Posts Tagged ‘teoria del cristianesimo’

Ancora su The Saker

21 aprile 2017

Su The Saker ho già scritto qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/30/analisi-miserevoli-iv/

Leggo adesso un suo articolo dell’11 aprile 2017:

A multi-level analysis of the US cruise missile attack on Syria and its consequences

http://thesaker.is/a-multi-level-analysis-of-the-us-cruise-missile-attack-on-syria-and-its-consequences/

La traduzione italiana è questa:

Una analisi a più livelli dell’attacco statunitense con missili da crociera alla Siria, e delle sue conseguenze

http://sakeritalia.it/medio-oriente/siria/una-analisi-a-piu-livelli-dellattacco-statunitense-con-missili-da-crociera-alla-siria-e-delle-sue-conseguenze/

La mia opinione piuttosto sfavorevole su The Saker non cambia, è sempre la stessa anche per quanto riguarda questo suo nuovo articolo.

Ma debbo constatare una forte correlazione tra due tematiche di tale articolo e ciò che io ho scritto in passato sul mio blog.

1.

The Saker scrive:

«Tutto qui. Ritengo che la cosiddetta “élite” in carica negli Stati Uniti sia composta da persone infinitamente arroganti, stupide, ignoranti, incompetenti e irresponsabili. Non sottoscrivo la teoria del “caos gestito” [il neretto è mio], né accetto la nozione che se prima gli Anglo-Sionisti imponevano il loro ordine agli altri adesso impongono il loro dis-ordine. Sì, è la conseguenza delle loro azioni, ma non è parte di un piano diabolico, è un segno della degenerazione terminale di un Impero inetto, spaventato, arrabbiato e arrogante.»

http://sakeritalia.it/medio-oriente/siria/una-analisi-a-piu-livelli-dellattacco-statunitense-con-missili-da-crociera-alla-siria-e-delle-sue-conseguenze/

In inglese:

«That’s it. I think that the so-called “elites” in charge running the USA are infinitely arrogant, stupid, uneducated, incompetent and irresponsible. I don’t buy the “managed chaos” theory [il neretto è mio] nor do I buy the notion that if before the Anglo-Zionists imposed their order on others now they impose their dis-order. Yes, that is the consequence of their actions, but it’s not part of some diabolical plan, it is a sign of terminal degeneracy of an Empire which is clueless, frightened, angry and arrogant.»

http://thesaker.is/a-multi-level-analysis-of-the-us-cruise-missile-attack-on-syria-and-its-consequences/

Ho scritto nel 2015:

«C’è chi pensa che gli Stati Uniti d’America siano definibili come l’Impero del caos e che stiano destabilizzando il mondo intero al preciso scopo di aumentarne l’entropia politica, perché così esso non potrebbe più opporsi in alcun modo al loro dominio (mettono cioè in pratica l’antico motto romano del divide et impera).

Quindi quello che gli USA (e i loro alleati) hanno fatto in Iraq, in Libia, ecc. ecc. (e che non hanno potuto fare, almeno totalmente, in Siria, dato che Assad è ancora al potere), vale a dire produrre il caos, era il loro vero obiettivo (pienamente raggiunto).

Insomma, si tratterebbe di una ben precisa strategia: la strategia del caos.

Capisco bene perché siano parecchi a coltivare queste fantasie: perché sono fantasie rassicuranti.

Infatti, il pensare che la più forte potenza mondiale, gli USA, anzi l’Occidente intero, non sappiano fare altro che sbagliare e fallire in politica estera, mettendo a ferro e fuoco tutto il pianeta con i loro sbagli e fallimenti, può facilmente far cadere nell’angoscia anche chi è abbastanza sereno ed equilibrato.

Purtroppo non c’è nessuna strategia del caos e il mondo intero è in balia di una élite, quella occidentale, completamente fuori di testa, ossia di una élite che si comporta irrazionalmente.

Di una élite che vuole imporre a tutti i costi un Nuovo Ordine Mondiale basato sul rifiuto della Ragione, perché basato sull’eliminazione dello Stato, che è invece una necessità razionale.

Questa è l’agghiacciante verità.»

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/09/tu-non-puoi-reggere-la-verita/

2.

The Saker scrive:

«Conclusione: cosa succederà?

La risposta è semplice: non lo so. Ma fatemi spiegare perché non lo so. In tutti questi anni di formazione e di lavoro come analista militare, ho sempre dovuto dare per assodato che ogni attore coinvolto fosse ciò che si definisce un “attore razionale”. I Sovietici lo erano sicuramente, così come lo erano gli Americani [il neretto è mio]. Successivamente, a partire da Obama, sempre più spesso ho dovuto mettere in discussione questo presupposto, perché gli USA hanno preso parte a quelle che apparivano come azioni folli e auto-distruttive [il neretto è mio]. Mi potete dire: come possono avere effetto i mezzi di deterrenza su una persona senza istinto di auto-conservazione, a causa di una infinita arroganza imperialista, comune meschina superbia, ignoranza crassa o semplice stupidità? Non lo so. Per rispondere a questa domanda non serve un analista militare, ma uno strizzacervelli specializzato in casi di delirio e di suicidio [il neretto è mio].

Molti lettori potrebbero pensare che questa sia una iperbole. Vi assicuro che non lo è, sono tremendamente serio. Non solo trovo l’amministrazione Trump incapace di trovare un accordo, ma addirittura completamente scollegata dalla realtà. In altre parole, delirante [il neretto è mio]. Voi credete che Kim Jong-un con le bombe atomiche sia pericoloso? Cosa sono allora Obama o Trump con le bombe atomiche? Non sono molto ma molto più preoccupanti?…

…Mi rendo conto che per qualcuno ciò potrebbe essere contro-intuitivo ma ricordatevi: i mezzi di deterrenza funzionano solo con attori razionali

http://sakeritalia.it/medio-oriente/siria/una-analisi-a-piu-livelli-dellattacco-statunitense-con-missili-da-crociera-alla-siria-e-delle-sue-conseguenze/

In inglese:

«Conclusion: what happens next?

Simply reply: I don’t know. But let me explain why I don’t know. In all my years of training and work as a military analyst I have always had to assume that everybody involved was what we called a “rational actor”. The Soviets sure where. As where the Americans [il neretto è mio]. Then, starting with Obama more and more often I had to question that assumption as the US engaged in what appeared to be crazy and self-defeating actions [il neretto è mio]. You tell me – how does deterrence work on a person with no self-preservation instinct (whether as a result of infinite imperial hubris garden variety petty arrogance, crass ignorance or plain stupidity)? I don’t know. To answer that question a what is needed is not a military analyst, but some kind of shrink specializing in delusional and suicidal types [il neretto è mio].

Some readers might think that this is hyperbole. I assure you that this is not. I am dead serious. Not only do I find the Trump administration “not agreement capable”, I find it completely detached from reality. Delusional in other words [il neretto è mio]. You think Kim Jong-un with nukes is bad? What about Obama or Trump with nukes? Ain’t they much, much scarier?…

…I realize that for some this might be counter-intuitive, but remember that deterrences only works with rational actors

http://thesaker.is/a-multi-level-analysis-of-the-us-cruise-missile-attack-on-syria-and-its-consequences/

Ho scritto dal 2015 in poi:

a.

«A mio parere Stahel non ha ben compreso la situazione, ossia il catastrofico scenario nel quale oggi noi tutti viviamo (purtroppo).

Egli infatti, come si evince dall’articolo di Focus, pensa in termini di Ragione: in base ad essa è ovvio, potrei dire perfino banale, prevedere ciò che ha previsto.

Il punto nodale della situazione è però che gli attori occidentali di questo incredibile, ma reale, scenario sono mossi dall’irrazionalità più esasperata.

C’è in atto uno scontro epocale tra l’Occidente posseduto dal millenarismo, vale a dire da un’ideologia di natura religiosa, e i popoli non occidentali, i quali sono totalmente estranei ad esso.

Il primo vuole suicidarsi eliminando lo Stato, che è una necessità razionale, i secondi vogliono giustamente conservarlo e difenderlo.

Quindi tutta l’analisi di Stahel crolla, perché presuppone un dato, la razionalità degli attori occidentali, che è invece un dato totalmente inesistente.»

https://luigicocola.wordpress.com/2015/06/23/non-capire-la-situazione/

b.

«Lo scenario siriano attuale ha reso palese in modo definitivo a tutto il mondo che l’Occidente non fa più una politica razionale, cioè una politica guidata dalla Ragione.

Cosa che prima invece faceva, e faceva molto bene, perché fu proprio grazie a una razionalità politica di livello virtuosistico che il grande Ronald Reagan sconfisse l’URSS nella guerra fredda (e senza sparare un colpo).»

https://luigicocola.wordpress.com/2015/09/16/perche-loccidente-non-fa-piu-una-politica-razionale/

c.

«Il fatto è che il principio della deterrenza nucleare (MAD, Mutual Assured Destruction) è basato sulla razionalità degli attori e il mondialismo, avendo un’origine e una natura religiose, è contro la Ragione.»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/08/17/tre-caratteristiche-necessarie-del-mondialismo/

In conclusione:

il punto nodale della questione è che The Saker non riesce a fornire nessuna spiegazione plausibile dell’irrazionalità dell’Occidente, mentre la mia spiegazione è che l’Occidente è in preda a un vero e proprio delirio culturale, cioè che esso è infettato da un virus memetico, cioè che esso è in preda a una letale possessione memetica, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/11/18/il-mondialismo-e-un-delirio-culturale/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/02/15/il-mondialismo-e-un-virus-memetico/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/03/09/il-non-detto-mostruoso-e-ripugnante-delloccidente-attuale/

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Lo Stato italiano non c’è più

11 aprile 2017

Leggo sul Giornale questo articolo del 24 marzo 2017:

Treviso, giudice inseguito in auto: “Mi armo, lo Stato non c’è più”

«…Il problema della legittima difesa, continua Mascolo, “è un problema di secondo grado – accusa – come quello di asciugare l’acqua quando si rompono le tubature. Il vero problema sono le tubature e, cioè, che lo Stato ha perso completamente e totalmente il controllo del territorio, nel quale, a qualunque latitudine, scorrazzano impunemente delinquenti di tutti i colori”…»

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/treviso-giudice-inseguito-auto-mi-armo-stato-non-c-pi-1378712.html

Il 30 settembre 2012 avevo scritto un post intitolato Il collasso cronico dello Stato italiano: cos’è e perché esiste:

«Non c’è alcun dubbio che lo Stato italiano è uno Stato cronicamente collassato (un eufemismo per non dire che è uno Stato fallito).

Questa palese, ma spiacevole, realtà viene taciuta dai politici italiani e da coloro che vivono grazie a questi ultimi, intendo coloro che lavorano nei mass media italiani. Ma anche coloro che costituiscono la cultura italiana tacciono: è un tacere di tutti, una sorta di rimozione collettiva.
E il resto del mondo fa finta di credere che le cose italiane stiano realmente come gli italiani vorrebbero.

Ma l’ingovernabilità, la malagiustizia, la pervasiva corruzione dei politici, l’assenza (salvo eccezioni) di meritocrazia (che è nell’interesse del popolo, perché consente di avere l’uomo giusto al posto giusto), l’istituzione politica delle regioni, la questione meridionale, ecc. ecc., sono tutti sintomi inequivocabili di un’estrema debolezza del potere centrale. Per non parlare poi del piccolo particolare rappresentato dal fatto che la criminalità organizzata controlla vastissime porzioni del territorio dello Stato italiano, ossia almeno diverse regioni.

A questo proposito, occorre ricordare che la definizione universalmente accettata di Stato è quella di Max Weber:

“…lo Stato è quella comunità umana che all’interno di un determinato territorio – quello del «territorio» costituisce un segno distintivo – rivendica per sé (con successo) il monopolio dell’uso legittimo della forza fisica.”
(Max Weber, La politica come professione, Armando, 2005, pagg. 32-33).

Qual è la causa del collasso cronico dello Stato italiano?

Non essendoci in Italia la separazione tra Stato e Chiesa (né tantomeno la cosiddetta soluzione inglese, ossia la subordinazione della Chiesa allo Stato, invenzione antichissima di Costantino il Grande, che fu adottata non solo dagli inglesi, ma anche da altri popoli nordici, p.e. i norvegesi), lo Stato italiano è collassato, perché il principio cardine del Cristianesimo è il divieto assoluto della forza fisica, perfino come legittima difesa (principio che confligge ovviamente con lo Stato)…».

https://luigicocola.wordpress.com/2012/09/30/il-collasso-cronico-dello-stato-italiano-cose-e-perche-esiste/

Vedi anche quest’altro mio post del 2 novembre 2012:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/11/02/e-sbagliato-spiegare-i-difetti-della-societa-italiana-in-termini-di-questione-morale/

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Nuovo Rinascimento o nuovo Risorgimento?

10 aprile 2017

Leggo su Sputnik un articolo intitolato L’Italia ha bisogno di un nuovo Rinascimento:

https://it.sputniknews.com/opinioni/201703294267431-italia-ha-bisogno-nuovo-rinascimento/

Ma l’Italia ha bisogno di un nuovo Rinascimento, o piuttosto di un nuovo Risorgimento?

La risposta ce la dà la storia: il Rinascimento portò, è vero, a Leonardo e a Galileo, gli inventori del metodo scientifico, ma di questa invenzione si avvalse il popolo inglese, non certo il popolo italiano, il quale, del resto, non venne mai coinvolto nel Rinascimento, trattandosi in realtà di un fenomeno del tutto elitario.

Per Leonardo e il metodo scientifico vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/07/28/cose-loccidente-2/

Il Papato, vale a dire la Chiesa di Roma, impedì l’Unità d’Italia per secoli (ma qualcuno lo legge ancora Machiavelli?), e inoltre, mediante il tabù cristiano della forza (che ho mostrato nella mia teoria del Cristianesimo), impedì agli italiani di sconfiggere gli eserciti stranieri che invasero l’Italia dal 1494 in poi e che spazzarono via il Rinascimento, e infine mise Galileo agli arresti domiciliari a vita, mentre invece in Inghilterra il coraggio di Enrico VIII, che effettuò lo scisma anglicano, e il genio di Isaac Newton, che nacque l’anno della morte di Galileo, permisero al popolo inglese di arrivare alla rivoluzione scientifica (laddove la rivoluzione scientifica italiana era stata uccisa dal Papato) e quindi alla rivoluzione industriale e quindi al capitalismo.

Così gli inglesi conquistarono il mondo.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/03/13/la-nemesi-delloccidente-possiamo-fermarla-con-la-ragione/

Per il tabù cristiano della forza vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/07/28/il-tabu-cristiano-della-forza/

Il Rinascimento rese possibile il trionfo del popolo inglese, ma fu una catastrofe per il popolo italiano, altro che idiozie!

Infatti il Rinascimento, un fenomeno elitario che era interamente rivolto all’arte e al sapere e che al contempo ignorava la difesa militare (le battaglie rinascimentali italiane erano in realtà delle finzioni, proprio come il wrestling di oggi), portò gli eserciti di tutta l’Europa (che uccidevano realmente i nemici, come notò Bertrand Russell) a invadere più e più volte l’Italia e a depredare più e più volte l’inerme popolo italiano: le case venivano saccheggiate, gli uomini uccisi, le donne stuprate.

Perché? Perché tale è la natura umana, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/25/smentite-le-idiozie-di-locke-e-di-rousseau-sullo-stato-di-natura/

SENZA LO STATO IL POPOLO NON PUÒ ESSERE DIFESO e quindi fu il Risorgimento, che creò lo Stato italiano, a favorire il popolo italiano, altro che il Rinascimento!

Purtroppo la stupidità di Benito Mussolini e, sia chiaro, anche quella del re Vittorio Emanuele III (che era pur sempre il re) portarono alla fatale alleanza con Hitler e, ancora peggio, agli esiziali Patti Lateranensi proprio con il principale nemico dello Stato italiano e del popolo italiano, la Chiesa di Roma, della quale gli italiani sono storicamente succubi.

Così il Risorgimento fu tradito e lo sfacelo attuale della società italiana non è altro che il risultato inevitabile di tale tradimento.

E ricette come quelle riportate in un altro articolo, anch’esso pubblicato su Sputnik e intitolato Italia: ricette professionali per crescere e per trovare un lavoro, sono del tutto inattuabili, anzi appaiono tragicamente ridicole:

«Tuttavia non dimentichiamoci che persone significa anche talenti che possano aiutare l’Italia a crescere. Per le aziende, la ricetta è in teoria semplicissima: rendere il Paese invitante per qualità delle infrastrutture, effettuare una tassazione soprattutto per legalità (certezza del diritto e della pena, zero corruzione, etc. [il neretto è mio]) e minor burocrazia. Per i capitali, vale l’insieme dei punti di cui sopra, combinato alla capacità nostrana che il mondo ci riconosce: la creatività e lo stile di vita italiano.»

https://it.sputniknews.com/opinioni/201704054302675-italia-ricette-professionali-crescere-trovare-lavoro/

«certezza del diritto e della pena, zero corruzione, etc.»?

Ma questi sono solo sogni!

Senza Stato non può esserci la legge!

E lo Stato italiano è una barzelletta!

Come Norberto Bobbio ha giustamente scritto: “le due funzioni essenziali” dello Stato sono “la milizia e i tribunali” (Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pag. 124).

Anche negli altri paesi dell’Unione Europea lo Stato sta per essere eliminato dal mondialismo, ma persistono in tali paesi i residui di uno Stato che era assolutamente funzionante, mentre invece nel nostro paese lo Stato non ha mai funzionato, assai prima del mondialismo, perché, come ho scritto innumerevoli volte, lo Stato italiano è uno Stato cronicamente collassato, anzi è uno Stato fallito.

Il Risorgimento, che peraltro non era stato portato del tutto a compimento, venne ammazzato e il risultato è ciò che tutti noi oggi abbiamo sotto gli occhi.

Ma certo, invece di dire la verità, è più facile e conveniente dire idiozie sul Rinascimento.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

La nemesi dell’Occidente: possiamo fermarla con la Ragione

13 marzo 2017

Proprio ciò che ha determinato in passato l’eccezionale successo storico dell’Occidente, ossia l’odio verso lo Stato, oggi ne sta determinando la morte, essendosi incarnato nel mondialismo, che è la più recente e la più letale delle ideologie antistato (teoria unificata delle ideologie antistato).

È la nemesi dell’Occidente.

Diamo uno sguardo alla sua storia.

Tutto iniziò con Roma.

Essa portò a un livello quantitativamente mai visto prima lo schiavismo, che peraltro, in forma minore, si trovava anche nelle altre culture antiche, perfino nel miracolo greco.

Nacque quindi la rivoluzione antischiavista cristiana, che fece crollare la porzione occidentale dell’Impero romano, con il conseguente Medio Evo, mentre in oriente l’Impero romano riuscì a bloccare tale rivoluzione mediante il geniale stratagemma di Costantino il Grande, noto come cesaropapismo: accettando il Cristianesimo, ma subordinandolo allo Stato.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/06/lorigine-del-mondialismo/

Il Medio Evo non è un periodo della storia che si è manifestato dappertutto. Fu un peculiare fenomeno storico che si ebbe solo e unicamente nel territorio dell’ex Impero romano d’Occidente e fu causato dalla rivoluzione antischiavista cristiana, che fece crollare in questo territorio lo Stato (teoria del Cristianesimo). Nel territorio, per esempio, dell’attuale Grecia non ci fu affatto il Medio Evo.

Poi lo Stato, inevitabilmente, ritornò.

«Quando i popoli dell’Europa occidentale riuscirono molto faticosamente a risalire la china della civiltà, uscendo dal periodo lungo e buio del Medio Evo, essi raggiunsero tacitamente un compromesso funzionale tra forza e caritas.
La caritas, ovvero l’amore per il prossimo (1, Matteo, 22,39), è un modo per esprimere la proibizione della forza: non si può infatti usarla verso chi si ama.
In altre parole venne stipulato un patto di limitazione della forza, in modo da impedire lo schiavismo da un lato e da permettere lo Stato dall’altro.»
(1, pagg. 81-82)

Lo Stato ricomparve perché è una necessità razionale, anzi è un universale culturale, come p.e. il tabù dell’incesto e i riti funebri (teoria dello Stato).

«Lo Stato, in conclusione, è una necessità.
Per convincersi di ciò, basta immaginare la situazione di un gruppo di naufraghi su un’isola deserta, senza tirare in ballo lo stato di natura.
Tali naufraghi, prima o poi, si sceglieranno un capo, il quale potrà comandare la loro forza trasferita, in modo da assicurare la coordinazione e la strategia per quanto riguarda l’«aggressione di stranieri» e la terzietà e l’imparzialità per quanto riguarda i «torti reciproci».
Si tratta dunque del modo di gestire efficacemente il potere della forza fisica in tutti i gruppi umani che gestiscono tale potere (anche nei piccoli gruppi e perfino quando non c’è il fattore “territorio” di cui scrive Weber, vedi 5, pag. 33).»
(2, pag. 22)

Ma esisteva ora in Occidente, grazie al Cristianesimo, una realtà nuova: lo Stato non schiavista (per quanto riguarda la schiavitù moderna vedi 1, pagg. 83-85).

Non essendoci più in Occidente la macchina costituita dalla schiavitù, diventò proficuo, anzi necessario, esplorare la possibilità di altri tipi di macchina, si creò cioè un ambiente favorevole alla rivoluzione scientifica, proprio ciò che era mancato ad Archimede di Siracusa, il grande genio scientifico dell’antichità.

Come è noto Archimede venne ucciso, così racconta Plutarco, da un soldato romano, il che può essere visto come una buona metafora dell’uccisione della scienza operata dallo Stato schiavista romano: perché la macchina costituita dalla schiavitù era più conveniente di qualsiasi altra.

«Il Cristianesimo presenta sia lati negativi, che possono essere altamente distruttivi, sia lati positivi, che sono stati il motore della storia e che hanno trasformato il mondo, costituendo la via del cambiamento, ossia la via “di una seconda evoluzione, quella culturale” (34, pag. 133). Infatti, come vedremo nel capitolo 2, il Cristianesimo distrusse nell’Europa occidentale, anche se molto lentamente, il sistema schiavistico romano. Ciò rese possibile nell’Europa occidentale, dopo il Medio Evo, la realizzazione di una civiltà meccanizzata, qual è quella attuale, proprio perché non c’erano più gli schiavi a costituire la forza lavoro.
In altre parole, finché ci furono gli schiavi a costituire la forza lavoro, non si sentì il bisogno né di creare macchine, né di utilizzarle.
Come nota Ludovico Geymonat, un filosofo della scienza:
“Ricordiamo a tal proposito che Marco Terenzio Varrone, descrivendo gli strumenti con i quali si lavora la terra, riferisce testualmente che «alcuni li dividono in tre categorie: strumenti parlanti, strumenti semiparlanti e strumenti muti. I primi sono gli schiavi, i secondi i buoi, e gli ultimi gli strumenti inanimati». Queste parole confermano con rude chiarezza come la schiavitù fosse effettivamente concepita – nell’antichità – quale vera e propria macchina, e potesse quindi distogliere dalla ricerca di altre macchine che per lo meno all’inizio sarebbero state meno comode ed efficienti.”
(39, vol. 1, pag. 300)»
(1, pagg. 51-52)

Nell’ambiente creato in Italia dal Rinascimento, Leonardo e Galileo inventarono il metodo scientifico, ma la rivoluzione scientifica italiana abortì sia a causa delle invasioni straniere, che culminarono nel sacco di Roma del 1527 e che misero fine al Rinascimento, sia a causa del Papato, che condannò Galileo agli arresti domiciliari a vita.

A proposito del metodo scientifico e di Leonardo vedi 2, pagg. 32-33.

Quasi per miracolo, la scienza trovò in Inghilterra l’ambiente favorevole per svilupparsi, grazie al coraggio di Enrico VIII e al genio di Isaac Newton, che nacque proprio l’anno della morte di Galileo (1642).

«Per inciso, la nascita del capitalismo non ha niente a che fare con il calvinismo (come fu erroneamente ipotizzato da Max Weber, 44). Infatti Ian Robertson, un sociologo, giustamente scrive a questo proposito:
“…mentre il primo capitalismo non si sviluppò nella Scozia calvinista, l’Inghilterra non calvinista dette i natali alla rivoluzione industriale.”
(2, pag. 441)
Ciò poté realizzarsi perché c’era prima stato lo scisma di Enrico VIII, senza il quale Newton, invece di essere nominato baronetto e presidente della Royal Society of London for Improving Natural Knowledge, avrebbe fatto la fine di Galileo, la scienza in Inghilterra sarebbe stata annientata come lo fu in Italia, e noi oggi, probabilmente, andremmo ancora a cavallo.»
(1, pag. 55)

Così nacque il capitalismo, che non nacque affatto dal Medio Evo come molti scioccamente pensano, nacque invece dalla rivoluzione scientifica, perché il capitalismo non è niente altro che la fabbrica meccanizzata.

La rivoluzione industriale è l’effetto della rivoluzione scientifica: rivoluzione scientifica → fabbrica meccanizzata → rivoluzione industriale → capitalismo.

«Sia la scienza, sia il capitalismo (che è basato sulla fabbrica meccanizzata, ossia sulla scienza) sono figli del Cristianesimo. Magari figli inaspettati e non voluti, ma pur sempre figli.»
(1, pag. 53)

L’eccezionale successo storico dell’Occidente è iniziato in questo modo: facendo crollare lo Stato schiavista romano.

Il Cristianesimo ha donato al genere umano sia l’eliminazione dello schiavismo che la scienza.

Purtroppo, come ho già scritto, ogni cosa ha un costo e il costo di questi due doni incommensurabili è l’odio verso lo Stato, che si è incarnato oggi nell’ideologia mondialista.

A questo proposito vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/05/11/discolparsi-incolpando-altri/

È quindi appropriato parlare di nemesi dell’Occidente.

Ma siamo esseri dotati di Ragione e possiamo quindi discernere e scegliere.

Sta a noi accettare i benefici del Cristianesimo, il suo lato positivo, e rifiutarne i costi, il suo lato negativo.

È imperativo, quindi, neutralizzare coloro che oggi vogliono continuare stupidamente la rivoluzione antischiavista cristiana contro lo Stato: non ce n’è più bisogno, perché lo schiavismo è stato da tempo definitivamente eliminato.

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1) Luigi Cocola, Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo, 3° ed., 2012, lulu.com

2) Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, 3° ed., 2013, lulu.com

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Donald Trump: una nazione senza confini non è una nazione

26 gennaio 2017

President Trump: “A nation without borders is not a nation”

In un post precedente avevo scritto:

«Ormai il mondialismo ha gettato la maschera e sta mostrando apertamente ed esplicitamente il suo delirio, la sua vera natura di idea delirante.

E lo fa con il mantra “no ai muri, no al controllo dei confini degli Stati”.

È evidente che così si elimina lo Stato, perché, come è ben noto, lo Stato si fonda sulla triade: sovranità, popolo, territorio (il quale ha necessariamente dei confini e questi devono essere necessariamente controllati, altrimenti perdono la loro funzione).»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/04/16/il-mondialismo-mostra-apertamente-il-suo-delirio/

Circa un anno fa Papa Bergoglio aveva in pratica scomunicato Donald Trump, sostenendo la tesi che chi costruisce muri non è cristiano:

“A person who thinks only about building walls, wherever they may be, and not building bridges, is not Christian,”

http://www.reuters.com/article/us-usa-election-trump-pope-idUSKCN0VR277

Al contrario, il Patriarca Kirill, Patriarca di Mosca e di tutte le Russie, il capo della Chiesa Ortodossa Russa, che è evidentemente cristiano anche lui, aveva “benedetto” Donald Trump, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/12/02/chi-ha-perso-con-la-vittoria-di-trump/

Come ho già scritto, il Cristianesimo occidentale, a differenza di quello orientale, ha dimostrato storicamente di essere un Cristianesimo eversivo.

Il Medio Evo, per esempio, fu un peculiare periodo storico in cui non c’era lo Stato ed esso si ebbe solo nel territorio dell’Impero romano d’Occidente, in quanto fu causato dal Cristianesimo occidentale, mentre nell’Impero romano d’Oriente lo Stato, grazie al cesaropapismo introdotto da Costantino il Grande, continuò a esistere.

Così l’Impero romano d’Occidente crollò nel V secolo, mentre quello d’Oriente visse più di mille anni, cioè fino a quando i mussulmani non riuscirono a distruggerlo nel 1453.

Di ciò ho scritto approfonditamente nel mio saggio Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo.

Il mondialismo vuole ottenere oggi ciò che il Cristianesimo occidentale riuscì a ottenere nel V secolo: l’eliminazione dello Stato.

Il risultato sarà, inevitabilmente, un Secondo Medio Evo.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Per una visione storica del mondialismo

28 novembre 2016

In un vecchio post avevo scritto che molti non riescono ad accettare la verità e a questo proposito avevo citato Jack Nicholson, che in Codice d’onore (A Few Good Men) ruggisce: «Tu non puoi reggere la verità!» («You can’t handle the truth!»).

È dura accettare la verità quando l’accettazione di essa ci porterebbe a biasimare un’istituzione o un’idea a cui teniamo molto, che ci è indispensabile per vivere.

Così chi è di religione cristiana di regola vive acriticamente il Cristianesimo.

E non riesce ad accettare l’evidenza dei fatti, che è la seguente: da circa duemila anni assistiamo alle alterne vicende del conflitto tra Papato e Stato (il Medio Evo fu una di esse), conflitto che a volte si acquieta e a volte divampa, assumendo nel tempo nomi diversi, p.e. il conflitto tra Guelfi e Ghibellini, ben noto agli italiani, dato che a scuola essi studiano le opere di Dante Alighieri.

E con la Riforma protestante le cose non sono cambiate, anzi sono peggiorate: infatti il millenarismo, messo a tacere dalla Chiesa di Roma per parecchi secoli, fu poi ripreso con forza dai protestanti, i quali, com’è noto, si basano sulla lettura personale della Bibbia e non sull’interpretazione di essa da parte del clero come fanno i cattolici.

Perché il problema non è banalmente lo scontro tra due poteri, quello dello Stato e quello del Papato: si tratta invece della volontà cristiana di eliminare lo Stato, volontà che si trova chiaramente espressa nell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento (il Regno di Cristo, nonostante il nome, non è uno Stato, ma una condizione di perfezione trascendente, dato che il Messia cristiano, a differenza di quello ebraico, ha sia natura umana, sia natura divina).

Peggio ancora, con John Locke, come ho mostrato più volte, la prescrizione millenaristica di eliminare lo Stato, che è contenuta nell’Apocalisse di Giovanni, assunse forma filosofica, mascherando così la sua vera natura, la sua vera origine, che è religiosa:

«È evidente, infatti, che se l’uomo fosse un essere naturalmente buono e mansueto, come lo descrive Locke, non avrebbe bisogno di alcuna istituzione politica che lo protegga, cioè non avrebbe bisogno dello Stato, le cui due funzioni essenziali sono appunto quelle di proteggere la comunità dagli aggressori esterni (mediante l’esercito) e dai torti reciproci (mediante la giustizia).

Anzi, lo Stato stravolgerebbe e incattivirebbe la natura buona e mansueta dell’uomo.»

https://luigicocola.wordpress.com/2012/10/23/il-mito-della-dannosita-dello-stato/

Il mondialismo non è niente altro che l’ultima versione della prescrizione millenaristica di eliminare lo Stato.

E Papa Bergoglio non è affatto un corpo estraneo alla Chiesa, è proprio la Chiesa, o meglio è la Chiesa delle origini:

«…It was closer to Joachim of Fiora than to Augustine of Hippo [Gioacchino da Fiore è il noto millenarista medievale]…

This end that Pope Francis seems to envision is nothing less than a world transformation of mankind to save itself, soon—indeed, now!

For many, it is the state itself that causes most of the dangerous problems that the Pope is worried about [il neretto è mio]…»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/07/svelare-la-verita/

Certo, in alcuni particolari Papa Bergoglio si differenzia dai mondialisti, ma lo scopo è sempre quello di eliminare lo Stato, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/12/le-tre-vie-delle-ideologie-antistato/

Molti non riescono ad accettare l’evidenza dei fatti, come ho mostrato sopra, e quindi, a proposito del mondialismo, si mettono a farneticare di ebrei, di massoneria, di satanisti, di rettiliani, e così via, in un crescendo rossiniano di scemenze, delle quali purtroppo internet è piena.

N.B.: per quanto riguarda il Cristianesimo orientale, la storia, grazie a Costantino il Grande e al cesaropapismo, prese un’altra direzione, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/06/lorigine-del-mondialismo/

Copyright © 2016 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Sul mondialismo i fatti mi danno clamorosamente ragione

23 novembre 2016

Non si può essere contemporaneamente contro il mondialismo e contro il sionismo.

Infatti il sionismo è un nazionalismo (il nazionalismo dello Stato d’Israele) e in quanto tale è nemico naturale del mondialismo per definizione.

Ciò risulta incomprensibile per l’arcaica mentalità della destra italiana, la quale non riesce proprio a criticare gli errori del fascismo e di Benito Mussolini.

Come ho già scritto nel 2013:

«Non resta quindi che la destra. Ma la destra italiana è una destra antica, irrazionale e soprattutto incapace di criticarsi e di correggersi. È una destra, infatti, ancora prigioniera del mito di Mussolini.

Eppure trattasi di un leader politico che commise due enormi, immensi, imperdonabili errori:

1) allearsi con Hitler e il nazismo. Per esempio le leggi razziali fasciste, che furono emanate nel 1938, sono una delle nefaste conseguenze dell’alleanza con Hitler. Infatti l’Asse Roma Berlino risale al 1936. L’alleanza con Hitler non era inevitabile, come taluni pensano: altri, come Francisco Franco in Spagna, restarono neutrali.

2) vendere lo Stato italiano per un piatto di lenticchie, ossia vendere il Risorgimento. Di che cosa sto parlando? Dei Patti Lateranensi e della creazione dal nulla dello Stato della Città del Vaticano (1929).»

https://luigicocola.wordpress.com/2013/10/15/litalia-ha-bisogno-di-una-nuova-destra/

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/04/13/la-nuova-destra-deve-liberarsi-di-quella-vecchia/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/07/05/il-tradizionalismo-non-si-addice-allitalia/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/09/22/scacco-matto-siriano/

Come ho scritto recentemente:

«Bisogna mettere da parte questa destra.

Bisogna crearne un’altra.»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/09/21/perche-la-destra-italiana-e-in-consonanza-con-lislam/

È ben noto che Vladimir Putin, Marine Le Pen (a differenza del padre) e Donald Trump non sono affatto antisemiti.

Addirittura Ivanka Trump, la figlia prediletta del 45° Presidente degli Stati Uniti d’America, si è convertita all’Ebraismo e ha sposato Jared Kushner, che è di religione ebraica.

Vediamo cosa dice Wikipedia in inglese su quest’ultimo:

«Kushner is the son of American real estate developer Charles Kushner and is married to Ivanka Trump, the daughter of President-elect of the United States Donald Trump. He was among the senior advisors of Trump’s presidential campaign, and described as the architect of Trump’s digital media campaign.[2][3]»

https://en.wikipedia.org/wiki/Jared_Kushner

Chi ancora farnetica sull’origine ebraica del mondialismo non ha capito nulla di quest’infame ideologia antistato.

Il mondialismo non vuole affatto creare uno Stato mondiale unico, vuole invece cancellare lo Stato dalla faccia della terra, e ciò fa capire chiaramente, a chi usa la Ragione, che tale ideologia non può assolutamente essere di origine ebraica, ossia veterotestamentaria, ma bensì di origine cristiana, ossia neotestamentaria.

Tutte le ideologie antistato sono esempi di millenarismo e il millenarismo, contrariamente all’opinione comune, è un fenomeno solo e unicamente cristiano, non è niente altro che la dottrina contenuta nell’Apocalisse di Giovanni (l’ultimo libro del Nuovo Testamento), non è niente altro che la prescrizione cristiana di eliminare lo Stato (romano).

Ho analizzato a fondo la questione qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/06/lorigine-del-mondialismo/

Certamente esistono ebrei che sono contrari allo Stato, ma ciò non c’entra nulla con l’Ebraismo, non c’entra nulla con la loro religione, solo e unicamente il Cristianesimo è contro lo Stato, l’Ebraismo e l’Islam sono assolutamente e incondizionatamente per lo Stato, come già scrissi nel mio primo saggio: Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo.

Quegli ebrei che sono contro lo Stato sono tali non a causa della loro religione, ma bensì a causa della Diaspora, come ho spiegato più e più volte, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/04/14/il-ruolo-degli-ebrei-nel-mondialismo/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/05/26/il-conflitto-interno-ebraico/

I fatti mi danno clamorosamente ragione, per esempio Netanyahu ha eccellenti rapporti con Putin:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/30/analisi-miserevoli-iv/

E Donald Trump, come è ben noto, ha promesso di far riconoscere agli Stati Uniti d’America che Gerusalemme è la capitale dello Stato d’Israele:

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Trump-pronto-a-riconoscere-Gerusalemme-capitale-Israele-presidenziali-usa-2016-Attesa-per-dibattito-con-Clinton-19f696d1-9f48-47be-a2e9-38dcf2346802.html

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Il mondialismo è un delirio culturale

18 novembre 2016

L’Occidente soffre, ha sempre sofferto, di una malattia cronica con andamento a poussées, cioè un andamento in cui si alternano fasi di riacutizzazione e di remissione.

Questa malattia cronica, di cui solo l’Occidente soffre, consiste nell’odio verso lo Stato, odio che è un portato del Cristianesimo, come ho più e più volte spiegato.

È una malattia perché lo Stato è una necessità razionale, è un universale culturale (esattamente come il tabù dell’incesto e i riti funebri).

Come scrive Norberto Bobbio: “la società senza Stato” è un “salto fuori della storia” (Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pag. 124).

Queste parole di Bobbio sono un modo elegante per dire che lo Stato è indispensabile e che è sempre esistito.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/08/10/ma-lo-stato-e-sempre-esistito-oppure-e-uninvenzione-recente/

Purtroppo nella cultura occidentale si è creato il mito dell’inutilità, anzi della dannosità dello Stato.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/10/23/il-mito-della-dannosita-dello-stato/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/05/16/ce-voluto-un-po/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/25/smentite-le-idiozie-di-locke-e-di-rousseau-sullo-stato-di-natura/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/06/lorigine-del-mondialismo/

Generazioni e generazioni e generazioni di filosofi, di politologi, di sociologi, di antropologi culturali, di accademici e di intellettuali hanno ripetuto questo colossale errore.

Essi sono vissuti dentro questo colossale errore.

È tempo che questo colossale errore, che è un vero e proprio delirio culturale, venga compreso ed eliminato.

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Tre caratteristiche necessarie del mondialismo

17 agosto 2016

Il mondialismo ha tre caratteristiche necessarie.

1. produce necessariamente povertà

Essendo l’ideologia mondialista un’ideologia che vuole eliminare lo Stato usando come mezzo l’ultracapitalismo, essa non può non impoverire i popoli, in quanto l’ultracapitalismo distrugge la middle class e la working class.

Alla fine avremo solo il popolo, estremamente povero, e l’upper class, ossia l’élite, estremamente ricca.

Come ho già scritto:

«Così, nell’ambito dell’economia, se da un lato il comunismo vieta l’arricchimento privato (il che è un elemento negativo), dall’altro sconfigge la povertà (il che è un elemento fortemente positivo), povertà che invece viene inevitabilmente prodotta dall’ultracapitalismo, il quale non è il normale capitalismo, quello a cui siamo stati abituati per molto, moltissimo tempo, ma è un capitalismo ingiusto e distruttivo, cioè un capitalismo privo del contrappeso dello Stato.»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/03/07/perche-il-mondialismo-durera-meno-del-comunismo/

2. produce necessariamente l’invasione islamica e il terrorismo islamico

Lo scopo del mondialismo è quello di eliminare lo Stato dalla faccia della terra e lo Stato è proprio l’istituzione politica che difende i popoli dalle invasioni («dall’aggressione di stranieri» per usare la terminologia hobbesiana, vedi Thomas Hobbes, Leviatano, Laterza, 2009, pag. 142).

Quindi il mondialismo non può non permettere l’invasione islamica e il terrorismo islamico.

Il problema è che l’indole dei mussulmani è quella di voler imporre con la forza fisica la propria cultura e la propria religione su tutte le altre culture e su tutte le altre religioni (è il ben noto proselitismo bellico dell’Islam).

Quindi, eliminando lo Stato, non c’è alcuna difesa dall’Islam.

L’Islam non è affatto una religione come le altre, come affermato anche da Giovanni Sartori, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/12/14/i-nostri-valori-e-lintegrabilita-degli-islamici/

La tesi che l’Islam sia una religione come le altre (tesi che fa a pugni con la realtà e con la storia) è un obbligo per i mondialisti, altrimenti essi dovrebbero ammettere che l’idea di eliminare lo Stato è assurda ed esiziale, e questo ovviamente non possono farlo.

In realtà lo Stato è una necessità razionale, anzi è un universale culturale, al pari del tabù dell’incesto e dei riti funebri (teoria dello Stato, vedi Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, 2013, pagg. 20-22).

Come ho già scritto:

«Il punto è che lo Stato è indispensabile. Come scrive Norberto Bobbio: “la società senza Stato” è un “salto fuori della storia” (Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pag. 124).

Queste parole di Bobbio sono un modo elegante per dire che lo Stato è indispensabile e che è sempre esistito.»

https://luigicocola.wordpress.com/2013/10/15/litalia-ha-bisogno-di-una-nuova-destra/

La verità è che il mondialismo sta usando i mussulmani esattamente allo stesso modo in cui la Chiesa di Roma usò i barbari per far crollare lo Stato romano d’Occidente.

Purtroppo i mussulmani non si convertiranno mai al Cristianesimo, come fecero invece i barbari.

Saranno piuttosto i cristiani europei a convertirsi all’Islam.

Le evidenti speranze di Papa Bergoglio non sono niente altro che irresponsabili illusioni.

Ho scritto più volte che egli è un papa millenarista, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/07/svelare-la-verita/

Per approfondire la questione del millenarismo, che diversamente dall’opinione comune è un fenomeno esclusivamente cristiano (in quanto solo il Cristianesimo è contro lo Stato), vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/06/lorigine-del-mondialismo/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/05/11/discolparsi-incolpando-altri/

Papa Bergoglio non a caso ha assunto il nome di Francesco: nel XIII secolo San Francesco d’Assisi fu considerato l’iniziatore dell’Età dello Spirito Santo preconizzata da Gioacchino da Fiore, il noto millenarista medievale.

Come non ricordare però che San Francesco andò nei paesi islamici per fare opera di proselitismo, ma dovette ritornare senza aver concluso nulla di nulla?

3. produce necessariamente guerra

Il principio cardine del Cristianesimo è la proibizione assoluta della forza fisica (teoria del Cristianesimo).

Ciò è incontrovertibile, ma la questione è molto complessa (vedi Luigi Cocola, Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo, 2012, pagg. 76-81).

Il Cristianesimo ha due radici: la cultura ebraica, con la sua incrollabile fede in un Dio unico e il miracolo greco, vale a dire la brillante e sofisticata cultura dell’antica Grecia.

Il Cristianesimo è di conseguenza una religione molto sofisticata e complessa.

Esso si fonda in realtà su coppie di contrari (che, come è noto, sono in generale una caratteristica del pensiero greco) quali: forza fisica no – forza fisica sì, giudicare no – giudicare sì, giurare no – giurare sì, Stato no – Stato sì, e così via.

Come è possibile attuare tutto questo in una religione?

È possibile presentando testi sacri nei quali è contenuta sia una prescrizione negativa sia una prescrizione affermativa riguardo allo stesso argomento, oppure presentando sia testi sacri nei quali è contenuta una prescrizione specifica sia testi sacri in cui tale prescrizione specifica non c’è.

Tutto ciò unitamente al fatto che i suddetti testi sacri sono presentati non come il Verbo di Dio, bensì come punti di vista di singoli uomini (quindi sono applicabili gli antichi aforismi: “Quot homines, tot sententiae” ed “Errare humanum est”): p.e. Vangelo di Matteo, Vangelo secondo Matteo, Apocalisse di Giovanni, ecc. ecc.

In questo modo si costituisce un insieme bi-configurabile, cioè un insieme che può essere paragonato a quelle immagini studiate dalla psicologia della Gestalt nelle quali è possibile vedere alternativamente due figure differenti.

Considerando poi le diverse coppie di contrari, il numero delle figure (ossia delle configurazioni) sarà ovviamente maggiore di due.

Ebbene, focalizzando la nostra attenzione sull’argomento “millenarismo”, vale a dire sulla prescrizione “Stato no”, è possibile, restando sempre nel Cristianesimo, sia proibire l’uso della forza fisica (“forza fisica no”), come venne fatto nel millenarismo dei primi secoli del Cristianesimo e anche nel millenarismo medievale (si ricorderà che nell’Apocalisse Cristo usa sì la spada, ma è la spada della parola, vedi Apocalisse di Giovanni, 19, 15), sia permettere l’uso della forza fisica (“forza fisica sì”), come venne fatto più tardi: vedi i taboriti boemi, i puritani inglesi, ecc. ecc.

David Rockefeller è il principale artefice del mondialismo (sinonimi: globalismo, internazionalismo liberale, internazionalismo di David Rockefeller):

«Like many in my generation I returned from World War II believing a new international architecture had to be erected and that the United States had a moral obligation to provide leadership to the effort.»

(David Rockefeller, Memoirs, Random House, 2003, pag. 406)

Il mondialismo non è che l’ennesimo tentativo rivoluzionario di instaurare il Regno di Cristo (il Nuovo Ordine Mondiale) di cui scrisse Giovanni nell’Apocalisse.

I Padri Pellegrini del Mayflower erano puritani inglesi, quindi gli Stati Uniti d’America hanno radici puritane e quindi l’internazionalismo di David Rockefeller (figlio di John Davison Rockefeller Jr., di religione battista, e di Abigail Greene Aldrich, che era addirittura una lontana discendente dei Padri Pellegrini) non può non essere condotto con la spada in pugno.

Ecco perché sono stati distrutti manu militari gli Stati nazionalisti islamici dell’Iraq e della Libia (anche quello della Siria sarebbe caduto se non ci fosse stato il fermo intervento di Putin).

Il nazionalismo è il nemico naturale del mondialismo.

Ecco perché c’è stato l’attacco di Obama allo Stato nazionalista russo con il casus belli dell’Ucraina creato ad arte, attacco anche questo stoppato da Putin.

Hillary Clinton ha dimostrato nei fatti, quando era Segretario di Stato, di essere molto più guerrafondaia di Obama, come tutti sanno.

Se ella venisse eletta, se ella avesse in pugno i codici nucleari, ci si può a buon diritto aspettare un’ulteriore evoluzione dello scontro con la Russia: ci sarebbe quasi sicuramente una guerra nucleare nel cuore dell’Europa, ma è veramente folle pensare che la Russia si lasci distruggere senza distruggere a sua volta gli Stati Uniti d’America.

In altre parole: è veramente folle pensare di nuclearizzare la Russia senza aspettarsi ritorsioni intercontinentali.

Il fatto è che il principio della deterrenza nucleare (MAD, Mutual Assured Destruction) è basato sulla razionalità degli attori e il mondialismo, avendo un’origine e una natura religiose, è contro la Ragione.

Quindi c’è, purtroppo, la possibilità forte e concreta di un olocausto nucleare che coinvolga sia l’Eurasia che l’America.

Anche il comunismo è un’ideologia antistato (teoria unificata delle ideologie antistato), ma in confronto agli attuali mondialisti i comunisti sovietici della guerra fredda erano mostri di realismo e di buon senso, sia per le caratteristiche peculiari della teoria marx-engelsiana (al contrario del mondialismo essa rimanda l’eliminazione dello Stato a un indeterminato futuro), sia perché il carattere nazionale russo è molto differente da quello statunitense, cioè è molto più a favore dello Stato.

Infatti la Russia non ha le radici puritane (ossia millenaristiche) degli Stati Uniti d’America, anzi è l’erede dell’Impero romano d’Oriente e conseguentemente ha radici cesaropapiste, ossia l’esatto contrario, come ho scritto più volte.

Ciò è un’altra dimostrazione che il Cristianesimo si fonda su coppie di contrari: Stati Uniti d’America e Russia sono entrambi paesi cristiani (se si hanno dei dubbi sul primo, è sufficiente dare uno sguardo alla quarta strofa dell’inno nazionale USA).

Un’ulteriore dimostrazione è data dalla simultanea presenza del pacifismo e del bellicismo nella narrazione mondialista: mentre si bombardano allegramente i popoli nazionalisti, si invoca Per la pace perpetua di Immanuel Kant per giustificare l’esistenza dell’Unione Europea.

Su Kant ho scritto qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/07/15/il-cervello-di-kant/

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L’origine del mondialismo

6 luglio 2016

Il mondialismo, detto anche globalismo, in inglese globalism, in francese mondialisme, è un’ideologia che ha lo scopo di eliminare dalla faccia della terra lo Stato usando come mezzo l’ultracapitalismo.

Qual è la vera origine del mondialismo?

È un’origine religiosa: come le altre ideologie antistato, il mondialismo origina dal Cristianesimo, dal quale prende lo scopo, ma non il mezzo per raggiungere tale scopo (teoria unificata delle ideologie antistato).

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/20/la-teoria-unificata-delle-ideologie-antistato/

Leggiamo un brano dell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento, brano dal quale risulta evidente che lo scopo del Cristianesimo è quello di eliminare lo Stato.

In italiano:

«Poi vidi il cielo aperto, ed ecco un cavallo bianco; colui che lo cavalcava si chiamava Fedele e Veritiero: egli giudica e combatte con giustizia.
I suoi occhi sono come una fiamma di fuoco, ha sul suo capo molti diademi; porta scritto un nome che nessuno conosce all’infuori di lui. È avvolto in un mantello intriso di sangue e il suo nome è: il Verbo di Dio. Gli eserciti del cielo lo seguono su cavalli bianchi, vestiti di lino bianco e puro. Dalla bocca gli esce una spada affilata, per colpire con essa le nazioni. Egli le governerà con scettro di ferro e pigerà nel tino il vino dell’ira furiosa di Dio, l’Onnipotente [il neretto è mio].»

Apocalisse di Giovanni, 19, 11-15, Bibbia CEI 2008

In inglese:

«And I saw heaven opened, and behold a white horse; and he that sat upon him was called Faithful and True, and in righteousness he doth judge and make war.
His eyes were as a flame of fire, and on his head were many crowns; and he had a name written, that no man knew, but he himself.
And he was clothed with a vesture dipped in blood: and his name is called The Word of God.
And the armies which were in heaven followed him upon white horses, clothed in fine linen, white and clean.
And out of his mouth goeth a sharp sword, that with it he should smite the nations: and he shall rule them with a rod of iron: and he treadeth the winepress of the fierceness and wrath of Almighty God [il neretto è mio].»

Apocalypse of John, 19, 11-15, The King James Bible, Oxford standard text, ed. Benjamin Blayney, 1769

In francese:

«Puis je vis le ciel ouvert, et voici, parut un cheval blanc. Celui qui le montait s’appelle Fidèle et Véritable, et il juge et combat avec justice.
Ses yeux étaient comme une flamme de feu; sur sa tête étaient plusieurs diadèmes; il avait un nom écrit, que personne ne connaît, si ce n’est lui-même;
et il était revêtu d’un vêtement teint de sang. Son nom est la Parole de Dieu.
Les armées qui sont dans le ciel le suivaient sur des chevaux blancs, revêtues d’un fin lin, blanc, pur.
De sa bouche sortait une épée aiguë, pour frapper les nations; il les paîtra avec une verge de fer; et il foulera la cuve du vin de l’ardente colère du Dieu tout-puissant [il neretto è mio].»

Apocalypse de Jean, 19, 11-15, La Bible, Traduction de Louis Segond 1880, révisée en 1910

Lo “scettro di ferro” di cui parla l’Apocalisse è una citazione dal Salmo 2 dell’Antico Testamento, risalente a parecchi secoli prima: però, anche se le parole citate sono le stesse, si tratta di una concezione completamente differente, in quanto in tale Salmo non c’è alcuna negazione dello Stato. Un conto è voler conquistare gli Stati della terra (Salmo 2), un altro conto è voler eliminare gli Stati dalla terra (Apocalisse).

Tale differenza sarà chiarita dal brano seguente.

In italiano:

«Poi vidi alcuni troni – a quelli che vi sedettero fu dato il potere di giudicare – e le anime dei decapitati a causa della testimonianza di Gesù e della parola di Dio, e quanti non avevano adorato la bestia e la sua statua e non avevano ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano. Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni [il neretto è mio]; gli altri morti invece non tornarono in vita fino al compimento dei mille anni. Questa è la prima risurrezione.»

Apocalisse di Giovanni, 20, 4-5, Bibbia CEI 2008

In inglese:

«And I saw thrones, and they sat upon them, and judgment was given unto them: and I saw the souls of them that were beheaded for the witness of Jesus, and for the word of God, and which had not worshipped the beast, neither his image, neither had received his mark upon their foreheads, or in their hands; and they lived and reigned with Christ a thousand years [il neretto è mio].
But the rest of the dead lived not again until the thousand years were finished. This is the first resurrection.»

Apocalypse of John, 20, 4-5, The King James Bible, Oxford standard text, ed. Benjamin Blayney, 1769

In francese:

«Et je vis des trônes; et à ceux qui s’y assirent fut donné le pouvoir de juger. Et je vis les âmes de ceux qui avaient été décapités à cause du témoignage de Jésus et à cause de la parole de Dieu, et de ceux qui n’avaient pas adoré la bête ni son image, et qui n’avaient pas reçu la marque sur leur front et sur leur main. Ils revinrent à la vie, et ils régnèrent avec Christ pendant mille ans [il neretto è mio].
Les autres morts ne revinrent point à la vie jusqu’à ce que les mille ans fussent accomplis. C’est la première résurrection.»

Apocalypse de Jean, 20, 4-5, La Bible, Traduction de Louis Segond 1880, révisée en 1910

In conclusione, dopo aver trionfato sul Male, Cristo, il cavaliere sul cavallo bianco, regnerà per mille anni insieme ai martiri del Cristianesimo (millenarismo).

Si tratta del Regno di Cristo, che, nonostante il nome, non è affatto uno Stato, ma una condizione di perfezione trascendente, in quanto il Messia cristiano, vale a dire Cristo, ha sia natura umana, sia natura divina, mentre il Messia ebraico, che non è Cristo, ha solo natura umana.

È adesso lampante che il Cristianesimo intende eliminare lo Stato, mentre l’Ebraismo no.

La forma modernizzata e laicizzata del Regno di Cristo viene chiamata dal mondialismo Nuovo Ordine Mondiale, in inglese New World Order, in francese Nouvel Ordre Mondial.

Un esempio poetico è quello della canzone Imagine di John Lennon, che tutti conoscono.

Il punto nodale della questione è che i primi cristiani avevano un motivo razionale per voler eliminare lo Stato romano: l’Apocalisse fu scritta verso la fine del I secolo, ossia dopo la persecuzione di Nerone e nel corso della persecuzione di Domiziano; inoltre è noto da lungo tempo che il Cristianesimo stesso nacque come rivolta contro lo schiavismo dello Stato romano (teoria del Cristianesimo).

Per riuscire a eliminare lo schiavismo dello Stato romano, il Cristianesimo adottò la strategia di eliminare lo Stato: il Medio Evo, ossia un periodo storico privo di Stato, ne fu il risultato più immediato.

Questa strategia ha funzionato perfettamente e ha avuto uno straordinario successo, come ho evidenziato più volte nei miei saggi e in questo blog.

Oggi quindi non c’è alcun motivo razionale di voler eliminare lo Stato: le ideologie antistato sono di per sé prive di razionalità (lo Stato è una necessità razionale, anzi un universale culturale, come mostra la teoria dello Stato), né esiste più il motivo per il quale il Cristianesimo adottò la strategia di eliminare lo Stato.

Ci dobbiamo insomma chiedere a cosa sia dovuta l’esistenza delle ideologie antistato, sia nella forma anticapitalista (rappresentata dall’anarchismo e dal comunismo), sia in quella ultracapitalista (rappresentata dal mondialismo, dall’europeismo e dal multiculturalismo), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/12/le-tre-vie-delle-ideologie-antistato/

La spiegazione ce la fornisce Richard Dawkins con il concetto di meme egoista, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

Si tratta, in altre parole, della persistenza altamente irrazionale e altamente nociva dell’imperativo cristiano di eliminare lo Stato nell’inconscio collettivo dell’Occidente.

Ciò accade perché l’Occidente non ha consapevolezza delle origini storiche del Cristianesimo: non ha affatto sviluppato una capacità critica nei suoi confronti.

La cultura occidentale è per conseguenza una cultura apocalittica e altamente instabile.

E ciò è terrificante, considerando le armi nucleari dell’Occidente.

Nel Cristianesimo orientale, ossia ortodosso, anche se nel canone ortodosso è presente l’Apocalisse di Giovanni, la situazione è del tutto differente, per ragioni storiche e culturali.

Infatti nell’Impero romano d’Oriente la strategia antistato del Cristianesimo fu perfettamente neutralizzata dal geniale stratagemma di Costantino il Grande, stratagemma noto col nome di cesaropapismo, che consiste nella subordinazione della Chiesa allo Stato.

La parte orientale del Cristianesimo rappresenta il tentativo, perfettamente riuscito, dell’Impero romano di neutralizzare le istanze eversive di questa religione.

A causa del cesaropapismo, l’Impero romano d’Oriente non crollò come quello d’Occidente, non vi fu in Oriente quel singolare fenomeno storico che noi chiamiamo Medio Evo, lo Stato non venne eliminato e lo schiavismo venne sì mitigato dal Cristianesimo, ma restò sempre una caratteristica basilare dell’Impero romano d’Oriente, mentre nell’Europa occidentale dal IX secolo in poi l’economia schiavista perse la sua importanza e molto lentamente cessò di esistere del tutto.

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