manifesto di eliminare le attuali élites dei popoli non occidentali e di sostituirle con élites asservite al globalismo, in altre parole con governi fantoccio disposti a vendere il proprio stesso popolo al globalismo, cioè disposti ad annientare il proprio stesso popolo (come per esempio il fu governo Renzi in Italia e il fu governo Obama negli USA).

Per una confutazione dell’argomento che Anthony de Jasay adopera nel suo maldestro tentativo di dimostrare l’inutilità dello Stato mediante la matematica:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/05/20/essere-contro-lo-stato-non-e-monopolio-della-sinistra/

Il termine “governo fantoccio” è la traduzione italiana dell’inglese “puppet government“:

«The first recorded use of the term “puppet government” is from 1884, in reference to the Khedivate of Egypt.[6]»

https://en.wikipedia.org/wiki/Puppet_state

Ecco perché l’Occidente si ostina a voler attaccare militarmente la Russia, altro che storie, altro che “Putin è un killer”:

https://it.sputniknews.com/mondo/201702064034367-Cremlino-ritiene-offensive-parole-di-un-giornalista-che-ha-definito-Putin-killer/

Come ho scritto in un mio post di qualche anno fa:

«Del resto l’Occidente spinge sul pedale della propaganda in modo forsennato: per esempio grida che vuole portare in tutto il mondo la democrazia, mentre invece la verità è che vuole eliminare lo Stato.»

https://luigicocola.wordpress.com/2014/05/03/siamo-in-mezzo-a-un-conflitto-mondiale-ma-nessuno-ne-parla/

La propaganda di guerra a cui noi tutti siamo incessantemente sottoposti ha lo scopo, da un lato, di denigrare le élites non asservite al globalismo (per esempio Putin e Trump), dall’altro di esaltare l’Occidente in quanto agente attivo di quello che dovrebbe essere un processo storico ineluttabile, la globalizzazione, mentre invece è un’ideologia, il globalismo o mondialismo, che è la versione laica e moderna della dottrina della seconda venuta di Cristo, o più precisamente della parusia intermedia.

Usare il termine “globalizzazione” (il suffisso -zione forma nomi di azione) fa parte della propaganda di guerra dell’Occidente, è un trucco semantico, mentre invece il termine corretto è “globalismo” o “mondialismo” (il suffisso -ismo forma nomi astratti).

In tal modo l’Occidente vorrebbe farci credere che trattasi di un processo naturale indipendente dalla volontà umana, ossia di un processo storico ineluttabile, e non di una costruzione ideologica (che dipende ovviamente da una deliberata volontà).

Da tempo sostengo che l’origine del globalismo, come per tutte le ideologie antistato, si trova in quella prescrizione di eliminare lo Stato che è contenuta nell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento, prescrizione che nel corso di quasi venti secoli si è depositata nell’inconscio collettivo dell’Occidente, costituendo così un potentissimo e letale meme egoista.

I termini “meme” e “meme egoista” sono stati coniati dal biologo evoluzionista Richard Dawkins nella sua fondamentale opera Il gene egoista.

“Eliminare lo Stato” è quindi un meme egoista, è un virus memetico che ha infettato l’Occidente e che lo sta uccidendo, in quanto non si può vivere senza Stato: lo Stato è l’istituzione politica che difende la comunità dall’aggressione di stranieri e dai torti reciproci, e quindi è ineliminabile, perché le aggressioni e i torti (ossia il Male) non possono essere eliminati dal genere umano.

Per non parlare della povertà che il mondialismo impone a chiunque non faccia parte dell’élite, dato che questa ideologia antistato utilizza l’ultracapitalismo come mezzo specifico per eliminare lo Stato.

In conclusione, il mondialismo è un virus memetico.

Ho scritto più volte dei memi egoisti e di Richard Dawkins, vedi per esempio qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/01/14/le-idee-politiche-di-richard-dawkins-non-centrano-nulla-con-la-teoria-dei-memi/

Per inciso, l’ironia della sorte vuole che Richard Dawkins sia un mondialista militante e allo stesso tempo un ateo militante: non penso quindi che egli possa gradire la mia spiegazione del mondialismo.

Per quanto riguarda il Cristianesimo orientale, come ho scritto in un post precedente:

«Nel Cristianesimo orientale, ossia ortodosso, anche se nel canone ortodosso è presente l’Apocalisse di Giovanni, la situazione è del tutto differente, per ragioni storiche e culturali.

Infatti nell’Impero romano d’Oriente la strategia antistato del Cristianesimo fu perfettamente neutralizzata dal geniale stratagemma di Costantino il Grande, stratagemma noto col nome di cesaropapismo, che consiste nella subordinazione della Chiesa allo Stato.

La parte orientale del Cristianesimo rappresenta il tentativo, perfettamente riuscito, dell’Impero romano di neutralizzare le istanze eversive di questa religione.»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/06/lorigine-del-mondialismo/

Proprio per tale motivo ai russi non serve capire cos’è veramente il mondialismo e qual è la sua vera origine: essi si trovano in uno scenario privilegiato, nel quale, per poter resistere efficacemente al mondialismo, è sufficiente ribadire la tradizione cristiana ortodossa.

Agli occidentali questo assolutamente non basta, perché nella tradizione cristiana occidentale (sia in quella cattolica che in quella protestante) sono presenti storicamente cospicui elementi di eversione (dei quali Papa Bergoglio rappresenta la ricomparsa), senza contare poi che con John Locke, come ho mostrato in dettaglio più volte, la prescrizione di eliminare lo Stato ha assunto forma filosofica, svincolandosi così dalla religione cristiana ed entrando così a far parte del patrimonio culturale laico dell’Occidente.

È imperativo quindi che l’Occidente capisca cos’è il mondialismo e qual è la sua origine.

Non c’è altra via di salvezza.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Le idee politiche di Richard Dawkins non c’entrano nulla con la teoria dei memi

14 gennaio 2017

Dovrebbe essere ovvio.

Ma siccome l’attuale Zeitgeist è quello di un feroce rincretinimento generale, mi sembra opportuno sottolinearlo.

Ho scritto più volte che la teoria dei memi di Richard Dawkins (in particolare il concetto di meme egoista) è fondamentale per capire l’origine del mondialismo, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/06/lorigine-del-mondialismo/

Che poi Richard Dawkins sia un fervente sostenitore del global warming (mi dispiace, ma su questo argomento, non sapendone nulla, mi fido assai più di Carlo Rubbia, un fisico, che di Richard Dawkins, un biologo), che gli stia notevolmente antipatico Donald Trump, che sia contro la Brexit, ecc. ecc., insomma che egli sia un mondialista, non c’entra assolutamente nulla con la teoria dei memi.

Come scrissi in un vecchio post:

Un pensatore va giudicato dalle verità originali che ha prodotto, non dai suoi errori o, peggio ancora, dai suoi difetti.

https://luigicocola.wordpress.com/2012/11/16/unidea-perniciosa/

Perché Richard Dawkins è un mondialista?

Come da tempo sostengo, il mondialismo è un’ideologia antistato e come tutte le ideologie antistato è un portato del millenarismo, che è la dottrina eversiva contenuta nell’Apocalisse di Giovanni (l’ultimo libro del Nuovo Testamento).

Le ideologie antistato costituiscono un vero e proprio delirio culturale della cultura occidentale, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/11/18/il-mondialismo-e-un-delirio-culturale/

Da circa tre secoli (ossia dal 1690, anno di pubblicazione dei Two Treatises of Government di John Locke) questo delirio culturale ha assunto forma filosofica, svincolandosi così dalla religione cristiana ed entrando così a far parte del patrimonio culturale laico dell’Occidente.

La conseguenza è che, da generazioni e generazioni, gli studenti delle università occidentali vengono sistematicamente indottrinati a questo delirio culturale.

Richard Dawkins è un Emeritus Fellow (in italiano si direbbe Professore Emerito) della University of Oxford: è ovvio che egli sia un mondialista.

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Il mondialismo, la parusia intermedia e la teoria dei memi

4 dicembre 2016

Leggo su difesaonline.it, in un articolo di Giampiero Venturi intitolato Bulgaria e Moldavia, il nuovo euroscetticismo viene da Est. L’Unione Europea è al capolinea?, il seguente brano:

“La realtà probabilmente è diversa. I nuovi equilibri politici e geopolitici che stanno nascendo in Europa sono il frutto di un fallimento endemico, che con le pressioni esterne ha poco a che fare. Il sistema socio-economico inaugurato a metà anni ’90 e concretizzato con la moneta unica a inizio millennio si è di fatto involuto. Gli Stati membri che con modelli e risultati diversi garantivano uno sviluppo armonico alle relative comunità, sono stati sostituiti col nulla. L’Unione Europea non ha saputo mettere in piedi negli ultimi 15 anni un modello politico alternativo a quello delle nazioni sovrane [il neretto è mio], lasciando sospese le garanzie su terreni fondamentali come il lavoro, la casa, la sanità, l’istruzione, la sicurezza.”

http://www.difesaonline.it/evidenza/editoriale/bulgaria-e-moldavia-il-nuovo-euroscetticismo-viene-da-est-lunione-europea-%C3%A8-al

Perché l’Unione Europea non ha saputo mettere in piedi negli ultimi 15 anni un modello politico alternativo a quello delle nazioni sovrane?

Perché non c’è nessun modello politico alternativo a quello delle nazioni sovrane, cioè a quello dello Stato.

Né ci può essere.

Lo Stato è infatti una necessità razionale, un universale culturale (come il tabù dell’incesto e i riti funebri), vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/07/20/il-disastro-europeo-e-linconscio-collettivo-delloccidente/

Ed è sempre esistito, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/08/10/ma-lo-stato-e-sempre-esistito-oppure-e-uninvenzione-recente/

Il mondialismo, l’ideologia che ha come scopo l’eliminazione dello Stato, è contro la Ragione, è un’ideologia di natura e di origine religiose, non può funzionare nella realtà.

Per far funzionare il mondialismo ci vorrebbe l’intervento divino, cioè la seconda venuta di Cristo (o, per essere più precisi, la parusia intermedia) di cui parla l’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento (essa non è menzionata in nessun altro libro della Bibbia):

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

Ed è facile prevedere che la parusia intermedia non si avvererà.

Sembra incredibile, ma l’intero genere umano è attualmente sconvolto a causa delle parole di un testo sacro di circa duemila anni fa depositate nell’inconscio collettivo dei popoli occidentali.

La teoria dei memi di Richard Dawkins (in particolare il concetto di meme egoista) mi è stata indispensabile per comprendere appieno questo colossale fenomeno.

Copyright © 2016 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

L’origine del mondialismo

6 luglio 2016

Il mondialismo, detto anche globalismo, in inglese globalism, in francese mondialisme, è un’ideologia che ha lo scopo di eliminare dalla faccia della terra lo Stato usando come mezzo l’ultracapitalismo.

Qual è la vera origine del mondialismo?

È un’origine religiosa: come le altre ideologie antistato, il mondialismo origina dal Cristianesimo, dal quale prende lo scopo, ma non il mezzo per raggiungere tale scopo (teoria unificata delle ideologie antistato).

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/20/la-teoria-unificata-delle-ideologie-antistato/

Leggiamo un brano dell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento, brano dal quale risulta evidente che lo scopo del Cristianesimo è quello di eliminare lo Stato.

In italiano:

«Poi vidi il cielo aperto, ed ecco un cavallo bianco; colui che lo cavalcava si chiamava Fedele e Veritiero: egli giudica e combatte con giustizia.
I suoi occhi sono come una fiamma di fuoco, ha sul suo capo molti diademi; porta scritto un nome che nessuno conosce all’infuori di lui. È avvolto in un mantello intriso di sangue e il suo nome è: il Verbo di Dio. Gli eserciti del cielo lo seguono su cavalli bianchi, vestiti di lino bianco e puro. Dalla bocca gli esce una spada affilata, per colpire con essa le nazioni. Egli le governerà con scettro di ferro e pigerà nel tino il vino dell’ira furiosa di Dio, l’Onnipotente [il neretto è mio].»

Apocalisse di Giovanni, 19, 11-15, Bibbia CEI 2008

In inglese:

«And I saw heaven opened, and behold a white horse; and he that sat upon him was called Faithful and True, and in righteousness he doth judge and make war.
His eyes were as a flame of fire, and on his head were many crowns; and he had a name written, that no man knew, but he himself.
And he was clothed with a vesture dipped in blood: and his name is called The Word of God.
And the armies which were in heaven followed him upon white horses, clothed in fine linen, white and clean.
And out of his mouth goeth a sharp sword, that with it he should smite the nations: and he shall rule them with a rod of iron: and he treadeth the winepress of the fierceness and wrath of Almighty God [il neretto è mio].»

Apocalypse of John, 19, 11-15, The King James Bible, Oxford standard text, ed. Benjamin Blayney, 1769

In francese:

«Puis je vis le ciel ouvert, et voici, parut un cheval blanc. Celui qui le montait s’appelle Fidèle et Véritable, et il juge et combat avec justice.
Ses yeux étaient comme une flamme de feu; sur sa tête étaient plusieurs diadèmes; il avait un nom écrit, que personne ne connaît, si ce n’est lui-même;
et il était revêtu d’un vêtement teint de sang. Son nom est la Parole de Dieu.
Les armées qui sont dans le ciel le suivaient sur des chevaux blancs, revêtues d’un fin lin, blanc, pur.
De sa bouche sortait une épée aiguë, pour frapper les nations; il les paîtra avec une verge de fer; et il foulera la cuve du vin de l’ardente colère du Dieu tout-puissant [il neretto è mio].»

Apocalypse de Jean, 19, 11-15, La Bible, Traduction de Louis Segond 1880, révisée en 1910

Lo “scettro di ferro” di cui parla l’Apocalisse è una citazione dal Salmo 2 dell’Antico Testamento, risalente a parecchi secoli prima: però, anche se le parole citate sono le stesse, si tratta di una concezione completamente differente, in quanto in tale Salmo non c’è alcuna negazione dello Stato. Un conto è voler conquistare gli Stati della terra (Salmo 2), un altro conto è voler eliminare gli Stati dalla terra (Apocalisse).

Tale differenza sarà chiarita dal brano seguente.

In italiano:

«Poi vidi alcuni troni – a quelli che vi sedettero fu dato il potere di giudicare – e le anime dei decapitati a causa della testimonianza di Gesù e della parola di Dio, e quanti non avevano adorato la bestia e la sua statua e non avevano ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano. Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni [il neretto è mio]; gli altri morti invece non tornarono in vita fino al compimento dei mille anni. Questa è la prima risurrezione.»

Apocalisse di Giovanni, 20, 4-5, Bibbia CEI 2008

In inglese:

«And I saw thrones, and they sat upon them, and judgment was given unto them: and I saw the souls of them that were beheaded for the witness of Jesus, and for the word of God, and which had not worshipped the beast, neither his image, neither had received his mark upon their foreheads, or in their hands; and they lived and reigned with Christ a thousand years [il neretto è mio].
But the rest of the dead lived not again until the thousand years were finished. This is the first resurrection.»

Apocalypse of John, 20, 4-5, The King James Bible, Oxford standard text, ed. Benjamin Blayney, 1769

In francese:

«Et je vis des trônes; et à ceux qui s’y assirent fut donné le pouvoir de juger. Et je vis les âmes de ceux qui avaient été décapités à cause du témoignage de Jésus et à cause de la parole de Dieu, et de ceux qui n’avaient pas adoré la bête ni son image, et qui n’avaient pas reçu la marque sur leur front et sur leur main. Ils revinrent à la vie, et ils régnèrent avec Christ pendant mille ans [il neretto è mio].
Les autres morts ne revinrent point à la vie jusqu’à ce que les mille ans fussent accomplis. C’est la première résurrection.»

Apocalypse de Jean, 20, 4-5, La Bible, Traduction de Louis Segond 1880, révisée en 1910

In conclusione, dopo aver trionfato sul Male, Cristo, il cavaliere sul cavallo bianco, regnerà per mille anni insieme ai martiri del Cristianesimo (millenarismo).

Si tratta del Regno di Cristo, che, nonostante il nome, non è affatto uno Stato, ma una condizione di perfezione trascendente, in quanto il Messia cristiano, vale a dire Cristo, ha sia natura umana, sia natura divina, mentre il Messia ebraico, che non è Cristo, ha solo natura umana.

È adesso lampante che il Cristianesimo intende eliminare lo Stato, mentre l’Ebraismo no.

La forma modernizzata e laicizzata del Regno di Cristo viene chiamata dal mondialismo Nuovo Ordine Mondiale, in inglese New World Order, in francese Nouvel Ordre Mondial.

Un esempio poetico è quello della canzone Imagine di John Lennon, che tutti conoscono.

Il punto nodale della questione è che i primi cristiani avevano un motivo razionale per voler eliminare lo Stato romano: l’Apocalisse fu scritta verso la fine del I secolo, ossia dopo la persecuzione di Nerone e nel corso della persecuzione di Domiziano; inoltre è noto da lungo tempo che il Cristianesimo stesso nacque come rivolta contro lo schiavismo dello Stato romano (teoria del Cristianesimo).

Per riuscire a eliminare lo schiavismo dello Stato romano, il Cristianesimo adottò la strategia di eliminare lo Stato: il Medio Evo, ossia un periodo storico privo di Stato, ne fu il risultato più immediato.

Questa strategia ha funzionato perfettamente e ha avuto uno straordinario successo, come ho evidenziato più volte nei miei saggi e in questo blog.

Oggi quindi non c’è alcun motivo razionale di voler eliminare lo Stato: le ideologie antistato sono di per sé prive di razionalità (lo Stato è una necessità razionale, anzi un universale culturale, come mostra la teoria dello Stato), né esiste più il motivo per il quale il Cristianesimo adottò la strategia di eliminare lo Stato.

Ci dobbiamo insomma chiedere a cosa sia dovuta l’esistenza delle ideologie antistato, sia nella forma anticapitalista (rappresentata dall’anarchismo e dal comunismo), sia in quella ultracapitalista (rappresentata dal mondialismo, dall’europeismo e dal multiculturalismo), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/12/le-tre-vie-delle-ideologie-antistato/

La spiegazione ce la fornisce Richard Dawkins con il concetto di meme egoista, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

Si tratta, in altre parole, della persistenza altamente irrazionale e altamente nociva dell’imperativo cristiano di eliminare lo Stato nell’inconscio collettivo dell’Occidente.

Ciò accade perché l’Occidente non ha consapevolezza delle origini storiche del Cristianesimo: non ha affatto sviluppato una capacità critica nei suoi confronti.

La cultura occidentale è per conseguenza una cultura apocalittica e altamente instabile.

E ciò è terrificante, considerando le armi nucleari dell’Occidente.

Nel Cristianesimo orientale, ossia ortodosso, anche se nel canone ortodosso è presente l’Apocalisse di Giovanni, la situazione è del tutto differente, per ragioni storiche e culturali.

Infatti nell’Impero romano d’Oriente la strategia antistato del Cristianesimo fu perfettamente neutralizzata dal geniale stratagemma di Costantino il Grande, stratagemma noto col nome di cesaropapismo, che consiste nella subordinazione della Chiesa allo Stato.

La parte orientale del Cristianesimo rappresenta il tentativo, perfettamente riuscito, dell’Impero romano di neutralizzare le istanze eversive di questa religione.

A causa del cesaropapismo, l’Impero romano d’Oriente non crollò come quello d’Occidente, non vi fu in Oriente quel singolare fenomeno storico che noi chiamiamo Medio Evo, lo Stato non venne eliminato e lo schiavismo venne sì mitigato dal Cristianesimo, ma restò sempre una caratteristica basilare dell’Impero romano d’Oriente, mentre nell’Europa occidentale dal IX secolo in poi l’economia schiavista perse la sua importanza e molto lentamente cessò di esistere del tutto.

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Il millenarismo è un meme egoista

5 marzo 2015

Le ideologie antistato (le quali, come ho scritto più volte, sono tutte esempi di millenarismo cristiano) hanno due importanti caratteristiche.

1. Ignorano sempre, e ostentatamente, i due micidiali pericoli a cui sono sottoposte le comunità umane: l’aggressione di stranieri e i torti reciproci, per usare le parole di Hobbes.

Ignorano, cioè, la necessità dell’esercito e della legge, che sono, come scrive Bobbio, le due funzioni essenziali dello Stato.

L’esempio più semplice e chiaro (o meglio più rozzo) è la narrazione dell’anarchismo: l’umanità, dopo essersi liberata dello Stato, diventa repentinamente solidale e cooperativa, viene a trovarsi all’improvviso in un nuovo paradiso terrestre, dove il male non è nemmeno immaginabile.

2. Nella loro teoria c’è sempre un salto logico, un venir meno della Ragione.

Già l’anarchismo è un esempio di ciò, ma farò a questo proposito altri due esempi:

a) nell’ideologia comunista il passaggio dalla società socialista (la dittatura del proletariato) a quella comunista (lo stadio finale), passaggio che la teoria marx-engelsiana spiega in un modo assolutamente artificioso e puerile (vedi l’analisi di Bobbio che ho riportato in post precedenti).

Infatti tale passaggio non è mai avvenuto in nessuna delle società socialiste esistenti ed esistite.

b) nell’ideologia europeista il buon funzionamento dell’euro, buon funzionamento che, come è noto, prima della sua stessa introduzione, diversi eminenti economisti avevano giudicato essere tecnicamente impossibile. Non solo, ma oggi a questo coraggioso drappello di economisti si è aggiunto un intero esercito (nel quale è possibile notare, nelle retrovie, Stefano Fassina, vedi un mio post precedente).

In altre parole, il buon funzionamento dell’euro è in contraddizione con i principi e le regole della scienza economica.

Nell’ottica del millenarismo, la genesi delle suddette due caratteristiche delle ideologie antistato è facilmente spiegabile.

L’eliminazione dello Stato che le ideologie antistato propugnano altro non è che l’eliminazione dello Stato romano, lo Stato della “grande prostituta” (Apocalisse di Giovanni, 17, 1, Bibbia CEI 2008), cioè di Roma, la Roma delle persecuzioni cristiane.

L’eliminazione dello Stato romano coincide con l’eliminazione (provvisoria, cioè per mille anni) di “Satana”, ossia del Male (ibid., 20, 1-3).

Per un approfondimento, vedi qui, dove il millenarismo viene descritto dal punto di vista teologico:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/06/il-problema-del-millenarismo/

e qui, dove viene descritto dal punto di vista filosofico:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/02/14/linternazionalismo-di-rockefeller-e-un-millenarismo/

È sufficiente leggere i capitoli 17, 18, 19 e 20 dell’Apocalisse per comprendere ciò di cui sto parlando.

Contrariamente alla sua fama, l’Apocalisse non è difficile da capire, l’unico problema interpretativo che ho personalmente trovato nei suddetti capitoli è quello della “grande prostituta”, chiamata anche “Babilonia”, termini che notoriamente Giovanni usa per indicare Roma (che egli non nomina esplicitamente), come del resto è scritto anche qui:

http://www.bibbiaedu.it/testi/Bibbia_CEI_2008.Ricerca?Libro=Apocalisse&capitolo=17

Il punto nodale è questo: avendo Dio (l’angelo di cui scrive Giovanni) incatenato Satana (ossia il Male) per mille anni, non ci potranno ovviamente essere né aggressione di stranieri né torti reciproci, da cui la suddetta prima caratteristica delle ideologie antistato.

Eliminato il Male, si vivrà in una condizione di perfezione trascendente, in un mondo trasfigurato, che non possiamo neanche descrivere, perché è al di là della nostra immaginazione terrena.

Ne discende la suddetta seconda caratteristica delle ideologie antistato: in esse c’è sempre un salto logico, che corrisponde al salto nel mondo trasfigurato dei millenaristi. Questi ultimi non possono spiegare alcunché, semplicemente perché le parole di questo mondo terreno non sono in grado di descrivere il mondo di perfezione trascendente che essi aspettano.

Del resto, ciò che alla Ragione sembra impossibile, viene reso possibile dall’intervento di Dio.

Ed ecco perché, infine, i seguaci dell’euro insistono parossisticamente sull’austerità, sulle riforme e sulla corruzione: perché dobbiamo essere moralmente pronti alla seconda venuta di Cristo, altrimenti non potremo regnare con lui per mille anni sulla terra, come è scritto nell’Apocalisse. Regneranno con lui, infatti, soltanto coloro che hanno seguito il volere di Dio.

Tanto grande è la potenza di questo meme cristiano: il millenarismo.

Esso si è propagato superando le barriere del tempo (agisce da circa duemila anni) e dello spazio (si è diffuso, sotto forma di mondialismo, negli Stati Uniti, in Canada e in Australia, oltreché ovviamente in tutta Europa, sotto forma di europeismo), sovvertendo la Ragione degli ospiti e spingendoli ad azioni per loro deleterie.

È, senza alcun dubbio, un meme egoista.

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