Posts Tagged ‘sionismo’

L’enorme contraddizione dei nazionalisti antisemiti

16 maggio 2018

Coloro che ho chiamato nazionalisti antisemiti, in altre parole tutti coloro che sono contro il mondialismo e che sono anche antisemiti (in quanto ritengono che il mondialismo sia un complotto ebraico), sono vittime di un’enorme contraddizione.

Quest’enorme contraddizione deriva dalla loro erronea comprensione dell’origine e della natura del mondialismo e consiste nell’essere filoislamici.

Esattamente come i mondialisti stessi!

I nazionalisti antisemiti non si accorgono di favorire così i mondialisti, che adoperano proprio l’Islam come potentissimo mezzo (non è però l’unico da loro usato) per conseguire il loro scopo supremo: eliminare gli Stati dalla faccia della terra, come ho mostrato più e più volte.

Tanto per fare un esempio, eliminare i confini, uno dei leitmotiv dei mondialisti, vuol dire proprio questo: eliminare gli Stati, realizzare il Nuovo Ordine Mondiale (cioè un mondo senza Stati).

Tutto ciò non è altro che l’ennesima dimostrazione di una semplicissima verità: senza una corretta diagnosi, non si può avere una terapia efficace.

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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Ecco chi è dalla parte dell’Iran e di Khamenei

14 maggio 2018

Chi è dalla parte dell’Iran e dell’Ayatollah Ali Khamenei e contro lo Stato d’Israele e Donald Trump?

Nientepopodimeno che…Romano Prodi.

Il distruttore in capo dell’economia italiana (e quindi del popolo italiano) scrive (il 13 maggio 2018):

I gesti unilaterali e offensivi di Trump mettono a rischio l’amicizia Europa-USA
Rottura sul nucleare – L’Europa deve lasciare solo Trump sul dossier Iran

«Sono passati cinque giorni da quando Trump ha annunciato il ritiro americano dal trattato sul controllo dell’armamento nucleare iraniano, firmato nel 2015 anche da Russia, Cina, Germania, Francia e Gran Bretagna. Tuttavia, più passa il tempo, più è difficile capire le ragioni per cui questo gesto unilaterale così grave sia stato compiuto [veramente? nota mia].

La prima perplessità riguarda la caduta di credibilità internazionale che verrà a pesare sugli Stati Uniti. L’affidabilità americana è infatti destinata a crollare se un presidente può liberamente disfare quello che i suoi predecessori avevano invece sottoscritto dopo anni di faticose trattative e dopo che l’agenzia di controllo dell’Onu e il Consiglio di sicurezza hanno accertato che gli obblighi contenuti nel trattato sono sempre stati rispettati. È infatti noto che i patti sottoscritti debbono essere onorati [in altre parole l’euro e l’Unione Europea non possono essere ripudiati, nota mia]

…Nessun dubbio sull’atteggiamento da tenere sia nel presente sia nel futuro da parte dei paesi europei: rimanere fedeli al trattato e niente sanzioni finché esso continua ad essere rispettato. Certo dobbiamo tenere presente che le singole imprese europee, anche se condurranno rapporti corretti con l’Iran, saranno potenzialmente soggette a sanzioni da parte americana. Occorre quindi che i paesi europei facciano finalmente fronte comune perché, in questo caso, le possibilità di essere danneggiate saranno vicine allo zero.

Nei giorni scorsi abbiamo assistito al pellegrinaggio dei leader europei a Washington, allo scopo di convincere Trump a non recedere dal trattato. Questi isolati pellegrinaggi hanno avuto come risultato che il Presidente americano non solo lo ha ripudiato ma ha annunciato un aggravamento delle sanzioni. Singolarmente presi gli stati europei hanno sostanzialmente subito un’umiliazione proprio perché, singolarmente presi, non possono ottenere alcun risultato, salvo quello di continuare ad essere sfottuti e snobbati [che è proprio ciò che meritano, il mondialismo e l’Unione Europea finiranno inevitabilmente nella pattumiera della storia, nota mia]

…E non è certo con una politica di isolamento che Trump può difendere gli interessi di lungo periodo di Israele e dell’Arabia Saudita, pilastri della politica americana in Medio Oriente. Fino ad ora la decisione di Trump sul nucleare iraniano ha ottenuto infatti il singolare risultato di rafforzare la posizione di Russia e Cina che, almeno sulla carta, sono nemici degli Stati Uniti, mentre ha danneggiato e indebolito i tradizionali amici europei. E poiché non mi sembra, almeno fino ad ora, che ci si trovi di fronte ad un rovesciamento della strategia politica americana, dobbiamo ammettere che si tratti solo di un grave errore.

L’unico rimedio per alleviare le conseguenze di quest’errore è l’adozione di una politica europea ferma e unitaria. Speriamo che, almeno in quest’occasione, questa strada venga percorsa fino in fondo.»

http://www.romanoprodi.it/strillo/i-gesti-unilaterali-e-offensivi-di-trump-mettono-a-rischio-lamicizia-europa-usa_14965.html

Si chiederanno coloro che io ho chiamato “nazionalisti antisemiti” (che sono filoislamici come i mondialisti!) come mai proprio Romano Prodi, l’emblema stesso del mondialismo, l’uomo che ha introdotto in Italia il malefico euro, l’arma economica che il mondialismo usa per distruggere gli Stati europei, sia dalla parte dell’Iran e dell’Ayatollah Ali Khamenei e contro lo Stato d’Israele e Donald Trump?

Non credo (dovrebbero ripudiare le loro stupide analisi del mondialismo!).

Ma, ovviamente, sarei felice di sbagliarmi.

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/05/04/a-proposito-delliran-e-dellayatollah-ali-khamenei/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/02/i-mondialisti-e-khamenei-sono-alleati-contro-israele/

C’è infine da dire che una eventuale guerra tra Stati Uniti d’America e Iran sarebbe di natura completamente diversa da quella delle guerre mondialiste contro Saddam, Gheddafi e Assad, in quanto queste erano guerre contro dittature (laiche), mentre l’Iran non è affatto una dittatura (tantomeno una dittatura laica), ma bensì una teocrazia (nonostante i mondialisti sostengano cavillosamente che non lo sia, ma è chiaro il perché: perché i mondialisti e l’Iran sono alleati contro Israele e quindi l’Iran non deve essere classificato in categorie che l’Occidente considera negative).

Per una spiegazione delle guerre mondialiste contro Saddam, Gheddafi e Assad (e non contro l’Arabia Saudita), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/19/due-considerazioni-sulle-forme-di-governo/

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A proposito dell’Iran e dell’Ayatollah Ali Khamenei

4 maggio 2018

Come ho scritto in un post intitolato I mondialisti e Khamenei sono alleati contro Israele:

«Appare evidente dunque che l’operato di Obama verso l’Iran è stato quello di aiutare la strategia di Khamenei contro Israele: il punto nodale della questione è che sia Khamanei (e con lui quella parte dell’Islam che vuole ritornare all’antica guerra contro l’Occidente) sia i mondialisti vogliono sbarazzarsi dello Stato d’Israele (per motivi diversi, è un enorme macigno da eliminare per entrambi)…

…Inoltre, tutto ciò avvalora l’evidenza (del resto già lampante di suo) che l’invasione islamica e il terrorismo islamico, cioè l’islamizzazione dell’Europa prima e l’islamizzazione dell’Occidente intero poi, sono concepiti dal mondialismo come un potentissimo mezzo per eliminare lo Stato (cioè per realizzare il Nuovo Ordine Mondiale), come scrivo da tempo, pur rimanendo l’ultracapitalismo (cioè la riduzione in miseria del popolo) il mezzo specifico del mondialismo…»

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/02/i-mondialisti-e-khamenei-sono-alleati-contro-israele/

In conclusione: qualsiasi occidentale che sostenga l’Iran e l’Ayatollah Ali Khamenei e/o deplori lo Stato d’Israele o è un mondialista consapevole o è un mondialista inconsapevole.

Tertium non datur.

Non capire questo, vuol dire non saper ragionare.

E alle anime candide che sono scandalizzate dai mezzi che gli israeliani adoperano per mantenere il proprio Stato (che è di creazione molto recente, ha solo 70 anni) vorrei dire: siete solo degli ipocriti, credete forse che agli altri popoli i loro rispettivi territori vennero, a suo tempo, regalati?

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Netanyahu crede che l’Italia sia la pattumiera di Israele

2 aprile 2018

Leggo sul Sole24ore, l’organo dei mondialisti (2 aprile 2018):

Israele, 16mila migranti saranno estradati in Italia, Germania e Canada

«l governo israeliano di Benjamin Netanyahu ha modificato il destino di 16.250 migranti africani: annullata la deportazione in Africa dallo Stato ebraico e siglato accordo con Italia, Germania e Canada affinché li accolgano. Israele ha annullato a sorpresa l’espulsione verso il Ruanda e l’Uganda di migliaia di migranti eritrei e sudanesi, che avrebbe dovuto iniziare già nei prossimi giorni ma che era stata temporaneamente bloccata dalla Corte Suprema. Nel frattempo, ha reso noto il governo, è stata raggiunta con l’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati «un’intesa senza precedenti» in base alla quale i 16.250 migranti saranno estradati gradualmente verso Paesi occidentali. I primi 6mila nel primo anno.

Lo stesso Netanyahu, illustrando l’accordo, ha precisato che i migranti saranno «reinsediati» in particolare in Italia, Germania e Canada.»

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2018-04-02/israele-16mila-migranti-saranno-estradati-italia-germania-e-canada-170000.shtml

Questo articolo è del 2 aprile, quindi non si può trattare di un pesce d’aprile. Perché questa è una delle due possibili interpretazioni.

Esclusa la prima interpretazione, non resta che la seconda: Netanyahu crede che l’Italia sia la pattumiera di Israele.

Ebbene, forse nel mondo non hanno capito i risultati delle elezioni italiane del 4 marzo 2018.

L’ITALIA NON È LA PATTUMIERA DI ISRAELE.

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Fiamma Nirenstein scrive sciocchezze sull’omicidio antisemita di Mireille Knoll

28 marzo 2018

Leggo sul Giornale questo articolo di Fiamma Nirenstein (28 marzo 2018):

In Europa lo spettro della Shoah
Le parole di Corbyn e il ruolo degli immigrati

«L’ultima notizia è insopportabile: a Parigi una donna ebrea di 85 anni, Mireille Knoll, sopravvissuta alle deportazioni franco-naziste degli anni ’40, è stata uccisa a coltellate da un giovane musulmano che la donna conosceva da quando era piccolo…

…Gli ebrei d’Europa, comprese Inghilterra e Russia, sono accerchiati, se ne vogliono andare, vedono che anche se alla fine le leadership accettano l’idea che si tratta di attacchi antisemiti, nessuno ha voglia di fronteggiare il vecchio mostro, che è di sinistra come Corbyn, di destra come la Le Pen, islamico come gli immigrati. Questo è molto più allarmante per il Vecchio Continente che per gli ebrei. Gli ebrei possono sempre trovare una patria in Israele. Invece gli europei non hanno dove andare.»

http://www.ilgiornale.it/news/politica/europa-spettro-shoah-1509782.html

Ebbene, questa frase di Fiamma Nirenstein: «…il vecchio mostro, che è di sinistra come Corbyn, di destra come la Le Pen, islamico come gli immigrati.» è una sciocchezza.

È anche una frase vergognosa, la Nirenstein se ne dovrebbe vergognare, ma lasciamo andare: focalizziamo l’attenzione solo sulla stupidità e lasciamo perdere il resto.

È sciocco equiparare Jeremy Corbyn e Marine Le Pen agli immigrati islamici.

È sciocco non nominare il mondialismo (o il globalismo, o qualsiasi altro sinonimo): nell’articolo di Fiamma Nirenstein non ce n’è traccia.

È sciocco non capire che la causa di ciò che sta succedendo oggi (e di ciò che inevitabilmente succederà in futuro se noi non reagiamo in modo adeguato) è proprio il mondialismo, il quale, come ho scritto fino alla nausea, per raggiungere il suo scopo di instaurare un Nuovo Ordine Mondiale in cui non esistono più gli Stati, usa anche il mezzo costituito dall’islamizzazione dell’Europa, a cui poi seguirà l’islamizzazione dell’intero Occidente.

È sciocco non capire, quindi, che (essendo gli islamici ferocemente antisemiti) il mondialismo è un’ideologia antisemita, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/23/il-mondialismo-e-unideologia-antisemita/

È sciocco scrivere, come fa la Nirenstein, «Questo è molto più allarmante per il Vecchio Continente che per gli ebrei. Gli ebrei possono sempre trovare una patria in Israele. Invece gli europei non hanno dove andare.».

Fiamma Nirenstein, SVEGLIA! Se il mondialismo vincerà, lo Stato d’Israele (questa è la sua denominazione ufficiale, non Israele e basta) verrà eliminato, esattamente come gli Stati Uniti d’America, perché lo scopo del mondialismo è proprio questo: eliminare lo Stato dalla faccia della terra.

Ecco cosa scrive George Soros a questo proposito:

a) «When I speak of a global society, I do not mean a global state. States are notoriously imperfect even at the national level. We need to find new solutions for a novel situation…»

George Soros, Toward a Global Open Society, The Atlantic, January 1998

https://www.theatlantic.com/magazine/archive/1998/01/toward-a-global-open-society/307878/

b) «Siamo riusciti a unirci al livello dello Stato sovrano: abbiamo degli Stati democratici, in cui vige lo stato di diritto e il rispetto verso il prossimo. Ora è necessario affrontare la questione su scala globale.
La soluzione non può essere la stessa: uno Stato mondiale costituirebbe una minaccia alla libertà più grave di quella rappresentata dalla molteplicità di Stati nazionali. La soluzione non può neppure essere progettata astrattamente…»

George Soros, La società aperta – Per una riforma del capitalismo globale, Ponte alle Grazie, 2001 (trad. it. di Open Society – Reforming Global Capitalism, Public Affairs, 2000), pag. 180

È sciocco, infine, che lo Stato d’Israele non fermi l’operato scellerato di George Soros: lo Stato d’Israele è meno potente di lui? È difficile da credere.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/03/il-popolo-ebraico-ha-perso-il-suo-proverbiale-amore-per-la-ragione/

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I mondialisti e Khamenei sono alleati contro Israele

2 gennaio 2018

Ecco cosa ha scritto il 31 dicembre 2017 l’Huffington Post, il noto giornale mondialista, sulla rivolta in Iran, la cui attuale Guida Suprema, l’Ayatollah Ali Khamenei, predica da tempo la cancellazione dalla faccia della terra dello Stato d’Israele, vedi il suo libro (disponibile solo in persiano) Palestina (*):

Trump soffia sulla rivolta delle promesse tradite. Rohani: ”Il popolo ha diritto di manifestare ma senza violenza”
Quarto giorno di protesta, ci sono le prime vittime e 200 arresti solo a Teheran. The Donald twitta contro il regime, il presidente iraniano replica a tono

«Quattro giorni di protesta. Il regime che si blinda e gli studenti che portano la rabbia di una generazione che si sente tradita da chi aveva promesso aperture sui diritti civili e riforme sociale. Promesse non mantenute perché nonostante la presidenza sia in mano a un “riformatore”, i gangli vitali dello Stato e dell’economia sono ancora saldamente nelle mani dell’ala conservatrice del regime.

Cuore, testa e “pancia”: la rivolta iraniana assomiglia sempre più, nelle motivazioni che l’hanno innescata alla “rivoluzione dei gelsomini” in Tunisia: il malessere sociale che si fonde con le rivendicazioni di riforme sostanziali nel campo dei diritti civili e politici. E si contano le prime vittime.

Con sullo sfondo le parole velenose di Donald Trump che soffia sulla protesta del popolo iraniano twittando contro il regime [il neretto è mio]…

…I riflettori internazionali si riaccendono sull’Iran. Donald Trump twitta e soffia sulla rivolta, sottolineando che “i regimi oppressivi non durano per sempre”. Parole respinte al mittente dal Governo iraniano. Nessun accenno, per ora, da parte di Teheran al fatto che la situazione di criticità economica per settori della popolazione iraniana è in parte causata proprio dall’atteggiamento degli Usa e dal persistere di alcune sanzioni, volute da Trump nonostante l’accordo nucleare siglato dal suo predecessore Barack Obama nel 2015 e che l’America dell’attuale presidente vorrebbe cancellare [il neretto è mio]. Anche causa delle sanzioni oggi in Iran circa 15 milioni di persone vivono sotto la soglia di povertà, ovvero il 20% della popolazione.»

http://www.huffingtonpost.it/2017/12/31/teheran-minaccia-di-reprimere-le-proteste-e-blocca-internet-trump-regimi-oppressivi-non-durano-per-sempre_a_23320483/

Insomma è tutta colpa del velenoso Donald Trump, mentre il premio Nobel per la pace Barack Hussein Obama (ma non sembra il nome di un arabo?) si era accordato con il pacifico e mite Ali Khamenei.

Anzi l’Huffington Post arriva al punto di suggerire a Teheran cosa deve ribattere a Donald Trump!

———————-

(*) Ecco cosa scrive Wikipedia in lingua inglese alla voce Palestine (2011 book):

«Khamenei claims that anti-Semitism is “a European phenomenon” and that his own opposition is based on “well-established Islamic principles”, including the idea that any lands ever held under any form of Muslim rule can never be yielded to other faiths.[2] Although such a policy also covers India and large parts of Russia, Europe, China, and Southeast Asia, Khamenei asserts that Israel is a special case[2]—an “ally of the American Great Satan” in an “evil scheme” to dominate “the heartland of the Ummah”.[4]»

https://en.wikipedia.org/wiki/Palestine_%282011_book%29

Vedi anche questo articolo veramente illuminante del New York Post (1 agosto 2015):

Iran publishes book on how to outwit US and destroy Israel

«Ayatollah Ali Khamenei has published a new book called “Palestine,” a 416-page screed against the Jewish state. A blurb on the back cover credits Khamenei as “The flagbearer of Jihad to liberate Jerusalem.”…

…Obama administration officials likely hope that no American even hears about it…

…Khamenei insists that he is not recommending “classical wars” to wipe Israel off the map. Nor does he want to “massacre the Jews.” What he recommends is a long period of low-intensity warfare designed to make life unpleasant if not impossible for a majority of Israeli Jews so that they leave the country.

His calculation is based on the assumption that large numbers of Israelis have double nationality and would prefer emigration to the United States and Europe to daily threats of death.

Khamenei makes no reference to Iran’s nuclear program. But the subtext is that a nuclear-armed Iran would make Israel think twice before trying to counter Khamenei’s strategy by taking military action against the Islamic Republic [il neretto è mio].

In Khamenei’s analysis, once the cost of staying in Israel has become too high for many Jews, Western powers, notably the US, which have supported the Jewish state for decades, might decide that the cost of doing so is higher than possible benefits.

Thanks to President Obama, the US has already distanced itself from Israel to a degree unimaginable a decade ago [il neretto è mio].

Khamenei counts on what he sees as “Israel fatigue.” The international community would start looking for what he calls “a practical and logical mechanism” to end the old conflict.

Khamenei’s “practical and logical mechanism” excludes the two-state formula in any form…

Khamenei describes Israel as “a cancerous tumor” [il neretto è mio] whose elimination would mean that “the West’s hegemony and threats will be discredited” in the Middle East. In its place, he boasts, “the hegemony of Iran will be promoted.”

Khamenei’s book also deals with the Holocaust, which he regards either as “a propaganda ploy” or a disputed claim. “If there was such a thing,” he writes, “we don’t know why it happened and how.” [il neretto è mio]»

https://nypost.com/2015/08/01/iran-publishes-book-on-how-to-outwit-us-and-destroy-israel/

In italiano vedi quest’articolo di israele.net (4 agosto 2015):

Il Mein Kampf dell’ayatollah Khamenei
La Guida Suprema iraniana firma un libro che teorizza la distruzione di Israele, l’assoggettamento degli ebrei, l’egemonia dell’Iran sul Medio Oriente

«Per quanto riguarda la Shoà, Khamenei ne parla come di uno “stratagemma propagandistico” del quale – scrive – “ammesso che sia successo davvero, non si sa perché né come sarebbe successo”.»

http://www.israele.net/il-mein-kampf-dellayatollah-khamenei

Appare evidente dunque che l’operato di Obama verso l’Iran è stato quello di aiutare la strategia di Khamenei contro Israele: il punto nodale della questione è che sia Khamanei (e con lui quella parte dell’Islam che vuole ritornare all’antica guerra contro l’Occidente) sia i mondialisti vogliono sbarazzarsi dello Stato d’Israele (per motivi diversi, è un enorme macigno da eliminare per entrambi).

Infatti, come ho scritto più volte, il mondialismo è un’ideologia antisemita, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/23/il-mondialismo-e-unideologia-antisemita/

Inoltre, tutto ciò avvalora l’evidenza (del resto già lampante di suo) che l’invasione islamica e il terrorismo islamico, cioè l’islamizzazione dell’Europa prima e l’islamizzazione dell’Occidente intero poi, sono concepiti dal mondialismo come un potentissimo mezzo per eliminare lo Stato (cioè per realizzare il Nuovo Ordine Mondiale), come scrivo da tempo, pur rimanendo l’ultracapitalismo (cioè la riduzione in miseria del popolo) il mezzo specifico del mondialismo, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/08/17/tre-caratteristiche-necessarie-del-mondialismo

In questa mia analisi del mondialismo, gli ebrei internazionalisti (che non sarebbero mai esistiti se gli antichi romani non avessero causato la Diaspora, perché l’Ebraismo non è affatto contro lo Stato) sono, per usare il noto termine di Lenin, “gli utili idioti dell’Occidente”, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/03/il-popolo-ebraico-ha-perso-il-suo-proverbiale-amore-per-la-ragione/

Restano da definire infine i nazionalisti antisemiti (che sono filoislamici come i mondialisti!): direi che per loro il termine di Lenin è troppo lieve.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/08/come-disse-hegel/

Essi non si accorgono (o se ne infischiano!) di favorire oggettivamente l’invasione islamica e il terrorismo islamico, vale a dire proprio una delle armi più potenti che i mondialisti stanno usando per raggiungere il loro scopo supremo: eliminare lo Stato, realizzare il Nuovo Ordine Mondiale.

Nella mia analisi, che è molto diversa dalle analisi che si possono leggere in internet, il mondialismo non è niente altro che un portato del millenarismo, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/19/lapocalisse-di-giovanni-il-millenarismo-e-il-mondialismo/

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Dopo un anno di governo Donald Trump ha vinto

12 dicembre 2017

Nonostante che il Congresso degli Stati Uniti d’America, una delle più potenti incarnazioni del mondialismo, alla fine di luglio abbia votato quasi all’unanimità per mantenere e inasprire le sanzioni alla Russia (che è il campione dei paesi nazionalisti), oggi Donald Trump ha vinto.

Ed ha vinto perché con grande intelligenza, sapiente strategia e tenace determinazione (altro che le ridicole accuse di incompetenza, imprevedibilità e avventatezza da parte della propaganda mondialista) ha realizzato tre punti fondamentali del suo programma nazionalista (sui quali ovviamente incasserà, come prevede la forma di governo democratica, il sostegno e i voti dei suoi elettori):

1) la riforma fiscale votata dal Congresso, che produrrà molti nuovi posti di lavoro negli Stati Uniti d’America, contrastando così la criminale politica ultracapitalista dei mondialisti, che vuole affamare il popolo statunitense (“We the People of the United States…”)

2) il muslim ban, che è stato autorizzato dalla Corte Suprema, cioè dal potere giudiziario degli Stati Uniti d’America

3) il riconoscimento di Gerusalemme come capitale dello Stato d’Israele da parte degli Stati Uniti d’America.

Questa è una lucidissima strategia nazionalista, che si oppone a due di quelle che io ho indicato come le tre caratteristiche necessarie del mondialismo, cioè i tre cavalieri dell’Apocalisse mondialista:

1) povertà (causata dall’ultracapitalismo mondialista)

2) invasione islamica e terrorismo islamico (perché l’islamizzazione dell’Occidente è uno dei mezzi usati dal mondialismo per eliminare lo Stato)

3) guerra, anche nucleare, contro la Russia nazionalista (il programma di Hillary Clinton, il Darth Vader del mondialismo).

Per quanto riguarda quest’ultimo punto, è ovvio che l’antiglobalista Donald Trump, come comandante in capo delle Forze Armate degli Stati Uniti d’America, non permetterà mai la guerra contro l’antiglobalista Vladimir Putin, perché hanno entrambi lo scopo di sconfiggere il mondialismo.

Ho scritto delle tre caratteristiche necessarie del mondialismo in un mio post del 2016:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/08/17/tre-caratteristiche-necessarie-del-mondialismo

Per quanto riguarda Gerusalemme, ho scritto molte volte dell’esigenza capitale nella lotta al mondialismo di schierarsi dalla parte dello Stato d’Israele, e ciò per vari motivi, ma soprattutto perché:

1) il mondialismo non ha origine e natura ebraiche, ma bensì cristiane (come mostrato non solo da me, ma anche da Norberto Bobbio)

2) il mondialismo è filoislamico, dato che usa masse islamiche per eliminare in Occidente lo Stato

3) è fondamentale delegittimare gli ebrei internazionalisti e ciò lo possono fare meglio di tutti gli ebrei nazionalisti, cioè i sionisti.

Come ho scritto in un precedente post:

«Infatti la questione ebraica è la chiave di volta per sconfiggere il mondialismo.»

https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/06/donald-trump-promuove-il-nazionalismo-ebraico/

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/09/21/perche-la-destra-italiana-e-in-consonanza-con-lislam/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/04/13/la-nuova-destra-deve-liberarsi-di-quella-vecchia/

In conclusione, Donald Trump sta realizzando ciò che io ho sempre scritto a proposito del mondialismo.

God bless Donald Trump.

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President Donald Trump delivers remarks on Wednesday, March 15, 2017, at the American Center for Mobility in Ypsilanti, Michigan. Official White House Photo by Shealah Craighead

By The White House from Washington, DC [Public domain], via Wikimedia Commons

Come disse Hegel

8 dicembre 2017

Ho letto in internet molti commenti alla decisione di Donald Trump su Gerusalemme e non ne ho trovato neanche uno che cogliesse nel segno.

Ho scritto la mia opinione sul vero motivo della decisione di Trump nel post del 6 dicembre e ne rimango ancora oggi, dopo due giorni, fermamente convinto, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/06/donald-trump-promuove-il-nazionalismo-ebraico/

Come ho scritto ieri, in un altro post:

«La verità è che, senza poter nominare il mondialismo (nessuno dei due articoli citati lo nomina), per via della censura mondialista, non si può scrivere altro che stupidaggini.»

Il bello è che perfino chi nomina il mondialismo (anche detto globalismo) non riesce a capire il vero motivo della decisione di Trump e questo perché in genere si pensa che il mondialismo abbia origine e natura ebraiche (io non la penso affatto così).

Ma non è stupefacente?

Insomma, abbiamo davanti a noi un uomo, un leader regolarmente e legalmente eletto 45° Presidente degli Stati Uniti d’America (certo, è colpa di Putin, che ha ipnotizzato gli elettori americani! oppure è colpa degli alieni!), il quale ha dichiarato a tutto il mondo, prima di essere eletto:

«We will no longer surrender this country, or its people, to the false song of globalism.

The nation-state remains the true foundation for happiness and harmony.»

e anche:

«Americanism, not globalism, will be our credo.»

Quest’uomo ha una figlia (amatissima) e un genero (con il quale è in eccellenti rapporti) entrambi di religione ebraica (la figlia si è convertita all’Ebraismo prima di sposarsi).

Ebbene, si sono mai chiesti i molti nazionalisti antisemiti, cioè i nazionalisti che credono erroneamente che il mondialismo abbia origine e natura ebraiche, come sia possibile conciliare l’antiglobalismo di Donald Trump col fatto di avere la figlia e il genero entrambi ebrei?

Secondo le loro stupide teorie ciò sarebbe fortemente contraddittorio, anzi impossibile.

Ma come disse Hegel: «Wenn die Tatsachen nicht mit der Theorie übereinstimmen, um so schlimmer für die Tatsachen», in inglese «When the facts do not agree with the theory, so much the worse for the facts», in italiano «Quando i fatti non concordano con la teoria, tanto peggio per i fatti».

Oggi quest’uomo, Donald Trump, come aveva promesso in campagna elettorale, ha deciso il riconoscimento di Gerusalemme come capitale dello Stato d’Israele da parte degli Stati Uniti d’America.

Possibile che nessuno, dico nessuno, tranne me, metta in relazione tale sua decisione con il suo antiglobalismo, il quale è stato dichiarato da lui stesso pubblicamente, davanti a tutto il mondo?

Che i mondialisti neghino tale relazione è ovvio e scontato, ma che la neghino i nazionalisti è stupefacente.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

By Jakob Schlesinger (1792-1855) (Unknown) [Public domain], via Wikimedia Commons

Gli assurdi commenti alla decisione di Trump su Gerusalemme

7 dicembre 2017

Leggo la seguente perla in un articolo di Fulvio Scaglione pubblicato su linkiesta.it il 6 dicembre 2017 e intitolato Gerusalemme capitale d’Israele, la mossa di Trump contro Iran e Russia L’ambasciata americana a Gerusalemme è parte di una strategia per avvicinare Israele all’Arabia Saudita in opposizione a Iran e Libano. I negoziati di pace con i palestinesi sarebbero il prossimo passo dell’amministrazione Trump:

«Dal punto di vista della legittimità internazionale, insomma, l’annessione israeliana di Gerusalemme Est vale quanto l’annessione russa della Crimea: nulla.»

http://www.linkiesta.it/it/article/2017/12/06/gerusalemme-capitale-distraele-la-mossa-di-trump-contro-iran-e-russia/36410/

Ecco a che livelli di assurdità si può arrivare quando ci si dimentica ciò che scrisse Hobbes nel 1651:

«E patti senza la spada non sono che parole…» (Thomas Hobbes, Leviatano, 2009, Laterza, pag. 139).

La spada è l’antico simbolo biblico della forza (Bibbia Emmaus, pag. 2450).

Del resto l’intero articolo di Scaglione è un’assurdità, in che altro modo definire la tesi che «L’ambasciata americana a Gerusalemme è parte di una strategia per avvicinare Israele all’Arabia Saudita in opposizione a Iran e Libano», come recita il sottotitolo?

Posso ben immaginare quanto siano felici in Arabia Saudita per l’ambasciata americana a Gerusalemme e quanto adesso si sentano più vicini di prima a Israele!

Il vero motivo della decisione di Trump l’ho scritto nel mio post di ieri:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/06/donald-trump-promuove-il-nazionalismo-ebraico/

P.S.: perfino l’ISPI, Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, scrive stupidaggini su questo argomento, vedi il seguente articolo (6 dicembre 2017):

Trump sceglie: Gerusalemme capitale di Israele

http://www.ispionline.it/it/pubblicazione/trump-sceglie-gerusalemme-capitale-di-israele-19135

La verità è che, senza poter nominare il mondialismo (nessuno dei due articoli citati lo nomina), per via della censura mondialista, non si può scrivere altro che stupidaggini.

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Donald Trump promuove il nazionalismo ebraico

6 dicembre 2017

Donald Trump, come aveva promesso in campagna elettorale, ha deciso il riconoscimento di Gerusalemme come capitale dello Stato d’Israele da parte degli Stati Uniti d’America.

Così facendo, egli intelligentemente promuove il nazionalismo ebraico, cioè il sionismo, a scapito degli ebrei internazionalisti.

Infatti la questione ebraica è la chiave di volta per sconfiggere il mondialismo.

Sostenere che l’ideologia mondialista abbia origine e natura ebraiche non solo vuol dire sostenere il falso (criterio di verità), come ho sempre mostrato nei miei scritti, è anche disastroso e fallimentare per la lotta contro tale delirante e criminale ideologia (criterio di utilità).

Purtroppo i nazionalisti antisemiti proprio non ci arrivano.

Ed è tragico che neanche si accorgono di essere filoislamici esattamente come i mondialisti.

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