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Il fallimento di tre secoli di filosofia politica presenta oggi il conto

10 settembre 2018

L’Occidente e il resto del mondo sono oggi al cospetto dei risultati del fallimento conclamato di ben tre secoli di filosofia politica: dai Two Treatises of Government di John Locke (1690) fino ai nostri giorni.

In realtà il pastrocchio l’aveva combinato (volutamente e ingegnosamente) Thomas Hobbes una quarantina d’anni prima, col suo Leviathan, nel quale aveva confuso pro domo sua lo Stato con la forma di governo (1, 2).

Il povero Locke, che notoriamente non ebbe il dono di una brillante intelligenza (Bertrand Russell, che era invece un genio assoluto, nella sua History of Western Philosophy ce lo fa capire molto bene, 3), non seppe districare la matassa ingarbugliata ad arte da Hobbes e se ne uscì con l’idiozia dello “state of Nature” come “a state of peace, goodwill, mutual assistance, and preservation” (4), idiozia rinforzata nel Settecento da Jean-Jacques Rousseau, che era certamente intelligente, ma che in compenso era malato di mente (come ci informa Russell, 5).

Che sia un’idiozia lo ha dimostrato in modo inequivocabile un articolo scientifico pubblicato recentemente su Nature (il 21 gennaio 2016) e intitolato Inter-group violence among early Holocene hunter-gatherers of West Turkana, Kenya (6), che ha smentito le idee assurde e ridicole di Locke e di Rousseau sullo stato di natura (7).

Locke trasformò il millenarismo religioso, che la Chiesa di Roma, dopo il Sacco di Roma del 410 da parte dei Visigoti, aveva tentato di annullare mediante l’interpretazione allegorica di Agostino d’Ippona, in millenarismo secolarizzato (8, 9, 10, 11).

Perché affermo ciò? Perché se lo “state of Nature” è “a state of peace, goodwill, mutual assistance, and preservation”, allora lo Stato è inutile, anzi dannoso, e, guarda caso, il vero scopo del millenarismo (che è un fenomeno caratteristico del Cristianesimo) è proprio quello di far crollare lo Stato schiavista romano: l’Apocalisse di Giovanni, l’unico testo sacro in cui si trova la dottrina del millenarismo (checché se ne dica), venne scritta, secondo la tradizione, nel 95 d.C., cioè dopo la persecuzione di Nerone e nel corso della persecuzione di Domiziano.

Se non si comprende questo, non è possibile capire cosa sia il mondialismo, o globalismo, in inglese globalism, in francese mondialisme.

Il mondialismo non è un prodotto degli ebrei, o della massoneria, o del capitalismo, o dell’imperialismo degli inglesi-americani, o dell’Illuminismo, o dei satanisti, o degli extraterrestri rettiliani, o di qualsiasi altro capro espiatorio.

È il prodotto del millenarismo o chiliasmo (in inglese millennialism o millenarianism o chiliasm, come recita l’Enciclopedia Britannica, in francese millénarisme o chiliasme, come recita l’Enciclopedia Larousse, 12, 13).

La mia interpretazione del millenarismo si discosta alquanto dall’interpretazione corrente e ne ho scritto ampiamente in post precedenti (8, 9, 10, 11).

È ovvio che noi oggi viviamo in uno scenario politico di estrema difficoltà, esposti per giunta al terrificante pericolo di una guerra nucleare tra Nato e Russia (14, 15, 16), proprio perché questo scenario politico è il risultato di ben tre secoli di concezioni assurde e ridicole di filosofia politica.

A questo proposito, ho scritto più volte di “rimbecillimento dell’intellighenzia occidentale” (17, 18).

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1) Luigi Cocola, Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo, 3° ed., lulu.com, 2012, pagg. 37-48

2) Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, 3° ed., lulu.com, 2013, pagg. 19-25

3) «Some of Locke’s opinions are so odd that I cannot see how to make them sound sensible. He says that a man must not have so many plums that they are bound to go bad before he and his family can eat them, but he may have as much gold and as many diamonds as he can lawfully get, because gold and diamonds do not go bad. It does not occur to him that the man who has the plums might sell them before they go bad.»

Bertrand Russell, History of Western Philosophy, George Allen and Unwin Ltd, 1947, pag. 661

disponibile su:

https://archive.org/details/westernphilosoph035502mbp

4) John Locke, Two Treatises of Government, Essay Two, Chapter III, 19

prepared by Rod Hay for the McMaster University Archive of the History of Economic Thought

disponibile su:

www.efm.bris.ac.uk/het/locke/government.pdf

5) Bertrand Russell, op. cit., pag. 717

6) M. Mirazón Lahr et al., Inter-group violence among early Holocene hunter-gatherers of West Turkana, Kenya, Nature 529, 394–398 (21 January 2016)

http://www.nature.com/articles/nature16477

7) Smentite le idiozie di Locke e di Rousseau sullo stato di natura

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/25/smentite-le-idiozie-di-locke-e-di-rousseau-sullo-stato-di-natura/

8) Per chi vuole capire veramente cos’è il millenarismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/22/per-chi-vuole-capire-veramente-cose-il-millenarismo/

9) Considerazioni sul millenarismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/05/05/considerazioni-sul-millenarismo/

10) Le tappe principali della genesi storica del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/28/le-tappe-principali-della-genesi-storica-del-mondialismo/

11) Questa è la terribile verità, che vi piaccia o meno

https://luigicocola.wordpress.com/2018/08/23/questa-e-la-terribile-verita-che-vi-piaccia-o-meno/

12) millenarismo in inglese:

«Millennialism, also called millenarianism or chiliasm, the belief, expressed in the book of Revelation to John, the last book of the New Testament, that Christ will establish a 1,000-year reign of the saints on earth (the millennium) before the Last Judgment.»

https://www.britannica.com/topic/millennialism

13) millenarismo in francese:

http://www.larousse.fr/archives/grande-encyclopedie/page/8992

14) «The old religious idiom has been replaced by a secular one, and this tends to obscure what otherwise would be obvious. For it is the simple truth that, stripped of their original supernatural sanction, revolutionary millenarianism and mystical anarchism are with us still.»

Norman Cohn, The Pursuit of the Millennium – Revolutionary Millenarians and Mystical Anarchists of the Middle Ages, Oxford University Press, 1970, pag. 286

15) «And beyond the extermination of all evils lay the Millennium. These people were utterly convinced that while the earth was being cleansed of sinners Christ would descend ‘in glory and great power’.»

Ibidem, pag. 213

16) «The Pursuit of the Millennium and Europe’s Inner Demons are related also in a deeper sense. Fundamentally, both are concerned with the same phenomenon – the urge to purify the world through the annihilation of some category of human beings imagined as agents of corruption and incarnations of evil.»

Norman Cohn, Europe’s Inner Demons – The Demonization of Christians in Medieval Christendom, Pimlico, 2005, pag. XI

17) Lo spettacolare e stupefacente rimbecillimento dell’intellighenzia occidentale

https://luigicocola.wordpress.com/2017/06/07/lo-spettacolare-e-stupefacente-rimbecillimento-dellintellighenzia-occidentale/

18) Lo spettacolare e stupefacente rimbecillimento dell’intellighenzia occidentale II

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/09/lo-spettacolare-e-stupefacente-rimbecillimento-dellintellighenzia-occidentale-ii/

N.B: tutti i link sono stati verificati in data odierna.

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Il crollo del ponte Morandi, il mondialismo e John Locke

18 agosto 2018

Leggo sul Fatto Quotidiano questo articolo di Elisabetta Ambrosi (16 agosto 2018):

Ponte Morandi: il popolo muore, le élite si arricchiscono

«14 agosto 2018. Per noi italiani sarà una data non dissimile a quella che per gli statunitensi è stata l’11 settembre 2001. Uno spartiacque, un giorno che segna un punto di non ritorno. Ma lì, c’era il terrorismo islamico. Qui, la dimostrazione reale e insieme simbolica – quel mozzicone di ponte sospeso nel vuoto – di una contrapposizione sempre più radicale, ma sempre con lo stesso vincitore, tra la gente normale (chiamiamolo popolo se non fosse che appena lo si usa si viene tacciati di “sovranismo” e nazionalismo, pure da chi si dice di “sinistra”), e le élite. Sempre più ricche. Sempre più al riparo dai rischi ai quali le persone comune sono invece esposte…

…Questo è il risultato di quelle privatizzazioni che avrebbero dovuto modernizzare l’Italia e che hanno prodotto solo insicurezza e, visto che questo non è il primo crollo e non si tratta delle prime vittime, anche morte. Ripeto, non c’è immagine più emblematica del distacco sociale tra élite che si arricchiscono e il popolo che muore di questa tragedia, distacco che tutti i dati raccontano puntualmente. Poveri sempre più poveri, ricchi sempre più ricchi.»

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/08/16/ponte-morandi-il-popolo-muore-le-elite-si-arricchiscono/4561711/

Per chiunque usi la Ragione (quella vera), il crollo del ponte Morandi a Genova dimostra in modo inequivocabile il fallimento del mondialismo, l’ideologia che vuole eliminare lo Stato dalla faccia della terra usando l’ultracapitalismo e altri mezzi, come p.e. l’invasione islamica e il terrorismo islamico.

Tale fallimento non è niente altro che il prodotto delle idiozie di John Locke sullo stato di natura, di cui ho scritto più volte.

Vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/28/le-tappe-principali-della-genesi-storica-del-mondialismo/

Infatti, se «the state of Nature» è «a state of peace, goodwill, mutual assistance, and preservation», come scrive Locke nel 1690 (*), allora l’uomo è naturalmente buono, è naturalmente animato da spirito di solidarietà, fratellanza e amore verso il prossimo, di conseguenza lo Stato è inutile, anzi dannoso: è il mito della dannosità dello Stato.

E quindi, perché non dare alla società Autostrade per l’Italia la gestione e la manutenzione delle autostrade italiane, sottraendole al controllo dello Stato?

Con naturali e innate «peace, goodwill, mutual assistance, and preservation», la società Autostrade per l’Italia farà il suo filantropico dovere verso il popolo italiano.

Abbiamo visto, infatti.

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(*) «And here we have the plain difference between the state of Nature and the state of war, which however some men have confounded, are as far distant as a state of peace, goodwill, mutual assistance, and preservation [il neretto è mio]; and a state of enmity, malice, violence and mutual destruction are one from another. Men living together according to reason without a common superior on earth, with authority to judge between them, is properly the state of Nature.»

John Locke, Two Treatises of Government, Essay Two, Chapter III, 19, prepared by Rod Hay for the McMaster University Archive of the History of Economic Thought, disponibile su:

www.efm.bris.ac.uk/het/locke/government.pdf

data di accesso odierna

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Gli ultimi sussulti del mostro globalista ferito a morte

30 maggio 2018

Il mondialismo (o globalismo, in inglese globalism, in francese mondialisme), questo mostro colossale nato dal rimbecillimento dell’intellighenzia occidentale degli ultimi tre secoli (a partire dalla filosofia politica di John Locke), è ferito a morte.

Stiamo assistendo ai suoi ultimi sussulti.

Perché parlo di John Locke? Perché lo state of nature che egli descrive in Two Treatises of Government è una mistificazione, mistificazione che nel corso dei secoli seguenti è diventata parte integrante del patrimonio culturale laico dell’Occidente e che quindi ho denominato “mistificazione di origine lockiana”, mistificazione secondo la quale la Ragione conduce inevitabilmente, ineluttabilmente, all’eliminazione dello Stato.

Per la mistificazione di origine lockiana, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/04/02/il-mondialismo-e-il-nazionalismo-sono-il-prodotto-di-due-diverse-weltanschauung/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/11/joseph-stiglitz-racconta-menzogne-e-fa-propaganda-mondialista/

L’Unione Europea e l’euro sono il risultato finale di questa mistificazione di origine lockiana.

Per il rimbecillimento dell’intellighenzia occidentale degli ultimi tre secoli, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/06/07/lo-spettacolare-e-stupefacente-rimbecillimento-dellintellighenzia-occidentale/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/05/03/siamo-in-mezzo-a-un-conflitto-mondiale-ma-nessuno-ne-parla/

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Stato di natura, Mark Zuckerberg e Dennis Prager

7 agosto 2017

Ho sempre sostenuto che il Cristianesimo è in conflitto con lo Stato, conflitto che è assente nelle altre due grandi religioni monoteistiche: l’Ebraismo e l’Islam, vedi la mia teoria del Cristianesimo in Luigi Cocola, Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo, 3° ed., 2012, lulu.com.

A mio giudizio, le istanze antistato del Cristianesimo si svincolarono da tale religione e mutarono da istanze di tipo religioso a istanze di tipo filosofico con l’opera di filosofia politica di John Locke intitolata Due trattati sul governo (in inglese Two Treatises of Government), che venne pubblicata nel 1690.

Non considero infatti filosofi il vescovo Agostino d’Ippona e il frate domenicano Tommaso d’Aquino, ma bensì teologi e infatti sono entrambi Dottori della Chiesa e Santi.

Titoli che il laico John Locke non ha.

Comunque, quando Locke (1632-1704) scrive dello stato di natura, scrive da un punto di vista cristiano: la Weltanschauung di Locke è quella religiosa (ovviamente della religione cristiana, dato che Locke era cristiano), non è la Weltanschauung scientifica, quella che animò invece Thomas Hobbes (1588-1679), il quale scrisse anch’egli dello stato di natura (prima di Locke).

Per capire le conseguenze divergenti dei concetti di stato di natura di Locke e di Hobbes, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/04/02/il-mondialismo-e-il-nazionalismo-sono-il-prodotto-di-due-diverse-weltanschauung/

Per capire la lontanissima origine del concetto di stato di natura di Locke, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

Ciò che scrive Locke sullo stato di natura verrà poi ripetuto e rinforzato da Jean-Jacques Rousseau (1712-1778), cosicché può accadere che quando si parla di stato di natura si citino solo Hobbes e Rousseau, omettendo Locke.

Un recente articolo scientifico pubblicato su Nature (21 gennaio 2016) e intitolato Inter-group violence among early Holocene hunter-gatherers of West Turkana, Kenya ha smentito le idee cristiane di Locke e di Rousseau sullo stato di natura e ha confermato invece quelle non cristiane (cioè atee) di Thomas Hobbes e di Charles Darwin, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/25/smentite-le-idiozie-di-locke-e-di-rousseau-sullo-stato-di-natura/

Ho scritto in un post precedente:

«Il fatto è che, nel campo della filosofia politica/scienza politica, da Locke in poi l’Occidente ha incominciato progressivamente a voltare le spalle alla Weltanschauung scientifica (della quale Darwin è un caposaldo irrinunciabile) e a rivolgersi sempre più alla Weltanschauung religiosa, fino ad esserne completamente posseduto. Ormai esso è del tutto in balia del millenarismo cristiano e vuole eliminare lo Stato dalla faccia della terra.

E neanche riconosce tutto ciò, anzi millanta di seguire la Weltanschauung scientifica, in una menzogna senza fine.»

https://luigicocola.wordpress.com/2014/07/05/la-menzogna-senza-fine-delloccidente/

Bisogna dire che Hobbes non è esente da colpe: in genere egli è visto prevalentemente, se non unicamente, come il sostenitore dell’assolutismo, in quanto era fortemente contrario alla divisione dei poteri.

Però le idee di Hobbes sulla forma di governo non c’entrano nulla con ciò che egli scrisse sullo Stato, sono due cose del tutto differenti e a mio giudizio egli nella sua opera di filosofia politica confuse deliberatamente e fraudolentemente i concetti di forma di governo e di Stato per motivi di lavoro (cioè per non perdere il proprio posto di lavoro).

Ho esposto un’analisi psicologica di Thomas Hobbes, soprattutto dal punto di vista della Scuola di Palo Alto (Palo Alto Mental Research Institute), in Luigi Cocola, op. cit., pagg. 37-48.

Ritornando a Locke, ecco cosa egli scrive sullo stato di natura:

«And here we have the plain difference between the state of Nature and the state of war, which however some men have confounded [Locke intende Thomas Hobbes], are as far distant as a state of peace, goodwill, mutual assistance, and preservation; and a state of enmity, malice, violence and mutual destruction are one from another. Men living together according to reason without a common superior on earth, with authority to judge between them, is properly the state of Nature [il neretto è mio].»

(John Locke, Two Treatises of Government, Essay Two, Chapter III, 19, prepared by Rod Hay for the McMaster University Archive of the History of Economic Thought, disponibile su:

http://www.efm.bris.ac.uk/het/locke/government.pdf,

data di accesso odierna)

Locke compie qui una vera e propria mistificazione: egli parla di Ragione (reason), ma in realtà sta parlando di Weltanschauung religiosa cristiana.

Infatti ecco altri due passi di Two Treatises of Government:

«…whence it follows, that either the father has not his paternal power by begetting, or else that the heir has it not at all; for it is hard to understand how the law of nature, which is the law of reason [il neretto è mio], can give the paternal power to the father over his children, for the only reason of begetting…»

(Ibid., Essay One, Chapter IX, 101)

«Thus the law of Nature stands as an eternal rule to all men, legislators as well as others. The rules that they make for, other men’s actions must, as well as their own and other men’s actions, be conformable to the law of Nature— i.e., to the will of God [il neretto è mio], of which that is a declaration, and the fundamental law of Nature being the preservation of mankind, no human sanction can be good or valid against it.»

(Ibid., Essay Two, Chapter XI, 135)

Come si può notare, per Locke la legge di natura è sia la legge della ragione che il volere di Dio.

Quindi per Locke la Ragione si identifica con Dio ed è evidente che su tale argomento non c’è alcuna differenza tra Locke e l’epoca di Agostino d’Ippona, vedi infatti una lettera scritta nel 414/15 da Evodio ad Agostino:

«Poiché, se è in base alla ragione che Dio è eterno, che cos’è la ragione? Essa perciò o è Dio o un attributo di Dio, come c’insegna essa stessa.»

http://www.augustinus.it/italiano/lettere/lettera_161_testo.htm

Il concetto di stato di natura di Locke (“a state of peace, goodwill, mutual assistance, and preservation”) può essere sintetizzato in questa frase: “I always believed people are basically good”, frase che è stata scritta recentemente da Mark Zuckerberg nel suo comunicato al popolo intitolato Bringing the World Closer Together e pubblicato su Facebook il 22 giugno 2017.

Eccone il link:

www.facebook.com/notes/mark-zuckerberg/bringing-the-world-closer-together/10154944663901634/

Ho sostenuto in vari post che, sebbene Mark Zuckerberg sia ebreo, il concetto di stato di natura a cui egli si riferisce quando scrive “I always believed people are basically good” è un concetto lockiano e cioè cristiano:

«P.S.: notare nel suo comunicato al popolo del 22 giugno come Zuckerberg esprima chiaramente il leitmotiv fondamentale del mondialismo e di tutte le altre ideologie antistato (vedi la mia teoria unificata delle ideologie antistato), cioè che gli esseri umani sono naturalmente buoni (“I always believed people are basically good [il neretto è mio]. As I’ve traveled around, I’ve met all kinds of people from regular folks to heads of state, and I’ve found they almost all genuinely care about helping people”), concetto già espresso nel 1690 da John Locke, quando scrisse la sua errata e ridicola versione dello stato di natura (versione smentita, fra l’altro, anche da un recentissimo studio scientifico pubblicato su Nature, come ho ricordato più volte).»

https://luigicocola.wordpress.com/2017/06/24/mark-zuckerberg-la-nuova-reincarnazione-di-cristo/

Ho appena trovato in internet una conferma che “I always believed people are basically good” non appartiene all’Ebraismo, vedi questo articolo (20 ottobre 2010) di Dennis Prager, che è di religione ebraica come Mark Zuckerberg:

Are people basically good?

«The notion that people are basically good is a modern, post-Enlightenment one that is neither Jewish nor rational.

As regards Judaism, from the Torah through rabbinic Judaism, I am unaware of a single mainstream Jewish text that posits that people are basically good. The Torah cites God Himself as declaring that the “will of man’s heart is evil from his youth” (Genesis 8.21).

As regards reason, the empirical evidence against the belief that people are basically good is simply overwhelming…

…The consequences of this belief are awful.»

http://jewishjournal.com/opinion/83939/

Vedi anche questo articolo (31 dicembre 2002) dello stesso autore:

If you believe that people are basically good

«No issue has a greater influence on determining your social and political views than whether you view human nature as basically good or not…

…As Lord Acton said long ago, “Power corrupts, and absolute power corrupts absolutely.” Lord Acton did not believe people are basically good. No great body of wisdom, East or West, ever posited that people were basically good. This naive and dangerous notion originated in modern secular Western thought, probably with Jean Jacques Rousseau, the Frenchman who gave us the notion of pre-modern man as a noble savage. He was half right. Savage, yes, noble, no. If the West does not soon reject Rousseau and humanism and begin to recognize evil, judge it and confront it, it will find itself incapable of fighting savages who are not noble.»

https://townhall.com/columnists/dennisprager/2002/12/31/if-you-believe-that-people-are-basically-good-n981387

Ecco chi è Dennis Prager:

https://en.wikipedia.org/wiki/Dennis_Prager

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Mark Zuckerberg è un pericolo per tutta l’umanità

2 agosto 2017

Ho scritto parecchie volte di Mark Zuckerberg e della sua adesione a quel delirio culturale che è costituito dal mondialismo, vedi p.e. qui:

«P.S.: notare nel suo comunicato al popolo del 22 giugno come Zuckerberg esprima chiaramente il leitmotiv fondamentale del mondialismo e di tutte le altre ideologie antistato (vedi la mia teoria unificata delle ideologie antistato), cioè che gli esseri umani sono naturalmente buoni (“I always believed people are basically good [il neretto è mio]. As I’ve traveled around, I’ve met all kinds of people from regular folks to heads of state, and I’ve found they almost all genuinely care about helping people”), concetto già espresso nel 1690 da John Locke, quando scrisse la sua errata e ridicola versione dello stato di natura (versione smentita, fra l’altro, anche da un recentissimo studio scientifico pubblicato su Nature, come ho ricordato più volte).»

https://luigicocola.wordpress.com/2017/06/24/mark-zuckerberg-la-nuova-reincarnazione-di-cristo/

Per approfondire, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/04/02/il-mondialismo-e-il-nazionalismo-sono-il-prodotto-di-due-diverse-weltanschauung/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/25/smentite-le-idiozie-di-locke-e-di-rousseau-sullo-stato-di-natura/

Non potevo però immaginare che Mark Zuckerberg è talmente ingenuo (o talmente posseduto dal delirio culturale del mondialismo, è lo stesso) da estendere il leitmotiv fondamentale del mondialismo e di tutte le altre ideologie antistato, cioè “I always believed people are basically good”, anche alla Intelligenza Artificiale (IA), in inglese Artificial Intelligence (AI).

Pochi giorni fa c’è stato uno scontro verbale tra Zuckerberg, che è appunto un sostenitore ad oltranza della Intelligenza Artificiale, ed Elon Musk (PayPal, l’azienda automobilistica Tesla e il programma spaziale Space X), che invece già nel 2014 aveva detto:

“LE INTELLIGENZE artificiali sono la più grande minaccia per la sopravvivenza della nostra razza. Affidarsi ai computer è come invocare il demonio”

http://www.repubblica.it/tecnologia/2014/10/31/

news/elon_musk_realt_virtuale_demonio-99180416/

Ecco cosa ha twittato Musk, in risposta alla provocazione di Zuckerberg:

I’ve talked to Mark about this. His understanding of the subject is limited.
– Elon Musk (@elonmusk) 25 luglio 2017

twitter.com/elonmusk/status/889743782387761152

Vedi anche qui:

http://punto-informatico.it/4396294/PI/News/musk-vs-zuckerberg-scontro-verbale-sulla-ia.aspx

A questo punto arriva incredibilmente il colpo di scena, che dà ragione a Elon Musk:

Facebook sospende il test per l’Intelligenza Artificiale: “Due bot hanno inventato un proprio linguaggio, incomprensibile all’uomo”
Facebook ha fatto dialogare tra loro due bot e questi hanno usato una nuova lingua, indecifrabile per l’uomo

«…A preoccupare i ricercatori che hanno condotto il test è stato il fatto che il linguaggio usato dai bot, pur non avendo un senso compiuto per gli esseri umani, non sembrava essere casuale: semplicemente le parole erano state utilizzate dalle intelligenze artificiali in modo diverso. Una spiegazione all’anomalo comportamento potrebbe essere attribuita al fatto che i bot non erano stati programmati per dialogare soltanto in inglese. Ma c’è il sospetto che le macchine seguano dei codici ancora poco conosciuti all’uomo.

La notizia non fa altro che confermare i timori sullo sviluppo incontrollato delle intelligenze artificiali: davvero un giorno le macchine diventeranno così potenti ed evolute da ribellarsi ai comandi dell’uomo? È questo ciò che temono esperti anche del calibro di Stephen Hawking e Elon Musk…»

http://www.huffingtonpost.it/2017/08/01/facebook-sospende-il-test-per-lintelligenza-artificiale-due-b_a_23059340/

Come dice il suddetto articolo, anche altri importanti nomi, oltre a Elon Musk, hanno espresso forti e gravi timori nei riguardi della Intelligenza Artificiale, p.e. Stephen Hawking e Bill Gates:

«No, Musk isn’t the only one who believes unregulated AI could be a disaster for humanity. In an AMA (Ask Me Anything) session on Reddit earlier this year, Microsoft co-founder Bill Gates said that in a few years, AI would be “strong enough to warrant concern”. Theoretical physicist Stephen Hawking had told the BBC in 2014 that “the development of full artificial intelligence could spell the end of the human race”.»

indianexpress.com/article/explained/ideas-mark-zuckerberg-vs-elon-musk-or-utopia-vs-dystopia-4779524/

Insomma, se dessimo retta a Mark Zuckerberg, arriveremmo dritti dritti a Skynet.

Per non parlare del mondialismo.

Quest’uomo è un pericolo per tutta l’umanità.

P.S: ho trovato in rete un mucchio di articoli che, arrampicandosi sugli specchi, tentano di sminuire l’incredibile notizia che “Due bot hanno inventato un proprio linguaggio, incomprensibile all’uomo” nel corso di un test per l’Intelligenza Artificiale condotto da Facebook, come ho riportato sopra.

Però nessuno può negare che due intelligenze artificiali, improvvisamente, autonomamente (o in seguito a errori dei programmatori, non ha importanza) e, occorre sottolinearlo, con enorme facilità, si sono sottratte al controllo del genere umano (non l’hanno fatto con intenzioni malevoli? non ha importanza).

Se questa non è l’autostrada per Skynet, cosa altro lo potrebbe mai essere?

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Di Presidência do México (Flickr) [CC BY 2.0], attraverso Wikimedia Commons

Zuckerberg, serie TV e stato di natura

4 luglio 2017

Pochi giorni fa mi è capitato per caso di vedere alcuni episodi di una nuova e bella serie TV americana, Ray Donovan, in cui recita anche il grande Jon Voight.

Data la sceneggiatura, che è molto hobbesiana, nel senso della guerra di tutti contro tutti (war of all against all, bellum omnium contra omnes), cioè assai in sintonia con lo stato di natura di Thomas Hobbes, mi è venuto in mente, per associazione di idee, l’ultimo comunicato al popolo di Mark Zuckerberg, quello del 22 giugno 2017, intitolato Bringing the World Closer Together, di cui ho già scritto:

«P.S.: notare nel suo comunicato al popolo del 22 giugno come Zuckerberg esprima chiaramente il leitmotiv fondamentale del mondialismo e di tutte le altre ideologie antistato (vedi la mia teoria unificata delle ideologie antistato), cioè che gli esseri umani sono naturalmente buoni (“I always believed people are basically good [il neretto è mio]. As I’ve traveled around, I’ve met all kinds of people from regular folks to heads of state, and I’ve found they almost all genuinely care about helping people”), concetto già espresso nel 1690 da John Locke, quando scrisse la sua errata e ridicola versione dello stato di natura (versione smentita, fra l’altro, anche da un recentissimo studio scientifico pubblicato su Nature, come ho ricordato più volte).»

https://luigicocola.wordpress.com/2017/06/24/mark-zuckerberg-la-nuova-reincarnazione-di-cristo/

Per ulteriori informazioni vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/04/02/il-mondialismo-e-il-nazionalismo-sono-il-prodotto-di-due-diverse-weltanschauung/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/25/smentite-le-idiozie-di-locke-e-di-rousseau-sullo-stato-di-natura/

Il successo, sia di pubblico sia di critica, che sta ottenendo in USA questa serie TV, attualmente alla quinta stagione, pone un grande interrogativo: come è mai possibile che tale successo sia decretato dai connazionali di Mark Zuckerberg?

Come è mai possibile che tale successo avvenga proprio nel paese dove è nato il mondialismo (ad opera di David Rockefeller)?

Basta vedere un solo episodio di Ray Donovan per capire che la suddetta frase di Mark Zuckerberg, “I always believed people are basically good”, è una frase non solo terribilmente errata, ma anche terribilmente ridicola.

Del tipo di quelle che si raccontano ai bambini per non turbare la loro innocenza, ma che gli adulti sanno perfettamente essere false.

Così, all’improvviso, mi sono reso conto di un fatto che non avevo mai preso in considerazione e cioè che le serie TV prodotte negli Stati Uniti d’America sono quanto di più hobbesiano si possa produrre nel mondo dello spettacolo.

Thomas Hobbes ne sarebbe deliziato, se potesse vederle dal paradiso dei filosofi nel quale si trova.

Perché sono la conferma narrativa che non è possibile vivere senza Stato (i confini!!!), dato che senza Stato (le cui due funzioni essenziali, come scrisse Norberto Bobbio, sono l’esercito e la legge) la gente si ammazzerebbe di continuo per le strade, e per futili motivi.

Ho fatto quindi qualche ricerca in internet e le seguenti sono le serie TV prodotte negli USA che narrano di delitti e di crimini e che sono durate almeno dieci stagioni (in data odierna):

20 stagioni

Law & Order

18 stagioni

Law & Order: Special Victims Unit

15 stagioni

CSI: Crime Scene Investigation

14 stagioni

NCIS

12 stagioni

Criminal Minds

Bones

Hawaii Five-O (la vecchia serie, 1968-1980)

Murder, She Wrote (in italiano La signora in giallo)

NYPD Blue

10 stagioni

Columbo (in italiano Colombo)

JAG

CSI: Miami

Law & Order: Criminal Intent

Questo spiega perché, nonostante la propaganda di guerra dei mondialisti, al limite del colpo di Stato, Donald Trump abbia vinto le ultime elezioni presidenziali e sia diventato il 45° Presidente USA.

Questo spiega perché in giugno il partito di Donald Trump abbia vinto in Georgia con Karen Handel (nonostante i democratici abbiano speso una vera fortuna per la campagna del loro candidato Jon Ossoff) e in South Carolina con Ralph Norman:

«La sinistra americana credeva di cavalcare l’ondata di opposizione a Trump: sperava nella perdita di approvazione popolare del tycoon e che le accuse di collusione con i russi si traducessero in un appoggio democratico. Hanno cercato “nazionalizzare” la sfida. Senza successo.

“Gli elettori vogliono che ci concentriamo sui posti di lavoro e sull’economia“, ha detto a Fox News la democratica Cheri Bustos, membro della Camera dei Rappresentanti per lo Stato dell’Illinois. “Russia, impeachment… Non sono questioni su cui la gente vuole che ci concentriamo”.

I democratici non sono riusciti a connettersi con gli americani che lavorano. La politica anti-Trump non ha pagato. E lo stesso Trump, gongolante, lo scrive ancora su Twitter: “L’ostruzionismo non funziona“.

La sinistra ha tradotto questa tornata elettorale in un referendum su Trump. Il verdetto parla chiaro: Trump ha vinto.»

http://www.panorama.it/news/esteri/elezioni-georgia-vittoria-repubblicana-trump/

Non sono d’accordo con la semplicistica analisi di Cheri Bustos, c’è qualcosa di ben più importante delle ovvie considerazioni “sui posti di lavoro e sull’economia”: si tratta dello stato di natura hobbesiano vs. lo stato di natura lockiano.

Mark Zuckerberg si rassegni: egli vuole vendere agli americani un prodotto, “I always believed people are basically good”, cioè lo stato di natura lockiano, che gli stessi americani giudicano, e giustamente, un’assurdità, un’idiozia.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Mark Zuckerberg, la nuova reincarnazione di Cristo

24 giugno 2017

Mark Zuckerberg è uno degli otto uomini che possiedono la stessa ricchezza di metà della popolazione mondiale:

«Al momento otto uomini possiedono il corrispettivo della ricchezza del 50 per cento della popolazione mondiale. Ecco gli otto miliardari: Bill Gates (75 miliardi di dollari), Amancio Ortega (67 miliardi di dollari), Warren Buffett (60,8 miliardi di dollari), Carlos Slim Helu (50 miliardi di dollari), Jeff Bezos (45,2 miliardi di dollari), Mark Zuckerberg (44,6 miliardi di dollari), Larry Ellison (43,6 miliardi di dollari), Michael Bloomberg (40 miliardi di dollari).»

http://www.internazionale.it/notizie/2017/01/16/otto-uomini-ricchezza-oxfam

Come ho scritto in un post precedente:

«Non dovrebbe mai essere consentito a un uomo solo di avere tutto questo potere, eccetto che per i leader legittimi di un popolo, di una nazione.»

https://luigicocola.wordpress.com/2017/02/18/il-delirio-mondialista-di-mark-zuckerberg/

Zuckerberg il 16 febbraio aveva messo per iscritto su Facebook il suo delirio mondialista, intitolandolo Building Global Community.

Il 22 giugno ha emesso un altro comunicato al popolo, dal titolo di Bringing the World Closer Together:

«…Our lives are all connected. In the next generation, our greatest opportunities and challenges we can only take on together — ending poverty, curing disease, stopping climate change, spreading freedom and tolerance, stopping terrorism [il neretto è mio]. No single group or even country can do that alone. We have to build a world where people come together to take on these big meaningful efforts…

I always believed people are basically good [il neretto è mio]. As I’ve traveled around, I’ve met all kinds of people from regular folks to heads of state, and I’ve found they almost all genuinely care about helping people…»

www.facebook.com/notes/mark-zuckerberg/bringing-the-world-closer-together/10154944663901634/

Ecco cosa aveva scritto il 9 marzo L’Espresso in un articolo di Fabio Chiusi, intitolato Silicon Valley, la nuova Atene:

«…L’opposizione di centinaia 
di aziende tecnologiche al divieto all’immigrazione. Apple, Ibm e Arbnb 
alla guida della protesta contro le discriminazioni dell’amministrazione Trump ai transgender. Bill Gates che vuole tassare i robot contro la disoccupazione da automazione. Elon Musk che propone di aggiungervi un reddito minimo garantito, per colmare 
il gap competitivo tra carne e bit – oltre che trasformare il viaggio su Marte in realtà.

Sono tutti esempi di impegno fortemente politico, nel senso proprio del termine: occupare uno spazio di discussione pubblica, e farlo con progetti sociali di lungo periodo. Nessuno, però, lo sta occupando quanto Mark Zuckerberg. È lui ad avere steso un vero e proprio “manifesto” di seimila parole che, nella riduzione giornalistica di molti, si proporrebbe nientemeno che di “salvare il mondo” [il neretto è mio]…

…Ma non è questo il punto. Il punto è che le ambizioni politiche delle parole, sempre più esplicitamente programmatiche, 
di Zuckerberg vanno perfino oltre. Con 
la sua Chan Zuckerberg Initiative, infatti, si propone nientemeno che di “curare, prevenire o gestire” tutte le malattie esistenti “entro la fine del secolo” [il neretto è mio]. Se 
la ricerca a propulsione statale langue, nei suoi laboratori invece corre a una velocità difficile perfino da computare.

Facebook ha sottratto ai centri di ricerca universitari alcuni dei migliori studiosi del campo, in vertiginosa ascesa, dell’intelligenza artificiale, così che 
oggi il trentaduenne è più credibile di qualunque legislatore quando si propone di curare il male “fake news” tramite algoritmi, invece che a suon di leggi [il neretto è mio]…»

http://espresso.repubblica.it/internazionale/2017/03/07/news/silicon-valley-la-nuova-atene-1.296768

Insomma Mark Zuckerberg è il nuovo Salvatore.

Non più umile falegname, ma tecnocrate ricchissimo.

Egli vuole «”salvare il mondo”», vuole «”curare, prevenire o gestire” tutte le malattie esistenti “entro la fine del secolo”», vuole «curare il male».

È la seconda venuta di Cristo, reincarnato in Mark Zuckerberg.

P.S.: notare nel suo comunicato al popolo del 22 giugno come Zuckerberg esprima chiaramente il leitmotiv fondamentale del mondialismo e di tutte le altre ideologie antistato (vedi la mia teoria unificata delle ideologie antistato), cioè che gli esseri umani sono naturalmente buoni (“I always believed people are basically good [il neretto è mio]. As I’ve traveled around, I’ve met all kinds of people from regular folks to heads of state, and I’ve found they almost all genuinely care about helping people”), concetto già espresso nel 1690 da John Locke, quando scrisse la sua errata e ridicola versione dello stato di natura (versione smentita, fra l’altro, anche da un recentissimo studio scientifico pubblicato su Nature, come ho ricordato più volte).

Vedi infatti qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/04/02/il-mondialismo-e-il-nazionalismo-sono-il-prodotto-di-due-diverse-weltanschauung/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/25/smentite-le-idiozie-di-locke-e-di-rousseau-sullo-stato-di-natura/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

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Nazionalismo e bellicismo

30 aprile 2017

Il nazionalismo non si identifica con il bellicismo.

Nazionalismo e bellicismo non sono due insiemi coincidenti.

Si può essere infatti nazionalisti e non considerare la guerra come il mezzo abituale per risolvere le controversie internazionali.

Ma la pace, che è una necessità dell’evoluzione culturale dell’Homo sapiens (basti pensare alle armi nucleari), non si ottiene facilmente e naturalmente, perché lo stato di natura (in latino status naturae, in inglese state of nature) è quello mostrato da Thomas Hobbes (De cive) e da Charles Darwin (On the Origin of Species): la guerra di tutti contro tutti (in latino bellum omnium contra omnes, in inglese war of all against all), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/04/02/il-mondialismo-e-il-nazionalismo-sono-il-prodotto-di-due-diverse-weltanschauung/

Per un approfondimento delle formule hobbesiane di cui sopra, vedi: Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, 3° ed., 2013, lulu.com, pagg. 10-13.

La pace quindi deve essere sostenuta artificialmente sia mediante i tre principali poteri indicati da Bertrand Russell (il potere della forza fisica, il potere economico e il potere della propaganda), sia mediante la Ragione, la quale ci porta alla consapevolezza della necessità di non interferire nella vita di altri popoli.

La terra è stata suddivisa dalla storia in territori che sono proprietà dei popoli che li occupano, analogamente a case di proprietà delle famiglie che le occupano.

Il mondialismo fa proprio questo: avendo l’obiettivo irrazionale di eliminare lo Stato dalla faccia della terra, vuole eliminare la proprietà dei territori nei quali la terra è stata suddivisa e a questo scopo frequentemente usa, o cerca di usare, la guerra (Afghanistan, Iraq, Libia, Siria, Ucraina, ecc. ecc.).

Oggi è il mondialismo a essere la principale causa di guerra, non il nazionalismo, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/02/15/il-mondialismo-e-un-virus-memetico/

Occorre quindi rigettare il mondialismo, che, come ho mostrato più e più volte, è un portato del millenarismo cristiano, cioè ha un’origine neotestamentaria, come del resto tutte le altre ideologie antistato (teoria unificata delle ideologie antistato), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/06/lorigine-del-mondialismo/

Un’ulteriore prova dell’origine neotestamentaria del mondialismo è che l’interpretazione della storia propria di tale ideologia è quella della storia come piano provvidenziale, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/02/21/il-mondialismo-e-la-storia-come-piano-provvidenziale/

Per non interferire nella vita di altri popoli, infine, è imperativo accettare la forma di governo che i popoli si vogliono autonomamente dare e quindi è imperativo considerare entrambe legittime la democrazia e l’autocrazia (per usare la classificazione delle forme di governo di Hans Kelsen), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/09/15/la-differenza-fra-ratio-e-mores/

Il concetto kantiano che la divisione dei poteri sia correlata alla pace è semplicemente un concetto errato, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/07/15/il-cervello-di-kant/

Come, del resto, tutti oggi possono constatare.

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Il mondialismo e il nazionalismo sono il prodotto di due diverse Weltanschauung

2 aprile 2017

Il mondialismo è il prodotto di una Weltanschauung che possiamo comunemente trovare nei cartoni animati della Disney et similia: gli animali della natura convivono pacificamente.

Se noi invece guardiamo un documentario di David Attenborough, vediamo qualcosa di estremamente diverso, vediamo cioè lo “state of nature” di Charles Darwin, il quale non è niente altro che lo “state of nature” di Thomas Hobbes (come del resto fu notato anche da Karl Marx).

Ho scritto in un vecchio post:

“Molto tempo dopo, un altro grande pensatore, anzi ancor più grande di Hobbes, Charles Darwin, userà hobbesianamente il termine “state of nature” nel suo capolavoro, On the Origin of Species.

Se ci si prende la briga di andare a contare quante volte Darwin usa tale termine nel suo capolavoro (http://www.gutenberg.org/cache/epub/2009/pg2009.txt, data di accesso odierna), si scopre che esso vi compare ben 45 volte…

…In effetti Darwin è proprio hobbesiano, cosa di cui si accorse perfettamente Marx, vedi la sua lettera a Engels del 18 giugno 1862, nella quale egli parla del capolavoro di Darwin:

«E’ il bellum omnium contra omnes di Hobbes…»”

https://luigicocola.wordpress.com/2014/07/05/la-menzogna-senza-fine-delloccidente/

Torniamo sempre, come ho scritto più volte, allo stesso punto, cioè al concetto di stato di natura di Thomas Hobbes e a quello di John Locke.

Hobbes scrive nel 1651:

«The foundation therefore which I have laid standing firme, I demonstrate in the first place, that the state of men without civill society (which state we may properly call the state of nature) is nothing else but a meere warre of all against all; and in that warre all men have equall right unto all things; Next, that all men as soone as they arrive to understanding of this hatefull condition, doe desire (even nature it selfe compelling them) to be freed from this misery [il neretto è mio]

(Thomas Hobbes, De Cive, Preface to the Reader, Blackmask Online, disponibile su:

http://www.unilibrary.com/ebooks/Hobbes,%20Thomas%20-%20De%20Cive.pdf,

data di accesso odierna, pag. 6)

E ancora:

«Whosoever therefore holds, that it had been best to have continued in that state in which all things were lawfull for all men, he contradicts himself; for every man, by naturall necessity desires that which is good for him: nor is there any that esteemes a war of all against all, which necessarily adheres to such a State, to be good for him [il neretto è mio]

(Ibid., Chapter 1, XIII, pag. 11)

Quindi secondo Hobbes: the state of nature = a war(re) of all against all

Il termine “warre” è una forma arcaica, o meglio obsoleta, di “war”.

Invece Locke scrive nel 1690:

«And here we have the plain difference between the state of Nature and the state of war, which however some men have confounded, are as far distant as a state of peace, goodwill, mutual assistance, and preservation; and a state of enmity, malice, violence and mutual destruction are one from another. Men living together according to reason without a common superior on earth, with authority to judge between them, is properly the state of Nature [il neretto è mio]

(John Locke, Two Treatises of Government, Essay Two, Chapter III, 19, prepared by Rod Hay for the McMaster University Archive of the History of Economic Thought, disponibile su:

http://www.efm.bris.ac.uk/het/locke/government.pdf,

data di accesso odierna, pag. 113)

Quindi secondo Locke: the state of nature = a state of peace

Se noi pensiamo che lo stato di natura è quello descritto da Hobbes, ne consegue che lo Stato è necessario → nazionalismo; se invece noi pensiamo che lo stato di natura è quello descritto da Locke, ne consegue che lo Stato non è necessario → mondialismo o globalismo (in inglese globalism, in francese mondialisme).

Infatti se the state of nature = a state of peace, non c’è bisogno dello Stato, la cui funzione essenziale è quella di difendere la comunità dagli aggressori esterni (mediante l’esercito) e dai torti reciproci (mediante la legge).

Di queste due Weltanschauung, la prima, quella di Hobbes, è la Weltanschauung scientifica (di cui scrisse anche Sigmund Freud) e infatti è anche quella di Charles Darwin; la seconda, quella di Locke, non è niente altro che la Weltanschauung religiosa (ovviamente della religione cristiana, dato che Locke era cristiano).

Quando le élites ignoranti del globalismo farneticano di “global open society” (George Soros) e di “global community (Mark Zuckerberg), stanno parlando della Weltanschauung religiosa cristiana, che è diventata la Weltanschauung del patrimonio culturale laico dell’Occidente proprio grazie a Locke, che finge di appellarsi alla Ragione, ma che in realtà mistifica la questione, perché egli in realtà si appella alla Weltanschauung religiosa cristiana.

E non sarà il denaro di Soros o di Zuckerberg (David Rockefeller è morto) a cambiare la verità.

Da ricordare infine che uno studio scientifico intitolato Inter-group violence among early Holocene hunter-gatherers of West Turkana, Kenya e pubblicato su Nature il 21 gennaio 2016 dà ragione a Hobbes e a Darwin, smentendo invece le idiozie di Locke e di Rousseau sullo stato di natura:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/25/smentite-le-idiozie-di-locke-e-di-rousseau-sullo-stato-di-natura/

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Smentite le idiozie di Locke e di Rousseau sullo stato di natura

25 gennaio 2016

Un eccezionale ritrovamento di scheletri umani preistorici in Kenia, i resti degli scheletri di diversi cacciatori-raccoglitori risalenti all’inizio dell’Olocene, che presentano evidenti segni di morte violenta, dà la prova che: «warfare was part of the repertoire of inter-group relations among prehistoric hunter-gatherers».

Lo studio è stato pubblicato il 21 gennaio 2016 su Nature:

Inter-group violence among early Holocene hunter-gatherers of West Turkana, Kenya

M. Mirazón Lahr, F. Rivera, R. K. Power, A. Mounier, B. Copsey, F. Crivellaro, J. E. Edung, J. M. Maillo Fernandez, C. Kiarie, J. Lawrence, A. Leakey, E. Mbua, H. Miller, A. Muigai, D. M. Mukhongo, A. Van Baelen, R. Wood, J.-L. Schwenninger, R. Grün, H. Achyuthan, A. Wilshaw & R. A. Foley

«The nature of inter-group relations among prehistoric hunter-gatherers remains disputed, with arguments in favour and against the existence of warfare before the development of sedentary societies1, 2. Here we report on a case of inter-group violence towards a group of hunter-gatherers from Nataruk, west of Lake Turkana, which during the late Pleistocene/early Holocene period extended about 30 km beyond its present-day shore3. Ten of the twelve articulated skeletons found at Nataruk show evidence of having died violently at the edge of a lagoon, into which some of the bodies fell. The remains from Nataruk are unique, preserved by the particular conditions of the lagoon with no evidence of deliberate burial. They offer a rare glimpse into the life and death of past foraging people, and evidence that warfare was part of the repertoire of inter-group relations among prehistoric hunter-gatherers.[il corsivo è mio]»

http://www.nature.com/nature/journal/v529/n7586/full/nature16477.html

La notizia è stata ampiamente riportata dalla stampa, vedi per esempio qui:

Kenya, la prima strage di uomini della storia avvenne 10mila anni fa
La prova definitiva nel ritrovamento a Nataruk di resti di uomini, donne e bambini catturati e uccisi. E ci si interroga sulle origini della guerra

«Studio alimenta il dibattito sulle origini della guerra – Le origini della guerra sono un tema controverso, che tocca l’essenza della natura umana: siamo nati con la capacità innata di violenze organizzate, come i nostri cugini scimpanzè, o sono le circostanze che ci convincono a ricorrervi? Alcuni antropologi sostengono che la guerra è nata insieme al concetto di proprietà, a sua volta comparso quando gli uomini sono diventati sedentari e agricoltori. Ma il nuovo studio dimostrerebbe che la guerra esisteva già 10mila anni fa, quando l’uomo era ancora nomade.»

http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/kenya-la-prima-strage-di-uomini-della-storia-avvenne-10mila-anni-fa_2155766201602a.shtml

Il suddetto studio smentisce le idiozie di John Locke e di Jean-Jacques Rousseau sullo stato di natura, idiozie su cui sono basate le ideologie antistato come il mondialismo e l’europeismo, mentre conferma le tesi di Thomas Hobbes e di Charles Darwin, vedi infatti qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/07/05/la-menzogna-senza-fine-delloccidente/

https://luigicocola.wordpress.com/2012/10/23/il-mito-della-dannosita-dello-stato/

Oggi più che mai risulta evidente che il mondialismo e l’europeismo, ossia le ideologie antistato, sono contro la Ragione e la Weltanschauung scientifica, come del resto ho sempre sostenuto.

Copyright © 2016 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.