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Un’analisi sbagliata

23 agosto 2013

Leggo sul Corriere della Sera un editoriale di Angelo Panebianco del 20 agosto, intitolato Un’assenza ingombrante, sul fallimento della politica estera di Obama:

Panebianco scrive di Obama:

“Ha eliminato Bin Laden? Ha fatto un uso massiccio dei droni per colpire terroristi islamici? Sì, ma senza la guida di una visione politica, quale che essa sia, l’uso degli strumenti militari non porta lontano. La guerra, diceva Clausewitz, ha una grammatica ma non una logica. La logica della guerra è politica. Ed è la politica che è mancata nell’azione militare e in quella diplomatica dell’Amministrazione.”

“Il tanto lodato discorso del Cairo (2009), quello con cui il neopresidente definiva, in chiave anti-Bush, i futuri rapporti con il mondo islamico, è stato il vero manifesto politico della sua Amministrazione. In quel discorso si trovano non solo le radici dei recenti errori americani in Medio Oriente, ma anche le ragioni di un più generale fallimento. Se ci si dichiara pronti a cooperare con chiunque quale che siano le sue scelte e ideologie, fatto salvo un generico appello al rispetto dei diritti umani, ci si trova poi disarmati quando quelle scelte e ideologie producono esiti sgraditi o nefasti.”

“E ha infine cavalcato, senza uno straccio di disegno politico, ma ponendosi al rimorchio dell’opinione pubblica, le cosiddette rivoluzioni arabe.”

“Un’assenza di visione politico-strategica…”

“Un’efficace politica estera è una equilibrata miscela di principi e convenienze. Obama ha snobbato i principi e ha perso anche sul piano delle convenienze.”

http://www.corriere.it/editoriali/13_agosto_20/un-assenza-ingombrante-angelo-panebianco_2d218ce6-0955-11e3-90e1-47a539d609c3.shtml

Non sono affatto d’accordo, non è così che è andata.

Non è vero che Obama non abbia una politica estera, non abbia “una visione politica”, non abbia neanche “uno straccio di disegno politico”, non abbia una “visione politico-strategica”, non abbia “principi”: ne ha, eccome!

Solo che sono completamente errati.

E l’errore è uno solo: quello di voler dialogare, come ho scritto nel post precedente, …con un immaginario Islam moderato, laico, democratico e pacifista.

Obama è stato eletto proprio a questo scopo, scopo che è completamente errato.

E, in ultimo, trovo oltraggioso che Panebianco metta Ronald Reagan, l’uomo che distrusse il comunismo, uno dei più grandi presidenti degli Stati Uniti d’America, nello stesso gruppo di Woodrow Wilson, che è stato, senza alcun dubbio, il peggior presidente che questo grande paese abbia mai avuto.

Ho scritto di Woodrow Wilson qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/01/20/la-ragione-e-la-paura/

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Obama è riuscito in una difficile impresa

2 luglio 2013

Obama è riuscito in una difficile impresa, quella di far diventare gli USA l’impero del male, espressione coniata a suo tempo per l’URSS dal grande Ronald Reagan (grande non per la sua politica economica, bensì perché egli fu l’uomo che distrusse il comunismo).

Obama, cioè, ha delegittimato gli USA nella comunità internazionale.

Cosa vuol dire “comunità internazionale”?

“La comunità internazionale è l’insieme degli stati e delle altre organizzazioni o istituzioni le cui relazioni reciproche si basano sul diritto internazionale.”

http://it.wikipedia.org/wiki/Comunit%C3%A0_internazionale

Come si può più parlare di diritto internazionale quando si spinge così decisamente sul pedale dello spionaggio, piazzando cimici perfino nelle ambasciate in USA di paesi amici, come per esempio l’ambasciata italiana?

Vedi l’articolo del Corriere della Sera del 30 giugno, intitolato Datagate, il Guardian: «Cimici americane nelle ambasciate Ue, Italia inclusa»:

“Lo scandalo Datagate, ora estesosi dalle iniziali rivelazioni di Snowden, sullo spionaggio interno agli Stati Uniti a quello degli Usa nei confronti anche degli alleati europei, diventa sempre più intricato. Tanto da scatenare anche l’ira della Commissione Ue, che minaccia di non sedersi neanche al tavolo dei negoziati commerciali con gli Stati Uniti se c’è il sospetto che i propri rappresentanti possono essere spiati…

… Intanto dal Guardian arrivano nuove rivelazioni sulla vicenda di spionaggio internazionale basate questa volta su documenti fatti filtrare da Edward Snwoden, la talpa del Datagate. Cimici nelle ambasciate di Paesi europei e alleati, compresa l’Italia, sia a Washington che a New York, sarebbero state piazzate dagli Stati Uniti nell’ambito della gigantesca operazione di spionaggio.”

http://www.corriere.it/esteri/13_giugno_30/guardian-datagate-pagina-rimossa_569d17ee-e163-11e2-a879-533dfc673450.shtml

Vedi anche l’articolo Datagate in Europa, il Guardian: “Cimici Usa anche all’ambasciata italiana del Fatto Quotidiano, sempre del 30 giugno:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/30/datagate-in-europa-guardian-cimici-usa-anche-allambasciata-italiana/641861/

Ma naturalmente il Datagate non si limita all’Europa, vedi questo mio recente post:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/06/26/ma-perche-jinping-e-putin-sono-cosi-cattivi/

E in un post del 16 febbraio 2013, intitolato Obama, che delusione, l’avevo definito “un presidente mediocre”:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/02/16/obama-che-delusione/

Sono stato troppo buono.

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L’ambasciatore Gardner cerca di metterci una pezza

16 febbraio 2013

Il Fatto Quotidiano scrive:

«L’ambasciatore Usa Richard Gardner in un’intervista al Messaggero entra nel dibattito sul possibile sostegno del presidente degli Stati Uniti a Monti e spiega: “Obama è troppo intelligente e rispetta troppo il vostro Paese per avere la presunzione di intervenire in modo così rozzo nelle elezioni [il corsivo è mio]”. Tuttavia, afferma, “è vero che crede nelle riforme che il governo Monti è riuscito a realizzare, e spera che vengano continuate”.»

Ambasciatore, è inutile che lei cerchi di metterci una pezza (si faccia tradurre quest’espressione idiomatica italiana), è troppo tardi. La frittata l’avete fatta e bella grossa (ma chi è il consigliere diplomatico di Obama: Marchionne?).

Ed è divertente constatare che il Fatto Quotidiano remi contro gli strenui sforzi diplomatici dell’ambasciatore (poverino, sembra quasi di ascoltare C-3PO), scrivendo così:

«Grazie a Gardner, primo ambasciatore negli anni Settanta ad aprire ai comunisti, Napolitano fu il primo comunista ad ottenere un visto per gli Stati Uniti perché ne intuì “l’anelito democratico”.»

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/16/usa-lambasciatore-gardner-obama-crede-nelle-riforme-del-governo-monti/502057/

Certo che Ronald Reagan, uno dei più grandi presidenti degli Stati Uniti d’America, si starà rivoltando nella tomba.

Vedi qui, sorvolando su alcune idiozie scritte nell’articolo (ah, ma è dell’Economist del 2004!):

Ronald Reagan

The man who beat communism

http://www.economist.com/node/2747709

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