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Il mondialismo, la scienza e l’Islam

22 aprile 2017

Leggo sul Corriere della Sera del 20 aprile 2017 un articolo intitolato «La terra? È piatta e il sole le gira attorno». Polemiche in Tunisia:

“…una studentessa tunisina ha lavorato per 5 lunghi anni a una tesi di dottorato destinata finalmente a «rovesciare le leggi di Newton, Keplero e Einstein, vista la debolezza dei loro fondamenti e a proporre una nuova visione della cinematica degli oggetti conforme ai versetti del Corano». Ovvero? Semplice: che la terra è piatta e non si muove di un millimetro: è il sole a girarle attorno…

…Il fatto è che il suo lavoro godeva, com’è naturale, dell’appoggio del suo relatore, il professor Jamel Touir, già membro dell’Assemblea costituente in rappresentanza del partito laburista Ettakatol, il quale in un primo momento ha tentato di difendere l’impianto della tesi incriminata sostenendo che «la studentessa era stata incoraggiata da alcuni ricercatori americani che le hanno inviato delle pubblicazioni della Nasa».”

http://www.corriere.it/scuola/universita/17_aprile_20/terra-piatta-gira-intorno-tunisia-238d072c-25b8-11e7-83cc-292021888e47.shtml

Ignobilmente l’articolo in questione cerca di attenuare lo scandalo facendo notare che anche negli Stati Uniti d’America la scienza è avversata.

Ma in realtà gli USA sono all’avanguardia della scienza e della tecnica, come è ovvio, dato che si tratta dell’unico paese del pianeta a essere andato sulla luna.

Insomma, questo è l’Islam.

L’Islam che il mondialismo ritiene essere una religione come le altre e segnatamente come il Cristianesimo.

Dimenticando un fatto storico fondamentale: che la scienza è nata nell’Europa cristiana, è nata dal Cristianesimo, è un prodotto del Cristianesimo.

Come ho scritto in un vecchio post:

“Occorre puntualizzare che il Cristianesimo presenta sia lati negativi, che possono essere altamente distruttivi (ad esempio il Medio Evo), sia lati positivi, che hanno trasformato il mondo, costituendo la via del cambiamento, ossia la via di ciò che Jacques Monod indica come “una seconda evoluzione, quella culturale” (Jacques Monod, Il caso e la necessità, 1974, Mondadori, pag. 133).

Infatti è nell’ambiente cristiano che nacque e si sviluppò la scienza, laddove perfino il cosiddetto miracolo greco non era riuscito a darle i natali

…La scienza non è niente altro che un prodotto, anche se indiretto, del Cristianesimo e quindi l’Occidente non può rinunciare a questa religione, in quanto tagliare le radici da cui è nato l’albero della scienza sarebbe un’assoluta follia.

Quando noi osserviamo un qualsiasi oggetto fabbricato per mezzo della scienza, ad esempio un treno, un’automobile, un aereo, un computer, ecc. ecc., noi vediamo l’Occidente, o meglio, la potenza del potere creativo dell’Occidente.

Come ho spiegato in dettaglio nel suddetto saggio, questo potere creativo è un effetto, anche se indiretto, dei valori del Cristianesimo.”

https://luigicocola.wordpress.com/2012/07/28/cose-loccidente-2/

E anche:

“L’Occidente, innanzitutto, cos’è? È l’insieme delle culture nate dal crollo dell’Impero romano d’Occidente, crollo che fu provocato dal Cristianesimo (da cui il Medio Evo).

I pilastri dell’Occidente sono storicamente stati: la cultura italiana, quella inglese, quella francese e quella tedesca.

Se si va a leggere un manuale elementare di fisica, molto probabilmente ci si imbatterà in una breve biografia dei più importanti fisici della storia: sarà così possibile notare che quasi tutti appartengono a una delle quattro culture che ho citato.”

https://luigicocola.wordpress.com/2014/09/30/siamo-sullorlo-dellapocalisse/

E anche:

“Nell’ambiente creato in Italia dal Rinascimento, Leonardo e Galileo inventarono il metodo scientifico, ma la rivoluzione scientifica italiana abortì sia a causa delle invasioni straniere, che culminarono nel sacco di Roma del 1527 e che misero fine al Rinascimento, sia a causa del Papato, che condannò Galileo agli arresti domiciliari a vita.

A proposito del metodo scientifico e di Leonardo vedi 2, pagg. 32-33.

Quasi per miracolo, la scienza trovò in Inghilterra l’ambiente favorevole per svilupparsi, grazie al coraggio di Enrico VIII e al genio di Isaac Newton, che nacque proprio l’anno della morte di Galileo (1642).”

https://luigicocola.wordpress.com/2017/03/13/la-nemesi-delloccidente-possiamo-fermarla-con-la-ragione/

Il ritenere che le religioni siano tutte uguali è la dimostrazione lampante che le élites mondialiste sono élites ignoranti, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/09/07/le-elites-delloccidente-sono-elites-ignoranti/

E anche che il mondialismo è contro la Ragione, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/03/il-mondialismo-e-contro-la-ragione/

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“Molto peggio del Watergate” dice ex colonnello della CIA

26 marzo 2017

Tony Shaffer, un ex colonnello della CIA, afferma che le intercettazioni nei riguardi di Donald Trump da parte di Obama sono “molto peggio del Watergate di un ordine di grandezza”:

Shaffer: Trump Wiretap Case ‘Worse Than Watergate’

«…Noting it has been exactly two weeks since Trump tweeted that President Obama wiretapped his namesake tower, Shaffer said the “basic fundamental idea and claim is true.”…

…The “political appointees” in the intelligence community knew exactly what they were surveilling for, Shaffer said, adding that the case is “much worse than Watergate by an order of magnitude.”…»

http://insider.foxnews.com/2017/03/25/tony-shaffer-donald-trump-wiretapping-case-worse-watergate-not-russian

Vedi anche qui:

Colonel Shaffer: “I Believe This is Much Worse Than Watergate”

http://www.zerohedge.com/news/2017-03-25/colonel-shaffer-i-believe-much-worse-watergate

Perché James Comey non si dimette?

23 marzo 2017

Ecco alcuni articoli di giornali italiani su questo argomento (quello della Repubblica l’ho citato nel precedente post):

Yes We Scan, il team di Trump intercettato da Obama

“«Incidental collections», «intercettazioni accidentali»: le comunicazioni del presidente degli Stati uniti, Donald Trump, potrebbero essere state raccolte in modo «accidentale» dall’intelligence statunitense durante la transizione, ovvero il periodo tra la vittoria alle elezioni e l’insediamento alla Casa bianca. Ssecondo il capo della Intelligenge House Committee degli Usa, il repubblicano della California Devin Nunes, il team di transizione di Donald Trump sarebbe stato monitorato da Obama nel periodo che va dallo scorso novembre, fino al febbraio 2017. Le «intercettazioni» sarebbero legali e sperse tra i vari report dell’intelligence e sarebbero frutto di un caso. Di certo però a essere monitorati sarebbero state le prime telefonate ai leader stranieri di Donald Trump da inquilino della Casa bianca, per quanto ancora non insediatosi.

Significherebbe, se la notizia fosse vera e verificata, che Donald Trump e la sua squadra sarebbero stati intercettati, per quanto in modo legale, secondo Nunes, ben dopo l’elezione di alla presidenza americana…

…Nunes ha quindi sottolineato che si tratterebbe di attività legali. Alla domanda sulla possibilità che Trump sia stato «spiato», Nunes ha risposto che bisognerebe prima capirsi su cosa si intenda per «spiare» [il neretto è mio].”

https://ilmanifesto.it/yes-we-scan-il-team-di-trump-intercettato-da-obama/

Barack Obama potrebbe realmente aver intercettato Trump
Dopo alcune settimane passate dalle accuse da parte dell’attuale Presidente degli Stati Uniti d’America, arrivano le prime fonti che confermerebbero quanto dichiarato da Trump sulle intercettazioni messe in atto dall’amministrazione Obama

“…Trump aveva scagliato questa pesante accusa ad inizio marzo, quando via Twitter ebbe a dire: “Ho appena scoperto che Obama aveva ‘intercettato’ la Trump Tower poco prima della vittoria”. E ancora: “Non hanno trovato nulla. Questo è puro maccartismo”. Le pesanti accuse del presidente attuale verso Barack Obama non erano passate sottotraccia, ma anzi avevano suscitato un coro di voci scandalizzate provenienti dalla maggior parte dei media tradizionalmente a trazione democratica. Barack Obama, insomma, era e resta intoccabile per molti. Il direttore del Federal Bureau of Investigation (Fbi), James Comey, poi, aveva completamente smentito dinanzi al Senato l’ipotesi decantata da Trump [il neretto è mio]. Ieri, però, il colpo di scena. Nunes, nello specifico, avrebbe dichiarato rispetto le telefonate di Trump che: “possono essere state ascoltate dagli investigatori attraverso una intercettazione accidentale”…”

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/barack-obama-potrebbe-realmente-aver-intercettato-trump-1378238.html

CLAMOROSO / EMERGONO LE PROVE: OBAMA HA DAVVERO DATO ORDINE DI SPIARE LO STAFF DI TRUMP IN CAMPAGNA ELETTORALE

“WASHINGTON – Le agenzie di intelligence statunitensi hanno davvero intercettato figure della campagna elettorale di Donald Trump e del suo team di transizione presidenziale. Lo ha dichiarato ieri, nel corso di una conferenza stampa a dir poco esplosiva, il direttore della commissione Intelligence della Camera dei rappresentanti, il repubblicano Devin Nunes.

Il presidente Usa, Donald Trump, aveva scatenato un putiferio all’inizio di marzo, denunciando via Twitter l’intercettazione sua e della sua campagna elettorale per ordine del suo predecessore, Barack Obama: “Ho appena scoperto che Obama aveva ‘intercettato’ la Trump Tower poco prima della vittoria”, aveva scritto il presidente. “Non hanno trovato nulla. Questo e’ puro maccartismo”. Le accuse di Trump, non circostanziate, avevano suscitato incredulita’ all’inizio, e scandalo poi, sino a questa settimana, quando il direttore del Federal Bureau of Investigation (Fbi), James Comey, ha categoricamente smentito di fronte al Senato che l’amministrazione Obama abbia mai ordinato la sorveglianza di Trump e dei suoi collaboratori, neanche indirettamente, tramite un mandato Fisa (Foreign Intelligence Surveillance Act)

…Lo scenario e’ completamente mutato ieri: dopo una visita lampo alla Casa Bianca, Nunes ha annunciato “sviluppi significativi”: “Informazioni sottoposte alla mia attenzione attestano che in numerose occasioni l’intelligence ha incidentalmente raccolto informazioni in merito a cittadini statunitensi coinvolte nella transizione del presidente Trump”. Col termine “incidentale”, Nunes pare confermare che l’amministrazione Obama avesse effettivamente richiesto e ottenuto l’intercettazione di diplomatici stranieri – primo tra tutti, l’ambasciatore russo negli Usa – per verificare eventuali contatti tra la campagna di Trump e il Cremlino.

Non e’ tutto: secondo Nunes, l’agenzia che ha effettuato le intercettazioni – quasi certamente l’Fbi – ha raccolto “dettagli relativi a cittadini statunitensi legati all’amministrazione presidenziale prossima all’insediamento”. Queste informazioni, “di poca o nulla rilevanza apparente per l’intelligence”, sono state nondimeno “ampiamente disseminate tra le varie agenzie della comunita’ d’intelligence statunitense”: una distribuzione di informazioni riservate che l’amministrazione Obama ha autorizzato con un decreto a pochi giorni dal cambio di consegne alla Casa Bianca. Contrariamente a quanto accade per gli atti relativi a indagini riservate, i nomi presenti in questi documenti “non sono stati cancellati”, e sono divenuti oggetto, nel corso degli ultimi mesi, delle fughe di notizie riprese quotidianamente dai media…

Il deputato ha annunciato che la commissione d’intelligence della Camera indaghera’ in merito a eventuali violazioni procedurali da parte dell’Fbi, e tra le righe ha fornito un’altra informazione importante: i documenti e le informazioni sottoposti alla sua attenzione provengono dalla National Security Agency (Nsa) [il neretto è mio]…”

http://www.ilnord.it/c-5247_CLAMOROSO__EMERGONO_LE_PROVE_

OBAMA_HA_DAVVERO

_DATO_ORDINE_DI_SPIARE_LO_STAFF_DI_TRUMP

_IN_CAMPAGNA_ELETTORALE

Ma negli Stati Uniti d’America mentire sotto giuramento non è un reato grave?

Da parte poi del direttore dell’FBI!

E non è un reato gravissimo mettersi a spiare addirittura il Presidente alla Casa Bianca, ossia fino a febbraio 2017 (Trump si è insediato il 20 gennaio)?

Non dovrebbe James Comey dimettersi?

E sarebbe anche troppo poco.

Dovrebbe essere mandato sotto processo.

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L’attacco al Parlamento inglese è il risultato del globalismo

23 marzo 2017

Mentre negli Stati Uniti d’America il Presidente legittimamente eletto Donald Trump, vale a dire il potere esecutivo, è attaccato sia dal direttore dell’FBI James Comey (che invece dovrebbe essere ai suoi ordini), sia da membri del potere giudiziario che vogliono invadere gli ambiti degli altri due poteri (l’esecutivo e il legislativo), il Parlamento di Londra è attaccato da un terrorista islamico.

L’attacco a Westminster di ieri è il risultato del globalismo, che, come ho scritto più volte, ha tre caratteristiche necessarie: povertà, invasione islamica/terrorismo islamico, guerra.

Sono i tre cavalieri dell’Apocalisse globalista.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/08/17/tre-caratteristiche-necessarie-del-mondialismo/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/12/29/i-tre-cavalieri-dellapocalisse-mondialista/

E perfino la Repubblica riporta che Donald Trump aveva ragione a dire di essere stato intercettato:

Russiagate, Trump intercettato davvero. Accidentalmente
La rivelazione di Devin Nunes, il repubblicano presidente della commissione d’indagine parlamentare: fu tutto legale, le telefonate furono “ascoltate” in modo non deliberato, nell’ambito delle attività di controspionaggio. E Obama non c’entra

«NEW YORK – Contrordine: Donald Trump fu intercettato davvero. Lo dice adesso il capo (repubblicano) della commissione d’indagine parlamentare sul Russiagate. Immediata la reazione del presidente, che dice di sentirsi “in qualche modo vendicato”, dopo settimane in cui era stato accusato di menzogne…

…Il colpo di scena viene oggi da Devin Nunes, deputato repubblicano, presidente della commissione di vigilanza sui servizi segreti, e anche della commissione d’indagine recentemente istituita sul Russiagate. Nunes, rimangiandosi le sue smentite precedenti, oggi ha improvvisamente rivelato che le telefonate personali di Trump “possono essere state ascoltate dagli investigatori attraverso una intercettazione accidentale”.

Gli investigatori sono con ogni probabilità quelli dell’Fbi, che oltre ad essere polizia federale e polizia giudiziaria ha anche compiti di controspionaggio all’interno del territorio nazionale. Nunes ha annunciato di essere giunto a questa scoperta solo ora, nel suo lavoro di esame dei rapporti d’intelligence legato all’attività della commissione d’inchiesta…»

http://www.repubblica.it/esteri/2017/03/22/news/

russiagate_trump_intercettazioni-161166980/

Il che è esattamente quello che avevo scritto nel post di ieri.

Quindi James Comey ha mentito sotto giuramento, quando ha escluso che Donald Trump fosse stato intercettato.

Egli invece avrebbe dovuto dire: «Sì, Donald Trump è stato intercettato proprio da me!».

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Sta arrivando la seconda guerra civile americana?

22 marzo 2017

Leggo su rainews.it (22 marzo 2017):

Duro editoriale del WSJ contro Trump: “Le falsità erodono la fiducia”
Il quotidiano finanziario: Trump sta seriamente danneggiando la sua credibilità, viste “le continue accuse infondate”. Il presidente si sente accerchiato – dice l’editoriale – ma lui stesso “è il suo peggior nemico”

«Duro editoriale del Wall Street Journal contro il presidente degli Stati Uniti mentre, all’indomani di una seduta negativa, la borsa di Wall Street si prepara a iniziare la giornata all’insegna di nuovi ribassi, alimentati dai timori sulla capacità di Trump di portare avanti la propria agenda economica

“Le falsità di Trump stanno erodendo la fiducia, in patria e all’estero”. E’ l’accusa rivolta dal Wall Street Journal nell’editoriale intitolato “La credibilità di un presidente”, in cui si afferma che con le sue affermazioni che non corrispondono al vero Trump rischia di mettere in crisi la stessa credibilità dell’istituzione che rappresenta…

…In particolare, nell’editoriale si fa riferimento alle accuse di spionaggio rivolte a Barack Obama che nei giorni scorsi il direttore dell’Fbi, James Comey, ha definito senza fondamento in un’audizione a porte aperte al Congresso. Nonostante questo, si sottolinea, la Casa Bianca non solo si rifiuta di scusarsi ma non mostra neanche la volontà di prendere atto della mancanza di prove…»

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Duro-editoriale-del-Wall-Street-Journal-contro-il-presidente-degli-stati-uniti-donald-Trump-8f536de5-581a-468b-82f5-013021ef3bd4.html

Su questo argomento ecco un articolo veramente intelligente di Stefano Magni, pubblicato il 22 marzo 2017 sulla Nuova bussola quotidiana:

Usa, la guerra di giudici e Fbi contro Trump segna la crisi della democrazia americana

«Si fa molto presto a dire che Donald Trump sia stato un ingenuo novellino della politica, che si sia infilato da solo in un cul de sac, con un tweet in cui accusa Obama di spionaggio nei suoi confronti. Si fa anche presto a dire che il direttore dell’Fbi, James Comey, abbia platealmente smentito il presidente di fronte al Congresso, asserendo che né l’Fbi né l’intelligence hanno mai spiato la Trump Tower, ma in compenso stanno investigando su eventuali interferenze russe nelle elezioni. Le notizie stesse, così come sono riportate, contengono un’altra interessante chiave di lettura.

Donald Trump si è dimostrato un maestro della comunicazione politica. Ha cavalcato l’indignazione creata dalle sue stesse dichiarazioni per ottenere ancora più consensi da un elettorato stanco del linguaggio politically correct. Più i media e l’establishment repubblicano (e poi i rivali democratici) lo hanno fischiato, più lui ha guadagnato voti. La sua campagna è stata la meno costosa della storia recente statunitense: ha vinto sull’onda della pubblicità negativa. Di più: inducendo gli avversari a uscire allo scoperto, ha anche fatto emergere le loro contraddizioni. Quel che sta avvenendo in questa settimana potrebbe essere l’ennesimo caso.

Se l’Fbi, per bocca del suo direttore, afferma che è in corso un’indagine su eventuali interferenze russe nella campagna elettorale, volte a far vincere Donald Trump, vuol dire che la Trump Tower era spiata eccome. E dunque il tweet di Donald Trump contro lo spionaggio di Obama verrebbe in questo modo confermato. Con quali prove, infatti, l’Fbi dimostrerebbe l’aiuto russo a Trump, se non intercettazioni a danno del suo staff? E chi era in carica quando queste intercettazioni erano in corso? Barack Obama. Con che dati e sulla base di quali informazioni i media hanno smentito il generale Flynn, ora dimissionario, dimostrando l’esistenza delle sue conversazioni telefoniche segrete con l’ambasciatore russo? E chi ha passato quelle intercettazioni ai grandi media? L’intelligence. E chi era in carica, mentre il generale Flynn veniva intercettato? Obama.

Indipendentemente da quel che si pensi del presidente degli Stati Uniti e dall’esito di questo ultimo braccio di ferro con componenti della precedente amministrazione, resta evidente il pericolo creato da questa situazione. Ci sono, appunto, organi dell’apparato federale (Fbi, Nsa, magistratura) che stanno platealmente sfidando il presidente. L’intelligence cerca di smentirlo, mentre la magistratura ordinaria boccia per due volte di fila il decreto sul blocco temporaneo dei visti da sei paesi a rischio, con motivazioni più politiche che legali. La sentenza del giudice Watson viene ora indicata come un luminoso esempio di equilibrio di potere, ma anche secondo un editorialista non certo simpatizzante di Trump, quale David Frum, costituisce un pericoloso precedente di politicizzazione della magistratura statunitense.

Il pericolo interno di tutta questa vicenda è che organi non elettivi (magistratura, intelligence, polizia) si sostituiscano al legislatore e all’esecutivo…»

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-usa-la-guerra-di-giudici-e-fbi-contro-trumpsegna-la-crisi-della-democrazia-parlamentare-19313.htm

Insomma, IL RISULTATO DELLE ELEZIONI PRESIDENZIALI DEGLI STATI UNITI D’AMERICA DEL 2016, elezioni libere e democratiche vinte legittimamente da Donald Trump e anche, sia ben chiaro, dagli elettori americani che hanno votato per lui (ed essi, sia ben chiaro anche questo, hanno vinto secondo le modalità ordinate dalla Costituzione degli Stati Uniti d’America), NON È STATO ACCETTATO DA COLORO CHE HANNO PERSO LE ELEZIONI.

Questo è un tentativo di colpo di Stato.

I globalisti stanno attaccando la Costituzione degli Stati Uniti d’America (che inizia con “We the People of the United States”) e il popolo americano.

Se il ragionamento mostrato da Stefano Magni è giusto, e io sono propenso a pensare che lo sia, ne consegue che il direttore dell’FBI James Comey deve aver mentito sotto giuramento. O forse all’FBI è consentito in ogni caso intercettare? Come si fa a escludere categoricamente che Trump sia stato intercettato se non avendo fatto ricorso a costanti e continue intercettazioni? L’audizione sotto giuramento di James Comey invece di chiudere la questione, apre nuovi e assai inquietanti interrogativi.

Se il direttore dell’FBI attacca pubblicamente il Presidente degli Stati Uniti d’America, vuol dire che è stato deciso di passare il Rubicone?

Sta arrivando la seconda guerra civile americana?

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L’American Nation sostiene Donald Trump

1 febbraio 2017

Perfino La Repubblica l’ha dovuto scrivere:

Stretta anti-immigrati, sondaggio: “La maggioranza degli americani sostiene Trump”
Secondo l’ultima rilevazione Reuters/Ipsos, il 49 per cento dei cittadini statunitensi approva lo stop ai migranti del neopresidente Usa, mentre solo il 41 per cento non è d’accordo. Un consenso trasversale, anche tra i democratici: il 55 per cento di loro vuole limitare l’afflusso di rifugiati

«Se le proteste nelle strade e negli aeroporti proseguono in America contro la clamorosa stretta anti-immigrazione, il consenso popolare per Donald Trump non sembra ridursi. Questo almeno secondo alcuni sondaggi di opinione condotti negli ultimi giorni negli Stati Uniti. L’ultimo Reuters/Ipsos, pubblicato ieri sera ma condotto il 30 e 31 gennaio, mostra come il 49 per cento degli americani “adulti” sostenga “decisamente o complessivamente” le politiche migratorie del neopresidente e le frontiere chiuse per tutti i cittadini di sette paesi a maggioranza musulmana, Iraq, Iran, Siria, Libia, Sudan, Yemen e Somalia. Il 41 per cento invece disapprova quello che in molti hanno chiamato “muslim ban”, “un bando islamico”, mentre il 10 per cento non sa. Il sito populista di “Breitbart” fondato da Steve Bannon, massimo stratega di Trump e per molti “Rasputin” di tutte le sue ultime scelte radicali, esulta: “La gente supporta in modo schiacciante le decisioni del Presidente per limitare l’immigrazione”.»

http://www.repubblica.it/esteri/2017/02/01/news/trump_consenso_

legge_anti_islam_migranti_rifugiati-157340571/

Ecco cosa scrive la Reuters:

«…The Reuters/Ipsos poll found that 49 percent of Americans agreed with the order and 41 percent disagreed…»

http://www.reuters.com/article/us-usa-trump-immigration-poll-exclusive-idUSKBN15F2MG

L’American Nation è una grande nazione.

I globalisti non riusciranno a distruggerla.

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A Clooney non piace Trump? Ma chissenefrega!

12 gennaio 2017

All’élite hollywoodiana non piace Donald Trump: ma è ovvio.

A un nobile francese del Settecento sarebbe mai potuto piacere chi avesse difeso il terzo stato, vale a dire la middle e la working class, vale a dire il popolo?

E così quando George Clooney dice:

«I didn’t vote for him, I don’t support him, I don’t think he’s the right choice.»

https://www.theguardian.com/film/2017/jan/10/george-clooney-voices-support-for-meryl-streep-anti-trump-speech

mi viene spontaneo pensare:

ma chissenefrega!

E Clooney ringrazi il cielo che negli Stati Uniti d’America ci siano elezioni libere e democratiche, altrimenti prima o poi un Robespierre qualsiasi avrebbe fatto giustiziare lui e/o i suoi figli.

Le attuali élites statunitensi sono élites ignoranti, come ho più volte scritto, e hanno perfino dimenticato la United States Declaration of Independence.

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Il fallimento della politica estera di Obama

31 dicembre 2016

L’espulsione di 35 diplomatici russi decisa da Obama a pochi giorni dall’insediamento alla Casa Bianca di Donald Trump è una mossa magistralmente fallimentare: bisogna essere un vero genio del fallimento per escogitare un qualcosa di così autolesionistico e di così meschino.

Ed ecco la risposta di Vladimir Putin:

«Lo ha dichiarato il presidente russo Putin, in una nota pubblicata dall’ufficio stampa del Cremlino:

Non espelleremo nessuno e non vieteremo alle loro famiglie e bambini di recarsi nei luoghi dove preferiscono trascorrere le festività di fine anno. Anzi, invitiamo i figli dei diplomatici americani accreditati in Russia agli spettacoli di capodanno al Cremlino — prosegue la nota.

Il presidente russo ha poi aggiunto che la Russia non creerà problemi ai diplomatici statunitensi:

Ci riserviamo il diritto di adottare delle contromisue, ma non ci abbasseremo al livello di una diplomazia “da cucina” e priva di senso di responsabilità. Faremo i prossimi passi in direzione di un ripristino delle relazioni bilaterali con gli USA a dalla politica che verrà adottata dal presidente Donald Trump — ha detto Putin.»

https://it.sputniknews.com/mondo/201612303865801-putin-obama-contromisure-espulsione-diplomatici/

In un post del 2015 avevo scritto:

«L’amministrazione Obama sembra avere come scopo quello di illustrare al mondo nuovi livelli di fallimento.»

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/19/obama-nuovi-livelli-di-fallimento/

Vedi anche qui:

http://www.difesaonline.it/geopolitica/tempi-venturi/obama-il-perdente-che-non-sa-perdere

e qui:

http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=2143692&codiciTestate=1

Copyright © 2016 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

USA sull’orlo della guerra civile a causa del globalismo

12 luglio 2016

Gli Stati Uniti d’America sono sull’orlo della guerra civile.

Dopo un numero incredibile di neri innocenti ammazzati ingiustamente e a sangue freddo da poliziotti bianchi (e – si badi bene – ciò sta accadendo sotto la presidenza Obama ed è iniziato ben prima della discesa in campo di Donald Trump), la comunità nera statunitense si è ribellata.

Non starò qui a citare Thomas Hobbes, il De Cive e il Leviathan.

Non c’è bisogno di conoscere il saggio di Malmesbury e le sue opere per capire che senza lo Stato la gente si ammazzerebbe per le strade, di continuo e per futili motivi.

La ragione di ciò è che il genere umano è naturalmente aggressivo, perché così è stato modellato dalla selezione naturale darwiniana se si ha una Weltanschauung scientifica, oppure perché discende da Caino se si ha una Weltanschauung religiosa.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/25/smentite-le-idiozie-di-locke-e-di-rousseau-sullo-stato-di-natura/

Ebbene, il globalismo, o mondialismo che dir si voglia, vuole eliminare lo Stato dalla faccia della terra, come continuo a ripetere da tempo.

E gli alfieri, i portabandiera, del globalismo USA sono Obama e Hillary Clinton, mentre Donald Trump ha detto in modo esplicito e cristallino:

«We will no longer surrender this country, or its people, to the false song of globalism.

The nation-state remains the true foundation for happiness and harmony.»

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/01/donald-trump-contro-il-globalismo/

È folle, demenziale e criminale che la propaganda mondialista persista nell’endorsement a Hillary Clinton.

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Obama paragonato a Wile E. Coyote!

18 dicembre 2015

E doveva arrivare anche questo per Obama: il paragone con Wile E. Coyote!

Naturalmente Putin è Road Runner.

Meglio conosciuti in Italia come Vilcoyote e Beep Beep, rispettivamente.

Ecco il testo originale, da un articolo di Pascal-Emmanuel Gobry Putin just played Obama. Again. (17 dicembre 2015) su The Week:

«…What’s so frustrating about the whole thing is how effortless Putin makes it look, and how the U.S. walks right into the obvious trap every time. It’s like watching the Roadrunner and Wile E. Coyote.

The U.S.’s hands are now tied in both Syria and Ukraine, and the Obama administration did everything to make it happen.»

http://theweek.com/articles/594621/putin-just-played-obama-again

Colpisce molto il finale: «…and the Obama administration did everything to make it happen.»

Che mi sembra essere un giudizio assolutamente corretto.

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