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Siete stati ingannati: lo scopo dell’Unione Europea è uno scopo distruttivo

18 giugno 2019

Bisogna dire alla gente la verità: l’Unione Europea non è stata creata per migliorare le condizioni di vita degli europei e nemmeno per mantenere tali condizioni di vita come erano prima della sua creazione.

L’Unione Europea, che fu ideata dal Conte Henri de Saint-Simon nel lontano 1814 (1, 2, 3, 4, 5), ha lo scopo di eliminare gli Stati europei e sostituirli con la tecnocrazia (ovviamente non elettiva, quindi scordatevi la democrazia a cui siamo abituati in Occidente).

Per raggiungere tale scopo l’Unione Europea vuole distruggere i popoli europei: distrutto un popolo si ottiene automaticamente la distruzione dello Stato di quel popolo.

È chiaro adesso?

Bene, e come l’Unione Europea vuole distruggere i popoli europei?

Con i seguenti tre mezzi (6):

a) con la povertà, con conseguente drastica riduzione della prole

b) con l’immigrazione senza freni dall’Africa, dal Medio Oriente, ecc. ecc., aprendo le frontiere

aprendo le frontiere si otterrà: I) l’islamizzazione dell’Europa II) il meticciato (sul dovere di realizzare “entro due o tre generazioni” il meticciato in Europa e in Italia ha scritto nel 2017 Eugenio Scalfari e questo delirio — come chiamarlo altrimenti? — è sostanzialmente confermato da Corrado Augias e Andrea Giardina, 6, 7)

c) con la distruzione della famiglia, con conseguente drastica riduzione della prole.

Questa è la verità, non le menzogne della propaganda mondialista, cioè quella che potete sentire alla televisione e alla radio, o leggere sui giornali, anche digitali.

E tutto ciò è sostenuto dalle case reali d’Europa (con in testa le case reali inglese e olandese, 8, 9, 10) e dai vertici attuali della Chiesa cattolica (11), altro che gli ebrei, la massoneria, i satanisti e i rettiliani!

Siete stati ingannati, svegliatevi!

————–

1) «Henri de Saint-Simon, in full Claude-Henri de Rouvroy, Comte (count) de Saint-Simon, (born Oct. 17, 1760, Paris, Fr.—died May 19, 1825, Paris), French social theorist and one of the chief founders of Christian socialism. In his major work, Nouveau Christianisme (1825), he proclaimed a brotherhood of man that must accompany the scientific organization of industry and society.»

https://www.britannica.com/biography/Henri-de-Saint-Simon

2) Henri de Saint-Simon, De la réorganisation de la société européenne, Paris, 1814

È disponibile integralmente qui:

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k10497526/f7.image

3) Chi ideò l’Unione Europea?

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/20/chi-ideo-lunione-europea/

4) Il programma politico di Soros è proprio quello di Saint-Simon

https://luigicocola.wordpress.com/2018/05/12/il-programma-politico-di-soros-e-proprio-quello-di-saint-simon/

5) Perché si censura il ruolo di Henri de Saint-Simon nella genesi storica del mondialismo e dell’Unione Europea?

https://luigicocola.wordpress.com/2018/11/13/perche-si-censura-il-ruolo-di-henri-de-saint-simon-nella-genesi-storica-del-mondialismo-e-dellunione-europea/

6) I mezzi adoperati dai globalisti per distruggere gli Stati

https://luigicocola.wordpress.com/2018/09/12/i-mezzi-adoperati-dai-globalisti-per-distruggere-gli-stati/

7) «Ma se invece di ragionare su un processo millenario ragioniamo di un processo di pochi secoli, allora l’Africa diventa un elemento positivo, che va aiutato in tutti i suoi problemi. E non solo l’Africa, ma tutti i popoli migranti che hanno di mira Paesi di antica ricchezza, con i quali convivere nel tentativo di ridurre le disuguaglianze.
La vera politica dei Paesi europei è quindi d’essere capofila di questo movimento migratorio: ridurre le diseguaglianze, aumentare l’integrazione. Si profila come fenomeno positivo, il meticciato [il neretto è mio], la tendenza alla nascita di un popolo unico, che ha una ricchezza media, una cultura media, un sangue integrato. Questo è un futuro che dovrà realizzarsi entro due o tre generazioni e che va politicamente effettuato dall’Europa. E questo deve essere il compito della sinistra europea e in particolare di quella italiana [il neretto è mio]

Eugenio Scalfari, C’è l’Africa nel nostro futuro, L’Espresso (6 agosto 2017)

http://espresso.repubblica.it/opinioni/vetro-soffiato/2017/08/02/news/c-e-l-africa-nel-nostro-futuro-1.307312

8) «I recall the State Visit of your grandmother Queen Juliana and Prince Bernhard in 1972, when I spoke of how our nations’ close understanding and relationship would become increasingly important as a new configuration of Europe was emerging. As we look toward a new partnership with Europe, it is our shared values and commitment to each other, that are our greatest asset, and demonstrate that even through change, our enduring alliance remains strong, and as innovators, traders and internationalists [il neretto è mio] we look with confidence to the future.»

The Queen’s speech at The Netherlands State Banquet (23 ottobre 2018)

https://www.royal.uk/queens-speech-netherlands-state-banquet

Notare che la stessa parola (internationalists) è usata da David Rockefeller nella sua autobiografia:

«Some even believe we are part of a secret cabal working against the best interests of the United States, characterizing my family and me as “internationalists” [il neretto è mio] and of conspiring with others around the world to build a more integrated global political and economic structure—one world, if you will. If that’s the charge, I stand guilty, and I am proud of it.»

David Rockefeller, Memoirs, Random House, 2003, pag. 405

Ecco il video in cui la Regina Elizabeth II pronuncia il testo di cui sopra (al minuto 3 e 11):

9) Non capire nulla di quello che sta succedendo tra Inghilterra e Russia

https://luigicocola.wordpress.com/2018/11/28/non-capire-nulla-di-quello-che-sta-succedendo-tra-inghilterra-e-russia/

10) Donald Trump, Elizabeth II e David Rockefeller

https://luigicocola.wordpress.com/2019/06/04/donald-trump-elizabeth-ii-e-david-rockefeller/

11) Ma Papa Francesco viene forse da Marte???

https://luigicocola.wordpress.com/2019/04/20/ma-papa-francesco-viene-forse-da-marte/

N.B.: tutti i link sono stati verificati in data odierna

Copyright © 2019 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

 

 


 

 

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Sull’idea errata che l’uguaglianza totale conduca alla pace nel mondo

12 febbraio 2019

C’è nel mondialismo l’idea errata che l’uguaglianza totale conduca alla pace nel mondo.

Quest’idea errata è chiaramente espressa in Praktischer Idealismus (1925) di Richard Coudenhove-Kalergi:

«…und der revolutionäre Pazifismus, dessen Ziel ein letzter Weltkrieg zur Befreiung aller unterdrückten Klassen, Völker und Rassen und damit die Vernichtung jeder künftigen Kriegsursache und die Begründung der pazifistischen Weltrepublik ist.»

Praktischer Idealismus, pag. 168 dell’edizione originale del 1925 (1)

«…et le pacifisme révolutionnaire, dont le but est une ultime guerre mondiale, pour la libération des toutes les classes, de tous les peuples et de toutes les races opprimés, et avec elle l’anéantissement de toute future cause de guerre, et la fondation de la république mondiale pacifiste.»

pagg. 134-135 della traduzione francese (2)

«…e il pacifismo rivoluzionario, il cui scopo è una guerra mondiale finale, per la liberazione di tutte le classi, di tutti i popoli e di tutte le razze oppresse, e con essa l’annientamento di ogni futura causa di guerra e la fondazione della repubblica mondiale pacifista.»

traduzione italiana

Perché considero errata tale idea?

Perché essa è frutto di quel positivismo ingenuo che produsse in Henri de Saint Simon un’altra idea errata e cioè che la scienza e la tecnologia possano fare scelte politiche.

La tecnocrazia (3,4,5,6) sostituisce lo Stato, vale a dire la politica, sia nel sansimonismo che nel mondialismo (essendo il secondo un pervertimento del primo, in quanto il mondialismo, a differenza del sansimonismo, è contro il popolo), ma questa sostituzione non può funzionare: in realtà la scienza e la tecnologia possono fornire il modo più razionale di attuare una scelta politica, ma non possono fare la scelta politica stessa, come la Ragione ci rende evidente.

Infatti nella distopia mondialista, di cui l’Unione Europea è il work in progress più avanzato, non è per mezzo della scienza e della tecnologia che si fanno le scelte politiche, le fa invece una ristrettissima élite, l’élite globalista, che assolutamente non ha una Weltanschauung scientifica, ma bensì religiosa (della religione cristiana, 7), e che assolutamente non ha un’educazione scientifica, ma bensì filosofica e infatti vuole assumere il ruolo assegnato da Platone ai filosofi nella sua Repubblica, basti pensare all’ibridazione forzata delle razze umane (cioè il meticciato di cui hanno scritto Richard Coudenhove-Kalergi ed Eugenio Scalfari, 8) che i mondialisti vogliono effettuare: è un clamoroso errore antiscientifico, perché vuol dire, né più né meno, impoverire criminalmente il patrimonio genetico, cioè il pool genico (in inglese gene pool), cioè la diversità genetica (in inglese genetic diversity), della specie umana, criminalmente perché ciò mette a rischio la sua sopravvivenza (8).

Come oggi anche i sassi sanno, la biodiversità (in inglese biodiversity) è fondamentale per la vita, anzi il 2010 è stato dichiarato dall’ONU Anno internazionale della biodiversità.

Ma l’ideologia mondialista vuole eliminare la biodiversità della specie umana!

Perché?

Perché Richard Coudenhove-Kalergi aveva un dottorato in filosofia e non sapeva nulla della scienza, ecco perché!

E anche Eugenio Scalfari non ha un’educazione scientifica, essendo laureato in giurisprudenza, per non parlare di George Soros, che ha un degree di secondo livello in filosofia.

Per quanto riguarda l’idea che l’uguaglianza totale conduca alla pace nel mondo, è possibile risalire fino all’esiziale Two Treatises of Government, in italiano Due trattati sul governo, di John Locke (1690).

È chiaro che se “the state of Nature” è “a state of peace, good will, mutual assistance and preservation” (9), e se noi constatiamo che oggi nel mondo non c’è tale “stato di pace, buona volontà, mutua assistenza e conservazione” (10), allora vuol dire che ci devono essere dei fattori negativi estranei che alterano il paradisiaco stato di natura lockiano.

La verità è che lo stato di natura lockiano, ripreso e rinforzato nel Settecento da Jean-Jacques Rousseau, è una scemenza, come diverse altre idee di Locke (11, 12, 13, 14, 15), e infatti un recente articolo scientifico pubblicato su Nature (il 21 gennaio 2016) e intitolato Inter-group violence among early Holocene hunter-gatherers of West Turkana, Kenya (16) ha smentito le idee cristiane di Locke e di Rousseau sullo stato di natura e ha confermato invece quelle non cristiane (cioè atee) di Thomas Hobbes e di Charles Darwin (17).

Come scoprì Thomas Hobbes nel Seicento, “lo stato di natura” è “la guerra di tutti contro tutti” (18), in latino “bellum omnium contra omnes” (19), in inglese “war of all against all” (20).

L’intera biologia scientifica moderna si basa su Charles Darwin, che è uno dei più grandi geni dell’umanità, ed egli a sua volta si basa proprio sullo stato di natura hobbesiano, come notò anche Karl Marx nella sua lettera del 18 giugno 1862 a Friedrich Engels (21).

Questo evidentissimo legame tra Hobbes e Darwin è generalmente censurato: tanto per fare un esempio, nella traduzione italiana di Celso Balducci del capolavoro di Darwin, L’origine della specie (22), il termine “stato di natura” (che Darwin mutua da Hobbes e – sia chiaro – con lo stesso significato che gli dà Hobbes) è presente solo poche volte, laddove nel testo originale inglese, The Origin of Species, 6th Edition, l’edizione che è considerata quella definitiva (23), il termine “state of nature” è presente ben 45 volte (46 se si tiene conto anche dell’indice) (24).

Il nodo della questione, compreso appieno da Hobbes, è che nello stato di natura (cioè in assenza dello Stato) gli esseri umani competono obbligatoriamente per le stesse risorse e quindi sono obbligati a combattere tra di loro, sia con la violenza che con la frode (25), esattamente come la biologia scientifica moderna ci mostra che fanno gli altri animali.

Quindi, se gli esseri umani fossero uguali, anzi identici, tra di loro, non cambierebbe niente, perché anche in tal caso continuerebbero a competere obbligatoriamente per le stesse risorse.

——–

1) Disponibile qui:

https://archive.org/details/Coudenhove-Kalergi-Praktischer_Idealismus-1925

2) Disponibile qui:

https://archive.org/details/R.N.CoudenhoveKalergiIdealismePratique1925FR

3) «All’estremo opposto l’ideale della fine della società politica e della classe politica che ne trae un abusivo vantaggio è stato predicato da una concezione che oggi si direbbe tecnocratica dello Stato, come quella esposta da Saint-Simon secondo cui nella società industriale ove protagonisti non sono più i guerrieri e i legisti ma diventano gli scienziati e i produttori, non ci sarà più bisogno della «spada di Cesare». Questo ideale tecnocratico peraltro si accompagna in Saint-Simon con una forte ispirazione religiosa (il nouveau christianisme), quasi a suggerire l’idea che questo salto fuori della storia che è la società senza Stato non sia pensabile prescindendo da un’idea messianica.»

Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pag. 124

4) «Inutile che qui io rifaccia la storia della tecnocrazia. Basta ricordarne alcuni principi fondamentali, che poi sono quelli fissati già dal fondatore o inventore: il francese Claude Henri de Rouvroy, conte di Saint-Simon, e poi affinati, adattati, rielaborati in due secoli di sviluppo senza però mai tradire alcuni presupposti irrinunciabili…

…Ogni volta che nella storia l’uomo ha tentato di realizzare l’utopia, di realizzare l’irrealizzabile, la natura umana e la realtà concreta del mondo si sono ribellate all’impossibile, cosicché lo scontro fra una pretesa utopica e la realtà ha sempre portato al disastro, a lutti, dolori, morti. Così avverrebbe anche nel tentativo di attuare l’ideologia tecnocratica. E se l’utopia marxista ha provocato un numero di morti misurabile in decine o centinaia di milioni di uomini, certamente molto peggio avverrebbe nel tentativo di attuare la tecnocrazia.»

Claudio Finzi, Ideologia tecnocratica e globalizzazione, in Agostino Carrino (a cura di), L’Europa e il futuro della politica, Società Libera, 2002, pagg. 235-252

Ideologia tecnocratica e globalizzazione è disponibile qui:

http://www.teleion.it/users/garbolino/

librisoclibera/testi/europafutpol/19_europapf.shtml

5) Le tappe principali della genesi storica del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/28/le-tappe-principali-della-genesi-storica-del-mondialismo/

6) Perché si censura il ruolo di Henri de Saint-Simon nella genesi storica del mondialismo e dell’Unione Europea?

https://luigicocola.wordpress.com/2018/11/13/perche-si-censura-il-ruolo-di-henri-de-saint-simon-nella-genesi-storica-del-mondialismo-e-dellunione-europea/

7) Il mondialismo e il nazionalismo sono il prodotto di due diverse Weltanschauung

https://luigicocola.wordpress.com/2017/04/02/il-mondialismo-e-il-nazionalismo-sono-il-prodotto-di-due-diverse-weltanschauung/

8) Quello che ha scritto Scalfari è il piano Kalergi

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/15/quello-che-ha-scritto-scalfari-e-il-piano-kalergi/

9) John Locke, Two Treatises of Government, London: printed for Wihtmore and Fenn, Charing Cross; and C. Brown, Duke Street, Lincoln’s-Inn-Fields, 1821, Book II, Chapter III, 19, pag. 202

Disponibile qui:

https://archive.org/details/twotreatisesofg00lockuoft/page/n9

Two Treatises of Government è anche disponibile qui:

McMaster University – Archive for the History of Economic Thought

https://socialsciences.mcmaster.ca/econ/ugcm/3ll3/

10) John Locke, Due trattati sul governo, a cura di Brunella Casalini, Edizioni Plus, 2007, II Trattato, Cap. III, 19, pag. 198

Disponibile qui:

https://btfp.sp.unipi.it/ebooks/brulocke.html

11) «Quanto allo stato di natura, Locke fu meno originale di Hobbes, il quale parlava di uno stato in cui ci fosse la guerra di tutti contro tutti e la vita fosse sgradevole, brutale e breve. Ma Hobbes era reputato un ateo. La teoria dello stato di natura e della legge naturale, che Locke trasse dai suoi predecessori, non può essere epurata dalla sua base teologica; dove tale teoria sopravvive senza questa base (come in buona parte del liberalismo moderno) essa è priva di chiare fondamenta logiche.»

Bertrand Russell, Storia della filosofia occidentale, TEA, 2018, pag. 601

12) «In regard to the state of nature, Locke was less original than Hobbes, who regarded it as one in which there was war of all against all, and life was nasty, brutish, and short. But Hobbes was reputed an atheist. The view of the state of nature and of natural law which Locke accepted from his predecessors cannot be freed from its theological basis; where it survives without this, as in much modern liberalism, it is destitute of clear logical foundation.»

Bertrand Russell, History of Western Philosophy, George Allen and Unwin Ltd, 1947, pag. 649

Disponibile qui:

https://archive.org/details/westernphilosoph035502mbp

13) Il crollo del ponte Morandi, il mondialismo e John Locke

https://luigicocola.wordpress.com/2018/08/18/il-crollo-del-ponte-morandi-il-mondialismo-e-john-locke/

14) Il fallimento di tre secoli di filosofia politica presenta oggi il conto

https://luigicocola.wordpress.com/2018/09/10/il-fallimento-di-tre-secoli-di-filosofia-politica-presenta-oggi-il-conto/

15) Per capire la lontanissima origine (cristiana) del concetto di stato di natura di Locke, cfr.:

Il millenarismo è un meme egoista

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

16) M. Mirazón Lahr et al., Inter-group violence among early Holocene hunter-gatherers of West Turkana, Kenya, Nature 529, 394–398 (21 January 2016)

http://www.nature.com/articles/nature16477

17) Smentite le idiozie di Locke e di Rousseau sullo stato di natura

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/25/smentite-le-idiozie-di-locke-e-di-rousseau-sullo-stato-di-natura/

18) Thomas Hobbes, De Cive – Elementi filosofici sul cittadino, a cura di Tito Magri, Editori Riuniti, 2014, pag. 73 e pag. 87

19) Thomas Hobbes, Opera philosophica quae latine scripsit omnia, a cura di William Molesworth, London: John Bohn, Henrietta Street, Covent Garden, 1839, vol. II, De cive, Praefatio ad lectores, pag. 148

Disponibile qui:

https://archive.org/details/operaphilosophi00molegoog/page/n7

20) Thomas Hobbes, De Cive, London, Printed by J.C. for R. Royston, at the Angel in Ivie−Lane, 1651, Chapter 1, XIII

Disponibile qui:

http://www.public-library.uk/ebooks/27/57.pdf

È anche disponibile qui:

McMaster University – Archive for the History of Economic Thought

https://socialsciences.mcmaster.ca/econ/ugcm/3ll3/

N.B.: non ho riportato l’edizione in lingua inglese curata da William Molesworth nell’Ottocento, perché non è l’opera originale di Thomas Hobbes, ma bensì una traduzione di essa in inglese moderno.

Per un approfondimento delle famose formule hobbesiane (“state of nature”, “war of all against all” e “homo homini lupus”), vedi: Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, lulu.com, 3° ed., 2013, pagg. 10-13.

21) «I’m amused that Darwin, at whom I’ve been taking another look, should say that he also applies the ‘Malthusian’ theory to plants and animals, as though in Mr Malthus’s case the whole thing didn’t lie in its not being applied to plants and animals, but only — with its geometric progression — to humans as against plants and animals. It is remarkable how Darwin rediscovers, among the beasts and plants, the society of England with its division of labour, competition, opening up of new markets, ‘inventions’ and Malthusian ‘struggle for existence’. It is Hobbes’ bellum omnium contra omnes and is reminiscent of Hegel’s Phenomenology, in which civil society figures as an ‘intellectual animal kingdom’, whereas, in Darwin, the animal kingdom figures as civil society.»

Disponibile qui:

http://hiaw.org/defcon6/works/1862/letters/62_06_18.html

Anche in Marx & Engels Collected Works, Volume 41, Letters 1860-64, Lawrence & Wishart, 2010, pag. 381

22) Charles Darwin, L’origine della specie per selezione naturale o la preservazione delle razze privilegiate nella lotta per la vita, Newton Compton, 2010

23) Charles Darwin, The Origin of Species by Means of Natural Selection, or the Preservation of Favoured Races in the Struggle for Life, 6th Edition

Disponibile qui:

http://www.gutenberg.org/ebooks/2009

È anche disponibile qui:

http://darwin-online.org.uk/

24) La menzogna senza fine dell’Occidente

https://luigicocola.wordpress.com/2014/07/05/la-menzogna-senza-fine-delloccidente/

25) «Violenza e frode sono in tempo di guerra le due virtù cardinali.»

Thomas Hobbes, Leviatano, a cura di Arrigo Pacchi, con la collaborazione di Agostino Lupoli, Laterza, 2009, XIII, pag. 103

Nell’originale inglese del 1651 (XIII):

«Force and fraud are in war the two cardinal virtues.»

L’edizione originale inglese del 1651 è disponibile qui:

McMaster University – Archive for the History of Economic Thought

https://socialsciences.mcmaster.ca/econ/ugcm/3ll3/

N.B.: tutti i link sono stati verificati in data 11 febbraio 2019.

Copyright © 2019 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Non capire nulla di George Soros

12 dicembre 2018

Leggo su ZeroHedge un articolo intitolato Soros Mimics Hitler’s Bankers: Will Burden Europeans With Debt To ‘Save’ Them, che, con un titolo leggermente diverso (Soros, inspired by Hitler’s bankers, wants to burden Europe with debt in order to turn it to Africa), è stato in precedenza pubblicato da gefira.org, il sito di Gefira.

L’articolo finisce così:

«That Soros is striving to replace the indigenous European population with new arrivals from Africa and Asia is clear to anyone who observes its activities in Europe. The question is: what does he want to do this for and who is the real ruler, behind him, the real leader?»

https://www.zerohedge.com/news/2018-12-10/soros-mimics-hitlers-bankers-will-burden-europeans-debt-save-them

https://gefira.org/en/2018/12/10/soros-inspired-by-hitlers-bankers-wants-to-burden-europe-with-debt-in-order-to-turn-it-to-africa/

Il che vuol dire non capire nulla di George Soros.

George Soros, come ho scritto più volte, è uno dei promotori attuali più noti del mondialismo (o globalismo, in inglese globalism, in francese mondialisme), l’ideologia antistato che possiamo considerare nata nel 1954, con la prima riunione del Bilderberg.

Il mondialismo altro non è che un pervertimento novecentesco del sansimonismo, l’ideologia antistato creata nell’Ottocento dal Conte Henri de Saint-Simon (1760-1825) (1, 2, 3, 4, 5, 6).

È un pervertimento perché il principio fondamentale sia del sansimonismo che del mondialismo (principio ideato da Saint-Simon) è la sostituzione dello Stato con la tecnocrazia, però, mentre il sansimonismo è a favore del popolo, il mondialismo è ferocemente e inesorabilmente contro il popolo (working class + middle class), cioè contro tutti tranne una ristrettissima élite.

Per quanto riguarda il voler rimpiazzare i popoli dell’Europa con popoli dell’Africa, si tratta del contributo al mondialismo di un altro aristocratico, il Conte Richard Coudenhove-Kalergi (1894-1972), contributo del quale hanno scritto o parlato recentemente in termini positivi Eugenio Scalfari, Corrado Augias e Andrea Giardina, ciò che tutti possono facilmente controllare (4, 7).

A chi pensasse (erroneamente) che il problema sia che George Soros è ebreo, voglio ricordare che nell’Ottocento ci furono diversi eminenti ebrei sansimonisti, per esempio i fratelli Pereire, Isaac (1806-1880) ed Émile (1800-1875) (3). La pronipote di Isaac Pereire, Noémie, sposò un Rothschild, diventando la Baroness Noémie de Rothschild (1888-1968) (3). Suo figlio, Edmond de Rothschild (1926-1997), fu membro dello Steering Committee dei Bilderberg Meetings (3).

L’Ebraismo è diventato ai nostri giorni uno dei più usati capri espiatori del mondialismo (8), tanto da suscitare in me il sospetto che si tratti di disinformazione intenzionale. In realtà, come ho spiegato più volte, il mondialismo è un’ideologia antisemita (9).

Non sono l’unico a pensarla così.

Ecco cosa ha scritto recentemente Melanie Phillips (che è ebrea):

«Globalism is not a Jewish concept. On the contrary, it is a threat to Jewish survival.» (10)

——-

1) «Henri de Saint-Simon, in full Claude-Henri de Rouvroy, Comte (count) de Saint-Simon, (born Oct. 17, 1760, Paris, Fr.—died May 19, 1825, Paris), French social theorist and one of the chief founders of Christian socialism. In his major work, Nouveau Christianisme (1825), he proclaimed a brotherhood of man that must accompany the scientific organization of industry and society.»

https://www.britannica.com/biography/Henri-de-Saint-Simon

2) Il programma politico di Soros è proprio quello di Saint-Simon

https://luigicocola.wordpress.com/2018/05/12/il-programma-politico-di-soros-e-proprio-quello-di-saint-simon/

3) Perché si censura il ruolo di Henri de Saint-Simon nella genesi storica del mondialismo e dell’Unione Europea?

https://luigicocola.wordpress.com/2018/11/13/perche-si-censura-il-ruolo-di-henri-de-saint-simon-nella-genesi-storica-del-mondialismo-e-dellunione-europea/

4) Le tappe principali della genesi storica del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/28/le-tappe-principali-della-genesi-storica-del-mondialismo/

5) Chi ideò l’Unione Europea?

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/20/chi-ideo-lunione-europea/

6) Ulteriori precisazioni sul mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/21/ulteriori-precisazioni-sul-mondialismo/

7) I mezzi adoperati dai globalisti per distruggere gli Stati

https://luigicocola.wordpress.com/2018/09/12/i-mezzi-adoperati-dai-globalisti-per-distruggere-gli-stati/

8) L’Ebraismo e la massoneria sono i capri espiatori del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/09/lebraismo-e-la-massoneria-sono-i-capri-espiatori-del-mondialismo/

9) Il mondialismo è un’ideologia antisemita

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/23/il-mondialismo-e-unideologia-antisemita/

10) Melanie Phillips, Globalism is not a Jewish concept

https://www.jns.org/opinion/globalism-is-not-a-jewish-concept/

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Perché si censura il ruolo di Henri de Saint-Simon nella genesi storica del mondialismo e dell’Unione Europea?

13 novembre 2018

Francamente sono disgustato dalle continue falsità, mistificazioni e menzogne che si scrivono sul mondialismo (o globalismo, in inglese globalism, in francese mondialisme) e sull’Unione Europea, la quale altro non è che il progetto più avanzato dell’ideologia mondialista.

Il concetto dell’Unione Europea nacque dalla mente del Conte Henri de Saint-Simon (1760-1825), che nel 1814 pubblicò De la réorganisation de la société européenne (titolo), ou de la nécessité et des moyens de rassembler les peuples de l’Europe en un seul corps politique, en conservant a chacun son indépendance nationale (sottotitolo) (1, 2).

Tanto per fare un esempio, il capitolo II del libro II di tale opera si intitola: De la Chambre des Députés du Parlement Européen.

Vediamo cosa scrive l’Enciclopedia Britannica su Saint-Simon:

«Henri de Saint-Simon, in full Claude-Henri de Rouvroy, Comte (count) de Saint-Simon, (born Oct. 17, 1760, Paris, Fr.—died May 19, 1825, Paris), French social theorist and one of the chief founders of Christian socialism. In his major work, Nouveau Christianisme (1825), he proclaimed a brotherhood of man that must accompany the scientific organization of industry and society.» (3)

Quindi Saint-Simon è uno dei capi fondatori del socialismo cristiano e scrisse un’opera (la sua opera maggiore) intitolata Nouveau Christianisme.

Il principio fondamentale del mondialismo è quello di sostituire lo Stato con la tecnocrazia e, proprio come il concetto dell’Unione Europea, tale concetto (sostituire lo Stato con la tecnocrazia) nacque anch’esso dalla mente di Saint-Simon, come ci spiegano Norberto Bobbio e Claudio Finzi (4, 5).

Perché tutto ciò viene quasi sempre taciuto da chi si occupa a vario titolo del mondialismo?

Perché si tace sul fatto storico che il concetto di sostituire lo Stato con la tecnocrazia (4, 5) e il concetto dell’Unione Europea (1, 2) nacquero entrambi dalla mente di Saint-Simon?

Perché si tace sulla “durevole influenza” (6) nell’élite dell’Ottocento del sansimonismo, l’ideologia antistato creata da Saint-Simon (della quale il mondialismo è semplicemente e banalmente una perversione, essendo, a differenza del sansimonismo, contro il popolo, 7)?

Perché si tace sul fatto storico che ci furono nell’Ottocento ebrei sansimonisti (proprio come lo è oggi George Soros, 8, 9) (10, 11)?

Perché si tace sui sansimonisti dell’Ottocento che predicarono la bancocrazia (proprio come la predica oggi Mario Draghi, 12) (13)?

Perché si tace sul fatto storico che il secondo Presidente della Repubblica Italiana, Luigi Einaudi (1874-1961) (che fu scelto dal democristiano Alcide De Gasperi, 14), era europeista e contro lo Stato, proprio come Saint-Simon?

Ecco i primi scritti di Luigi Einaudi sull’Unione Europea, come riportati (cioè tradotti in inglese) da Angelo Santagostino nel suo recente libro Luigi Einaudi, the Father of the Fathers of Europe:

«SIXTY-TWO YEARS OF EUROPEAN WRITINGS, 1897-1959

(Original titles have been translated into English)

“The United States of Europe,” La Stampa, 20 August 1897.

* “The League of Nations: a Possible Ideal?” Corriere della sera, 5 January 1918.

“The Dogma of Sovereignty and the Idea of the League of Nations,” Corriere della sera, 28 December 1918…» (15)

È da puntualizzare che Santagostino in tale libro non nomina mai Saint-Simon, che scrisse sull’unificazione dell’Europa nel 1814, quindi ben prima di Luigi Einaudi.

Questa è una mistificazione bella e buona!

Per quanto riguarda gli Stati Uniti d’Europa, di cui scrisse appunto Luigi Einaudi, ho spiegato diverse volte, dal 19 aprile 2012 in poi, che si tratta di un’idea impossibile da attuarsi, per un ben preciso motivo (16, 17), e ciò è stato poi ripetuto da Giovanni Sartori in un suo famoso editoriale sul Corriere della Sera intitolato Un animale senza difese (12 novembre 2012) (18).

Ed ecco infine alcuni passi di uno scritto di Luigi Einaudi del 1945 intitolato Il mito dello Stato sovrano, in cui egli dichiara che lo Stato è dannoso (anzi addirittura “immondo”!) e va eliminato:

«Perché l’idea della società delle nazioni è infeconda e distruttiva? Perché essa è fondata sul principio dello Stato “sovrano”. Questo è oggi nemico numero uno della civiltà, il fomentatore pericoloso dei nazionalismi e delle conquiste. Il concetto dello Stato sovrano, dello Stato che, entro i suoi limiti territoriali, può fare leggi, senza badare a quel che accade fuor di quei limiti, è oggi anacronistico ed è falso

…Divenute gigantesche le forze in contrasto, anche le guerre diventeranno più rare; finché esse non scompaino del tutto, nel giorno in cui sia per sempre fugato dal cuore e dalla mente degli uomini l’idolo immondo dello Stato sovrano [il neretto è mio].» (19)

Qui Luigi Einaudi fa mostra di ignorare che uno Stato o è sovrano o non esiste, dato che lo Stato è costituito dalla triade: sovranità, popolo, territorio, come giustamente scrive Nicola Abbagnano (20).

Quindi Luigi Einaudi intende in realtà questo: che lo Stato deve essere eliminato.

È il mantra dei millenaristi religiosi e dei millenaristi secolarizzati, i quali ripetono tale mantra all’infinito da quasi duemila anni, mantra che altro non è che un meme egoista (21), creato dall’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento (9).

Tale mantra ha prodotto le ideologie antistato (cfr. la mia Teoria unificata delle ideologie antistato, 22), delle quali l’ultima e la più letale è proprio il mondialismo.

Quando dico letale intendo che il mondialismo è la vera causa della ben nota isteria antirussa e che tale isteria ci può condurre assai facilmente alla guerra nucleare tra la NATO e la Russia (23).

Si può definire il mondialismo come un delirio culturale (24):

il mondialismo è un delirio culturale.

In inglese:

globalism is a cultural delusion.

In francese:

le mondialisme est un délire culturel.

————————

1) De la réorganisation de la société européenne si può scaricare integralmente qui:

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k10497526/f7.image

2) Chi ideò l’Unione Europea?

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/20/chi-ideo-lunione-europea/

3) La voce dell’Enciclopedia Britannica su Saint-Simon:

https://www.britannica.com/biography/Henri-de-Saint-Simon

4) «All’estremo opposto l’ideale della fine della società politica e della classe politica che ne trae un abusivo vantaggio è stato predicato da una concezione che oggi si direbbe tecnocratica dello Stato, come quella esposta da Saint-Simon secondo cui nella società industriale ove protagonisti non sono più i guerrieri e i legisti ma diventano gli scienziati e i produttori, non ci sarà più bisogno della «spada di Cesare». Questo ideale tecnocratico peraltro si accompagna in Saint-Simon con una forte ispirazione religiosa (il nouveau christianisme), quasi a suggerire l’idea che questo salto fuori della storia che è la società senza Stato non sia pensabile prescindendo da un’idea messianica.»

Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pag. 124

5) «Inutile che qui io rifaccia la storia della tecnocrazia. Basta ricordarne alcuni principi fondamentali, che poi sono quelli fissati già dal fondatore o inventore: il francese Claude Henri de Rouvroy, conte di Saint-Simon, e poi affinati, adattati, rielaborati in due secoli di sviluppo senza però mai tradire alcuni presupposti irrinunciabili…

…Il mondo va male, perché al governo sono gli uomini della politica, regno appunto dell’incertezza, mentre ne restano fuori quelli che possono contare su un sapere certo e indubitabile: gli industriali, nei quali Saint-Simon comprende tutti coloro che in qualsiasi modo appartengono alla sfera della produzione. Per rimettere le cose a posto in questo mondo così cambiato occorre sostituire le incertezze della politica con le certezze della scienza e della tecnica; occorre che il controllo della società passi dalle mani dei politici a quelle degli industriali.»

Claudio Finzi, Ideologia tecnocratica e globalizzazione, in Agostino Carrino (a cura di), L’Europa e il futuro della politica, Società Libera, 2002, pagg. 235-236

Ideologia tecnocratica e globalizzazione si può leggere integralmente in rete:

http://www.teleion.it/users/garbolino/

librisoclibera/testi/europafutpol/19_europapf.shtml

6) Joyce M.H. Reid, Dizionario Oxford della letteratura francese, Gremese Editore, 2002 (trad. it. di The Concise Oxford Dictionary of French Literature, Oxford University Press, 1976), pag. 396

7) Ulteriori precisazioni sul mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/21/ulteriori-precisazioni-sul-mondialismo/

8) Il programma politico di Soros è proprio quello di Saint-Simon

https://luigicocola.wordpress.com/2018/05/12/il-programma-politico-di-soros-e-proprio-quello-di-saint-simon/

9) Le tappe principali della genesi storica del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/28/le-tappe-principali-della-genesi-storica-del-mondialismo/

10) Un ben noto esempio di ebrei sansimonisti dell’Ottocento ci è dato dai fratelli Pereire, Isaac (1806-1880) ed Émile (1800-1875):

«The Pereire brothers were prominent 19th-century financiers in Paris, France, who were rivals of the Rothschilds. Like the Rothschilds, they were Jews, but unlike them the Pereire brothers were Sephardi Jews of Portuguese origin [il neretto è mio].»

https://en.wikipedia.org/wiki/P%C3%A9reire_brothers

«Isaac Pereire:

French financier; born Nov. 25, 1806, at Bordeaux; died July 12, 1880, at Armanvilliers; grandson of Jacob Rodrigues Pereire. While still young he lost his father, and in 1823 went to Paris as employee in a bank. From this time he and his brother Emile were inseparable. Through Olinde-Rodrigues, a relative and the foremost pupil of St. Simon, the two brothers were introduced to Rodrigues’ followers and became at once enthusiastic supporters of St.-Simonism, making active propaganda, together with Enfantin, Michel Chevalier, Eugène Rodrigues, Duveyrier, and others [il neretto è mio]. The brothers then took up journalism, Isaac becoming collaborator on the “Globe,” “Temps,” “Journal des Débats,” etc.

In 1835, amid great financial difficulties, Pereire and his brother Emile built the first railway in France, that from Paris to St.-Germain; in 1836 they constructed the Paris-Versailles line, and in 1845 the Chemin de Fer du Nord. In 1852 the two brothers founded, not without reference to St.-Simonistic ideas, the Société Générale du Crédit Mobilier, which had for its object the carrying out of great undertakings by means of the union of small capitalists, thereby allowing the latter to share in the profits [il neretto è mio]. This institution undertook the building of several large railways in France, Switzerland, Russia, and Spain, and founded several gas and omnibus companies. Although the Crédit Mobilier, which caused radical changes in the entire financial market, was obliged to liquidate in 1867, Isaac and Emile Pereire remained prominent financiers. Both, together with Isaac’s son Eugène, were returned to the Corps Législatif in 1863.

Isaac, who was made a knight of the Legion of Honor, was distinguished for his philanthropy. In 1880 he founded a prize of 100,000 francs, divided into four series, for the best works on social economics. Although he remained true to the religion of his fathers, he used his influence in favor of the Roman Catholic Church, and voted in the Chamber for the maintenance of the temporal power of the pope.»

http://www.jewishencyclopedia.com/articles/12022-pereire

11) La pronipote di Isaac Pereire, Noémie, sposò proprio un Rothschild:

«Baroness Noémie de Rothschild (1888-1968) was a French philanthropist and property developer….

…Noémie de Rothschild was born as Noémie Halphen on 29 June 1888 in Paris, France.[1] She was the granddaughter of financier Eugène Péreire of the Sephardic-Jewish Péreire family of Portugal who were banking rivals of the Rothschilds.»

https://en.wikipedia.org/wiki/No%C3%A9mie_de_Rothschild

Il figlio della Baroness Noémie de Rothschild, Edmond de Rothschild (1926-1997), fu membro dello Steering Committee dei Bilderberg Meetings, come riportato dall’Official Website dei Bilderberg Meetings:

https://www.bilderbergmeetings.org/former-steering-committee-members.html

12) Questo è parlar chiaro!

https://luigicocola.wordpress.com/2014/08/12/questo-e-parlar-chiaro/

13) «”La banca, questa regina del secolo dovrà impadronirsi delle terre, delle macchine, dei capitali; la banca diventerà la nazione, il governo; la banca diventerà il centro della nuova organizzazione sociale; la banca ingrandirà sino a creare un’epoca … “.
Chi esalta così la banca non è un qualsiasi, grande o piccolo, banchiere dei nostri giorni. Autore della frase è uno dei più noti rivoluzionari italiani dell’Ottocento: Giuseppe Ferrari, che così scrive negli anni trenta del secolo scorso, tracciando un rapido profilo della storia del pensiero europeo come introduzione alle opere di Giambattista Vico 17.
Ma non è il solo, che così esalti la banca e la sua funzione. Anzi, Giuseppe Ferrari è proprio l’anello di congiunzione fra il profeta della tecnocrazia, il nobile più volte ricordato Claude Henri de Rouvroy conte di Saint-Simon, e il più avanzato sostenitore di tutto il potere alle banche, che sarà pochissimi anni dopo un altro italiano…

…Henri de Saint-Simon muore nel 1825. La scuola saintsimoniana accentua la sua fede nella banca e nella funzione regolatrice dell’alta finanza. La scuola si espande in Italia, dove i suoi principi, i suoi dogmi, le sue pretese salvifiche vengono portati all’estremo. Giuseppe Ferrari scrive la lode della banca nel 1837. Subito dopo, nel 1840-42, a Milano si pubblica un’opera in due volumi dal titolo quanto mai significativo: Bancocrazia. Autore è il siciliano barone Giuseppe Corvaia, personaggio dalla vita tumultuosa e vagabonda, protagonista di avventure economiche in tutta Europa (lo incontriamo a Parigi, Napoli, Malta, Torino, Londra) e di disavventure politiche in patria (arrestato a Napoli nel 1822, perde beni e libertà; condannato a dieci anni, ne sconta soltanto tre) 18.
Giuseppe Corvaia è un deciso e fervente ammiratore e seguace del Saint-Simon, ma va oltre le tesi del maestro, individuando senza esitazioni nella banca il possente centro del nuovo desiderabile potere universale, destinato a sostituire anche il potere tecnico…

…Queste idee bancocratiche sono tornate alla ribalta con George Soros, il famoso finanziere statunitense, che espone le sue opinioni in materia in discorsi, articoli, libri, ampiamente diffusi e tradotti. Vediamo ora La crisi del capitalismo globale. La società aperta in pericolo, testo molto recente, perché pubblicato nel 1998 e tradotto in italiano l’anno successivo 24.»

Claudio Finzi, op. cit., pagg. 243-246

14) Corsa al Colle: l’elezione di Einaudi (1948-1955)

https://www.panorama.it/news/politica/quirinale-luigi-einaudi/

15) Angelo Santagostino, Luigi Einaudi, the Father of the Fathers of Europe, Cambridge Scholars Publishing, 2017, pag. XV

16) Sartori ed io sugli Stati Uniti d’Europa scriviamo le stesse cose

https://luigicocola.wordpress.com/2012/11/17/sartori-ed-io-sugli-stati-uniti-deuropa-scriviamo-le-stesse-cose/

17) Un’analisi errata e mendace dell’Unione Europea

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/04/unanalisi-errata-e-mendace-dellunione-europea/

18) Giovanni Sartori, Un animale senza difese, Corriere della Sera, 12 novembre 2012

https://www.corriere.it/editoriali/12_novembre_12/un-animale-senza-difese-giovanni-sartori_121347e2-2c91-11e2-ac32-eb50b1e8a70b.shtml

19) Luigi Einaudi, Il mito dello Stato sovrano, Il risorgimento liberale, 3 gennaio 1945

disponibile qui:

http://www.iisf.it/discorsi/einaudi/mito_s_s.htm

20) «STATO (gr. πολιτεία; lat. Respublica; inglese State; franc. État; ted. Staat). In generale, l’organizzazione giuridica coercitiva di una comunità determinata. L’uso della parola S. è dovuta a Machiavelli (Principe, 1513, § 1)…

…lo S. ha tre elementi o proprietà caratteristiche: la sovranità o il potere preponderante o supremo; il suo popolo e il suo territorio

Nicola Abbagnano, Dizionario di filosofia, UTET, 1971, pagg. 833-835

21) Richard Dawkins, Il gene egoista, Zanichelli, 1979 (trad. it. di The Selfish Gene, Oxford University Press, 1976), pagg. 162-172

22) Luigi Cocola, La teoria unificata delle ideologie antistato e altri discorsi politici, 6° ed., lulu.com, 2018

23) Svelare la verità sul mondialismo, oppure morire tutti di guerra nucleare?

https://luigicocola.wordpress.com/2018/10/20/svelare-la-verita-sul-mondialismo-oppure-morire-tutti-di-guerra-nucleare/

24) Luigi Cocola, Il mondialismo è un delirio culturale, 2° ed., lulu.com, 2018

N.B.: tutti i link sono stati verificati in data odierna.

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Reazioni all’operato di Sergio Mattarella

28 maggio 2018

Becchi: Siamo di fronte ad un colpo di stato

Pubblicato su YouTube il 28 mag 2018

Farage e Le Pen indignati. “Colpo di Stato”. Bannon: “Disgustoso, poteri forti hanno gettato la maschera”
I politici “sovranisti” attaccano il Quirinale per lo stop al Governo M5S-Lega

«”Colpo di Stato” .. “Veto dell’establishment”…”Disgustoso, tolta sovranità all’Italia”. Queste le parole con cui Marine Le Pen, Nigel Farage e Steve Bannon si scagliano contro Sergio Mattarella per lo stop al “Governo del cambiamento” di M5S e Lega, visto dagli esponenti sovranisti come la testa d’ariete della loro battaglia contro l’Europa…

…Solidarietà a Matteo Salvini e Luigi Di Maio anche nella reazione di Marine Le Pen, leader del Front National in Francia. “L’Unione Europea e i mercati finanziari confiscano di nuovo la democrazia. Ciò che accade in Italia è un colpo di Stato”. Le Pen aggiunge che “La collera dei popoli cresce ovunque in Europa”.

Parla anche Steve Bannon. Quanto successo in Italia a livello politico nelle ultime 48 ore è “disgustoso” ma anche “fascista e antidemocratico”: è l’opinione dell’ex stratega di Donald Trump, intervenuto a un incontro a Roma. “Poteri, capitali e media stranieri hanno preso la sovranità dell’Italia”, sostiene Bannon, che punta il dito contro “il partito globalista di Davos”. Quanto al premier incaricato Cottarelli, secondo Bannon si tratta di “un altro tecnocrate dal Fmi”. “Quello che è successo in Italia è qualcosa di storico, perchè ieri hanno gettato la maschera quelli contrari alla volontà del popolo”. L’ex consigliere di Trump ha elogiato l’impegno di M5s e Lega nel tentativo di formare un governo. “Non c’è nulla di più fascista che mettere da parte ciò che la maggioranza della popolazione ha scelto” ha aggiunto.»

https://www.huffingtonpost.it/2018/05/28/farage-e-le-pen-guidano-il-fronte-degli-indignati-in-italia-colpo-di-stato_a_23444920/

Il programma politico di Soros è proprio quello di Saint-Simon

12 maggio 2018

L’ignoranza è una brutta cosa.

Perché ci fa prendere fischi per fiaschi, lucciole per lanterne.

Se noi iniziamo a studiare, anche solo superficialmente, il pensiero del Conte Henri de Saint-Simon (1) (ma egli aveva rinunciato al titolo nobiliare e si firmava “Henri Saint-Simon”), l’ideatore sia del principio fondamentale del mondialismo (sostituire lo Stato con la tecnocrazia) (2), sia dell’Unione Europea (3), e anche “one of the chief founders of Christian socialism” come riporta l’Enciclopedia Britannica (1), e anche l’autore di Nouveau Christianisme, tutte le tessere del puzzle andranno al loro posto e tutto sarà chiaro.

Altro che complotto ebraico, massonico e satanista.

Queste sono tutte baggianate prodotte dall’ignoranza.

Occorre ribadirlo: fu Saint-Simon (1760-1825) a scoperchiare il Vaso di Pandora, fu lui il primo a ideare (e ciò avvenne nell’Ottocento) un’ideologia antistato di tipo filosofico (4), che da lui prese il nome, il sansimonismo, di cui il mondialismo è un pervertimento novecentesco (in quanto, a differenza del sansimonismo, è contro il popolo).

Egli venne infatti prima di Pierre-Joseph Proudhon (1809-1865), l’ideatore dell’anarchismo (5), e di Karl Marx (1818-1883) e Friedrich Engels (1820-1895), la coppia che ideò il comunismo, e, come è ben noto, li influenzò tutti e tre, anche se Proudhon e la coppia Marx-Engels presero poi strade originali proprie (rimanendo comunque sempre nell’ambito delle ideologie antistato, come ha magistralmente mostrato Norberto Bobbio) (2).

E sbagliarono Marx ed Engels a bollare con la formula di “socialismo utopistico” (che comunque ha avuto enorme successo) il pensiero di Saint-Simon, di Proudhon e di altri: non si tratta di utopie, ma bensì di forme modernizzate e laicizzate di millenarismo (o chiliasmo), il quale è la dottrina della seconda venuta di Cristo, con conseguente Regno di Cristo sulla terra della durata di mille anni (donde il nome “millenarismo” per indicare tale dottrina), di cui parla (solo e unicamente) l’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento (6).

Non sono certamente l’unico a usare il termine “millenarismo” (o “chiliasmo”) per indicare le teorie dei suddetti pensatori, ecco un esempio fornito da Karl Mannheim:

«Revolutionary anarchism, for instance, in which the Chiliastic mentality is preserved in its purest and most genuine form, regards modern times, since the decline of the Middle Ages, as a single revolution.» (7)

E anche il comunismo è un millenarismo, del resto lo afferma addirittura il Catechismo della Chiesa Cattolica (8).

Notare che tutti questi pensatori erano cristiani, anche Marx lo era (ricevette il battesimo luterano all’età di sei anni e il padre si era convertito al Cristianesimo luterano prima della sua nascita, inoltre a 16 anni, nel 1834, ricevette la confermazione luterana nella Chiesa della Trinità di Treviri), come è ben noto e come risulta anche da tutto ciò che egli scrisse, a meno che non si ritenga, come ritenevano i nazisti, che gli ebrei siano una razza biologica, il che è veramente troppo ridicolo perché valga la pena di confutarlo (sebbene The Race Question, lo Statement dell’UNESCO del 1950, abbia fatto proprio questo) (9).

Nei post precedenti ho scritto più volte del programma politico di George Soros (che è il programma politico del mondialismo), vedi qui:

«Shuster: Where is the main focus of the Open Society [Open Society Foundations, nota mia] today?

Soros: We are basically supporting the development of open societies [il neretto è mio] in individual countries and what I call a global open society [il neretto è mio]—international law, international institutions, strengthening the world order. So those are the two aspects.» (10)

Vedi anche qui:

«In questo libro sostengo che le democrazie del mondo dovrebbero formare una alleanza con il duplice scopo di: 1) favorire lo sviluppo di società aperte [il neretto è mio] all’interno dei singoli paesi; 2) potenziare il diritto internazionale e le istituzioni necessarie a una società aperta globale [il neretto è mio].» (11)

Come ho già scritto, per capire cosa intende George Soros occorre capire il suo linguaggio: egli usa il termine “open society” (in italiano “società aperta“) nel senso popperiano di democrazia liberale (antitetica agli assolutismi di qualsiasi tipo) (12).

Mentre egli usa il termine “global open society” (in italiano “società aperta globale“) in senso antipopperiano, cioè nel senso di eliminazione dello Stato dalla faccia della terra (Karl Popper ritiene necessario lo Stato) (12), vedi infatti qui:

«Siamo riusciti a unirci al livello dello Stato sovrano: abbiamo degli Stati democratici, in cui vige lo stato di diritto e il rispetto verso il prossimo. Ora è necessario affrontare la questione su scala globale.
La soluzione non può essere la stessa: uno Stato mondiale costituirebbe una minaccia alla libertà più grave di quella rappresentata dalla molteplicità di Stati nazionali. La soluzione non può neppure essere progettata astrattamente…» (13)

Vedi anche qui:

«When I speak of a global society, I do not mean a global state. States are notoriously imperfect even at the national level. We need to find new solutions for a novel situation…» (14)

In conclusione, cosa vuole fare George Soros?

Primo: imporre dappertutto la democrazia liberale; secondo: eliminare gli Stati.

Ebbene, questo programma politico è proprio il programma politico originale del Conte Henri de Saint-Simon.

Ecco, infatti, cosa egli scrive nella sua opera L’Organizzatore (L’Organisateur), pubblicato sotto forma di dispense nel 1819-1820 e tradotto in italiano a cura di Francesco Gentile (1968):

«QUARTA LETTERA

Dopo esserci elevati alla concezione precisa del sistema capace di soddisfare i desideri politici della maggioranza della nazione, nell’attuale stato della civiltà, noi avremmo dovuto fare il seguente ragionamento.
Avremmo dovuto dire: Visto che ci è evidentemente impossibile fondare subito il nuovo sistema [cioè sostituire lo Stato con la tecnocrazia, nota mia] (36), visto che questo sistema deve essere preparato e organizzato prima di poter essere messo in pratica, noi dobbiamo cercare di vivere nel modo più sopportabile, senza peraltro uscire dal vecchio sistema, fino al tempo in cui saremo in grado di distruggerlo interamente.
La seconda cosa che avremmo dovuto affrontare nel 1789 doveva essere il problema seguente:
Qual è il tipo di organizzazione che riduce gli inconvenienti del vecchio sistema?
La soluzione non era certo difficile da trovare; infatti l’esperienza ha provato che si tratta della costituzione inglese; il regime parlamentare è l’organizzazione sociale meno viziosa nell’ambito del vecchio sistema (37).» (15)

E ancora:

«QUINTA LETTERA

Adottare la costituzione inglese, come regime provvisorio, come costituzione transitoria, come una specie di capestro che era necessario alzare per poi poter procedere comodamente alla costruzione di un nuovo edificio sociale, è dunque la seconda cosa che avremmo dovuto fare.» (16)

Nell’originale francese:

«QUATRIÈME LETTRE.

Après nous être élevés à la conception nette du système qui peut satisfaire les désirs politiques de la très-grande majorité de la nation, dans l’état présent des lumières, nous aurions dû faire le raisonnement suivant :
Nous aurions dû dire : attendu qu’il nous est évidemment impossible d’établir immédiatement le nouveau système; attendu que ce système a besoin d’être préparé, d’être organisé avant de pouvoir être mis en pratique, nous devons chercher à vivre de la manière la plus supportable possible, sans sortir de l’ancien système, jusqu’à l’époque où nous serons en mesure de l’abroger entièrement.
Ainsi, la seconde chose dont nous aurions dû nous occuper en 1789 aurait dû être de la question suivante :
Quel est le mode d’organisation dans lequel l’ancien système a le moins d’inconvénient ?
Cette solution n’était pas difficile à trouver, car l’expérience a prouvé que c’est la constitution anglaise, c’est-à-dire le régime parlementaire, qui est l’organisation sociale la moins vicieuse dans l’ancien système.»

«CINQUIÈME LETTRE.

Adopter la constitution anglaise comme régime provisoire, comme constitution transitoire, comme une espèce d’échafaud qu’il était néces saire d’élever pour exécuter commodément la construction du nouvel édifice social, est donc la seconde chose que nous aurions dû faire.» (17)

Da tutto ciò possiamo trarre tre importanti conclusioni, che, a quanto mi risulta, molti ignorano:

a) Che George Soros sia ebreo non c’entra assolutamente nulla, egli è stato indottrinato a pensare, probabilmente durante i suoi studi universitari, che lo Stato sia un male non necessario (2), concetto che vive nell’inconscio collettivo dell’Occidente da molti secoli e che ha un’origine chiaramente e inequivocabilmente cristiana, derivando dal millenarismo prodotto dall’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento (6). Questo concetto, che è un tipico esempio di meme egoista (18), si è svincolato dalla religione cristiana a causa dell’opera filosofica di John Locke (19), entrando così a far parte del patrimonio culturale laico dell’Occidente. Si tratta di un “messianismo secolarizzato”, il termine usato proprio dal Catechismo della Chiesa Cattolica per indicare la forma modernizzata, laicizzata e politica del millenarismo, millenarismo che oggi (1997) la Chiesa Cattolica condanna nel suddetto Catechismo, ma che fu storicamente il pensiero ufficiale della stessa Chiesa Cattolica fino a Sant’Agostino, cioè fino ai primi anni del V secolo. Tutto ciò l’ho mostrato in dettaglio più e più volte (20).

Anzi, addirittura, il mondialismo è un’ideologia antisemita (21), perché esso usa vari mezzi per eliminare gli Stati dalla faccia della terra, mezzi fra i quali c’è l’islamizzazione dell’Europa prima e l’islamizzazione dell’Occidente intero poi.

Gli ebrei che sostengono il mondialismo sono, tragicamente, i suoi “utili idioti“.

b) Il mondialismo non è un americanismo, come molti scioccamente affermano: tutte le ideologie antistato di tipo filosofico (vedi la mia Teoria unificata delle ideologie antistato) (4) nacquero in Europa, nell’Ottocento (Saint-Simon nacque nel secolo precedente, ma tutte le sue opere le scrisse nell’Ottocento), da pensatori di religione cristiana e di nazionalità francese e tedesca (Saint-Simon e Proudhon erano francesi, Marx ed Engels erano tedeschi). Anche il Conte Richard Coudenhove-Kalergi (1894-1972) e il marito della Regina Juliana dei Paesi Bassi, cioè il Principe Bernhard dei Paesi Bassi (1911-2004) non erano certamente americani. L’unico americano tra gli ideatori e i principali attuatori del mondialismo è David Rockefeller (1915-2017) e questo è troppo poco per definire il mondialismo come un americanismo. Perfino George Soros (nato a Budapest il 12 agosto 1930) è europeo, soltanto nel 1961 egli acquisì la nazionalità USA. Tutti i suddetti sono cristiani, tranne Soros.

c) Il programma politico di George Soros, che è il programma politico del mondialismo, non c’entra nulla col pensiero di Karl Popper (ebreo anche lui), anzi l’uso propagandistico che Soros fa del termine popperiano “open society” è una frode bella e buona, essendo Popper assolutamente ed esplicitamente contrario all’eliminazione dello Stato, come ho mostrato dettagliatamente in un post precedente (12).

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1) C’è qualche confusione sul nome di Saint-Simon. Ho usato in questo blog il nome che usa l’Enciclopedia Britannica:

«Henri de Saint-Simon, in full Claude-Henri de Rouvroy, Comte (count) de Saint-Simon, (born Oct. 17, 1760, Paris, Fr.—died May 19, 1825, Paris), French social theorist and one of the chief founders of Christian socialism. In his major work, Nouveau Christianisme (1825), he proclaimed a brotherhood of man that must accompany the scientific organization of industry and society.»

https://www.britannica.com/biography/Henri-de-Saint-Simon

2) Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pagg. 122-125

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/23/conseguenze-di-due-interpretazioni-del-mondialismo/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/21/ulteriori-precisazioni-sul-mondialismo/

3) Saint-Simon pubblicò nel 1814 la sua opera De la réorganisation de la société européenne, ou de la nécessité et des moyens de rassembler les peuples de l’Europe en un seul corps politique, en conservant a chacun son indépendance nationale, che è scaricabile qui:

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k10497526/f7.image

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/20/chi-ideo-lunione-europea/

4) Luigi Cocola, La teoria unificata delle ideologie antistato e altri discorsi politici, 6° ed., lulu.com, 2018, pagg. 141-143

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/21/ulteriori-precisazioni-sul-mondialismo/

5) «La nascita dell’A. [Anarchismo] si suole attribuire a Proudhon (1809-65)…»

Nicola Abbagnano, Dizionario di Filosofia, UTET, 1971, pag. 41

6) «Millennialism, also called millenarianism or chiliasm, the belief, expressed in the book of Revelation to John, the last book of the New Testament, that Christ will establish a 1,000-year reign of the saints on earth (the millennium) before the Last Judgment.»

https://www.britannica.com/topic/millennialism

7) Karl Mannheim, Ideology and Utopia, Routledge & Kegan Paul, 1954, pagg. 202-203

8) Ciò viene affermato al numero 676 del Catechismo della Chiesa Cattolica e alla relativa nota 641 (641 per la versione italiana, per quella inglese è la nota 577), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/26/il-catechismo-della-chiesa-cattolica-e-straordinariamente-interessante/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/22/per-chi-vuole-capire-veramente-cose-il-millenarismo/

9) UNESCO, The Race Question, 1950, pag. 6

Lo Statement è scaricabile qui:

unesdoc.unesco.org/images/0012/001282/128291eo.pdf

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/06/24/di-quale-religione-era-karl-marx/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/04/21/tre-pezzi-facili-da-confutare/

10) Consequences of the War on Terror (September 20, 2006)

http://www.lawac.org/EventDetail/eventid/612

(si trova anche su Google Scholar, cercando Consequences of the War on Terror)

11) George Soros, La società aperta – Per una riforma del capitalismo globale, Ponte alle Grazie, 2001 (trad. it. di Open Society – Reforming Global Capitalism, Public Affairs, 2000), pag. 8

12) Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/01/luso-del-termine-open-society-da-parte-di-george-soros-e-una-frode/

13) Ibid., pag. 180

14) George Soros, Toward a Global Open Society, The Atlantic, January 1998

https://www.theatlantic.com/magazine/archive/1998/01/toward-a-global-open-society/307878/

15) Henri de Saint-Simon, L’Organizzatore (trad. it. di L’Organisateur, dal XX° vol. delle Oeuvres de Saint-Simon et d’Enfantin, ed. Dentu, 1869), a cura di Francesco Gentile, Editrice R.A.D.A.R., 1968, Quarta Lettera, pag. 85

16) Ibid., Quinta Lettera, pag. 87

17) La versione originale in francese del XX° vol. delle Oeuvres de Saint-Simon et d’Enfantin, ed. Dentu, 1869, è scaricabile qui:

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k6101761v/f47.image.r=

Oeuvres%20de%20Saint-Simon%20&%20d%27Enfantin

18) Richard Dawkins, Il gene egoista, Zanichelli, 1979 (trad. it. di The Selfish Gene, Oxford University Press, 1976), pagg. 162-172

19) John Locke, Due trattati sul governo (trad. it. di Two Treatises of Government), Edizioni Plus, 2007

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/01/14/le-idee-politiche-di-richard-dawkins-non-centrano-nulla-con-la-teoria-dei-memi/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/04/02/il-mondialismo-e-il-nazionalismo-sono-il-prodotto-di-due-diverse-weltanschauung/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/07/stato-di-natura-mark-zuckerberg-e-dennis-prager/

20) Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/22/per-chi-vuole-capire-veramente-cose-il-millenarismo/

21) Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/23/il-mondialismo-e-unideologia-antisemita/

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Chi ideò l’Unione Europea?

20 aprile 2018

L’idea dell’Unione Europea nacque dalla mente del Conte Henri de Saint-Simon (1760-1825) (*), cioè dalla stessa mente che formulò il principio fondamentale di ben due ideologie antistato: il sansimonismo e il mondialismo.

Questo principio fondamentale consiste nell’eliminare lo Stato sostituendolo con la tecnocrazia.

Vedi infatti qui, dove riporto un passo di Norberto Bobbio su Saint-Simon e le ideologie antistato:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/23/conseguenze-di-due-interpretazioni-del-mondialismo/

Vedi anche Ideologia tecnocratica e globalizzazione di Claudio Finzi, in Agostino Carrino (a cura di), L’Europa e il futuro della politica, Società Libera, 2002, pagg. 235-252:

«Inutile che qui io rifaccia la storia della tecnocrazia. Basta ricordarne alcuni principi fondamentali, che poi sono quelli fissati già dal fondatore o inventore: il francese Claude Henri de Rouvroy, conte di Saint-Simon, e poi affinati, adattati, rielaborati in due secoli di sviluppo senza però mai tradire alcuni presupposti irrinunciabili…

…Ogni volta che nella storia l’uomo ha tentato di realizzare l’utopia, di realizzare l’irrealizzabile, la natura umana e la realtà concreta del mondo si sono ribellate all’impossibile, cosicché lo scontro fra una pretesa utopica e la realtà ha sempre portato al disastro, a lutti, dolori, morti. Così avverrebbe anche nel tentativo di attuare l’ideologia tecnocratica. E se l’utopia marxista ha provocato un numero di morti misurabile in decine o centinaia di milioni di uomini, certamente molto peggio avverrebbe nel tentativo di attuare la tecnocrazia.»

È riportato anche qui:

http://www.teleion.it/users/garbolino/

librisoclibera/testi/europafutpol/19_europapf.shtml

È importante capire che Saint-Simon e il sansimonismo sono a favore del popolo, poi però, nel Novecento, il suddetto principio fondamentale dette luogo al mondialismo, che, come ho già scritto, può essere considerato un pervertimento del sansimonismo, in quanto è contro il popolo:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/21/ulteriori-precisazioni-sul-mondialismo/

Per quanto riguarda l’Unione Europea, Saint-Simon pubblicò nel 1814 la sua opera De la réorganisation de la société européenne, ou de la nécessité et des moyens de rassembler les peuples de l’Europe en un seul corps politique, en conservant a chacun son indépendance nationale, in italiano Della riorganizzazione della società europea, ovvero della necessità e dei mezzi per unire i popoli europei in un sol corpo politico conservando le rispettive indipendenze nazionali, che è scaricabile (in lingua francese) qui:

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k10497526/f7.image

Più di un secolo dopo, nel 1923, un altro aristocratico, il Conte Richard Coudenhove-Kalergi (1894-1972), pubblicò Pan-Europa, che è scaricabile (in lingua tedesca) qui:

https://archive.org/details/PanEuropaCoudenhoveKalergi

Coudenhove-Kalergi non fa che proseguire, con solo qualche elemento originale, molto di ciò che è caratteristico di Saint-Simon e/o dei suoi numerosi seguaci, i sansimonisti: per esempio l’esaltazione della tecnologia, l’ammirazione per gli ebrei (in quanto questi avevano stabilito legami industriali e politici tra i popoli), l’emancipazione femminile, ecc. ecc.

Spesso, per ignoranza, si pensa che ciò di cui scrive Coudenhove-Kalergi sia tutta farina del suo sacco, ma non è affatto così.

——

(*) «Henri de Saint-Simon, in full Claude-Henri de Rouvroy, Comte (count) de Saint-Simon, (born Oct. 17, 1760, Paris, Fr.—died May 19, 1825, Paris), French social theorist and one of the chief founders of Christian socialism. In his major work, Nouveau Christianisme (1825), he proclaimed a brotherhood of man that must accompany the scientific organization of industry and society.»

https://www.britannica.com/biography/Henri-de-Saint-Simon

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Le conferme di un economista alla mia analisi del mondialismo

23 febbraio 2018

Nel 2012 l’economista francese Alain Parguez (Professore Emerito di Economia dell’Université de Franche-Comté at Besançon ed ex consigliere di Mitterrand, 1), di cui ho già scritto diverse volte in questo blog (2), pronunciò un intervento estremamente interessante, anzi direi esplosivo, al convegno sulla Modern Money Theory, MMT, organizzato da Paolo Barnard, il 24-25-26 febbraio di quell’anno, a Rimini, in Italia (gli altri relatori furono: Marshall Auerback, William K. Black, Michael Hudson, Stephanie Kelton e ci fu anche un intervento straordinario di Nino Galloni).

Ecco i due video dell’intervento di Alain Parguez:

Riporto qualche brano della trascrizione del primo video (3):

«Sono qui per parlarvi di una storia oscura e tragica.
Avrete già capito che l’Unione Europea è un mostro che va contro a tutte le regole della teoria monetaria moderna [la Modern Money Theory, MMT, nota mia] e dell’economia moderna. Il problema è: perché esiste un sistema così assurdo?…

…Comincerò la mia presentazione con una citazione del responsabile del Ministero delle Finanze francese [Postel-Vinay, N.d.R.], che fra l’altro appartiene all’ordine dei benedettini ed è il capo dell’Opus Dei francese: e la Commissione Europea è ampiamente controllata, come anche il governo francese, dall’Opus Dei. Ho parlato con lui di questa crisi, e mi ha detto: “Sì, l’economia francese è morta, ma non lo è abbastanza”. E ha aggiunto: “Professore, lei deve capire perché esiste il sistema europeo: che cosa vogliamo? Vogliamo distruggere per sempre la gente; vogliamo creare una nuova tipologia di europeo, una nuova popolazione europea disponibile ad accettare la sofferenza, la povertà; una popolazione disposta ad accettare salari inferiori a quelli cinesi”.
Questo rappresenterà il cuore del mio intervento.
Occorre anzitutto capire una cosa: che il sistema dell’euro non è mai stato pianificato per portare ad una unione monetaria; e non è stato neanche pianificato come agenda neoliberista…

…Che cos’è dunque l’euro? È un Nuovo Ordine sociale totalitaristico, programmato molto tempo fa, nel periodo tra le due guerre, e poi portato a compimento, per così dire, dal regime di François Mitterrand, come avrò modo di chiarirvi.
In questo nuovo ordine non ci saranno più Stati sovrani: lo Stato deve svanire, o per lo meno lo Stato che trova radici nella democrazia, nel parlamento, nella repubblica. Nel nuovo ordine il potere dev’essere interamente trasferito a “coloro che lo meritano”; e questo significa un’élite, una classe capitalista di tecnocrati ai quali piace il potere di controllo assoluto…

…nell’ultima parte della mia presentazione cercherò di dimostrare che non esiste modo di risolvere questo problema e “aggiustare” il sistema [il famoso progetto degli “Stati Uniti d’Europa”, N.d.R.], perché questo ordine sociale ha una sua logica e coloro che controllano il sistema non accetteranno mai alcun tipo di cambiamento, soprattutto nessun tipo di intervento della Banca Centrale Europea. Lo accetterebbero unicamente nel caso in cui tale intervento mirasse ad incrementare la ricchezza della banche. Quindi l’unica possibilità di salvare la società europea è di liberarsi di questo sistema…

…Ci sono due fasi nella pianificazione del sistema dell’euro; la prima è nel periodo fra le due guerre e nel periodo che va dal 1940 al ’43; la seconda fase riguarda la realizzazione del sistema, ed è, debbo riconoscerlo, opera in gran parte di François Mitterrand.
Cominciamo dalla metà degli anni ’30, con persone come Robert Schuman e Jean Monnet…

…Che cosa si doveva dunque fare per “costruire l’Europa”? In sintesi:
1. abolire gli Stati nazionali;
2. forzare uno stato di deflazione permanente, andando a ridurre sempre di più la spesa pubblica;
3. trasferire il potere a una classe, diciamo così, super partes di tecnocrati che operasse a livello sovranazionale.
Ma per questi europeisti della prima ora che cosa significava l’Europa? Significava creare un co-dominio di Francia e Germania e un impero coloniale che includesse anche il sud dell’Europa e l’Europa orientale; questo obiettivo era stato chiaramente esplicitato.
Come si poteva sopprimere lo Stato? Semplice: bisognava privarlo di qualunque potere di controllo sulla moneta.
Tutti questi europeisti erano fanatici seguaci di Friedrich von Hayek, l’economista austriaco più di destra di quel tempo: l’Europa avrebbe dovuto basarsi su una valuta sovranazionale interamente controllata da una Banca Centrale sovrana che godesse di poteri assoluti, appunto per poter sovrastare gli Stati.
In ultima analisi il loro obiettivo era di imporre la futura valuta europea come un super standard aureo.
Il primo abbozzo, per così dire, del trattato di Maastricht, venne scritto da un economista francese, François Perroux, nel 1943, con il pieno supporto di un trattato fatto dal regime tedesco e dal regime francese pro-nazista di Vichy; il nuovo trattato, che è stato formulato e deciso dal presidente Sarkozy e dalla signora Merkel, è basato esattamente su quello scritto da François Perroux nel ’43…

…Potrei parlare ampiamente di questa questione, perché io sono stato, fra l’altro, personalmente in contatto con il principale collaboratore di Mitterrand, un personaggio di estrema destra, un monarchico che odiava il mondo moderno e gli Stati Uniti, uno che diceva: “odio i poveri”. Si chiamava, anzi si chiama, Jacques Attali [attualmente consigliere del Presidente Hollande, N.d.R.].

De facto Jacques Attali era il primo ministro della Francia; era il responsabile di una serie di ex-marxisti convertiti in sostenitori del nuovo regime, ed era stato incaricato della creazione di una versione più sostenibile del sistema dell’euro. La visione generale era comunque la stessa, sintetizzabile così: “bisogna distruggere i centri commerciali e il consumismo”. I centri commerciali per loro erano espressione di pura infamia, le persone dovevano accettare di essere povere; mi ricordo di alcuni dibattiti su questo tema in seno alla commissione segreta che si occupava dell’entourage di Mitterrand: Mitterrand doveva riuscire a guadagnarsi per questo progetto il supporto dell’allora partito comunista (già, perché anche la Francia aveva un partito comunista, che adesso non esiste più).
Fui quindi incaricato di scrivere una serie di modeste considerazioni keynesiane di teoria economica moderna; la presenza di Attali venne richiesta dai finanziatori della campagna di Mitterrand: fra i massimi finanziatori c’erano anche la Chase Manhattan Bank e altre due banche americane. Mentre lavoravo Attali mi diceva: “Io ho preso un impegno con il nostro futuro Presidente: appena possibile distruggeremo lo Stato, creeremo una deflazione dell’economia, i salari reali crolleranno; quel che abbiamo in mente è il collasso totale del reddito dei lavoratori della società francese”.
Come riuscire a fare tutto questo? Con il trattato di Maastricht e con la creazione dell’euro.

Voglio concludere il mio primo intervento smascherando alcune menzogne:

mi è capitato di trovarmi piuttosto vicino a François Mitterrand; prima della guerra aveva avuto un legame particolare con mia madre, e ricordo che mia madre mi diceva: “François è così bravo a raccontare balle che può riuscire perfino a far credere che gli interessi far del bene alla gente”; ebbene, François Mitterrand, durante l’unico dibattito sul trattato di Maastricht, ebbe il coraggio di dire, in risposta ad una domanda da parte di uno studente: “Io posso giurare che non esiste alcuna menzione di una Banca Centrale Europea indipendente nel trattato” (sic!)…

…Quello che succederà ora, grazie al nuovo trattato, se effettivamente verrà poi approvato [Fiscal Compact, approvato dall’Italia nel dicembre 2012, N.d.R.], è che ci troveremo di fronte alla totale abdicazione degli Stati, delle politiche fiscali e di qualunque tipo di politica sociale: così sarà finalmente raggiunto il sogno di costituire un Nuovo Ordine.»

Esiste in rete la traduzione in lingua inglese di questo intervento (4), eccone qualche brano:

«Well, I am here to speak of a very dark and tragic story. You already understood that the euro is a monster, contradicting all the rules of both modern money [theory, Modern Money Theory, MMT, nota mia], [and, nota mia] modern economy. So, the problem is why is such an absurd system exists at all…

…So, I shall start my true speech by a quotation from the Chief Executive of the French Ministry of Finance [Postel-Vinay, nota mia]—by the way, is a monk of the Order of Santo Benedict [Order of Saint Benedict, nota mia] and the Chief of the French Opus Dei; and by the way the European Commission is entirely controlled, like the French government, by the Opus Dei. So, I try to discuss with him. He told me, ‘Yes! The French economy is dead, but not enough.’ He told me, ‘Professor, you should understand why the European system exists. What we want is to destroy, forever, the people. We want, forever, to create a new kind of European people, accepting sufferance, poverty, which could accept wages lower than in China’.
And it will be the core of my intervention.
The Eurosystem was never planned to be a monetary union. It was not even planned as a neoliberal agenda…

…So, what is the euro? A new totalitarian social order, which was planned a long time ago in the interwar period and completed by the regime of François Mitterrand. In the new order, there will be no more sovereign state. The state has to vanish, at least the state rooted into democracy, parliament, republic. In the new order, power should be entirely transferred to those who deserve it, which means some elite capitalist class technocrats enjoying absolute power of control…

…In [the] last part, I shall try to prove that there is not the least way of amending the system because as a social order it has its logic. And those who control the system will never accept any kind of change, especially, any kind of intervention of the European Central Bank. Only, indeed, if those interventions aim at increasing the banks’ wealth. So, the sole possibility of saving the European society is to get rid of that system…

…There are two stages into the planning of the Eurosystem. The first in the interwar period and during 1940-1943. And the second stage, the achievement of the system was, I must say, the masterwork of the regime of François Mitterrand. So, we start in the mid-‘30s with people like Robert Schuman, Jean Monnet…

…So, what was required to build Europe: 1. to abolish the state, 2. to force a permanent deflation by squeezing and squeezing public expenditures. 3. to transfer the power to a super-class of technocrats on a supranational scale. But for those early Europeans, what meaned Europe? It mean a condominium between France/Germany and a colonial empire, including Southern Europe and Eastern Europe. They were absolutely explicit on this problem.

But how could we suppress the state? By depriving the State of any power on money. All of them were fanatical followers of Friedrich Hayek, the most right-wing Austrian economist of that time. So, Europe should rely on a supranational currency, entirely controlled by a sovereign central bank enjoying absolute power to ration the state. Indeed, there, finally, what they wished was to impose a future European currency, as a super-gold standard.

[The first outline, nota mia] of the Treaty of Maastricht, was written by a French economist François Perroux in 1943 with the full support of a treaty passed between the [German nazi, nota mia] government and the French [Vichy, nota mia] regime of that time. And the new treaty, which has been decided by President Sarkozy and Madame Merkel, is exactly the blueprint of François Perroux 1943…

…The regime of Francois Mitterrand, I could speak on this question because I had been conscripted by the Chief Advisor of Francois Mitterrand [Jacques Attali, nota mia], who by the way was a fanatical right-winger hating the modern world, hating the United States, a monarchist, who said, ‘I hate the poor.’ So, Jacques Attali was, de facto, the Prime Minister of France. And Attali was in charge with a lot of former Marxists, turned to supporters of the new regime, of drafting a more sustainable version of the Eurosystem. But they had in mind the same vision: We must destroy shopping malls, consumption. Shopping malls were, for them, a pure infamy. People should accept to be poor.

I remember debates at the secret commission who was in charge of the campaign of Mitterrand. Mitterrand had to win the support of the then-Parti Communiste. France had a communist party; now, no more. So, I was charged to write some modest [Keynesian considerations, nota mia]; I would say modern money programme. But Attali was asked by those who funded [the] Mitterrand campaign. And who [were] the major funders? The Chase Manhattan Bank and two other American banks. But we never gave you money to get a programme of full employment. Attali said, I have the commitment of our dear future president, as soon as we could, we will destroy [the State, nota mia], we will cut, we will deflate the economy. Real wages will collapse. And what we have in mind is a total collapse of the share of labour income in the French society. And how to get that? By the Treaty of Maastricht and the creation of the Eurosystem.

I shall end this intervention by emphasising, first, the lies. It happened that I was quiet close to Francois Mitterrand. He was some long time ago, some boyfriend of my mother before the war. My mother told me, Francois lies so well that he could believe that he is for the people. So, Francois Mitterrand during the sole debate on the Treaty of Maastricht dared to say, answering a question from a student, I can swear there is not the least independent [European, nota mia] central bank in the Treaty of Maastricht…

…And, by the way, what is happening now sought to the new treaty is—if it is, indeed, finally endorsed [Fiscal Compact, agreed in December 2012, nota mia]—a total abdication of states, of fiscal policy, and any kind of social policy. And, indeed, the dream of the new order will be achieved.»

È davvero notevole la conferma da parte di Alain Parguez di diversi punti fondamentali della mia analisi del mondialismo, di cui scrivo ormai da vari anni:

I) non si tratta di un processo storico ineluttabile (5), ma bensì di un’ideologia che conduce al progetto di un’élite per la realizzazione concreta di essa, così come la teoria marx-engelsiana, l’ideologia comunista, condusse nel 1917 Lenin e i bolscevichi alla rivoluzione di ottobre e successivamente alla creazione dell’Unione Sovietica.

Come non notare la somiglianza tra il termine “Unione Sovietica” e il termine “Unione Europea”?

Si tratta infatti di due ideologie antistato, il comunismo e il mondialismo, e quindi si parla di “Unione” e non di “Stati Uniti“.

La favoletta del mondialismo (o meglio della mondializzazione) come processo storico ineluttabile non è sostenuta soltanto dai mondialisti, per ovvie ragioni di propaganda, è anche sostenuta da altri, per esempio da Alain de Benoist, che in un’intervista del 2012 affermò:

«Credere anche che il sistema capitalista obbedisca a strategie escogitate in seno al Club Bilderberg e alla Commissione Trilaterale mi sembra molto ingenuo, e anche un pò puerile. Questa inclinazione rappresenta un tratto classico delle “teorie della cospirazione” di destra. Le persone di destra tendono sempre a ridurre il tutto all’azione nociva di un piccolo numero di persone. È per questo che non hanno mai compreso gli effetti sistemici che derivano dalla progettazione di strutture. Organizzazioni come il Club Bilderberg e la Commissione Trilaterale sono al massimo i luoghi della concertazione, insieme con gli strumenti della forma-capitale. Ma non sono luoghi dove si decide. Nessuno sceglie di indirizzare la forma-capitale in una particolare direzione. E’ essa stessa che si sviluppa secondo la sua logica propria, che è la logica dell’illimitato.» (6)

Il mio commento a queste parole fu, in un vecchio post, il seguente:

«Il mondialismo, lungi dall’essere una fase ulteriore del capitalismo, è un’ideologia in piena regola, al pari, per esempio, del comunismo. Lenin e i suoi compagni di partito non decisero nulla nel 1917? O questo è un modo “molto ingenuo, e anche un pò puerile” di concepire la storia?» (7)

II) si tratta di un’ideologia antistato, cioè di un’ideologia perversa che ha lo scopo di eliminare lo Stato dalla faccia della terra, che ha lo scopo di instaurare un Nuovo Ordine Mondiale in cui non c’è lo Stato (5, 8, 9), mentre essa non ha affatto lo scopo di creare uno Stato unico mondiale (del resto il termine “Nuovo Ordine” non è adatto a indicare l’unificazione di tutti gli Stati, ciò che non sarebbe affatto un nuovo ordine), come viene spesso affermato, per esempio da Paolo Becchi in una recente intervista:

«Qual era lo scopo della globalizzazione? Creare un impero globale, centralizzato attorno agli Stati Uniti d’America e organizzato a sua immagine. Un processo che doveva portare ad una totale omogeneizzazione dei popoli attraverso la creazione di una entità astratta, cosmopolita, come lo Stato Mondiale.» (10)

III) gli ebrei non sono la causa, l’origine, di quest’ideologia (il concetto fasullo del complotto ebraico mondialista, adoperato in varie forme da quasi tutti quelli che scrivono di mondialismo, è assente nell’intervento di Parguez), mentre invece egli indica l’Opus Dei, i benedettini, ecc. ecc., il che è perfettamente in linea con la mia teoria unificata delle ideologie antistato (5, 8, 11):

«…il mondialismo è un’ideologia antistato ed è, come tutte le ideologie antistato, un portato del millenarismo, la dottrina eversiva contenuta (solo e unicamente) nell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento.» (5)

IV) Parguez parla ripetutamente di “tecnocrati“, tuttavia egli non ricollega ciò a Henri de Saint-Simon (8, 12, 13), il socialista utopista, e alla sua opera Nouveau Christianisme (il che spiegherebbe l’Opus Dei, ecc. ecc.). Del resto egli non sembra neanche afferrare il carattere irrazionale del mondialismo, come risulta evidente dal suo intervento, mentre invece tale carattere irrazionale a Renaud Camus non sfugge (8).

V) Parguez identifica molto chiaramente ciò che ho definito come il “mezzo specifico” del mondialismo e cioè l’ultracapitalismo, ossia un capitalismo ingiusto e distruttivo in quanto privo del contrappeso dello Stato, il che comporta la riduzione in miseria del popolo, sia la working class che la middle class (13).

VI) Parguez afferma che tra i massimi finanziatori della campagna di Mitterrand c’erano anche “la Chase Manhattan Bank e altre due banche americane”.

Dire Chase Manhattan Bank significa dire David Rockefeller, che ho sempre indicato (ma non sono certo l’unico!) come il principale realizzatore, il principale attuatore, del mondialismo (8, 14).

Però, pur con tanta intelligenza e con tanta dottrina e, soprattutto, pur essendo stato testimone, in prima persona, degli eventi che ci ha descritto nel suo intervento, cosa ha fatto Alain Parguez alle ultime elezioni presidenziali francesi, quelle che hanno visto il trionfo del globalista Emmanuel Macron?

Non è andato a votare, perché votare per Marine Le Pen gli era proprio insopportabile (!):

«L’esito del ballottaggio è scontato. Malgrado larga parte dei poveri voteranno la Le Pen, Macron vincerà perché avrà l’appoggio sia della destra ufficiale sia dei socialisti, mentre le persone di Sinistra come me semplicemente non andranno a votare.» (15)

Del resto, non avrebbe votato neanche per Donald Trump, perché è «…una persona così demagogica, completamente ignorante del mondo esterno, di una tale volgarità [sic] e sostenuto dal Ku Klux Klan.» (16)

Insomma, è un po’ come essere aggrediti per strada da criminali che ci vogliono uccidere e non reagire, perché reagire sarebbe «una tale volgarità»…

È molto facile fare del sarcasmo sull’atteggiamento di Alain Parguez, ma purtroppo si tratta di un atteggiamento diffusissimo sia in Francia che in Italia.

Ed è per questo che i globalisti vincono, perché noi non abbiamo il coraggio di rivolgerci a chi veramente, senza tanti complimenti, sarebbe in grado di dargli un bel calcio nel culo!

Non di analisi economiche abbiamo bisogno, ma di ben altro!

Del resto, si tratta di legittima difesa.

Il piano di realtà è inesorabilmente questo: è inutile fare come lo struzzo e nascondere la testa nella sabbia per non vedere.

O troveremo questo coraggio o scompariremo (17).

—————————————–

1.http://www.neties.com/parguez.htm

2.vedi per esempio qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/07/22/i-due-corni-del-problema/

3.http://www.galluranews.org/tempio-pausania-leuroil-nuovo-ordine-totalitaristico-alain-parguez-rivela-1-parte-rubrica-economica-a-cura-di-antonello-loriga/

4.http://mediaroots.org/alain-parquez-at-mmt-summit-2012/

5.https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/10/la-mia-analisi-del-mondialismo-e-delle-ideologie-antistato/

6.https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=41771

7.https://luigicocola.wordpress.com/2015/04/21/tre-pezzi-facili-da-confutare/

8.https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/10/luci-e-ombre-del-pensiero-di-renaud-camus-sul-mondialismo/

9.https://luigicocola.wordpress.com/2017/01/23/ulteriori-considerazioni-su-george-soros-e-sulloccidente/

10.http://sakeritalia.it/interviste/paolo-becchi-a-saker-italia-e-il-federalismo-lantidoto-alla-globalizzazione/

11.https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/19/lapocalisse-di-giovanni-il-millenarismo-e-il-mondialismo/

12.https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/23/conseguenze-di-due-interpretazioni-del-mondialismo/

13.https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/21/ulteriori-precisazioni-sul-mondialismo/

14.https://luigicocola.wordpress.com/2017/06/15/le-teste-coronate-doccidente-sono-mondialiste/

15.http://www.retemmt.it/alain-parguez-macron-attali-le-pen-gli-attentati-al-momento-giusto/

16.http://www.retemmt.it/parguez-trump-le-pen/

17.https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/15/quello-che-ha-scritto-scalfari-e-il-piano-kalergi/

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Luci e ombre del pensiero di Renaud Camus sul mondialismo

10 febbraio 2018

Ho letto in internet diverse interviste a Renaud Camus, lo scrittore francese che ha coniato il felicissimo termine “Le Grand Remplacement”, in italiano “La Grande Sostituzione”, in inglese “The Great Replacement”, per indicare la sostituzione dei popoli occidentali con popoli africani e mediorientali che sta avvenendo sotto i nostri occhi.

Questo termine è il titolo di un suo libro del 2011, che stranamente (o anche no) non è stato ancora tradotto né in italiano, né in inglese, né, a quanto pare, in nessuna altra lingua.

Nelle interviste che ho letto c’è un concetto per me assai interessante.

Ecco come Camus l’ha espresso nell’intervista pubblicata da Libero il 5 ottobre 2015:

“Che responsabilità ha l’ élite intellettuale di sinistra?

«Oh, non tanto più grandi degli intellettuali di destra, i quali sono ugualmente favorevoli alla Grande Sostituzione (Camus li definisce remplacistes, ndr). La sola linea di separazione che conta veramente oggi, intellettualmente, moralmente, politicamente e quasi militarmente, è quella tra i remplacistes e gli antiremplacistes. Questi ultimi sono i sostituibili che non vogliono farsi sostituire, E naturalmente ci sono anche i remplaçants [rimpiazzi, sostituti, nota mia], sempre più numerosi e potenti. Sono come gli uccelli nel film di Hitchcock: attendono il loro turno. I remplacistes sono pazzi: sostituiscono un popolo rincretinito dall’ insegnamento dell’ oblio e dall’ industria dell’ ebetudine, frustrato, rabbioso, lobotomizzato, senza identità, con un popolo ultraidentitario. Scavano la loro tomba. Il problema è che nello stesso tempo stanno scavando anche la nostra [il neretto è mio]».”

http://www.liberoquotidiano.it/news/esteri/11834887/Renaud-Camus—Gli-immigrati.html

Ecco come lo scrittore francese l’ha espresso nell’intervista pubblicata dal Primato Nazionale il 6 febbraio 2016:

“La Grande Sostituzione deve essere concepita come la sostituzione di una civiltà per mano di un’altra (per esempio la civiltà europea rimpiazzata dalla civiltà arabo-islamica) o – come personalmente credo – come la creazione di una non-civiltà in cui tutti gli uomini e tutti i popoli siano sostituibili, come la vittoria della sostituibilità universale?

Ah, lei punta subito il dito sulla grande contraddizione del sostituzionismo (*), l’ideologia globale e, a mio avviso, totalitaria, che promette e instaura la Grande Sostituzione. Dal punto di vista di tale ideologia, è la seconda parte dell’alternativa che lei ha posto che è all’opera: solo che, nella sua ottica, quella che si tratta di creare non è una non-civilità, ma, al contrario, la civiltà stessa: liberale, intelligente, umana, egualitaria, fraterna, armoniosa e civilizzata, perché non ci saranno più differenze o discriminazioni tra i suoi membri, tutti fratelli, nel villaggio universale senza frontiere. Questa è la sovrastruttura, per così dire, l’ideale reclamizzato e condiviso in buona fede da una larga parte delle masse sostituzioniste. Beninteso, sappiamo bene, noi, e lo constatiamo ogni giorno, che questo ideale è falso e che ciò che prepara l’enorme macchina sostituzionista è, in effetti, come dice lei, una non-civiltà, una barbarie post-industriale e iper-economista in cui sarebbe compiuta la fabbricazione, da parte di quella che chiamo “l’industria dell’ebetudine”, dell’uomo sostituibile: de-originato, de-nazionalizzato, de-culturato, de-sessuato, cosificato, intercambiabile e delocalizzabile a piacimento. Ma c’è una contraddizione nella contraddizione. Il sostituzionismo, che è una nemesi, ha la sua propria nemesi. In effetti, esso sostituisce un popolo che ha perfettamente preparato alla Grande Sostituzione, il popolo degli uomini sostituibili, con un popolo ferocemente identitario, arabo-musulmano, islamico quando non islamista. Per dirla in un altro modo, esso sostituisce un popolo di bovini (industriali) con un popolo di iene. E così facendo scava la propria fossa. Ma è una magra consolazione [il neretto è mio]…

…Credo che le origini della Grande Sostituzione siano liberali e marxiste allo stesso tempo. Lei è d’accordo ? O, in alternativa, quale ritiene che siano le radici ideologiche di tale dinamica?

La Grande Sostituzione è il figlio mostruoso della Rivoluzione industriale al suo stadio ultimo, post-fordiano, post-industriale, e dell’antirazzismo nella sua fase senile.

Quando la Grande Sostituzione sarà compiuta, il risultato sarà un mondo infernale, persino per le élite immigrazioniste che l’hanno favorita. Perché allora queste perseguono perseguono tale obbiettivo?

Non sono sicuro che ci sia da qualche parte una volontà espressa in azione, anche se alcuni documenti dell’Onu raccomandano papale papale una sostituzione degli europei. Credo piuttosto ad enormi meccanismi incontrollabili: egualitarismo, dogma dell’inesistenza delle razze, economicismo, dittatura della piccola borghesia: “Ciò significa – dice Agamben – che la piccola borghesia planetaria è verosimilmente la forma nella quale l’umanità sta andando incontro alla sua propria distruzione”.

—–

(*) Camus utilizza le espressioni “remplacisme” e “remplacistes” per indicare rispettivamente l’ideologia e i partigiani del Grand Remplacement, ovvero della Grande Sostituzione. Per renderli in italiano abbiamo scelto i neologismi, benché cacofonici, “sostituzionismo” e “sostituzionisti”, al fine di conservare il legame linguistico con il concetto di “sostituzione” che è l’idea madre di tutto il pensiero di Camus. [NdT].”

http://www.ilprimatonazionale.it/cultura/renaud-camus-39456/

Ed ecco infine come Camus l’ha espresso nell’intervista pubblicata dal Tempo il 21 aprile 2016:

“Che cos’è «la Grande Sostituzione»?

«Niente di più semplice: è la sostituzione di uno o più popoli con un altro. Comincia dai palazzi, dalle strade, poi è la volta di quartieri interi, città, grandi metropoli, province e infine le nazioni. Questo crimine fa comodo ad alcune persone, ma è soprattutto il risultato di enormi meccanismi che agiscono nella società da decenni e che nessuno ha veramente voluto, a parte il conte Coudenove-Kalergi, uno dei fondatori dell’Ue, teorico del meticciato per le classi sociali meno abbienti».

Qual è il suo obiettivo?

«Il “sostituzionismo” è il figlio mostruoso della Rivoluzione industriale, nella sua fase tardiva, fordista, taylorista, e dell’antirazzismo anche lui al suo stadio senile. Le due tradizioni convergono per promuovere l’uomo sostituibile, de-originato, de-etnicizzato, de-storicizzato, de-culturalizzato, de-civilizzato, ebete. Intercambiabile, appunto. Questa “industria dell’ebetizzazione”, attraverso l’insegnamento della dimenticanza nelle scuole e l’imbecillimento delle masse attraverso la televisione, produce una materia umana indifferenziata che si vende in vasi di conserva, su cui è scritto a grosse lettere il nome della marca: “Diversità”».

Il risultato della «sostituzione» è l’islamizzazione?

«È stata ingaggiata una gara mortale fra i due totalitarismi che si dividono la zona occidentale, il “sostituzionismo” e l’Islam. Malgrado qualche scaramuccia, non sono in lotta aperta. Fra loro c’è un patto tedesco-sovietico permanente, o piuttosto tedesco-turco. Ma la guerra è inevitabile. La Nemesi dei sostituzionisti è che sostituiscono un popolo ben preparato alla sostituzione etnica dalle loro menzogne, abbruttito dall’industria dell'”ebetizzazione”, con un popolo di iene, o se vogliamo dirlo in modo più accettabile, di lupi affamati. I rimpiazzanti non sono per nulla sostituzionisti, loro. Al contrario, sono feroci identitari, fieri della loro appartenenza, dei loro codici di comportamento diversi, del loro spirito di conquista e, soprattutto, della loro religione [il neretto è mio]».”

http://www.iltempo.it/politica/2016/04/21/gallery/uno-spettro-si-aggira-in-europa-il-suo-nome-e-sostituzionismo-1007848/

Premetto di non concordare affatto con Camus quando egli indica la causa della Grande Sostituzione in “enormi meccanismi che agiscono nella società da decenni e che nessuno ha veramente voluto, a parte il conte Coudenove-Kalergi, uno dei fondatori dell’Ue, teorico del meticciato per le classi sociali meno abbienti” e quando egli afferma che “Il “sostituzionismo” è il figlio mostruoso della Rivoluzione industriale, nella sua fase tardiva, fordista, taylorista, e dell’antirazzismo anche lui al suo stadio senile”.

Anzi penso che questi sono concetti errati (criterio di verità) e dannosi (criterio di utilità) e che inoltre portano chiaramente all’assoluzione di chi ha ideato, voluto e attuato il mondialismo: il Conte Henri de Saint-Simon (1760-1825), il Conte Richard Coudenhove-Kalergi (1894-1972), il marito della Regina Juliana dei Paesi Bassi, cioè il Principe Bernhard dei Paesi Bassi (1911-2004), il capitalista David Rockefeller (1915-2017) (1).

Il mondialismo (in inglese globalism, in francese mondialisme) è un’ideologia perversa che ha lo scopo di eliminare lo Stato dalla faccia della terra, cioè ha lo scopo di instaurare un Nuovo Ordine Mondiale in cui non c’è lo Stato, ed è perversa in quanto lo Stato è una necessità della Ragione, anzi è un universale culturale, come i riti funebri e il tabù dell’incesto, e infatti lo Stato è sempre esistito, contrariamente a quanto affermato con straordinaria impudenza dalla propaganda mondialista.

Ho mostrato in questo blog che cos’è il mondialismo e qual è la sua causa, vedi per esempio qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/20/la-teoria-unificata-delle-ideologie-antistato/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/10/la-mia-analisi-del-mondialismo-e-delle-ideologie-antistato/

Il mondialismo, come ho scritto più volte, è la nemesi dell’Occidente, nemesi conseguente alla sua hybris di eliminare lo Stato schiavista romano per mezzo del Cristianesimo, operazione certamente giusta e sacrosanta (non si poteva permettere ai romani di vivere usando tutti gli altri esseri umani, quelli che non erano romani, come oggetti o come animali!), la quale, però, per essere vincente, richiese la creazione e l’uso di un’arma estremamente pericolosa (perché porta all’autodistruzione): quest’arma è l’idea che possa esistere sulla terra una comunità che non ha bisogno di un’istituzione deputata a gestire il potere della forza fisica, vale a dire lo Stato (che ha due funzioni essenziali, l’esercito e la legge), una comunità in cui non esistono aggressioni esterne (quindi l’esercito non serve più) e non esistono torti reciproci interni (quindi la legge non serve più), in definitiva una comunità in cui il Male è bandito.

Questa comunità è il Regno di Cristo sulla terra di cui parla (unicamente e solo) l’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento, che non è uno Stato monarchico, ma bensì una condizione di perfezione trascendente, in quanto Cristo, il Messia cristiano, a differenza del Messia ebraico, ha sia natura umana, sia natura divina.

In conseguenza di tale natura divina, il Male è bandito dalla terra e quindi non c’è più bisogno dello Stato.

Il Regno di Cristo sulla terra avrà una durata di mille anni, da cui il nome “millenarismo” per indicare la credenza nel suo avveramento. Il millenarismo può anche essere definito come la prescrizione di eliminare lo Stato dalla faccia della terra.

Vedi a questo proposito qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

In altre parole, per far crollare lo Stato schiavista romano, fu inculcata nel popolo, mediante il potere della propaganda, l’idea che si dovesse eliminare non lo Stato schiavista romano, ma bensì lo Stato tout court.

Fu quest’idea a produrre le invasioni barbariche, che culminarono poi nel sacco di Roma da parte dei Visigoti (410) e in quello da parte dei Vandali (455), perché i romani avevano rifiutato psicologicamente lo Stato, e quindi l’esercito, che è una delle sue due funzioni essenziali.

“L’impero romano in Occidente cadde soltanto perché i suoi sudditi non vollero combattere per difenderlo.” (2). Come hanno affermato gli storici della Columbia University negli anni Settanta del secolo scorso, se i romani avessero combattuto, i barbari sarebbero stati respinti facilmente: “…le tribù barbariche, che di norma erano formate da circa 20 000 combattenti, non sarebbero riuscite a invadere l’Italia, la Francia, la Spagna e a dominare una popolazione di circa 10 milioni di individui.” (3).

I dati numerici sono fatti oggettivi, incontrovertibili e non possono essere ignorati.

Così cadde la grande Roma, sconfitta in realtà dai cristiani, cioè da quello che Arnold J. Toynbee chiamò “proletariato interno” (4), in inglese “internal proletariat” (5), e non da pochi barbari.

Dopo il primo sacco di Roma, avendo capito la situazione, Agostino d’Ippona ideò e scrisse la sua interpretazione allegorica dell’Apocalisse di Giovanni, interpretazione che altro non è che uno stratagemma per annullare la dottrina del millenarismo, per annullare l’arma estremamente pericolosa (perché porta all’autodistruzione) usata dal Cristianesimo per far cadere Roma, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/19/lapocalisse-di-giovanni-il-millenarismo-e-il-mondialismo/

Da Agostino d’Ippona in poi, la posizione ufficiale della Chiesa di Roma è quella agostiniana: il millenarismo è una falsa credenza dovuta a un errore d’interpretazione.

Anche recentemente, nel 1995, la Chiesa di Roma, nella persona del Cardinale Ratzinger, ha ribadito la condanna del “…millenarianism, especially the “intrinsically perverse” political form of a secular messianism.” (6), in italiano: “…millenarismo, soprattutto sotto la forma politica di un messianismo secolarizzato « intrinsecamente perverso ».” (7).

Ma tutto questo purtroppo non è bastato, anche perché i protestanti, disgustati dalla corruzione della Chiesa di Roma all’epoca del Rinascimento, si misero in testa di leggere la Bibbia senza l’intermediazione del clero: cadde così il filtro interpretativo agostiniano.

Comunque anche nel cattolicesimo il millenarismo non è mai stato soffocato del tutto, basti pensare a Gioacchino da Fiore, il millenarista medievale.

Oppure a Bergoglio, il millenarista di oggi.

Per inciso, nel Cristianesimo orientale, cioè ortodosso, il millenarismo fu sempre completamente neutralizzato dal cesaropapismo introdotto da Costantino il Grande, infatti Costantinopoli non cadde per mano di pochi barbari, ma bensì, mille anni dopo la caduta di Roma, per mano dell’Islam.

In Occidente ci si poteva magari aspettare che il millenarismo col passare dei secoli scomparisse, invece non è affatto scomparso, anzi è diventato, caricandosi come una molla per quasi due millenni, un potentissimo e letale meme egoista (vedi la teoria dei memi di Richard Dawkins), che ha prodotto il mondialismo e tutte le altre ideologie antistato (teoria unificata delle ideologie antistato), ideologie antistato che non sono niente altro che deliri culturali.

Altri esempi di deliri culturali: la caccia alle streghe (1450 circa – 1750 circa), il genocidio cambogiano di Pol Pot (1975-1979), ecc. ecc.

Ritornando al concetto assai interessante espresso da Renaud Camus nelle interviste da me citate: tale concetto mostra e sottolinea la pazzia dei mondialisti (“I remplacistes sono pazzi”), i quali non si rendono minimamente conto che la loro rivoluzione, la rivoluzione mondialista, non raggiungerà affatto lo scopo che essi si prefiggono.

Questo è un concetto assente nelle altre interpretazioni del mondialismo, per le quali esso è perfettamente razionale, anzi è addirittura il frutto dell’Illuminismo e della Ragione: è facile quindi capire perché la critica del mondialismo è attualmente il paradiso degli oscurantisti, mentre invece è proprio la Ragione a svelarci la fallacia e la follia del mondialismo.

Indipendentemente da Camus, ho scritto molte volte un concetto simile, come per esempio qui:

3. In terzo luogo, a Diego Fusaro sfugge l’irrazionalità del mondialismo, che è invece palese e che è la diretta conseguenza della natura delirante di tale ideologia

Non si tratta dunque di lotta di classe, che non ha nulla di irrazionale, ma bensì di delirio culturale, che è irrazionale per definizione.

Gli islamici, non appena comanderanno in Europa (e ciò, anche per il loro notevolissimo tasso di natalità, non accadrà in un remoto futuro), restaureranno gli Stati, cioè annulleranno la volontà dei signori del globalismo, che è quella di eliminarli.

Solo chi condivide il delirio culturale dell’Occidente cristiano costituito dalle ideologie antistato può pensare che l’Islam sia, o possa essere, contro lo Stato.”

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/15/il-mondialismo-non-e-una-lotta-di-classe-e-un-delirio-culturale/

Appare però evidente, almeno da queste interviste, che a Renaud Camus sfugge il motivo a causa del quale i mondialisti, cioè i remplacistes, sono pazzi, mentre la mia spiegazione è che si tratta di un delirio culturale causato da un potentissimo e letale meme egoista (il millenarismo), che ovviamente opera contro l’interesse del suo portatore (altrimenti non sarebbe egoista), sovvertendo la sua capacità di ragionare e spingendolo ad azioni per lui deleterie.

Ecco perché i mondialisti sono pazzi: perché eseguono gli ordini del meme egoista costituito dalla prescrizione di eliminare lo Stato dalla faccia della terra (il millenarismo), meme egoista di cui essi sono i portatori, gli ospiti.

Possiamo anche usare sinonimi più incisivi di “meme egoista”: “virus memetico” e “possessione memetica”.

Sono arrivato perfino a usare il termine “psicosi religiosa collettiva”, in quanto la prescrizione di eliminare lo Stato dalla faccia della terra è una prescrizione originale dell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento.

Un altro notevole concetto espresso dallo scrittore francese in un’intervista è questo:

Grand Remplacement, appunto: non una teoria, ma un nome per un fenomeno. Può spiegare brevemente ai nostri lettori di che tipo di fenomeno storico si tratta? E in che senso esso ha come condizione necessaria ma non sufficiente l’Anti-razzismo?

Faccio riferimento al semplice fatto che per quasi quindici secoli l’Europa è stata abitata da popoli quasi perfettamente stabili, e che nel giro di due o tre generazioni essi sono stati sostituiti da altri popoli e da altre civilizzazioni. L’antirazzismo della prima ora apriva alla giustizia fra le razze. Quello attuale erige a dogma il fatto che esse non esistano. Bisognava, infatti, che non esistessero perché la sostituzione potesse avere luogo, e soprattutto perché fosse impossibile opporvisi (opporsi, appunto, in nome di che cosa?).”

http://www.iassp.org/2017/07/06/renaud-camus-quando-la-penna-diventa-unarma-di-spietata-denuncia/

È proprio quello che ho scritto pochi giorni fa:

Ma perché mai il mondialismo vuole negare l’esistenza delle razze umane?

Per rendere più facile e indolore la Grande Sostituzione (“Grand Remplacement“, termine coniato da Renaud Camus) che questa perversa ideologia sta già attuando in Europa e che successivamente attuerà anche negli Stati Uniti d’America, cioè nell’Occidente intero, proprio quella Grande Sostituzione invocata esplicitamente, anzi ostentatamente, da Eugenio Scalfari nel suo editoriale C’è l’Africa nel nostro futuro (6 agosto 2017)”

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/03/perche-i-mondialisti-affermano-che-le-razze-umane-non-esistono/

Non si tratta dunque di complottismo.

I mondialisti (Eugenio Scalfari è uno di loro) ce lo dicono in faccia.

————————–

1. Essi sono tutti e quattro di religione cristiana, quindi il cosiddetto complotto ebraico è soltanto un mito, o meglio un capro espiatorio, come ho scritto più volte.

Inoltre, il loro status sociale mostra la caratteristica saliente del mondialismo, in contrapposizione alle altre ideologie antistato (per esempio il comunismo): che è un’ideologia dell’élite.

In altre parole: il mondialismo sta al comunismo, come la serrata sta allo sciopero.

Comunque, sia il mondialismo che il comunismo vogliono eliminare lo Stato (teoria unificata delle ideologie antistato), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/12/le-tre-vie-delle-ideologie-antistato/

Occorre anche ricordare che Henri de Saint-Simon, pur avendo ideato lui il principio fondamentale del mondialismo, cioè la sostituzione dello Stato con i tecnocrati, era a favore del popolo, come ho scritto in un post precedente. Nondimeno egli, di fronte alla storia, è responsabile quanto gli altri che ho citato, se non di più: senza il suo modello tecnocratico della società, il mondialismo non sarebbe mai nato.

2. John A. Garraty, Peter Gay, Storia del mondo (a cura della Columbia University), Mondadori, 1973, pag. 239.

3. ibid.

4. Arnold J. Toynbee, Storia comparata delle civiltà, Compendio di D.C. Somervell, Newton Compton, 1974, Vol. 1, pag. 26.

5. Arnold J. Toynbee, A Study of History, Abridgement of Volumes I – VI by D. C. Somervell, Oxford University Press, 1956, p. 11.

Disponibile su:

https://archive.org/details/ArnoldToynbeeAStudy

OfHistoryAbridgementOfVol.IVID.C.Somervell

Data di accesso: 9 febbraio 2018

6. Dalla voce Millennialism di Wikipedia in lingua inglese:

“The Antichrist’s deception already begins to take shape in the world every time the claim is made to realize within history that messianic hope which can only be realized beyond history through the eschatological judgment. The Church has rejected even modified forms of this falsification of the kingdom to come under the name of millenarianism, especially the “intrinsically perverse” political form of a secular messianism.

— Joseph Cardinal Ratzinger, Catechism of the Catholic Church, 1995[21]”

https://en.wikipedia.org/wiki/Millennialism

Data di accesso: 9 febbraio 2018

7. In italiano:

676 Questa impostura anti-cristica si delinea già nel mondo ogniqualvolta si pretende di realizzare nella storia la speranza messianica che non può essere portata a compimento se non al di là di essa, attraverso il giudizio escatologico; anche sotto la sua forma mitigata, la Chiesa ha rigettato questa falsificazione del regno futuro sotto il nome di millenarismo, 640 soprattutto sotto la forma politica di un messianismo secolarizzato « intrinsecamente perverso ». 641

——————

(640) Cf Sant’Offizio, Decretum de millenarismo (19 luglio 1944): DS 3839.

(641) Cf Pio XI, Lett. enc. Divini Redemptoris (19 marzo 1937): AAS 29 (1937) 65-106, che condanna « il falso misticismo » di questa « contraffazione della redenzione degli umili » (p. 69); Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 20-21: AAS 58 (1966) 1040-1042.”

http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p1s2c2a7_it.htm

Data di accesso: 9 febbraio 2018

Tutto ciò implica logicamente che Papa Ratzinger sa benissimo che il mondialismo e le altre ideologie antistato (comunismo, ecc. ecc.) originano dal millenarismo.

È evidente che non l’ho creato io il concetto che il millenarismo è la causa delle ideologie antistato: lo sanno in molti, ma nessuno vuole dirlo (almeno non ad alta voce).

E, da tutto ciò che ho scritto qui, se ne capisce facilmente il perché.

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Conte Henri de Saint-Simon (1760-1825)

Charles Baugniet [Public domain], via Wikimedia Commons

 

 

Conte Richard Coudenhove-Kalergi (1894-1972)

See page for author [Public domain], via Wikimedia Commons

 

 

Principe Bernhard dei Paesi Bassi (1911-2004)

Yousuf Karsh [Public domain or Public domain], via Wikimedia Commons

 

 

David Rockefeller (1915-2017)

By Unknown or not provided (U.S. National Archives and Records Administration) [Public domain], via Wikimedia Commons

Ulteriori precisazioni sul mondialismo

21 gennaio 2018

Il sansimonismo, l’ideologia antistato creata nell’Ottocento dal conte Henri de Saint-Simon (1760-1825), ha due caratteristiche salienti:

1. la concezione tecnocratica della società, come scrisse Norberto Bobbio, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/23/conseguenze-di-due-interpretazioni-del-mondialismo/

2. esso è a favore del popolo e infatti fa parte del socialismo utopistico, come lo chiamò Karl Marx.

Dal punto di vista della mia teoria unificata delle ideologie antistato, il sansimonismo appartiene alla via anticapitalista delle ideologie antistato, mentre il mondialismo appartiene alla via ultracapitalista, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/12/le-tre-vie-delle-ideologie-antistato/

Anche il mondialismo ha due caratteristiche salienti:

1. la concezione tecnocratica della società, esattamente come il sansimonismo.

In questo senso, Henri de Saint-Simon è certamente il precursore del mondialismo.

Anzi si può dire che il mondialismo è un pervertimento del sansimonismo, come risulterà chiaro dalla caratteristica seguente.

2. esso è contro il popolo (*), anzi, al fine di eliminare lo Stato, vuole annientare il popolo, sia con il suo mezzo specifico, l’ultracapitalismo, che comporta la riduzione in miseria del popolo stesso (non solo la working class, ma anche la middle class), sia con altri mezzi, il più rilevante dei quali è costituito dall’invasione islamica e dal conseguente terrorismo islamico.

Ho scritto infatti in un post precedente:

«Il terrorismo islamico che sta insanguinando l’Europa è un effetto indiretto del mondialismo, che fornisce un ambiente permissivo per l’invasione islamica, in quanto è una caratteristica storica e culturale della cultura islamica imporre con il potere della forza fisica la propria religione e i propri usi e costumi (è il ben noto proselitismo bellico dell’Islam).»

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/20/perche-il-terrorismo-islamico-sta-insanguinando-il-suolo-europeo/

Da evidenziare anche, tra i mezzi usati dal mondialismo per annientare il popolo, la distruzione della famiglia, perseguita adottando ogni misura possibile e immaginabile: l’ossessiva promozione del femminismo (**), l’ossessiva promozione dell’aborto e dei metodi contraccettivi, l’ossessiva promozione dell’omosessualità, ecc. ecc., il tutto finalizzato alla diminuzione delle nascite, onde ridurre drasticamente il numero degli abitanti degli Stati dell’Occidente e incrementare in questi ultimi l’immigrazione islamica (***).

È un vero e proprio genocidio, il genocidio dell’Occidente, come già scrissi nel 2015:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/04/18/perche-il-mondialismo-promuove-lomosessualita/

La distruzione della famiglia è arrivata a tal punto nel Regno Unito che Theresa May adesso ha creato il Ministro per la Solitudine, vedi qui:

https://www.loccidentale.it/articoli/146434/un-ministro-per-la-solitudine-a-raccogliere-cocci-di-una-societa-in-frantumi

In inglese:

May appoints minister to tackle loneliness issues raised by Jo Cox

«Citing research saying that 9 million people often or always feel lonely, the prime minister said: “For far too many people, loneliness is the sad reality of modern life [il neretto è mio].»

https://www.theguardian.com/society/2018/jan/16/may-appoints-minister-tackle-loneliness-issues-raised-jo-cox

No, non è come dice Theresa May, non è “the sad reality of modern life”.

È la triste realtà del mondialismo.

——————————-

* vedi per esempio come il sociologo Domenico De Masi reagisce alla famosa frase di Abraham Lincoln “…governo del popolo, fatto dal popolo, per il popolo…” (in inglese “…government of the people, by the people, for the people…”), qui c’è il video:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/01/24/abraham-lincoln-e-un-pazzo-praticamente/

** vedi per esempio qui:

Matria e il “Femminismo fanatico e ottuso”: cronache di una sollevazione

http://espresso.repubblica.it/visioni/2017/11/29/news/matria-e-il-femminismo-fanatico-e-ottuso-cronache-di-una-sollevazione-1.315071

e qui:

Sposarsi con se stessa, la cosa più stupida del mondo

https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/09/22/sposarsi-con-se-stessa-la-cosa-piu-stupida-del-mondo/3871099/

Vedi anche la voce Sologamy di Wikipedia in lingua inglese:

«Sologamy is marriage by a person to oneself.[1]…

…Ceremonies may take almost exactly the same form as that of a regular marriage, including guests, cake, and a reception.[8]…

…Self-marriage has become increasingly popular in the 21st century, especially among affluent women [il neretto è mio].[8][10]…

…British photographer Grace Gelder’s self-marriage in 2014[12] and Italian fitness trainer Laura Mesi’s self-marriage in 2017[8][13] have been widely reported.»

https://en.wikipedia.org/wiki/Sologamy

*** Voglio chiarire il mio pensiero su tale argomento (anche se esso dovrebbe già essere chiaro per via di quello che ho scritto sopra): il femminismo, l’aborto e i metodi contraccettivi e l’omosessualità di per sé non hanno nulla di negativo.

È l’uso strumentale che di essi fa il mondialismo, al fine (non dichiarato) di annientare i popoli occidentali, a essere negativo, estremamente negativo, anzi criminale.

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