Posts Tagged ‘siria’

Due considerazioni sulle forme di governo

19 aprile 2018

1° considerazione

In un post precedente ho scritto:

«Gli Stati Uniti d’America dimostrano che la forma di governo democratica tende inesorabilmente alla degenerazione, come del resto aveva già notato Erodoto quasi 2500 anni fa.

In ogni caso, la divisione dei poteri è un costo troppo alto per i nostri tempi, non funziona più, soprattutto contro un nemico dell’umanità estremamente potente come il mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/10/lfbi-vigila-sulla-moralita-sessuale-di-donald-trump-gli-usa-sono-ormai-un-paese-ridicolo/

Il mondialismo è la più letale delle ideologie antistato, come ho mostrato qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/03/07/perche-il-mondialismo-durera-meno-del-comunismo/

Il punto nodale della questione è che le varie classificazioni delle forme di governo (Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pagg. 95-97) sono tutte (anche quella di Hans Kelsen) antecedenti alla nascita del Gruppo Bilderberg, che si ebbe nel 1954, principalmente per opera di David Rockefeller e del Principe Bernhard dei Paesi Bassi.

Questo mostruoso, contronatura e potentissimo attacco allo Stato, che è il mondialismo, sta dimostrando nei fatti di riuscire a bloccare il funzionamento di una grande democrazia (basata quindi sulla divisione dei poteri) come quella degli Stati Uniti d’America: la democratica, libera e legale elezione di Donald Trump a 45° Presidente viene annullata dal potere illegittimo del mondialismo.

Il popolo degli Stati Uniti d’America, cioè la United States Constitution (We the People of the United States), non conta più niente e la sua volontà viene cancellata, distruggendo così il principio stesso della divisione dei poteri, che prevede sì che un potere freni un altro potere, ma non che lo blocchi o che addirittura lo elimini.

Il meccanismo della divisione dei poteri, detto anche system of checks and balances, è stato inequivocabilmente rotto dal mondialismo.

Paradossalmente l’assassinio di John Fitzgerald Kennedy, attribuibile senza alcun dubbio al mondialismo (sinonimo: internazionalismo di David Rockefeller), non annullò la divisione dei poteri, mentre invece l’annulla oggi l’attacco a Donald Trump condotto alla luce del sole dal potere illegittimo del mondialismo: proprio perché l’assassinio di JFK fu attribuito ufficialmente a un omicida fanatico.

I creatori delle ideologie antistato di tipo filosofico vissero tutti dal 1760 (anno di nascita di Henri de Saint-Simon) al 1895 (anno di morte di Friedrich Engels), come ho mostrato qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/23/conseguenze-di-due-interpretazioni-del-mondialismo/

Norberto Bobbio scrive:

«Le tipologie classiche delle forme di governo sono tre: quella di Aristotele, quella di Machiavelli e quella di Montesquieu.»

ibid., pag. 95

Aristotele, Machiavelli e Montesquieu vissero prima dei creatori delle ideologie antistato di tipo filosofico (Montesquieu morì nel 1755) e quindi non poterono prevedere la minaccia letale di queste ideologie.

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2° considerazione

Perché il mondialismo ha fatto abbattere le dittature di Saddam e di Gheddafi e perché tenta, strenuamente, di abbattere anche la dittatura di Assad, nonostante l’intelligente e creativa opposizione di Donald Trump (vedi p.e. i disperati tentativi di Theresa May e di Emmanuel Macron), mentre nulla fa contro una monarchia assoluta come quella vigente in Arabia Saudita?

Sia le dittature che le monarchie assolute sono autocrazie, quindi perché il mondialismo vuole abbattere le dittature e non le monarchie assolute?

È molto semplice, basta considerare le basi filosofiche del mondialismo: sia gli antichi greci (Platone e Aristotele), sia Montesquieu nell’Evo Moderno, affermano, nelle loro classificazioni delle forme di governo, che la tirannide, come la chiamano gli antichi greci, e il dispotismo, come lo chiama Montesquieu, sono una forma degenerata, corrotta, della monarchia (*).

Norberto Bobbio scrive:

«Montesquieu ritorna a una tricotomia…

…in quanto definisce il dispotismo come il governo di un solo ma «senza leggi né freni», in altre parole come la forma degenerata della monarchia.»

ibid., pag. 96

Karl Popper scrive:

«In questo modo vengono distinte tre forme conservatrici o legittime e tre forme assolutamente depravate o illegittime; monarchia, aristocrazia e una forma conservatrice di democrazia sono, in ordine di merito, le imitazioni legittime. Ma la democrazia si cambia nella sua forma illegittima e si deteriora ulteriormente, attraverso l’oligarchia, il governo illegittimo dei pochi, nel governo illegittimo di uno solo, la tirannide, che, appunto come Platone ha detto nella Repubblica, è il peggiore di tutti i governi.»

Karl R. Popper, La società aperta e i suoi nemici – Platone totalitario, vol. I, Armando Editore, 1996 (trad. it. di The Open Society and its Enemies – The Spell of Plato, vol. I, Routledge & Kegan Paul, 1969), pagg. 68-69

Inoltre egli scrive:

«…e il termine “tirannide” o “dittatura”…»

ibid., pag. 160

Naturalmente tutto ciò non è in genere compreso dagli analisti politici, come ho scritto nei post precedenti, perché essi ignorano, o vogliono ignorare, l’ideologia mondialista e le sue basi filosofiche.

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(*) Machiavelli, Hobbes e Kelsen non fanno questa distinzione tra forme “buone” e forme “cattive”, anzi Hobbes scrive:

«Nei libri di storia e di politica ricorrono altri nomi di regimi, come tirannia e oligarchia; ma sono i nomi non già di altre forme di governo, bensì delle stesse quando sono considerate con avversione. Coloro, infatti, che sono scontenti sotto la monarchia, la chiamano tirannia; e coloro cui è invisa l’aristocrazia, la chiamano oligarchia

Thomas Hobbes, Leviatano, Laterza, 2009, pag. 155

Ma Hobbes, ovviamente, ai mondialisti non piace affatto.

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Tre esempi di analisi sbagliate della situazione politica mondiale

18 aprile 2018

Nel post precedente, intitolato Il mondialismo, George Soros e le analisi sbagliate della situazione politica mondiale, ho affermato che coloro che fanno analisi critiche dell’attuale situazione politica mondiale, pur non essendo mondialisti e non facendo parte della propaganda mondialista (dato che esprimono forti critiche), in genere sbagliano tali analisi:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/16/il-mondialismo-george-soros-e-le-analisi-sbagliate-della-situazione-politica-mondiale/

Infatti, come ho mostrato in dettaglio nel post suddetto, l’attuale situazione politica mondiale è perfettamente e completamente spiegabile leggendo ciò che scrive e ciò che dice nelle interviste George Soros, che è uno dei principali e dei più famosi promotori odierni del mondialismo.

L’attuale situazione politica mondiale non è niente altro che il programma politico di Soros, l’agenda politica di Soros. E dire Soros non vuol dire niente altro che mondialismo.

Come mai analisti politici non appartenenti alla classe della propaganda mondialista parlano d’altro? Essi infatti non parlano né di George Soros, né dell’ideologia mondialista.

O forse essi fanno in realtà parte della propaganda mondialista? Al punto in cui siamo arrivati è lecito pensare anche questo.

Farò tre recentissimi esempi.

1) l’articolo di Aidan O’Brien intitolato Mi piace al mattino l’odore dell’Impero in disfacimento (titolo originale inglese I Love the Smell of Imperial Meltdown in the Morning):

«Gore Vidal preferiva il caos all’ordine. Con la sua saggezza riteneva che le forze centrifughe creassero delle fratture e degli spazi in cui la libertà riusciva a fornicare.
Visto come stanno le cose, questo è quanto di meglio possiamo sperare. Potremmo però anche accontentarci di ciò che accade intorno a noi. Perchè l’ingannevole complotto della gang anglo-americana, che ha colmato gli ultimi 200 anni di imperialismo liberale, sta perdendo colpi. La grande illusione si sta disfacendo.
Anche la grande scacchiera non è nella migliore delle condizioni. La strategia anglo-americana per il controllo dell’Eurasia è stata fatta a pezzi dagli Euroasiatici. Il nonno dell’ISIS, Zbigniew Brzezinski, probabilmente si sta rotolando nella tomba. Secondo lui, la geopolitica era solo egemonia. E questa è una cosa che, al momento, nessuno possiede, meno di tutti gli Anglo-Americani…

…All’epoca, gli scopi del liberalismo venivano tenuti segreti, ma ora sono cosa nota (almeno al di fuori dei media ufficiali). Al primo posto c’è sempre stata l’Anglo-America ed il (suo) potere finanziario, Trump lo ha chiarito oggi nel modo più assoluto. E’ da molto che gli Anglo-Americani hanno tagliato i loro legami ideologici con il mondo (ammesso che, in primo luogo, ne avessero avuto qualcuno)…

…Gli Anglo-Americani oggi sono assolutamente inutili. L’Impero è vuoto. Negli ultimi vent’anni la sua autorità globale è scemata rapidamente. Prega con le mani che grondano sangue. I suoi sermoni sono bugie. E il suo prezioso denaro, solo carta straccia. Il suo Nuovo Ordine è nel caos. E per questo motivo il mondo è migliore.
Alla fine il mondo libero sta emergendo.»

https://comedonchisciotte.org/mi-piace-al-mattino-lodore-dellimpero-in-disfacimento/

Nell’originale inglese:

«Gore Vidal preferred chaos to order. According to his wisdom centrifugal forces create gaps and spaces in which freedom can fornicate.

As things stand that’s probably the best we can hope for. Indeed we might as well embrace what’s happening all around us. Because the Anglo-American gang that filled the last 200 years with liberal imperialism is losing the mendacious plot. The grand illusion is falling apart.

The grand chessboard isn’t in the best of shape either. The Anglo-American game plan to dominate Euro-Asia is being ripped apart by the Euro-Asians. The grandfather of ISIS – Zbigniew Brzezinski – must be rolling in his grave. According to him geopolitics is all about hegemony. And that’s something no one possesses at the moment – least of all the Anglo-Americans…

…The intention of liberalism was top secret back then but is common knowledge now (outside the mainstream media, that is). It has always been Anglo-America and financial wealth first – Trump makes it crystal clear today. The Anglo-Americans severed their ideological links to the world a long time ago – if they were ever there in the first place…

…The Anglo-Americans are very much redundant today. The Empire is empty. Its authority in every way has shrank rapidly in the last two decades. It preaches with blood on its hands. Its lectures are lies. And its precious money is nothing but paper. Its New World Order is in chaos. And the world is better because of it. Finally the free world is emerging.»

https://www.counterpunch.org/2018/04/13/i-love-the-smell-of-imperial-meltdown-in-the-morning/

Aidan O’Brien crede che il problema sia l’imperialismo degli Anglo-Americani e il liberalismo, cioè la democrazia liberale.

Egli non ha compreso che lo scopo supremo del mondialismo è l’eliminazione dello Stato, ciò che George Soros chiama “global open society”, in italiano “società aperta globale”, e che tale scopo non è made in USA, ma bensì è made in Europe.

Ho scritto infatti in un precedente post:

«…chi ha ideato, voluto e attuato il mondialismo: il Conte Henri de Saint-Simon (1760-1825), il Conte Richard Coudenhove-Kalergi (1894-1972), il marito della Regina Juliana dei Paesi Bassi, cioè il Principe Bernhard dei Paesi Bassi (1911-2004), il capitalista David Rockefeller (1915-2017)»

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/10/luci-e-ombre-del-pensiero-di-renaud-camus-sul-mondialismo/

2) l’articolo di Nafeez Ahmed intitolato Documento dell’esercito: la strategia statunitense per ‘detronizzare’ Putin in rapporto agli oleodotti potrebbe provocare la Terza Guerra Mondiale (titolo originale inglese Army document: US strategy to ‘dethrone’ Putin for oil pipelines might provoke WW3 – Senior DIA, Air Force and Army officials admit that NATO expansionism and US covert interference in Russian internal politics may trigger “next global conflict”):

«Funzionari senior della DIA (n.d.T. Defense Intelligence Agency), dell’Aeronautica Militare e dell’Esercito ammettono che l’espansionismo della NATO e le interferenze occulte degli Stati Uniti nella politica interna russa possono innescare il “prossimo conflitto globale”

Un documento dell’esercito americano riconosce i veri interessi che determinano la strategia militare statunitense nei confronti della Russia: dominare i tracciati degli oleodotti, accedere alle vaste risorse naturali dell’Asia centrale e rafforzare l’espansione del capitalismo americano in tutto il mondo…

…Uno studio condotto dall’US Army’s Command and General Staff College Press del Combined Arms Center, presso Fort Leavenworth, rivela che la strategia statunitense nei confronti della Russia è stata fortemente motivata dall’obiettivo di dominare le risorse petrolifere e del gas dell’Asia centrale e i relativi tracciati delle condutture…

…Vaste riserve di petrolio e gas naturale all’interno e intorno al Mar Caspio erano la principale fonte di interesse iniziale degli Stati Uniti nella zona. Tale interesse potrebbe fornire le basi per legami più stretti tra gli Stati Uniti e gli Stati del territorio, con gli Stati Uniti che forniscono protezione per garantire la stabilità regionale e l’indipendenza politica dei Paesi litoranei. (pag. 8)

L’intervento umanitario e le operazioni militari di mantenimento della pace nella regione, quindi, hanno sempre avuto secondi fini geostrategici più ampi, relativi alla “protezione” dell’accesso degli Stati Uniti al petrolio e al gas del Caspio…

…La promozione della “democrazia” chiaramente non significa “democrazia” nel vero senso della parola, significa semplicemente un allineamento geopolitico alla NATO, ostilità verso la Russia e un’apertura dell’economia agli investitori stranieri statunitensi e occidentali, i diritti umani calpestati.»

https://comedonchisciotte.org/documento-dellesercito-la-strategia-statunitense-per-detronizzare-putin-in-rapporto-agli-oleodotti-potrebbe-provocare-la-terza-guerra-mondiale/

Nell’originale inglese:

«A US Army document concedes the real interests driving US military strategy toward Russia: dominating oil pipeline routes, accessing the vast natural resources of Central Asia, and enforcing the expansion of American capitalism worldwide…

…A study by the US Army’s Command and General Staff College Press of the Combined Arms Center at Fort Leavenworth reveals that US strategy toward Russia has been heavily motivated by the goal of dominating Central Asian oil and gas resources, and associated pipeline routes…

…“Vast reserves of oil and natural gas in and around the Caspian Sea were the primary source of the US’s initial interest in the region. That interest could provide the foundation for stronger ties between the US and regional states, with the US providing protection to ensure regional stability and the political independence of the littoral countries.” (p. 8)

Humanitarian intervention and military peacekeeping operations in the region, then, have always had a broader geostrategic agenda related to the “protection” of US access to Caspian oil and gas…

…‘Democracy’ promotion clearly does not mean actual ‘democracy’ — it simply means a geopolitical alignment with NATO, hostility toward Russia, and an opening up of the economy to US and Western foreign investors, human rights be damned.»

http://medium.com/insurge-intelligence/army-study-us-strategy-to-dethrone-putin-for-oil-pipelines-might-provoke-ww3-9b1d9dbe6be9

È evidente che Nafeez Ahmed crede che il problema sia quello della lotta per il possesso delle risorse petrolifere.

3) il video della recentissima intervista di Claudio Messora a Paolo Sensini, intitolata SIRIA, TUTTE BALLE?:

Come si può notare, anche Paolo Sensini, pur dicendo molte cose condivisibili, parla di petrolio (“pipeline”) e non di ideologia mondialista.

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Il mondialismo, George Soros e le analisi sbagliate della situazione politica mondiale

16 aprile 2018

Come tutti sanno, o dovrebbero sapere, George Soros è uno dei principali promotori odierni del mondialismo (o globalismo, in inglese globalism, in francese mondialisme).

Ho scritto in un mio post precedente:

«1) è teoricamente sbagliato e praticamente impossibile imporre la democrazia a culture diverse dalla cultura occidentale: questo è puro etnocentrismo (primo errore dei mondialisti).

2) è teoricamente sbagliato e praticamente impossibile imporre al genere umano l’eliminazione dello Stato (secondo errore dei mondialisti, molto più grave del primo, in quanto lo Stato appartiene alla ratio, cioè è universale, quindi esso non può essere eliminato in nessuna comunità umana).

3) l’ideologia mondialista manca anche di coerenza interna, in quanto senza Stato non vi può essere forma di governo: la forma di governo è la forma di governo di uno Stato, quindi eliminando lo Stato si elimina anche la forma di governo.

Ciò significa che eliminando lo Stato, la democrazia scompare. Del resto scompare anche l’autocrazia. Cosa si ottiene quindi eliminando lo Stato? La “guerra di tutti contro tutti” (in latino “bellum omnium contra omnes”, in inglese “war of all against all”), come ci insegnò Thomas Hobbes, guerra in cui ovviamente vincono i più forti: l’élite globalista, la finanza internazionale, le banche, ecc. ecc.

Proprio ciò che sta avvenendo attualmente.»

https://luigicocola.wordpress.com/2018/03/25/i-mondialisti-sono-semplicemente-ignoranti/

I tre suddetti punti riguardano gli obiettivi del mondialismo secondo la visione di George Soros, vedi qui:

«Shuster: Where is the main focus of the Open Society [Open Society Foundations, nota mia] today?

Soros: We are basically supporting the development of open societies in individual countries and what I call a global open society—international law, international institutions, strengthening the world order. So those are the two aspects.»

Consequences of the War on Terror (September 20, 2006)

http://www.lawac.org/EventDetail/eventid/612

(oppure su Google Scholar, cercando Consequences of the War on Terror)

Vedi anche qui:

«In questo libro sostengo che le democrazie del mondo dovrebbero formare una alleanza con il duplice scopo di: 1) favorire lo sviluppo di società aperte all’interno dei singoli paesi; 2) potenziare il diritto internazionale e le istituzioni necessarie a una società aperta globale.»

George Soros, La società aperta – Per una riforma del capitalismo globale, Ponte alle Grazie, 2001 (trad. it. di Open Society – Reforming Global Capitalism, Public Affairs, 2000), pag. 8

Per capire cosa intende George Soros occorre capire il suo linguaggio: egli usa il termine “open society” (in italiano “società aperta“) nel senso popperiano di democrazia liberale che ho mostrato qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/01/luso-del-termine-open-society-da-parte-di-george-soros-e-una-frode/

Mentre egli usa il termine “global open society” (in italiano “società aperta globale“) in senso antipopperiano, cioè nel senso di eliminazione dello Stato dalla faccia della terra (Popper ritiene necessario lo Stato), vedi qui:

«Siamo riusciti a unirci al livello dello Stato sovrano: abbiamo degli Stati democratici, in cui vige lo stato di diritto e il rispetto verso il prossimo. Ora è necessario affrontare la questione su scala globale.
La soluzione non può essere la stessa: uno Stato mondiale costituirebbe una minaccia alla libertà più grave di quella rappresentata dalla molteplicità di Stati nazionali. La soluzione non può neppure essere progettata astrattamente…»

ibid., pag. 180

Vedi anche qui:

«When I speak of a global society, I do not mean a global state. States are notoriously imperfect even at the national level. We need to find new solutions for a novel situation…»

George Soros, Toward a Global Open Society, The Atlantic, January 1998

https://www.theatlantic.com/magazine/archive/1998/01/toward-a-global-open-society/307878/

Per capire in modo approfondito qual è il nodo della questione, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/01/23/ulteriori-considerazioni-su-george-soros-e-sulloccidente/

Tutto questo è in genere ignorato da coloro che fanno analisi critiche dell’attuale situazione politica mondiale.

Così, alla narrazione immaginaria dei mondialisti e della loro propaganda, si contrappone, o meglio si aggiunge, una narrazione immaginaria degli analisti politici critici: un esempio di quest’ultima è costituito dai vari commenti critici che si possono leggere o ascoltare dappertutto circa l’attacco di Donald Trump alla Siria di due giorni fa.

Nessuno, mi sembra, ha nominato a questo proposito la “Alleanza per la Società Aperta” (Stati Uniti d’America, Regno Unito, Canada, Australia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Belgio, Spagna, Italia, ecc. ecc.) di cui scrive George Soros:

«L’Alleanza per la Società Aperta cercherebbe di suscitare un’adesione spontanea, ma anche con tutta la buona volontà del mondo non sempre potrà farcela; quindi non si può escludere del tutto l’opzione militare. Anche se l’Alleanza non dovesse conquistare il controllo del Consiglio di Sicurezza, in ogni caso potrebbe sempre aggirarlo e attivare la NATO senza l’autorizzazione del Consiglio, com’è avvenuto nella crisi del Kosovo.»

George Soros, La società aperta – Per una riforma del capitalismo globale, Ponte alle Grazie, 2001 (trad. it. di Open Society – Reforming Global Capitalism, Public Affairs, 2000), pag. 430

Eppure è proprio la “Alleanza per la Società Aperta”, o buona parte di essa, che ha demolito le autocrazie (cioè, in senso popperiano, le “società chiuse”) di Saddam e di Gheddafi e che vuole demolire oggi l’autocrazia di Assad.

E che accusa la Russia di Putin di essere un’autocrazia.

Viviamo in un’epoca molto strana.

Invece nella guerra fredda tutto era chiaro: c’era il comunismo da un lato e gli anticomunisti dall’altro.

Perché, per esempio, i russi, che sono antimondialisti, non esprimono (forse la pensano, ma non la esprimono) una corretta analisi della situazione politica mondiale?

Probabilmente perché, come ho mostrato nei miei scritti, dovrebbero indicare nel Cristianesimo l’origine del mondialismo e questo non possono farlo, avendo posto nel Cristianesimo ortodosso uno dei cardini della loro politica attuale.

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Strike chirurgico di Donald Trump alla Siria

14 aprile 2018

Senza neanche informare preventivamente il Congresso (che è controllato dai mondialisti*, dato che a luglio scorso gli ha impedito quasi all’unanimità di abolire le sanzioni alla Russia), Donald Trump ha comandato ieri notte uno strike chirurgico alla Siria, a cui hanno partecipato anche inglesi e francesi.

Trump quindi tiene gelosamente per sé il potere di fare guerra a proprio piacimento, senza che il Congresso ne sappia nulla, se non a cose fatte.

Del resto lo può fare legalmente, per via dell’Articolo Due della United States Constitution, come ha precisato il Gen. James “Mad Dog” Mattis.

Non è un potere da poco, in questa lotta furibonda tra Donald Trump e i mondialisti.

Anche questa volta (come un anno fa) la Siria ha subito danni limitati.

Non c’è stato nessun morto.

I russi sono stati avvertiti preventivamente e non hanno usato i loro formidabili S-400 in risposta allo strike.

Lo show continua.

—————-

* I mondialisti non controllano solo il Congresso, ma quasi tutto, compresa l’FBI, il cui ex direttore James Comey ha scritto un libro, A Higher Loyalty, nel quale insulta Donald Trump, cioè il Presidente degli Stati Uniti d’America in carica: cos’altro è questa se non guerra civile?

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I funanbolismi di Donald Trump

13 aprile 2018

A proposito del false flag attuale riguardante la Siria (ormai quello del gas nervino è il tormentone preferito dai globalisti), mi pare che molti non hanno ancora ben chiaro il quadro della situazione, che è il seguente:

Donald Trump è un nazionalista, in altre parole è un nemico giurato del mondialismo (“Americanism, not globalism, will be our credo”).

Egli non farà mai quello che fecero George W. Bush con l’Iraq e Obama con la Libia.

Certo, è in una situazione politica interna precaria, perché la United States Constitution è ormai carta straccia e la democrazia degli Stati Uniti d’America è rotta: l’élite globalista USA non ha accettato infatti la sua elezione democratica, libera e legale a 45° Presidente USA.

Donald Trump si deve quindi adattare a funambolismi anche estremi, verso i quali è, del resto, molto portato: egli è stato uno showman di grande successo (14 stagioni di The Apprentice) e inoltre egli è un notissimo appassionato di wrestling.

Cos’è il wrestling?

Pensateci sopra.

P.S.: ho pubblicato questo post la mattina del 13 aprile, cioè prima dell’attacco di Trump alla Siria, attacco che ha confermato pienamente quanto da me scritto.

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Obama paragonato a Wile E. Coyote!

18 dicembre 2015

E doveva arrivare anche questo per Obama: il paragone con Wile E. Coyote!

Naturalmente Putin è Road Runner.

Meglio conosciuti in Italia come Vilcoyote e Beep Beep, rispettivamente.

Ecco il testo originale, da un articolo di Pascal-Emmanuel Gobry Putin just played Obama. Again. (17 dicembre 2015) su The Week:

«…What’s so frustrating about the whole thing is how effortless Putin makes it look, and how the U.S. walks right into the obvious trap every time. It’s like watching the Roadrunner and Wile E. Coyote.

The U.S.’s hands are now tied in both Syria and Ukraine, and the Obama administration did everything to make it happen.»

http://theweek.com/articles/594621/putin-just-played-obama-again

Colpisce molto il finale: «…and the Obama administration did everything to make it happen.»

Che mi sembra essere un giudizio assolutamente corretto.

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Il mondialismo e il cervello in pappa

14 ottobre 2015

Vladimir Putin afferma che gli USA hanno il “cervello in pappa”:

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2015/10/13/siria-putin-credo-che-usa-abbiano-cervello-in-pappa_4b75fe5e-61e1-4024-965b-e4d4a1f1a51a.html

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/10/13/siria-putin-usa-hanno-il-cervello-in-pappa-non-condividono-notizie-su-isis/2124407/

Ebbene, il punto nodale della questione è proprio questo: il mondialismo (l’ideologia che guida attualmente l’Occidente) è contro la Ragione.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/03/il-mondialismo-e-contro-la-ragione/

https://luigicocola.wordpress.com/2015/06/28/il-cretinismo-mondialista-mostra-i-suoi-frutti-avvelenati/

https://luigicocola.wordpress.com/2015/09/16/perche-loccidente-non-fa-piu-una-politica-razionale/

È proprio per questo motivo che uso spesso nei miei post il termine “cretinismo mondialista”.

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Analisi miserevoli II

9 ottobre 2015

Leggo sull’ineffabile Limes – Rivista italiana di geopolitica (8 ottobre 2015) una frase che mi lascia letteralmente di stucco:

“Obama è un realista…”

http://www.limesonline.com/la-partita-mondiale-della-russia-nella-guerra-di-siria/87130

Cos’è, follia, propaganda, cosa???

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Scacco matto siriano

22 settembre 2015

Leggo su Panorama l’articolo del 22 settembre di Luciano Tirinnanzi intitolato I motivi del patto tra Netanyahu e Putin sulla Siria Russia e Israele stringono un accordo sul futuro di Damasco. Ma se per Mosca la Siria è strategica, per Tel Aviv prevale il motto “di necessità, virtù”:

«Forte di queste convinzioni, Mosca ha agito di conseguenza, intervenendo con maggior cautela degli americani – ovvero senza armare la qualunque e senza bombardare a caso – e tentando di far ragionare il presidente americano e il suo entourage [il corsivo è mio], che si ostinano a ritenere che chi vuole abbattere un “cattivo” è di per sé un “buono”. Il fenomeno dello Stato Islamico ha dimostrato che così non è.»

http://www.panorama.it/news/esteri/i-motivi-del-patto-tra-netanyahu-e-putin-sulla-siria/

Come si può facilmente capire, l’articolo sottintende che Obama e il suo entourage non ragionano, altrimenti non ci sarebbe nessun bisogno di tentare di farli ragionare.

Esso inoltre conferma ciò che avevo scritto su due argomenti, l’irrazionalità della attuale politica dell’Occidente e la situazione dello Stato d’Israele, nel mio post del 16 settembre:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/09/16/perche-loccidente-non-fa-piu-una-politica-razionale/

In conclusione, il cretinismo mondialista di Obama è stato sbaragliato dal realismo di Putin, con il quale gli stessi israeliani si sono accordati, riconoscendo implicitamente che ciò che ha proposto il leader della Russia è l’unica cosa da fare.

E sarà impossibile per l’Unione Europea continuare con la farsa dell’Ucraina e delle sanzioni contro colui che si appresta a diventare il salvatore dell’Europa: il grande Vladimir Putin, che adesso ha anche l’appoggio degli israeliani.

Scacco matto in una mossa, la mossa siriana.

Lo si potrebbe definire “scacco matto siriano”.

Infine, tutto ciò conferma inequivocabilmente quanto ho già scritto più volte sullo Stato d’Israele e cioè che esso è del tutto estraneo al mondialismo, mentre la vecchia estrema destra italiana ritiene che ne sia addirittura il mandante: se così fosse, mai e poi mai sarebbe stato possibile questo patto tra Putin e Netanyahu (il quale, del resto, non ha mai adottato le sanzioni degli USA e della UE contro Putin).

Ma non c’era bisogno in realtà di conferme, perché basta fare qualche semplice ragionamento, alla portata di tutti, per capire che lo Stato d’Israele non può aver niente a che fare con il mondialismo, semplicemente perché non è logico, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/04/13/la-nuova-destra-deve-liberarsi-di-quella-vecchia/

Infatti il sionismo è un nazionalismo ed essendo tale non solo è estraneo al mondialismo, è addirittura contro di esso.

Pensare che lo Stato d’Israele sia dalla parte del mondialismo, come molti in effetti pensano (non solo in Italia, ma nel mondo intero), è semplicemente stupido.

E oltre a questo, occorre ricordare una semplice verità storica: se Hitler e Mussolini non fossero stati antisemiti, avrebbero vinto la guerra molto facilmente, il primo con Einstein, il secondo con Fermi. Tutti e due con le atomiche.

La verità è che la vecchia destra europea sbagliò completamente l’interpretazione del mondo e della storia, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/07/31/cose-che-ci-ha-salvato-dal-trionfo-del-mondialismo/

E non c’è altro da aggiungere.

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Perché l’Occidente non fa più una politica razionale

16 settembre 2015

Lo scenario siriano attuale ha reso palese in modo definitivo a tutto il mondo che l’Occidente non fa più una politica razionale, cioè una politica guidata dalla Ragione.

Cosa che prima invece faceva, e faceva molto bene, perché fu proprio grazie a una razionalità politica di livello virtuosistico che il grande Ronald Reagan sconfisse l’URSS nella guerra fredda (e senza sparare un colpo).

Oggi l’Occidente se la prende con Putin, che con la sua mossa pro Assad sta tentando di sconfiggere concretamente l’ISIS (mentre Obama non vuole fare assolutamente niente) e tale sconfitta innanzitutto salverà l’Europa da una colossale invasione di migranti islamici e poi la salverà dalle mire esplicitamente e dichiaratamente bellicose dell’ISIS.

In altre parole Putin sta tentando di salvare l’Europa cristiana dall’Islam (il che non è affatto strano, dato che anche lui è cristiano), mentre Obama, Hollande e Cameron stanno tentando in tutti i modi di fermarlo (il che è molto strano, perché sono anch’essi cristiani).

Obama, per esempio, ha chiesto (ossia ha ordinato) ai paesi (ossia ai suoi vassalli) che si trovano sulla rotta di volo Russia-Siria di chiudere il loro spazio aereo, per impedire gli aiuti militari di Putin ad Assad.

Vedi qui:

«The Times also defends the bizarre effort by the U.S. State Department last week to organize an aerial blockade to prevent Russia from resupplying the Syrian army. The Times states:

“The United States has asked countries on the flight path between Russia and Syria to close their airspace to Russian flights, unless Moscow can prove they aren’t being used to militarily resupply the Assad regime. Bulgaria has done so, but Greece, another NATO ally, and Iraq, which is depending on America to save it from the Islamic State, so far have not. World leaders should use the United Nations General Assembly meeting this month to make clear the dangers a Russian buildup would pose for efforts to end the fighting.”»

https://consortiumnews.com/2015/09/13/whos-to-blame-for-syria-mess-putin/

Lo stesso Papa Bergoglio (che è ovviamente cristiano) con la sua politica in favore dei migranti islamici sta agendo oggettivamente contro l’Europa cristiana.

E gli islamici non sono come i barbari del Medio Evo, non si convertiranno, anzi saranno gli europei residui a convertirsi.

Come non ricordare che San Francesco d’Assisi andò nei paesi islamici per fare opera di proselitismo, ma dovette ritornare senza aver concluso nulla di nulla?

Per quanto riguarda poi l’irrilevante governo italiano, basterà citare il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni: “Se la Russia volesse difendere militarmente Assad sarebbe uno sviluppo negativo. Sarebbe una ulteriore complicazione di una situazione già complicata.”

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Mosca-invia-armi-ad-Assad-Gentiloni-spedizioni-militari-sono-errori-del-passato-c6ac5897-6f82-4485-adc5-5af17d74e126.html

In conclusione l’Occidente non fa più una politica razionale.

E non da oggi.

Ci siamo dimenticati che negli stessi USA il precedente presidente, George W. Bush, l’uomo che distrusse la funzionale e legittima autocrazia laica di Saddam, era chiamato “idiot-in-chief”?

Vedi qui:

http://www.nbcnews.com/id/22134108/ns/msnbc-countdown_with_keith_olbermann/t/bush-pathological-liar-or-idiot-in-chief/

Quindi attribuire ad Obama o al partito democratico americano la colpa di tutto è assolutamente errato.

E non è neanche possibile pensare che il problema sia causato da incapacità personali di questo o di quello.

La mia spiegazione è questa: l’Occidente è in preda al millenarismo cristiano, è in preda a un’ideologia antistato che è di natura religiosa e non di natura razionale.

Ecco perché si comporta irrazionalmente.

C’è in atto un tentativo da parte dell’Occidente di ubbidire alla prescrizione di eliminare lo Stato (romano) contenuta nell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento.

Lo Stato, come ho mostrato più volte, è l’istituzione politica che serve a gestire il potere della forza fisica, è una necessità razionale, è un universale culturale, e quindi tentare di eliminarlo vuol dire essere contro la Ragione.

Se l’intento dell’Occidente è quello di eliminare lo Stato, è ovvio che cerchi innanzitutto di eliminare le autocrazie, le quali sono sicuramente più determinate e più veloci delle democrazie nel difenderlo.

Tanto è vero che durante le emergenze gli antichi romani abbandonavano la forma di governo democratica per assumere temporaneamente quella autocratica.

Ecco spiegato il perché dell’ossessivo mantra di Obama: “Assad must go!”.

Che è poi quello di Hollande, di Cameron e perfino del mite Gentiloni.

P.S.: per quanto riguarda lo Stato d’Israele, che ovviamente vede in Assad un suo nemico naturale, mi pare che stia giocando col fuoco: se l’ISIS vincesse, neanche una potenza nucleare (com’è lo Stato d’Israele) potrebbe considerarsi al sicuro, perché il principio della deterrenza nucleare è basato sulla razionalità degli attori, qualità che l’ISIS certamente non ha.

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