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La spiegazione di Dmitry Orlov è semplicistica e sbagliata

30 giugno 2018

Leggo su ZeroHedge un articolo di Dmitry Orlov (29 giugno 2018):

Orlov: Barbarians Rampage Through Europe’s Cemetery

«Around the world, very few people are capable of wrapping their heads around the European reaction to the migrant crisis.

On the side of the migrants, we have avid displays of barbarism, fanaticism and aggression;

On the side of the Europeans, we have abject fear of appearing… intolerant.

In an out-of-control situation where we would expect people to organize, protest, put up road blocks and vote en masse for nationalist parties, we are instead subjected to the ridiculous spectacle of meek, effeminate Europeans dressed up in unisex outfits chalking “No to terrorism!” on sidewalks.

Most people around the world see in this an orchidaceous display of anthropological nullity. “Is Europe dead?” they wonder aloud.

Lest you think that this impression is politically incorrect or undiplomatic or somehow marginal rather than mainstream, Russia’s FM Sergei Lavrov, a senior Russian statesman and a diplomat’s diplomat, is on the record saying that the European Union is “committing suicide” by letting in the invading hordes from the Middle East and North Africa

…It is quite difficult to understand the rationale behind such enforced cowardice. Why are the European elites so insistent on ramming “tolerance” down the throats of their citizens and replacing them with imported barbarians? What happened to the spirit of bloodthirsty empires that had bled the entire planet dry for centuries, accumulating countless treasure?

What I believe happened is that the Europeans became too comfortable. Yes, they did experience some hardship during the two world wars, but it was nothing compared to what many other nations went through, Russia and China especially. When life is a struggle, experience is vivid, simple joys are profoundly felt, intelligent choices are critical to survival and acts of heroism are both necessary and valued. When life is comfortable, people become satiated and hard to satisfy, tastes become decadent and effete, questions of safety are pushed off on specialists and spontaneous acts individual heroism and bravery come to be treated as symptoms of social maladaptation.»

https://www.zerohedge.com/news/2018-06-28/orlov-barbarians-rampage-through-europes-cemetery

http://cluborlov.blogspot.com/2018/06/barbarians-rampage-through-europes.html

In lingua italiana:

barbari si scatenano nel cimitero-Europa

«In tutto il mondo, sono in pochi a capirci qualcosa della reazione europea alla crisi dei rifugiati. Da parte dei migranti vediamo accanite dimostrazioni di barbarie, fanatismo e violenza, da parte degli Europei c’è la spregevole paura di apparire… intolleranti. In un contesto ormai fuori controllo, dove ci si aspetterebbe che la gente si organizzasse, protestasse, facesse blocchi stradali e votasse in massa per i partiti nazionalisti, dobbiamo invece assistere al ridicolo spettacolo di docili ed effeminati Europei che, in abbigliamento unisex, scrivono col gesso sui marciapiedi “No al terrorismo!” La maggior parte delle persone, in tutto il mondo, vede in questo un’ostentata dimostrazione di nullità antropologica. “E’ morta l’Europa?”, si chiedono ad alta voce.

Nel caso pensiate che questa opinione si politicamente scorretta, priva di tatto o in qualche modo marginale, invece che ampiamente condivisa (sappiate che) il Ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, uno statista russo di provata esperienza, nonchè “diplomatico dei diplomatici” ha dichiarato, in forma ufficiale, che l’Unione Europea sta “commettendo un suicidio” lasciandosi invadere dalle orde che arrivano dal Medio Oriente e dal Nord Africa

…E’ abbastanza difficile capire il razionale che sta dietro ad una simile codardia imposta dall’alto. Perchè le elites europee insistono così tanto ad ingozzare di “tolleranza” i loro cittadini e a sostituirli con barbari d’importazione? Che cosa è successo allo spirito di quegli imperi assetati di sangue, che per secoli hanno svenato il mondo intero, accumulando tesori inestimabili?

Ciò che è successo, credo, è che gli Europei stanno troppo bene. Certamente, hanno avuto qualche momento difficile nelle due guerre mondiali, ma questo non è nulla in confronto a quello che hanno passato molte altre nazioni, sopratutto Russia e Cina.

Quando la vita è una lotta, l’esperienza è vivida, le gioie semplici rappresentano sensazioni profonde, le scelte intelligenti sono essenziali alla sopravvivenza e gli atti di eroismo sono necessari e tenuti nella massima considerazione. Quando la vita è confortevole, la gente diventa sazia e difficile da soddisfare, i gusti si fanno decadenti e leziosi, i problemi della sicurezza vengono demandati agli specialisti e i gesti individuali e spontanei di eroismo e di coraggio arrivano ad essere trattati come sintomi di disadattamento sociale.»

https://www.maurizioblondet.it/barbari-si-scatenano-nel-cimitero-europa/

A mio giudizio la spiegazione di Dmitry Orlov è semplicistica e sbagliata, mentre il quadro che egli descrive, quello del suicidio europeo (su cui anche Sergei Lavrov è d’accordo), è corretto.

Da tempo mi interrogo sul suicidio europeo: dopo diversi anni di riflessioni, la mia spiegazione è che esso è causato dall’ideologia mondialista (non nominata da Orlov nel suddetto articolo, neanche sotto forma di sinonimi) e che il mondialismo è un delirio culturale, cioè è un fenomeno appartenente alla stessa classe cui appartengono, per esempio, la caccia alle streghe (1450 circa – 1750 circa) e il genocidio cambogiano di Pol Pot (1975-1979).

Il delirio culturale mondialista è storicamente un side effect (in italiano effetto collaterale), assai tardivo, della rivoluzione cristiana di duemila anni fa contro lo Stato schiavista romano, contro “Babilonia la grande, la madre delle prostitute e degli orrori della terra”, come l’Apocalisse di Giovanni chiama Roma (Apocalisse di Giovanni, 17, 5, Bibbia CEI 2008).

Detto in altro modo, è la nemesi dell’Occidente, conseguente alla sua hybris di eliminare lo Stato schiavista romano per mezzo del Cristianesimo e del millenarismo (la dottrina del quale è contenuta nell’Apocalisse di Giovanni):

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/10/la-mia-analisi-del-mondialismo-e-delle-ideologie-antistato/

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/10/luci-e-ombre-del-pensiero-di-renaud-camus-sul-mondialismo/

In forma cartacea:

Luigi Cocola, Il mondialismo è un delirio culturale, lulu.com, 2018

Questa mia analisi (o spiegazione, o interpretazione, o in qualunque altro modo vogliate chiamarla) è molto più complessa di quella, estremamente semplicistica, di Orlov.

Del resto, come ho già notato in altri post, non solo i russi non possono criticare il Cristianesimo (Dmitry Orlov è nato a San Pietroburgo), dato che Vladimir Putin l’ha posto (giustamente) a fondamento della rinascita del popolo russo dopo il tramonto del comunismo, essi non hanno affatto bisogno di criticarlo, perché vivono in uno scenario che, rispetto al Cristianesimo occidentale (sia cattolico che protestante), è uno scenario privilegiato, scenario nel quale, per poter resistere efficacemente al mondialismo, è sufficiente ribadire la tradizione cristiana ortodossa (grazie al cesaropapismo introdotto da Costantino il Grande):

https://luigicocola.wordpress.com/2017/02/27/in-occidente-negare-la-realta-non-funziona/

https://luigicocola.wordpress.com/2018/05/06/ho-sognato-una-gara-di-chef/

C’è però un problema: la mia analisi non è un’analisi rassicurante, essa fa paura, perché descrive uno scenario in cui la classe dirigente dell’Occidente è in preda a un delirio collettivo, un delirio culturale, un delirio dell’intera cultura occidentale, che è sostanzialmente analogo al delirio culturale di Pol Pot e dei khmer rossi (nel senso che il popolo verrà eliminato).

Ovviamente anche il popolo dell’Occidente condivide questo delirio, ma ora esso si sta ribellando perché vede la morte in faccia:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/18/ancora-su-diego-fusaro-e-il-mondialismo/

https://luigicocola.wordpress.com/2018/06/28/la-mia-analisi-del-mondialismo-fa-paura/

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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La mia analisi del mondialismo fa paura

28 giugno 2018

Che la mia analisi del mondialismo (o globalismo, in inglese globalism, in francese mondialisme) faccia paura è piuttosto evidente:

1) Se si cerca in Google il mio nome e cognome, Luigi Cocola (meglio se prima si azzerano la cache e i cookie del browser), compare una pagina in cui ci sono le immagini delle copertine dei miei libri.

Ma qual è l’ordine di questi libri?

Molto stranamente Google mette per primo un manuale sull’uso di Linux per l’utente inesperto (Linux è un Sistema Operativo), che scrissi una decina di anni fa e che poi tolsi dal mercato perché ormai obsoleto (l’ho potuto togliere dal mercato perché l’ho rilasciato con il copyright).

Allego sotto uno screenshot.

Perché mettere per primo un manualetto di nessuna importanza, che da tempo non è più in vendita e che ha interessato a suo tempo solo pochissime persone (è infatti arcinoto che Linux è pochissimo usato)?

La risposta non può che essere questa: perché ciò è un mezzo per sminuire gli altri miei libri, che sono tutti di scienza politica – filosofia politica e che trattano tutti argomenti di grande importanza, come per esempio il mondialismo.

2) Avevo un account Facebook, che peraltro usavo pochissimo (dato che censuravano i miei post!).

Facebook me lo ha chiuso senza motivo apparente.

Attualmente non ho un account Facebook (lo scrivo perché ci sono in Facebook due miei omonimi).

3) Stampo i miei libri presso Lulu, la nota casa editrice internazionale di print on demand.

Ebbene, nonostante le mie ripetute proteste, Lulu classifica i miei libri nella categoria “Entertainment”.

Allego sotto uno screenshot.

La mia analisi del mondialismo è, oserei dire, unica.

Che io sappia, non c’è nessun altro che abbia fatto questa affermazione: il mondialismo è un delirio culturale.

Altri esempi di delirio culturale sono: la caccia alle streghe (1450 circa – 1750 circa) e il genocidio cambogiano di Pol Pot (1975-1979).

Del resto basta scrivere in Google “il mondialismo è un delirio culturale” e “globalism is a cultural delusion”, comprese le virgolette, per constatare che si tratta solo di me.

Naturalmente ho fornito solide basi alla mia suddetta affermazione.

La mia analisi del mondialismo esiste, è a disposizione di tutti (posso vedere nel mio account WordPress che ogni giorno ho alcuni lettori stranieri, soprattutto dagli Stati Uniti, sebbene il mio blog sia scritto in italiano) e non può essere cancellata: coloro che la trovano sgradevole se ne facciano una ragione.

Per inciso, se il mondialismo avesse successo, esso porterebbe automaticamente, necessariamente e inevitabilmente all’islamizzazione dell’Europa prima e dell’Occidente intero poi e di conseguenza alla distruzione del popolo ebraico: infatti il mondialismo è un’ideologia antisemita, come ho spiegato molte volte.

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

I mondialisti non si rassegnano e rilanciano con la caccia al molestatore

14 dicembre 2017

È iniziata la caccia al molestatore, il nuovo ploy dei mondialisti per tentare di abbattere Donald Trump e imporre così al popolo degli Stati Uniti d’America la povertà (cioè l’ultracapitalismo), l’invasione islamica/terrorismo islamico e la guerra nucleare con la Russia, che sono le tre caratteristiche necessarie del mondialismo, cioè i tre cavalieri dell’Apocalisse mondialista, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/08/17/tre-caratteristiche-necessarie-del-mondialismo

Per altri ploys del mondialismo vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/03/29/alcuni-stratagemmi-del-mondialismo/

Questo ploy potrebbe anche funzionare in un paese puritano come gli Stati Uniti d’America, un paese dove nel 1692, vale a dire nove anni prima che iniziasse il Secolo dei Lumi, vale a dire due anni prima che nascesse Voltaire (1694-1778), ci fu il processo delle streghe di Salem.

Infatti il 12 dicembre 2017 Roy Moore, il candidato repubblicano alle elezioni in Alabama, è stato sconfitto.

Egli nella campagna elettorale è stato accusato di aver molestato delle minorenni quando aveva poco più di 30 anni (oggi ne ha 70).

Wikipedia in lingua inglese ci informa del curriculum vitae di Roy Moore:

«Judge for the Sixteenth Circuit Court of Alabama», carica elettorale che ricoprì dal 1992 al 2000.

«Chief Justice of the Supreme Court of Alabama», carica elettorale che ricoprì dal 2001 al 2003, in quanto fu rimosso «for refusing a federal court’s order to remove a marble monument of the Ten Commandments which he had installed in the lobby of the Alabama Judicial Building.»

di nuovo «Chief Justice of the Supreme Court of Alabama», eletto nel 2013, ma sospeso nel 2016 «for directing probate judges to continue to enforce the state’s ban on same-sex marriage although the US Supreme Court had ruled this to be unconstitutional.»

https://en.wikipedia.org/wiki/Roy_Moore

Quindi egli è stato eletto almeno tre volte a cariche pubbliche (e ben due volte è stato rimosso o sospeso per le sue forti convinzioni religiose cristiane).

Perché solo adesso egli è stato accusato di aver molestato delle minorenni quando aveva poco più di 30 anni?

Perché non è stato accusato nelle precedenti elezioni?

Ecco cosa riporta Euronews nell’articolo intitolato USA: Roy Moore si difende dalle accuse di molestie:

«“Non ho offerto bevande alcoliche, birra o altro ad una minorerenne. Non sono stato colpevole di comportamenti sessuali con nessuno. Queste accuse sono arrivate solo quattro settimane e mezzo prima delle elezioni generali del 12 dicembre. Perché proprio adesso?”
Moore, al momento delle accuse, conduceva la corsa per lo scranno di senatore con un vantaggio di 12 punti sul suo avversario, il democratico Doug Jones.»

http://it.euronews.com/2017/11/12/usa-roy-moore-si-difende-dalle-accuse-di-molestie

È di ieri 13 dicembre la notizia che il pastore evangelico e deputato repubblicano Dan Johnson, accusato di molestie (dalla stampa, cioè dal Kentucky Center for Investigative Reporting, non dalla polizia), si è suicidato.

Ecco cosa riporta Wikipedia in lingua inglese:

«On December 11, 2017, Johnson was accused of having molested a member of his church on New Year’s Eve of 2012 when she was 17 years old.[6][7] [il neretto è mio] Although the Republican Party of Kentucky requested his resignation,[8] Johnson refused to resign, claiming the allegations were untrue and were politically motivated.[9]»

https://en.wikipedia.org/wiki/Dan_Johnson_%28Kentucky_politician%29

Andiamo a vedere le fonti citate da Wikipedia in lingua inglese:

6. Eltagouri, Marwa (13 December 2017). “Accused of molesting a teenage girl, Kentucky lawmaker refuses to resign”. Retrieved 14 December 2017 – via washingtonpost.com.

Ecco cosa dice l’articolo dell’Washington Post:

«Louisville Metro police said they closed the case after investigating the allegations, according to KyCIR [Kentucky Center for Investigative Reporting].»

https://www.washingtonpost.com/news/powerpost/wp/2017/12/12/accused-of-molesting-a-teenage-girl-kentucky-lawmaker-refuses-to-resign/

7. “Lawmaker Who Once Compared Obama to a Monkey Accused of Sexual Assault”. Time. Retrieved 14 December 2017.

Ecco cosa dice l’articolo del Time:

«The Kentucky Center for Investigative Reporting quotes Maranda Richmond as saying she has asked Louisville police to reopen an investigation of Dan Johnson…

…Richmond says Johnson assaulted her in 2012. She says she reported it to police in 2013, but the case was closed without charges.»

http://time.com/5059817/dan-johnson-sexual-assault-accusation/

Ma che cos’è il Kentucky Center for Investigative Reporting?

«The Kentucky Center for Investigative Reporting is a nonprofit, nonpartisan newsroom based in Louisville, Ky. We produce investigative journalism that affects you, your neighborhood, your Commonwealth.»

http://kycir.org/about/

Questo però non è «investigative journalism», questo è un vero e proprio linciaggio, visto che la polizia ha chiuso il caso senza procedere contro Dan Johnson.

Prima di suicidarsi egli ha scritto un post commovente su Facebook, che non è più visibile (perché furbescamente Facebook, il turpe organo dei mondialisti, l’ha fatto sparire), ma è possibile leggerlo qui:

www.nytimes.com/2017/12/13/us/dan-johnson-kentucky-suicide.html

Eccone alcune frasi significative:

«The accusations from NPR are false God and only God knows the truth, nothing is the way they make it out to be. AMERICA will not survive this type of judge and jury fake news [il neretto è mio]…

…Only Three things I ask of you to do, if you love me is (1) blame no person, Satan is the accuser, so blame the Devil himself. (2) Forgive and love everyone especially yourself. (3) most importantly, LOVE GOD…».

I mondialisti hanno compiuto l’ennesima infamia.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

L’unica terapia possibile del delirio culturale mondialista

10 agosto 2017

Ho iniziato a scrivere in questo blog di “streghe di Salem” in un mio post del 2016 intitolato Come influenzare chi è in preda alla follia?:

«La mia analisi del mondialismo (globalism in inglese, mondialisme in francese) è alquanto differente dalle analisi correnti.

Se la mia analisi è giusta, ne consegue che il mondialismo è da considerarsi una psicosi collettiva di natura religiosa, come p.e. la caccia alle streghe che afflisse l’Occidente (in verità più i protestanti che i cattolici) dal Quattrocento al Settecento.

È da ricordare a questo proposito il processo delle streghe di Salem del 1692, che si svolse in ambiente religioso puritano, cioè proprio l’ambiente religioso da cui è nato l’internazionalismo di David Rockefeller, vale a dire il mondialismo…»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/10/28/come-influenzare-chi-e-in-preda-alla-follia/

Successivamente, ho iniziato a scrivere di “delirio culturale” in un mio post intitolato Il mondialismo è un delirio culturale:

«Purtroppo nella cultura occidentale si è creato il mito dell’inutilità, anzi della dannosità dello Stato

…Generazioni e generazioni e generazioni di filosofi, di politologi, di sociologi, di antropologi culturali, di accademici e di intellettuali hanno ripetuto questo colossale errore.

Essi sono vissuti dentro questo colossale errore.

È tempo che questo colossale errore, che è un vero e proprio delirio culturale, venga compreso ed eliminato.»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/11/18/il-mondialismo-e-un-delirio-culturale/

Ho poi sviluppato il concetto di “delirio culturale” qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/14/ce-delirio-e-delirio/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/15/il-mondialismo-non-e-una-lotta-di-classe-e-un-delirio-culturale/

Leggo oggi Meow (in italiano Miao, con allusione al gatto di Schrödinger, ma anche al gatto del Cheshire di Lewis Carroll, da qualche anno anch’esso adoperato in meccanica quantistica), che è un post assai interessante di James Howard Kunstler (pubblicato nel suo blog il 21 luglio 2017).

Ecco alcuni passi della traduzione italiana:

«Ma poi cominci a chiederti: ma la Russia c’è veramente, o anche lei è soltanto un’altra possibilità dell’immaginazione? Non cercare di riuscire a capire la faccenda leggendo le osservazioni oracolari del Washington Post. In questi giorni la Russia sembra che sia contemporaneamente dappertutto e in nessun posto, come il Diavolo nel 1693 a nord di Boston…

…Sì, le cose stanno andando in modo molto strano in questi giorni nella democrazia più grande del mondo. Per me che guardo la faccenda attraverso le lenti dello storico, sembra sempre di più come l’ossessione per le streghe di Salem che incontra la Rivoluzione Francese, con in cima un giro di confusione quantica. Per ora siamo nella prima frase, la vera follia politica. Le convinzioni sono diventate indipendenti dagli avvenimenti della vita…

…Il fiasco della riforma dell’ObamaCare sembra il punto di svolta verso la tendenza a una velenosa paralisi politica che potrebbe letteralmente uccidere il governo come lo conosciamo…

…I due partiti maggiori si stanno disintegrando davanti ai nostri occhi, nonostante l’apparente senso di decoro che i senatori mostrano in Tv. Il pubblico può sembrare che sia mentalmente in vacanza, dormicchiando sulla spiaggia tra le mollezze della piena estate, ma nel vento al largo c’è qualcosa di malvagio.

In effetti io vorrei adesso andare oltre lo scenario del colpo di Stato “soft” che ha cacciato Trump sulla base del venticinquesimo emendamento. Naturalmente capiterà, ma non soddisferà nessuno. Mike Pence darà prova di essere tanto inetto e impopolare quanto Trump, e affogherà nei problemi finanziari e fiscali, e non avrà nessun aiuto dalla assemblea legislativa per risolvere qualcuno di questi problemi, e prima che passi troppo tempo potrebbe esserci un generale alla Casa Bianca, -o uno che cerchi di far funzionare le cose (operando) da qualche posto altrove, se può…

…non ci sarà molto che Mike Pence possa fare. Lo metteranno da parte e i militari saranno incaricati di riportare l’ordine nel paese. E quando lo faranno non sarà lo stesso paese che noi abbiamo cantato alla fine delle scuole elementari. Dall’alto di una nuvola, magari sopra l’Ohio, il gatto di Schrodinger guarderà giù verso di noi, sorridendo.»

https://comedonchisciotte.org/kunstler-vai-caos-vai/

In lingua originale inglese:

«But then, you begin to wonder: is Russia really there, or is it, too, just another figment of possibility? Don’t try to figure that out by reading the oracular observations of The Washington Post. These days Russia seems to be at once everywhere and nowhere, like the Devil north of Boston in 1693…

…Yes, things are passing strange in the world’s greatest democracy these days. To me, seeing the thing through an historical lens, it’s looking more and more like the Salem Witch Frenzy meets the French Revolution with a spin of quantum confusion on top. Right now we’re in the first phase, sheer political lunacy. Beliefs have become ungrounded from the facts of life…

…The ObamaCare reform fiasco looks like a tipping point toward a strain of toxic political paralysis that might literally kill the government as we’ve known it…

…The major parties are disintegrating before our eyes, despite the seeming sense of decorum that senators present on TV. The public may seem to be mentally on vacation, snoozing on the beach in the midsummer doldrums, but something vicious is in the wind offshore.

I’d actually go further now than the “soft coup d’état” scenario that has Trump run over by the 25th amendment. It will happen, of course, but it will not satisfy anybody. Mike Pence will prove to be as ineffectual and unpopular as Trump, and he will be drowning in financial and fiscal problems, and he will get no help from the legislature in resolving any of it, and before too long there may be a general in the White House — or attempting to run things from someplace else, if he can…

…and there won’t be much that Mike Pence can do about it. He’ll be shoved aside and the military will have to try to restore order in the land. When they do, it will not be the same land we sang about back in the fifth grade. Up in a cloud somewhere over Ohio, maybe, Schrödinger’s Cat will be gazing down on us, grinning.»

http://kunstler.com/clusterfuck-nation/meow/

Scherzando con grazia, con quella levità che solo l’arte di uno scrittore può dare, James Howard Kunstler mostra l’unica terapia possibile del delirio culturale mondialista (dopo l’evidente fallimento della terapia politica costituita dall’elezione di Donald Trump a 45° Presidente USA) e cioè la terapia militare: ormai solo i militari possono salvare gli Stati Uniti d’America e quindi l’intero pianeta.

Anche questo l’avevo già scritto, certamente in maniera poco graziosa e lieve dato che non sono uno scrittore (né ho la pretesa di esserlo), vedi p.e. qui:

«Bisogna però dire che i militari, di qualsiasi parte del mondo siano, sono più portati dei politici all’uso della Ragione, proprio a causa del loro lavoro. Sarebbe auspicabile che essi prendessero in mano la situazione. Se non altro, almeno per impedire una guerra nucleare.»

https://luigicocola.wordpress.com/2015/06/23/non-capire-la-situazione/

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