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Dobbiamo prepararci alla possibilità di una guerra nucleare tra NATO e Russia

15 giugno 2020

Se Donald Trump non venisse rieletto, e quindi se venisse eletto Joe Biden, non potrebbe essere esclusa la possibilità di una guerra nucleare tra NATO e Russia, ovvero tra paesi globalisti e Russia.

Perché? Perché l’élite russa, come ha dimostrato con la crisi dell’Ucraina e con la crisi della Covid-19, non si piegherà mai ad agire contro il popolo russo, come richiede “the ideology of globalism” (1): liquidare i popoli per liquidare gli Stati e instaurare così un Nuovo Ordine Mondiale in cui non esiste più lo Stato, sostituito da una tecnocrazia mondiale, il vecchio sogno del Conte Henri de Saint-Simon (1760-1825), attuato però in un modo che a lui avrebbe fatto orrore.

Quindi è possibile che Joe Biden, vale a dire il deep state globalista, riprenda il programma di Hillary Clinton, per togliere definitivamente di mezzo i russi.

Come si può vedere chiaramente, a meno di autocensurarsi (come del resto fanno quasi tutti), il globalismo (o mondialismo, in inglese globalism, in francese mondialisme) è assai simile al tentativo di Pol Pot di eliminare lo Stato della Cambogia ammazzando i cambogiani (Pol Pot era comunista, ma credeva che la teoria marx-engelsiana sia sbagliata per quanto riguarda i tempi lunghissimi necessari a eliminare lo Stato, 2, 3), con l’unica differenza che il globalismo adotta sì il genocidio, come il genocidio cambogiano, ma quello del globalismo è un genocidio lento, un genocidio senza spargimento di sangue (4, 5), attuato per mezzo di tre strumenti: a) povertà, b) immigrazione senza freni (da cui islamizzazione e meticciato), c) distruzione della famiglia.

Diciamo che il globalismo vuole ottenere, per eliminare lo Stato, una velocità intermedia tra quella di Pol Pot e quella di Marx ed Engels.

Inoltre, se Trump dopo la sua rielezione non facesse crollare l’Unione Europea, la punta di diamante del globalismo, lo stesso identico problema si ripresenterebbe con il successivo presidente.

Soltanto se l’Unione Europea crollasse, il globalismo sarebbe sconfitto: perché è impensabile che il globalismo possa riprendersi dopo il crollo della sua punta di diamante.

Comunque, poiché non è certo che Donald Trump venga rieletto, dobbiamo prepararci alla possibilità di una guerra nucleare tra NATO e Russia, che potrebbe portare alla distruzione della nostra civiltà e perfino dell’umanità intera.

Tutto questo purtroppo non è capito da Vladimir Putin e dall’élite russa che egli rappresenta, come ho abbondantemente spiegato in molti post precedenti (per esempio cfr. 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12).

L’élite russa fraintende completamente il globalismo, tanto che Putin in un’intervista dell’anno scorso al Financial Times non usò, a differenza di Donald Trump, questa parola – “globalism” – né termini analoghi (per esempio “New World Order”), ma bensì i termini mistificatori che il globalismo usa per descrivere se stesso: “globalisation”, “liberal idea” e “liberal circles”, come ho già mostrato (13).

L’élite russa pensa che si tratti semplicemente di imperialismo (degli Stati Uniti d’America), perché essa non riesce a vedere che trattasi invece di un’ideologia antistato: l’élite russa scotomizza, per ragioni culturali, questo fatto oggettivo (14, 15).

L’élite russa confonde la volontà di suicidio del globalismo con la politica di potenza, che è l’esatto contrario della volontà di suicidio (16).

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1) Donald Trump: “We reject the ideology of globalism”

https://luigicocola.wordpress.com/2018/09/26/donald-trump-we-reject-the-ideology-of-globalism/

2) «In realtà l’europeismo ha lo stesso scopo del comunismo: eliminare lo Stato.

Infatti, come è ben noto, il dogma fondamentale del comunismo è il seguente: una volta arrivati alla società comunista, automaticamente lo Stato si dissolverà.

Per chi ignora questo dogma, ecco un magistrale brano di Norberto Bobbio, che spiega in poche parole la teoria di Marx ed Engels.

“La più popolare delle teorie che sostengono l’attuabilità o addirittura l’avvento necessario di una società senza Stato è quella marxiana o per meglio dire engelsiana, in base a un ragionamento che ridotto ai minimi termini può essere esposto così: lo Stato è nato dalla divisione della società in classi contrapposte per effetto della divisione del lavoro, allo scopo di consentire il dominio della classe che sta sopra sulla classe che sta sotto; quando in seguito alla conquista del potere da parte della classe universale (la dittatura del proletariato) verrà meno la società divisa in classi, verrà meno anche la necessità dello Stato. Lo Stato si estinguerà, morirà di morte naturale, perché non sarà più necessario [il corsivo è mio]. Questa teoria è forse la più ingegnosa fra quelle che difendono l’ideale della società senza Stato ma non è meno discutibile: perché tanto la premessa maggiore del sillogismo (lo Stato è uno strumento di dominio di classe) quanto la premessa minore (la classe universale è destinata a distruggere la società di classe) non hanno resistito a quel formidabile argomento che sono, come avrebbe detto Hegel, le «dure repliche della storia».”

(Norberto Bobbio, Stato, governo, società, 1995, Einaudi, pag. 123).»

Il comunismo e l’europeismo hanno lo stesso scopo: eliminare lo Stato

https://luigicocola.wordpress.com/2013/01/23/il-comunismo-e-leuropeismo-hanno-lo-stesso-scopo-eliminare-lo-stato/

3) «Infatti il delirio culturale di Pol Pot e dei Khmer Rossi, come è noto, era una forma estrema e anomala di comunismo, cioè della teoria marx-engelsiana: essi volevano attuare immediamente, e per mezzo di torture e massacri, lo stadio finale previsto da tale teoria, cioè l’estinzione naturale dello Stato.»

Il mondialismo e il genocidio cambogiano di Pol Pot e dei Khmer Rossi

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/17/il-mondialismo-e-il-genocidio-cambogiano-di-pol-pot-e-dei-khmer-rossi/

4) Convention on the Prevention and Punishment of the Crime of Genocide

treaties.un.org/pages/ViewDetails.aspx?src=TREATY&mtdsg_no=IV-1&chapter=4&lang=en

5) Convention on the Prevention and Punishment of the Crime of Genocide

«Article I

The Contracting Parties confirm that genocide, whether committed in time of peace or in time of war, is a crime under international law which they undertake to prevent and to punish.

Article II

In the present Convention, genocide means any of the following acts committed with intent to destroy, in whole or in part, a national, ethnical, racial or religious group, as such [il neretto è mio]:
(a) Killing members of the group;
(b) Causing serious bodily or mental harm to members of the group;
(c) Deliberately inflicting on the group conditions of life calculated to bring about its physical destruction in whole or in part [il neretto è mio];
(d) Imposing measures intended to prevent births within the group;
(e) Forcibly transferring children of the group to another group.

Article III

The following acts shall be punishable:
(a) Genocide;
(b) Conspiracy to commit genocide;
(c) Direct and public incitement to commit genocide;
(d) Attempt to commit genocide;
(e) Complicity in genocide.»

United Nations, Treaty Series, vol. 78, p. 280

treaties.un.org/doc/Publication/UNTS/Volume%2078/v78.pdf

6) Pochi hanno capito cos’è realmente il globalismo

https://luigicocola.wordpress.com/2019/07/09/pochi-hanno-capito-cose-realmente-il-globalismo/

7) Quattro strani difetti delle analisi del mondialismo conformiste e tradizionali

https://luigicocola.wordpress.com/2019/10/25/quattro-strani-difetti-delle-analisi-del-mondialismo-conformiste-e-tradizionali/

8) Adesso i russi si accorgono di Hillary Clinton!

https://luigicocola.wordpress.com/2019/11/03/adesso-i-russi-si-accorgono-di-hillary-clinton/

9) La contraddittorietà dell’attuale politica estera della Russia

https://luigicocola.wordpress.com/2019/11/15/la-contraddittorieta-dellattuale-politica-estera-della-russia/

10) Un vecchio editoriale (del 2009) firmato da Sergei Lavrov e Franco Frattini

https://luigicocola.wordpress.com/2019/11/17/un-vecchio-editoriale-del-2009-firmato-da-sergei-lavrov-e-franco-frattini/

11) Putin dice che è interessato a mantenere in vita l’euro e l’Unione Europea

https://luigicocola.wordpress.com/2019/11/25/putin-dice-che-e-interessato-a-mantenere-in-vita-leuro-e-lunione-europea/

12) I russi insistono nella contraddittorietà della loro politica estera

https://luigicocola.wordpress.com/2019/12/04/i-russi-insistono-nella-contraddittorieta-della-loro-politica-estera/

13) L’understatement britannico di Vladimir Putin

https://luigicocola.wordpress.com/2019/07/07/lunderstatement-britannico-di-vladimir-putin/

14) Disfatta dei mondialisti: Brexit attuata e impeachment di Trump fallito

https://luigicocola.wordpress.com/2020/02/06/disfatta-dei-mondialisti-brexit-attuata-e-impeachment-di-trump-fallito/

15) Luigi Cocola, La teoria unificata delle ideologie antistato e altri discorsi politici, 6° ed., lulu.com, 2018

16) «”Il modo migliore per porre fine a questa situazione anomala è abbandonare idee imperiali”, ha affermato il capo della diplomazia russa.»

Capo diplomazia russa Lavrov dà un consiglio ai leader occidentali

27 novembre 2019

https://it.sputniknews.com/politica/201911278340597-capo-diplomazia-russa-lavrov-da-un-consiglio-ai-leader-occidentali/

N.B.: tutti i link sono stati verificati in data odierna.

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Perché l’Italia è il primo paese dell’Occidente per numero di contagiati dal coronavirus?

23 febbraio 2020

A dir la verità, nel momento in cui scrivo (23 febbraio 2020, ore 8 e 30 a. m., Central European Time), la situazione dell’Italia è ancora peggiore, non si tratta soltanto di essere il primo paese dell’Occidente per numero di contagiati dal coronavirus: i contagiati in Italia sono 79 e in tutto il mondo ci superano soltanto la Cina (76936), la nave Diamond Princess ormeggiata nel porto di Yokohama, che è un caso a parte (634), la Corea del Sud (556), il Giappone (135) e Singapore (85).

Vedi infatti qui:

Coronavirus COVID-19 Global Cases by Johns Hopkins CSSE

https://gisanddata.maps.arcgis.com/apps/opsdashboard

/index.html#/bda7594740fd40299423467b48e9ecf6

In questa triste classifica, dopo di noi c’è Hong Kong (70), Thailandia (35) e USA (35).

Da notare che la Russia, che ha un confine con la Cina lungo 4000 km e qualcosa, ha solo 2 contagiati!

Ma limitiamoci al solo Occidente: perché l’Italia è il primo paese dell’Occidente per numero di contagiati dal coronavirus?

Vediamo cosa dice a questo proposito Walter Ricciardi:

«Come mai in Italia i contagiati sono aumentati di colpo?
«E’ un caso da manuale, in cui una o più persone vengono contagiate da chi arriva da un luogo di epidemia, e poi ci sono dei contagiati secondari con lo stesso tempo di incubazione. Paghiamo il fatto di non aver messo in quarantena da subito gli sbarcati dalla Cina. Abbiamo chiuso i voli, una decisione che non ha base scientifica, e questo non ci ha permesso di tracciare gli arrivi, perché a quel punto si è potuto fare scalo e arrivare da altre località. Inoltre, quando vengono contagiati i medici significa che non si sono messe in campo le pratiche adatte, oltre al fatto che il virus è molto contagioso. Francia, Germania e Regno Unito seguendo l’Oms non hanno bloccato i voli diretti e hanno messo in quarantena i soggetti a rischio, inoltre hanno una catena di comando diretta, mentre da noi le realtà locali vanno in ordine sparso [il neretto è mio]».» (1)

Se anche le realtà locali italiane funzionano male, questo vuol dire che non funziona tutta la catena di comando italiana, non soltanto il governo Conte II (che quest’ultimo non funzioni è palese a tutti).

Perché tutta la catena di comando dello Stato italiano ha dimostrato di essere incompetente nei riguardi del coronavirus?

La spiegazione è la seguente.

Da anni scrivo che l’Italia ha due mali, un male antico e un male moderno (2, 3).

Il male antico dell’Italia consiste nel fatto innegabile, ma da tutti negato (tranne da me), che lo Stato italiano soltanto formalmente è uno Stato: sostanzialmente è un sistema associato Stato-Chiesa (i Patti Lateranensi del 1929, che mai e poi mai avrebbero dovuto essere stipulati, nel 1947 furono addirittura inseriti nella Costituzione della Repubblica italiana per volontà di Alcide De Gasperi e di Palmiro Togliatti). Non essendo lo Stato italiano un vero Stato, ma bensì un sistema associato Stato-Chiesa, esso non è in grado di usare pienamente e senza remore il potere della forza fisica, potere che, come scrisse elegantemente Max Weber, è il “mezzo specifico” dello Stato (2, 3, 4, 5). Quindi il cosiddetto Stato italiano non ha il potere della forza fisica sufficiente a imporre l’interesse pubblico sopra gli interessi privati, attraverso la giustizia (6). Il risultato finale è che in Italia qualsiasi catena di comando dello Stato funziona poco e male.

In un mio saggio di una decina di anni fa ho scritto:

«Che lo Stato funzioni per mezzo del potere della forza fisica spiega l’estremo contrasto (altrimenti inspiegabile) tra il malfunzionamento (che può raggiungere livelli grotteschi) di qualsiasi cosa in Italia sia dello Stato e i successi notevolissimi, a livello di primati mondiali, di alcuni settori dell’industria privata italiana: perché la catena di comando di questi settori funziona per mezzo del potere economico e non per mezzo del potere della forza fisica, che nella cultura italiana è indisponibile, è inibito.
Infatti qualsiasi attività collettiva umana che abbia uno scopo ha bisogno di una catena di comando, esattamente come un’orchestra ha bisogno di un direttore. Anche quelle attività che a prima vista sembrano non averla, in realtà, a ben guardare, ce l’hanno.» (7)

Il male moderno dell’Italia è costituito dall’ideologia mondialista e dall’Unione Europea, che è la punta di diamante, la realizzazione più avanzata, di tale ideologia (2, 3).

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P.S. (24 febbraio 2020, ore 00.30 a. m., Central European Time): adesso l’Italia è il terzo paese al mondo per numero di contagiati dal coronavirus (155 contagiati), dopo la Cina e la Corea del Sud (la nave Diamond Princess non è un paese).

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1) Coronavirus, Walter Ricciardi dell’Oms: “Grave errore non mettere in quarantena le persone arrivate in Italia dalla Cina”
L’accusa: «Una scelta non scientifica, entro due settimane sapremo se saremo difronte a un’epidemia»

23 febbraio 2020

https://www.lastampa.it/cronaca/2020/02/23/news/coronavirus-walter-ricciardi-dell-oms-grave-errore-non-mettere-in-quarantena-le-persone-arrivate-in-italia-dalla-cina-1.38504030

2) I mali dell’Italia non si limitano all’euro

30 agosto 2012

https://luigicocola.wordpress.com/2012/08/30/i-mali-dellitalia-non-si-limitano-alleuro/

3) Due verità misconosciute che il popolo italiano dovrebbe sapere

24 settembre 2019

https://luigicocola.wordpress.com/2019/09/24/due-verita-misconosciute-che-il-popolo-italiano-dovrebbe-sapere/

4) «1.10 Il collasso cronico dello Stato italiano

Il tabù cristiano della forza depotenzia lo Stato italiano, che come tutti gli Stati funziona per mezzo del potere della forza fisica, riducendolo a poco più di una mera apparenza.
Lo Stato italiano esiste dal punto di vista della forma, non esiste dal punto di vista della sostanza.
È uno Stato cronicamente collassato, uno Stato senza forza, uno Stato senza sovranità, uno Stato depotenziato.
Usando la simbologia biblica di Hobbes (16), si può definire lo Stato italiano come un leviatano senza spada.»

Luigi Cocola, Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo, 3° ed., lulu.com., 2012, pagg. 28-29

5) «La forza non è, ovviamente, il mezzo normale o unico dello stato, nemmeno per idea, ma è il suo mezzo specifico. Proprio oggi il rapporto tra Stato e forza appare particolarmente intimo. In passato, le più disparate associazioni, a partire da quella familiare, hanno conosciuto la forza fisica come mezzo del tutto normale. Oggi, invece, dovremo dire che lo Stato è quella comunità umana che all’interno di un determinato territorio – questo del «territorio» costituisce un segno distintivo – rivendica per sé (con successo) il monopolio dell’uso legittimo della forza fisica

Max Weber, La politica come professione, Armando, Roma, 2005 (trad. it. di Politik als Beruf, Klett, Stuttgart, 1995), pagg. 32-33

6) Come scrisse Noberto Bobbio, “le due funzioni essenziali” dello Stato sono “la milizia e i tribunali”:

Norberto Bobbio, Stato, governo, società – Frammenti di un dizionario politico, Einaudi, Torino, 1995, pag. 124

7) Luigi Cocola, op. cit., pag. 21

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Lo sfacelo intellettuale e politico dell’Italia

15 gennaio 2020

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha detto:

“Sulla Libia la linea italiana è perfettamente coerente: l’unica soluzione sostenibile è quella politica, ogni tentazione di imporre l’opzione militare è destinata al fallimento e comunque inaccettabile”.

e anche:

“L’Italia ha fatto una scelta ben precisa: siamo disponibili a investire tutto il nostro capitale per indirizzare gli attori libici e la comunità internazionale verso una soluzione politica, ma non siamo disponibili a fornire armi o militari per alimentare un conflitto armato”.

Libia, Conte: “L’unica soluzione è politica”

14 gennaio 2020

https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2020/01/14/libia-conte-unica-soluzione-politica_knPOoP64Bm4hwICYGVyFJL.html

Il concetto che la politica prescinda dalla forza, anzi sia in antitesi con essa, è un concetto assolutamente errato, che rivela una grande ignoranza di scienza politica – filosofia politica.

Come scrive Max Weber nella sua celeberrima opera intitolata La politica come professione (Politik als Beruf): il potere della forza fisica è il mezzo specifico dello Stato.

“La forza non è, ovviamente, il mezzo normale o unico dello stato, nemmeno per idea, ma è il suo mezzo specifico. Proprio oggi il rapporto tra Stato e forza appare particolarmente intimo. In passato, le più disparate associazioni, a partire da quella familiare, hanno conosciuto la forza fisica come mezzo del tutto normale. Oggi, invece, dovremo dire che lo Stato è quella comunità umana che all’interno di un determinato territorio – questo del «territorio» costituisce un segno distintivo – rivendica per sé (con successo) il monopolio dell’uso legittimo della forza fisica.”

Max Weber, La politica come professione, Armando, Roma, 2005 (trad. it. di Politik als Beruf, Klett, Stuttgart, 1995), pagg. 32-33

E per Norberto Bobbio “le due funzioni essenziali” dello Stato sono “la milizia e i tribunali” (Norberto Bobbio, Stato, governo, società – Frammenti di un dizionario politico, Einaudi, Torino, 1995, pag. 124).

È semplicemente incredibile, anzi intollerabile, che un professore ordinario di diritto privato, qual è Giuseppe Conte, non conosca – o non accetti, è lo stesso – la definizione di Stato fornita da Max Weber, che è la definizione di Stato universalmente accettata, per non parlare di ciò che scrive Norberto Bobbio sullo Stato, sull’esercito e sulla giustizia: questa è la dimostrazione palese e innegabile dello sfacelo intellettuale e politico dell’Italia.

È poi ovvio che l’Italia vada inevitabilmente incontro al disastro più totale, sia per quanto riguarda la Libia, sia per quanto riguarda l’Unione Europea, sia per quanto riguarda qualsiasi altra cosa.

Per un approfondimento vedi:

Nuovo Rinascimento o nuovo Risorgimento?

https://luigicocola.wordpress.com/2017/04/10/nuovo-rinascimento-o-nuovo-risorgimento/

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Quattro strani difetti delle analisi del mondialismo conformiste e tradizionali

25 ottobre 2019

Le analisi del mondialismo (o globalismo) conformiste e tradizionali hanno quattro strani difetti (da puntualizzare che nella mia analisi del mondialismo, di cui ho largamente scritto, tali difetti non sono presenti).

I) Innanzitutto ad esse sfugge il punto nodale della questione, che è l’intenzione dell’élite globalista di eliminare lo Stato, sostituendolo con la tecnocrazia (la tecnocrazia è un concetto inventato da Henri de Saint-Simon all’inizio dell’Ottocento, 1, 2, 3).

Per fare un esempio, quando si interpreta l’ideologia mondialista (che venne nominata da un rivoluzionario Donald Trump all’ONU il 25 settembre 2018: “the ideology of globalism”, 4) come lotta di classe, capitalismo e imperialismo (ciò che costituisce un’interpretazione del mondialismo assai diffusa, 5, 6), il suddetto punto nodale viene completamente oscurato.

È a dir poco strana questa cecità, questo non vedere, o meglio non voler vedere, lo scopo supremo dell’ideologia mondialista, che è quello di eliminare lo Stato, qualunque tipo di Stato (non solo lo Stato-nazione).

La mia Teoria unificata delle ideologie antistato (7) riguarda proprio tale argomento, ma non c’è affatto bisogno di conoscerla per capire lo scopo supremo dell’ideologia mondialista, che è evidente, anzi è dichiarato apertamente, perché voler eliminare i confini degli Stati significa voler eliminare gli Stati stessi, lo capirebbe anche un bambino.

Perché mai si glissa su questo punto nodale, centrale, basilare, evidentissimo, di colossali dimensioni?

II) Alle analisi del mondialismo conformiste e tradizionali sfugge inoltre il ruolo fondamentale di Henri de Saint-Simon, sia nella genesi storica dell’ideologia mondialista, sia nella genesi storica dell’Unione Europea (8, 9).

Coloro che parlano e/o scrivono del mondialismo non conoscono forse la storia della filosofia? Essi non sanno chi inventò il concetto di tecnocrazia, che oggi si è incarnato nei tecnocrati di Bruxelles?

In internet è disponibile gratuitamente e integralmente il testo originale dell’opera di Saint-Simon sull’unificazione politica dell’Europa, scritto nel lontano 1814: De la réorganisation de la société européenne (10).

Anche questo occultamento del ruolo fondamentale di Henri de Saint-Simon nella genesi del mondialismo e dell’Unione Europea è strano, molto strano.

III) Un altro strano difetto delle analisi del mondialismo conformiste e tradizionali è quello di non capire che uno dei principali mezzi usati dall’élite globalista per eliminare gli Stati europei, cioè l’islamizzazione dell’Europa (che è un fatto sotto gli occhi di tutti), porterà inevitabilmente alla restaurazione in Europa dello Stato ad opera degli immigrati islamici e dei loro discendenti, dato che per l’Islam, al contrario del Cristianesimo, l’assenza dello Stato è letteralmente inconcepibile, e inoltre di non capire che ciò è una prova inoppugnabile della mancanza di razionalità del mondialismo (5).

I membri dei think tank di tutto il pianeta cosa fanno invece di prevedere ciò che accadrà alla fine del secolo o giù di lì (11)? Giocano a carte, vanno in palestra, si danno all’alcol, cosa diavolo fanno?

IV) Infine è veramente strano che praticamente nessuno di coloro che parlano e/o scrivono del mondialismo, tranne me (7, 8), metta in relazione tale ideologia col millenarismo o chiliasmo (12).

Eppure è addirittura la Chiesa Cattolica ad affermare nel suo Catechismo della Chiesa Cattolica (la cui pubblicazione in varie lingue è terminata nel 1997) che il comunismo è una forma secolarizzata di millenarismo (13) e quindi è facile estendere ciò al mondialismo, essendo ideologie antistato sia il comunismo che il mondialismo (7, 14).

Chi più della Chiesa Cattolica può sapere cosa è e cosa non è il millenarismo?

Ebbene, queste quattro enormi stranezze, che a prima vista sembrano inspiegabili, possono essere facilmente spiegate nel seguente modo: si tratta della volontà di occultare a tutti i costi, perfino a costo della propria autodistruzione, perfino a costo di una guerra nucleare totale, il fatto che la causa del mondialismo è il Cristianesimo e che la natura essenziale di tale religione è quella di essere contro lo Stato (perché è proprio così che il Cristianesimo storicamente nacque).

Non attuare tale occultamento significherebbe per l’Occidente e per la Russia criticare il Cristianesimo o quantomeno l’ethos cristiano (che è seguito ovviamente anche dagli atei e da coloro che si definiscono laici). E quindi si dà la colpa del mondialismo agli ebrei, alla massoneria, alla lotta di classe, al capitalismo, all’imperialismo, all’Illuminismo, alla geopolitica, ecc. ecc., di capro espiatorio in capro espiatorio, arrivando perfino ai satanisti e agli extraterrestri rettiliani.

Certo, i cinesi non hanno niente a che fare col Cristianesimo e potrebbero riconoscere la verità senza problemi di sorta, se non fosse che essi col mondialismo si sono enormemente arricchiti e vogliono continuare a farlo: nel loro caso non è un problema di religione, è un problema di puro e semplice denaro.

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1) «Henri de Saint-Simon, in full Claude-Henri de Rouvroy, Comte (count) de Saint-Simon, (born Oct. 17, 1760, Paris, Fr.—died May 19, 1825, Paris), French social theorist and one of the chief founders of Christian socialism. In his major work, Nouveau Christianisme (1825), he proclaimed a brotherhood of man that must accompany the scientific organization of industry and society.»

https://www.britannica.com/biography/Henri-de-Saint-Simon

2) «All’estremo opposto l’ideale della fine della società politica e della classe politica che ne trae un abusivo vantaggio è stato predicato da una concezione che oggi si direbbe tecnocratica dello Stato, come quella esposta da Saint-Simon secondo cui nella società industriale ove protagonisti non sono più i guerrieri e i legisti ma diventano gli scienziati e i produttori, non ci sarà più bisogno della «spada di Cesare». Questo ideale tecnocratico peraltro si accompagna in Saint-Simon con una forte ispirazione religiosa (il nouveau christianisme), quasi a suggerire l’idea che questo salto fuori della storia che è la società senza Stato non sia pensabile prescindendo da un’idea messianica.»

Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pag. 124

3) «Inutile che qui io rifaccia la storia della tecnocrazia. Basta ricordarne alcuni principi fondamentali, che poi sono quelli fissati già dal fondatore o inventore: il francese Claude Henri de Rouvroy, conte di Saint-Simon, e poi affinati, adattati, rielaborati in due secoli di sviluppo senza però mai tradire alcuni presupposti irrinunciabili…

…Il mondo va male, perché al governo sono gli uomini della politica, regno appunto dell’incertezza, mentre ne restano fuori quelli che possono contare su un sapere certo e indubitabile: gli industriali, nei quali Saint-Simon comprende tutti coloro che in qualsiasi modo appartengono alla sfera della produzione. Per rimettere le cose a posto in questo mondo così cambiato occorre sostituire le incertezze della politica con le certezze della scienza e della tecnica; occorre che il controllo della società passi dalle mani dei politici a quelle degli industriali.»

Claudio Finzi, Ideologia tecnocratica e globalizzazione, in Agostino Carrino (a cura di), L’Europa e il futuro della politica, Società Libera, 2002, pagg. 235-236

4) Donald Trump all’ONU il 25 settembre 2018: “the ideology of globalism”

5) Uno sguardo ad alcune analisi del mondialismo pubblicate da “Strategic Culture”

https://luigicocola.wordpress.com/2019/10/07/uno-sguardo-ad-alcune-analisi-del-mondialismo-pubblicate-da-strategic-culture/

6) I russi e i cinesi non capiscono affatto cos’è il mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2019/10/15/i-russi-e-i-cinesi-non-capiscono-affatto-cose-il-mondialismo/

7) Luigi Cocola, La teoria unificata delle ideologie antistato e altri discorsi politici, 6° ed., lulu.com, 2018

8) Le tappe principali della genesi storica del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/28/le-tappe-principali-della-genesi-storica-del-mondialismo/

9) Perché si censura il ruolo di Henri de Saint-Simon nella genesi storica del mondialismo e dell’Unione Europea?

https://luigicocola.wordpress.com/2018/11/13/perche-si-censura-il-ruolo-di-henri-de-saint-simon-nella-genesi-storica-del-mondialismo-e-dellunione-europea/

10) Henri de Saint-Simon, De la réorganisation de la société européenne, Paris, 1814

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k10497526/f7.image

11) Scenari mondiali di fine secolo

https://luigicocola.wordpress.com/2019/10/18/scenari-mondiali-di-fine-secolo/

12) «Millennialism, also called millenarianism or chiliasm, the belief, expressed in the book of Revelation to John, the last book of the New Testament, that Christ will establish a 1,000-year reign of the saints on earth (the millennium) before the Last Judgment.»

https://www.britannica.com/topic/millennialism

13) Dal Catechismo della Chiesa Cattolica (in italiano):

«676 Questa impostura anti-cristica si delinea già nel mondo ogniqualvolta si pretende di realizzare nella storia la speranza messianica che non può essere portata a compimento se non al di là di essa, attraverso il giudizio escatologico; anche sotto la sua forma mitigata, la Chiesa ha rigettato questa falsificazione del regno futuro sotto il nome di millenarismo, 640 soprattutto sotto la forma politica di un messianismo secolarizzato « intrinsecamente perverso ». 641»

—–

«(640) Cf Sant’Offizio, Decretum de millenarismo (19 luglio 1944): DS 3839.

(641) Cf Pio XI, Lett. enc. Divini Redemptoris (19 marzo 1937): AAS 29 (1937) 65-106, che condanna « il falso misticismo » di questa « contraffazione della redenzione degli umili » (p. 69); Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 20-21: AAS 58 (1966) 1040-1042.»

http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p1s2c2a7_it.htm

In inglese:

«676 The Antichrist’s deception already begins to take shape in the world every time the claim is made to realize within history that messianic hope which can only be realized beyond history through the eschatological judgement. the Church has rejected even modified forms of this falsification of the kingdom to come under the name of millenarianism,576 especially the “intrinsically perverse” political form of a secular messianism.577»

—–

«576 Cf. DS 3839.

577 Pius XI, Divini Redemptoris, condemning the “false mysticism” of this “counterfeit of the redemption of the lowly”; cf. GS 20-21.»

http://www.vatican.va/archive/ENG0015/__P1V.HTM

In francese:

«676 Cette imposture antichristique se dessine déjà dans le monde chaque fois que l’on prétend accomplir dans l’histoire l’espérance messianique qui ne peut s’achever qu’au-delà d’elle à travers le jugement eschatologique : même sous sa forme mitigée, l’Église a rejeté cette falsification du Royaume à venir sous le nom de millénarisme (cf. DS 3839), surtout sous la forme politique d’un messianisme sécularisé, ” intrinsèquement perverse ” (cf. Pie XI, enc. ” Divini Redemptoris ” condamnant le ” faux mysticisme ” de cette ” contrefaçon de la rédemption des humbles ” ; GS 20-21).»

http://www.vatican.va/archive/FRA0013/__P1R.HTM

14) «E se lo Stato fosse un male e per di più non necessario? La risposta affermativa a questa domanda ha dato vita alle varie teorie della fine dello Stato. Occorre premettere che in tutte queste teorie lo Stato è inteso sempre come il detentore del monopolio della forza e quindi come la potenza che, unica su un determinato territorio, ha i mezzi per costringere i reprobi e i recalcitranti anche ricorrendo in ultima istanza alla coazione. Pertanto fine dello Stato vuol dire nascita di una società che può sopravvivere e prosperare senza bisogno di un apparato di coercizione…

…La più popolare delle teorie che sostengono l’attuabilità o addirittura l’avvento necessario di una società senza Stato è quella marxiana o per meglio dire engelsiana…

…La teoria marx-engelsiana della fine dello Stato è certamente la più popolare ma non è la sola.»

Norberto Bobbio, op. cit., pagg. 122-123

N.B.: tutti i link sono stati verificati in data odierna.

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Col globalismo i Parlamenti non esprimono più la volontà popolare

11 settembre 2019

L’élite globalista ha prodotto questo bel risultato: quasi in contemporanea il Parlamento inglese e il Parlamento italiano non esprimono più la volontà popolare.

Infatti Boris Johnson, che intende attuare la Brexit a tutti i costi, è stato sconfitto nel Parlamento di Londra, mentre i sondaggi lo premiano (i Tory sono al 35%, con 14 punti sul Labour di Corbyn al 21%, 1) e lo premiano perché il popolo inglese vuole la Brexit.

Da puntualizzare che l’Unione Europea è la punta di diamante del globalismo.

Allo stesso modo, Matteo Salvini, che vuole fermare l’immigrazione di massa voluta dai globalisti e dai vertici attuali della Chiesa Cattolica, è premiato dai sondaggi (la Lega è al 33, 4%, mentre il PD è al 22,1% e il M5S è al 21%, 2), ma è sconfitto nel Parlamento di Roma mediante la fiducia al governo M5S-PD (governo che non piace al 52% degli italiani, 3).

Intendiamoci: la lettera della legge è stata rispettata sia a Londra che a Roma, ma questo non significa nulla, perché nelle democrazie i Parlamenti esprimono, devono esprimere, la volontà popolare.

Basti ricordare le famose parole di Abraham Lincoln: «…government of the people, by the people, for the people…» (4).

Cosa è successo quindi? È successo che l’élite globalista ha utilizzato con malizia la legge inglese e la legge italiana per rendere i rispettivi Parlamenti contrari alla volontà popolare.

Infatti il globalismo vuole eliminare lo Stato sostituendolo con la tecnocrazia, idea sciocca e deleteria partorita agli inizi dell’Ottocento dal Conte Henri de Saint-Simon (5, 6, 7), e i tecnocrati non vengono scelti dal popolo, ma bensì dall’élite globalista.

Questa è la morte della democrazia, è la morte della libertà.

E oggi tutto il mondo, vedendo il triste spettacolo offerto dal Parlamento inglese e dal Parlamento italiano, è consapevole di ciò.

P.S.: a questo punto l’élite globalista non ha più alcun diritto di rinfacciare alla Russia, alla Cina, alla Siria, all’Iran, alla Corea del Nord, al Venezuela e a chicchessia la carenza o l’assenza di democrazia, perché proprio essa l’ha uccisa e l’ha uccisa proprio in Europa.

———-

1) Boris Johnson è pronto alla resa dei conti (e vola nei sondaggi)

9 settembre 2019

https://www.agi.it/estero/brexit_boris_johnson-6150112/news/2019-09-09/

2) Ultimi sondaggi – Lega al 33,4 (-0,2), il PD secondo partito con 22,1 (+1)

9 settembre 2019

https://www.la7.it/speciali-mentana/video/ultimi-sondaggi-lega-al-334-02-il-pd-secondo-partito-con-221-1-09-09-2019-281276

3) Sondaggio | Il governo Conte II non piace al 52% degli italiani
Il 45% prevede un esecutivo di pochi mesi. Il provvedimento più atteso (71%) è una manovra in favore dei ceti deboli. Solo l’11% chiede un cambio sui migranti

7 settembre 2019

https://www.corriere.it/politica/19_settembre_07/sondaggio-governo-conte-ii-non-piace-52percento-italiani-e5c067d8-d0e4-11e9-8131-97070fbdc37a.shtml

4) «It is rather for us to be here dedicated to the great task remaining before us—that from these honored dead we take increased devotion to that cause for which they gave the last full measure of devotion—that we here highly resolve that these dead shall not have died in vain—that this nation, under God, shall have a new birth of freedom—and that government of the people, by the people, for the people, shall not perish from the earth.»

Gettysburg Address

https://www.britannica.com/event/Gettysburg-Address

5) «Henri de Saint-Simon, in full Claude-Henri de Rouvroy, Comte (count) de Saint-Simon, (born Oct. 17, 1760, Paris, Fr.—died May 19, 1825, Paris), French social theorist and one of the chief founders of Christian socialism. In his major work, Nouveau Christianisme (1825), he proclaimed a brotherhood of man that must accompany the scientific organization of industry and society.»

Henri de Saint-Simon

https://www.britannica.com/biography/Henri-de-Saint-Simon

6) «All’estremo opposto l’ideale della fine della società politica e della classe politica che ne trae un abusivo vantaggio è stato predicato da una concezione che oggi si direbbe tecnocratica dello Stato, come quella esposta da Saint-Simon secondo cui nella società industriale ove protagonisti non sono più i guerrieri e i legisti ma diventano gli scienziati e i produttori, non ci sarà più bisogno della «spada di Cesare». Questo ideale tecnocratico peraltro si accompagna in Saint-Simon con una forte ispirazione religiosa (il nouveau christianisme), quasi a suggerire l’idea che questo salto fuori della storia che è la società senza Stato non sia pensabile prescindendo da un’idea messianica.»

Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pag. 124

7) Sull’idea errata che l’uguaglianza totale conduca alla pace nel mondo

https://luigicocola.wordpress.com/2019/02/12/sullidea-errata-che-luguaglianza-totale-conduca-alla-pace-nel-mondo/

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Oggi il termine “neoliberalismo” è solo un mascheramento del mondialismo

21 marzo 2019

Il termine “neoliberalismo” (in inglese “neoliberalism“, in francese “néolibéralisme“) è stato usato nel secolo scorso per indicare un nuovo approccio al liberalismo (in inglese liberalism, in francese libéralisme), nuovo approccio che qui non ci interessa, perché è irrilevante ai fini dell’analisi del mondialismo.

Dei termini “liberismo” e “neoliberismo” è meglio non parlare, perché esistono solo nella lingua italiana, non hanno corrispondenti in altre lingue, non sono una buona idea.

Oggi il termine “neoliberalismo” e perfino il termine “liberalismo” vengono usati come mascheramento del mondialismo.

Ho già scritto di alcuni stratagemmi del mondialismo, per esempio quello di non farsi chiamare coi termini corretti di “mondialismo” o “globalismo”, ma bensì coi termini scorretti di “mondializzazione” o “globalizzazione“:

«Il trucco semantico del “globalismo” (suffisso -ismo, nome astratto, un’ideologia, e quindi il globalismo lo si può accettare o rifiutare) che diventa truffaldinamente “globalizzazione” (suffisso -zione, nome di azione, un ineluttabile processo storico, e quindi la globalizzazione la dobbiamo subire per forza).

È ineluttabile, è inevitabile, è il Destino, è il Fato! E tu non ci puoi far niente! Niente!» (1)

Anche l’uso che si fa attualmente dei termini “neoliberalismo” e “liberalismo” è un trucco semantico, un mascheramento.

Basta leggere ciò che ha scritto George Soros per capire che siamo di fronte a un programma politico che intende eliminare lo Stato (il mondialismo è infatti un’ideologia antistato, come indicato dalla mia teoria unificata delle ideologie antistato):

«When I speak of a global society, I do not mean a global state. States are notoriously imperfect even at the national level. We need to find new solutions for a novel situation…» (2)

«Siamo riusciti a unirci al livello dello Stato sovrano: abbiamo degli Stati democratici, in cui vige lo stato di diritto e il rispetto verso il prossimo. Ora è necessario affrontare la questione su scala globale.
La soluzione non può essere la stessa: uno Stato mondiale costituirebbe una minaccia alla libertà più grave di quella rappresentata dalla molteplicità di Stati nazionali. La soluzione non può neppure essere progettata astrattamente…» (3)

Invece il neoliberalismo e il liberalismo, correttamente intesi, non prevedono affatto l’eliminazione dello Stato: ne prevedono solo una riduzione.

Bisogna comunque tener presente che sia il liberalismo sia le ideologie antistato discendono dal concetto di stato di natura di John Locke (4, 5, 6, 7), sono suoi figli, entrambi dannosi, ma in misura assai diversa: il liberalismo è dannoso (è contro il welfare state, cioè lo stato sociale) in modo sopportabile (almeno per i ricchi!), le ideologie antistato sono dannose in modo insopportabile (per tutti gli esseri umani, esse sono utopie negative, cioè distopie, in quanto senza Stato il genere umano non può vivere).

Leggiamo cosa scrive a questo proposito Norberto Bobbio:

«Vi sono due concezioni negative dello Stato, una più debole e una più forte: lo Stato come male necessario e lo Stato come male non necessario. Solo la seconda conduce all’idea della fine dello Stato.» (8)

E ancora:

«Quando la società civile sotto forma di società del libero mercato avanza la pretesa di restringere i poteri dello Stato al minimo necessario, lo Stato come male necessario assume la figura dello Stato minimo, figura che diventa il denominatore comune di tutte le maggiori espressioni del pensiero liberale.» (9)

Un famoso teorico dello Stato minimo è Robert Nozick (1938-2002), che in Anarchia, stato e utopia (traduzione italiana di Anarchy, State, and Utopia) basa tutta la sua dissertazione, scritta – si badi bene – negli anni Settanta del secolo scorso, sullo stato di natura lockiano (10, 11), ritenuto evidentemente l’unico concetto di stato di natura possibile e citabile (egli non cita mai in tale libro Thomas Hobbes), fornendo così un formidabile esempio di ciò che ho chiamato “lo spettacolare e stupefacente rimbecillimento dell’intellighenzia occidentale” (12), del quale le università degli Stati Uniti d’America sembrano essere l’epicentro (Nozick insegnò filosofia ad Harvard), ovviamente a causa dell’origine teologica (vedi avanti) degli stessi Stati Uniti d’America (i Padri Pellegrini del Mayflower erano puritani).

Ma lo Stato minimo, benché sia negativo per chi non è ricco, è ancora sopportabile, come ho già detto, mentre le ideologie antistato sono il Male assoluto, soprattutto la più letale di esse: il mondialismo.

E John Locke rappresenta un anello fondamentale della lunghissima concatenazione di eventi che partendo dall’Apocalisse di Giovanni arriva fino al mondialismo (5, 13, 14, 15).

Come ho scritto in un precedente post:

«Il mondialismo (o globalismo, in inglese globalism, in francese mondialisme), questo mostro colossale nato dal rimbecillimento dell’intellighenzia occidentale degli ultimi tre secoli (a partire dalla filosofia politica di John Locke), è ferito a morte.

Stiamo assistendo ai suoi ultimi sussulti.

Perché parlo di John Locke? Perché lo state of nature che egli descrive in Two Treatises of Government è una mistificazione, mistificazione che nel corso dei secoli seguenti è diventata parte integrante del patrimonio culturale laico dell’Occidente e che quindi ho denominato “mistificazione di origine lockiana“, mistificazione secondo la quale la Ragione conduce inevitabilmente, ineluttabilmente, all’eliminazione dello Stato.» (16)

E ancora:

«Locke compie qui una vera e propria mistificazione: egli parla di Ragione (reason), ma in realtà sta parlando di Weltanschauung religiosa cristiana.

Infatti ecco altri due passi di Two Treatises of Government:

«…whence it follows, that either the father has not his paternal power by begetting, or else that the heir has it not at all; for it is hard to understand how the law of nature, which is the law of reason [il neretto è mio], can give the paternal power to the father over his children, for the only reason of begetting…»

(Ibid., Essay One, Chapter IX, 101)

«Thus the law of Nature stands as an eternal rule to all men, legislators as well as others. The rules that they make for, other men’s actions must, as well as their own and other men’s actions, be conformable to the law of Nature— i.e., to the will of God [il neretto è mio], of which that is a declaration, and the fundamental law of Nature being the preservation of mankind, no human sanction can be good or valid against it.»

(Ibid., Essay Two, Chapter XI, 135)

Come si può notare, per Locke la legge di natura è sia la legge della ragione che il volere di Dio.

Quindi per Locke la Ragione si identifica con Dio ed è evidente che su tale argomento non c’è alcuna differenza tra Locke e l’epoca di Agostino d’Ippona, vedi infatti una lettera scritta nel 414/15 da Evodio ad Agostino:

«Poiché, se è in base alla ragione che Dio è eterno, che cos’è la ragione? Essa perciò o è Dio o un attributo di Dio, come c’insegna essa stessa.» (17)

Ma leggiamo cosa scrive Bertrand Russell (1872-1970), uno dei più grandi logici di tutti i tempi (basti pensare al famoso paradosso di Russell e alla teoria dei tipi logici) (18, 19, 20), in un’opera, Storia della filosofia occidentale, per la quale, o principalmente per la quale, prese il Premio Nobel per la letteratura nel 1950 (quando i premi Nobel erano ancora una cosa seria e non una pagliacciata come sono diventati oggi):

«Quanto allo stato di natura, Locke fu meno originale di Hobbes, il quale parlava di uno stato in cui ci fosse la guerra di tutti contro tutti e la vita fosse sgradevole, brutale e breve. Ma Hobbes era reputato un ateo. La teoria dello stato di natura e della legge naturale, che Locke trasse dai suoi predecessori, non può essere epurata dalla sua base teologica; dove tale teoria sopravvive senza questa base (come in buona parte del liberalismo moderno) essa è priva di chiare fondamenta logiche.» (21)

Nell’originale inglese:

«In regard to the state of nature, Locke was less original than Hobbes, who regarded it as one in which there was war of all against all, and life was nasty, brutish, and short. But Hobbes was reputed an atheist. The view of the state of nature and of natural law which Locke accepted from his predecessors cannot be freed from its theological basis; where it survives without this, as in much modern liberalism, it is destitute of clear logical foundation.» (22)

E direi che basta così.

——

1) Alcuni stratagemmi del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2017/03/29/alcuni-stratagemmi-del-mondialismo/

2) George Soros, Toward a Global Open Society, The Atlantic, January 1998

Disponibile qui:

https://www.theatlantic.com/magazine/archive/1998/01/toward-a-global-open-society/307878/

3) George Soros, La società aperta – Per una riforma del capitalismo globale, Ponte alle Grazie, 2001 (trad. it. di Open Society – Reforming Global Capitalism, Public Affairs, 2000), pag. 180

4) «And here we have the plain difference between the state of Nature [il neretto è mio] and the state of war, which however some men have confounded [Locke intende Hobbes, nota mia], are as far distant as a state of peace, goodwill, mutual assistance, and preservation [il neretto è mio]; and a state of enmity, malice, violence and mutual destruction are one from another. Men living together according to reason [il neretto è mio] without a common superior on earth, with authority to judge between them, is properly the state of Nature.»

John Locke, Two Treatises of Government, from The Works of John Locke. In Ten Volumes. Vol. V. London: Printed for Thomas Tegg; W. Sharpe and Son; G. Offor; G. and J. Robinson; J. Evans and Co.: Also R. Griffin and Co. Glasgow; and J. Gumming, Dublin. 1823. Essay Two, Chapter III, 19

Prepared by Rod Hay for the McMaster University Archive of the History of EconomicThought

Disponibile qui:

https://socialsciences.mcmaster.ca/econ/ugcm/3ll3/

5) Le tappe principali della genesi storica del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/28/le-tappe-principali-della-genesi-storica-del-mondialismo/

6) Sull’idea errata che l’uguaglianza totale conduca alla pace nel mondo

https://luigicocola.wordpress.com/2019/02/12/sullidea-errata-che-luguaglianza-totale-conduca-alla-pace-nel-mondo/

7) Il crollo del ponte Morandi, il mondialismo e John Locke

https://luigicocola.wordpress.com/2018/08/18/il-crollo-del-ponte-morandi-il-mondialismo-e-john-locke/

8) Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pagg. 119-120

9) Ibid., pag. 121

10) Robert Nozick, Anarchia, stato e utopia, il Saggiatore, 2008, pag. 33

11) Robert Nozick, Anarchy, State, and Utopia, Basic Books, 2013, pag. 10

12) Lo spettacolare e stupefacente rimbecillimento dell’intellighenzia occidentale

https://luigicocola.wordpress.com/2017/06/07/lo-spettacolare-e-stupefacente-rimbecillimento-dellintellighenzia-occidentale/

13) Il millenarismo è un meme egoista

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

14) «Il punto è che le ideologie di questa classe ignorano, e ostentatamente, i due micidiali pericoli a cui sono sottoposte le comunità umane, e per combattere i quali esiste da sempre lo Stato, ossia, per usare le parole di Hobbes, l’«aggressione di stranieri» e i «torti reciproci» (4, pag. 142).
Perché li ignorano? Perché queste ideologie hanno una radice comune ed essa si trova in John Locke (30, “Due trattati sul governo”, 1690), che ha una concezione ottimistica dell’uomo.
Il loro punto di partenza è il concetto di stato di natura che Locke sviluppò proprio in reazione a quello precedente di Hobbes. Secondo Locke l’uomo è un essere virtuoso e razionale, che allo stato di natura vive in armonia con i propri simili.
Ne consegue che lo Stato non serve a nulla, se non ad arrecare oppressione, dolore e danno

Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, lulu.com, 3° ed., 2013, pag. 35

15) «Però a partire dalla filosofia politica di John Locke (1690) è nato un tipo nuovo di ideologia antistato: sostanzialmente cristiana, ma formalmente filosofica, e verso la quale l’Occidente è indifeso, perché non ne riconosce la natura religiosa e irrazionale

Siamo in mezzo a un conflitto mondiale ma nessuno ne parla

https://luigicocola.wordpress.com/2014/05/03/siamo-in-mezzo-a-un-conflitto-mondiale-ma-nessuno-ne-parla/

16) Gli ultimi sussulti del mostro globalista ferito a morte

https://luigicocola.wordpress.com/2018/05/30/gli-ultimi-sussulti-del-mostro-globalista-ferito-a-morte/

17) Stato di natura, Mark Zuckerberg e Dennis Prager

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/07/stato-di-natura-mark-zuckerberg-e-dennis-prager/

18) Più precisamente il paradosso di Russell è un’antinomia:

«Nel 1902, Bertrand Russell ha infatti dimostrato, con la scoperta della sua famosa antinomia, la contraddittorietà di questa “logica generale” tanto nella versione cantoriana che in quella fregeana. Il fondamento logico del complesso delle teorie matematiche si rivela dunque inconsistente! Nei capitoli 2 e 4 vedremo come i fondazionalisti del nostro secolo reagiranno allo shock determinato dalla scoperta di Russell.»

Maria Luisa Dalla Chiara Scabia, La logica, Mondadori, 1979, pag. 30

19) La teoria dei tipi logici di Russell ha un ruolo in informatica:

César Muñoz, Type Theory and Its Applications to Computer Science, April 10, 2007

Disponibile qui:

Fai clic per accedere a cb79306cd0d1e5870b5f0b8038c3c94983fd.pdf

20) Sulla teoria dei tipi logici di Russell si basa una scuola di psicoterapia altamente innovativa, la Scuola di Palo Alto, in California (Palo Alto Mental Research Institute):

Gregory Bateson, Don D. Jackson, Jay Haley, John Weakland, Toward A Theory Of Schizophrenia, Behavioral Science, vol. 1, N. 4, 251-264, 1956

Una traduzione italiana si trova in:

Luigi Cancrini (a cura di), Verso una teoria della schizofrenia, Boringhieri, 1979, pagg. 75-100

Vedi anche:

Paul Watzlawick, Janet Helmick Beavin, Don D. Jackson, Pragmatica della comunicazione umana – Studio dei modelli interattivi, delle patologie e dei paradossi, Astrolabio-Ubaldini, 1971 (trad. it. di Pragmatics of Human Communication – A Study of Interactional Patterns, Pathologies, and Paradoxes, W. W. Norton & Co., 1967)

Mara Selvini Palazzoli, Luigi Boscolo, Gianfranco Cecchin, Giuliana Prata, Paradosso e controparadosso, Feltrinelli, 1979

21) Bertrand Russell, Storia della filosofia occidentale, TEA, 2018, pag. 601

22) Bertrand Russell, History of Western Philosophy, George Allen and Unwin Ltd, 1947, pag. 649

Disponibile qui:

https://archive.org/details/westernphilosoph035502mbp

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Il mondialismo è un delirio culturale II

6 novembre 2018

Come scrivo da tempo (1), l’Occidente (2) soffre di una malattia cronica: l’odio verso lo Stato.

L’ultima e più letale incarnazione di questa malattia cronica è il mondialismo (o globalismo, in inglese globalism, in francese mondialisme).

L’ideologia mondialista vuole imporre a tutto il genere umano un Nuovo Ordine Mondiale (in inglese New World Order, in francese Nouvel Ordre Mondial) nel quale lo Stato non esiste più (3) e per raggiungere tale scopo è disposta a tutto, perfino a scatenare una guerra nucleare.

Perché l’ideologia mondialista è la più letale delle ideologie antistato (vedi la mia Teoria unificata delle ideologie antistato, 4)?

Per diversi motivi (5), ma soprattutto perché chi vuole imporre il Nuovo Ordine Mondiale è l’élite dell’Occidente, la sua classe dirigente, i suoi Re (p.e. il Re dei Paesi Bassi Willem-Alexander, il cui nonno creò nel 1954 i Bilderberg Meetings insieme a David Rockefeller), le sue Regine (p.e. la Regina del Regno Unito Elizabeth II, il sovrano inglese che passerà alla storia per aver permesso che avvenisse durante il suo regno l’islamizzazione dell’Inghilterra), i suoi capitalisti più ricchi (p.e. il già citato David Rockefeller, appartenente a una famiglia in cui molto probabilmente ci fu il vero mandante dell’assassinio del 35° Presidente degli Stati Uniti d’America, John Fitzgerald Kennedy, e dell’assassinio di suo fratello, il 64° Ministro della Giustizia degli Stati Uniti d’America, Robert Kennedy, 6), e infine, in cauda venenum, Papa Francesco I della Chiesa di Roma (cioè Jorge Mario Bergoglio) (7).

È assolutamente ovvio che l’élite dell’Occidente, se vuole eliminare lo Stato, può fare molto, molto di più dei proletari di cui scrissero Karl Marx e Friedrich Engels (anche il comunismo è un’ideologia antistato).

Immaginate se Bakunin, invece di essere messo in galera dall’Imperatore Nicola I, lo avesse convinto che lo Stato è inutile, anzi dannoso, e che va quindi eliminato senza indugi.

Ecco, il mondialismo può essere definito come l’anarchismo dell’élite.

L’odio verso lo Stato ha una precisa origine storica di cui scrivo da tempo: essa si trova nel Cristianesimo occidentale (non in quello orientale, per via del cesaropapismo inventato da Costantino il Grande), o più precisamente nel millenarismo (in inglese millenarianism, in francese millénarisme), la dottrina eversiva contenuta nell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento (8, 9, 10), dottrina eversiva che è perfettamente annullata dal cesaropapismo.

L’odio verso lo Stato è contro la Ragione (11, 12), intendo dire la Ragione di Voltaire (13), non quella falsa di Locke (ciò che ho chiamato “la mistificazione di origine lockiana”, 8, 14), anzi è possibile concludere che:

il mondialismo è un delirio culturale.

In inglese:

globalism is a cultural delusion.

In francese:

le mondialisme est un délire culturel.

——

1) Il mondialismo è un delirio culturale

«L’Occidente soffre, ha sempre sofferto, di una malattia cronica con andamento a poussées, cioè un andamento in cui si alternano fasi di riacutizzazione e di remissione.

Questa malattia cronica, di cui solo l’Occidente soffre, consiste nell’odio verso lo Stato, odio che è un portato del Cristianesimo, come ho più e più volte spiegato.

È una malattia perché lo Stato è una necessità razionale, è un universale culturale (esattamente come il tabù dell’incesto e i riti funebri).

Come scrive Norberto Bobbio: “la società senza Stato” è un “salto fuori della storia” (Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pag. 124).

Queste parole di Bobbio sono un modo elegante per dire che lo Stato è indispensabile e che è sempre esistito.»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/11/18/il-mondialismo-e-un-delirio-culturale/

2) Cos’è l’Occidente?

«L’Occidente è il luogo ideale delle culture nate dal crollo dell’Impero romano d’Occidente, crollo provocato dal Cristianesimo (da cui il Medio Evo). Così, ad esempio, il Brasile fa parte dell’Occidente tanto quanto il Portogallo, perché è la lingua l’elemento fondante di una cultura

https://luigicocola.wordpress.com/2012/07/28/cose-loccidente-2/

3) Perfino per Lucio Caracciolo il Nuovo Ordine Mondiale è una cagata pazzesca

https://luigicocola.wordpress.com/2018/10/22/perfino-per-lucio-caracciolo-il-nuovo-ordine-mondiale-e-una-cagata-pazzesca/

4) Luigi Cocola, La teoria unificata delle ideologie antistato e altri discorsi politici, 6° ed., lulu.com, 2018

5) Perché il mondialismo durerà meno del comunismo

https://luigicocola.wordpress.com/2016/03/07/perche-il-mondialismo-durera-meno-del-comunismo/

6) Richard James DeSocio, Clash of Dynasties: Why Gov. Nelson Rockefeller Killed JFK, RFK, and Ordered the Watergate Break-In to End the Presidential Hopes of Ted Kennedy, AuthorHouse, 2017

7) Questa è la terribile verità, che vi piaccia o meno

https://luigicocola.wordpress.com/2018/08/23/questa-e-la-terribile-verita-che-vi-piaccia-o-meno/

8) Le tappe principali della genesi storica del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/28/le-tappe-principali-della-genesi-storica-del-mondialismo/

9) L’Unione Europea e il Nuovo Ordine Mondiale sono tentativi di attuare il Regno di Cristo sulla terra

https://luigicocola.wordpress.com/2018/10/08/lunione-europea-e-il-nuovo-ordine-mondiale-sono-tentativi-di-attuare-il-regno-di-cristo-sulla-terra/

10) Svelare la verità sul mondialismo, oppure morire tutti di guerra nucleare?

https://luigicocola.wordpress.com/2018/10/20/svelare-la-verita-sul-mondialismo-oppure-morire-tutti-di-guerra-nucleare/

11) L’illusione dei potenti di poter imporre al mondo una falsa verità

https://luigicocola.wordpress.com/2018/10/15/lillusione-dei-potenti-di-poter-imporre-al-mondo-una-falsa-verita/

12) La tracotanza dell’élite globalista deve essere stroncata dal popolo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/09/01/la-tracotanza-dellelite-globalista-deve-essere-stroncata-dal-popolo/

13) “Écrasez l’infâme!” (“l’infâme” oggi è il mondialismo)

https://luigicocola.wordpress.com/2018/10/17/ecrasez-linfame-linfame-oggi-e-il-mondialismo/

14) Joseph Stiglitz racconta menzogne e fa propaganda mondialista

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/11/joseph-stiglitz-racconta-menzogne-e-fa-propaganda-mondialista/

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La tracotanza dell’élite globalista deve essere stroncata dal popolo

1 settembre 2018

La hybris (in italiano insolenza, tracotanza, 1) dell’élite globalista grida vendetta al cospetto degli dei e/o al cospetto dell’ordine naturale.

La volontà delirante di eliminare lo Stato, che fa parte dell’ordine naturale, essendo lo Stato un universale culturale come il tabù dell’incesto e i riti funebri (2) (la parola “Stato” venne imposta da Niccolò Machiavelli, i romani lo chiamavano civitas o res publica e i greci polis, 3, 4), costituisce la hybris dei mondialisti.

Tale volontà è delirante non solo perché è una violazione dell’ordine naturale, ma anche perché i mondialisti adoperano l’islamizzazione (unitamente ad altri mezzi, come p.e. la riduzione in miseria dei popoli, il meticciato, ecc.) come mezzo per distruggere i popoli che hanno uno Stato e quindi gli Stati, non comprendendo affatto che i mussulmani, una volta raggiunto il potere perché popolazione predominante, dato il loro notevolissimo tasso di natalità, non faranno altro che restaurare gli Stati (l’assenza dello Stato nell’Islam è inconcepibile), annullando così la volontà delirante dei mondialisti, che è quella di farli scomparire dalla faccia della terra (5, 6, 7).

E infatti il mondialismo è un delirio culturale (8).

Chi è chiamato a realizzare la vendetta gridata al cospetto di Dio e/o al cospetto dell’ordine naturale dalla hybris dell’élite mondialista?

Il popolo, è il popolo che deve stroncare i tiranni globalisti che lo riducono in miseria, che lo affamano, riducendone così drasticamente la prole, e che vogliono completarne la distruzione fisica col meticciato, attuando così un vero e proprio genocidio (9), come suggerito un secolo fa da Richard Coudenhove-Kalergi (10) e come sostenuto oggi in Italia da Eugenio Scalfari (10) e da Corrado Augias (11).

Questi tiranni globalisti hanno un nome e un cognome: sono gli ultracapitalisti come David Rockefeller, Jeff Bezos, Mark Zuckerberg, Bill Gates, George Soros, ecc. ecc., solo per restare negli Stati Uniti d’America.

Nel 2017 è stato affermato nel Rapporto Oxfam che: “Eight men now own the same amount of wealth as the poorest half of the world” (12).

Jeff Bezos, Mark Zuckerberg e Bill Gates sono tre di questi otto uomini (David Rockefeller è morto e George Soros è meno ricco degli otto suddetti) (12).

Ecco invece la situazione economica del popolo degli Stati Uniti d’America:

«No society should function with this level of inequality (with the possible exception of one of those prison planets in a “Star Wars” movie). Sixty-three percent of Americans can’t afford a $500 emergency [il neretto è mio]. Yet Amazon head Jeff Bezos is now worth a record $141 billion. He could literally end world hunger for multiple years and still have more money left over than he could ever spend on himself.» (13)

Il popolo degli Stati Uniti d’America (stimato di 325,719,178 individui nel 2017, 14) deve sostenere strenuamente il Presidente Donald Trump, che è un convinto nazionalista, altrimenti esso verrà distrutto da un microscopico numero di ultracapitalisti globalisti (che però ha comprato col proprio denaro la quasi totalità dei media, di Hollywood, del Congresso e delle agenzie governative come l’FBI e la CIA).

Su questo microscopico numero di individui si deve abbattere la rabbia del popolo.

Trecentoventicinque milioni di persone contro una decina di ultracapitalisti globalisti.

Non c’è partita, basta avere coraggio.

Gli americani sono coraggiosi?

Un tempo lo erano.

E oggi?

—————–

1) «hỳbris ‹ìbris› s. f. – Traslitterazione del gr. ὕβρις, che significa genericam. «insolenza, tracotanza», e nella cultura greca antica è anche personificazione della prevaricazione dell’uomo contro il volere divino…»

http://www.treccani.it/vocabolario/hybris/

2) cfr. la mia teoria dello Stato: è necessario, per motivi logici, che in una comunità ci sia un solo centro di comando del potere della forza fisica, cioè lo Stato. Essa è esposta in Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, 3° ed., lulu.com, 2013.

Come è noto, il concetto dei tre poteri principali, cioè il potere della forza fisica, il potere economico e il potere della propaganda, è di Bertrand Russell. Le due funzioni essenziali dello Stato sono, come scrive giustamente Norberto Bobbio, l’esercito e la legge, in altre parole il potere della forza fisica, e su tale argomento Niccolò Machiavelli e Thomas Hobbes concordano con Bobbio. Del resto quella che Karl Popper chiama «protectionist theory of the state» (che egli fa risalire al sofista Licofrone, allievo di Gorgia) si riferisce in primo luogo al potere della forza fisica. Oltre alle funzioni essenziali dello Stato (esercito e legge), esistono anche le funzioni accessorie dello Stato, p.e. le politiche di redistribuzione delle risorse economiche (che si riferiscono al potere economico).

Vedi anche il mio post del 2014 intitolato Siamo in mezzo a un conflitto mondiale ma nessuno ne parla:

«Lo Stato consiste in questo: nel porre sotto un solo centro di comando (che può essere costituito da un uomo o da più uomini) il potere della forza fisica di tutti i membri di una comunità, perché solo così si può assicurare, per quanto riguarda l’esercito, la coordinazione e la strategia e, per quanto riguarda la legge, la terzietà e l’imparzialità.

Si tratta dunque del modo di gestire efficacemente il potere della forza fisica in tutti i gruppi umani che gestiscono tale potere (anche nei piccoli gruppi e perfino quando non c’è il fattore territorio di cui scrisse Max Weber, per esempio nelle popolazioni nomadi).

Ciò non va confuso con la forma di governo, che è tutt’altra cosa.»

https://luigicocola.wordpress.com/2014/05/03/siamo-in-mezzo-a-un-conflitto-mondiale-ma-nessuno-ne-parla/

Analogamente, il tabù dell’incesto è un universale culturale per motivi logici, cfr. Ian Robertson, Sociologia, Zanichelli, 1988 (trad. it. di Sociology, 2nd ed., Worth Publishers, New York, 1981), pagg. 226-228; pagg. 378-379. In particolare, Robertson confuta magistralmente la tesi che il tabù dell’incesto possa essere istintivo, cioè genetico.

3) «polis (gr. πόλις) Particolare tipo di città-Stato che fu proprio dell’organizzazione politica greca in età classica…»

http://www.treccani.it/enciclopedia/polis

4) Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pagg. 55-56

5) Il mondialismo non è una lotta di classe, è un delirio culturale

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/15/il-mondialismo-non-e-una-lotta-di-classe-e-un-delirio-culturale/

6) Luci e ombre del pensiero di Renaud Camus sul mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/10/luci-e-ombre-del-pensiero-di-renaud-camus-sul-mondialismo/

7) Le tappe principali della genesi storica del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/28/le-tappe-principali-della-genesi-storica-del-mondialismo/

8) Luigi Cocola, Il mondialismo è un delirio culturale, lulu.com, 2018

9) Dire mondialismo vuol dire genocidio

https://luigicocola.wordpress.com/2018/08/26/dire-mondialismo-vuol-dire-genocidio/

10) Quello che ha scritto Scalfari è il piano Kalergi

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/15/quello-che-ha-scritto-scalfari-e-il-piano-kalergi/

11) Corrado Augias e la sfida turpe e infame del meticciato

https://luigicocola.wordpress.com/2018/03/12/corrado-augias-e-la-sfida-turpe-e-infame-del-meticciato/

12) Perché Mark Zuckerberg e Jeff Bezos sono globalisti?

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/21/perche-mark-zuckerberg-e-jeff-bezos-sono-globalisti/

13) American Society Would Collapse If It Weren’t For These 8 Myths

https://www.zerohedge.com/news/2018-07-27/american-society-would-collapse-if-it-werent-these-8-myths

Vedi anche:

More 30-Year-Olds Still Living With Their Parents, Study Finds

https://www.zerohedge.com/news/2018-07-26/more-30-year-olds-still-living-their-parents-study-finds

The Number Of Americans Living In Their Vehicles “Explodes” As The Middle Class Collapses

https://www.zerohedge.com/news/2018-08-01/number-americans-living-their-vehicles-explodes-middle-class-collapses

14) https://en.wikipedia.org/wiki/United_States

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Lo spettacolare e stupefacente rimbecillimento dell’intellighenzia occidentale II

9 luglio 2018

Leggo su ZeroHedge un inqualificabile articolo di Duncan Whitmore (8 luglio 2018):

Is Libertarianism Utopian?

«With all of this in mind, therefore, we can turn to the question of the existence of the state. Without a shadow of a doubt, the state is the most violent and aggressive institution humans have ever spawned [il neretto è mio]. There is not a single conflict that is worthy of mention in the history books that was not caused by the state or a proto-state entity, nor is there any such conflict that would not have been ameliorated by either reduced or absent state involvement. It is for this reason that libertarians focus all of their efforts on this institution. Thus, the objection to libertarianism on account of the allegation that it is contrary to “human nature” concerns, primarily, the question of whether the state is a phenomenon of “human nature” that we have to put up with and is, consequently, useless to fight.

From our preceding analysis, it should already be clear that this is not the case. The state exists for no other purpose than to serve as the ultimate vehicle of pursuing the violent method of achieving ones goals – of forcibly taking from some in order to benefit others [il neretto è mio].

The state has not existed as a uniform entity throughout human history. Rather, it has blossomed and withered in accordance with people’s desire to use it as such a tool of exploitation and the conviction of the public to either tacitly accept or actively promote its existence. All of the “great” institutions of states that we see today – parliament buildings, executive departments, highly trained armed forces and the complex weaponry and equipment they use, and so on – none of these things is in any way “natural”. Rather, they owe their existence to the fact that specific people, at specific times and places, believed that creating them was a worthwhile endeavour. Their final form that we see today is simply the outcome of centuries of consciously chosen behaviour…

The state, therefore, is firmly and undeniably a consequence of human choice, not of human nature, and, as such, it is entirely legitimate to expose it to moral examination.»

https://www.zerohedge.com/news/2018-07-08/libertarianism-utopian

https://mises.org/wire/libertarianism-utopian

Quando, più volte, ho parlato di «rimbecillimento dell’intellighenzia occidentale» (a partire dai Two Treatises of Government di John Locke), intendevo proprio questo genere di baggianate, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/06/07/lo-spettacolare-e-stupefacente-rimbecillimento-dellintellighenzia-occidentale/

Lo Stato è «the most violent and aggressive institution humans have ever spawned», proprio perché lo Stato è l’istituzione politica deputata a gestire il potere della forza fisica, che (probabilmente Duncan Whitmore non lo sa) è uno dei tre principali poteri secondo Bertrand Russell: il potere della forza fisica, il potere economico e il potere della propaganda.

Lo Stato è l’istituzione politica che, usando come mezzo il potere della forza fisica, ha lo scopo supremo di difendere la comunità dalle aggressioni esterne e dai torti reciproci interni (per usare la terminologia di Thomas Hobbes), altro che le fesserie di cui scrive Whitmore (che sicuramente non ha mai letto il Leviathan).

Esattamente ciò che Karl Popper, concordando con Hobbes su tale argomento, chiama così:

«teoria protezionistica dello stato» (in inglese «protectionist theory of the state»)

Karl R. Popper, La società aperta e i suoi nemici – Platone totalitario, vol. I, Armando Editore, 1996 (trad. it. di The Open Society and its Enemies – The Spell of Plato, vol. I, Routledge & Kegan Paul, 1969), pag. 148

Karl Popper è il filosofo dell’«Open Society», in italiano «Società Aperta», il termine di cui si è fraudolentemente appropriato il noto criminale mondialista George Soros (Popper non è affatto un mondialista), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/01/luso-del-termine-open-society-da-parte-di-george-soros-e-una-frode/

Anche Norberto Bobbio concorda:

«le due funzioni essenziali» dello Stato sono «la milizia e i tribunali»

Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pag. 124

Per non parlare di Niccolò Machiavelli:

«E’ principali fondamenti che abbino tutti li stati, così nuovi, come vecchi o misti, sono le buone legge e le buone arme.»

Niccolò Machiavelli, Il Principe, Rizzoli, 1991, pag. 128

Del resto, è presente in copiosa quantità, in tutto l’inqualificabile articolo surriportato, un misto di ignoranza e di deliberata menzogna, che è tipico dei millenaristi secolarizzati e della loro propaganda di guerra (per quanto riguarda i millenaristi religiosi, come per esempio Bergoglio, non ne parliamo neanche).

Per una mia spiegazione del millenarismo:

«Il mondialismo, come ho scritto più volte, è la nemesi dell’Occidente, nemesi conseguente alla sua hybris di eliminare lo Stato schiavista romano per mezzo del Cristianesimo, operazione certamente giusta e sacrosanta (non si poteva permettere ai romani di vivere usando tutti gli altri esseri umani, quelli che non erano romani, come oggetti o come animali!), la quale, però, per essere vincente, richiese la creazione e l’uso di un’arma estremamente pericolosa (perché porta all’autodistruzione): quest’arma è l’idea che possa esistere sulla terra una comunità che non ha bisogno di un’istituzione deputata a gestire il potere della forza fisica, vale a dire lo Stato (che ha due funzioni essenziali, l’esercito e la legge), una comunità in cui non esistono aggressioni esterne (quindi l’esercito non serve più) e non esistono torti reciproci interni (quindi la legge non serve più), in definitiva una comunità in cui il Male è bandito.

Questa comunità è il Regno di Cristo sulla terra di cui parla (unicamente e solo) l’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento, che non è uno Stato monarchico, ma bensì una condizione di perfezione trascendente, in quanto Cristo, il Messia cristiano, a differenza del Messia ebraico, ha sia natura umana, sia natura divina.

In conseguenza di tale natura divina, il Male è bandito dalla terra e quindi non c’è più bisogno dello Stato.

Il Regno di Cristo sulla terra avrà una durata di mille anni, da cui il nome “millenarismo” per indicare la credenza nel suo avveramento. Il millenarismo può anche essere definito come la prescrizione di eliminare lo Stato dalla faccia della terra

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/10/luci-e-ombre-del-pensiero-di-renaud-camus-sul-mondialismo/

Tutte le ideologie antistato (comunismo, mondialismo, ecc. ecc.) sono un prodotto del millenarismo, anzi sono forme secolarizzate, ossia laicizzate, di millenarismo (teoria unificata delle ideologie antistato).

Ritornando all’inqualificabile articolo di Whitmore, prendiamo quest’altra proposizione: «The state has not existed as a uniform entity throughout human history.»

È vero l’esatto contrario: lo Stato è sempre esistito nella storia ed è sempre esistito come tale, cioè come centro di comando unico del potere della forza fisica di una comunità, centro di comando che ha lo scopo supremo di difendere quella comunità dalle aggressioni esterne (mediante l’esercito) e dai torti reciproci interni (mediante la legge).

Come ho mostrato nella mia teoria dello Stato, ciò è spiegabile in base alla Ragione:

Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, 3° ed., lulu.com, 2013, pagg. 9-25

Lo Stato è una necessità della Ragione, anzi è addirittura un universale culturale, esattamente come il tabù dell’incesto e i riti funebri.

Il solo periodo storico in cui lo Stato scomparve è il Medio Evo, che fu un peculiare periodo storico localizzato solo e unicamente sul territorio dell’Impero romano d’Occidente, a causa della rivoluzione cristiana (non c’era più un centro di comando unico del potere della forza fisica).

Sul territorio dell’Impero romano d’Oriente non ci fu alcun Medio Evo, lo Stato non venne distrutto dalla rivoluzione cristiana, perché Costantino il Grande ideò genialmente il cesaropapismo e così neutralizzò la volontà del Cristianesimo di abbattere lo Stato (romano).

Lo Stato costituito dall’Impero romano d’Oriente rimase in piedi non perché avesse confini più sicuri (come si diceva una volta) e neanche perché avesse strategie più efficaci (come ha erroneamente sostenuto in tempi recenti Edward Luttwak): rimase in piedi solo grazie al cesaropapismo.

La geniale invenzione di Costantino il Grande, comunque, non poté salvare l’Impero romano d’Occidente, nel quale il Papa di Roma aveva ormai troppo potere.

Non dobbiamo però pensare che il Cristianesimo sia interamente negativo, al contrario, in un’analisi costi-benefici il risultato complessivo da esso prodotto è nettamente positivo:

«L’eccezionale successo storico dell’Occidente è iniziato in questo modo: facendo crollare lo Stato schiavista romano.

Il Cristianesimo ha donato al genere umano sia l’eliminazione dello schiavismo che la scienza.»

https://luigicocola.wordpress.com/2017/03/13/la-nemesi-delloccidente-possiamo-fermarla-con-la-ragione/

Che lo Stato sia sempre esistito non è solo una mia opinione, per esempio è anche l’opinione di Norberto Bobbio:

«la società senza Stato» è un «salto fuori della storia»

Norberto Bobbio, op. cit., pag. 124

«Una tesi ricorrente percorre con straordinaria continuità tutta la storia del pensiero politico: lo Stato, inteso come ordinamento politico di una comunità, nasce dalla dissoluzione della comunità primitiva fondata sui legami di parentela e dalla formazione di comunità più ampie derivanti dall’unione di più gruppi familiari per ragioni di sopravvivenza interne (il sostentamento) ed esterne (la difesa). Mentre per alcuni storici contemporanei, come si è detto, la nascita dello Stato segna l’inizio dell’età moderna [cioè per gli storici mondialisti, nota mia], secondo questa più antica e più comune interpretazione la nascita dello Stato rappresenta il punto di passaggio dall’età primitiva, via via distinta in selvaggia e barbara, all’età civile, dove ‘civile’ sta insieme per ‘cittadino’ e ‘civilizzato’ (Adam Ferguson).»

Ibidem, pag. 63

E anche di Karl Popper:

«Tornando ora alla storia di questi movimenti, sembra che la teoria protezionistica dello stato sia stata formulata per la prima volta dal sofista Licofrone, seguace di Gorgia.»

Karl R. Popper, op. cit., pag. 148

È facile capire che, se Licofrone formulò ciò che Popper chiama la «protectionist theory of the state», allora lo Stato ai tempi di Licofrone già esisteva.

Popper considera lo Stato un male necessario, quindi non ha niente a che fare con il mondialismo, il cui scopo è quello di eliminare lo Stato dalla faccia della terra:

«Al contrario, qualsiasi genere di libertà è chiaramente impossibile se non è garantito dallo stato.»

Ibidem, pag. 145

«il potere dello Stato è fatalmente destinato a restare sempre un male pericoloso, anche se necessario.»

Karl R. Popper, La società aperta e i suoi nemici – Hegel e Marx falsi profeti, vol. II, Armando Editore, 1996 (trad. it. di The Open Society and its Enemies – The high tide of prophecy: Hegel, Marx and the aftermath, vol. II, Routledge & Kegan Paul, 1969), pag. 152

«Lo Stato è un male necessario. I suoi poteri non dovrebbero essere accresciuti oltre il necessario. Si potrebbe chiamare questo principio il “rasoio liberale” (sulla scorta del rasoio di Ockham, cioè del celebre principio secondo il quale gli enti metafisici non devono essere moltiplicati più del necessario).»

Karl R. Popper, Alla ricerca di un mondo migliore, Armando Editore, 2002 (trad. it. di Auf der Suche nach einer besseren Welt: Vorträge und Aufsätze aus dreissig Jahren, Piper Verlag, 1984), pag. 160

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Chi ideò l’Unione Europea?

20 aprile 2018

L’idea dell’Unione Europea nacque dalla mente del Conte Henri de Saint-Simon (1760-1825) (*), cioè dalla stessa mente che formulò il principio fondamentale di ben due ideologie antistato: il sansimonismo e il mondialismo.

Questo principio fondamentale consiste nell’eliminare lo Stato sostituendolo con la tecnocrazia.

Vedi infatti qui, dove riporto un passo di Norberto Bobbio su Saint-Simon e le ideologie antistato:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/23/conseguenze-di-due-interpretazioni-del-mondialismo/

Vedi anche Ideologia tecnocratica e globalizzazione di Claudio Finzi, in Agostino Carrino (a cura di), L’Europa e il futuro della politica, Società Libera, 2002, pagg. 235-252:

«Inutile che qui io rifaccia la storia della tecnocrazia. Basta ricordarne alcuni principi fondamentali, che poi sono quelli fissati già dal fondatore o inventore: il francese Claude Henri de Rouvroy, conte di Saint-Simon, e poi affinati, adattati, rielaborati in due secoli di sviluppo senza però mai tradire alcuni presupposti irrinunciabili…

…Ogni volta che nella storia l’uomo ha tentato di realizzare l’utopia, di realizzare l’irrealizzabile, la natura umana e la realtà concreta del mondo si sono ribellate all’impossibile, cosicché lo scontro fra una pretesa utopica e la realtà ha sempre portato al disastro, a lutti, dolori, morti. Così avverrebbe anche nel tentativo di attuare l’ideologia tecnocratica. E se l’utopia marxista ha provocato un numero di morti misurabile in decine o centinaia di milioni di uomini, certamente molto peggio avverrebbe nel tentativo di attuare la tecnocrazia.»

È riportato anche qui:

http://www.teleion.it/users/garbolino/

librisoclibera/testi/europafutpol/19_europapf.shtml

È importante capire che Saint-Simon e il sansimonismo sono a favore del popolo, poi però, nel Novecento, il suddetto principio fondamentale dette luogo al mondialismo, che, come ho già scritto, può essere considerato un pervertimento del sansimonismo, in quanto è contro il popolo:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/21/ulteriori-precisazioni-sul-mondialismo/

Per quanto riguarda l’Unione Europea, Saint-Simon pubblicò nel 1814 la sua opera De la réorganisation de la société européenne, ou de la nécessité et des moyens de rassembler les peuples de l’Europe en un seul corps politique, en conservant a chacun son indépendance nationale, in italiano Della riorganizzazione della società europea, ovvero della necessità e dei mezzi per unire i popoli europei in un sol corpo politico conservando le rispettive indipendenze nazionali, che è scaricabile (in lingua francese) qui:

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k10497526/f7.image

Più di un secolo dopo, nel 1923, un altro aristocratico, il Conte Richard Coudenhove-Kalergi (1894-1972), pubblicò Pan-Europa, che è scaricabile (in lingua tedesca) qui:

https://archive.org/details/PanEuropaCoudenhoveKalergi

Coudenhove-Kalergi non fa che proseguire, con solo qualche elemento originale, molto di ciò che è caratteristico di Saint-Simon e/o dei suoi numerosi seguaci, i sansimonisti: per esempio l’esaltazione della tecnologia, l’ammirazione per gli ebrei (in quanto questi avevano stabilito legami industriali e politici tra i popoli), l’emancipazione femminile, ecc. ecc.

Spesso, per ignoranza, si pensa che ciò di cui scrive Coudenhove-Kalergi sia tutta farina del suo sacco, ma non è affatto così.

——

(*) «Henri de Saint-Simon, in full Claude-Henri de Rouvroy, Comte (count) de Saint-Simon, (born Oct. 17, 1760, Paris, Fr.—died May 19, 1825, Paris), French social theorist and one of the chief founders of Christian socialism. In his major work, Nouveau Christianisme (1825), he proclaimed a brotherhood of man that must accompany the scientific organization of industry and society.»

https://www.britannica.com/biography/Henri-de-Saint-Simon

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