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Il mondialismo è un delirio culturale II

6 novembre 2018

Come scrivo da tempo (1), l’Occidente (2) soffre di una malattia cronica: l’odio verso lo Stato.

L’ultima e più letale incarnazione di questa malattia cronica è il mondialismo (o globalismo, in inglese globalism, in francese mondialisme).

L’ideologia mondialista vuole imporre a tutto il genere umano un Nuovo Ordine Mondiale (in inglese New World Order, in francese Nouvel Ordre Mondial) nel quale lo Stato non esiste più (3) e per raggiungere tale scopo è disposta a tutto, perfino a scatenare una guerra nucleare.

Perché l’ideologia mondialista è la più letale delle ideologie antistato (vedi la mia Teoria unificata delle ideologie antistato, 4)?

Per diversi motivi (5), ma soprattutto perché chi vuole imporre il Nuovo Ordine Mondiale è l’élite dell’Occidente, la sua classe dirigente, i suoi Re (p.e. il Re dei Paesi Bassi Willem-Alexander, il cui nonno creò nel 1954 i Bilderberg Meetings insieme a David Rockefeller), le sue Regine (p.e. la Regina del Regno Unito Elizabeth II, il sovrano inglese che passerà alla storia per aver permesso che avvenisse durante il suo regno l’islamizzazione dell’Inghilterra), i suoi capitalisti più ricchi (p.e. il già citato David Rockefeller, appartenente a una famiglia in cui molto probabilmente ci fu il vero mandante dell’assassinio del 35° Presidente degli Stati Uniti d’America, John Fitzgerald Kennedy, e dell’assassinio di suo fratello, il 64° Ministro della Giustizia degli Stati Uniti d’America, Robert Kennedy), e infine, in cauda venenum, Papa Francesco I della Chiesa di Roma (cioè Jorge Mario Bergoglio) (6).

È assolutamente ovvio che l’élite dell’Occidente, se vuole eliminare lo Stato, può fare molto, molto di più dei proletari di cui scrissero Karl Marx e Friedrich Engels (anche il comunismo è un’ideologia antistato).

Immaginate se Bakunin, invece di essere messo in galera dall’Imperatore Nicola I, lo avesse convinto che lo Stato è inutile, anzi dannoso, e che va quindi eliminato senza indugi.

Ecco, il mondialismo può essere definito come l’anarchismo dell’élite.

L’odio verso lo Stato ha una precisa origine storica di cui scrivo da tempo: essa si trova nel Cristianesimo occidentale (non in quello orientale, per via del cesaropapismo inventato da Costantino il Grande), o più precisamente nel millenarismo (in inglese millenarianism, in francese millénarisme), la dottrina eversiva contenuta nell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento (7, 8, 9), dottrina eversiva che è perfettamente annullata dal cesaropapismo.

L’odio verso lo Stato è contro la Ragione (10, 11), intendo dire la Ragione di Voltaire (12), non quella falsa di Locke (ciò che ho chiamato “la mistificazione di origine lockiana”, 7, 13), anzi è possibile concludere che:

il mondialismo è un delirio culturale.

In inglese:

globalism is a cultural delusion.

In francese:

le mondialisme est un délire culturel.

——

1) Il mondialismo è un delirio culturale

«L’Occidente soffre, ha sempre sofferto, di una malattia cronica con andamento a poussées, cioè un andamento in cui si alternano fasi di riacutizzazione e di remissione.

Questa malattia cronica, di cui solo l’Occidente soffre, consiste nell’odio verso lo Stato, odio che è un portato del Cristianesimo, come ho più e più volte spiegato.

È una malattia perché lo Stato è una necessità razionale, è un universale culturale (esattamente come il tabù dell’incesto e i riti funebri).

Come scrive Norberto Bobbio: “la società senza Stato” è un “salto fuori della storia” (Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pag. 124).

Queste parole di Bobbio sono un modo elegante per dire che lo Stato è indispensabile e che è sempre esistito.»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/11/18/il-mondialismo-e-un-delirio-culturale/

2) Cos’è l’Occidente?

«L’Occidente è il luogo ideale delle culture nate dal crollo dell’Impero romano d’Occidente, crollo provocato dal Cristianesimo (da cui il Medio Evo). Così, ad esempio, il Brasile fa parte dell’Occidente tanto quanto il Portogallo, perché è la lingua l’elemento fondante di una cultura

https://luigicocola.wordpress.com/2012/07/28/cose-loccidente-2/

3) Perfino per Lucio Caracciolo il Nuovo Ordine Mondiale è una cagata pazzesca

https://luigicocola.wordpress.com/2018/10/22/perfino-per-lucio-caracciolo-il-nuovo-ordine-mondiale-e-una-cagata-pazzesca/

4) Luigi Cocola, La teoria unificata delle ideologie antistato e altri discorsi politici, 6° ed., lulu.com, 2018

5) Perché il mondialismo durerà meno del comunismo

https://luigicocola.wordpress.com/2016/03/07/perche-il-mondialismo-durera-meno-del-comunismo/

6) Questa è la terribile verità, che vi piaccia o meno

https://luigicocola.wordpress.com/2018/08/23/questa-e-la-terribile-verita-che-vi-piaccia-o-meno/

7) Le tappe principali della genesi storica del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/28/le-tappe-principali-della-genesi-storica-del-mondialismo/

8) L’Unione Europea e il Nuovo Ordine Mondiale sono tentativi di attuare il Regno di Cristo sulla terra

https://luigicocola.wordpress.com/2018/10/08/lunione-europea-e-il-nuovo-ordine-mondiale-sono-tentativi-di-attuare-il-regno-di-cristo-sulla-terra/

9) Svelare la verità sul mondialismo, oppure morire tutti di guerra nucleare?

https://luigicocola.wordpress.com/2018/10/20/svelare-la-verita-sul-mondialismo-oppure-morire-tutti-di-guerra-nucleare/

10) L’illusione dei potenti di poter imporre al mondo una falsa verità

https://luigicocola.wordpress.com/2018/10/15/lillusione-dei-potenti-di-poter-imporre-al-mondo-una-falsa-verita/

11) La tracotanza dell’élite globalista deve essere stroncata dal popolo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/09/01/la-tracotanza-dellelite-globalista-deve-essere-stroncata-dal-popolo/

12) “Écrasez l’infâme!” (“l’infâme” oggi è il mondialismo)

https://luigicocola.wordpress.com/2018/10/17/ecrasez-linfame-linfame-oggi-e-il-mondialismo/

13) Joseph Stiglitz racconta menzogne e fa propaganda mondialista

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/11/joseph-stiglitz-racconta-menzogne-e-fa-propaganda-mondialista/

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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La tracotanza dell’élite globalista deve essere stroncata dal popolo

1 settembre 2018

La hybris (in italiano insolenza, tracotanza, 1) dell’élite globalista grida vendetta al cospetto degli dei e/o al cospetto dell’ordine naturale.

La volontà delirante di eliminare lo Stato, che fa parte dell’ordine naturale, essendo lo Stato un universale culturale come il tabù dell’incesto e i riti funebri (2) (la parola “Stato” venne imposta da Niccolò Machiavelli, i romani lo chiamavano civitas o res publica e i greci polis, 3, 4), costituisce la hybris dei mondialisti.

Tale volontà è delirante non solo perché è una violazione dell’ordine naturale, ma anche perché i mondialisti adoperano l’islamizzazione (unitamente ad altri mezzi, come p.e. la riduzione in miseria dei popoli, il meticciato, ecc.) come mezzo per distruggere i popoli che hanno uno Stato e quindi gli Stati, non comprendendo affatto che i mussulmani, una volta raggiunto il potere perché popolazione predominante, dato il loro notevolissimo tasso di natalità, non faranno altro che restaurare gli Stati (l’assenza dello Stato nell’Islam è inconcepibile), annullando così la volontà delirante dei mondialisti, che è quella di farli scomparire dalla faccia della terra (5, 6, 7).

E infatti il mondialismo è un delirio culturale (8).

Chi è chiamato a realizzare la vendetta gridata al cospetto di Dio e/o al cospetto dell’ordine naturale dalla hybris dell’élite mondialista?

Il popolo, è il popolo che deve stroncare i tiranni globalisti che lo riducono in miseria, che lo affamano, riducendone così drasticamente la prole, e che vogliono completarne la distruzione fisica col meticciato, attuando così un vero e proprio genocidio (9), come suggerito un secolo fa da Richard Coudenhove-Kalergi (10) e come sostenuto oggi in Italia da Eugenio Scalfari (10) e da Corrado Augias (11).

Questi tiranni globalisti hanno un nome e un cognome: sono gli ultracapitalisti come David Rockefeller, Jeff Bezos, Mark Zuckerberg, Bill Gates, George Soros, ecc. ecc., solo per restare negli Stati Uniti d’America.

Nel 2017 è stato affermato nel Rapporto Oxfam che: “Eight men now own the same amount of wealth as the poorest half of the world” (12).

Jeff Bezos, Mark Zuckerberg e Bill Gates sono tre di questi otto uomini (David Rockefeller è morto e George Soros è meno ricco degli otto suddetti) (12).

Ecco invece la situazione economica del popolo degli Stati Uniti d’America:

«No society should function with this level of inequality (with the possible exception of one of those prison planets in a “Star Wars” movie). Sixty-three percent of Americans can’t afford a $500 emergency [il neretto è mio]. Yet Amazon head Jeff Bezos is now worth a record $141 billion. He could literally end world hunger for multiple years and still have more money left over than he could ever spend on himself.» (13)

Il popolo degli Stati Uniti d’America (stimato di 325,719,178 individui nel 2017, 14) deve sostenere strenuamente il Presidente Donald Trump, che è un convinto nazionalista, altrimenti esso verrà distrutto da un microscopico numero di ultracapitalisti globalisti (che però ha comprato col proprio denaro la quasi totalità dei media, di Hollywood, del Congresso e delle agenzie governative come l’FBI e la CIA).

Su questo microscopico numero di individui si deve abbattere la rabbia del popolo.

Trecentoventicinque milioni di persone contro una decina di ultracapitalisti globalisti.

Non c’è partita, basta avere coraggio.

Gli americani sono coraggiosi?

Un tempo lo erano.

E oggi?

—————–

1) «hỳbris ‹ìbris› s. f. – Traslitterazione del gr. ὕβρις, che significa genericam. «insolenza, tracotanza», e nella cultura greca antica è anche personificazione della prevaricazione dell’uomo contro il volere divino…»

http://www.treccani.it/vocabolario/hybris/

2) cfr. la mia teoria dello Stato: è necessario, per motivi logici, che in una comunità ci sia un solo centro di comando del potere della forza fisica, cioè lo Stato. Essa è esposta in Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, 3° ed., lulu.com, 2013.

Come è noto, il concetto dei tre poteri principali, cioè il potere della forza fisica, il potere economico e il potere della propaganda, è di Bertrand Russell. Le due funzioni essenziali dello Stato sono, come scrive giustamente Norberto Bobbio, l’esercito e la legge, in altre parole il potere della forza fisica, e su tale argomento Niccolò Machiavelli e Thomas Hobbes concordano con Bobbio. Del resto quella che Karl Popper chiama «protectionist theory of the state» (che egli fa risalire al sofista Licofrone, allievo di Gorgia) si riferisce in primo luogo al potere della forza fisica. Oltre alle funzioni essenziali dello Stato (esercito e legge), esistono anche le funzioni accessorie dello Stato, p.e. le politiche di redistribuzione delle risorse economiche (che si riferiscono al potere economico).

Vedi anche il mio post del 2014 intitolato Siamo in mezzo a un conflitto mondiale ma nessuno ne parla:

«Lo Stato consiste in questo: nel porre sotto un solo centro di comando (che può essere costituito da un uomo o da più uomini) il potere della forza fisica di tutti i membri di una comunità, perché solo così si può assicurare, per quanto riguarda l’esercito, la coordinazione e la strategia e, per quanto riguarda la legge, la terzietà e l’imparzialità.

Si tratta dunque del modo di gestire efficacemente il potere della forza fisica in tutti i gruppi umani che gestiscono tale potere (anche nei piccoli gruppi e perfino quando non c’è il fattore territorio di cui scrisse Max Weber, per esempio nelle popolazioni nomadi).

Ciò non va confuso con la forma di governo, che è tutt’altra cosa.»

https://luigicocola.wordpress.com/2014/05/03/siamo-in-mezzo-a-un-conflitto-mondiale-ma-nessuno-ne-parla/

Analogamente, il tabù dell’incesto è un universale culturale per motivi logici, cfr. Ian Robertson, Sociologia, Zanichelli, 1988 (trad. it. di Sociology, 2nd ed., Worth Publishers, New York, 1981), pagg. 226-228; pagg. 378-379. In particolare, Robertson confuta magistralmente la tesi che il tabù dell’incesto possa essere istintivo, cioè genetico.

3) «polis (gr. πόλις) Particolare tipo di città-Stato che fu proprio dell’organizzazione politica greca in età classica…»

http://www.treccani.it/enciclopedia/polis

4) Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pagg. 55-56

5) Il mondialismo non è una lotta di classe, è un delirio culturale

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/15/il-mondialismo-non-e-una-lotta-di-classe-e-un-delirio-culturale/

6) Luci e ombre del pensiero di Renaud Camus sul mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/10/luci-e-ombre-del-pensiero-di-renaud-camus-sul-mondialismo/

7) Le tappe principali della genesi storica del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/28/le-tappe-principali-della-genesi-storica-del-mondialismo/

8) Luigi Cocola, Il mondialismo è un delirio culturale, lulu.com, 2018

9) Dire mondialismo vuol dire genocidio

https://luigicocola.wordpress.com/2018/08/26/dire-mondialismo-vuol-dire-genocidio/

10) Quello che ha scritto Scalfari è il piano Kalergi

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/15/quello-che-ha-scritto-scalfari-e-il-piano-kalergi/

11) Corrado Augias e la sfida turpe e infame del meticciato

https://luigicocola.wordpress.com/2018/03/12/corrado-augias-e-la-sfida-turpe-e-infame-del-meticciato/

12) Perché Mark Zuckerberg e Jeff Bezos sono globalisti?

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/21/perche-mark-zuckerberg-e-jeff-bezos-sono-globalisti/

13) American Society Would Collapse If It Weren’t For These 8 Myths

https://www.zerohedge.com/news/2018-07-27/american-society-would-collapse-if-it-werent-these-8-myths

Vedi anche:

More 30-Year-Olds Still Living With Their Parents, Study Finds

https://www.zerohedge.com/news/2018-07-26/more-30-year-olds-still-living-their-parents-study-finds

The Number Of Americans Living In Their Vehicles “Explodes” As The Middle Class Collapses

https://www.zerohedge.com/news/2018-08-01/number-americans-living-their-vehicles-explodes-middle-class-collapses

14) https://en.wikipedia.org/wiki/United_States

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Le tappe principali della genesi storica del mondialismo

28 luglio 2018

I) Prima tappa: l’Apocalisse di Giovanni (scritta, secondo la tradizione, nel 95 d.C.)

Il millenarismo o chiliasmo, in inglese millennialism o millenarianism o chiliasm, come riporta l’Enciclopedia Britannica (1), è la credenza nell’avveramento futuro di un Regno di Cristo sulla terra della durata di mille anni, prima del giudizio universale e della fine dei tempi.

La fonte di tale credenza è solo e unicamente l’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento:

«E vidi un angelo che scendeva dal cielo con in mano la chiave dell’Abisso e una grande catena. Afferrò il drago, il serpente antico, che è diavolo e il Satana, e lo incatenò per mille anni; lo gettò nell’Abisso, lo rinchiuse e pose il sigillo sopra di lui, perché non seducesse più le nazioni, fino al compimento dei mille anni, dopo i quali deve essere lasciato libero per un po’ di tempo. Poi vidi alcuni troni – a quelli che vi sedettero fu dato il potere di giudicare – e le anime dei decapitati a causa della testimonianza di Gesù e della parola di Dio, e quanti non avevano adorato la bestia e la sua statua e non avevano ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano. Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni; gli altri morti invece non tornarono in vita fino al compimento dei mille anni. Questa è la prima risurrezione. Beati e santi quelli che prendono parte alla prima risurrezione. Su di loro non ha potere la seconda morte, ma saranno sacerdoti di Dio e del Cristo, e regneranno con lui per mille anni.
Quando i mille anni saranno compiuti, Satana verrà liberato dal suo carcere e uscirà per sedurre le nazioni che stanno ai quattro angoli della terra, Gog e Magòg, e radunarle per la guerra: il loro numero è come la sabbia del mare. Salirono fino alla superficie della terra e assediarono l’accampamento dei santi e la città amata. Ma un fuoco scese dal cielo e li divorò. E il diavolo, che li aveva sedotti, fu gettato nello stagno di fuoco e zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta: saranno tormentati giorno e notte per i secoli dei secoli.»

Apocalisse di Giovanni, 20, 1-10, Bibbia CEI 2008

Questo passo del Nuovo Testamento è di una potenza quasi inimmaginabile, perché ha causato, come millenarismo religioso, le invasioni barbariche, la caduta di Roma nel V secolo (nel 410 il sacco di Roma da parte dei Visigoti e nel 455 quello da parte dei Vandali), il Medio Evo, i Taboriti boemi, i Puritani inglesi e americani, ecc. ecc., e, come millenarismo secolarizzato (ossia laicizzato), il sansimonismo, l’anarchismo, il comunismo (ossia la teoria marx-engelsiana) e infine il mondialismo dei nostri giorni (teoria unificata delle ideologie antistato, 2).

Tenere presente che è la stessa Chiesa di Roma a indicare il comunismo come un millenarismo secolarizzato, vedi il numero 676 del Catechismo della Chiesa Cattolica (la cui pubblicazione in varie lingue è terminata nel 1997) e la relativa nota 641 (in lingua italiana, mentre in lingua inglese è la nota 577) (3).

Ovviamente l’estrema potenza del passo succitato dell’Apocalisse di Giovanni non è causata da parole magiche: si tratta invece dell’espressione della granitica volontà degli schiavi dell’Impero romano di far crollare la Roma schiavista, chiamata nell’Apocalisse di Giovanni “la grande prostituta” e “Babilonia la grande”.

La mia spiegazione del millenarismo è la seguente:

«Il mondialismo, come ho scritto più volte, è la nemesi dell’Occidente, nemesi conseguente alla sua hybris di eliminare lo Stato schiavista romano per mezzo del Cristianesimo, operazione certamente giusta e sacrosanta (non si poteva permettere ai romani di vivere usando tutti gli altri esseri umani, quelli che non erano romani, come oggetti o come animali!), la quale, però, per essere vincente, richiese la creazione e l’uso di un’arma estremamente pericolosa (perché porta all’autodistruzione): quest’arma è l’idea che possa esistere sulla terra una comunità che non ha bisogno di un’istituzione deputata a gestire il potere della forza fisica, vale a dire lo Stato (che ha due funzioni essenziali, l’esercito e la legge), una comunità in cui non esistono aggressioni esterne (quindi l’esercito non serve più) e non esistono torti reciproci interni (quindi la legge non serve più), in definitiva una comunità in cui il Male è bandito.

Questa comunità è il Regno di Cristo sulla terra di cui parla (unicamente e solo) l’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento, che non è uno Stato monarchico, ma bensì una condizione di perfezione trascendente, in quanto Cristo, il Messia cristiano, a differenza del Messia ebraico, ha sia natura umana, sia natura divina.

In conseguenza di tale natura divina, il Male è bandito dalla terra e quindi non c’è più bisogno dello Stato.

Il Regno di Cristo sulla terra avrà una durata di mille anni, da cui il nome “millenarismo” per indicare la credenza nel suo avveramento. Il millenarismo può anche essere definito come la prescrizione di eliminare lo Stato dalla faccia della terra

…In altre parole, per far crollare lo Stato schiavista romano, fu inculcata nel popolo, mediante il potere della propaganda, l’idea che si dovesse eliminare non lo Stato schiavista romano, ma bensì lo Stato tout court.» (4)

Dopo il crollo dello Stato schiavista romano, questa idea irrazionale ed esiziale, che lo Stato deve essere eliminato (pur avendo esaurito la sua utilità per gli schiavi dell’Impero romano, in quanto la loro strategia ebbe un enorme successo), è rimasta nell’inconscio collettivo dei popoli occidentali, diventando così un perfetto esempio di “meme egoista“, vedi la teoria dei memi di Richard Dawkins (5).

II) Seconda tappa: Two Treatises of Government, in italiano Due trattati sul governo, di John Locke (1690)

Come ho scritto molte volte, John Locke trasformò il millenarismo da millenarismo religioso in millenarismo secolarizzato:

«And here we have the plain difference between the state of Nature and the state of war, which however some men have confounded, are as far distant as a state of peace, goodwill, mutual assistance, and preservation; and a state of enmity, malice, violence and mutual destruction are one from another. Men living together according to reason without a common superior on earth, with authority to judge between them, is properly the state of Nature [il neretto è mio].» (6)

È possibile avanzare qui due considerazioni:

a) se “the state of Nature” è “a state of peace, goodwill, mutual assistance, and preservation“, lo Stato è un’istituzione politica inutile, anzi dannosa: è il mito della dannosità dello Stato (7).

b) se “Men living together according to reason without a common superior on earth, with authority to judge between them, is properly the state of Nature”, la Ragione (“reason”) conduce inevitabilmente all’eliminazione dello Stato: ho chiamato ciò “la mistificazione di origine lockiana(8).

Nel Settecento Jean-Jacques Rousseau (1712-1778) riprese e rafforzò gli errori lockiani sullo stato di natura.

Da ricordare che un recente articolo scientifico pubblicato su Nature (il 21 gennaio 2016) e intitolato Inter-group violence among early Holocene hunter-gatherers of West Turkana, Kenya (9) ha smentito le idee cristiane di Locke e di Rousseau sullo stato di natura e ha confermato invece quelle non cristiane (cioè atee) di Thomas Hobbes e di Charles Darwin (10).

È legittimo affermare che da John Locke in poi si è costituito in seno al patrimonio intellettuale laico dell’Occidente un vero e proprio delirio culturale:

la conseguenza è che, da generazioni e generazioni, gli studenti delle università occidentali vengono sistematicamente indottrinati a questo delirio culturale.

Come ho scritto nel 2016:

«Generazioni e generazioni e generazioni di filosofi, di politologi, di sociologi, di antropologi culturali, di accademici e di intellettuali hanno ripetuto questo colossale errore.

Essi sono vissuti dentro questo colossale errore.

È tempo che questo colossale errore, che è un vero e proprio delirio culturale, venga compreso ed eliminato.» (11)

Dirò di più: siamo al cospetto di un rimbecillimento dell’intellighenzia occidentale, come ho affermato più volte (12).

III) Terza tappa: Henri de Saint-Simon (1760-1825)

Nell’Ottocento Henri de Saint-Simon (13) scoperchiò il Vaso di Pandora: fu lui il primo in assoluto a ideare il principio fondamentale del mondialismo (o globalismo, in inglese globalism, in francese mondialisme), che è quello di sostituire lo Stato con la tecnocrazia (14, 15), fu lui il primo in assoluto a ideare un’ideologia antistato di tipo filosofico, il sansimonismo, del quale il mondialismo è semplicemente e banalmente un pervertimento novecentesco (in quanto, a differenza del sansimonismo, è contro il popolo) (16), fu lui il primo in assoluto a ideare quella che in seguito venne chiamata Unione Europea (e ciò dimostra in modo definitivo che l’Unione Europea non è altro che un aspetto del mondialismo) (17).

Pierre-Joseph Proudhon (1809-1865), l’ideatore dell’anarchismo, e Karl Marx (1818-1883) e Friedrich Engels (1820-1895), gli ideatori del comunismo, ossia della teoria marx-engelsiana, vennero dopo di lui e da lui presero spunto, prendendo poi strade proprie, ma rimanendo comunque sempre nell’ambito delle ideologie antistato (2), come ha mostrato Norberto Bobbio (18).

In un mio precedente post (a cui rimando) ho evidenziato che il programma politico dichiarato pubblicamente e ripetutamente da George Soros (in libri, articoli e interviste) è esattamente il programma politico dichiarato da Saint-Simon ben due secoli fa:

«Primo: imporre dappertutto la democrazia liberale; secondo: eliminare gli Stati.» (19)

In realtà i mondialisti non sono altro che sansimonisti pervertiti (16) (si può anche dire sansimoniani, in lingua italiana si può dire in due modi).

È assai singolare che il rapporto tra ideologia sansimonista e ideologia mondialista, che è estremamente evidente, sia ignorato da quasi tutti coloro che scrivono attualmente sul mondialismo (tranne, per esempio, Claudio Finzi, 15): essi non fanno altro che costruire false teorie esplicative, basate sull’ignoranza, sul pregiudizio e sulla ricerca di capri espiatori (ebrei, massoneria, capitalismo, imperialismo anglo-americano, ecc. ecc., in un impressionante crescendo di baggianate, fino ad arrivare ai satanisti e agli extraterrestri rettiliani) (20).

IV) Quarta tappa: Richard Coudenhove-Kalergi (1894-1972)

Nel Novecento Richard Coudenhove-Kalergi riprese pedissequamente le tematiche di Saint-Simon e/o dei suoi numerosi seguaci, i sansimonisti, aggiungendovi solo qualche elemento originale: la fase teorica del mondialismo era così completata (21).

È uso piuttosto diffuso quello di scrivere su Coudenhove-Kalergi come se egli fosse l’ideatore originale delle suddette tematiche, come per esempio l’Unione Europea (vedi a questo proposito Wikipedia, in data odierna), l’esaltazione della tecnologia, l’ammirazione per gli ebrei (in quanto questi avevano stabilito legami industriali e politici tra i popoli), l’emancipazione femminile, ecc. ecc., ma ciò è solo il frutto della più nera ignoranza.

Nel suo libro Praktischer Idealismus, che non è stato mai tradotto in forma di libro cartaceo dal tedesco originale in altre lingue (e se ne capisce facilmente il perché), egli scrive:

a) «Die Folge ist, daß Mischlinge [il neretto è mio] vielfach Charakterlosigkeit, Hemmungslosigkeit, Willensschwäche, Unbeständigkeit, Pietätlosigkeit und Treulosigkeit mit Objektivität, Vielseitigkeit, geistiger Regsamkeit, Freiheit von Vorurteilen und Weite des Horizontes verbinden.»

Praktischer Idealismus, pag. 21 dell’edizione originale del 1925

Traduciamo in italiano:

«Pertanto, i meticci [il neretto è mio] combinano spesso la mancanza di carattere, la mancanza di inibizioni, la debolezza di volontà, l’incostanza, l’empietà e l’infedeltà con l’obiettività, la versatilità, la vivacità spirituale, l’assenza di pregiudizi e l’apertura di nuovi orizzonti.»

b) «Der Mensch der fernen Zukunft wird Mischling [il neretto è mio] sein. Die heutigen Rassenund Kasten werden der zunehmenden Überwindung von Raum, Zeit und Vorurteil zum Opfer fallen. Die eurasisch-negroide Zukunftsrasse, äußerlich der altägyptischen ähnlich, wird die Vielfalt der Völker durch eine Vielfalt der Persönlichkeiten ersetzen.»

Praktischer Idealismus, pagg. 22-23 dell’edizione originale del 1925

Traduciamo in italiano:

«L’umano del lontano futuro sarà un meticcio [il neretto è mio]. Le razze e le caste di oggi saranno vittime del superamento sempre più grande dello spazio, del tempo e dei pregiudizi. La razza del futuro, negroide-eurasiatica, simile nell’aspetto a quella dell’antico Egitto, sostituirà la molteplicità dei popoli con una molteplicità di personalità.»

La scorsa estate, il 6 agosto 2017, Eugenio Scalfari ha scritto sull’Espresso un editoriale intitolato C’è l’Africa nel nostro futuro, eccone un passo:

«Ma se invece di ragionare su un processo millenario ragioniamo di un processo di pochi secoli, allora l’Africa diventa un elemento positivo, che va aiutato in tutti i suoi problemi. E non solo l’Africa, ma tutti i popoli migranti che hanno di mira Paesi di antica ricchezza, con i quali convivere nel tentativo di ridurre le disuguaglianze.
La vera politica dei Paesi europei è quindi d’essere capofila di questo movimento migratorio: ridurre le diseguaglianze, aumentare l’integrazione. Si profila come fenomeno positivo, il meticciato [il neretto è mio], la tendenza alla nascita di un popolo unico, che ha una ricchezza media, una cultura media, un sangue integrato. Questo è un futuro che dovrà realizzarsi entro due o tre generazioni e che va politicamente effettuato dall’Europa. E questo deve essere il compito della sinistra europea e in particolare di quella italiana [il neretto è mio].» (22)

Ciò di cui scrive oggi Eugenio Scalfari è esattamente ciò che nel 1925 prevedeva, o meglio voleva realizzare (come si evince chiarissimamente dal contesto del suo libro), Richard Coudenhove-Kalergi (23).

Si tratta, né più né meno, di un genocidio lento, cioè del genocidio lento dell’Occidente.

La storia ci insegna che la dinamica genocidiaria facilmente e spesso compare nei millenarismi, sia religiosi che secolarizzati (vedi per esempio i Taboriti boemi, i Puritani inglesi, il genocidio cambogiano di Pol Pot e dei Khmer Rossi, ecc. ecc.) (24).

Tale dinamica genocidiaria si scatena quando i capi del millenarismo in questione si convincono che il popolo è contro la seconda venuta di Cristo, più precisamente la parusìa intermedia (25), cioè che il popolo non vuole l’avveramento del Regno di Cristo sulla terra (ovviamente nel caso dei millenarismi secolarizzati ciò va preso in senso metaforico).

La dinamica genocidiaria può venire indirizzata non solo contro il proprio popolo, ma anche contro altri popoli, in effetti contro chiunque si opponga alla parusìa intermedia:

«And beyond the extermination of all evils lay the Millennium. These people were utterly convinced that while the earth was being cleansed of sinners Christ would descend ‘in glory and great power’.» (26)

Nel caso del mondialismo potremmo quindi arrivare facilmente a una guerra nucleare contro il popolo russo, che palesemente ed esplicitamente (a causa del cesaropapismo introdotto da Costantino il Grande) non vuole il mondialismo, cioè l’avveramento del Regno di Cristo sulla terra, cioè il Nuovo Ordine Mondiale in cui non esiste lo Stato.

Il casus belli dell’Ucraina è stato creato da Obama e da Hillary Clinton proprio per questo scopo.

È possibile che tale esiziale pericolo non sia attualmente ben compreso nei suoi risvolti millenaristici (che sono assolutamente irrazionali) dalle autorità americane e russe, neanche ai più alti livelli.

V) Quinta tappa: David Rockefeller e il Principe Bernhard dei Paesi Bassi creano i Bilderberg Meetings (1954)

Perfino le teste coronate d’Europa e perfino rappresentanti ufficiali del Papa della Chiesa di Roma partecipano a tali incontri annuali (27).

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1) «Millennialism, also called millenarianism or chiliasm, the belief, expressed in the book of Revelation to John, the last book of the New Testament, that Christ will establish a 1,000-year reign of the saints on earth (the millennium) before the Last Judgment.»

https://www.britannica.com/topic/millennialism

2) Luigi Cocola, La teoria unificata delle ideologie antistato e altri discorsi politici, 6° ed., lulu.com, 2018

3) Dal Catechismo della Chiesa Cattolica:

«676 Questa impostura anti-cristica si delinea già nel mondo ogniqualvolta si pretende di realizzare nella storia la speranza messianica che non può essere portata a compimento se non al di là di essa, attraverso il giudizio escatologico; anche sotto la sua forma mitigata, la Chiesa ha rigettato questa falsificazione del regno futuro sotto il nome di millenarismo, 640 soprattutto sotto la forma politica di un messianismo secolarizzato « intrinsecamente perverso ». 641»

—–

«(640) Cf Sant’Offizio, Decretum de millenarismo (19 luglio 1944): DS 3839.

(641) Cf Pio XI, Lett. enc. Divini Redemptoris (19 marzo 1937): AAS 29 (1937) 65-106, che condanna « il falso misticismo » di questa « contraffazione della redenzione degli umili » (p. 69); Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 20-21: AAS 58 (1966) 1040-1042.»

http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p1s2c2a7_it.htm

In inglese:

«676 The Antichrist’s deception already begins to take shape in the world every time the claim is made to realize within history that messianic hope which can only be realized beyond history through the eschatological judgement. the Church has rejected even modified forms of this falsification of the kingdom to come under the name of millenarianism,576 especially the “intrinsically perverse” political form of a secular messianism.577»

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«576 Cf. DS 3839.

577 Pius XI, Divini Redemptoris, condemning the “false mysticism” of this “counterfeit of the redemption of the lowly”; cf. GS 20-21.»

http://www.vatican.va/archive/ENG0015/__P1V.HTM

In francese:

«676 Cette imposture antichristique se dessine déjà dans le monde chaque fois que l’on prétend accomplir dans l’histoire l’espérance messianique qui ne peut s’achever qu’au-delà d’elle à travers le jugement eschatologique : même sous sa forme mitigée, l’Église a rejeté cette falsification du Royaume à venir sous le nom de millénarisme (cf. DS 3839), surtout sous la forme politique d’un messianisme sécularisé, ” intrinsèquement perverse ” (cf. Pie XI, enc. ” Divini Redemptoris ” condamnant le ” faux mysticisme ” de cette ” contrefaçon de la rédemption des humbles ” ; GS 20-21).»

http://www.vatican.va/archive/FRA0013/__P1R.HTM

Vedi anche questo mio post:

Il Catechismo della Chiesa Cattolica è straordinariamente interessante

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/26/il-catechismo-della-chiesa-cattolica-e-straordinariamente-interessante/

e anche questo:

Per chi vuole capire veramente cos’è il millenarismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/22/per-chi-vuole-capire-veramente-cose-il-millenarismo/

4) Luci e ombre del pensiero di Renaud Camus sul mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/10/luci-e-ombre-del-pensiero-di-renaud-camus-sul-mondialismo/

5) Richard Dawkins, Il gene egoista, Zanichelli, 1979 (trad. it. di The Selfish Gene, Oxford University Press, 1976, first edition), pagg. 162-172

Vedi anche:

Il millenarismo è un meme egoista

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

6) John Locke, Two Treatises of Government, Essay Two, Chapter III, 19

Prepared by Rod Hay for the McMaster University Archive of the History of Economic Thought

Disponibile su:

www.efm.bris.ac.uk/het/locke/government.pdf

7) Il mondialismo e il nazionalismo sono il prodotto di due diverse Weltanschauung

https://luigicocola.wordpress.com/2017/04/02/il-mondialismo-e-il-nazionalismo-sono-il-prodotto-di-due-diverse-weltanschauung/

8) Joseph Stiglitz racconta menzogne e fa propaganda mondialista

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/11/joseph-stiglitz-racconta-menzogne-e-fa-propaganda-mondialista/

Questo specifico punto debole di Locke è stato criticato sia da Bertrand Russell che da Norberto Bobbio, cfr. Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, 3° ed., lulu.com, 2013, pag. 29, nota 4 e pag. 37, nota 5

9) M. Mirazón Lahr et al., Inter-group violence among early Holocene hunter-gatherers of West Turkana, Kenya, Nature 529, 394–398 (21 January 2016)

http://www.nature.com/articles/nature16477

10) Smentite le idiozie di Locke e di Rousseau sullo stato di natura

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/25/smentite-le-idiozie-di-locke-e-di-rousseau-sullo-stato-di-natura/

11) Il mondialismo è un delirio culturale

https://luigicocola.wordpress.com/2016/11/18/il-mondialismo-e-un-delirio-culturale/

12) Lo spettacolare e stupefacente rimbecillimento dell’intellighenzia occidentale

https://luigicocola.wordpress.com/2017/06/07/lo-spettacolare-e-stupefacente-rimbecillimento-dellintellighenzia-occidentale/

13) C’è qualche confusione sul nome di Saint-Simon. Ho usato in questo blog il nome che usa l’Enciclopedia Britannica:

«Henri de Saint-Simon, in full Claude-Henri de Rouvroy, Comte (count) de Saint-Simon, (born Oct. 17, 1760, Paris, Fr.—died May 19, 1825, Paris), French social theorist and one of the chief founders of Christian socialism. In his major work, Nouveau Christianisme (1825), he proclaimed a brotherhood of man that must accompany the scientific organization of industry and society.»

https://www.britannica.com/biography/Henri-de-Saint-Simon

14) «All’estremo opposto l’ideale della fine della società politica e della classe politica che ne trae un abusivo vantaggio è stato predicato da una concezione che oggi si direbbe tecnocratica dello Stato, come quella esposta da Saint-Simon secondo cui nella società industriale ove protagonisti non sono più i guerrieri e i legisti ma diventano gli scienziati e i produttori, non ci sarà più bisogno della «spada di Cesare». Questo ideale tecnocratico peraltro si accompagna in Saint-Simon con una forte ispirazione religiosa (il nouveau christianisme), quasi a suggerire l’idea che questo salto fuori della storia che è la società senza Stato non sia pensabile prescindendo da un’idea messianica.»

Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pag. 124

15) «Inutile che qui io rifaccia la storia della tecnocrazia. Basta ricordarne alcuni principi fondamentali, che poi sono quelli fissati già dal fondatore o inventore: il francese Claude Henri de Rouvroy, conte di Saint-Simon, e poi affinati, adattati, rielaborati in due secoli di sviluppo senza però mai tradire alcuni presupposti irrinunciabili…

…Ogni volta che nella storia l’uomo ha tentato di realizzare l’utopia, di realizzare l’irrealizzabile, la natura umana e la realtà concreta del mondo si sono ribellate all’impossibile, cosicché lo scontro fra una pretesa utopica e la realtà ha sempre portato al disastro, a lutti, dolori, morti. Così avverrebbe anche nel tentativo di attuare l’ideologia tecnocratica. E se l’utopia marxista ha provocato un numero di morti misurabile in decine o centinaia di milioni di uomini, certamente molto peggio avverrebbe nel tentativo di attuare la tecnocrazia.»

Claudio Finzi, Ideologia tecnocratica e globalizzazione, in Agostino Carrino (a cura di), L’Europa e il futuro della politica, Società Libera, 2002, pagg. 235-252

È  riportato anche qui:

http://www.teleion.it/users/garbolino/

librisoclibera/testi/europafutpol/19_europapf.shtml

16) Ulteriori precisazioni sul mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/21/ulteriori-precisazioni-sul-mondialismo/

17) Saint-Simon pubblicò nel 1814 la sua opera De la réorganisation de la société européenne, ou de la nécessité et des moyens de rassembler les peuples de l’Europe en un seul corps politique, en conservant a chacun son indépendance nationale, che è integralmente scaricabile qui:

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k10497526/f7.image

Vedi anche:

Chi ideò l’Unione Europea?

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/20/chi-ideo-lunione-europea/

18) Norberto Bobbio, op. cit., pagg. 122-125

Vedi anche:

Conseguenze di due interpretazioni del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/23/conseguenze-di-due-interpretazioni-del-mondialismo/

19) Il programma politico di Soros è proprio quello di Saint-Simon

https://luigicocola.wordpress.com/2018/05/12/il-programma-politico-di-soros-e-proprio-quello-di-saint-simon/

20) La mia analisi del mondialismo e delle ideologie antistato

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/10/la-mia-analisi-del-mondialismo-e-delle-ideologie-antistato/

21) Richard Coudenhove-Kalergi scrisse (in tedesco):

Pan-Europa (1923)

Disponibile su:

https://archive.org/details/PanEuropaCoudenhoveKalergi

e Praktischer Idealismus (1925)

Disponibile su:

https://archive.org/details/Coudenhove-Kalergi-Praktischer_Idealismus-1925

Esiste in rete anche una traduzione in francese di Praktischer Idealismus, disponibile qui:

https://archive.org/details/R.N.CoudenhoveKalergiIdealismePratique1925FR

e qui:

http://www.profusif.eu/author/gyuio678jhdipom56/

22) Eugenio Scalfari, C’è l’Africa nel nostro futuro, L’Espresso, 6 agosto 2017

http://espresso.repubblica.it/opinioni/vetro-soffiato/2017/08/02/news/c-e-l-africa-nel-nostro-futuro-1.307312

23) Quello che ha scritto Scalfari è il piano Kalergi

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/15/quello-che-ha-scritto-scalfari-e-il-piano-kalergi/

24) Il mondialismo e il genocidio cambogiano di Pol Pot e dei Khmer Rossi

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/17/il-mondialismo-e-il-genocidio-cambogiano-di-pol-pot-e-dei-khmer-rossi/

25) L’Apocalisse di Giovanni, il millenarismo e il mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/19/lapocalisse-di-giovanni-il-millenarismo-e-il-mondialismo/

26) Norman Cohn, The Pursuit of the Millennium – Revolutionary Millenarians and Mystical Anarchists of the Middle Ages, Oxford University Press, 1970, pag. 213

27) Piccolo giallo della lista dei partecipanti del Bilderberg 2018

https://luigicocola.wordpress.com/2018/06/09/piccolo-giallo-della-lista-dei-partecipanti-del-bilderberg-2018/

N.B: tutti i link sono stati verificati in data odierna.

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Piccolo giallo della lista dei partecipanti del Bilderberg 2018

9 giugno 2018

La lista è pubblicata sul sito del Bilderberg:

http://www.bilderbergmeetings.org/participants.html

Noto in particolare tra i partecipanti:

Caracciolo, Lucio (ITA), Editor-in-Chief, Limes

Gruber, Lilli (ITA), Editor-in-Chief and Anchor “Otto e mezzo“, La7 TV

Parolin, H.E. Pietro (VAT), Cardinal and Secretary of State (vedi il mio post di ieri)

Ma c’è un piccolo giallo: in data odierna (9 giugno 2018) il Re dei Paesi Bassi Guglielmo Alessandro, della Casa d’Orange-Nassau, al suddetto link non compare, mentre mi ricordavo di averlo visto nei giorni scorsi.

Allora ho fatto qualche banale indagine in internet e ho trovato che il suo nome c’è al seguente link, che è il link della cache del motore di ricerca Bing del giorno 5 giugno 2018:

http://cc.bingj.com/cache.aspx?q=http%3a%2f%2fwww.bilderbergmeetings.org%2fparticipants2018.html

&d=1681802668456&mkt=it-IT&setlang=

it-IT&w=K-JeCLg05OgPEff4LOg1DHQIIsEJfFcI

Ecco come egli era registrato al 5 giugno 2018:

Netherlands, H.M. the King of the (NLD),

Ovviamente ho scattato degli screenshot (che riporto sotto) per provare ciò che scrivo.

Una domandina facile facile:

Cosa è successo al Re dei Paesi Bassi Guglielmo Alessandro?

Come ho riportato più volte in questo blog, suo nonno, il Principe Bernhard dei Paesi Bassi (1911-2004), insieme con David Rockefeller (1915-2017), fondò il Bilderberg nel 1954, ed è legittimo di conseguenza considerarlo come uno dei principali attuatori del mondialismo, vedi qui:

Il mondialismo non è una lotta di classe, è un delirio culturale

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/15/il-mondialismo-non-e-una-lotta-di-classe-e-un-delirio-culturale/

e qui:

Anche per Diego Fusaro il mondialismo è un complotto ebraico

https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/01/anche-per-diego-fusaro-il-mondialismo-e-un-complotto-ebraico/

e qui:

La mia analisi del mondialismo e delle ideologie antistato

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/10/la-mia-analisi-del-mondialismo-e-delle-ideologie-antistato/

e qui:

Luci e ombre del pensiero di Renaud Camus sul mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/10/luci-e-ombre-del-pensiero-di-renaud-camus-sul-mondialismo/

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Il programma politico di Soros è proprio quello di Saint-Simon

12 maggio 2018

L’ignoranza è una brutta cosa.

Perché ci fa prendere fischi per fiaschi, lucciole per lanterne.

Se noi iniziamo a studiare, anche solo superficialmente, il pensiero del Conte Henri de Saint-Simon (1) (ma egli aveva rinunciato al titolo nobiliare e si firmava “Henri Saint-Simon”), l’ideatore sia del principio fondamentale del mondialismo (sostituire lo Stato con la tecnocrazia) (2), sia dell’Unione Europea (3), e anche “one of the chief founders of Christian socialism” come riporta l’Enciclopedia Britannica (1), e anche l’autore di Nouveau Christianisme, tutte le tessere del puzzle andranno al loro posto e tutto sarà chiaro.

Altro che complotto ebraico, massonico e satanista.

Queste sono tutte baggianate prodotte dall’ignoranza.

Occorre ribadirlo: fu Saint-Simon (1760-1825) a scoperchiare il Vaso di Pandora, fu lui il primo a ideare (e ciò avvenne nell’Ottocento) un’ideologia antistato di tipo filosofico (4), che da lui prese il nome, il sansimonismo, di cui il mondialismo è un pervertimento novecentesco (in quanto, a differenza del sansimonismo, è contro il popolo).

Egli venne infatti prima di Pierre-Joseph Proudhon (1809-1865), l’ideatore dell’anarchismo (5), e di Karl Marx (1818-1883) e Friedrich Engels (1820-1895), la coppia che ideò il comunismo, e, come è ben noto, li influenzò tutti e tre, anche se Proudhon e la coppia Marx-Engels presero poi strade originali proprie (rimanendo comunque sempre nell’ambito delle ideologie antistato, come ha magistralmente mostrato Norberto Bobbio) (2).

E sbagliarono Marx ed Engels a bollare con la formula di “socialismo utopistico” (che comunque ha avuto enorme successo) il pensiero di Saint-Simon, di Proudhon e di altri: non si tratta di utopie, ma bensì di forme modernizzate e laicizzate di millenarismo (o chiliasmo), il quale è la dottrina della seconda venuta di Cristo, con conseguente Regno di Cristo sulla terra della durata di mille anni (donde il nome “millenarismo” per indicare tale dottrina), di cui parla (solo e unicamente) l’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento (6).

Non sono certamente l’unico a usare il termine “millenarismo” (o “chiliasmo”) per indicare le teorie dei suddetti pensatori, ecco un esempio fornito da Karl Mannheim:

«Revolutionary anarchism, for instance, in which the Chiliastic mentality is preserved in its purest and most genuine form, regards modern times, since the decline of the Middle Ages, as a single revolution.» (7)

E anche il comunismo è un millenarismo, del resto lo afferma addirittura il Catechismo della Chiesa Cattolica (8).

Notare che tutti questi pensatori erano cristiani, anche Marx lo era (ricevette il battesimo luterano all’età di sei anni e il padre si era convertito al Cristianesimo luterano prima della sua nascita, inoltre a 16 anni, nel 1834, ricevette la confermazione luterana nella Chiesa della Trinità di Treviri), come è ben noto e come risulta anche da tutto ciò che egli scrisse, a meno che non si ritenga, come ritenevano i nazisti, che gli ebrei siano una razza biologica, il che è veramente troppo ridicolo perché valga la pena di confutarlo (sebbene The Race Question, lo Statement dell’UNESCO del 1950, abbia fatto proprio questo) (9).

Nei post precedenti ho scritto più volte del programma politico di George Soros (che è il programma politico del mondialismo), vedi qui:

«Shuster: Where is the main focus of the Open Society [Open Society Foundations, nota mia] today?

Soros: We are basically supporting the development of open societies [il neretto è mio] in individual countries and what I call a global open society [il neretto è mio]—international law, international institutions, strengthening the world order. So those are the two aspects.» (10)

Vedi anche qui:

«In questo libro sostengo che le democrazie del mondo dovrebbero formare una alleanza con il duplice scopo di: 1) favorire lo sviluppo di società aperte [il neretto è mio] all’interno dei singoli paesi; 2) potenziare il diritto internazionale e le istituzioni necessarie a una società aperta globale [il neretto è mio].» (11)

Come ho già scritto, per capire cosa intende George Soros occorre capire il suo linguaggio: egli usa il termine “open society” (in italiano “società aperta“) nel senso popperiano di democrazia liberale (antitetica agli assolutismi di qualsiasi tipo) (12).

Mentre egli usa il termine “global open society” (in italiano “società aperta globale“) in senso antipopperiano, cioè nel senso di eliminazione dello Stato dalla faccia della terra (Karl Popper ritiene necessario lo Stato) (12), vedi infatti qui:

«Siamo riusciti a unirci al livello dello Stato sovrano: abbiamo degli Stati democratici, in cui vige lo stato di diritto e il rispetto verso il prossimo. Ora è necessario affrontare la questione su scala globale.
La soluzione non può essere la stessa: uno Stato mondiale costituirebbe una minaccia alla libertà più grave di quella rappresentata dalla molteplicità di Stati nazionali. La soluzione non può neppure essere progettata astrattamente…» (13)

Vedi anche qui:

«When I speak of a global society, I do not mean a global state. States are notoriously imperfect even at the national level. We need to find new solutions for a novel situation…» (14)

In conclusione, cosa vuole fare George Soros?

Primo: imporre dappertutto la democrazia liberale; secondo: eliminare gli Stati.

Ebbene, questo programma politico è proprio il programma politico originale del Conte Henri de Saint-Simon.

Ecco, infatti, cosa egli scrive nella sua opera L’Organizzatore (L’Organisateur), pubblicato sotto forma di dispense nel 1819-1820 e tradotto in italiano a cura di Francesco Gentile (1968):

«QUARTA LETTERA

Dopo esserci elevati alla concezione precisa del sistema capace di soddisfare i desideri politici della maggioranza della nazione, nell’attuale stato della civiltà, noi avremmo dovuto fare il seguente ragionamento.
Avremmo dovuto dire: Visto che ci è evidentemente impossibile fondare subito il nuovo sistema [cioè sostituire lo Stato con la tecnocrazia, nota mia] (36), visto che questo sistema deve essere preparato e organizzato prima di poter essere messo in pratica, noi dobbiamo cercare di vivere nel modo più sopportabile, senza peraltro uscire dal vecchio sistema, fino al tempo in cui saremo in grado di distruggerlo interamente.
La seconda cosa che avremmo dovuto affrontare nel 1789 doveva essere il problema seguente:
Qual è il tipo di organizzazione che riduce gli inconvenienti del vecchio sistema?
La soluzione non era certo difficile da trovare; infatti l’esperienza ha provato che si tratta della costituzione inglese; il regime parlamentare è l’organizzazione sociale meno viziosa nell’ambito del vecchio sistema (37).» (15)

E ancora:

«QUINTA LETTERA

Adottare la costituzione inglese, come regime provvisorio, come costituzione transitoria, come una specie di capestro che era necessario alzare per poi poter procedere comodamente alla costruzione di un nuovo edificio sociale, è dunque la seconda cosa che avremmo dovuto fare.» (16)

Nell’originale francese:

«QUATRIÈME LETTRE.

Après nous être élevés à la conception nette du système qui peut satisfaire les désirs politiques de la très-grande majorité de la nation, dans l’état présent des lumières, nous aurions dû faire le raisonnement suivant :
Nous aurions dû dire : attendu qu’il nous est évidemment impossible d’établir immédiatement le nouveau système; attendu que ce système a besoin d’être préparé, d’être organisé avant de pouvoir être mis en pratique, nous devons chercher à vivre de la manière la plus supportable possible, sans sortir de l’ancien système, jusqu’à l’époque où nous serons en mesure de l’abroger entièrement.
Ainsi, la seconde chose dont nous aurions dû nous occuper en 1789 aurait dû être de la question suivante :
Quel est le mode d’organisation dans lequel l’ancien système a le moins d’inconvénient ?
Cette solution n’était pas difficile à trouver, car l’expérience a prouvé que c’est la constitution anglaise, c’est-à-dire le régime parlementaire, qui est l’organisation sociale la moins vicieuse dans l’ancien système.»

«CINQUIÈME LETTRE.

Adopter la constitution anglaise comme régime provisoire, comme constitution transitoire, comme une espèce d’échafaud qu’il était néces saire d’élever pour exécuter commodément la construction du nouvel édifice social, est donc la seconde chose que nous aurions dû faire.» (17)

Da tutto ciò possiamo trarre tre importanti conclusioni, che, a quanto mi risulta, molti ignorano:

a) Che George Soros sia ebreo non c’entra assolutamente nulla, egli è stato indottrinato a pensare, probabilmente durante i suoi studi universitari, che lo Stato sia un male non necessario (2), concetto che vive nell’inconscio collettivo dell’Occidente da molti secoli e che ha un’origine chiaramente e inequivocabilmente cristiana, derivando dal millenarismo prodotto dall’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento (6). Questo concetto, che è un tipico esempio di meme egoista (18), si è svincolato dalla religione cristiana a causa dell’opera filosofica di John Locke (19), entrando così a far parte del patrimonio culturale laico dell’Occidente. Si tratta di un “messianismo secolarizzato”, il termine usato proprio dal Catechismo della Chiesa Cattolica per indicare la forma modernizzata, laicizzata e politica del millenarismo, millenarismo che oggi (1997) la Chiesa Cattolica condanna nel suddetto Catechismo, ma che fu storicamente il pensiero ufficiale della stessa Chiesa Cattolica fino a Sant’Agostino, cioè fino ai primi anni del V secolo. Tutto ciò l’ho mostrato in dettaglio più e più volte (20).

Anzi, addirittura, il mondialismo è un’ideologia antisemita (21), perché esso usa vari mezzi per eliminare gli Stati dalla faccia della terra, mezzi fra i quali c’è l’islamizzazione dell’Europa prima e l’islamizzazione dell’Occidente intero poi.

Gli ebrei che sostengono il mondialismo sono, tragicamente, i suoi “utili idioti“.

b) Il mondialismo non è un americanismo, come molti scioccamente affermano: tutte le ideologie antistato di tipo filosofico (vedi la mia Teoria unificata delle ideologie antistato) (4) nacquero in Europa, nell’Ottocento (Saint-Simon nacque nel secolo precedente, ma tutte le sue opere le scrisse nell’Ottocento), da pensatori di religione cristiana e di nazionalità francese e tedesca (Saint-Simon e Proudhon erano francesi, Marx ed Engels erano tedeschi). Anche il Conte Richard Coudenhove-Kalergi (1894-1972) e il marito della Regina Juliana dei Paesi Bassi, cioè il Principe Bernhard dei Paesi Bassi (1911-2004) non erano certamente americani. L’unico americano tra gli ideatori e i principali attuatori del mondialismo è David Rockefeller (1915-2017) e questo è troppo poco per definire il mondialismo come un americanismo. Perfino George Soros (nato a Budapest il 12 agosto 1930) è europeo, soltanto nel 1961 egli acquisì la nazionalità USA. Tutti i suddetti sono cristiani, tranne Soros.

c) Il programma politico di George Soros, che è il programma politico del mondialismo, non c’entra nulla col pensiero di Karl Popper (ebreo anche lui), anzi l’uso propagandistico che Soros fa del termine popperiano “open society” è una frode bella e buona, essendo Popper assolutamente ed esplicitamente contrario all’eliminazione dello Stato, come ho mostrato dettagliatamente in un post precedente (12).

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1) C’è qualche confusione sul nome di Saint-Simon. Ho usato in questo blog il nome che usa l’Enciclopedia Britannica:

«Henri de Saint-Simon, in full Claude-Henri de Rouvroy, Comte (count) de Saint-Simon, (born Oct. 17, 1760, Paris, Fr.—died May 19, 1825, Paris), French social theorist and one of the chief founders of Christian socialism. In his major work, Nouveau Christianisme (1825), he proclaimed a brotherhood of man that must accompany the scientific organization of industry and society.»

https://www.britannica.com/biography/Henri-de-Saint-Simon

2) Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pagg. 122-125

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/23/conseguenze-di-due-interpretazioni-del-mondialismo/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/21/ulteriori-precisazioni-sul-mondialismo/

3) Saint-Simon pubblicò nel 1814 la sua opera De la réorganisation de la société européenne, ou de la nécessité et des moyens de rassembler les peuples de l’Europe en un seul corps politique, en conservant a chacun son indépendance nationale, che è scaricabile qui:

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k10497526/f7.image

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/20/chi-ideo-lunione-europea/

4) Luigi Cocola, La teoria unificata delle ideologie antistato e altri discorsi politici, 6° ed., lulu.com, 2018, pagg. 141-143

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/21/ulteriori-precisazioni-sul-mondialismo/

5) «La nascita dell’A. [Anarchismo] si suole attribuire a Proudhon (1809-65)…»

Nicola Abbagnano, Dizionario di Filosofia, UTET, 1971, pag. 41

6) «Millennialism, also called millenarianism or chiliasm, the belief, expressed in the book of Revelation to John, the last book of the New Testament, that Christ will establish a 1,000-year reign of the saints on earth (the millennium) before the Last Judgment.»

https://www.britannica.com/topic/millennialism

7) Karl Mannheim, Ideology and Utopia, Routledge & Kegan Paul, 1954, pagg. 202-203

8) Ciò viene affermato al numero 676 del Catechismo della Chiesa Cattolica e alla relativa nota 641 (641 per la versione italiana, per quella inglese è la nota 577), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/26/il-catechismo-della-chiesa-cattolica-e-straordinariamente-interessante/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/22/per-chi-vuole-capire-veramente-cose-il-millenarismo/

9) UNESCO, The Race Question, 1950, pag. 6

Lo Statement è scaricabile qui:

unesdoc.unesco.org/images/0012/001282/128291eo.pdf

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/06/24/di-quale-religione-era-karl-marx/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/04/21/tre-pezzi-facili-da-confutare/

10) Consequences of the War on Terror (September 20, 2006)

http://www.lawac.org/EventDetail/eventid/612

(si trova anche su Google Scholar, cercando Consequences of the War on Terror)

11) George Soros, La società aperta – Per una riforma del capitalismo globale, Ponte alle Grazie, 2001 (trad. it. di Open Society – Reforming Global Capitalism, Public Affairs, 2000), pag. 8

12) Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/01/luso-del-termine-open-society-da-parte-di-george-soros-e-una-frode/

13) Ibid., pag. 180

14) George Soros, Toward a Global Open Society, The Atlantic, January 1998

https://www.theatlantic.com/magazine/archive/1998/01/toward-a-global-open-society/307878/

15) Henri de Saint-Simon, L’Organizzatore (trad. it. di L’Organisateur, dal XX° vol. delle Oeuvres de Saint-Simon et d’Enfantin, ed. Dentu, 1869), a cura di Francesco Gentile, Editrice R.A.D.A.R., 1968, Quarta Lettera, pag. 85

16) Ibid., Quinta Lettera, pag. 87

17) La versione originale in francese del XX° vol. delle Oeuvres de Saint-Simon et d’Enfantin, ed. Dentu, 1869, è scaricabile qui:

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k6101761v/f47.image.r=

Oeuvres%20de%20Saint-Simon%20&%20d%27Enfantin

18) Richard Dawkins, Il gene egoista, Zanichelli, 1979 (trad. it. di The Selfish Gene, Oxford University Press, 1976), pagg. 162-172

19) John Locke, Due trattati sul governo (trad. it. di Two Treatises of Government), Edizioni Plus, 2007

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/01/14/le-idee-politiche-di-richard-dawkins-non-centrano-nulla-con-la-teoria-dei-memi/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/04/02/il-mondialismo-e-il-nazionalismo-sono-il-prodotto-di-due-diverse-weltanschauung/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/07/stato-di-natura-mark-zuckerberg-e-dennis-prager/

20) Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/22/per-chi-vuole-capire-veramente-cose-il-millenarismo/

21) Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/23/il-mondialismo-e-unideologia-antisemita/

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Due considerazioni sulle forme di governo

19 aprile 2018

1° considerazione

In un post precedente ho scritto:

«Gli Stati Uniti d’America dimostrano che la forma di governo democratica tende inesorabilmente alla degenerazione, come del resto aveva già notato Erodoto quasi 2500 anni fa.

In ogni caso, la divisione dei poteri è un costo troppo alto per i nostri tempi, non funziona più, soprattutto contro un nemico dell’umanità estremamente potente come il mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/10/lfbi-vigila-sulla-moralita-sessuale-di-donald-trump-gli-usa-sono-ormai-un-paese-ridicolo/

Il mondialismo è la più letale delle ideologie antistato, come ho mostrato qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/03/07/perche-il-mondialismo-durera-meno-del-comunismo/

Il punto nodale della questione è che le varie classificazioni delle forme di governo (Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pagg. 95-97) sono tutte (anche quella di Hans Kelsen) antecedenti alla nascita del Gruppo Bilderberg, che si ebbe nel 1954, principalmente per opera di David Rockefeller e del Principe Bernhard dei Paesi Bassi.

Questo mostruoso, contronatura e potentissimo attacco allo Stato, che è il mondialismo, sta dimostrando nei fatti di riuscire a bloccare il funzionamento di una grande democrazia (basata quindi sulla divisione dei poteri) come quella degli Stati Uniti d’America: la democratica, libera e legale elezione di Donald Trump a 45° Presidente viene annullata dal potere illegittimo del mondialismo.

Il popolo degli Stati Uniti d’America, cioè la United States Constitution (We the People of the United States), non conta più niente e la sua volontà viene cancellata, distruggendo così il principio stesso della divisione dei poteri, che prevede sì che un potere freni un altro potere, ma non che lo blocchi o che addirittura lo elimini.

Il meccanismo della divisione dei poteri, detto anche system of checks and balances, è stato inequivocabilmente rotto dal mondialismo.

Paradossalmente l’assassinio di John Fitzgerald Kennedy, attribuibile senza alcun dubbio al mondialismo (sinonimo: internazionalismo di David Rockefeller), non annullò la divisione dei poteri, mentre invece l’annulla oggi l’attacco a Donald Trump condotto alla luce del sole dal potere illegittimo del mondialismo: proprio perché l’assassinio di JFK fu attribuito ufficialmente a un omicida fanatico.

I creatori delle ideologie antistato di tipo filosofico vissero tutti dal 1760 (anno di nascita di Henri de Saint-Simon) al 1895 (anno di morte di Friedrich Engels), come ho mostrato qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/23/conseguenze-di-due-interpretazioni-del-mondialismo/

Norberto Bobbio scrive:

«Le tipologie classiche delle forme di governo sono tre: quella di Aristotele, quella di Machiavelli e quella di Montesquieu.»

ibid., pag. 95

Aristotele, Machiavelli e Montesquieu vissero prima dei creatori delle ideologie antistato di tipo filosofico (Montesquieu morì nel 1755) e quindi non poterono prevedere la minaccia letale di queste ideologie.

————-

2° considerazione

Perché il mondialismo ha fatto abbattere le dittature di Saddam e di Gheddafi e perché tenta, strenuamente, di abbattere anche la dittatura di Assad, nonostante l’intelligente e creativa opposizione di Donald Trump (vedi p.e. i disperati tentativi di Theresa May e di Emmanuel Macron), mentre nulla fa contro una monarchia assoluta come quella vigente in Arabia Saudita?

Sia le dittature che le monarchie assolute sono autocrazie, quindi perché il mondialismo vuole abbattere le dittature e non le monarchie assolute?

È molto semplice, basta considerare le basi filosofiche del mondialismo: sia gli antichi greci (Platone e Aristotele), sia Montesquieu nell’Evo Moderno, affermano, nelle loro classificazioni delle forme di governo, che la tirannide, come la chiamano gli antichi greci, e il dispotismo, come lo chiama Montesquieu, sono una forma degenerata, corrotta, della monarchia (*).

Norberto Bobbio scrive:

«Montesquieu ritorna a una tricotomia…

…in quanto definisce il dispotismo come il governo di un solo ma «senza leggi né freni», in altre parole come la forma degenerata della monarchia.»

ibid., pag. 96

Karl Popper scrive:

«In questo modo vengono distinte tre forme conservatrici o legittime e tre forme assolutamente depravate o illegittime; monarchia, aristocrazia e una forma conservatrice di democrazia sono, in ordine di merito, le imitazioni legittime. Ma la democrazia si cambia nella sua forma illegittima e si deteriora ulteriormente, attraverso l’oligarchia, il governo illegittimo dei pochi, nel governo illegittimo di uno solo, la tirannide, che, appunto come Platone ha detto nella Repubblica, è il peggiore di tutti i governi.»

Karl R. Popper, La società aperta e i suoi nemici – Platone totalitario, vol. I, Armando Editore, 1996 (trad. it. di The Open Society and its Enemies – The Spell of Plato, vol. I, Routledge & Kegan Paul, 1969), pagg. 68-69

Inoltre egli scrive:

«…e il termine “tirannide” o “dittatura”…»

ibid., pag. 160

Naturalmente tutto ciò non è in genere compreso dagli analisti politici, come ho scritto nei post precedenti, perché essi ignorano, o vogliono ignorare, l’ideologia mondialista e le sue basi filosofiche.

————–

(*) Machiavelli, Hobbes e Kelsen non fanno questa distinzione tra forme “buone” e forme “cattive”, anzi Hobbes scrive:

«Nei libri di storia e di politica ricorrono altri nomi di regimi, come tirannia e oligarchia; ma sono i nomi non già di altre forme di governo, bensì delle stesse quando sono considerate con avversione. Coloro, infatti, che sono scontenti sotto la monarchia, la chiamano tirannia; e coloro cui è invisa l’aristocrazia, la chiamano oligarchia

Thomas Hobbes, Leviatano, Laterza, 2009, pag. 155

Ma Hobbes, ovviamente, ai mondialisti non piace affatto.

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Tre esempi di analisi sbagliate della situazione politica mondiale

18 aprile 2018

Nel post precedente, intitolato Il mondialismo, George Soros e le analisi sbagliate della situazione politica mondiale, ho affermato che coloro che fanno analisi critiche dell’attuale situazione politica mondiale, pur non essendo mondialisti e non facendo parte della propaganda mondialista (dato che esprimono forti critiche), in genere sbagliano tali analisi:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/16/il-mondialismo-george-soros-e-le-analisi-sbagliate-della-situazione-politica-mondiale/

Infatti, come ho mostrato in dettaglio nel post suddetto, l’attuale situazione politica mondiale è perfettamente e completamente spiegabile leggendo ciò che scrive e ciò che dice nelle interviste George Soros, che è uno dei principali e dei più famosi promotori odierni del mondialismo.

L’attuale situazione politica mondiale non è niente altro che il programma politico di Soros, l’agenda politica di Soros. E dire Soros non vuol dire niente altro che mondialismo.

Come mai analisti politici non appartenenti alla classe della propaganda mondialista parlano d’altro? Essi infatti non parlano né di George Soros, né dell’ideologia mondialista.

O forse essi fanno in realtà parte della propaganda mondialista? Al punto in cui siamo arrivati è lecito pensare anche questo.

Farò tre recentissimi esempi.

1) l’articolo di Aidan O’Brien intitolato Mi piace al mattino l’odore dell’Impero in disfacimento (titolo originale inglese I Love the Smell of Imperial Meltdown in the Morning):

«Gore Vidal preferiva il caos all’ordine. Con la sua saggezza riteneva che le forze centrifughe creassero delle fratture e degli spazi in cui la libertà riusciva a fornicare.
Visto come stanno le cose, questo è quanto di meglio possiamo sperare. Potremmo però anche accontentarci di ciò che accade intorno a noi. Perchè l’ingannevole complotto della gang anglo-americana, che ha colmato gli ultimi 200 anni di imperialismo liberale, sta perdendo colpi. La grande illusione si sta disfacendo.
Anche la grande scacchiera non è nella migliore delle condizioni. La strategia anglo-americana per il controllo dell’Eurasia è stata fatta a pezzi dagli Euroasiatici. Il nonno dell’ISIS, Zbigniew Brzezinski, probabilmente si sta rotolando nella tomba. Secondo lui, la geopolitica era solo egemonia. E questa è una cosa che, al momento, nessuno possiede, meno di tutti gli Anglo-Americani…

…All’epoca, gli scopi del liberalismo venivano tenuti segreti, ma ora sono cosa nota (almeno al di fuori dei media ufficiali). Al primo posto c’è sempre stata l’Anglo-America ed il (suo) potere finanziario, Trump lo ha chiarito oggi nel modo più assoluto. E’ da molto che gli Anglo-Americani hanno tagliato i loro legami ideologici con il mondo (ammesso che, in primo luogo, ne avessero avuto qualcuno)…

…Gli Anglo-Americani oggi sono assolutamente inutili. L’Impero è vuoto. Negli ultimi vent’anni la sua autorità globale è scemata rapidamente. Prega con le mani che grondano sangue. I suoi sermoni sono bugie. E il suo prezioso denaro, solo carta straccia. Il suo Nuovo Ordine è nel caos. E per questo motivo il mondo è migliore.
Alla fine il mondo libero sta emergendo.»

https://comedonchisciotte.org/mi-piace-al-mattino-lodore-dellimpero-in-disfacimento/

Nell’originale inglese:

«Gore Vidal preferred chaos to order. According to his wisdom centrifugal forces create gaps and spaces in which freedom can fornicate.

As things stand that’s probably the best we can hope for. Indeed we might as well embrace what’s happening all around us. Because the Anglo-American gang that filled the last 200 years with liberal imperialism is losing the mendacious plot. The grand illusion is falling apart.

The grand chessboard isn’t in the best of shape either. The Anglo-American game plan to dominate Euro-Asia is being ripped apart by the Euro-Asians. The grandfather of ISIS – Zbigniew Brzezinski – must be rolling in his grave. According to him geopolitics is all about hegemony. And that’s something no one possesses at the moment – least of all the Anglo-Americans…

…The intention of liberalism was top secret back then but is common knowledge now (outside the mainstream media, that is). It has always been Anglo-America and financial wealth first – Trump makes it crystal clear today. The Anglo-Americans severed their ideological links to the world a long time ago – if they were ever there in the first place…

…The Anglo-Americans are very much redundant today. The Empire is empty. Its authority in every way has shrank rapidly in the last two decades. It preaches with blood on its hands. Its lectures are lies. And its precious money is nothing but paper. Its New World Order is in chaos. And the world is better because of it. Finally the free world is emerging.»

https://www.counterpunch.org/2018/04/13/i-love-the-smell-of-imperial-meltdown-in-the-morning/

Aidan O’Brien crede che il problema sia l’imperialismo degli Anglo-Americani e il liberalismo, cioè la democrazia liberale.

Egli non ha compreso che lo scopo supremo del mondialismo è l’eliminazione dello Stato, ciò che George Soros chiama “global open society”, in italiano “società aperta globale”, e che tale scopo non è made in USA, ma bensì è made in Europe.

Ho scritto infatti in un precedente post:

«…chi ha ideato, voluto e attuato il mondialismo: il Conte Henri de Saint-Simon (1760-1825), il Conte Richard Coudenhove-Kalergi (1894-1972), il marito della Regina Juliana dei Paesi Bassi, cioè il Principe Bernhard dei Paesi Bassi (1911-2004), il capitalista David Rockefeller (1915-2017)»

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/10/luci-e-ombre-del-pensiero-di-renaud-camus-sul-mondialismo/

2) l’articolo di Nafeez Ahmed intitolato Documento dell’esercito: la strategia statunitense per ‘detronizzare’ Putin in rapporto agli oleodotti potrebbe provocare la Terza Guerra Mondiale (titolo originale inglese Army document: US strategy to ‘dethrone’ Putin for oil pipelines might provoke WW3 – Senior DIA, Air Force and Army officials admit that NATO expansionism and US covert interference in Russian internal politics may trigger “next global conflict”):

«Funzionari senior della DIA (n.d.T. Defense Intelligence Agency), dell’Aeronautica Militare e dell’Esercito ammettono che l’espansionismo della NATO e le interferenze occulte degli Stati Uniti nella politica interna russa possono innescare il “prossimo conflitto globale”

Un documento dell’esercito americano riconosce i veri interessi che determinano la strategia militare statunitense nei confronti della Russia: dominare i tracciati degli oleodotti, accedere alle vaste risorse naturali dell’Asia centrale e rafforzare l’espansione del capitalismo americano in tutto il mondo…

…Uno studio condotto dall’US Army’s Command and General Staff College Press del Combined Arms Center, presso Fort Leavenworth, rivela che la strategia statunitense nei confronti della Russia è stata fortemente motivata dall’obiettivo di dominare le risorse petrolifere e del gas dell’Asia centrale e i relativi tracciati delle condutture…

…Vaste riserve di petrolio e gas naturale all’interno e intorno al Mar Caspio erano la principale fonte di interesse iniziale degli Stati Uniti nella zona. Tale interesse potrebbe fornire le basi per legami più stretti tra gli Stati Uniti e gli Stati del territorio, con gli Stati Uniti che forniscono protezione per garantire la stabilità regionale e l’indipendenza politica dei Paesi litoranei. (pag. 8)

L’intervento umanitario e le operazioni militari di mantenimento della pace nella regione, quindi, hanno sempre avuto secondi fini geostrategici più ampi, relativi alla “protezione” dell’accesso degli Stati Uniti al petrolio e al gas del Caspio…

…La promozione della “democrazia” chiaramente non significa “democrazia” nel vero senso della parola, significa semplicemente un allineamento geopolitico alla NATO, ostilità verso la Russia e un’apertura dell’economia agli investitori stranieri statunitensi e occidentali, i diritti umani calpestati.»

https://comedonchisciotte.org/documento-dellesercito-la-strategia-statunitense-per-detronizzare-putin-in-rapporto-agli-oleodotti-potrebbe-provocare-la-terza-guerra-mondiale/

Nell’originale inglese:

«A US Army document concedes the real interests driving US military strategy toward Russia: dominating oil pipeline routes, accessing the vast natural resources of Central Asia, and enforcing the expansion of American capitalism worldwide…

…A study by the US Army’s Command and General Staff College Press of the Combined Arms Center at Fort Leavenworth reveals that US strategy toward Russia has been heavily motivated by the goal of dominating Central Asian oil and gas resources, and associated pipeline routes…

…“Vast reserves of oil and natural gas in and around the Caspian Sea were the primary source of the US’s initial interest in the region. That interest could provide the foundation for stronger ties between the US and regional states, with the US providing protection to ensure regional stability and the political independence of the littoral countries.” (p. 8)

Humanitarian intervention and military peacekeeping operations in the region, then, have always had a broader geostrategic agenda related to the “protection” of US access to Caspian oil and gas…

…‘Democracy’ promotion clearly does not mean actual ‘democracy’ — it simply means a geopolitical alignment with NATO, hostility toward Russia, and an opening up of the economy to US and Western foreign investors, human rights be damned.»

http://medium.com/insurge-intelligence/army-study-us-strategy-to-dethrone-putin-for-oil-pipelines-might-provoke-ww3-9b1d9dbe6be9

È evidente che Nafeez Ahmed crede che il problema sia quello della lotta per il possesso delle risorse petrolifere.

3) il video della recentissima intervista di Claudio Messora a Paolo Sensini, intitolata SIRIA, TUTTE BALLE?:

Come si può notare, anche Paolo Sensini, pur dicendo molte cose condivisibili, parla di petrolio (“pipeline”) e non di ideologia mondialista.

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Luci e ombre del pensiero di Renaud Camus sul mondialismo

10 febbraio 2018

Ho letto in internet diverse interviste a Renaud Camus, lo scrittore francese che ha coniato il felicissimo termine “Le Grand Remplacement”, in italiano “La Grande Sostituzione”, in inglese “The Great Replacement”, per indicare la sostituzione dei popoli occidentali con popoli africani e mediorientali che sta avvenendo sotto i nostri occhi.

Questo termine è il titolo di un suo libro del 2011, che stranamente (o anche no) non è stato ancora tradotto né in italiano, né in inglese, né, a quanto pare, in nessuna altra lingua.

Nelle interviste che ho letto c’è un concetto per me assai interessante.

Ecco come Camus l’ha espresso nell’intervista pubblicata da Libero il 5 ottobre 2015:

“Che responsabilità ha l’ élite intellettuale di sinistra?

«Oh, non tanto più grandi degli intellettuali di destra, i quali sono ugualmente favorevoli alla Grande Sostituzione (Camus li definisce remplacistes, ndr). La sola linea di separazione che conta veramente oggi, intellettualmente, moralmente, politicamente e quasi militarmente, è quella tra i remplacistes e gli antiremplacistes. Questi ultimi sono i sostituibili che non vogliono farsi sostituire, E naturalmente ci sono anche i remplaçants [rimpiazzi, sostituti, nota mia], sempre più numerosi e potenti. Sono come gli uccelli nel film di Hitchcock: attendono il loro turno. I remplacistes sono pazzi: sostituiscono un popolo rincretinito dall’ insegnamento dell’ oblio e dall’ industria dell’ ebetudine, frustrato, rabbioso, lobotomizzato, senza identità, con un popolo ultraidentitario. Scavano la loro tomba. Il problema è che nello stesso tempo stanno scavando anche la nostra [il neretto è mio]».”

http://www.liberoquotidiano.it/news/esteri/11834887/Renaud-Camus—Gli-immigrati.html

Ecco come lo scrittore francese l’ha espresso nell’intervista pubblicata dal Primato Nazionale il 6 febbraio 2016:

“La Grande Sostituzione deve essere concepita come la sostituzione di una civiltà per mano di un’altra (per esempio la civiltà europea rimpiazzata dalla civiltà arabo-islamica) o – come personalmente credo – come la creazione di una non-civiltà in cui tutti gli uomini e tutti i popoli siano sostituibili, come la vittoria della sostituibilità universale?

Ah, lei punta subito il dito sulla grande contraddizione del sostituzionismo (*), l’ideologia globale e, a mio avviso, totalitaria, che promette e instaura la Grande Sostituzione. Dal punto di vista di tale ideologia, è la seconda parte dell’alternativa che lei ha posto che è all’opera: solo che, nella sua ottica, quella che si tratta di creare non è una non-civilità, ma, al contrario, la civiltà stessa: liberale, intelligente, umana, egualitaria, fraterna, armoniosa e civilizzata, perché non ci saranno più differenze o discriminazioni tra i suoi membri, tutti fratelli, nel villaggio universale senza frontiere. Questa è la sovrastruttura, per così dire, l’ideale reclamizzato e condiviso in buona fede da una larga parte delle masse sostituzioniste. Beninteso, sappiamo bene, noi, e lo constatiamo ogni giorno, che questo ideale è falso e che ciò che prepara l’enorme macchina sostituzionista è, in effetti, come dice lei, una non-civiltà, una barbarie post-industriale e iper-economista in cui sarebbe compiuta la fabbricazione, da parte di quella che chiamo “l’industria dell’ebetudine”, dell’uomo sostituibile: de-originato, de-nazionalizzato, de-culturato, de-sessuato, cosificato, intercambiabile e delocalizzabile a piacimento. Ma c’è una contraddizione nella contraddizione. Il sostituzionismo, che è una nemesi, ha la sua propria nemesi. In effetti, esso sostituisce un popolo che ha perfettamente preparato alla Grande Sostituzione, il popolo degli uomini sostituibili, con un popolo ferocemente identitario, arabo-musulmano, islamico quando non islamista. Per dirla in un altro modo, esso sostituisce un popolo di bovini (industriali) con un popolo di iene. E così facendo scava la propria fossa. Ma è una magra consolazione [il neretto è mio]…

…Credo che le origini della Grande Sostituzione siano liberali e marxiste allo stesso tempo. Lei è d’accordo ? O, in alternativa, quale ritiene che siano le radici ideologiche di tale dinamica?

La Grande Sostituzione è il figlio mostruoso della Rivoluzione industriale al suo stadio ultimo, post-fordiano, post-industriale, e dell’antirazzismo nella sua fase senile.

Quando la Grande Sostituzione sarà compiuta, il risultato sarà un mondo infernale, persino per le élite immigrazioniste che l’hanno favorita. Perché allora queste perseguono perseguono tale obbiettivo?

Non sono sicuro che ci sia da qualche parte una volontà espressa in azione, anche se alcuni documenti dell’Onu raccomandano papale papale una sostituzione degli europei. Credo piuttosto ad enormi meccanismi incontrollabili: egualitarismo, dogma dell’inesistenza delle razze, economicismo, dittatura della piccola borghesia: “Ciò significa – dice Agamben – che la piccola borghesia planetaria è verosimilmente la forma nella quale l’umanità sta andando incontro alla sua propria distruzione”.

—–

(*) Camus utilizza le espressioni “remplacisme” e “remplacistes” per indicare rispettivamente l’ideologia e i partigiani del Grand Remplacement, ovvero della Grande Sostituzione. Per renderli in italiano abbiamo scelto i neologismi, benché cacofonici, “sostituzionismo” e “sostituzionisti”, al fine di conservare il legame linguistico con il concetto di “sostituzione” che è l’idea madre di tutto il pensiero di Camus. [NdT].”

http://www.ilprimatonazionale.it/cultura/renaud-camus-39456/

Ed ecco infine come Camus l’ha espresso nell’intervista pubblicata dal Tempo il 21 aprile 2016:

“Che cos’è «la Grande Sostituzione»?

«Niente di più semplice: è la sostituzione di uno o più popoli con un altro. Comincia dai palazzi, dalle strade, poi è la volta di quartieri interi, città, grandi metropoli, province e infine le nazioni. Questo crimine fa comodo ad alcune persone, ma è soprattutto il risultato di enormi meccanismi che agiscono nella società da decenni e che nessuno ha veramente voluto, a parte il conte Coudenove-Kalergi, uno dei fondatori dell’Ue, teorico del meticciato per le classi sociali meno abbienti».

Qual è il suo obiettivo?

«Il “sostituzionismo” è il figlio mostruoso della Rivoluzione industriale, nella sua fase tardiva, fordista, taylorista, e dell’antirazzismo anche lui al suo stadio senile. Le due tradizioni convergono per promuovere l’uomo sostituibile, de-originato, de-etnicizzato, de-storicizzato, de-culturalizzato, de-civilizzato, ebete. Intercambiabile, appunto. Questa “industria dell’ebetizzazione”, attraverso l’insegnamento della dimenticanza nelle scuole e l’imbecillimento delle masse attraverso la televisione, produce una materia umana indifferenziata che si vende in vasi di conserva, su cui è scritto a grosse lettere il nome della marca: “Diversità”».

Il risultato della «sostituzione» è l’islamizzazione?

«È stata ingaggiata una gara mortale fra i due totalitarismi che si dividono la zona occidentale, il “sostituzionismo” e l’Islam. Malgrado qualche scaramuccia, non sono in lotta aperta. Fra loro c’è un patto tedesco-sovietico permanente, o piuttosto tedesco-turco. Ma la guerra è inevitabile. La Nemesi dei sostituzionisti è che sostituiscono un popolo ben preparato alla sostituzione etnica dalle loro menzogne, abbruttito dall’industria dell'”ebetizzazione”, con un popolo di iene, o se vogliamo dirlo in modo più accettabile, di lupi affamati. I rimpiazzanti non sono per nulla sostituzionisti, loro. Al contrario, sono feroci identitari, fieri della loro appartenenza, dei loro codici di comportamento diversi, del loro spirito di conquista e, soprattutto, della loro religione [il neretto è mio]».”

http://www.iltempo.it/politica/2016/04/21/gallery/uno-spettro-si-aggira-in-europa-il-suo-nome-e-sostituzionismo-1007848/

Premetto di non concordare affatto con Camus quando egli indica la causa della Grande Sostituzione in “enormi meccanismi che agiscono nella società da decenni e che nessuno ha veramente voluto, a parte il conte Coudenove-Kalergi, uno dei fondatori dell’Ue, teorico del meticciato per le classi sociali meno abbienti” e quando egli afferma che “Il “sostituzionismo” è il figlio mostruoso della Rivoluzione industriale, nella sua fase tardiva, fordista, taylorista, e dell’antirazzismo anche lui al suo stadio senile”.

Anzi penso che questi sono concetti errati (criterio di verità) e dannosi (criterio di utilità) e che inoltre portano chiaramente all’assoluzione di chi ha ideato, voluto e attuato il mondialismo: il Conte Henri de Saint-Simon (1760-1825), il Conte Richard Coudenhove-Kalergi (1894-1972), il marito della Regina Juliana dei Paesi Bassi, cioè il Principe Bernhard dei Paesi Bassi (1911-2004), il capitalista David Rockefeller (1915-2017) (1).

Il mondialismo (in inglese globalism, in francese mondialisme) è un’ideologia perversa che ha lo scopo di eliminare lo Stato dalla faccia della terra, cioè ha lo scopo di instaurare un Nuovo Ordine Mondiale in cui non c’è lo Stato, ed è perversa in quanto lo Stato è una necessità della Ragione, anzi è un universale culturale, come i riti funebri e il tabù dell’incesto, e infatti lo Stato è sempre esistito, contrariamente a quanto affermato con straordinaria impudenza dalla propaganda mondialista.

Ho mostrato in questo blog che cos’è il mondialismo e qual è la sua causa, vedi per esempio qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/20/la-teoria-unificata-delle-ideologie-antistato/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/10/la-mia-analisi-del-mondialismo-e-delle-ideologie-antistato/

Il mondialismo, come ho scritto più volte, è la nemesi dell’Occidente, nemesi conseguente alla sua hybris di eliminare lo Stato schiavista romano per mezzo del Cristianesimo, operazione certamente giusta e sacrosanta (non si poteva permettere ai romani di vivere usando tutti gli altri esseri umani, quelli che non erano romani, come oggetti o come animali!), la quale, però, per essere vincente, richiese la creazione e l’uso di un’arma estremamente pericolosa (perché porta all’autodistruzione): quest’arma è l’idea che possa esistere sulla terra una comunità che non ha bisogno di un’istituzione deputata a gestire il potere della forza fisica, vale a dire lo Stato (che ha due funzioni essenziali, l’esercito e la legge), una comunità in cui non esistono aggressioni esterne (quindi l’esercito non serve più) e non esistono torti reciproci interni (quindi la legge non serve più), in definitiva una comunità in cui il Male è bandito.

Questa comunità è il Regno di Cristo sulla terra di cui parla (unicamente e solo) l’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento, che non è uno Stato monarchico, ma bensì una condizione di perfezione trascendente, in quanto Cristo, il Messia cristiano, a differenza del Messia ebraico, ha sia natura umana, sia natura divina.

In conseguenza di tale natura divina, il Male è bandito dalla terra e quindi non c’è più bisogno dello Stato.

Il Regno di Cristo sulla terra avrà una durata di mille anni, da cui il nome “millenarismo” per indicare la credenza nel suo avveramento. Il millenarismo può anche essere definito come la prescrizione di eliminare lo Stato dalla faccia della terra.

Vedi a questo proposito qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

In altre parole, per far crollare lo Stato schiavista romano, fu inculcata nel popolo, mediante il potere della propaganda, l’idea che si dovesse eliminare non lo Stato schiavista romano, ma bensì lo Stato tout court.

Fu quest’idea a produrre le invasioni barbariche, che culminarono poi nel sacco di Roma da parte dei Visigoti (410) e in quello da parte dei Vandali (455), perché i romani avevano rifiutato psicologicamente lo Stato, e quindi l’esercito, che è una delle sue due funzioni essenziali.

“L’impero romano in Occidente cadde soltanto perché i suoi sudditi non vollero combattere per difenderlo.” (2). Come hanno affermato gli storici della Columbia University negli anni Settanta del secolo scorso, se i romani avessero combattuto, i barbari sarebbero stati respinti facilmente: “…le tribù barbariche, che di norma erano formate da circa 20 000 combattenti, non sarebbero riuscite a invadere l’Italia, la Francia, la Spagna e a dominare una popolazione di circa 10 milioni di individui.” (3).

I dati numerici sono fatti oggettivi, incontrovertibili e non possono essere ignorati.

Così cadde la grande Roma, sconfitta in realtà dai cristiani, cioè da quello che Arnold J. Toynbee chiamò “proletariato interno” (4), in inglese “internal proletariat” (5), e non da pochi barbari.

Dopo il primo sacco di Roma, avendo capito la situazione, Agostino d’Ippona ideò e scrisse la sua interpretazione allegorica dell’Apocalisse di Giovanni, interpretazione che altro non è che uno stratagemma per annullare la dottrina del millenarismo, per annullare l’arma estremamente pericolosa (perché porta all’autodistruzione) usata dal Cristianesimo per far cadere Roma, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/19/lapocalisse-di-giovanni-il-millenarismo-e-il-mondialismo/

Da Agostino d’Ippona in poi, la posizione ufficiale della Chiesa di Roma è quella agostiniana: il millenarismo è una falsa credenza dovuta a un errore d’interpretazione.

Anche recentemente, nel 1995, la Chiesa di Roma, nella persona del Cardinale Ratzinger, ha ribadito la condanna del “…millenarianism, especially the “intrinsically perverse” political form of a secular messianism.” (6), in italiano: “…millenarismo, soprattutto sotto la forma politica di un messianismo secolarizzato « intrinsecamente perverso ».” (7).

Ma tutto questo purtroppo non è bastato, anche perché i protestanti, disgustati dalla corruzione della Chiesa di Roma all’epoca del Rinascimento, si misero in testa di leggere la Bibbia senza l’intermediazione del clero: cadde così il filtro interpretativo agostiniano.

Comunque anche nel cattolicesimo il millenarismo non è mai stato soffocato del tutto, basti pensare a Gioacchino da Fiore, il millenarista medievale.

Oppure a Bergoglio, il millenarista di oggi.

Per inciso, nel Cristianesimo orientale, cioè ortodosso, il millenarismo fu sempre completamente neutralizzato dal cesaropapismo introdotto da Costantino il Grande, infatti Costantinopoli non cadde per mano di pochi barbari, ma bensì, mille anni dopo la caduta di Roma, per mano dell’Islam.

In Occidente ci si poteva magari aspettare che il millenarismo col passare dei secoli scomparisse, invece non è affatto scomparso, anzi è diventato, caricandosi come una molla per quasi due millenni, un potentissimo e letale meme egoista (vedi la teoria dei memi di Richard Dawkins), che ha prodotto il mondialismo e tutte le altre ideologie antistato (teoria unificata delle ideologie antistato), ideologie antistato che non sono niente altro che deliri culturali.

Altri esempi di deliri culturali: la caccia alle streghe (1450 circa – 1750 circa), il genocidio cambogiano di Pol Pot (1975-1979), ecc. ecc.

Ritornando al concetto assai interessante espresso da Renaud Camus nelle interviste da me citate: tale concetto mostra e sottolinea la pazzia dei mondialisti (“I remplacistes sono pazzi”), i quali non si rendono minimamente conto che la loro rivoluzione, la rivoluzione mondialista, non raggiungerà affatto lo scopo che essi si prefiggono.

Questo è un concetto assente nelle altre interpretazioni del mondialismo, per le quali esso è perfettamente razionale, anzi è addirittura il frutto dell’Illuminismo e della Ragione: è facile quindi capire perché la critica del mondialismo è attualmente il paradiso degli oscurantisti, mentre invece è proprio la Ragione a svelarci la fallacia e la follia del mondialismo.

Indipendentemente da Camus, ho scritto molte volte un concetto simile, come per esempio qui:

3. In terzo luogo, a Diego Fusaro sfugge l’irrazionalità del mondialismo, che è invece palese e che è la diretta conseguenza della natura delirante di tale ideologia

Non si tratta dunque di lotta di classe, che non ha nulla di irrazionale, ma bensì di delirio culturale, che è irrazionale per definizione.

Gli islamici, non appena comanderanno in Europa (e ciò, anche per il loro notevolissimo tasso di natalità, non accadrà in un remoto futuro), restaureranno gli Stati, cioè annulleranno la volontà dei signori del globalismo, che è quella di eliminarli.

Solo chi condivide il delirio culturale dell’Occidente cristiano costituito dalle ideologie antistato può pensare che l’Islam sia, o possa essere, contro lo Stato.”

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/15/il-mondialismo-non-e-una-lotta-di-classe-e-un-delirio-culturale/

Appare però evidente, almeno da queste interviste, che a Renaud Camus sfugge il motivo a causa del quale i mondialisti, cioè i remplacistes, sono pazzi, mentre la mia spiegazione è che si tratta di un delirio culturale causato da un potentissimo e letale meme egoista (il millenarismo), che ovviamente opera contro l’interesse del suo portatore (altrimenti non sarebbe egoista), sovvertendo la sua capacità di ragionare e spingendolo ad azioni per lui deleterie.

Ecco perché i mondialisti sono pazzi: perché eseguono gli ordini del meme egoista costituito dalla prescrizione di eliminare lo Stato dalla faccia della terra (il millenarismo), meme egoista di cui essi sono i portatori, gli ospiti.

Possiamo anche usare sinonimi più incisivi di “meme egoista”: “virus memetico” e “possessione memetica”.

Sono arrivato perfino a usare il termine “psicosi religiosa collettiva”, in quanto la prescrizione di eliminare lo Stato dalla faccia della terra è una prescrizione originale dell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento.

Un altro notevole concetto espresso dallo scrittore francese in un’intervista è questo:

Grand Remplacement, appunto: non una teoria, ma un nome per un fenomeno. Può spiegare brevemente ai nostri lettori di che tipo di fenomeno storico si tratta? E in che senso esso ha come condizione necessaria ma non sufficiente l’Anti-razzismo?

Faccio riferimento al semplice fatto che per quasi quindici secoli l’Europa è stata abitata da popoli quasi perfettamente stabili, e che nel giro di due o tre generazioni essi sono stati sostituiti da altri popoli e da altre civilizzazioni. L’antirazzismo della prima ora apriva alla giustizia fra le razze. Quello attuale erige a dogma il fatto che esse non esistano. Bisognava, infatti, che non esistessero perché la sostituzione potesse avere luogo, e soprattutto perché fosse impossibile opporvisi (opporsi, appunto, in nome di che cosa?).”

http://www.iassp.org/2017/07/06/renaud-camus-quando-la-penna-diventa-unarma-di-spietata-denuncia/

È proprio quello che ho scritto pochi giorni fa:

Ma perché mai il mondialismo vuole negare l’esistenza delle razze umane?

Per rendere più facile e indolore la Grande Sostituzione (“Grand Remplacement“, termine coniato da Renaud Camus) che questa perversa ideologia sta già attuando in Europa e che successivamente attuerà anche negli Stati Uniti d’America, cioè nell’Occidente intero, proprio quella Grande Sostituzione invocata esplicitamente, anzi ostentatamente, da Eugenio Scalfari nel suo editoriale C’è l’Africa nel nostro futuro (6 agosto 2017)”

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/03/perche-i-mondialisti-affermano-che-le-razze-umane-non-esistono/

Non si tratta dunque di complottismo.

I mondialisti (Eugenio Scalfari è uno di loro) ce lo dicono in faccia.

————————–

1. Essi sono tutti e quattro di religione cristiana, quindi il cosiddetto complotto ebraico è soltanto un mito, o meglio un capro espiatorio, come ho scritto più volte.

Inoltre, il loro status sociale mostra la caratteristica saliente del mondialismo, in contrapposizione alle altre ideologie antistato (per esempio il comunismo): che è un’ideologia dell’élite.

In altre parole: il mondialismo sta al comunismo, come la serrata sta allo sciopero.

Comunque, sia il mondialismo che il comunismo vogliono eliminare lo Stato (teoria unificata delle ideologie antistato), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/12/le-tre-vie-delle-ideologie-antistato/

Occorre anche ricordare che Henri de Saint-Simon, pur avendo ideato lui il principio fondamentale del mondialismo, cioè la sostituzione dello Stato con i tecnocrati, era a favore del popolo, come ho scritto in un post precedente. Nondimeno egli, di fronte alla storia, è responsabile quanto gli altri che ho citato, se non di più: senza il suo modello tecnocratico della società, il mondialismo non sarebbe mai nato.

2. John A. Garraty, Peter Gay, Storia del mondo (a cura della Columbia University), Mondadori, 1973, pag. 239.

3. ibid.

4. Arnold J. Toynbee, Storia comparata delle civiltà, Compendio di D.C. Somervell, Newton Compton, 1974, Vol. 1, pag. 26.

5. Arnold J. Toynbee, A Study of History, Abridgement of Volumes I – VI by D. C. Somervell, Oxford University Press, 1956, p. 11.

Disponibile su:

https://archive.org/details/ArnoldToynbeeAStudy

OfHistoryAbridgementOfVol.IVID.C.Somervell

Data di accesso: 9 febbraio 2018

6. Dalla voce Millennialism di Wikipedia in lingua inglese:

“The Antichrist’s deception already begins to take shape in the world every time the claim is made to realize within history that messianic hope which can only be realized beyond history through the eschatological judgment. The Church has rejected even modified forms of this falsification of the kingdom to come under the name of millenarianism, especially the “intrinsically perverse” political form of a secular messianism.

— Joseph Cardinal Ratzinger, Catechism of the Catholic Church, 1995[21]”

https://en.wikipedia.org/wiki/Millennialism

Data di accesso: 9 febbraio 2018

7. In italiano:

676 Questa impostura anti-cristica si delinea già nel mondo ogniqualvolta si pretende di realizzare nella storia la speranza messianica che non può essere portata a compimento se non al di là di essa, attraverso il giudizio escatologico; anche sotto la sua forma mitigata, la Chiesa ha rigettato questa falsificazione del regno futuro sotto il nome di millenarismo, 640 soprattutto sotto la forma politica di un messianismo secolarizzato « intrinsecamente perverso ». 641

——————

(640) Cf Sant’Offizio, Decretum de millenarismo (19 luglio 1944): DS 3839.

(641) Cf Pio XI, Lett. enc. Divini Redemptoris (19 marzo 1937): AAS 29 (1937) 65-106, che condanna « il falso misticismo » di questa « contraffazione della redenzione degli umili » (p. 69); Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 20-21: AAS 58 (1966) 1040-1042.”

http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p1s2c2a7_it.htm

Data di accesso: 9 febbraio 2018

Tutto ciò implica logicamente che Papa Ratzinger sa benissimo che il mondialismo e le altre ideologie antistato (comunismo, ecc. ecc.) originano dal millenarismo.

È evidente che non l’ho creato io il concetto che il millenarismo è la causa delle ideologie antistato: lo sanno in molti, ma nessuno vuole dirlo (almeno non ad alta voce).

E, da tutto ciò che ho scritto qui, se ne capisce facilmente il perché.

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Conte Henri de Saint-Simon (1760-1825)

Charles Baugniet [Public domain], via Wikimedia Commons

 

 

Conte Richard Coudenhove-Kalergi (1894-1972)

See page for author [Public domain], via Wikimedia Commons

 

 

Principe Bernhard dei Paesi Bassi (1911-2004)

Yousuf Karsh [Public domain or Public domain], via Wikimedia Commons

 

 

David Rockefeller (1915-2017)

By Unknown or not provided (U.S. National Archives and Records Administration) [Public domain], via Wikimedia Commons

Conseguenze di due interpretazioni del mondialismo

23 luglio 2017

In un precedente post ho esposto una critica all’interpretazione del mondialismo come lotta di classe fornita da Diego Fusaro e ho anche esposto la mia interpretazione del mondialismo come delirio culturale:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/15/il-mondialismo-non-e-una-lotta-di-classe-e-un-delirio-culturale/

C’è già stato nella cultura cristiana occidentale (Europa e Stati Uniti d’America) almeno un altro delirio culturale: la caccia alle streghe, che è durata dal 1450 circa al 1750 circa (il processo delle streghe di Salem risale infatti al 1692).

La caccia alle streghe è un delirio culturale perché le streghe non esistono.

Analogamente, il mondialismo (o globalismo) è un delirio culturale perché vuole eliminare lo Stato, che invece è una necessità della Ragione, anzi è un universale culturale, esattamente come i riti funebri e il tabù dell’incesto, e infatti è sempre esistito, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/11/18/il-mondialismo-e-un-delirio-culturale/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/08/10/ma-lo-stato-e-sempre-esistito-oppure-e-uninvenzione-recente/

Norberto Bobbio scrive a questo proposito:

“La teoria marx-engelsiana della fine dello Stato è certamente la più popolare ma non è la sola [vedi la mia teoria unificata delle ideologie antistato]. Se ne indicheranno, senza alcuna pretesa di completezza, almeno altre tre [il Cristianesimo, il sansimonismo e l’anarchismo]. Vi è anzitutto, antica e sempre rinascente, un’aspirazione a una società senza Stato d’origine religiosa, comune a molte sette ereticali cristiane che, predicando il ritorno alle fonti evangeliche, a una religione della non violenza e della fratellanza universale, rifiutano l’obbedienza alle leggi dello Stato, non ne riconoscono le due funzioni essenziali, la milizia e i tribunali [il neretto è mio], ritengono che una comunità che viva in conformità dei precetti evangelici non abbia bisogno delle istituzioni politiche. All’estremo opposto l’ideale della fine della società politica e della classe politica che ne trae un abusivo vantaggio è stato predicato da una concezione che oggi si direbbe tecnocratica dello Stato [il neretto è mio], come quella esposta da Saint-Simon secondo cui nella società industriale ove protagonisti non sono più i guerrieri e i legisti ma diventano gli scienziati e i produttori, non ci sarà più bisogno della «spada di Cesare». Questo ideale tecnocratico peraltro si accompagna in Saint-Simon con una forte ispirazione religiosa (il nouveau christianisme), quasi a suggerire l’idea che questo salto fuori della storia che è la società senza Stato [il neretto è mio] non sia pensabile prescindendo da un’idea messianica.”

(Norberto Bobbio, Stato, governo, società, 1995, Einaudi, pagg. 123-124)

Norberto Bobbio parla di Cristianesimo (i Vangeli appartengono al Nuovo Testamento) e non di Ebraismo, come invece fa, erroneamente, Costanzo Preve, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/30/sul-puritanesimo-costanzo-preve-ha-torto/

E la concezione “tecnocratica” di Henri de Saint-Simon (che era cristiano, come anche Karl Marx*, Friedrich Engels e Pierre-Joseph Proudhon**) altro non è che il mondialismo predicato da David Rockefeller, dalla Casa Reale dei Paesi Bassi (cioè la Casa d’Orange-Nassau), che sponsorizza il Gruppo Bilderberg dal 1954 a tutt’oggi, da Zbigniew Brzezinski (l’autore di Between Two Ages. America’s Role in the Technetronic Era***), da George Soros, da Mark Zuckerberg, ecc. ecc.

Non ha nessuna importanza che George Soros e Mark Zuckerberg, a differenza degli altri che ho menzionato, siano ebrei: il fatto è che entrambi vivono nella cultura cristiana occidentale (Soros ha perfino un degree di secondo livello in filosofia conseguito alla London School of Economics) e quindi condividono anch’essi il delirio culturale del mondialismo, che è proprio e peculiare della cultura cristiana occidentale.

Notare che i creatori delle ideologie antistato moderne di cui scrive Bobbio non solo sono tutti cristiani, sono anche vissuti tutti pressappoco nello stesso periodo storico: Karl Marx 1818-1883, Friedrich Engels 1820-1895, Henri de Saint-Simon 1760-1825, Pierre-Joseph Proudhon 1809-1865.

Le due interpretazioni del mondialismo che ho citato, quella di Diego Fusaro, il mondialismo come lotta di classe, e la mia, il mondialismo come delirio culturale, hanno conseguenze differenti:

1. il mondialismo come lotta di classe → i mondialisti vogliono ridurre in povertà il popolo → il mondialismo è deviante rispetto all’Etica.

2. il mondialismo come delirio culturale → i mondialisti vogliono eliminare lo Stato, che è una necessità della Ragione, anzi è un universale culturale, esattamente come i riti funebri e il tabù dell’incesto, e infatti è sempre esistito → il mondialismo è deviante rispetto alla Ragione.

Ciò porta a ulteriori conseguenze, che sono notevoli:

per esempio, un militare è obbligato a ubbidire a un comandante in capo (in inglese commander in chief) che sia mondialista e quindi deviante rispetto alla Ragione?

Oppure è obbligato a sollevarlo dal comando?

————–

* Come è ben noto, Karl Marx fu battezzato all’età di sei anni e suo padre si era convertito al Cristianesimo prima della sua nascita.

** Pierre-Joseph Proudhon è il padre dell’anarchismo:

«La nascita dell’A. [Anarchismo] si suole attribuire a Proudhon (1809-65)…»

Nicola Abbagnano, Dizionario di Filosofia, 1971, UTET, pag. 41

*** «Today, the most industrially advanced countries (in the first instance, the United States) are beginning to emerge from the industrial stage of their development. They are entering an age in which technology and especially electronics—hence my neologism “technetronic” *—are increasingly becoming the principal determinants of social change, altering the mores, the social structure, the values, and the global outlook of society.»

Zbigniew Brzezinski, Between Two Ages. America’s Role in the Technetronic Era, The Viking Press, 1970, pag. 5

https://archive.org/details/pdfy-z5FBdAnrFME2m1U4

È evidente l’affinità tra la concezione “tecnocratica” di cui scrive Bobbio e la “Technetronic Era” di cui scrive Brzezinski.

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Schauble: il NWO deve sottomettere Russia e Cina

22 giugno 2017

Ecco cosa ha detto pochi giorni fa il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schauble:

«Se gli Stati Uniti lasceranno che Russia e Cina dominino nelle proprie sfere d’influenza, sarà la fine del mondo liberale. Lo ha dichiarato il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schauble, citato dalla Reuters.

Sarebbe la fine del nostro ordine mondiale liberale [il neretto è mio]. Tale ordine continua ad essere il miglio esistente per ragioni etiche, politiche ed economiche. E noi vorremmo che continuasse ad essere così”, ha detto Schauble.»

https://it.sputniknews.com/mondo/201706214661286-schauble-difesa-mondo-liberale/

In inglese:

«Schaeuble said he doubted whether the United States truly believed the world order would be equally sound if China and Russia were to fill the gaps it left and if Beijing and Moscow were given a free hand to dominate their spheres of influence.

That would be the end of our liberal world order [il neretto è mio]. This order is still the best of all possible worlds, for ethical, political and economic reasons. And we want this order to keep moving forward, or at least not see it weakened,” he said.»

https://www.reuters.com/article/us-germany-europe-schaeuble-idUSKBN19B30C

Cos’è l’«ordine mondiale liberale», in inglese «liberal world order»?

È il Nuovo Ordine Mondiale, in inglese New World Order, NWO, vale a dire ciò che il mondialismo (o globalismo, o internazionalismo liberale, o internazionalismo di David Rockefeller) vuole a tutti i costi imporre all’umanità: l’eliminazione dello Stato.

Il mondialismo altro non è che la versione laica e moderna della dottrina della seconda venuta di Cristo, o più precisamente della parusia intermedia, dottrina contenuta (solo e unicamente!) nell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/30/sul-puritanesimo-costanzo-preve-ha-torto/

I mondialisti, per bocca di Schauble, lo dicono esplicitamente, non potrebbero essere più chiari: il Nuovo Ordine Mondiale deve sottomettere la Russia e la Cina, altrimenti scomparirà.

E come si può sottomettere la Russia e la Cina? L’unico modo è la guerra.

Ma la guerra con la Russia e con la Cina non può che essere guerra nucleare, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/14/ce-delirio-e-delirio/

P.S.: notare come, caratteristicamente, Schauble metta al primo posto l’etica, davanti alla politica e all’economia, infatti il NWO è un ordine etico prima che politico ed economico, in quanto non è altro che l’instaurazione del Regno di Cristo sulla terra di cui parla l’Apocalisse di Giovanni.

Come ho scritto molte volte, pur chiamandosi “Regno”, non è affatto uno Stato, ma bensì una condizione di perfezione trascendente, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

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