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Come si fa ad ignorare la volontà del globalismo di eliminare lo Stato?

30 ottobre 2019

L’ideologia mondialista, in inglese “the ideology of globalism” (come la nominò il grande Donald Trump il 25 settembre 2018 all’ONU, 1), ha la volontà – è il suo scopo supremo – di eliminare lo Stato dalla faccia della terra, per instaurare un Nuovo Ordine Mondiale, in inglese New World Order, in cui non ci sono più gli Stati, ciò che David Rockefeller nella sua autobiografia descrisse come “one world“:

«Some even believe we are part of a secret cabal working against the best interests of the United States, characterizing my family and me as “internationalists” and of conspiring with others around the world to build a more integrated global political and economic structure—one world [il neretto è mio], if you will. If that’s the charge, I stand guilty, and I am proud of it.»

David Rockefeller, Memoirs, Random House, 2003, pag. 405

A parte Rockefeller, questo scopo supremo è dichiarato in modo esplicito e ubiquitario, vedi per esempio lo slogan “No Border, No Nation, Stop Deportations!” riportato da Wikipedia in inglese alla voce No Border network (2).

Oppure le parole di Stephen Hawking:

«Insieme, tutti questi problemi ci ricordano che ci troviamo nel momento più pericoloso nella storia dello sviluppo dell’umanità. Possediamo la tecnologia per distruggere il pianeta su cui viviamo, ma non abbiamo ancora sviluppato la capacità di fuggire da questo pianeta. Forse fra qualche secolo avremo creato colonie umane fra le stelle, ma in questo momento abbiamo un solo pianeta, e dobbiamo lavorare insieme per proteggerlo.

Per farlo è necessario abbattere le barriere interne ed esterne alle nazioni, non costruirle [il neretto è mio].» (3, 4)

In inglese:

«Together, they are a reminder that we are at the most dangerous moment in the development of humanity. We now have the technology to destroy the planet on which we live, but have not yet developed the ability to escape it. Perhaps in a few hundred years, we will have established human colonies amid the stars, but right now we only have one planet, and we need to work together to protect it.

To do that, we need to break down, not build up, barriers within and between nations [il neretto è mio].» (4, 5)

Oppure gli sproloqui propagandistici e fraudolenti di Joseph Stiglitz:

«Data l’insistenza di Trump e dei suoi accoliti sul fatto che i confini hanno importanza [il neretto è mio], le imprese ci penseranno due volte mentre costruiscono catene di approvvigionamento globali. La conseguente incertezza scoraggia gli investimenti, in particolare gli investimenti transfrontalieri, che diminuiranno lo slancio di un sistema basato su regole globali. Con meno investimenti nel sistema, i sostenitori di un tale sistema avranno meno incentivi a spingerlo.

Ciò sarà difficile per tutto il mondo. Che piaccia o no, l’umanità rimarrà connessa a livello mondiale, affrontando problemi comuni come il cambiamento climatico e la minaccia del terrorismo. La capacità e l’incentivo a lavorare in modo cooperativo per risolvere questi problemi devono essere rafforzati e non indeboliti.» (6, 7, 8)

In inglese:

«Given the insistence of Trump and his acolytes that borders do matter [il neretto è mio], businesses will think twice as they construct global supply chains. The resulting uncertainty will discourage investment, especially cross-border investment, which will diminish the momentum for a global rules-based system. With less invested in the system, advocates for such a system will have less incentive to push for it.

This will be troublesome for the entire world. Like it or not, humanity will remain globally connected, facing common problems like climate change and the threat of terrorism. The ability and incentive to work cooperatively to solve these problems must be strengthened, not weakened.» (8, 9)

Ignorare le esplicite e ubiquitarie esortazioni a eliminare i confini e quindi gli Stati, non volere né vederle né sentirle, è semplicemente folle, quasi come lo stesso delirio culturale mondialista.

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1) Donald Trump all’ONU il 25 settembre 2018: “the ideology of globalism”

2) No Border network

https://en.wikipedia.org/wiki/No_Border_network

3) Le élite imparino l’umiltà o il populismo sarà trionfante

https://www.repubblica.it/economia

/2016/12/07/news/le_e_lite_imparino_l_umilta

_o_il_populismo_sara_trionfante-153609352/

4) Le solenni cretinate di Stephen Hawking sul mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2016/12/17/le-solenni-cretinate-di-stephen-hawking-sul-mondialismo/

5) This is the most dangerous time for our planet

https://www.theguardian.com/commentisfree/2016/dec/01/stephen-hawking-dangerous-time-planet-inequality

6) Lezioni dagli antiglobalisti

https://www.agenziacomunica.net/2017/05/03/lezioni-dagli-antiglobalisti/

7) Lezioni dagli antiglobalisti

http://praxisoggi.blogspot.com/2017/05/lezioni-dagli-antiglobalisti.html

8) Joseph Stiglitz racconta menzogne e fa propaganda mondialista

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/11/joseph-stiglitz-racconta-menzogne-e-fa-propaganda-mondialista/

9) Lessons from the Anti-Globalists

https://www.ips-journal.eu/topics/international-relations/article/show/lessons-from-the-anti-globalists-2016/

N.B.: tutti i link sono stati verificati in data odierna.

Copyright © 2019 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

 


 

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Mark Zuckerberg è un pericolo per tutta l’umanità

2 agosto 2017

Ho scritto parecchie volte di Mark Zuckerberg e della sua adesione a quel delirio culturale che è costituito dal mondialismo, vedi p.e. qui:

«P.S.: notare nel suo comunicato al popolo del 22 giugno come Zuckerberg esprima chiaramente il leitmotiv fondamentale del mondialismo e di tutte le altre ideologie antistato (vedi la mia teoria unificata delle ideologie antistato), cioè che gli esseri umani sono naturalmente buoni (“I always believed people are basically good [il neretto è mio]. As I’ve traveled around, I’ve met all kinds of people from regular folks to heads of state, and I’ve found they almost all genuinely care about helping people”), concetto già espresso nel 1690 da John Locke, quando scrisse la sua errata e ridicola versione dello stato di natura (versione smentita, fra l’altro, anche da un recentissimo studio scientifico pubblicato su Nature, come ho ricordato più volte).»

https://luigicocola.wordpress.com/2017/06/24/mark-zuckerberg-la-nuova-reincarnazione-di-cristo/

Per approfondire, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/04/02/il-mondialismo-e-il-nazionalismo-sono-il-prodotto-di-due-diverse-weltanschauung/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/25/smentite-le-idiozie-di-locke-e-di-rousseau-sullo-stato-di-natura/

Non potevo però immaginare che Mark Zuckerberg è talmente ingenuo (o talmente posseduto dal delirio culturale del mondialismo, è lo stesso) da estendere il leitmotiv fondamentale del mondialismo e di tutte le altre ideologie antistato, cioè “I always believed people are basically good”, anche alla Intelligenza Artificiale (IA), in inglese Artificial Intelligence (AI).

Pochi giorni fa c’è stato uno scontro verbale tra Zuckerberg, che è appunto un sostenitore ad oltranza della Intelligenza Artificiale, ed Elon Musk (PayPal, l’azienda automobilistica Tesla e il programma spaziale Space X), che invece già nel 2014 aveva detto:

“LE INTELLIGENZE artificiali sono la più grande minaccia per la sopravvivenza della nostra razza. Affidarsi ai computer è come invocare il demonio”

http://www.repubblica.it/tecnologia/2014/10/31/

news/elon_musk_realt_virtuale_demonio-99180416/

Ecco cosa ha twittato Musk, in risposta alla provocazione di Zuckerberg:

I’ve talked to Mark about this. His understanding of the subject is limited.
– Elon Musk (@elonmusk) 25 luglio 2017

twitter.com/elonmusk/status/889743782387761152

Vedi anche qui:

http://punto-informatico.it/4396294/PI/News/musk-vs-zuckerberg-scontro-verbale-sulla-ia.aspx

A questo punto arriva incredibilmente il colpo di scena, che dà ragione a Elon Musk:

Facebook sospende il test per l’Intelligenza Artificiale: “Due bot hanno inventato un proprio linguaggio, incomprensibile all’uomo”
Facebook ha fatto dialogare tra loro due bot e questi hanno usato una nuova lingua, indecifrabile per l’uomo

«…A preoccupare i ricercatori che hanno condotto il test è stato il fatto che il linguaggio usato dai bot, pur non avendo un senso compiuto per gli esseri umani, non sembrava essere casuale: semplicemente le parole erano state utilizzate dalle intelligenze artificiali in modo diverso. Una spiegazione all’anomalo comportamento potrebbe essere attribuita al fatto che i bot non erano stati programmati per dialogare soltanto in inglese. Ma c’è il sospetto che le macchine seguano dei codici ancora poco conosciuti all’uomo.

La notizia non fa altro che confermare i timori sullo sviluppo incontrollato delle intelligenze artificiali: davvero un giorno le macchine diventeranno così potenti ed evolute da ribellarsi ai comandi dell’uomo? È questo ciò che temono esperti anche del calibro di Stephen Hawking e Elon Musk…»

http://www.huffingtonpost.it/2017/08/01/facebook-sospende-il-test-per-lintelligenza-artificiale-due-b_a_23059340/

Come dice il suddetto articolo, anche altri importanti nomi, oltre a Elon Musk, hanno espresso forti e gravi timori nei riguardi della Intelligenza Artificiale, p.e. Stephen Hawking e Bill Gates:

«No, Musk isn’t the only one who believes unregulated AI could be a disaster for humanity. In an AMA (Ask Me Anything) session on Reddit earlier this year, Microsoft co-founder Bill Gates said that in a few years, AI would be “strong enough to warrant concern”. Theoretical physicist Stephen Hawking had told the BBC in 2014 that “the development of full artificial intelligence could spell the end of the human race”.»

indianexpress.com/article/explained/ideas-mark-zuckerberg-vs-elon-musk-or-utopia-vs-dystopia-4779524/

Insomma, se dessimo retta a Mark Zuckerberg, arriveremmo dritti dritti a Skynet.

Per non parlare del mondialismo.

Quest’uomo è un pericolo per tutta l’umanità.

P.S: ho trovato in rete un mucchio di articoli che, arrampicandosi sugli specchi, tentano di sminuire l’incredibile notizia che “Due bot hanno inventato un proprio linguaggio, incomprensibile all’uomo” nel corso di un test per l’Intelligenza Artificiale condotto da Facebook, come ho riportato sopra.

Però nessuno può negare che due intelligenze artificiali, improvvisamente, autonomamente (o in seguito a errori dei programmatori, non ha importanza) e, occorre sottolinearlo, con enorme facilità, si sono sottratte al controllo del genere umano (non l’hanno fatto con intenzioni malevoli? non ha importanza).

Se questa non è l’autostrada per Skynet, cosa altro lo potrebbe mai essere?

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Di Presidência do México (Flickr) [CC BY 2.0], attraverso Wikimedia Commons

Le solenni cretinate di Stephen Hawking sul mondialismo

17 dicembre 2016

Stephen Hawking, il celebre scienziato inglese, noto per le sue spiccate simpatie per il mondialismo, ha pubblicato il 1 dicembre 2016 sul Guardian un articolo intitolato This is the most dangerous time for our planet:

https://www.theguardian.com/commentisfree/2016/dec/01/stephen-hawking-dangerous-time-planet-inequality

La traduzione italiana (a cura di Fabio Galimberti) è stata pubblicata sulla Repubblica col titolo Le élite imparino l’umiltà o il populismo sarà trionfante:

«ESSENDO un fisico teorico che vive a Cambridge, ho vissuto la mia vita in una bolla di eccezionale privilegio [il neretto è mio]…

…Pertanto, faccio parte senza dubbio di quelle élite che recentemente, in America e in Gran Bretagna, sono oggetto di un inequivocabile rigetto. L’elettorato britannico ha deciso di uscire dall’Unione Europea, i cittadini americani hanno scelto Donald Trump come prossimo presidente.

Qualunque cosa possiamo pensare di queste decisioni, non c’è alcun dubbio, nella mente dei commentatori, che siamo di fronte a un grido di rabbia da parte di persone che si sono sentite abbandonate dai loro leader…

…Quello che conta adesso, molto più delle vittorie della Brexit e di Trump, è come reagiranno le élite. Dovremmo, a nostra volta, rigettare questi risultati elettorali liquidandoli come sfoghi di un populismo grossolano che non tiene in considerazione i fatti, e cercare di aggirare o circoscrivere le scelte che rappresentano? A mio parere sarebbe un terribile errore.

Le inquietudini che sono alla base di questi risultati elettorali e che concernono le conseguenze economiche della globalizzazione e dell’accelerazione del progresso tecnologico sono assolutamente comprensibili…

…Per me, l’aspetto veramente preoccupante di tutto questo è che mai come adesso, nella storia, è stato maggiore il bisogno che la nostra specie lavori insieme. Dobbiamo affrontare sfide ambientali spaventose: i cambiamenti climatici, la produzione alimentare, il sovrappopolamento, la decimazione di altre specie, le epidemie, l’acidificazione degli oceani.

Insieme, tutti questi problemi ci ricordano che ci troviamo nel momento più pericoloso nella storia dello sviluppo dell’umanità. Possediamo la tecnologia per distruggere il pianeta su cui viviamo, ma non abbiamo ancora sviluppato la capacità di fuggire da questo pianeta. Forse fra qualche secolo avremo creato colonie umane fra le stelle, ma in questo momento abbiamo un solo pianeta, e dobbiamo lavorare insieme per proteggerlo.

Per farlo è necessario abbattere le barriere interne ed esterne alle nazioni, non costruirle. Se vogliamo avere una possibilità di riuscirci, è indispensabile che i leader mondiali riconoscano che hanno fallito e che stanno tradendo le aspettative della maggior parte delle persone [il neretto è mio]. Con le risorse sempre più concentrate nelle mani di pochi, dovremo imparare a condividere molto più di quanto facciamo adesso.

Non stanno scomparendo solo posti di lavoro, ma interi settori, e dobbiamo aiutare le persone a riqualificarsi per un nuovo mondo, e sostenerle finanziariamente mentre lo fanno. Se le comunità e le economie non riescono a sopportare gli attuali livelli di immigrazione, dobbiamo fare di più per incoraggiare lo sviluppo globale, perché è l’unico modo per convincere milioni di migranti a cercare un futuro nel loro Paese [il neretto è mio].

Possiamo riuscirci, io sono di un ottimismo sfrenato sulle sorti della mia specie: ma sarà necessario che le élite, da Londra a Harvard, da Cambridge a Hollywood, imparino le lezioni di quest’ultimo anno. Che imparino, soprattutto, una certa umiltà [il neretto è mio].»

http://www.repubblica.it/economia/2016/12/07/

news/le_e_lite_imparino_l_umilta_o

_il_populismo_sara_trionfante-153609352/

Insomma le élites devono imparare l’umiltà, esse hanno fallito, afferma Hawking (egli riconosce in modo esplicito di far parte di esse, ma evidentemente non ritiene appropriata per se stesso la virtù dell’umiltà, altrimenti non avrebbe scritto questo articolo).

Sul fatto che le élites abbiano clamorosamente sbagliato siamo tutti d’accordo.

Esse hanno sbagliato nel loro scopo di «abbattere le barriere interne ed esterne alle nazioni», come eufemisticamente Hawking definisce il progetto mondialista di eliminare lo Stato?

Assolutamente no, egli argomenta, lo scopo è giusto, mentre invece le élites hanno sbagliato nei mezzi usati: esse dovevano evitare di produrre povertà e di produrre immigrazione selvaggia e incontrollata.

E come avrebbero mai potuto evitarle?

È semplicissimo, sempre secondo Hawking: da un lato sostenendo finanziariamente le masse dell’Occidente e dall’altro facendo sviluppare le economie dei paesi di origine dei migranti al fine di distoglierli dai loro propositi di migrazione.

Ma è veramente un’idea geniale, e anche molto facile da attuare, come avrà fatto a venirgli in mente?

Eh, si vede che è proprio un genio!

Tale è purtroppo la fallacia della natura umana: uno può essere un genio smisurato nel suo campo e dire poi solenni cretinate in altri campi.

Del resto basti pensare a Isaac Newton, uno dei più grandi scienziati della storia, infinitamente più grande di Stephen Hawking:

«Egli ebbe almeno due esaurimenti nervosi.» (Joseph W. Kane, Morton M. Sternheim, University of Massachusetts, Fisica Biomedica, traduzione italiana di Cafiero Franconi e Alberto Magrini, EMSI, 1980, vol. I, pag. 50).

N.B.: Hawking usa nel suo articolo originale in inglese, quello pubblicato sul Guardian, lo stesso termine dell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento, ossia “nations“:

«To do that, we need to break down, not build up, barriers within and between nations [il neretto è mio].»

Infatti:

«And out of his mouth goeth a sharp sword, that with it he should smite the nations [il neretto è mio]: and he shall rule them with a rod of iron: and he treadeth the winepress of the fierceness and wrath of Almighty God.»

Apocalypse of John, 19, 15, The King James Bible, Oxford standard text, ed. Benjamin Blayney, 1769

È anche interessante ricordare che Isaac Newton aveva una fissazione patologica per la Bibbia.

La teoria dei memi è perfettamente in grado di spiegare tutto ciò, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/12/04/il-mondialismo-la-parusia-intermedia-e-la-teoria-dei-memi/

Copyright © 2016 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.