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In Italia la legittima difesa vale solo di notte

4 maggio 2017

Leggo su Libero (4 maggio 2017):

Legittima difesa, l’emendamento del governo: “Si può sparare ai ladri in casa ma solo di notte”

«Dal tramonto all’alba: sparare a un ladro o aggressore entrato in casa, anche con l’inganno, sarà considerato legittima difesa soltanto di notte. È questo il contenuto centrale, discutibile e già fonte di polemiche, dell’emendamento voluto dalla maggioranza per “sbloccare” la legge sulla legittima difesa, che oggi è stata approvata alla Camera con 225 voti a favore, 166 no e 11 astenuti, in attesa del via libera definitivo al Senato

http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/12374551/legittima-difesa-governo-emendamento-possibile-sparare-ladri-casa-solo-notte-.html

Quindi di giorno, con la luce del sole, in Italia la legittima difesa non vale?

Evidentemente no, di giorno in Italia bisogna cristianamente porgere l’altra guancia, come prescrivono i Vangeli:

«Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello.»

(Bibbia CEI 2008, Vangelo secondo Matteo, 5, 39-40)

«A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica.»

(Ibid., Vangelo secondo Luca, 6, 29)

L’emendamento del governo di cui scrive Libero è la dimostrazione lampante di ciò che ho chiamato tabù cristiano della forza, il tabù che causa l’anomalia italiana, vale a dire il collasso cronico dello Stato italiano, secondo la mia teoria dell’anomalia italiana.

Ho scritto nel mio saggio Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo:

«Il tabù cristiano della forza depotenzia lo Stato italiano, che come tutti gli Stati funziona per mezzo del potere della forza fisica, riducendolo a poco più di una mera apparenza.
Lo Stato italiano esiste dal punto di vista della forma, non esiste dal punto di vista della sostanza.
È uno Stato cronicamente collassato, uno Stato senza forza, uno Stato senza sovranità, uno Stato depotenziato.
Usando la simbologia biblica di Hobbes (16), si può definire lo Stato italiano come un leviatano senza spada.
Il leviatano è un possente animale (24, Giobbe, 40,25) che Hobbes prende a simbolo dello Stato e la spada è l’antico simbolo biblico della forza (24, pag. 2450). Sul frontespizio della prima edizione del “Leviatano” di Hobbes (16), pubblicata nel 1651, è raffigurato il leviatano mentre impugna con la sinistra il pastorale, simbolo del potere religioso, e con la destra la spada, simbolo della forza.
Il leviatano italiano è un leviatano anomalo, un leviatano disarmato. In termini più consoni al XXI secolo, esso può essere definito uno Stato disfunzionale.
Tutto ciò non produce solo ingovernabilità e quindi anarchia, ma anche vari altri effetti, tutti ovviamente negativi. Si ha cioè, per usare un’espressione della biologia, un fenomeno a cascata. Per fare solo due esempi di tali effetti: la cattiva giustizia italiana e la questione meridionale.»

(Luigi Cocola, Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo, 3° ed., 2012, lulu.com, pagg. 28-29)

Negli altri popoli cristiani il Cristianesimo non produce gli effetti devastanti prodotti nel popolo italiano, perché negli altri popoli cristiani o c’è la separazione tra Stato e Chiesa o c’è la subordinazione della Chiesa allo Stato (cesaropapismo), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/09/30/il-collasso-cronico-dello-stato-italiano-cose-e-perche-esiste/

Insomma, i mali dell’Italia sono due: quello recente del disastro europeo e quello antico della Chiesa romana (come la chiamò Niccolò Machiavelli nei Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio), della quale gli italiani sono storicamente succubi, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/08/30/i-mali-dellitalia-non-si-limitano-alleuro/

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Lo Stato italiano non c’è più

11 aprile 2017

Leggo sul Giornale questo articolo del 24 marzo 2017:

Treviso, giudice inseguito in auto: “Mi armo, lo Stato non c’è più”

«…Il problema della legittima difesa, continua Mascolo, “è un problema di secondo grado – accusa – come quello di asciugare l’acqua quando si rompono le tubature. Il vero problema sono le tubature e, cioè, che lo Stato ha perso completamente e totalmente il controllo del territorio, nel quale, a qualunque latitudine, scorrazzano impunemente delinquenti di tutti i colori”…»

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/treviso-giudice-inseguito-auto-mi-armo-stato-non-c-pi-1378712.html

Il 30 settembre 2012 avevo scritto un post intitolato Il collasso cronico dello Stato italiano: cos’è e perché esiste:

«Non c’è alcun dubbio che lo Stato italiano è uno Stato cronicamente collassato (un eufemismo per non dire che è uno Stato fallito).

Questa palese, ma spiacevole, realtà viene taciuta dai politici italiani e da coloro che vivono grazie a questi ultimi, intendo coloro che lavorano nei mass media italiani. Ma anche coloro che costituiscono la cultura italiana tacciono: è un tacere di tutti, una sorta di rimozione collettiva.
E il resto del mondo fa finta di credere che le cose italiane stiano realmente come gli italiani vorrebbero.

Ma l’ingovernabilità, la malagiustizia, la pervasiva corruzione dei politici, l’assenza (salvo eccezioni) di meritocrazia (che è nell’interesse del popolo, perché consente di avere l’uomo giusto al posto giusto), l’istituzione politica delle regioni, la questione meridionale, ecc. ecc., sono tutti sintomi inequivocabili di un’estrema debolezza del potere centrale. Per non parlare poi del piccolo particolare rappresentato dal fatto che la criminalità organizzata controlla vastissime porzioni del territorio dello Stato italiano, ossia almeno diverse regioni.

A questo proposito, occorre ricordare che la definizione universalmente accettata di Stato è quella di Max Weber:

“…lo Stato è quella comunità umana che all’interno di un determinato territorio – quello del «territorio» costituisce un segno distintivo – rivendica per sé (con successo) il monopolio dell’uso legittimo della forza fisica.”
(Max Weber, La politica come professione, Armando, 2005, pagg. 32-33).

Qual è la causa del collasso cronico dello Stato italiano?

Non essendoci in Italia la separazione tra Stato e Chiesa (né tantomeno la cosiddetta soluzione inglese, ossia la subordinazione della Chiesa allo Stato, invenzione antichissima di Costantino il Grande, che fu adottata non solo dagli inglesi, ma anche da altri popoli nordici, p.e. i norvegesi), lo Stato italiano è collassato, perché il principio cardine del Cristianesimo è il divieto assoluto della forza fisica, perfino come legittima difesa (principio che confligge ovviamente con lo Stato)…».

https://luigicocola.wordpress.com/2012/09/30/il-collasso-cronico-dello-stato-italiano-cose-e-perche-esiste/

Vedi anche quest’altro mio post del 2 novembre 2012:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/11/02/e-sbagliato-spiegare-i-difetti-della-societa-italiana-in-termini-di-questione-morale/

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Nuovo Rinascimento o nuovo Risorgimento?

10 aprile 2017

Leggo su Sputnik un articolo intitolato L’Italia ha bisogno di un nuovo Rinascimento:

https://it.sputniknews.com/opinioni/201703294267431-italia-ha-bisogno-nuovo-rinascimento/

Ma l’Italia ha bisogno di un nuovo Rinascimento, o piuttosto di un nuovo Risorgimento?

La risposta ce la dà la storia: il Rinascimento portò, è vero, a Leonardo e a Galileo, gli inventori del metodo scientifico, ma di questa invenzione si avvalse il popolo inglese, non certo il popolo italiano, il quale, del resto, non venne mai coinvolto nel Rinascimento, trattandosi in realtà di un fenomeno del tutto elitario.

Per Leonardo e il metodo scientifico vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/07/28/cose-loccidente-2/

Il Papato, vale a dire la Chiesa di Roma, impedì l’Unità d’Italia per secoli (ma qualcuno lo legge ancora Machiavelli?), e inoltre, mediante il tabù cristiano della forza (che ho mostrato nella mia teoria del Cristianesimo), impedì agli italiani di sconfiggere gli eserciti stranieri che invasero l’Italia dal 1494 in poi e che spazzarono via il Rinascimento, e infine mise Galileo agli arresti domiciliari a vita, mentre invece in Inghilterra il coraggio di Enrico VIII, che effettuò lo scisma anglicano, e il genio di Isaac Newton, che nacque l’anno della morte di Galileo, permisero al popolo inglese di arrivare alla rivoluzione scientifica (laddove la rivoluzione scientifica italiana era stata uccisa dal Papato) e quindi alla rivoluzione industriale e quindi al capitalismo.

Così gli inglesi conquistarono il mondo.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/03/13/la-nemesi-delloccidente-possiamo-fermarla-con-la-ragione/

Per il tabù cristiano della forza vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/07/28/il-tabu-cristiano-della-forza/

Il Rinascimento rese possibile il trionfo del popolo inglese, ma fu una catastrofe per il popolo italiano, altro che idiozie!

Infatti il Rinascimento, un fenomeno elitario che era interamente rivolto all’arte e al sapere e che al contempo ignorava la difesa militare (le battaglie rinascimentali italiane erano in realtà delle finzioni, proprio come il wrestling di oggi), portò gli eserciti di tutta l’Europa (che uccidevano realmente i nemici, come notò Bertrand Russell) a invadere più e più volte l’Italia e a depredare più e più volte l’inerme popolo italiano: le case venivano saccheggiate, gli uomini uccisi, le donne stuprate.

Perché? Perché tale è la natura umana, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/25/smentite-le-idiozie-di-locke-e-di-rousseau-sullo-stato-di-natura/

SENZA LO STATO IL POPOLO NON PUÒ ESSERE DIFESO e quindi fu il Risorgimento, che creò lo Stato italiano, a favorire il popolo italiano, altro che il Rinascimento!

Purtroppo la stupidità di Benito Mussolini e, sia chiaro, anche quella del re Vittorio Emanuele III (che era pur sempre il re) portarono alla fatale alleanza con Hitler e, ancora peggio, agli esiziali Patti Lateranensi proprio con il principale nemico dello Stato italiano e del popolo italiano, la Chiesa di Roma, della quale gli italiani sono storicamente succubi.

Così il Risorgimento fu tradito e lo sfacelo attuale della società italiana non è altro che il risultato inevitabile di tale tradimento.

E ricette come quelle riportate in un altro articolo, anch’esso pubblicato su Sputnik e intitolato Italia: ricette professionali per crescere e per trovare un lavoro, sono del tutto inattuabili, anzi appaiono tragicamente ridicole:

«Tuttavia non dimentichiamoci che persone significa anche talenti che possano aiutare l’Italia a crescere. Per le aziende, la ricetta è in teoria semplicissima: rendere il Paese invitante per qualità delle infrastrutture, effettuare una tassazione soprattutto per legalità (certezza del diritto e della pena, zero corruzione, etc. [il neretto è mio]) e minor burocrazia. Per i capitali, vale l’insieme dei punti di cui sopra, combinato alla capacità nostrana che il mondo ci riconosce: la creatività e lo stile di vita italiano.»

https://it.sputniknews.com/opinioni/201704054302675-italia-ricette-professionali-crescere-trovare-lavoro/

«certezza del diritto e della pena, zero corruzione, etc.»?

Ma questi sono solo sogni!

Senza Stato non può esserci la legge!

E lo Stato italiano è una barzelletta!

Come Norberto Bobbio ha giustamente scritto: “le due funzioni essenziali” dello Stato sono “la milizia e i tribunali” (Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pag. 124).

Anche negli altri paesi dell’Unione Europea lo Stato sta per essere eliminato dal mondialismo, ma persistono in tali paesi i residui di uno Stato che era assolutamente funzionante, mentre invece nel nostro paese lo Stato non ha mai funzionato, assai prima del mondialismo, perché, come ho scritto innumerevoli volte, lo Stato italiano è uno Stato cronicamente collassato, anzi è uno Stato fallito.

Il Risorgimento, che peraltro non era stato portato del tutto a compimento, venne ammazzato e il risultato è ciò che tutti noi oggi abbiamo sotto gli occhi.

Ma certo, invece di dire la verità, è più facile e conveniente dire idiozie sul Rinascimento.

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Se il nazionalismo vince, il Papato va neutralizzato

31 marzo 2017

Il nazionalismo si sta prendendo la rivincita sul mondialismo: Vladimir Putin, la Brexit e Donald Trump sono la felice espressione di questa rivincita.

E si spera che Marine Le Pen vinca le imminenti elezioni francesi, anche se il meccanismo elettorale francese è fatto apposta per bloccare i cambiamenti.

Ma non importa, in ogni caso i russi, gli inglesi e gli americani dovrebbero bastare a far crollare l’Unione Europea, questo aborto del mondialismo.

E prima o poi bisognerà provvedere a neutralizzare il Papato, che è mondialista ab origine.

Vale a dire: eliminare i Patti Lateranensi, il grande, terribile e tragico errore di Benito Mussolini.

Come ho già scritto in un precedente post:

“…Nel caso tipico italiano la Società delle Nazioni favorirà il nostro necessario urgente svaticanamento dell’Italia [il neretto è mio] o lo contrarierà?

That is the question, dear Wilson!…»

(Filippo Tommaso Marinetti, DEMOCRAZIA FUTURISTA – DINAMISMO POLITICO, 1919, Facchi Editore, Milano)”

https://luigicocola.wordpress.com/2017/02/25/il-fascismo-il-futurismo-e-il-mancato-svaticanamento-dellitalia/

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Il tabù cristiano della forza

28 luglio 2015

Enrico Rossi, il presidente della Regione Toscana, ha comunicato alla stampa quali sono, secondo lui, i mezzi adatti a combattere il terrorismo islamico:

«Riguardo al suo incontro previsto per domani con il ministro della Cultura tunisino, Latifa Lakhdher, Rossi ha rivelato la proposta da parte del ministro di allestire una mostra all’interno della cornice museale del Bardo con le opere conservate nei depositi degli Uffizi di Firenze, proposta che secondo il presidente della Regione Toscana rappresenta “una buona risposta nella lotta contro il terrorismo”.»

https://www.agi.it/estero/notizie/governatore_toscana_sostegno_all_economia_tunisina-201507242145-est-rt10223

Sono passati cinque secoli dall’aggressione militare di Carlo VIII, re di Francia, alla Toscana del Rinascimento (1494) e la caratteristica inibizione italiana all’uso della forza è ancora cospicuamente presente.

Tale inibizione, come ho mostrato nel mio saggio Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo, è l’effetto del tabù cristiano della forza, il quale altresì produce il collasso cronico dello Stato italiano.

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Il tradizionalismo non si addice all’Italia

5 luglio 2015

Sempre mi sorprende la stupidità di talune idee politiche, per esempio il tradizionalismo quale fondamento basilare di una certa destra.

Com’è noto l’alfiere di quest’idea esiziale è Julius Evola, ripescato recentemente da Alexander Dugin, il filosofo politico russo.

In Italia quest’ultimo è stato presentato addirittura come “l’«ideologo di Putin»”, il che è una balla colossale, vedi qui:

http://www.nuovarivistastorica.it/?p=6028

Bisogna dare però atto a Dugin di non essere stupido come quella destra nostrana che vede nel tradizionalismo di Evola il suo fondamento basilare.

Per un russo, infatti, fare ricorso al tradizionalismo vuol dire evocare la forza e la sovranità dello Stato russo: Ivan il Terribile e Pietro il Grande, la vittoria su Napoleone e la vittoria su Hitler, e così via.

Cosa potrebbe evocare, invece, il tradizionalismo per un italiano?

Come gli italiani del Rinascimento permisero il sacco dell’Italia da parte di tutti gli eserciti d’Europa, a cominciare dall’esercito di Carlo VIII?

Come gli italiani dei secoli seguenti non riuscirono a unificare con la spada l’Italia se non molto tardivamente e in un modo assolutamente ridicolo?

Come l’esercito fascista di Mussolini (forse questo Dugin non se lo ricorda) dovette ignominiosamente farsi salvare in Grecia dall’esercito tedesco?

Come l’illegittimo potere temporale della Chiesa di Roma, per mezzo del tabù cristiano della forza, ha letteralmente castrato, per secoli e secoli, il popolo italiano e continua tuttora a farlo?

È questa la tradizione dell’Italia!

Ed è veramente ridicolo pensare in questo contesto agli antichi romani: non erano italiani, erano un altro popolo, con un’altra lingua e un’altra religione.

Ma per salvare l’Italia non c’è affatto bisogno di ripudiare il Cristianesimo: è sufficiente eliminare l’illegittimo potere temporale della Chiesa di Roma.

In parole povere: eliminare totalmente i Patti Lateranensi del 1929.

Copyright © 2015 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Vaneggiamenti

26 maggio 2015

Cosa manca all’Italia per essere una potenza mediterranea
http://www.limesonline.com/cosa-manca-allitalia-per-essere-una-potenza-mediterranea/76776

Uno Stato?

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Rifiutare la realtà

21 gennaio 2014

La notizia del giorno è che Renzi si è accordato con Berlusconi per una nuova legge elettorale.

Ecco cosa scrive il Corriere della Sera il 21 gennaio:

“Da ieri si chiama ufficialmente «Italicum», così come lo avevamo ribattezzato subito dopo l’incontro tra il segretario del Pd Matteo Renzi e il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, sabato scorso. In una politica che di neologismi vive da molti anni, Italicum vuol dire – ha spiegato ieri Renzi in direzione Pd – «una nuova legge elettorale che farà nascere una Nuova Repubblica».”

http://www.corriere.it/politica/speciali/2014/legge-elettorale/notizie/dallo-sbarramento-doppio-turno-cosi-l-italicum-spinge-coalizzarsi-038ddf5c-827b-11e3-9102-882f8e7f5a8c.shtml

Ecco cosa scrive il Messaggero il 20 gennaio:

Lo ha dichiarato Silvio Berlusconi, dopo l’illustrazione del progetto di riforma elettorale e costituzionale avvenuto oggi nella direzione del Pd. «Vogliamo realizzare, in un clima di chiarezza e di rispetto reciproco, un limpido sistema bipolare – ha aggiunto il cavaliere del Lavoro – che garantisca una maggioranza solida [il corsivo è mio] ai vincitori delle elezioni, che riduca impropri poteri di veto e di interdizione, e che favorisca un sistema politico di chiara alternanza, sul modello di quanto accade nelle maggiori democrazie dell’Occidente avanzato. Siamo convinti che ciò corrisponda alle attese della vastissima maggioranza degli italiani», ha concluso il leader di Forza Italia.”

http://www.ilmessaggero.it/primopiano/politica/

berlusconi_bravo_matteo_corretto_sull39intesa/

notizie/462847.shtml

Ebbene, l’idea che si possa eliminare la proverbiale ingovernabilità italiana con una nuova legge elettorale è un’idea delirante, non significa niente altro che rifiutare la realtà.

La realtà è la seguente: non considerando il ventennio della dittatura di Mussolini (che era, occorre ribadirlo, una dittatura), dal 1861 (anno di nascita dello Stato italiano) a oggi, la durata media dei governi italiani è di un anno circa e mai nessun governo italiano è arrivato a durare cinque anni (che è la durata fisiologica di una legislatura sia nello Statuto Albertino che nella Costituzione della Repubblica Italiana).

Avere “una maggioranza solida” secondo Berlusconi è la chiave di tutto, invece non significa assolutamente nulla, infatti sia il secondo governo Berlusconi che il quarto governo Berlusconi avevano un’enorme maggioranza, però non sono riusciti a governare, non sono riusciti a cambiare l’Italia e non sono durati cinque anni. In definitiva non sono serviti a niente, se non ad arricchire la casistica della ingovernabilità italiana.

La verità è che lo Stato italiano è uno Stato cronicamente collassato.

In termini più crudi: lo Stato italiano è uno Stato fallito.

E la causa di ciò è che lo Stato italiano non è in realtà uno Stato, bensì un sistema associato Stato-Chiesa.

Lo Stato italiano è solo formalmente uno Stato, sostanzialmente non lo è affatto.

Così è appropriato parlare dell’Italia come un’anomalia, l’anomalia italiana, anzi come un disastro, il disastro italiano.

Come ho scritto nel mio saggio Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo:

“In ultima analisi, non ha senso affermare che lo Stato italiano non funzioni bene, perché non è in realtà uno Stato e di conseguenza non può funzionare come tale.

Ciò che ci sembra una patologia dello Stato, in realtà non è altro che la fisiologia di un sistema associato Stato-Chiesa.”

(ibid., lulu.com, pag. 56)

In altre parole, in Italia non è mai stato usato realmente e compiutamente nessuno dei due artifici mediante i quali l’Occidente è riuscito a realizzare un compromesso funzionale tra la forza dello Stato e la caritas del Cristianesimo, ossia tra le istanze dello Stato (che sono insopprimibili dato che sono indispensabili per gestire il potere della forza fisica, che Norberto Bobbio chiama “il sommo potere”, vale a dire la giustizia e l’esercito) e le istanze del Cristianesimo (che sono istanze contrarie allo Stato, dato che il Cristianesimo nacque proprio in antitesi allo Stato romano).

Questi due artifici (alternativi fra loro) sono: la separazione tra Stato e Chiesa e la subordinazione della Chiesa allo Stato.

Copyright © 2014 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

L’Italia ha bisogno di una nuova destra

15 ottobre 2013

Nel post precedente ho evidenziato che la sinistra italiana attuale, invece di perseguire il suo scopo legittimo, che è quello di rappresentare e difendere gli interessi della classe lavoratrice, persegue uno scopo illegittimo, che è quello di eliminare lo Stato, adoperando come mezzo l’euro e l’europeismo.

C’è da aggiungere che essa, oltre all’euro e all’europeismo, adopera anche un altro mezzo per eliminare lo Stato: il multiculturalismo e una politica di immigrazione senza freni (vedi ad esempio il Ministro del governo Letta Cécile Kyenge).

Il punto è che lo Stato è indispensabile. Come scrive Norberto Bobbio: “la società senza Stato” è un “salto fuori della storia” (Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pag. 124).

Queste parole di Bobbio sono un modo elegante per dire che lo Stato è indispensabile e che è sempre esistito.

Solo la destra può salvare il popolo italiano dalla catastrofe.

Grillo infatti è fuorigioco: egli non può essere un leader politico a causa della sua fedina penale sporca (un incidente stradale di molti anni fa, per il quale fu condannato in via definitiva per omicidio colposo), che gli impedisce di stare in Parlamento. Senza un leader che li guidi dentro il Parlamento, gli eletti del Movimento cinque stelle non riescono, com’è ben noto, a esprimere una linea politica comune. Di conseguenza, non possono raggiungere alcun obiettivo politico. È come un esercito senza comandante, nel quale ciascuno combatte individualmente, senza coordinazione e senza strategia. È ovvio che tale esercito non può vincere.

Non resta quindi che la destra. Ma la destra italiana è una destra antica, irrazionale e soprattutto incapace di criticarsi e di correggersi. È una destra, infatti, ancora prigioniera del mito di Mussolini.

Eppure trattasi di un leader politico che commise due enormi, immensi, imperdonabili errori:

1) allearsi con Hitler e il nazismo. Per esempio le leggi razziali fasciste, che furono emanate nel 1938, sono una delle nefaste conseguenze dell’alleanza con Hitler. Infatti l’Asse Roma Berlino risale al 1936. L’alleanza con Hitler non era inevitabile, come taluni pensano: altri, come Francisco Franco in Spagna, restarono neutrali.

2) vendere lo Stato italiano per un piatto di lenticchie, ossia vendere il Risorgimento. Di che cosa sto parlando? Dei Patti Lateranensi e della creazione dal nulla dello Stato della Città del Vaticano (1929).

Il punto è che non può esistere uno Stato degno di questo nome se c’è accanto il potere temporale della Chiesa. Lo Stato italiano è uno Stato cronicamente collassato, ossia è uno Stato fallito, proprio a causa di tale potere temporale, come ho spiegato in dettaglio più volte, nei miei post e nei miei due saggi di scienza politica.

Cosa vuol dire “Stato fallito”? Che niente di ciò che è statale funziona, a cominciare dalla giustizia.

In uno Stato fallito non è possibile far funzionare la giustizia. I politici italiani non comprendono questa elementare verità. Se si vuole far funzionare la giustizia italiana, occorre prima (ripeto: prima) realizzare uno Stato che sia tale non solo sul piano formale, ma anche sul piano sostanziale. E per far questo, occorre eliminare il potere temporale della Chiesa di Roma.

Lo Stato italiano attuale, infatti, non è in realtà uno Stato, bensì è un sistema associato Stato-Chiesa, un’entità ibrida che non può funzionare, in quanto lo Stato e la Chiesa sono due istituzioni troppo diverse fra loro. Tanto per fare un esempio: la Chiesa ha l’obbligo evangelico di perdonare, mentre lo Stato può perdonare (p.e. indulti, amnistie, ecc.), ma solo in casi assolutamente eccezionali, altrimenti si finisce nel caos. Che è precisamente la situazione in cui si trova il popolo italiano.

Sia chiaro che non c’è nulla da dire contro il Cristianesimo, anzi! Il Cristianesimo è indispensabile per l’Occidente (e anche per i paesi cristiani orientali, con la Chiesa Ortodossa). Il problema è solo il potere temporale del clero, non il Cristianesimo. Insomma, la Chiesa si deve occupare della religione, lo Stato si deve occupare della politica. È esiziale confondere questi due ruoli.

Contro una sinistra che, illegittimamente, vuole eliminare lo Stato (e ci sta riuscendo benissimo), l’unica salvezza per il popolo italiano è una nuova destra, moderna e razionale, capace di svincolarsi dagli errori del passato e di guardare al futuro.

Una destra che si assuma la responsabilità della nazione. Una destra che incarni la legittimità.

La realtà è questa: o una nuova destra o la catastrofe.

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Magari è possibile capire ora

13 febbraio 2013

Altro giorno, altro ameno articolo del “Sole24ore”. Oggi è la volta di “«Noi capiremo dopo»” di Roberto Napoletano, che parla dell’abdicazione di papa Ratzinger e si conclude con queste alate parole:

“È caduto un mondo, è vero, ma dietro, mi dicono gli occhi del Professore, ancora una volta ci sono il disegno di Dio e le sue vie infinite. Noi capiremo dopo.”

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-02-12/capiremo-dopo-063613.shtml?uuid=AbznSYTH

Ma perché non proviamo a usare i nostri tre neuroni, come direbbe Alberto Bagnai? Magari è possibile capire ora.

La verità è che è fallito il tentativo di Ratzinger di continuare l’assetto vaticano della Guerra Fredda, quello iniziato con Wojtyła, eletto papa il 16 ottobre 1978.

Fu un assetto che ebbe successo, papa Wojtyła contribuì indubbiamente alla sconfitta dell’URSS e del comunismo.

Prima di Wojtyła, per trovare un papa non italiano bisogna risalire ad Adriano VI, che fu eletto il 9 gennaio 1522 e che era olandese: si chiamava Adriaan Florenszoon Boeyens. Fu anche tutore del futuro imperatore Carlo V. Non lasciò un gran ricordo di sé, tanto che la “dichiarazione, in una delle sue opere, che il papa può sbagliare nelle questioni di fede (haeresim per suam determinationem aut Decretalem asserendo)” è tuttora fonte di sconcerto, come ci informa Wikipedia alla voce “Papa Adriano VI”.

Perché la Chiesa di Roma ha avuto tutti questi papi italiani? Secondo Wikipedia sono ben 254 su 265 totali.

Semplice: perché Roma si trova in Italia.

C’è un evidentissimo “conflitto di ruolo” della Chiesa di Roma tra il suo ruolo evangelico nei riguardi del mondo intero e il potere temporale, ossia il potere politico, che essa difende in Italia con le unghie e coi denti.

Un papa che non sia italiano, oggi come oggi, significa semplicemente uno straniero che si intromette nelle faccende dello Stato italiano e del popolo italiano.

Ciò fu tollerato con papa Wojtyła perché si era in guerra, sebbene fosse una guerra fredda.

Oggi non può più essere tollerato dal sistema di interessi inerente allo Stato della Città del Vaticano.

La Chiesa di Roma è a un bivio: o abbandona il potere temporale che indebitamente detiene in Italia e in tal caso il fatto che il papa sia un americano o un africano, cioè un rappresentante di quei paesi nei quali i cattolici sono numerosissimi, non costituirà alcuna fonte di conflitto, oppure non lo abbandona e in tal caso il papa deve essere necessariamente italiano se si vuole evitare che il conflitto di ruolo divampi nuovamente.

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