Posts Tagged ‘stati uniti d’america’

Il generoso tentativo antiglobalista di Donald Trump è fallito

19 agosto 2017

Steve Bannon è stato estromesso dalla Casa Bianca:

http://www.repubblica.it/esteri/2017/08/18/

news/usa_bannon_trump-173337020/

Come avevo scritto in un altro post di agosto:

«Scherzando con grazia, con quella levità che solo l’arte di uno scrittore può dare, James Howard Kunstler mostra l’unica terapia possibile del delirio culturale mondialista (dopo l’evidente fallimento della terapia politica costituita dall’elezione di Donald Trump a 45° Presidente USA) e cioè la terapia militare: ormai solo i militari possono salvare gli Stati Uniti d’America e quindi l’intero pianeta.»

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/10/lunica-terapia-possibile-del-delirio-culturale-mondialista/

Il generoso tentativo antiglobalista di Donald Trump è fallito quando, alla fine di luglio, il Congresso ha votato quasi all’unanimità per mantenere e anzi inasprire le sanzioni alla Russia, limitando contemporaneamente i poteri del Presidente sull’argomento (quest’ultimo è un fatto di una gravità inaudita, un piccolo colpo di Stato, perché è stato leso il Principio della Separazione dei Poteri).

Ecco cosa riporta la Repubblica del 28 luglio 2017:

«Le nuove sanzioni sono passate a sorpresa al Senato, mentre si stava votando per la riforma sanitaria dei repubblicani impantanata da giorni, con 98 voti a favore e soltanto due contrari. Alla Camera il risultato era stato ancora più schiacciante: 419 a 3 [il neretto è mio].

Numeri altissimi, oltre i due terzi del totale, e quindi capaci anche di ribaltare un eventuale veto di Trump. Il Presidente adesso, in base alla nuova legge, dovrà chiedere il permesso a Camera e Senato qualora avesse intenzione di allentare la stretta delle sanzioni contro Putin (che stanno irritando anche molti paesi europei, i quali vorrebbero annacquarle perché troppo dannose anche per le loro economie) o riconsegnare ai russi le tenute e gli asset che Obama, con una mossa per molti tardiva nel 2016, ha fatto requisire in risposta agli hackeraggi e al tentativo di Mosca di influenzare le elezioni. Con queste nuove norme, i parlamentari del Congresso hanno ogni volta 30 giorni di tempo per contestare, e negare, a Trump ogni sua mossa nei confronti del Cremlino.»

http://www.repubblica.it/esteri/2017/07/28/

news/usa_senato_approva_nuove_sanzioni

_alla_russia_limitati_poteri_alla_casa_bianca

_trump_valuta_il_veto-171798329/

Il Congresso, cioè il Parlamento degli Stati Uniti d’America, è oggi costituito quasi interamente da mondialisti, cioè da coloro che, essendo in preda al delirio culturale mondialista, vogliono eliminare lo Stato dalla faccia della terra e instaurare l’Open Society, cioè un Nuovo Ordine Mondiale in cui gli Stati non esistono.

In altre parole essi vogliono eliminare i confini degli Stati, anche quelli degli Stati Uniti d’America e dello Stato d’Israele.

La Ragione ci dice che il risultato non sarà un nuovo eden, come pensano irrazionalmente i mondialisti, ma bensì l’islamizzazione dell’Occidente.

E tutto questo per niente, perché l’Islam non è affatto contro lo Stato e quindi, come ho già scritto più volte, quando i mussulmani diventeranno maggioranza in Occidente, essi nullificherano lo scopo supremo del mondialismo, l’eliminazione dello Stato: gli Stati ritorneranno, ma saranno ovviamente Stati islamici, come p.e. lo Stato turco.

Gli Stati cristiani dell’Occidente saranno sostituiti da Stati islamici.

E perché questi poveri pazzi deliranti vogliono sanzionare la Russia?

Perché è il primo passo della guerra contro questo paese, guerra che sarà molto probabilmente nucleare, vedi p.e. qui:

«Per quanto riguarda la guerra, col globalismo si potrebbe facilmente arrivare alla guerra nucleare, dato che:

1. la guerra è indispensabile al globalismo per sostituire manu militari i governi non occidentali non ancora asserviti ad esso con governi fantoccio disposti a vendergli il proprio stesso popolo, cioè disposti ad annientare il proprio stesso popolo

2. l’Occidente ha ingentissimi quantitativi di armi nucleari

3. il principio della deterrenza nucleare (MAD, Mutual Assured Destruction) è basato sulla razionalità degli attori e il globalismo, avendo un’origine e una natura religiose, è contro la Ragione.»

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/14/ce-delirio-e-delirio/

Questa è la tragica situazione in cui si trova l’intero genere umano a causa del delirio culturale mondialista e l’ultima possibilità di evitare la guerra nucleare con la Russia sta nelle mani dei militari statunitensi, che si spera abbiano la capacità e il coraggio di differenziarsi dai mondialisti.

Altrimenti: bum!

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

La cosa peggiore che possa accadere all’umanità

14 agosto 2017

Finalmente mi imbatto in una analisi politica in cui si parla esplicitamente di mondialismo (in inglese globalism, in francese mondialisme) e di nazionalismo, i termini che da lungo tempo adopero in questo blog.

È un’intervista a Rostislav Ishchenko, «a well-known Russian political analyst and President of the Center for System Analysis and Forecasting», intitolata Rostislav Ishchenko: Global anti-global civil war e pubblicata su geopolitika.rs (Geopolitika No. 103, March-April 2017).

Infatti:

«Today, it is no longer certain that the EU will exist in five years. It moves rapidly on the path of disintegration. In addition, the EU is breaking up not so much interstate conflicts as the conflict between globalists and nationalists [il neretto è mio].»

http://www.geopolitika.rs/index.php/en/english-home/248-eng/english-content/sample-english-subcategory/929-rostislav-ishchenko-global-anti-global-civil-war

Debbo però dire che trovo illogiche, a dire poco, certe frasi di Rostislav Ishchenko.

Sono ovviamente d’accordo su questo:

«Undoubtedly, the influence of the globalists has been reduced, at least because they lost the position of the President of the United States. However, the globalists have lost the battle, not the war. American elite and American society are divided by about half. The United States was in a similar situation only once – before the civil war between the North and the South. No compromise was found at the time. Now Tramp is trying to agree on a transnational compromise with his opponents.»

Mentre non sono affatto d’accordo che ci possa essere qualcosa di peggiore di una terza guerra mondiale nucleare:

«If Tramp succeeds in stabilizing the situation in the United States, then the globalists will definitely lose their influence in world politics over time. And if that’s not the case, then everything will be decided by the war and it will spill far beyond the borders of the United States. Such a war can not be called entirely civil, nor completely interstate. First of all, it will be a global anti-globalist international civil war. That’s the worst thing that can happen to mankind. Worse than nuclear Third World War [il neretto è mio]. We should wish peace, stability and the achievement of a national compromise to the United States.»

Ma stiamo scherzando?

Queste sono parole folli, che non dovrebbero mai essere dette, per nessun motivo.

Se incominciassimo a pensare che ci possa essere qualcosa di peggio di una «nuclear Third World War», allora saremmo perduti.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

L’imbecillità di Johnny Depp

25 giugno 2017

Johnny Depp, come quasi tutti gli attori di Hollywood, è contro Donald Trump.

In altre parole, egli è un mondialista, ed è chiaro perché: perché fa parte dell’élite.

Infatti:

«Nel 2010, secondo la rivista Forbes, è stato l’attore più pagato del mondo assieme a Sandra Bullock, guadagnando 80 milioni di dollari da giugno 2009 a giugno 2010.»

https://it.wikipedia.org/wiki/Johnny_Depp

Gli attori di Hollywood fanno parte dell’élite globalista e di conseguenza sono contro il popolo americano, quello di cui parla la United States Constitution: «We the People of the United States».

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/16/gli-stati-uniti-sono-una-democrazia-fallita/

Cosa ha fatto l’altro giorno Johnny Depp?

Questo:

Johnny Depp Flirts With Idea of Trump Assassination, Then Apologizes

«LONDON — The actor Johnny Depp is the latest American entertainment figure to suggest — however jokingly, ironically or obliquely — the killing of President Trump.

Speaking on Thursday at the Glastonbury arts festival in southwest England, Mr. Depp asked the audience, “Can you bring Trump here?”

The remark was met with booing and jeering, and he continued: “You misunderstand completely. When was the last time an actor assassinated a president? I want to clarify: I’m not an actor. I lie for a living. However, it’s been awhile, and maybe it’s time.”

The words — which were condemned by the White House on Friday, and which Mr. Depp apologized for — were being interpreted as an allusion to the assassination of President Abraham Lincoln by John Wilkes Booth, an actor, in 1865…»

www.nytimes.com/2017/06/23/arts/johnny-depp-glastonbury-trump.html

In italiano:

Johnny Depp choc, vuole assassinare Trump
Durante un suo intervento al Festival di Glastonbury l’attore si è lanciato in un’invettiva contro The Donald. «È da tempo che un attore non uccide un presidente».

“…«Possiamo portare qui Trump? Credo abbia bisogno di aiuto. Ci sono un sacco di meravigliosi posti bui dove può andare. Quando è stata l’ultima volta che un attore ha assassinato un presidente?», ha detto Depp. Che poi ha aggiunto: «Voglio chiarire una cosa, non sono un attore, io mento per vivere, ma non accade da un po’ e forse è il momento». Riferimento chiaro a John Wilkes Booth, il teatrante che assassinò, il 15 aprile 1865, Abraham Lincoln con un colpo d’arma da fuoco alla nuca.”

http://www.lettera43.it/it/articoli/mondo/2017/06/23/johnny-depp-choc-vuole-assassinare-trump/211670/

Ebbene, le parole che ha pronunciato Johnny Depp, non solo sono chiaramente riprovevoli e da condannare da parte di tutti, sono anche parole di rara imbecillità: infatti egli, pur essendo nemico giurato di Donald Trump come quasi tutti gli attori di Hollywood, non si è minimamente accorto di averlo paragonato al grande, grandissimo, Abraham Lincoln, l’uomo che fece abolire la schiavitù negli Stati Uniti d’America e che, proprio per questo, è universalmente considerato il miglior Presidente americano della storia.

O forse l’élite globalista non giudica positivamente l’abolizione della schiavitù e vuole reintrodurla…

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Angela George [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons

Il mondialismo, la scienza e l’Islam

22 aprile 2017

Leggo sul Corriere della Sera del 20 aprile 2017 un articolo intitolato «La terra? È piatta e il sole le gira attorno». Polemiche in Tunisia:

“…una studentessa tunisina ha lavorato per 5 lunghi anni a una tesi di dottorato destinata finalmente a «rovesciare le leggi di Newton, Keplero e Einstein, vista la debolezza dei loro fondamenti e a proporre una nuova visione della cinematica degli oggetti conforme ai versetti del Corano». Ovvero? Semplice: che la terra è piatta e non si muove di un millimetro: è il sole a girarle attorno…

…Il fatto è che il suo lavoro godeva, com’è naturale, dell’appoggio del suo relatore, il professor Jamel Touir, già membro dell’Assemblea costituente in rappresentanza del partito laburista Ettakatol, il quale in un primo momento ha tentato di difendere l’impianto della tesi incriminata sostenendo che «la studentessa era stata incoraggiata da alcuni ricercatori americani che le hanno inviato delle pubblicazioni della Nasa».”

http://www.corriere.it/scuola/universita/17_aprile_20/terra-piatta-gira-intorno-tunisia-238d072c-25b8-11e7-83cc-292021888e47.shtml

Ignobilmente l’articolo in questione cerca di attenuare lo scandalo facendo notare che anche negli Stati Uniti d’America la scienza è avversata.

Ma in realtà gli USA sono all’avanguardia della scienza e della tecnica, come è ovvio, dato che si tratta dell’unico paese del pianeta a essere andato sulla luna.

Insomma, questo è l’Islam.

L’Islam che il mondialismo ritiene essere una religione come le altre e segnatamente come il Cristianesimo.

Dimenticando un fatto storico fondamentale: che la scienza è nata nell’Europa cristiana, è nata dal Cristianesimo, è un prodotto del Cristianesimo.

Come ho scritto in un vecchio post:

“Occorre puntualizzare che il Cristianesimo presenta sia lati negativi, che possono essere altamente distruttivi (ad esempio il Medio Evo), sia lati positivi, che hanno trasformato il mondo, costituendo la via del cambiamento, ossia la via di ciò che Jacques Monod indica come “una seconda evoluzione, quella culturale” (Jacques Monod, Il caso e la necessità, 1974, Mondadori, pag. 133).

Infatti è nell’ambiente cristiano che nacque e si sviluppò la scienza, laddove perfino il cosiddetto miracolo greco non era riuscito a darle i natali

…La scienza non è niente altro che un prodotto, anche se indiretto, del Cristianesimo e quindi l’Occidente non può rinunciare a questa religione, in quanto tagliare le radici da cui è nato l’albero della scienza sarebbe un’assoluta follia.

Quando noi osserviamo un qualsiasi oggetto fabbricato per mezzo della scienza, ad esempio un treno, un’automobile, un aereo, un computer, ecc. ecc., noi vediamo l’Occidente, o meglio, la potenza del potere creativo dell’Occidente.

Come ho spiegato in dettaglio nel suddetto saggio, questo potere creativo è un effetto, anche se indiretto, dei valori del Cristianesimo.”

https://luigicocola.wordpress.com/2012/07/28/cose-loccidente-2/

E anche:

“L’Occidente, innanzitutto, cos’è? È l’insieme delle culture nate dal crollo dell’Impero romano d’Occidente, crollo che fu provocato dal Cristianesimo (da cui il Medio Evo).

I pilastri dell’Occidente sono storicamente stati: la cultura italiana, quella inglese, quella francese e quella tedesca.

Se si va a leggere un manuale elementare di fisica, molto probabilmente ci si imbatterà in una breve biografia dei più importanti fisici della storia: sarà così possibile notare che quasi tutti appartengono a una delle quattro culture che ho citato.”

https://luigicocola.wordpress.com/2014/09/30/siamo-sullorlo-dellapocalisse/

E anche:

“Nell’ambiente creato in Italia dal Rinascimento, Leonardo e Galileo inventarono il metodo scientifico, ma la rivoluzione scientifica italiana abortì sia a causa delle invasioni straniere, che culminarono nel sacco di Roma del 1527 e che misero fine al Rinascimento, sia a causa del Papato, che condannò Galileo agli arresti domiciliari a vita.

A proposito del metodo scientifico e di Leonardo vedi 2, pagg. 32-33.

Quasi per miracolo, la scienza trovò in Inghilterra l’ambiente favorevole per svilupparsi, grazie al coraggio di Enrico VIII e al genio di Isaac Newton, che nacque proprio l’anno della morte di Galileo (1642).”

https://luigicocola.wordpress.com/2017/03/13/la-nemesi-delloccidente-possiamo-fermarla-con-la-ragione/

Il ritenere che le religioni siano tutte uguali è la dimostrazione lampante che le élites mondialiste sono élites ignoranti, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/09/07/le-elites-delloccidente-sono-elites-ignoranti/

E anche che il mondialismo è contro la Ragione, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/03/il-mondialismo-e-contro-la-ragione/

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

“Molto peggio del Watergate” dice ex colonnello della CIA

26 marzo 2017

Tony Shaffer, un ex colonnello della CIA, afferma che le intercettazioni nei riguardi di Donald Trump da parte di Obama sono “molto peggio del Watergate di un ordine di grandezza”:

Shaffer: Trump Wiretap Case ‘Worse Than Watergate’

«…Noting it has been exactly two weeks since Trump tweeted that President Obama wiretapped his namesake tower, Shaffer said the “basic fundamental idea and claim is true.”…

…The “political appointees” in the intelligence community knew exactly what they were surveilling for, Shaffer said, adding that the case is “much worse than Watergate by an order of magnitude.”…»

http://insider.foxnews.com/2017/03/25/tony-shaffer-donald-trump-wiretapping-case-worse-watergate-not-russian

Vedi anche qui:

Colonel Shaffer: “I Believe This is Much Worse Than Watergate”

http://www.zerohedge.com/news/2017-03-25/colonel-shaffer-i-believe-much-worse-watergate

Perché James Comey non si dimette?

23 marzo 2017

Ecco alcuni articoli di giornali italiani su questo argomento (quello della Repubblica l’ho citato nel precedente post):

Yes We Scan, il team di Trump intercettato da Obama

“«Incidental collections», «intercettazioni accidentali»: le comunicazioni del presidente degli Stati uniti, Donald Trump, potrebbero essere state raccolte in modo «accidentale» dall’intelligence statunitense durante la transizione, ovvero il periodo tra la vittoria alle elezioni e l’insediamento alla Casa bianca. Ssecondo il capo della Intelligenge House Committee degli Usa, il repubblicano della California Devin Nunes, il team di transizione di Donald Trump sarebbe stato monitorato da Obama nel periodo che va dallo scorso novembre, fino al febbraio 2017. Le «intercettazioni» sarebbero legali e sperse tra i vari report dell’intelligence e sarebbero frutto di un caso. Di certo però a essere monitorati sarebbero state le prime telefonate ai leader stranieri di Donald Trump da inquilino della Casa bianca, per quanto ancora non insediatosi.

Significherebbe, se la notizia fosse vera e verificata, che Donald Trump e la sua squadra sarebbero stati intercettati, per quanto in modo legale, secondo Nunes, ben dopo l’elezione di alla presidenza americana…

…Nunes ha quindi sottolineato che si tratterebbe di attività legali. Alla domanda sulla possibilità che Trump sia stato «spiato», Nunes ha risposto che bisognerebe prima capirsi su cosa si intenda per «spiare» [il neretto è mio].”

https://ilmanifesto.it/yes-we-scan-il-team-di-trump-intercettato-da-obama/

Barack Obama potrebbe realmente aver intercettato Trump
Dopo alcune settimane passate dalle accuse da parte dell’attuale Presidente degli Stati Uniti d’America, arrivano le prime fonti che confermerebbero quanto dichiarato da Trump sulle intercettazioni messe in atto dall’amministrazione Obama

“…Trump aveva scagliato questa pesante accusa ad inizio marzo, quando via Twitter ebbe a dire: “Ho appena scoperto che Obama aveva ‘intercettato’ la Trump Tower poco prima della vittoria”. E ancora: “Non hanno trovato nulla. Questo è puro maccartismo”. Le pesanti accuse del presidente attuale verso Barack Obama non erano passate sottotraccia, ma anzi avevano suscitato un coro di voci scandalizzate provenienti dalla maggior parte dei media tradizionalmente a trazione democratica. Barack Obama, insomma, era e resta intoccabile per molti. Il direttore del Federal Bureau of Investigation (Fbi), James Comey, poi, aveva completamente smentito dinanzi al Senato l’ipotesi decantata da Trump [il neretto è mio]. Ieri, però, il colpo di scena. Nunes, nello specifico, avrebbe dichiarato rispetto le telefonate di Trump che: “possono essere state ascoltate dagli investigatori attraverso una intercettazione accidentale”…”

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/barack-obama-potrebbe-realmente-aver-intercettato-trump-1378238.html

CLAMOROSO / EMERGONO LE PROVE: OBAMA HA DAVVERO DATO ORDINE DI SPIARE LO STAFF DI TRUMP IN CAMPAGNA ELETTORALE

“WASHINGTON – Le agenzie di intelligence statunitensi hanno davvero intercettato figure della campagna elettorale di Donald Trump e del suo team di transizione presidenziale. Lo ha dichiarato ieri, nel corso di una conferenza stampa a dir poco esplosiva, il direttore della commissione Intelligence della Camera dei rappresentanti, il repubblicano Devin Nunes.

Il presidente Usa, Donald Trump, aveva scatenato un putiferio all’inizio di marzo, denunciando via Twitter l’intercettazione sua e della sua campagna elettorale per ordine del suo predecessore, Barack Obama: “Ho appena scoperto che Obama aveva ‘intercettato’ la Trump Tower poco prima della vittoria”, aveva scritto il presidente. “Non hanno trovato nulla. Questo e’ puro maccartismo”. Le accuse di Trump, non circostanziate, avevano suscitato incredulita’ all’inizio, e scandalo poi, sino a questa settimana, quando il direttore del Federal Bureau of Investigation (Fbi), James Comey, ha categoricamente smentito di fronte al Senato che l’amministrazione Obama abbia mai ordinato la sorveglianza di Trump e dei suoi collaboratori, neanche indirettamente, tramite un mandato Fisa (Foreign Intelligence Surveillance Act)

…Lo scenario e’ completamente mutato ieri: dopo una visita lampo alla Casa Bianca, Nunes ha annunciato “sviluppi significativi”: “Informazioni sottoposte alla mia attenzione attestano che in numerose occasioni l’intelligence ha incidentalmente raccolto informazioni in merito a cittadini statunitensi coinvolte nella transizione del presidente Trump”. Col termine “incidentale”, Nunes pare confermare che l’amministrazione Obama avesse effettivamente richiesto e ottenuto l’intercettazione di diplomatici stranieri – primo tra tutti, l’ambasciatore russo negli Usa – per verificare eventuali contatti tra la campagna di Trump e il Cremlino.

Non e’ tutto: secondo Nunes, l’agenzia che ha effettuato le intercettazioni – quasi certamente l’Fbi – ha raccolto “dettagli relativi a cittadini statunitensi legati all’amministrazione presidenziale prossima all’insediamento”. Queste informazioni, “di poca o nulla rilevanza apparente per l’intelligence”, sono state nondimeno “ampiamente disseminate tra le varie agenzie della comunita’ d’intelligence statunitense”: una distribuzione di informazioni riservate che l’amministrazione Obama ha autorizzato con un decreto a pochi giorni dal cambio di consegne alla Casa Bianca. Contrariamente a quanto accade per gli atti relativi a indagini riservate, i nomi presenti in questi documenti “non sono stati cancellati”, e sono divenuti oggetto, nel corso degli ultimi mesi, delle fughe di notizie riprese quotidianamente dai media…

Il deputato ha annunciato che la commissione d’intelligence della Camera indaghera’ in merito a eventuali violazioni procedurali da parte dell’Fbi, e tra le righe ha fornito un’altra informazione importante: i documenti e le informazioni sottoposti alla sua attenzione provengono dalla National Security Agency (Nsa) [il neretto è mio]…”

http://www.ilnord.it/c-5247_CLAMOROSO__EMERGONO_LE_PROVE_

OBAMA_HA_DAVVERO

_DATO_ORDINE_DI_SPIARE_LO_STAFF_DI_TRUMP

_IN_CAMPAGNA_ELETTORALE

Ma negli Stati Uniti d’America mentire sotto giuramento non è un reato grave?

Da parte poi del direttore dell’FBI!

E non è un reato gravissimo mettersi a spiare addirittura il Presidente alla Casa Bianca, ossia fino a febbraio 2017 (Trump si è insediato il 20 gennaio)?

Non dovrebbe James Comey dimettersi?

E sarebbe anche troppo poco.

Dovrebbe essere mandato sotto processo.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

L’attacco al Parlamento inglese è il risultato del globalismo

23 marzo 2017

Mentre negli Stati Uniti d’America il Presidente legittimamente eletto Donald Trump, vale a dire il potere esecutivo, è attaccato sia dal direttore dell’FBI James Comey (che invece dovrebbe essere ai suoi ordini), sia da membri del potere giudiziario che vogliono invadere gli ambiti degli altri due poteri (l’esecutivo e il legislativo), il Parlamento di Londra è attaccato da un terrorista islamico.

L’attacco a Westminster di ieri è il risultato del globalismo, che, come ho scritto più volte, ha tre caratteristiche necessarie: povertà, invasione islamica/terrorismo islamico, guerra.

Sono i tre cavalieri dell’Apocalisse globalista.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/08/17/tre-caratteristiche-necessarie-del-mondialismo/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/12/29/i-tre-cavalieri-dellapocalisse-mondialista/

E perfino la Repubblica riporta che Donald Trump aveva ragione a dire di essere stato intercettato:

Russiagate, Trump intercettato davvero. Accidentalmente
La rivelazione di Devin Nunes, il repubblicano presidente della commissione d’indagine parlamentare: fu tutto legale, le telefonate furono “ascoltate” in modo non deliberato, nell’ambito delle attività di controspionaggio. E Obama non c’entra

«NEW YORK – Contrordine: Donald Trump fu intercettato davvero. Lo dice adesso il capo (repubblicano) della commissione d’indagine parlamentare sul Russiagate. Immediata la reazione del presidente, che dice di sentirsi “in qualche modo vendicato”, dopo settimane in cui era stato accusato di menzogne…

…Il colpo di scena viene oggi da Devin Nunes, deputato repubblicano, presidente della commissione di vigilanza sui servizi segreti, e anche della commissione d’indagine recentemente istituita sul Russiagate. Nunes, rimangiandosi le sue smentite precedenti, oggi ha improvvisamente rivelato che le telefonate personali di Trump “possono essere state ascoltate dagli investigatori attraverso una intercettazione accidentale”.

Gli investigatori sono con ogni probabilità quelli dell’Fbi, che oltre ad essere polizia federale e polizia giudiziaria ha anche compiti di controspionaggio all’interno del territorio nazionale. Nunes ha annunciato di essere giunto a questa scoperta solo ora, nel suo lavoro di esame dei rapporti d’intelligence legato all’attività della commissione d’inchiesta…»

http://www.repubblica.it/esteri/2017/03/22/news/

russiagate_trump_intercettazioni-161166980/

Il che è esattamente quello che avevo scritto nel post di ieri.

Quindi James Comey ha mentito sotto giuramento, quando ha escluso che Donald Trump fosse stato intercettato.

Egli invece avrebbe dovuto dire: «Sì, Donald Trump è stato intercettato proprio da me!».

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Sta arrivando la seconda guerra civile americana?

22 marzo 2017

Leggo su rainews.it (22 marzo 2017):

Duro editoriale del WSJ contro Trump: “Le falsità erodono la fiducia”
Il quotidiano finanziario: Trump sta seriamente danneggiando la sua credibilità, viste “le continue accuse infondate”. Il presidente si sente accerchiato – dice l’editoriale – ma lui stesso “è il suo peggior nemico”

«Duro editoriale del Wall Street Journal contro il presidente degli Stati Uniti mentre, all’indomani di una seduta negativa, la borsa di Wall Street si prepara a iniziare la giornata all’insegna di nuovi ribassi, alimentati dai timori sulla capacità di Trump di portare avanti la propria agenda economica

“Le falsità di Trump stanno erodendo la fiducia, in patria e all’estero”. E’ l’accusa rivolta dal Wall Street Journal nell’editoriale intitolato “La credibilità di un presidente”, in cui si afferma che con le sue affermazioni che non corrispondono al vero Trump rischia di mettere in crisi la stessa credibilità dell’istituzione che rappresenta…

…In particolare, nell’editoriale si fa riferimento alle accuse di spionaggio rivolte a Barack Obama che nei giorni scorsi il direttore dell’Fbi, James Comey, ha definito senza fondamento in un’audizione a porte aperte al Congresso. Nonostante questo, si sottolinea, la Casa Bianca non solo si rifiuta di scusarsi ma non mostra neanche la volontà di prendere atto della mancanza di prove…»

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Duro-editoriale-del-Wall-Street-Journal-contro-il-presidente-degli-stati-uniti-donald-Trump-8f536de5-581a-468b-82f5-013021ef3bd4.html

Su questo argomento ecco un articolo veramente intelligente di Stefano Magni, pubblicato il 22 marzo 2017 sulla Nuova bussola quotidiana:

Usa, la guerra di giudici e Fbi contro Trump segna la crisi della democrazia americana

«Si fa molto presto a dire che Donald Trump sia stato un ingenuo novellino della politica, che si sia infilato da solo in un cul de sac, con un tweet in cui accusa Obama di spionaggio nei suoi confronti. Si fa anche presto a dire che il direttore dell’Fbi, James Comey, abbia platealmente smentito il presidente di fronte al Congresso, asserendo che né l’Fbi né l’intelligence hanno mai spiato la Trump Tower, ma in compenso stanno investigando su eventuali interferenze russe nelle elezioni. Le notizie stesse, così come sono riportate, contengono un’altra interessante chiave di lettura.

Donald Trump si è dimostrato un maestro della comunicazione politica. Ha cavalcato l’indignazione creata dalle sue stesse dichiarazioni per ottenere ancora più consensi da un elettorato stanco del linguaggio politically correct. Più i media e l’establishment repubblicano (e poi i rivali democratici) lo hanno fischiato, più lui ha guadagnato voti. La sua campagna è stata la meno costosa della storia recente statunitense: ha vinto sull’onda della pubblicità negativa. Di più: inducendo gli avversari a uscire allo scoperto, ha anche fatto emergere le loro contraddizioni. Quel che sta avvenendo in questa settimana potrebbe essere l’ennesimo caso.

Se l’Fbi, per bocca del suo direttore, afferma che è in corso un’indagine su eventuali interferenze russe nella campagna elettorale, volte a far vincere Donald Trump, vuol dire che la Trump Tower era spiata eccome. E dunque il tweet di Donald Trump contro lo spionaggio di Obama verrebbe in questo modo confermato. Con quali prove, infatti, l’Fbi dimostrerebbe l’aiuto russo a Trump, se non intercettazioni a danno del suo staff? E chi era in carica quando queste intercettazioni erano in corso? Barack Obama. Con che dati e sulla base di quali informazioni i media hanno smentito il generale Flynn, ora dimissionario, dimostrando l’esistenza delle sue conversazioni telefoniche segrete con l’ambasciatore russo? E chi ha passato quelle intercettazioni ai grandi media? L’intelligence. E chi era in carica, mentre il generale Flynn veniva intercettato? Obama.

Indipendentemente da quel che si pensi del presidente degli Stati Uniti e dall’esito di questo ultimo braccio di ferro con componenti della precedente amministrazione, resta evidente il pericolo creato da questa situazione. Ci sono, appunto, organi dell’apparato federale (Fbi, Nsa, magistratura) che stanno platealmente sfidando il presidente. L’intelligence cerca di smentirlo, mentre la magistratura ordinaria boccia per due volte di fila il decreto sul blocco temporaneo dei visti da sei paesi a rischio, con motivazioni più politiche che legali. La sentenza del giudice Watson viene ora indicata come un luminoso esempio di equilibrio di potere, ma anche secondo un editorialista non certo simpatizzante di Trump, quale David Frum, costituisce un pericoloso precedente di politicizzazione della magistratura statunitense.

Il pericolo interno di tutta questa vicenda è che organi non elettivi (magistratura, intelligence, polizia) si sostituiscano al legislatore e all’esecutivo…»

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-usa-la-guerra-di-giudici-e-fbi-contro-trumpsegna-la-crisi-della-democrazia-parlamentare-19313.htm

Insomma, IL RISULTATO DELLE ELEZIONI PRESIDENZIALI DEGLI STATI UNITI D’AMERICA DEL 2016, elezioni libere e democratiche vinte legittimamente da Donald Trump e anche, sia ben chiaro, dagli elettori americani che hanno votato per lui (ed essi, sia ben chiaro anche questo, hanno vinto secondo le modalità ordinate dalla Costituzione degli Stati Uniti d’America), NON È STATO ACCETTATO DA COLORO CHE HANNO PERSO LE ELEZIONI.

Questo è un tentativo di colpo di Stato.

I globalisti stanno attaccando la Costituzione degli Stati Uniti d’America (che inizia con “We the People of the United States”) e il popolo americano.

Se il ragionamento mostrato da Stefano Magni è giusto, e io sono propenso a pensare che lo sia, ne consegue che il direttore dell’FBI James Comey deve aver mentito sotto giuramento. O forse all’FBI è consentito in ogni caso intercettare? Come si fa a escludere categoricamente che Trump sia stato intercettato se non avendo fatto ricorso a costanti e continue intercettazioni? L’audizione sotto giuramento di James Comey invece di chiudere la questione, apre nuovi e assai inquietanti interrogativi.

Se il direttore dell’FBI attacca pubblicamente il Presidente degli Stati Uniti d’America, vuol dire che è stato deciso di passare il Rubicone?

Sta arrivando la seconda guerra civile americana?

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

L’American Nation sostiene Donald Trump

1 febbraio 2017

Perfino La Repubblica l’ha dovuto scrivere:

Stretta anti-immigrati, sondaggio: “La maggioranza degli americani sostiene Trump”
Secondo l’ultima rilevazione Reuters/Ipsos, il 49 per cento dei cittadini statunitensi approva lo stop ai migranti del neopresidente Usa, mentre solo il 41 per cento non è d’accordo. Un consenso trasversale, anche tra i democratici: il 55 per cento di loro vuole limitare l’afflusso di rifugiati

«Se le proteste nelle strade e negli aeroporti proseguono in America contro la clamorosa stretta anti-immigrazione, il consenso popolare per Donald Trump non sembra ridursi. Questo almeno secondo alcuni sondaggi di opinione condotti negli ultimi giorni negli Stati Uniti. L’ultimo Reuters/Ipsos, pubblicato ieri sera ma condotto il 30 e 31 gennaio, mostra come il 49 per cento degli americani “adulti” sostenga “decisamente o complessivamente” le politiche migratorie del neopresidente e le frontiere chiuse per tutti i cittadini di sette paesi a maggioranza musulmana, Iraq, Iran, Siria, Libia, Sudan, Yemen e Somalia. Il 41 per cento invece disapprova quello che in molti hanno chiamato “muslim ban”, “un bando islamico”, mentre il 10 per cento non sa. Il sito populista di “Breitbart” fondato da Steve Bannon, massimo stratega di Trump e per molti “Rasputin” di tutte le sue ultime scelte radicali, esulta: “La gente supporta in modo schiacciante le decisioni del Presidente per limitare l’immigrazione”.»

http://www.repubblica.it/esteri/2017/02/01/news/trump_consenso_

legge_anti_islam_migranti_rifugiati-157340571/

Ecco cosa scrive la Reuters:

«…The Reuters/Ipsos poll found that 49 percent of Americans agreed with the order and 41 percent disagreed…»

http://www.reuters.com/article/us-usa-trump-immigration-poll-exclusive-idUSKBN15F2MG

L’American Nation è una grande nazione.

I globalisti non riusciranno a distruggerla.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

A Clooney non piace Trump? Ma chissenefrega!

12 gennaio 2017

All’élite hollywoodiana non piace Donald Trump: ma è ovvio.

A un nobile francese del Settecento sarebbe mai potuto piacere chi avesse difeso il terzo stato, vale a dire la middle e la working class, vale a dire il popolo?

E così quando George Clooney dice:

«I didn’t vote for him, I don’t support him, I don’t think he’s the right choice.»

https://www.theguardian.com/film/2017/jan/10/george-clooney-voices-support-for-meryl-streep-anti-trump-speech

mi viene spontaneo pensare:

ma chissenefrega!

E Clooney ringrazi il cielo che negli Stati Uniti d’America ci siano elezioni libere e democratiche, altrimenti prima o poi un Robespierre qualsiasi avrebbe fatto giustiziare lui e/o i suoi figli.

Le attuali élites statunitensi sono élites ignoranti, come ho più volte scritto, e hanno perfino dimenticato la United States Declaration of Independence.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.