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Pochi hanno capito cos’è realmente il globalismo

9 luglio 2019

Il globalismo (sinonimi: mondialismo, internazionalismo liberale, internazionalismo di David Rockefeller) è un delirio culturale (1, 2, 3) e non come molti credono una nuova forma di lotta di classe.

Non è nel capitalismo, o nell’imperialismo, o in altre ipotesi più fantasiose, che si deve cercare la causa del globalismo.

Pochi hanno capito cos’è realmente.

Essendo un delirio culturale, come per esempio il genocidio cambogiano di Pol Pot e dei Khmer Rossi (4), oppure, molto più in piccolo, il suicidio di massa del Tempio del popolo di Jim Jones, il mondialismo è contro la Ragione.

Che esso sia contro la Ragione è stato ben capito da Renaud Camus: «I remplacistes sono pazzi: sostituiscono un popolo rincretinito dall’insegnamento dell’oblio e dall’industria dell’ebetudine, frustrato, rabbioso, lobotomizzato, senza identità, con un popolo ultraidentitario. Scavano la loro tomba. Il problema è che nello stesso tempo stanno scavando anche la nostra». (5, 6)

Purtroppo però Renaud Camus si ferma qui nella sua analisi, non riesce ad andare oltre, come ho già scritto in passato (6).

Il nodo della questione è il seguente: se si ritiene (sbagliando!) che il globalismo sia in linea con la Ragione, allora chi è contro di esso riterrà (sbagliando!) di poter contare in ogni caso sulla razionalità dei globalisti.

Tutti possono capire quale sia la gravità di ciò, trattandosi di un conflitto che è già ampiamente arrivato alla minaccia (velata o esplicita non ha importanza) dell’uso di armi nucleari da ambo le parti.

Inoltre, dato che i globalisti sono contro la Ragione, è illusorio pensare che essi possano cambiare idea in massa: resterà sempre un numero ingente di individui che non cambierà mai idea finché è in vita (perché mai dovrebbero cambiarla, se il cervello non li assiste?) e ciò vale soprattutto in seno all‘élite globalista, dato che il patto suicida che essa ha stretto con il popolo è asimmetrico, nel senso che solo il popolo verrà eliminato.

Quindi cercare di essere concilianti e attendisti non servirà a niente.

È vero, la Brexit ormai è praticamente certo che avverrà, ma questo non cambierà granché la situazione: l’élite inglese, con in testa Elizabeth II e l’intera House of Windsor, resterà globalista (7, 8) e l’Unione Europea resterà in piedi, dato che gli inglesi neanche usano l’euro.

E, soprattutto, Donald Trump non ci sarà per sempre, egli costituisce una finestra di possibilità (8, 9) che, al massimo, durerà ancora qualche anno, e poi?

Chi si può opporre al globalismo? Nel post precedente (10) ho menzionato i russi e i cinesi (sebbene questi ultimi abbiano guadagnato molto col globalismo e di conseguenza è ben difficile che lo combattino).

Ebbene, riguardo ai russi, non posso fare a meno di pensare che, come tutti sanno, Stalin venne ingannato da Hitler, poi i russi vinsero, è vero, ma questo è un altro discorso.

E Stalin venne ingannato, proprio perché contava sulla razionalità di Hitler di non aprire due fronti contemporaneamente: peccato che Hitler non fosse affatto razionale! Forse i russi hanno la tendenza a non voler vedere la follia.

Riguardo ai cinesi, ho la viva impressione che essi, data la loro particolare Weltanschauung religioso-filosofica, siano i meno adatti a capire i globalisti (in ogni caso, molto, molto meno dei russi).

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1) Andrea Daverio, Delirare, ma non da soli: psicopatologia e prospettive culturali della follia a due, isteria di massa e deliri culturali, Rivista di Psichiatria e Psicoterapia Culturale, Vol. IV, n. 1, Dicembre 2016

http://www.psiculturale.it/volumes/volume-iiin-1-dicembre/

2) Maria Luisa Maniscalco, Elisa Pelizzari (a cura di), Deliri Culturali – Sette, fondamentalismi religiosi, pratiche sacrificali, genocidi, L’Harmattan Italia, 2016

3) Luigi Cocola, Il mondialismo è un delirio culturale, 2° ed., lulu.com, 2018

4) Il mondialismo e il genocidio cambogiano di Pol Pot e dei Khmer Rossi

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/17/il-mondialismo-e-il-genocidio-cambogiano-di-pol-pot-e-dei-khmer-rossi/

5) Renaud Camus: “Gli immigrati sono l’arma dei nuovi comunisti”

http://www.liberoquotidiano.it/news/esteri/11834887/Renaud-Camus—Gli-immigrati.html

6) Luci e ombre del pensiero di Renaud Camus sul mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/10/luci-e-ombre-del-pensiero-di-renaud-camus-sul-mondialismo/

7) Non capire nulla di quello che sta succedendo tra Inghilterra e Russia

https://luigicocola.wordpress.com/2018/11/28/non-capire-nulla-di-quello-che-sta-succedendo-tra-inghilterra-e-russia/

8) Donald Trump, Elizabeth II e David Rockefeller

https://luigicocola.wordpress.com/2019/06/04/donald-trump-elizabeth-ii-e-david-rockefeller/

9) Donald Trump: “We reject the ideology of globalism”

https://luigicocola.wordpress.com/2018/09/26/donald-trump-we-reject-the-ideology-of-globalism/

10) L’understatement britannico di Vladimir Putin

https://luigicocola.wordpress.com/2019/07/07/lunderstatement-britannico-di-vladimir-putin/

N.B.: tutti i link sono stati verificati in data odierna.

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L’understatement britannico di Vladimir Putin

7 luglio 2019

Vladimir Putin alcuni giorni fa ha rilasciato un’intervista al Financial Times (1).

In questa intervista egli parla unicamente di “globalisation”, di “liberal idea”e di “liberal circles”.

Egli non nomina mai in questa intervista i termini “globalism”, “globalist”, “internationalism”, “internationalist” e tantomeno “new world order” ed espressioni simili, come per esempio “new international order” (quest’ultimo termine viene usato per esempio nell’ISPI Report 2019, 2).

Ebbene, come scrivo da anni, “globalizzazione” e, recentemente, “liberalismo” e “neoliberalismo” sono i termini eufemistici, anzi fuorvianti, veri e propri trucchi semantici, che la propaganda mondialista usa per indicare l’ideologia mondialista (3, 4).

Perché Putin usa i termini usati dalla propaganda mondialista?

Non è una domanda ingenua come potrebbe sembrare a prima vista.

Infatti, lasciamo andare l’esuberante Donald Trump, che anche l’anno scorso ha parlato all’ONU di globalismo (5), ma perfino la Regina Elizabeth II, sempre l’anno scorso, ha “confessato” pubblicamente di essere internazionalista, termine usato a suo tempo da David Rockefeller nella propria autobiografia (6, 7).

Siamo nella situazione paradossale in cui la Regina Elizabeth II dice la nuda e cruda verità, mentre Vladimir Putin, l’uomo che ha bloccato l’avanzata del globalismo grazie alle modernissime armi nucleari russe (e infatti egli dichiara nell’intervista tutta la sua ammirazione per Pietro il Grande, il personaggio storico di cui avevo scritto in passato più volte, 8, 9), fa sfoggio di un elegante understatement britannico.

Ovviamente Putin avrà le sue buone ragioni per agire così, chi sono io per criticare la strategia del capo del popolo russo e che in passato è stato anche capo dell’FSB (Federal Security Service of the Russian Federation)?

Tuttavia mi preoccupa il messaggio che egli lancia e soprattutto mi preoccupa molto l’idea che le élites russe e cinesi possano in qualche modo sottovalutare il rischio mortale del globalismo, prendendolo per ciò che assolutamente non è, ovverosia per una dottrina politica più o meno rispettabile come il liberalismo.

Non è affatto così, il globalismo vuole distruggere tutti i popoli della terra che hanno uno Stato, compresi il popolo russo, il popolo cinese e perfino il popolo ebraico.

Tutti, nessuno escluso.

E i mezzi usati sono la povertà, l’immigrazione senza freni e la distruzione della famiglia (proprio i fenomeni di cui Putin parla nella suddetta intervista).

Si tratta di una dinamica genocidiaria analoga a quella creata da Pol Pot e dai Khmer Rossi nel genocidio cambogiano degli anni Settanta del secolo scorso, solo che è incruenta e molto più lenta, come ho scritto più volte (10, 11, 12, 13, 14).

E non è affatto finita, come invece fa mostra di pensare Vladimir Putin: il giro di boa si avrà solo con il crollo dell’Unione Europea.

Se l’Unione Europa non crolla, il globalismo non crolla.

Il globalismo e l’europeismo sono la stessa identica cosa.

—————–

1) Interview with The Financial Times (June 27, 2019)

http://www.en.kremlin.ru/events/president/news/60836

2) ISPI REPORT 2019, THE END OF A WORLD – THE DECLINE OF THE LIBERAL ORDER, edited by Alessandro Colombo and Paolo Magri, conclusion by Giampiero Massolo, First edition: March 2019, pag. 48 e pag. 90

È disponibile qui:

www.ispionline.it/sites/default/files/

pubblicazioni/ispi_report2019_the_end_of_a_world_0.pdf

3) «Il trucco semantico del “globalismo” (suffisso -ismo, nome astratto, un’ideologia, e quindi il globalismo lo si può accettare o rifiutare) che diventa truffaldinamente “globalizzazione” (suffisso -zione, nome di azione, un ineluttabile processo storico, e quindi la globalizzazione la dobbiamo subire per forza).

È ineluttabile, è inevitabile, è il Destino, è il Fato! E tu non ci puoi far niente! Niente!»

Alcuni stratagemmi del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2017/03/29/alcuni-stratagemmi-del-mondialismo/

4) Oggi il termine “neoliberalismo” è solo un mascheramento del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2019/03/21/oggi-il-termine-neoliberalismo-e-solo-un-mascheramento-del-mondialismo/

5) Donald Trump: “We reject the ideology of globalism”

https://luigicocola.wordpress.com/2018/09/26/donald-trump-we-reject-the-ideology-of-globalism/

6) Non capire nulla di quello che sta succedendo tra Inghilterra e Russia

https://luigicocola.wordpress.com/2018/11/28/non-capire-nulla-di-quello-che-sta-succedendo-tra-inghilterra-e-russia/

7) Donald Trump, Elizabeth II e David Rockefeller

https://luigicocola.wordpress.com/2019/06/04/donald-trump-elizabeth-ii-e-david-rockefeller/

8) «Com’è noto, Pietro il Grande combatté con mezzi estremi il tradizionalismo e portò di forza la Russia nella modernità.»

Cos’è che ci ha salvato dal trionfo del mondialismo?

https://luigicocola.wordpress.com/2015/07/31/cose-che-ci-ha-salvato-dal-trionfo-del-mondialismo/

9) Intellettuali russi, svegliatevi!

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/04/intellettuali-russi-svegliatevi/

10) Anche gli antiglobalisti evitano la parola “globalismo”!

https://luigicocola.wordpress.com/2018/06/26/anche-gli-antiglobalisti-evitano-la-parola-globalismo/

11) Il mondialismo e il genocidio cambogiano di Pol Pot e dei Khmer Rossi

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/17/il-mondialismo-e-il-genocidio-cambogiano-di-pol-pot-e-dei-khmer-rossi/

12) Le tappe principali della genesi storica del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/28/le-tappe-principali-della-genesi-storica-del-mondialismo/

13) Dire mondialismo vuol dire genocidio

https://luigicocola.wordpress.com/2018/08/26/dire-mondialismo-vuol-dire-genocidio/

14) «La verità, per quanto scandalosa (15), è che i mondialisti vogliono commettere un genocidio enormemente più grande dell’Olocausto, perché essi vogliono eliminare tutti i popoli della terra che hanno uno Stato (12, 13, 14) e ciò, anche se fatto in modo lento e incruento, vale a dire senza spargimento di sangue, è proprio un genocidio, come fu stabilito proprio al Processo di Norimberga (16).»

Liliana Segre: i ploy globalisti dell’antisemitismo e dell’hate speech

https://luigicocola.wordpress.com/2019/04/26/liliana-segre-i-ploy-globalisti-dellantisemitismo-e-dellhate-speech/

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È possibile usare ancora il Cristianesimo occidentale come religione senza ricadere nelle distopie antistato come il mondialismo?

27 maggio 2019

La cultura occidentale è attualmente in preda a un delirio culturale (1, 2), il delirio culturale mondialista (3), causato dalla permanenza nell’inconscio collettivo dei popoli occidentali di un potentissimo e letale meme egoista (4, 5): la prescrizione di eliminare lo Stato (6, 7, 8).

Questo meme (che ovviamente all’inizio non era un meme egoista) fu creato dai primi cristiani, sotto Domiziano, per far crollare lo Stato schiavista romano ed esso si trova nell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento, libro in cui viene mostrata una narrazione diversa da quella del resto del Nuovo Testamento, perché in esso viene mostrata l’instaurazione sulla terra (ossia nella storia, ossia prima del giudizio universale e della fine dei tempi) del Regno di Cristo, il quale durerà mille anni (da cui la dottrina del millenarismo o chiliasmo, 9) e nel quale lo Stato diventa inutile e addirittura dannoso, perché corrompe la condizione di perfezione trascendente imposta dalla natura divina del Messia cristiano.

Subito dopo il Sacco di Roma del 410 ad opera dei Visigoti, Agostino d’Ippona scrisse la sua interpretazione allegorica dell’Apocalisse di Giovanni, allo scopo di annullare la letale prescrizione di eliminare lo Stato in essa contenuta (letale perché porta all’autodistruzione) (10), del resto l’obiettivo dei primi cristiani, quello di far cadere lo Stato schiavista romano, era stato pienamente raggiunto, anzi nel 455 ci fu un altro Sacco di Roma, questa volta ad opera dei Vandali.

Da allora la Chiesa di Roma, giustamente, ha sempre ufficialmente aderito a questa interpretazione allegorica, che, ripeto, ha lo scopo di annullare la letale prescrizione di eliminare lo Stato contenuta nell’Apocalisse di Giovanni (10), anche se poi nel Medio Evo ci fu un tentativo di ritornare all’interpretazione letterale con Gioacchino da Fiore (1130/35—1201/02), tentativo abortito se si tiene conto che egli non fu mai dichiarato né Santo, né Dottore della Chiesa, come lo fu invece in entrambi i casi Agostino d’Ippona.

Oggi Papa Francesco, che non viene da Marte, ma che è stato eletto dalla maggioranza dei cardinali della Chiesa di Roma nel 2013 (11), è un Papa millenarista (12, 13) perfino nel suo nome pontificale: San Francesco d’Assisi (1181/82—1226) fu considerato nel Medio Evo l’attuatore della visione millenarista di Gioacchino da Fiore. E infatti mai nella storia della Chiesa di Roma un Papa assunse questo nome pontificale, fino ad oggi.

Ed è molto inquietante il silenzio dei teologi su questo argomento.

Le istituzioni religiose nate dalla Riforma sono ancora più orientate verso l’interpretazione letterale dell’Apocalisse di Giovanni che non la Chiesa di Roma, perché la Riforma ha la caratteristica fondamentale di rivendicare il libero esame personale della Bibbia da parte del credente e quindi il filtro interpretativo agostiniano viene scavalcato, perché esso agisce solo se c’è un clero che lo mette in atto.

Del resto il filtro interpretativo agostiniano è un mezzo piuttosto inefficiente per neutralizzare la letale prescrizione di eliminare lo Stato contenuta nell’Apocalisse di Giovanni, basta la traduzione della Bibbia nelle lingue nazionali, cioè in lingue che non sono lingue morte come il latino, per scavalcare la funzione interpretativa del clero, che è indispensabile per far funzionare tale filtro.

Fu infatti la Wycliffe’s Bible, cioè la Bibbia tradotta dal latino in Middle English da John Wycliffe e dai suoi collaboratori verso la fine del XIV secolo, a causare il delirio culturale dei Taboriti boemi (14), i quali, nel febbraio dell’anno 1420, nelle vicinanze di Praga, aspettarono invano la seconda venuta di Cristo, cioè, più esattamente, la parusìa intermedia descritta nell’Apocalisse di Giovanni, come scrive un eminente studioso della vicenda storica dei Taboriti boemi, Amedeo Molnár (Praga, 1923—Praga, 1990):

«Le grandi assemblee furono percorse da una ventata di millenarismo che sperava di veder annientare il male senza più indugi. L’antico mondo stava per essere purificato dal fuoco, al più tardi fra il 10 e il 14 febbraio dell’anno 1420. A questa data molti collegavano il ritorno di Cristo, che avrebbe instaurato il suo regno immediato…

…Trascorso il 15 febbraio 1420 senza che all’attesa febbrile dell’intervento divino seguisse una manifestazione concreta, ci si mise a pensare che bisognava prima, con la forza, spianare la via del Signore eliminando, anche con il ricorso alla violenza, le posizioni occupate dall’Anticristo [il corsivo è mio].» (15)

Il delirio culturale mondialista non è sostanzialmente differente dal delirio culturale dei Taboriti boemi, è causato dallo stesso meme egoista (la prescrizione di eliminare lo Stato dalla faccia della terra), è fondamentalmente lo stesso delirio culturale, solo che oggi, in linea coi tempi, esso viene espresso in forma secolarizzata invece che religiosa.

E i millenaristi secolarizzati di oggi vogliono anch’essi ricorrere alla violenza per «spianare la via del Signore» (15).

E oggi l’«Anticristo» (15) è la Russia, da cui la ben nota russofobia (detta anche isteria antirussa) (16, 17).

Anche Norman Cohn (1915—2007), nel suo famoso The Pursuit of the Millennium, scrive a proposito dei Taboriti boemi:

«And beyond the extermination of all evils lay the Millennium. These people were utterly convinced that while the earth was being cleansed of sinners Christ would descend ‘in glory and great power’.» (18)

Come ho scritto in un post precedente:

«Quindi, quando voi pensate all’élite globalista, per esempio Jeff Bezos, Mark Zuckerberg, Bill Gates, George Soros, Angela Merkel, Emmanuel Macron, Mario Draghi, Jean-Claude Juncker, ecc. ecc., non dovete lasciarvi fuorviare dalle loro sembianze moderne, che sono solo una maschera.

Dietro questa maschera, altro non c’è che la folla medievale, urlante e ripugnante come in un quadro di Bruegel o di Bosch, che nel febbraio dell’anno 1420, nelle vicinanze di Praga, in preda a un delirio collettivo (7), aspettava la seconda venuta di Cristo.» (14)

Nel Cristianesimo ortodosso della Russia è il cesaropapismo introdotto genialmente da Costantino il Grande (e fatto proprio dal popolo russo per ragioni storiche e culturali) a neutralizzare in modo assai efficace la letale prescrizione di eliminare lo Stato contenuta nell’Apocalisse di Giovanni (19), ma questo scenario privilegiato non può ovviamente essere riprodotto nella cultura occidentale.

Ecco perché la Russia oggi è diventata l’«Anticristo» (15) per i millenaristi secolarizzati dell’Occidente, i quali vogliono imporre a tutto il genere umano, a suon di bombe, anche nucleari, il Nuovo Ordine Mondiale in cui non esiste più lo Stato, in cui quindi non esistono più i popoli corrispondenti agli Stati: trattasi quindi, oggettivamente, di un progetto di genocidio di tutti i popoli della terra (20, 21, 22).

È quindi nostro dovere etico e morale chiederci: è possibile usare ancora il Cristianesimo occidentale come religione senza ricadere nelle distopie antistato come il mondialismo?

Senza interventi drastici (come per esempio l’esclusione dell’Apocalisse di Giovanni dai testi canonici, come voleva fare all’inizio della sua opera di traduzione della Bibbia Martin Lutero, ma poi cambiò idea), appare illusorio rispondere positivamente a questo interrogativo etico e morale.

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1) Andrea Daverio, Delirare, ma non da soli: psicopatologia e prospettive culturali della follia a due, isteria di massa e deliri culturali, Rivista di Psichiatria e Psicoterapia Culturale, Vol. IV, n. 1, Dicembre 2016

http://www.psiculturale.it/volumes/volume-iiin-1-dicembre/

2) Maria Luisa Maniscalco, Elisa Pelizzari (a cura di), Deliri Culturali – Sette, fondamentalismi religiosi, pratiche sacrificali, genocidi, L’Harmattan Italia, 2016

3) Luigi Cocola, Il mondialismo è un delirio culturale, 2° ed., lulu.com, 2018

4) Richard Dawkins, Il gene egoista, Zanichelli, 1979 (trad. it. di The Selfish Gene, Oxford University Press, 1976), pagg. 162-172

5) Il millenarismo è un meme egoista

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

6) Per una visione storica del mondialismo

«Il mondialismo non è niente altro che l’ultima versione della prescrizione millenaristica di eliminare lo Stato.»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/11/28/per-una-visione-storica-del-mondialismo/

7) Luci e ombre del pensiero di Renaud Camus sul mondialismo

«Ecco perché i mondialisti sono pazzi: perché eseguono gli ordini del meme egoista costituito dalla prescrizione di eliminare lo Stato dalla faccia della terra (il millenarismo), meme egoista di cui essi sono i portatori, gli ospiti.»

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/10/luci-e-ombre-del-pensiero-di-renaud-camus-sul-mondialismo/

8) Le tappe principali della genesi storica del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/28/le-tappe-principali-della-genesi-storica-del-mondialismo/

9) «Millennialism, also called millenarianism or chiliasm, the belief, expressed in the book of Revelation to John, the last book of the New Testament, that Christ will establish a 1,000-year reign of the saints on earth (the millennium) before the Last Judgment.»

https://www.britannica.com/topic/millennialism

10) L’Apocalisse di Giovanni, il millenarismo e il mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/19/lapocalisse-di-giovanni-il-millenarismo-e-il-mondialismo/

11) Ma Papa Francesco viene forse da Marte???

https://luigicocola.wordpress.com/2019/04/20/ma-papa-francesco-viene-forse-da-marte/

12) Papa Bergoglio è un millenarista

https://luigicocola.wordpress.com/2015/08/18/papa-bergoglio-e-un-millenarista/

13) Il mondialismo è una degenerazione del Cristianesimo

https://luigicocola.wordpress.com/2019/01/28/il-mondialismo-e-una-degenerazione-del-cristianesimo/

14) L’Unione Europea e il Nuovo Ordine Mondiale sono tentativi di attuare il Regno di Cristo sulla terra

https://luigicocola.wordpress.com/2018/10/08/lunione-europea-e-il-nuovo-ordine-mondiale-sono-tentativi-di-attuare-il-regno-di-cristo-sulla-terra/

15) Amedeo Molnár (a cura di), I Taboriti, Claudiana Editrice, 1986, pagg. 8-9

16) Non capire nulla di quello che sta succedendo tra Inghilterra e Russia

https://luigicocola.wordpress.com/2018/11/28/non-capire-nulla-di-quello-che-sta-succedendo-tra-inghilterra-e-russia/

17) Fino a quando dovremo far finta di non vedere che il re è nudo?

https://luigicocola.wordpress.com/2019/03/26/fino-a-quando-dovremo-far-finta-di-non-vedere-che-il-re-e-nudo/

18) Norman Cohn, The Pursuit of the Millennium – Revolutionary Millenarians and Mystical Anarchists of the Middle Ages, Oxford University Press, 1970, pag. 213

Disponibile qui:

https://archive.org/details/NormanCohnThePursuitOfThe

MillenniumRevolutionaryMillenariansAndMysticalAnarchist

19) Ho sognato una gara di chef

https://luigicocola.wordpress.com/2018/05/06/ho-sognato-una-gara-di-chef/

20) Questa è la terribile verità, che vi piaccia o meno

https://luigicocola.wordpress.com/2018/08/23/questa-e-la-terribile-verita-che-vi-piaccia-o-meno/

21) Dire mondialismo vuol dire genocidio

https://luigicocola.wordpress.com/2018/08/26/dire-mondialismo-vuol-dire-genocidio/

22) Liliana Segre: i ploy globalisti dell’antisemitismo e dell’hate speech

«La verità, per quanto scandalosa (15), è che i mondialisti vogliono commettere un genocidio enormemente più grande dell’Olocausto, perché essi vogliono eliminare tutti i popoli della terra che hanno uno Stato (12, 13, 14) e ciò, anche se fatto in modo lento e incruento, vale a dire senza spargimento di sangue, è proprio un genocidio, come fu stabilito proprio al Processo di Norimberga (16).»

https://luigicocola.wordpress.com/2019/04/26/liliana-segre-i-ploy-globalisti-dellantisemitismo-e-dellhate-speech/

N.B.: tutti i link sono stati verificati in data odierna.

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Le privatizzazioni di Macron sono un effetto sciagurato dello stato di natura lockiano

3 aprile 2019

Leggo sul blog di Maurizio Blondet:

«Se volete vedere un ritorno al Medio Evo, guardate le privatizzazioni di Macron: vuol dare in concessione ai privati non solo le autostrade (l’ha già fatto) ma le strade secondarie di tutta la Francia…

…Anche in Francia infatti, le autostrade rendono ai privati somme scandalose, come da noi ai Benetton. Il gruppo Vinci per esempio realizza con le concessioni il 13,9 per cento del suo fatturato e il 58,8% dei risultati operativi: ossia le concessioni rappresentano per il gruppo (immobiliare) una redditività 9,4 volte superiore a quelle dei contratti di costruzione classici…

…”Privatizzare i servizi pubblici equivale ad accordare una rendita lucrosissima a qualcuno, a svantaggio dell’interesse generale, perché la collettività di perde”, dice l’economista gaullista Laurent Herblay. “Solo una fede religiosa nel “privato” spiega questa ostinazione” [il neretto è mio].» (1)

Vediamo il passo in francese originale di Laurent Herblay:

«Bref, pas un argument du gouvernement et de la majorité ne tient, et seule une foi religieuse dans les privatisations permet de poursuivre ce funeste projet [il neretto è mio]. Et cela est d’autant plus incroyable que tous les exemples de privatisation d’un possible service public montre que cela revient à accorder une très juteuse rente, au détriment de l’intérêt général, puisque toute la collectivité y perd. Le cas des autoroutes est particulièrement parlant, avec la rentabilité indécente affichée par les concessions, entre hausses continues des prix et suppression d’emplois pour toujours rapporter plus. Bref, toutes les expériences passées montrent qu’il ne faudrait pas vendre Aéroports de Paris.» (2)

Ho evidenziato in neretto la frase: “seule une foi religieuse dans les privatisations permet de poursuivre ce funeste projet”.

Infatti è proprio così: le privatizzazioni di Macron sono un effetto sciagurato dello stato di natura lockiano (3, 4) e lo stato di natura lockiano, a sua volta, è un effetto sciagurato del Cristianesimo occidentale (sia cattolico che protestante) (5).

Come ho scritto più volte, se “the state of Nature” è “a state of peace, goodwill, mutual assistance, and preservation“, allora non c’è affatto bisogno dello Stato, che non solo è inutile, è addirittura dannoso, perché esso corrompe la virtuosa natura umana.

Di conseguenza esso va ridotto al minimo (privatizzando tutto ciò che è possibile privatizzare), secondo i più prudenti, e ciò va sotto il nome di liberalismo, oppure va eliminato del tutto, secondo i meno prudenti, e ciò va sotto il nome di ideologie antistato, la più letale delle quali è il mondialismo (5).

Ecco cosa scrive a questo proposito il grande Bertrand Russell:

«Quanto allo stato di natura, Locke fu meno originale di Hobbes, il quale parlava di uno stato in cui ci fosse la guerra di tutti contro tutti e la vita fosse sgradevole, brutale e breve. Ma Hobbes era reputato un ateo. La teoria dello stato di natura e della legge naturale, che Locke trasse dai suoi predecessori, non può essere epurata dalla sua base teologica; dove tale teoria sopravvive senza questa base (come in buona parte del liberalismo moderno) essa è priva di chiare fondamenta logiche.» (6)

Nell’originale inglese:

«In regard to the state of nature, Locke was less original than Hobbes, who regarded it as one in which there was war of all against all, and life was nasty, brutish, and short. But Hobbes was reputed an atheist. The view of the state of nature and of natural law which Locke accepted from his predecessors cannot be freed from its theological basis; where it survives without this, as in much modern liberalism, it is destitute of clear logical foundation.» (7)

La pura e semplice verità, per quanto possa non piacere, è questa:

«Il Cristianesimo occidentale è nato per buttar giù lo Stato schiavista romano, quello ortodosso è una creazione (davvero geniale!) di Costantino il Grande per conservarlo (1).

Per i russi eliminare lo Stato, che è lo scopo del mondialismo, è né più né meno che un sacrilegio, perché per loro lo Stato (Cesare) sta sopra il Cristianesimo (cesaropapismo), è sacro quanto il Cristianesimo, fa parte del “sacro”.» (8, cfr. 9)

E infatti è possibile fare due considerazioni:

a) tutto ciò altro non è che il programma politico esplicito (esplicito perché riportato nei loro scritti) di George Soros e di Henri de Saint-Simon:

«In conclusione, cosa vuole fare George Soros?

Primo: imporre dappertutto la democrazia liberale; secondo: eliminare gli Stati.

Ebbene, questo programma politico è proprio il programma politico originale del Conte Henri de Saint-Simon.» (10)

Tenere ben presente che l’opera maggiore di Saint-Simon è Nouveau Christianisme (1825) (11, 12, 13).

Se vi chiedete come mai George Soros, che è ebreo, possa essere in preda a un delirio culturale di origine cristiana, c’è una spiegazione ben precisa (cfr. 14).

b) Il furore millenarista di Papa Francesco è quasi ai livelli dei furori millenaristi di Proudhon e di Bakunin:

«Pope Francis, putting President Trump on notice, warned on Sunday that those who close borders “will become prisoners of the walls that they build.”» (15)

È del tutto ovvio che senza confini lo Stato scompare, perché così viene eliminato il territorio, che è uno dei tre fondamenti basilari dello Stato (sovranità, popolo, territorio) (16).

Cosa si deve concludere dalle suddette due considerazioni a) e b)?

Si deve concludere, e necessariamente, che la causa del mondialismo è il Cristianesimo.

Infatti, come ho già scritto, il mondialismo è una degenerazione del Cristianesimo (17).

Altro che ebrei, massoni, satanisti e rettiliani!

————

1) Macron: “privatizzo quia absurdum”

https://www.maurizioblondet.it/macron-privatizzo-quia-absurdum/

2) Les services publics privatisés deviennent de coûteuses rentes

http://www.gaullistelibre.com/2019/03/les-services-publics-privatises.html

3) «And here we have the plain difference between the state of Nature [il neretto è mio] and the state of war, which however some men have confounded [Locke intende Hobbes, nota mia], are as far distant as a state of peace, goodwill, mutual assistance, and preservation [il neretto è mio]; and a state of enmity, malice, violence and mutual destruction are one from another. Men living together according to reason [il neretto è mio] without a common superior on earth, with authority to judge between them, is properly the state of Nature.»

John Locke, Two Treatises of Government, from The Works of John Locke. In Ten Volumes. Vol. V. London: Printed for Thomas Tegg; W. Sharpe and Son; G. Offor; G. and J. Robinson; J. Evans and Co.: Also R. Griffin and Co. Glasgow; and J. Gumming, Dublin. 1823. Essay Two, Chapter III, 19

Prepared by Rod Hay for the McMaster University Archive of the History of EconomicThought

Disponibile qui:

https://socialsciences.mcmaster.ca/econ/ugcm/3ll3/

La prima edizione (1690) di Two Treatises of Government è disponibile qui:

https://archive.org/details/twotreatisesofgo00lock_1/page/n10

Da notare che tale edizione è anonima, il nome dell’autore non c’è.

4) Il crollo del ponte Morandi, il mondialismo e John Locke

https://luigicocola.wordpress.com/2018/08/18/il-crollo-del-ponte-morandi-il-mondialismo-e-john-locke/

5) Oggi il termine “neoliberalismo” è solo un mascheramento del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2019/03/21/oggi-il-termine-neoliberalismo-e-solo-un-mascheramento-del-mondialismo/

6) Bertrand Russell, Storia della filosofia occidentale, TEA, 2018, pag. 601

7) Bertrand Russell, History of Western Philosophy, George Allen and Unwin Ltd, 1947, pag. 649

Disponibile qui:

https://archive.org/details/westernphilosoph035502mbp

8) Non capire nulla di quello che sta succedendo tra Inghilterra e Russia

https://luigicocola.wordpress.com/2018/11/28/non-capire-nulla-di-quello-che-sta-succedendo-tra-inghilterra-e-russia/

9) Ho sognato una gara di chef

https://luigicocola.wordpress.com/2018/05/06/ho-sognato-una-gara-di-chef/

10) Il programma politico di Soros è proprio quello di Saint-Simon

https://luigicocola.wordpress.com/2018/05/12/il-programma-politico-di-soros-e-proprio-quello-di-saint-simon/

11) «Henri de Saint-Simon, in full Claude-Henri de Rouvroy, Comte (count) de Saint-Simon, (born Oct. 17, 1760, Paris, Fr.—died May 19, 1825, Paris), French social theorist and one of the chief founders of Christian socialism. In his major work, Nouveau Christianisme (1825), he proclaimed a brotherhood of man that must accompany the scientific organization of industry and society.»

https://www.britannica.com/biography/Henri-de-Saint-Simon

12) «All’estremo opposto l’ideale della fine della società politica e della classe politica che ne trae un abusivo vantaggio è stato predicato da una concezione che oggi si direbbe tecnocratica dello Stato, come quella esposta da Saint-Simon secondo cui nella società industriale ove protagonisti non sono più i guerrieri e i legisti ma diventano gli scienziati e i produttori, non ci sarà più bisogno della «spada di Cesare». Questo ideale tecnocratico peraltro si accompagna in Saint-Simon con una forte ispirazione religiosa (il nouveau christianisme), quasi a suggerire l’idea che questo salto fuori della storia che è la società senza Stato non sia pensabile prescindendo da un’idea messianica.»

Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pag. 124

13) Perché si censura il ruolo di Henri de Saint-Simon nella genesi storica del mondialismo e dell’Unione Europea?

https://luigicocola.wordpress.com/2018/11/13/perche-si-censura-il-ruolo-di-henri-de-saint-simon-nella-genesi-storica-del-mondialismo-e-dellunione-europea/

14) Non capire nulla di Papa Francesco

https://luigicocola.wordpress.com/2019/02/06/non-capire-nulla-di-papa-francesco/

15) Pope Francis Warns Trump About Walls After Morocco Visit

www.nytimes.com/2019/03/31/world/europe/pope-francis-trump-morocco.html

16) «STATO (gr. πολιτεία; lat. Respublica; inglese State; franc. État; ted. Staat). In generale, l’organizzazione giuridica coercitiva di una comunità determinata. L’uso della parola S. è dovuta a Machiavelli (Principe, 1513, § 1)…

…lo S. ha tre elementi o proprietà caratteristiche: la sovranità o il potere preponderante o supremo; il suo popolo e il suo territorio

Nicola Abbagnano, Dizionario di filosofia, UTET, 1971, pagg. 833-835

17) Il mondialismo è una degenerazione del Cristianesimo

https://luigicocola.wordpress.com/2019/01/28/il-mondialismo-e-una-degenerazione-del-cristianesimo/

N.B.: tutti i link sono stati verificati in data odierna.

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Fino a quando dovremo far finta di non vedere che il re è nudo?

26 marzo 2019

Leggo l’ennesima analisi fasulla della russofobia (che alcuni chiamano “isteria antirussa“) dell’Inghilterra (1) e mi chiedo: fino a quando dovremo far finta di non vedere che il re è nudo?

La famosa fiaba di Hans Christian Andersen è veramente appropriata al caso.

Ma, fuor di metafora, la vogliamo capire una buona volta la verità?

Come ho già scritto in un post precedente (2), la verità è che l’élite dell’Inghilterra, con in testa Sua Maestà la Regina Elizabeth II e tutta la House of Windsor, è assolutamente globalista, in altre parole è assolutamente in preda al delirio culturale mondialista, il cui scopo supremo è quello di eliminare lo Stato dalla faccia della terra e instaurare quindi un Nuovo Ordine Mondiale in cui non c’è più lo Stato.

Si tratta, come scrivo da anni, di un delirio culturale di origine religiosa e precisamente della religione cristiana occidentale (sia cattolica che protestante), delirio che nella religione cristiana ortodossa non c’è, per via del cesaropapismo creato a suo tempo da Costantino il Grande.

Possiamo vederne un esempio poetico nella canzone Imagine di John Lennon.

Ciò che descrive Lennon in questa canzone è proprio il Nuovo Ordine Mondiale, che altro non è che il millenario Regno di Cristo (in inglese il Millennium, 3), però in forma secolarizzata.

Purtroppo, per poter realizzare sulla terra questo bel sogno dell’Occidente (i popoli non occidentali non lo sognano affatto!), occorrerebbe effettivamente la seconda venuta di Cristo, perché soltanto Lui, con i suoi poteri divini (4), può fare “ciò che alla Ragione sembra impossibile” (5).

Questa è la vera causa della russofobia dell’élite globalista inglese: perché è proprio la Russia cesaropapista che ha impedito e impedisce tuttora, con la sua spada nucleare (6), la vittoria del globalismo millenarista.

——-

1) «The British establishment’s obsession with Russia is something of a puzzle.

Britain today is not a geopolitical rival of Russia’s as it was in the nineteenth century and as the U.S. is today. British antagonism to Russia cannot therefore be explained as the product of a geopolitical conflict.

Russia is not a military or political threat to Britain. There is no history of Russia threatening or invading Britain. Russia is not an economic rival, and Russian penetration of the British economy is minimal and vastly exaggerated.

It is sometimes said that there are things about modern Russia that the British find culturally, ideologically or politically distasteful, and that this is the reason for Britain’s intense hostility to Russia. However Britain has no difficulty being best of friends with all sorts of countries such as the Gulf Monarchies or China which are culturally, ideologically and politically far more different from Britain than Russia is. Logically that should make them more distasteful to Britain than Russia is, but it doesn’t seem to do so. In these cases economic interests clearly take precedence over any concerns for human rights.

Ultimately however the precise cause of the British establishment’s obsession with Russia does not actually matter. What does matter is that it is an obsession, which should be recognised as such, and that like all other obsessions is ultimately destructive.»

Alexander Mercouris, Letter From Britain: An Establishment Blinded By Russophobia

https://www.zerohedge.com/news/2019-03-25/letter-britain-establishment-blinded-russophobia

N.B.: a mio parere la “precise cause of the British establishment’s obsession with Russia” importa moltissimo, anzi è fondamentale.

2) Non capire nulla di quello che sta succedendo tra Inghilterra e Russia

https://luigicocola.wordpress.com/2018/11/28/non-capire-nulla-di-quello-che-sta-succedendo-tra-inghilterra-e-russia/

3) «Millennialism, also called millenarianism or chiliasm, the belief, expressed in the book of Revelation to John, the last book of the New Testament, that Christ will establish a 1,000-year reign of the saints on earth (the millennium) before the Last Judgment.»

https://www.britannica.com/topic/millennialism

4) «Questa comunità è il Regno di Cristo sulla terra di cui parla (unicamente e solo) l’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento, che non è uno Stato monarchico, ma bensì una condizione di perfezione trascendente, in quanto Cristo, il Messia cristiano, a differenza del Messia ebraico, ha sia natura umana, sia natura divina.

In conseguenza di tale natura divina, il Male è bandito dalla terra e quindi non c’è più bisogno dello Stato

Le tappe principali della genesi storica del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/28/le-tappe-principali-della-genesi-storica-del-mondialismo/

5) «Ne discende la suddetta seconda caratteristica delle ideologie antistato: in esse c’è sempre un salto logico, che corrisponde al salto nel mondo trasfigurato dei millenaristi. Questi ultimi non possono spiegare alcunché, semplicemente perché le parole di questo mondo terreno non sono in grado di descrivere il mondo di perfezione trascendente che essi aspettano.

Del resto, ciò che alla Ragione sembra impossibile, viene reso possibile dall’intervento di Dio.»

Il millenarismo è un meme egoista

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

N.B.: un esempio del salto logico dei millenaristi secolarizzati di cui ho scritto lo possiamo vedere in queste parole di George Soros:

«Siamo riusciti a unirci al livello dello Stato sovrano: abbiamo degli Stati democratici, in cui vige lo stato di diritto e il rispetto verso il prossimo. Ora è necessario affrontare la questione su scala globale.
La soluzione non può essere la stessa: uno Stato mondiale costituirebbe una minaccia alla libertà più grave di quella rappresentata dalla molteplicità di Stati nazionali. La soluzione non può neppure essere progettata astrattamente [il neretto è mio]…»

George Soros, La società aperta – Per una riforma del capitalismo globale, Ponte alle Grazie, 2001 (trad. it. di Open Society – Reforming Global Capitalism, Public Affairs, 2000), pag. 180

Come è evidente, dato che ce lo confessa lui stesso, Soros non sa come si possa attuare concretamente ciò che egli desidera con tutte le sue forze, vale a dire il Nuovo Ordine Mondiale.

Sul come sia possibile che George Soros, che è ebreo, aderisca al millenarismo secolarizzato, cfr.:

Non capire nulla di Papa Francesco

https://luigicocola.wordpress.com/2019/02/06/non-capire-nulla-di-papa-francesco/

6) Cos’è che ci ha salvato dal trionfo del mondialismo?

https://luigicocola.wordpress.com/2015/07/31/cose-che-ci-ha-salvato-dal-trionfo-del-mondialismo/

Copyright © 2019 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

N.B.: tutti i post del mio blog, Blog di Luigi Cocola – Per un nuovo Risorgimento, sono raccolti in libri cartacei in vendita qui:

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Il mondialismo è una degenerazione del Cristianesimo

28 gennaio 2019

Sostengo da tempo, e cioè dal 2014 (1), che il mondialismo (o globalismo, in inglese globalism, in francese mondialisme) è un effetto del Cristianesimo, religione che all’origine nacque come reazione allo Stato schiavista romano (teoria unificata delle ideologie antistato):

«Così le ideologie antistato di tipo filosofico non sono altro che un portato dell’ideologia cristiana, esse non sono altro che l’espressione in forma laicizzata delle istanze cristiane, mantenendo intatto il carattere antitetico allo Stato che è proprio del Cristianesimo…

…Tutte le ideologie antistato di tipo filosofico sono interpretabili come esempi di millenarismo (o chiliasmo), che è un fenomeno caratteristico del Cristianesimo.

Questa interpretazione delle ideologie antistato può essere definita come teoria unificata delle ideologie antistato.» (1)

Occorre notare che proprio il Catechismo della Chiesa Cattolica di Ratzinger e Wojtyła (la cui pubblicazione in varie lingue terminò nel 1997 con l’edizione in latino), al numero 676 e relativa nota 641 (in lingua italiana, mentre in lingua inglese è la nota 577), definisce il comunismo (che, come mostra Norberto Bobbio, è un’ideologia antistato, 2) come un millenarismo secolarizzato, cioè laicizzato (3).

Inoltre il Catechismo della Chiesa Cattolica di Ratzinger e Wojtyła condanna sia il millenarismo religioso, sia il millenarismo secolarizzato:

«…anche sotto la sua forma mitigata, la Chiesa ha rigettato questa falsificazione del regno futuro sotto il nome di millenarismo, 640 soprattutto sotto la forma politica di un messianismo secolarizzato « intrinsecamente perverso ». 641» (3)

In inglese:

«…the Church has rejected even modified forms of this falsification of the kingdom to come under the name of millenarianism,576 especially the “intrinsically perverse” political form of a secular messianism.577» (3)

In francese:

«…même sous sa forme mitigée, l’Église a rejeté cette falsification du Royaume à venir sous le nom de millénarisme (cf. DS 3839), surtout sous la forme politique d’un messianisme sécularisé, ” intrinsèquement perverse ” (cf. Pie XI, enc. ” Divini Redemptoris ” condamnant le ” faux mysticisme ” de cette ” contrefaçon de la rédemption des humbles ” ; GS 20-21).» (3)

In realtà, da Agostino d’Ippona (Santo e Dottore della Chiesa), cioè dal V secolo, fino a Papa Francesco I (cioè Jorge Mario Bergoglio) la Chiesa di Roma ha sempre ufficialmente condannato il millenarismo.

Invece Papa Francesco I è, palesemente ed esplicitamente, un Papa millenarista (4, 5).

Il millenarismo secolarizzato (che si incarna nelle ideologie antistato di tipo filosofico, delle quali la prima in ordine cronologico fu il sansimonismo, creato da Henri de Saint-Simon all’inizio dell’Ottocento, 6, 7, 8, 9, 10) è definibile come una degenerazione del Cristianesimo.

I russi, dopo aver sperimentato e rigettato il comunismo, hanno trovato nel Cristianesimo orientale, che essi ereditarono dall’Impero romano d’Oriente (Mosca è la terza Roma), il cesaropapismo introdotto da Costantino il Grande, cesaropapismo che li immunizza dal millenarismo sia religioso, sia secolarizzato (11).

Sfortunatamente, la maggior parte (per non dire la totalità) degli oppositori del mondialismo, invece di svelare la verità, proprio nel senso di togliere il velo che la copre, cerca capri espiatori, i capri espiatori del mondialismo:

gli ebrei (o l’Ebraismo, cioè la religione degli ebrei, o il sionismo, cioè il nazionalismo degli ebrei), la massoneria, l’Illuminismo, il capitalismo, l’imperialismo dei popoli di lingua inglese, ecc. ecc., in un impressionante crescendo di baggianate fino ad arrivare ai satanisti (è colpa del Diavolo!) e ai rettiliani (è colpa degli alieni!).

Invece bisogna dirlo chiaramente e ad alta voce:

il mondialismo è una degenerazione del Cristianesimo.

Come ha scritto Michel Houellebecq:

«La vérité est scandaleuse. Mais, sans elle, il n’y a rien qui vaille.» (12)

————–

1) La teoria unificata delle ideologie antistato

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/20/la-teoria-unificata-delle-ideologie-antistato/

2) Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pagg. 122-123

3) Dal Catechismo della Chiesa Cattolica in italiano:

«676 Questa impostura anti-cristica si delinea già nel mondo ogniqualvolta si pretende di realizzare nella storia la speranza messianica che non può essere portata a compimento se non al di là di essa, attraverso il giudizio escatologico; anche sotto la sua forma mitigata, la Chiesa ha rigettato questa falsificazione del regno futuro sotto il nome di millenarismo, 640 soprattutto sotto la forma politica di un messianismo secolarizzato « intrinsecamente perverso ». 641»

—–

«(640) Cf Sant’Offizio, Decretum de millenarismo (19 luglio 1944): DS 3839.

(641) Cf Pio XI, Lett. enc. Divini Redemptoris (19 marzo 1937): AAS 29 (1937) 65-106, che condanna « il falso misticismo » di questa « contraffazione della redenzione degli umili » (p. 69); Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 20-21: AAS 58 (1966) 1040-1042.»

http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p1s2c2a7_it.htm

In inglese:

«676 The Antichrist’s deception already begins to take shape in the world every time the claim is made to realize within history that messianic hope which can only be realized beyond history through the eschatological judgement. the Church has rejected even modified forms of this falsification of the kingdom to come under the name of millenarianism,576 especially the “intrinsically perverse” political form of a secular messianism.577»

—–

«576 Cf. DS 3839.

577 Pius XI, Divini Redemptoris, condemning the “false mysticism” of this “counterfeit of the redemption of the lowly”; cf. GS 20-21.»

http://www.vatican.va/archive/ENG0015/__P1V.HTM

In francese:

«676 Cette imposture antichristique se dessine déjà dans le monde chaque fois que l’on prétend accomplir dans l’histoire l’espérance messianique qui ne peut s’achever qu’au-delà d’elle à travers le jugement eschatologique : même sous sa forme mitigée, l’Église a rejeté cette falsification du Royaume à venir sous le nom de millénarisme (cf. DS 3839), surtout sous la forme politique d’un messianisme sécularisé, ” intrinsèquement perverse ” (cf. Pie XI, enc. ” Divini Redemptoris ” condamnant le ” faux mysticisme ” de cette ” contrefaçon de la rédemption des humbles ” ; GS 20-21).»

http://www.vatican.va/archive/FRA0013/__P1R.HTM

4) James V. Schall

Apocalyptic and Utopian: On Pope Francis’ Bolivian Manifesto
The Pope’s July 9th address in Santa Cruz de la Sierra, Bolivia, described how terrible things are in the world and how idyllic they can be

http://www.catholicworldreport.com/2015/07/24/apocalyptic-and-utopian-on-pope-francis-bolivian-manifesto/

5) Papa Bergoglio è un millenarista

https://luigicocola.wordpress.com/2015/08/18/papa-bergoglio-e-un-millenarista/

6) «Henri de Saint-Simon, in full Claude-Henri de Rouvroy, Comte (count) de Saint-Simon, (born Oct. 17, 1760, Paris, Fr.—died May 19, 1825, Paris), French social theorist and one of the chief founders of Christian socialism. In his major work, Nouveau Christianisme (1825), he proclaimed a brotherhood of man that must accompany the scientific organization of industry and society.»

https://www.britannica.com/biography/Henri-de-Saint-Simon

7) Il programma politico di Soros è proprio quello di Saint-Simon

https://luigicocola.wordpress.com/2018/05/12/il-programma-politico-di-soros-e-proprio-quello-di-saint-simon/

8) Le tappe principali della genesi storica del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/28/le-tappe-principali-della-genesi-storica-del-mondialismo/

9) Perché si censura il ruolo di Henri de Saint-Simon nella genesi storica del mondialismo e dell’Unione Europea?

https://luigicocola.wordpress.com/2018/11/13/perche-si-censura-il-ruolo-di-henri-de-saint-simon-nella-genesi-storica-del-mondialismo-e-dellunione-europea/

10) Non capire nulla di George Soros

https://luigicocola.wordpress.com/2018/12/12/non-capire-nulla-di-george-soros/

11) Ho sognato una gara di chef

https://luigicocola.wordpress.com/2018/05/06/ho-sognato-una-gara-di-chef/

12) Devo ammetterlo: qui Michel Houellebecq ha proprio ragione

https://luigicocola.wordpress.com/2018/11/04/devo-ammetterlo-qui-michel-houellebecq-ha-proprio-ragione/

N.B.: tutti i link sono stati verificati in data odierna.

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L’Occidente globalista: previsioni per il futuro

24 gennaio 2019

È arrivato il momento di avanzare previsioni per il futuro, per quanto riguarda l’Occidente globalista.

Innanzitutto occorre sottolineare che ci sono due possibilità: o si va allo scontro bellico, necessariamente nucleare, tra l’Occidente globalista e la Russia nazionalista, oppure no.

Nel primo caso saremo tutti perdenti: non è neanche il caso di parlarne.

Per quanto riguarda l’idea di far crollare la Russia come accadde all’Unione Sovietica nella guerra fredda, si tratta di un’idea stupida: come ho già scritto, l’Unione Sovietica crollò perché ai sovietici venne offerta l’abbondanza economica dell’Occidente capitalista, a fronte della scarsezza prodotta inevitabilmente dal comunismo. Oggi l’Occidente globalista può offrire alla Russia soltanto una cosa: la distruzione del popolo russo e ciò, ovviamente, è una proposta inaccettabile per i russi, i quali, per via del cesaropapismo ereditato dall’Impero romano d’Oriente (Mosca è la terza Roma), non sono in preda al delirio culturale mondialista (e mai lo saranno).

Resta quindi la possibilità che l’Occidente non vada allo scontro nucleare con la Russia.

Ciò potrebbe accadere solo in un caso: che l’élite globalista dell’Occidente venga deposta, altrimenti il suo delirio messianico la obbligherà, prima o poi, allo scontro nucleare con la Russia.

È realistico pensare che l’élite globalista dell’Occidente venga deposta?

A mio parere sì, anzi il corso degli eventi reattivo al globalismo è già iniziato: con la Brexit nel Regno Unito, con l’elezione di Donald Trump negli Stati Uniti d’America, con il governo Salvini-Di Maio in Italia, con i gilets jaunes in Francia.

Il nodo della questione è semplice: la numericamente esigua élite globalista non potrà mantenere il comando su un numero smisurato di esseri umani che essa vuole distruggere.

Più avanzerà il processo di distruzione dei popoli (al quale processo l’élite globalista non può assolutamente rinunciare, perché esso serve a distruggere gli Stati, che è lo scopo supremo del mondialismo), più i popoli si ribelleranno.

Tale ribellione avverrebbe anche se l’élite globalista sostituisse la democrazia con l’autocrazia: a domare il popolo non ci sono riusciti gli antichi romani, che potevano crocifiggere senza remora alcuna gli schiavi ribelli, figurarsi se ci possono riuscire dei sansimonisti pervertiti (altro non sono, infatti, i globalisti), cioè dei cristiani degenerati (1, 2, 3).

Da notare che deporre l’élite globalista dell’Occidente vuol dire, ovviamente, che verranno deposti anche i Re e le Regine d’Europa, in quanto essi sono parte integrante dell’élite globalista (basti pensare alla partecipazione del Principe Harry alle prossime esercitazioni militari britanniche dirette contro la Russia, 4, 5, 6).

Ciò alla fine sarà inevitabile, per quanto attualmente possa sembrarci impossibile.

————-

1) «Henri de Saint-Simon, in full Claude-Henri de Rouvroy, Comte (count) de Saint-Simon, (born Oct. 17, 1760, Paris, Fr.—died May 19, 1825, Paris), French social theorist and one of the chief founders of Christian socialism. In his major work, Nouveau Christianisme (1825), he proclaimed a brotherhood of man that must accompany the scientific organization of industry and society.»

https://www.britannica.com/biography/Henri-de-Saint-Simon

2) Il programma politico di Soros è proprio quello di Saint-Simon

https://luigicocola.wordpress.com/2018/05/12/il-programma-politico-di-soros-e-proprio-quello-di-saint-simon/

3) Perché si censura il ruolo di Henri de Saint-Simon nella genesi storica del mondialismo e dell’Unione Europea?

https://luigicocola.wordpress.com/2018/11/13/perche-si-censura-il-ruolo-di-henri-de-saint-simon-nella-genesi-storica-del-mondialismo-e-dellunione-europea/

4) Il principe Harry, mille soldati e l’invasione della Federazione russa in Norvegia

https://it.sputniknews.com/mondo/201901057054042-principe-harry-soldati-invasione-russa-norvegia-esercitazioni-20anni-daily-mirror/

5) Non capire nulla di quello che sta succedendo tra Inghilterra e Russia

https://luigicocola.wordpress.com/2018/11/28/non-capire-nulla-di-quello-che-sta-succedendo-tra-inghilterra-e-russia/

6) Le teste coronate d’Occidente sono mondialiste

https://luigicocola.wordpress.com/2017/06/15/le-teste-coronate-doccidente-sono-mondialiste/

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Non accadrà ciò che accadde con la guerra fredda

25 dicembre 2018

L’isteria antirussa, di cui ho scritto più volte, può avere uno scopo razionale?

Assolutamente no.

Infatti, dal punto di vista della Ragione una guerra (necessariamente nucleare) tra Occidente e Russia non è neanche pensabile.

E se poi l’Occidente pensa di poter ripetere ciò che fece con successo nella guerra fredda, si sbaglia di grosso: l’Unione Sovietica crollò perché ai sovietici venne offerta l’abbondanza economica dell’Occidente capitalista, a fronte della scarsezza prodotta inevitabilmente dal comunismo.

Ma oggi cosa può offrire alla Russia l’Occidente globalista? La distruzione del popolo russo, questo soltanto può offrire, come ho evidenziato più volte in post precedenti *.

Direi che non è una proposta vantaggiosa…

Soltanto popoli in preda al delirio culturale mondialista, come per esempio gli inglesi, possono accettarla, mentre il popolo russo, per via del cesaropapismo ereditato dall’Impero romano d’Oriente (Mosca è la terza Roma), è immune a tale delirio culturale.

———

* vedi per esempio:

Non capire nulla di quello che sta succedendo tra Inghilterra e Russia

https://luigicocola.wordpress.com/2018/11/28/non-capire-nulla-di-quello-che-sta-succedendo-tra-inghilterra-e-russia/

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Il mondialismo, George Soros e le analisi sbagliate della situazione politica mondiale

16 aprile 2018

Come tutti sanno, o dovrebbero sapere, George Soros è uno dei principali promotori odierni del mondialismo (o globalismo, in inglese globalism, in francese mondialisme).

Ho scritto in un mio post precedente:

«1) è teoricamente sbagliato e praticamente impossibile imporre la democrazia a culture diverse dalla cultura occidentale: questo è puro etnocentrismo (primo errore dei mondialisti).

2) è teoricamente sbagliato e praticamente impossibile imporre al genere umano l’eliminazione dello Stato (secondo errore dei mondialisti, molto più grave del primo, in quanto lo Stato appartiene alla ratio, cioè è universale, quindi esso non può essere eliminato in nessuna comunità umana).

3) l’ideologia mondialista manca anche di coerenza interna, in quanto senza Stato non vi può essere forma di governo: la forma di governo è la forma di governo di uno Stato, quindi eliminando lo Stato si elimina anche la forma di governo.

Ciò significa che eliminando lo Stato, la democrazia scompare. Del resto scompare anche l’autocrazia. Cosa si ottiene quindi eliminando lo Stato? La “guerra di tutti contro tutti” (in latino “bellum omnium contra omnes”, in inglese “war of all against all”), come ci insegnò Thomas Hobbes, guerra in cui ovviamente vincono i più forti: l’élite globalista, la finanza internazionale, le banche, ecc. ecc.

Proprio ciò che sta avvenendo attualmente.»

https://luigicocola.wordpress.com/2018/03/25/i-mondialisti-sono-semplicemente-ignoranti/

I tre suddetti punti riguardano gli obiettivi del mondialismo secondo la visione di George Soros, vedi qui:

«Shuster: Where is the main focus of the Open Society [Open Society Foundations, nota mia] today?

Soros: We are basically supporting the development of open societies in individual countries and what I call a global open society—international law, international institutions, strengthening the world order. So those are the two aspects.»

Consequences of the War on Terror (September 20, 2006)

http://www.lawac.org/EventDetail/eventid/612

(oppure su Google Scholar, cercando Consequences of the War on Terror)

Vedi anche qui:

«In questo libro sostengo che le democrazie del mondo dovrebbero formare una alleanza con il duplice scopo di: 1) favorire lo sviluppo di società aperte all’interno dei singoli paesi; 2) potenziare il diritto internazionale e le istituzioni necessarie a una società aperta globale.»

George Soros, La società aperta – Per una riforma del capitalismo globale, Ponte alle Grazie, 2001 (trad. it. di Open Society – Reforming Global Capitalism, Public Affairs, 2000), pag. 8

Per capire cosa intende George Soros occorre capire il suo linguaggio: egli usa il termine “open society” (in italiano “società aperta“) nel senso popperiano di democrazia liberale che ho mostrato qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/01/luso-del-termine-open-society-da-parte-di-george-soros-e-una-frode/

Mentre egli usa il termine “global open society” (in italiano “società aperta globale“) in senso antipopperiano, cioè nel senso di eliminazione dello Stato dalla faccia della terra (Popper ritiene necessario lo Stato), vedi qui:

«Siamo riusciti a unirci al livello dello Stato sovrano: abbiamo degli Stati democratici, in cui vige lo stato di diritto e il rispetto verso il prossimo. Ora è necessario affrontare la questione su scala globale.
La soluzione non può essere la stessa: uno Stato mondiale costituirebbe una minaccia alla libertà più grave di quella rappresentata dalla molteplicità di Stati nazionali. La soluzione non può neppure essere progettata astrattamente…»

ibid., pag. 180

Vedi anche qui:

«When I speak of a global society, I do not mean a global state. States are notoriously imperfect even at the national level. We need to find new solutions for a novel situation…»

George Soros, Toward a Global Open Society, The Atlantic, January 1998

https://www.theatlantic.com/magazine/archive/1998/01/toward-a-global-open-society/307878/

Per capire in modo approfondito qual è il nodo della questione, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/01/23/ulteriori-considerazioni-su-george-soros-e-sulloccidente/

Tutto questo è in genere ignorato da coloro che fanno analisi critiche dell’attuale situazione politica mondiale.

Così, alla narrazione immaginaria dei mondialisti e della loro propaganda, si contrappone, o meglio si aggiunge, una narrazione immaginaria degli analisti politici critici: un esempio di quest’ultima è costituito dai vari commenti critici che si possono leggere o ascoltare dappertutto circa l’attacco di Donald Trump alla Siria di due giorni fa.

Nessuno, mi sembra, ha nominato a questo proposito la “Alleanza per la Società Aperta” (Stati Uniti d’America, Regno Unito, Canada, Australia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Belgio, Spagna, Italia, ecc. ecc.) di cui scrive George Soros:

«L’Alleanza per la Società Aperta cercherebbe di suscitare un’adesione spontanea, ma anche con tutta la buona volontà del mondo non sempre potrà farcela; quindi non si può escludere del tutto l’opzione militare. Anche se l’Alleanza non dovesse conquistare il controllo del Consiglio di Sicurezza, in ogni caso potrebbe sempre aggirarlo e attivare la NATO senza l’autorizzazione del Consiglio, com’è avvenuto nella crisi del Kosovo.»

George Soros, La società aperta – Per una riforma del capitalismo globale, Ponte alle Grazie, 2001 (trad. it. di Open Society – Reforming Global Capitalism, Public Affairs, 2000), pag. 430

Eppure è proprio la “Alleanza per la Società Aperta”, o buona parte di essa, che ha demolito le autocrazie (cioè, in senso popperiano, le “società chiuse”) di Saddam e di Gheddafi e che vuole demolire oggi l’autocrazia di Assad.

E che accusa la Russia di Putin di essere un’autocrazia.

Viviamo in un’epoca molto strana.

Invece nella guerra fredda tutto era chiaro: c’era il comunismo da un lato e gli anticomunisti dall’altro.

Perché, per esempio, i russi, che sono antimondialisti, non esprimono (forse la pensano, ma non la esprimono) una corretta analisi della situazione politica mondiale?

Probabilmente perché, come ho mostrato nei miei scritti, dovrebbero indicare nel Cristianesimo l’origine del mondialismo e questo non possono farlo, avendo posto nel Cristianesimo ortodosso uno dei cardini della loro politica attuale.

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L’ideologia mondialista rivela la propria mostruosità

6 aprile 2018

La menzogna di Boris Johnson, che non è un inglese qualunque ma bensì il capo del Foreign Office, sull’avvelenamento di Sergei e Yulia Skripal, menzogna impossibile da negare perché detta da lui stesso in un video del 20 marzo visibile a tutti (per non parlare della cancellazione del tweet del 22 marzo dall’account del Foreign Office), come ho riportato nei post precedenti, rivela la mostruosità del mondialismo.

Perché le menzogne di Boris Johnson e del Foreign Office sono dirette contro la Russia di Vladimir Putin, che si oppone al mondialismo grazie alle sue armi nucleari e al suo formidabile apparato militare.

Ecco cosa ha scritto nel 2000 il noto criminale mondialista George Soros:

«L’Alleanza per la Società Aperta cercherebbe di suscitare un’adesione spontanea, ma anche con tutta la buona volontà del mondo non sempre potrà farcela; quindi non si può escludere del tutto l’opzione militare. Anche se l’Alleanza non dovesse conquistare il controllo del Consiglio di Sicurezza, in ogni caso potrebbe sempre aggirarlo e attivare la NATO senza l’autorizzazione del Consiglio, com’è avvenuto nella crisi del Kosovo.»

George Soros, La società aperta – Per una riforma del capitalismo globale, Ponte alle Grazie, 2001 (trad. it. di Open Society – Reforming Global Capitalism, Public Affairs, 2000), pag. 430

L’Occidente è attualmente in preda a un’ideologia mostruosa, un’ideologia contronatura, di origine religiosa (millenarismo cristiano) e quindi contro la Ragione: essa vuole irrazionalmente eliminare lo Stato, che è un universale culturale, cioè il mezzo naturale e universale per gestire i conflitti attuati mediante il potere della forza fisica nelle comunità umane.

Ho scritto in un post del 2015:

«Non essendo possibile eliminare i conflitti attuati per mezzo del potere della forza fisica, tranne che nei sogni del millenarismo cristiano, allora lo Stato è necessario, in quanto esso è il mezzo naturale e universale per gestire i suddetti conflitti, sia che essi si presentino nella forma di aggressione di stranieri, sia che essi si presentino nella forma di torti reciproci all’interno di una comunità, come scrive Thomas Hobbes.»

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/03/il-mondialismo-e-contro-la-ragione/

Questa ideologia mostruosa e contronatura si chiama mondialismo o globalismo (in inglese globalism, in francese mondialisme) e, come è la norma, essa nega di essere un’ideologia.

Ho scritto in un altro post del 2015:

«Usare i termini “mondializzazione” o “globalizzazione” è un trucchetto per sottolineare che si tratterebbe di un processo storico ineluttabile e non di una dottrina, di un’ideologia.

La verità invece è che il mondialismo è un’ideologia in piena regola.

Si tratta dello scenario tipico dell’ideologia: che è quello di essere negata da chi vive all’interno di essa.

E questa ideologia, il mondialismo, è un sottoprodotto del Cristianesimo.

Anzi no: ancora peggio, è un sottoprodotto del ramo occidentale del Cristianesimo.»

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/11/loccidente-contro-il-resto-del-mondo/

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