Posts Tagged ‘teoria dell’anomalia italiana’

In Italia la legittima difesa vale solo di notte

4 maggio 2017

Leggo su Libero (4 maggio 2017):

Legittima difesa, l’emendamento del governo: “Si può sparare ai ladri in casa ma solo di notte”

«Dal tramonto all’alba: sparare a un ladro o aggressore entrato in casa, anche con l’inganno, sarà considerato legittima difesa soltanto di notte. È questo il contenuto centrale, discutibile e già fonte di polemiche, dell’emendamento voluto dalla maggioranza per “sbloccare” la legge sulla legittima difesa, che oggi è stata approvata alla Camera con 225 voti a favore, 166 no e 11 astenuti, in attesa del via libera definitivo al Senato

http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/12374551/legittima-difesa-governo-emendamento-possibile-sparare-ladri-casa-solo-notte-.html

Quindi di giorno, con la luce del sole, in Italia la legittima difesa non vale?

Evidentemente no, di giorno in Italia bisogna cristianamente porgere l’altra guancia, come prescrivono i Vangeli:

«Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello.»

(Bibbia CEI 2008, Vangelo secondo Matteo, 5, 39-40)

«A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica.»

(Ibid., Vangelo secondo Luca, 6, 29)

L’emendamento del governo di cui scrive Libero è la dimostrazione lampante di ciò che ho chiamato tabù cristiano della forza, il tabù che causa l’anomalia italiana, vale a dire il collasso cronico dello Stato italiano, secondo la mia teoria dell’anomalia italiana.

Ho scritto nel mio saggio Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo:

«Il tabù cristiano della forza depotenzia lo Stato italiano, che come tutti gli Stati funziona per mezzo del potere della forza fisica, riducendolo a poco più di una mera apparenza.
Lo Stato italiano esiste dal punto di vista della forma, non esiste dal punto di vista della sostanza.
È uno Stato cronicamente collassato, uno Stato senza forza, uno Stato senza sovranità, uno Stato depotenziato.
Usando la simbologia biblica di Hobbes (16), si può definire lo Stato italiano come un leviatano senza spada.
Il leviatano è un possente animale (24, Giobbe, 40,25) che Hobbes prende a simbolo dello Stato e la spada è l’antico simbolo biblico della forza (24, pag. 2450). Sul frontespizio della prima edizione del “Leviatano” di Hobbes (16), pubblicata nel 1651, è raffigurato il leviatano mentre impugna con la sinistra il pastorale, simbolo del potere religioso, e con la destra la spada, simbolo della forza.
Il leviatano italiano è un leviatano anomalo, un leviatano disarmato. In termini più consoni al XXI secolo, esso può essere definito uno Stato disfunzionale.
Tutto ciò non produce solo ingovernabilità e quindi anarchia, ma anche vari altri effetti, tutti ovviamente negativi. Si ha cioè, per usare un’espressione della biologia, un fenomeno a cascata. Per fare solo due esempi di tali effetti: la cattiva giustizia italiana e la questione meridionale.»

(Luigi Cocola, Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo, 3° ed., 2012, lulu.com, pagg. 28-29)

Negli altri popoli cristiani il Cristianesimo non produce gli effetti devastanti prodotti nel popolo italiano, perché negli altri popoli cristiani o c’è la separazione tra Stato e Chiesa o c’è la subordinazione della Chiesa allo Stato (cesaropapismo), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/09/30/il-collasso-cronico-dello-stato-italiano-cose-e-perche-esiste/

Insomma, i mali dell’Italia sono due: quello recente del disastro europeo e quello antico della Chiesa romana (come la chiamò Niccolò Machiavelli nei Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio), della quale gli italiani sono storicamente succubi, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/08/30/i-mali-dellitalia-non-si-limitano-alleuro/

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Lo Stato italiano non c’è più

11 aprile 2017

Leggo sul Giornale questo articolo del 24 marzo 2017:

Treviso, giudice inseguito in auto: “Mi armo, lo Stato non c’è più”

«…Il problema della legittima difesa, continua Mascolo, “è un problema di secondo grado – accusa – come quello di asciugare l’acqua quando si rompono le tubature. Il vero problema sono le tubature e, cioè, che lo Stato ha perso completamente e totalmente il controllo del territorio, nel quale, a qualunque latitudine, scorrazzano impunemente delinquenti di tutti i colori”…»

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/treviso-giudice-inseguito-auto-mi-armo-stato-non-c-pi-1378712.html

Il 30 settembre 2012 avevo scritto un post intitolato Il collasso cronico dello Stato italiano: cos’è e perché esiste:

«Non c’è alcun dubbio che lo Stato italiano è uno Stato cronicamente collassato (un eufemismo per non dire che è uno Stato fallito).

Questa palese, ma spiacevole, realtà viene taciuta dai politici italiani e da coloro che vivono grazie a questi ultimi, intendo coloro che lavorano nei mass media italiani. Ma anche coloro che costituiscono la cultura italiana tacciono: è un tacere di tutti, una sorta di rimozione collettiva.
E il resto del mondo fa finta di credere che le cose italiane stiano realmente come gli italiani vorrebbero.

Ma l’ingovernabilità, la malagiustizia, la pervasiva corruzione dei politici, l’assenza (salvo eccezioni) di meritocrazia (che è nell’interesse del popolo, perché consente di avere l’uomo giusto al posto giusto), l’istituzione politica delle regioni, la questione meridionale, ecc. ecc., sono tutti sintomi inequivocabili di un’estrema debolezza del potere centrale. Per non parlare poi del piccolo particolare rappresentato dal fatto che la criminalità organizzata controlla vastissime porzioni del territorio dello Stato italiano, ossia almeno diverse regioni.

A questo proposito, occorre ricordare che la definizione universalmente accettata di Stato è quella di Max Weber:

“…lo Stato è quella comunità umana che all’interno di un determinato territorio – quello del «territorio» costituisce un segno distintivo – rivendica per sé (con successo) il monopolio dell’uso legittimo della forza fisica.”
(Max Weber, La politica come professione, Armando, 2005, pagg. 32-33).

Qual è la causa del collasso cronico dello Stato italiano?

Non essendoci in Italia la separazione tra Stato e Chiesa (né tantomeno la cosiddetta soluzione inglese, ossia la subordinazione della Chiesa allo Stato, invenzione antichissima di Costantino il Grande, che fu adottata non solo dagli inglesi, ma anche da altri popoli nordici, p.e. i norvegesi), lo Stato italiano è collassato, perché il principio cardine del Cristianesimo è il divieto assoluto della forza fisica, perfino come legittima difesa (principio che confligge ovviamente con lo Stato)…».

https://luigicocola.wordpress.com/2012/09/30/il-collasso-cronico-dello-stato-italiano-cose-e-perche-esiste/

Vedi anche quest’altro mio post del 2 novembre 2012:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/11/02/e-sbagliato-spiegare-i-difetti-della-societa-italiana-in-termini-di-questione-morale/

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Intellettuali russi, svegliatevi!

4 gennaio 2016

Ho già scritto in post precedenti di Alexander Dugin, del quale approvo (ovviamente) la ferma opposizione al mondialismo, ma del quale disapprovo diverse altre idee, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/tag/alexander-dugin/

Leggo oggi su Sputnik di un altro intellettuale russo, Iskander Valitov.

Anch’egli è contro il mondialismo:

«È il momento di agire e di scoprire le carte. Noi non siamo d’accordo con la loro versione dell’ordine mondiale. Siamo disposti a sostenere chiunque, non importa dove, sia pronto a contrapporsi al loro progetto di assetto mondiale. Noi proteggeremo gli Stati, non importa quali, non importa che ordinamento abbiano, non importa quale sia la loro confessione religiosa. Costringeremo alla pace chiunque attenterà alla sovranità dei nostri vicini, anche se è qualcuno nutrito dalla potenza egemone. E questa nostra posizione ha il suo fondamento finale di forza in questo: abbiamo la parità missilistico-nucleare con la potenza egemone.»

http://it.sputniknews.com/zinoviev_club/20160103/1829496/operazione-russia-sirria.html

Il problema è che, allo scopo di legittimare intellettualmente la lotta al mondialismo, egli elabora tesi tanto ridicole quanto inutili, vedi qui:

http://it.sputniknews.com/zinoviev_club/20150524/433112.html

e qui:

http://it.sputniknews.com/opinioni/20150527/448577.html

C’è bisogno di rinnegare nientepopodimeno che Darwin per sostenere la necessità dello Stato?

C’è bisogno di rinnegare la Weltanschauung scientifica (perché Darwin è un caposaldo irrinunciabile di essa) per sostenere che l’ideologia mondialista è un’aberrazione?

Intellettuali russi, svegliatevi!

Vladimir Putin si sta efficacemente opponendo al mondialismo proprio grazie alle armi che gli fornisce la scienza!

Cosa volete fare, lo volete disarmare?

Volete disarmare la Russia?

E ricordatevi del vostro Pietro il Grande, veramente uno degli uomini più grandi di tutti i tempi: senza di lui non sapreste oggi costruire navi da guerra o sottomarini nucleari.

Sarebbe inimmaginabile qualsiasi vostra opposizione al mondialismo.

Personalmente ho formulato quattro teorie interdipendenti (una teoria dello Stato, la teoria unificata delle ideologie antistato, una teoria del Cristianesimo e una teoria dell’anomalia italiana) che, fra le altre cose, spiegano anche il motivo per cui il mondialismo è un’aberrazione.

Non c’è bisogno di niente altro, né tantomeno di rinnegare la Weltanschauung scientifica.

Copyright © 2016 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Il tabù cristiano della forza

28 luglio 2015

Enrico Rossi, il presidente della Regione Toscana, ha comunicato alla stampa quali sono, secondo lui, i mezzi adatti a combattere il terrorismo islamico:

«Riguardo al suo incontro previsto per domani con il ministro della Cultura tunisino, Latifa Lakhdher, Rossi ha rivelato la proposta da parte del ministro di allestire una mostra all’interno della cornice museale del Bardo con le opere conservate nei depositi degli Uffizi di Firenze, proposta che secondo il presidente della Regione Toscana rappresenta “una buona risposta nella lotta contro il terrorismo”.»

https://www.agi.it/estero/notizie/governatore_toscana_sostegno_all_economia_tunisina-201507242145-est-rt10223

Sono passati cinque secoli dall’aggressione militare di Carlo VIII, re di Francia, alla Toscana del Rinascimento (1494) e la caratteristica inibizione italiana all’uso della forza è ancora cospicuamente presente.

Tale inibizione, come ho mostrato nel mio saggio Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo, è l’effetto del tabù cristiano della forza, il quale altresì produce il collasso cronico dello Stato italiano.

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Il tradizionalismo non si addice all’Italia

5 luglio 2015

Sempre mi sorprende la stupidità di talune idee politiche, per esempio il tradizionalismo quale fondamento basilare di una certa destra.

Com’è noto l’alfiere di quest’idea esiziale è Julius Evola, ripescato recentemente da Alexander Dugin, il filosofo politico russo.

In Italia quest’ultimo è stato presentato addirittura come “l’«ideologo di Putin»”, il che è una balla colossale, vedi qui:

http://www.nuovarivistastorica.it/?p=6028

Bisogna dare però atto a Dugin di non essere stupido come quella destra nostrana che vede nel tradizionalismo di Evola il suo fondamento basilare.

Per un russo, infatti, fare ricorso al tradizionalismo vuol dire evocare la forza e la sovranità dello Stato russo: Ivan il Terribile e Pietro il Grande, la vittoria su Napoleone e la vittoria su Hitler, e così via.

Cosa potrebbe evocare, invece, il tradizionalismo per un italiano?

Come gli italiani del Rinascimento permisero il sacco dell’Italia da parte di tutti gli eserciti d’Europa, a cominciare dall’esercito di Carlo VIII?

Come gli italiani dei secoli seguenti non riuscirono a unificare con la spada l’Italia se non molto tardivamente e in un modo assolutamente ridicolo?

Come l’esercito fascista di Mussolini (forse questo Dugin non se lo ricorda) dovette ignominiosamente farsi salvare in Grecia dall’esercito tedesco?

Come l’illegittimo potere temporale della Chiesa di Roma, per mezzo del tabù cristiano della forza, ha letteralmente castrato, per secoli e secoli, il popolo italiano e continua tuttora a farlo?

È questa la tradizione dell’Italia!

Ed è veramente ridicolo pensare in questo contesto agli antichi romani: non erano italiani, erano un altro popolo, con un’altra lingua e un’altra religione.

Ma per salvare l’Italia non c’è affatto bisogno di ripudiare il Cristianesimo: è sufficiente eliminare l’illegittimo potere temporale della Chiesa di Roma.

In parole povere: eliminare totalmente i Patti Lateranensi del 1929.

Copyright © 2015 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Vaneggiamenti

26 maggio 2015

Cosa manca all’Italia per essere una potenza mediterranea
http://www.limesonline.com/cosa-manca-allitalia-per-essere-una-potenza-mediterranea/76776

Uno Stato?

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C’è voluto un po’

16 maggio 2015

Tre teorie da me formulate (ossia una teoria dell’anomalia italiana, una teoria del Cristianesimo e una teoria dello Stato) rimangono per me validissime ancora oggi, dopo molte riflessioni e cogitazioni, esattamente come le avevo concepite fin dall’inizio.

Invece il mio pensiero sull’origine prima dell’impulso di morte dell’Occidente ha avuto una sua evoluzione.

Dapprima ritenevo primum movens la filosofia politica di John Locke, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/10/23/il-mito-della-dannosita-dello-stato/

A mia discolpa devo puntualizzare che fin dall’inizio, nel mio saggio Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, ho riconosciuto la “matrice inconfondibilmente religiosa” delle ideologie antistato di tipo filosofico (Ibid., pag. 38).

Ma introspettivamente ritengo di non aver avuto il coraggio di porre questa “matrice inconfondibilmente religiosa” al centro della questione.

Non è stato un errore di comprensione, bensì un cedimento del mio coraggio intellettuale.

Solo più tardi, in questo blog, sono riuscito a formulare quella che è a questo proposito la mia concezione attuale, cioè la teoria unificata delle ideologie antistato, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/20/la-teoria-unificata-delle-ideologie-antistato/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/23/un-consuntivo/

Così la filosofia politica di Locke da primum movens è diventata una tappa intermedia dell’intero processo, sebbene sia comunque una tappa molto importante, dato che essa rappresenta la mutazione delle istanze antistato del Cristianesimo dalla forma religiosa alla forma filosofica.

Questa mutazione è letale, come ho scritto qui:

“Questo mutamento di forma neutralizza le difese della cultura occidentale nei riguardi dell’idea esiziale di eliminare lo Stato: il programma antistato del Cristianesimo risulta in questo modo vincente, perché non si presenta più a carattere religioso, ma filosofico o addirittura, più recentemente, scientifico.

È quindi in sintonia con la modernità dell’Occidente, nel quale la scienza ha oggi una fortissima valenza.

Ma ovviamente si tratta di un inganno. La scientificità delle ideologie antistato è del tutto falsa…”

https://luigicocola.wordpress.com/2014/09/30/siamo-sullorlo-dellapocalisse/

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Capire qual è il vero problema

2 maggio 2015

Attualmente il genere umano è di fronte a uno scenario mondiale che non è di chiara e immediata comprensione (se non molto superficialmente).

È ovvio che noi possiamo risolvere un problema soltanto se comprendiamo quale esso veramente sia.

Nei miei due saggi e nei post di questo blog ho elaborato un complesso di teorie (una teoria dello Stato, la teoria unificata delle ideologie antistato, una teoria del Cristianesimo e una teoria dell’anomalia italiana) proprio allo scopo di capire esattamente qual è il problema.

Altri hanno fatto più o meno la stessa operazione, ma a mio giudizio i risultati da essi ottenuti lasciano a desiderare.

Per esempio quelli ottenuti da Alexander Dugin, l’autore di The Fourth Political Theory.

Una sua intervista del 2012 (rilasciata in occasione della pubblicazione del suddetto libro) chiarisce i principali aspetti del suo pensiero:

http://openrevolt.info/2012/08/18/alexander-dugin-on-global-revolution/

Una traduzione italiana è disponibile qui:

http://serotoninablog.altervista.org/blog/alexander-dugin-tra-eurasia-ed-occidente/?doing_wp_cron=1430565808.7797009944915771484375

Dugin è contro il globalismo e ciò è molto apprezzabile:

“We should likewise ally ourselves with all identitarian forces in any culture that refuse globalism for cultural reasons.”

Egli però non comprende che il globalismo, al pari di tutte le altre ideologie antistato, è un portato del Cristianesimo, o meglio del millenarismo cristiano (che il Cristianesimo ortodosso riesce a evitare per via del cesaropapismo, come ho scritto più volte).

Dugin ritiene invece che il nemico sia ciò che egli definisce “liberal postmodernity”:

“We are against liberal postmodernity.”

Confonde cioè il mezzo con il fine.

Il fine è quello di attuare la prescrizione dell’Apocalisse di Giovanni: eliminare lo Stato (romano), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

Il mezzo è attualmente l’ultracapitalismo (la terza via delle ideologie antistato), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/12/le-tre-vie-delle-ideologie-antistato/

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Un consuntivo

23 febbraio 2015

È tempo per me di fare un consuntivo.

Pochi anni fa ho scritto due saggi:

Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo

e

Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi

In essi ho esposto una teoria dell’anomalia italiana, una teoria del Cristianesimo e una teoria dello Stato. Vi ho anche esposto il mio concetto di ideologie antistato.

Nel 2012 ho aperto questo blog, dove sono infine arrivato a formulare la teoria unificata delle ideologie antistato.

Con quest’ultima teoria la mia opera può dirsi terminata.

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