Posts Tagged ‘teoria unificata delle ideologie antistato’

Mark Zuckerberg è un pericolo per tutta l’umanità

2 agosto 2017

Ho scritto parecchie volte di Mark Zuckerberg e della sua adesione a quel delirio culturale che è costituito dal mondialismo, vedi p.e. qui:

«P.S.: notare nel suo comunicato al popolo del 22 giugno come Zuckerberg esprima chiaramente il leitmotiv fondamentale del mondialismo e di tutte le altre ideologie antistato (vedi la mia teoria unificata delle ideologie antistato), cioè che gli esseri umani sono naturalmente buoni (“I always believed people are basically good [il neretto è mio]. As I’ve traveled around, I’ve met all kinds of people from regular folks to heads of state, and I’ve found they almost all genuinely care about helping people”), concetto già espresso nel 1690 da John Locke, quando scrisse la sua errata e ridicola versione dello stato di natura (versione smentita, fra l’altro, anche da un recentissimo studio scientifico pubblicato su Nature, come ho ricordato più volte).»

https://luigicocola.wordpress.com/2017/06/24/mark-zuckerberg-la-nuova-reincarnazione-di-cristo/

Per approfondire, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/04/02/il-mondialismo-e-il-nazionalismo-sono-il-prodotto-di-due-diverse-weltanschauung/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/25/smentite-le-idiozie-di-locke-e-di-rousseau-sullo-stato-di-natura/

Non potevo però immaginare che Mark Zuckerberg è talmente ingenuo (o talmente posseduto dal delirio culturale del mondialismo, è lo stesso) da estendere il leitmotiv fondamentale del mondialismo e di tutte le altre ideologie antistato, cioè “I always believed people are basically good”, anche alla Intelligenza Artificiale (IA), in inglese Artificial Intelligence (AI).

Pochi giorni fa c’è stato uno scontro verbale tra Zuckerberg, che è appunto un sostenitore ad oltranza della Intelligenza Artificiale, ed Elon Musk (PayPal, l’azienda automobilistica Tesla e il programma spaziale Space X), che invece già nel 2014 aveva detto:

“LE INTELLIGENZE artificiali sono la più grande minaccia per la sopravvivenza della nostra razza. Affidarsi ai computer è come invocare il demonio”

http://www.repubblica.it/tecnologia/2014/10/31/

news/elon_musk_realt_virtuale_demonio-99180416/

Ecco cosa ha twittato Musk, in risposta alla provocazione di Zuckerberg:

I’ve talked to Mark about this. His understanding of the subject is limited.
– Elon Musk (@elonmusk) 25 luglio 2017

twitter.com/elonmusk/status/889743782387761152

Vedi anche qui:

http://punto-informatico.it/4396294/PI/News/musk-vs-zuckerberg-scontro-verbale-sulla-ia.aspx

A questo punto arriva incredibilmente il colpo di scena, che dà ragione a Elon Musk:

Facebook sospende il test per l’Intelligenza Artificiale: “Due bot hanno inventato un proprio linguaggio, incomprensibile all’uomo”
Facebook ha fatto dialogare tra loro due bot e questi hanno usato una nuova lingua, indecifrabile per l’uomo

«…A preoccupare i ricercatori che hanno condotto il test è stato il fatto che il linguaggio usato dai bot, pur non avendo un senso compiuto per gli esseri umani, non sembrava essere casuale: semplicemente le parole erano state utilizzate dalle intelligenze artificiali in modo diverso. Una spiegazione all’anomalo comportamento potrebbe essere attribuita al fatto che i bot non erano stati programmati per dialogare soltanto in inglese. Ma c’è il sospetto che le macchine seguano dei codici ancora poco conosciuti all’uomo.

La notizia non fa altro che confermare i timori sullo sviluppo incontrollato delle intelligenze artificiali: davvero un giorno le macchine diventeranno così potenti ed evolute da ribellarsi ai comandi dell’uomo? È questo ciò che temono esperti anche del calibro di Stephen Hawking e Elon Musk…»

http://www.huffingtonpost.it/2017/08/01/facebook-sospende-il-test-per-lintelligenza-artificiale-due-b_a_23059340/

Come dice il suddetto articolo, anche altri importanti nomi, oltre a Elon Musk, hanno espresso forti e gravi timori nei riguardi della Intelligenza Artificiale, p.e. Stephen Hawking e Bill Gates:

«No, Musk isn’t the only one who believes unregulated AI could be a disaster for humanity. In an AMA (Ask Me Anything) session on Reddit earlier this year, Microsoft co-founder Bill Gates said that in a few years, AI would be “strong enough to warrant concern”. Theoretical physicist Stephen Hawking had told the BBC in 2014 that “the development of full artificial intelligence could spell the end of the human race”.»

indianexpress.com/article/explained/ideas-mark-zuckerberg-vs-elon-musk-or-utopia-vs-dystopia-4779524/

Insomma, se dessimo retta a Mark Zuckerberg, arriveremmo dritti dritti a Skynet.

Per non parlare del mondialismo.

Quest’uomo è un pericolo per tutta l’umanità.

P.S: ho trovato in rete un mucchio di articoli che, arrampicandosi sugli specchi, tentano di sminuire l’incredibile notizia che “Due bot hanno inventato un proprio linguaggio, incomprensibile all’uomo” nel corso di un test per l’Intelligenza Artificiale condotto da Facebook, come ho riportato sopra.

Però nessuno può negare che due intelligenze artificiali, improvvisamente, autonomamente (o in seguito a errori dei programmatori, non ha importanza) e, occorre sottolinearlo, con enorme facilità, si sono sottratte al controllo del genere umano (non l’hanno fatto con intenzioni malevoli? non ha importanza).

Se questa non è l’autostrada per Skynet, cosa altro lo potrebbe mai essere?

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Di Presidência do México (Flickr) [CC BY 2.0], attraverso Wikimedia Commons

Conseguenze di due interpretazioni del mondialismo

23 luglio 2017

In un precedente post ho esposto una critica all’interpretazione del mondialismo come lotta di classe fornita da Diego Fusaro e ho anche esposto la mia interpretazione del mondialismo come delirio culturale:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/15/il-mondialismo-non-e-una-lotta-di-classe-e-un-delirio-culturale/

C’è già stato nella cultura cristiana occidentale (Europa e Stati Uniti d’America) almeno un altro delirio culturale: la caccia alle streghe, che è durata da circa il 1450 a circa il 1750 (il processo delle streghe di Salem risale infatti al 1692).

La caccia alle streghe è un delirio culturale perché le streghe non esistono.

Analogamente, il mondialismo (o globalismo) è un delirio culturale perché vuole eliminare lo Stato, che invece è una necessità della Ragione, anzi è un universale culturale, esattamente come i riti funebri e il tabù dell’incesto, e infatti è sempre esistito, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/11/18/il-mondialismo-e-un-delirio-culturale/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/08/10/ma-lo-stato-e-sempre-esistito-oppure-e-uninvenzione-recente/

Norberto Bobbio scrive a questo proposito:

“La teoria marx-engelsiana della fine dello Stato è certamente la più popolare ma non è la sola [vedi la mia teoria unificata delle ideologie antistato]. Se ne indicheranno, senza alcuna pretesa di completezza, almeno altre tre [il Cristianesimo, il sansimonismo e l’anarchismo]. Vi è anzitutto, antica e sempre rinascente, un’aspirazione a una società senza Stato d’origine religiosa, comune a molte sette ereticali cristiane che, predicando il ritorno alle fonti evangeliche, a una religione della non violenza e della fratellanza universale, rifiutano l’obbedienza alle leggi dello Stato, non ne riconoscono le due funzioni essenziali, la milizia e i tribunali [il neretto è mio], ritengono che una comunità che viva in conformità dei precetti evangelici non abbia bisogno delle istituzioni politiche. All’estremo opposto l’ideale della fine della società politica e della classe politica che ne trae un abusivo vantaggio è stato predicato da una concezione che oggi si direbbe tecnocratica dello Stato, come quella esposta da Saint-Simon secondo cui nella società industriale ove protagonisti non sono più i guerrieri e i legisti ma diventano gli scienziati e i produttori, non ci sarà più bisogno della «spada di Cesare». Questo ideale tecnocratico peraltro si accompagna in Saint-Simon con una forte ispirazione religiosa (il nouveau christianisme), quasi a suggerire l’idea che questo salto fuori della storia che è la società senza Stato [il neretto è mio] non sia pensabile prescindendo da un’idea messianica.”

(Norberto Bobbio, Stato, governo, società, 1995, Einaudi, pagg. 123-124)

Come si può notare Norberto Bobbio parla di Cristianesimo (i Vangeli appartengono al Nuovo Testamento) e non di Ebraismo, come invece fa, erroneamente, Costanzo Preve, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/30/sul-puritanesimo-costanzo-preve-ha-torto/

Notare anche come la concezione “tecnocratica” di Henri de Saint-Simon (che era cristiano, come Pierre-Joseph Proudhon, Karl Marx e Friedrich Engels) altro non è che il mondialismo predicato da David Rockefeller, dalla Casa Reale dei Paesi Bassi (cioè la Casa d’Orange-Nassau), che sponsorizza il Gruppo Bilderberg dal 1954 a tutt’oggi, da Zbigniew Brzezinski, da George Soros, da Mark Zuckerberg, ecc. ecc.

Non ha nessuna importanza che George Soros e Mark Zuckerberg, a differenza degli altri che ho menzionato, siano ebrei: il fatto è che entrambi vivono nella cultura cristiana occidentale (Soros ha perfino un degree di secondo livello in filosofia conseguito alla London School of Economics) e quindi condividono anch’essi il delirio culturale del mondialismo, che è proprio e peculiare della cultura cristiana occidentale.

Ed è anche interessante notare che Saint-Simon (1760-1825) partecipò alla guerra d’indipendenza americana.

Le due interpretazioni del mondialismo che ho citato, quella di Diego Fusaro, il mondialismo come lotta di classe, e la mia, il mondialismo come delirio culturale, hanno conseguenze differenti:

1. il mondialismo come lotta di classe → i mondialisti vogliono ridurre in povertà il popolo → il mondialismo è deviante rispetto all’Etica.

2. il mondialismo come delirio culturale → i mondialisti vogliono eliminare lo Stato, che è una necessità della Ragione, anzi è un universale culturale, esattamente come i riti funebri e il tabù dell’incesto, e infatti è sempre esistito → il mondialismo è deviante rispetto alla Ragione.

Ciò porta a ulteriori conseguenze, che sono notevoli:

per esempio, un militare è obbligato a ubbidire a un comandante in capo (in inglese commander in chief) che sia mondialista e quindi deviante rispetto alla Ragione?

Oppure è obbligato a sollevarlo dal comando?

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Ancora su Diego Fusaro e il mondialismo

18 luglio 2017

Nel post precedente ho criticato l’interpretazione del mondialismo di Diego Fusaro, il mondialismo come lotta di classe, e ho esposto la mia interpretazione, il mondialismo come delirio culturale.

Vorrei aggiungere questa considerazione: l’interpretazione di Diego Fusaro è una interpretazione rassicurante, perché essa occulta, o tenta di occultare, una verità sconvolgente e spaventosa, cioè che l’Occidente attuale è in preda a un delirio culturale.

Meglio cattivi che pazzi.

Meglio narrare della malvagità dei “signori del globalismo”, piuttosto che riconoscere il loro delirio, la loro follia.

Follia che poi è anche dei “servi”, del popolo, dato che si tratta di un delirio condiviso, di un delirio di un’intera cultura.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Il mondialismo non è una lotta di classe, è un delirio culturale

15 luglio 2017

Ecco quattro video di Diego Fusaro che parla della sua interpretazione, esplicitamente marxista, del mondialismo (o globalismo):

Pubblicato il 9 febbraio 2016 su YouTube

Pubblicato il 19 marzo 2016 su YouTube

Pubblicato il 23 marzo 2017 su YouTube

Pubblicato il 6 luglio 2017 su YouTube

Diego Fusaro ha, come Giano bifronte, un duplice aspetto: uno è quello di uno straordinario impegno mediatico contro il mondialismo, l’altro è quello di dare del mondialismo una interpretazione straordinariamente banale.

Mentre plaudo al primo, non posso che criticare il secondo.

L’interpretazione del mondialismo di Diego Fusaro è non solo banale, ma anche e soprattutto errata, in quanto essa non riesce a spiegare tutti i fatti che abbiamo davanti a noi.

La sua tesi è questa: si tratta semplicemente di lotta di classe.

E infatti egli cita spesso la celeberrima frase del ricchissimo Warren Buffett, attualmente il terzo uomo più ricco del mondo: «La lotta di classe esiste e la mia classe la sta vincendo».

Vedi p.e. qui:

https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/06/25/breve-identikit-dei-signori-del-mondialismo/3684890/

Certamente nel mondialismo ci sono fatti riconducibili alla lotta di classe, ma è riduttivo e sbagliato sostenere che esso (o la globalizzazione, come dice Fusaro nei suddetti video) è lotta di classe: è molto più di questo.

È vero che l’ultracapitalismo è il mezzo specifico del mondialismo, come ho scritto molte volte, ma è solo il mezzo che il mondialismo usa per raggiungere il suo scopo: l’eliminazione dello Stato, l’Open Society.

Vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/08/17/tre-caratteristiche-necessarie-del-mondialismo/

Diego Fusaro nella sua interpretazione del mondialismo non tiene conto di tre fatti.

1. La lotta di classe comporta che ci sia una lotta fra due soggetti, fra l’élite e il popolo, cioè fra l’upper class da una parte e la middle class e la working class insieme dall’altra.

Ebbene, io questa lotta non la vedo, se non in misura del tutto trascurabile, eccetto che, ovviamente, nel Regno Unito (con la Brexit) e negli USA (con l’elezione di Donald Trump).

Il fatto vistosissimo, e anche sconvolgente, è che il popolo, almeno quello del continente europeo, ha accettato in larghissima misura, senza praticamente fiatare, il Nuovo Ordine Mondiale deciso dall’élite.

Fusaro non può cavarsela, a questo proposito, citando il Discorso della servitù volontaria di Étienne de La Boétie, la cui pubblicazione risale al 1576:

«Eppure – questa la disarmante verità di La Boétie – gli uomini sono portati a servire più che a essere liberi…»

(Diego Fusaro, Pensare altrimenti, 2017, Einaudi, pag. 112)

Ciò poteva valere nel 1576, ma è del tutto inconcepibile rapportarlo, per esempio, all’Italia di oggi, dove il più grande partito comunista dell’Occidente, il Partito Comunista Italiano (PCI), si è tramutato, attraverso vari passaggi, nel Partito Democratico (PD), che è il partito mondialista italiano per antonomasia.

Ed esso è a tutt’oggi il primo partito italiano, cioè il partito più votato nei sondaggi politici dagli elettori italiani: al 9 luglio 2017, che è la data più recente disponibile in internet, la media di tutti i sondaggi lo dà al 28,1, mentre il Movimento cinque stelle è, sempre come media, al 26,6 (dati forniti da www.termometropolitico.it, data di accesso: 14 luglio 2017).

E, si badi bene, il PD è il partito del Presidente del Consiglio dal 28 aprile 2013, prima con Enrico Letta, poi con Matteo Renzi e infine con Paolo Gentiloni, l’attuale Presidente del Consiglio, mentre l’Italia è letteralmente invasa da masse africane e mediorientali di religione islamica e mentre l’economia italiana cola a picco, infatti il Rapporto Italia 2017 dell’Eurispes precisa che il 48,3% delle famiglie non riesce ad arrivare alla fine del mese, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/01/28/la-volonta-di-suicidarsi-degli-italiani/

Come è mai possibile tutto ciò?

La sinistra che diventa destra?

Il partito dei lavoratori che diventa il partito dei padroni?

E nonostante questo i lavoratori continuano a votarlo nei sondaggi?

Ho scritto in un post del 2016:

«perché mai il PCI, il Partito Comunista Italiano, si è trasformato in PD, il partito mondialista italiano per antonomasia?

perché mai coloro che erano fanaticamente comunisti si sono trasformati in fanatici mondialisti?

perché mai il PD è il primo partito d’Italia nei sondaggi odierni?

perché mai dal cattocomunismo si è passati al cattomondialismo?..

…Dall’analisi di Petrosillo si evince che tutto ciò è avvenuto perché i comunisti italiani avrebbero fatto all’unisono (tutti quanti!) il salto della quaglia, diventando così lacchè degli imperialisti statunitensi.

Ma questo, date le dimensioni del fenomeno, è assai inverosimile, anzi del tutto impossibile.

Non solo è impossibile che tutta la dirigenza del PCI si sia venduta al capitale, è ancora più impossibile che la base abbia seguito una tale dirigenza.»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/05/03/analisi-miserevoli-iii/

E in un post del 2015 ho scritto:

«Il mondialismo non è un complotto, bensì è un errore di sistema dell’Occidente.

I popoli occidentali non sono vittime delle loro élites, sono complici di esse.

Le élites da sole non hanno il potere di produrre il catastrofico scenario nel quale noi oggi, purtroppo, viviamo.

Esse hanno bisogno del consenso dei loro popoli e tale consenso viene ottenuto perché elité e popolo hanno un idem sentire.

Il punto nodale della questione è che il millenarismo (la vera causa del mondialismo) è insito nell’Occidente.»

https://luigicocola.wordpress.com/2015/06/29/il-mondialismo-non-e-un-complotto/

L’unico modo di spiegare gli strani fatti, le anomalie, che abbiamo davanti è quello di spiegarli mediante una nuova teoria: per esempio la mia teoria unificata delle ideologie antistato.

Ho scritto in un post del 2014:

«Noi ci meravigliamo che la sinistra sia a favore dell’impoverimento del popolo, perché non facciamo mente locale sul fatto che il suo vero obiettivo non è quello di eliminare la povertà, bensì quello di eliminare lo Stato.»

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/23/ecco-perche-le-sinistre-europee-vogliono-leuro/

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/12/le-tre-vie-delle-ideologie-antistato/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

In conclusione, la mia interpretazione del mondialismo è questa:

il mondialismo, come tutte le ideologie antistato, è un delirio condiviso, un delirio collettivo, un delirio culturale, che è proprio e peculiare della cultura cristiana occidentale, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/14/ce-delirio-e-delirio/

Si tratta infatti di un delirio culturale di origine e natura religiose, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/06/lorigine-del-mondialismo/

Altri esempi di delirio culturale di origine e natura religiose sono la caccia alle streghe, che colpì la cultura cristiana occidentale, sia cattolica che protestante, dal Quattrocento al Settecento (il processo delle streghe di Salem, che si svolse in America in ambiente religioso puritano, è del 1692) e le vacche sacre, che colpisce tuttora la cultura dell’India.

Ecco perché gli elettori italiani votano in così grande misura per il PD, nei sondaggi politici, nonostante il PD sia il partito di governo da più di quattro anni e l’Italia stia letteralmente crollando: si tratta di un delirio condiviso fra élite e popolo.

Ed è un delirio perché lo Stato è una necessità della Ragione, anzi è un universale culturale esattamente come i riti funebri e il tabù dell’incesto (vedi la teoria dello Stato esposta in: Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, 3° ed., 2013, lulu.com).

Infatti lo Stato è sempre esistito, contrariamente a quanto affermato con straordinaria impudenza dalla propaganda mondialista, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/06/03/anche-zbigniew-brzezinski-e-morto/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/08/10/ma-lo-stato-e-sempre-esistito-oppure-e-uninvenzione-recente/

2. C’è un’altra anomalia, oltre a quella che ho mostrato al punto 1.

Le teste coronate di quasi tutti i Regni d’Europa, vale a dire d’Occidente, hanno partecipato in varie occasioni al Gruppo Bilderberg, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/06/15/le-teste-coronate-doccidente-sono-mondialiste/

Anzi, dalla prima riunione del Gruppo Bilderberg (1954) a tutt’oggi (2017), la Casa Reale dei Paesi Bassi, cioè la Casa d’Orange-Nassau, prima con il Principe Bernardo (marito della Regina Giuliana), poi con la Regina Beatrice e infine con il Re Guglielmo Alessandro, è stata sempre lo sponsor principale del Gruppo Bilderberg (insieme a David Rockefeller).

Come è mai possibile che un Re o una Regina possano sponsorizzare un’ideologia che vuole esplicitamente eliminare gli Stati (l’Open Society) e che quindi vuole necessariamente eliminare il loro stesso trono?

I Reali d’Europa, secondo logica, dovrebbero opporsi strenuamente ai capitalisti che intendono eliminare gli Stati e che quindi intendono eliminare i Reali stessi.

A quanto pare, soltanto le teste coronate del Regno di Svezia e di quello Danimarca non hanno mai partecipato alle riunioni del Gruppo Bilderberg, mentre vi hanno partecipato i Reali olandesi, spagnoli, belgi, inglesi e norvegesi.

Quindi, su sette monarchie che l’Occidente può vantare attualmente, solo due risultano assenti (pare) dalle riunioni del Gruppo Bilderberg.

Questa anomalia non può essere spiegata dall’interpretazione del mondialismo come lotta di classe, anzi nell’ottica della lotta di classe la classe dei Reali dovrebbe lottare contro la classe dei capitalisti.

Può invece essere spiegata facilmente dall’interpretazione del mondialismo come delirio culturale.

Anche i Reali d’Europa, infatti, condividono con gli ultracapitalisti e il popolo il delirio culturale del mondialismo.

3. In terzo luogo, a Diego Fusaro sfugge l’irrazionalità del mondialismo, che è invece palese e che è la diretta conseguenza della natura delirante di tale ideologia.

Secondo Fusaro “i signori del globalismo” (Ibid., pag. 141), che io chiamo “ultracapitalisti”, stanno causando l’invasione dell’Europa da parte di masse islamiche (vedi i suddetti video), e fin qui sono completamente d’accordo, allo scopo (evidentemente razionale) di vincere la lotta di classe in Europa.

Ma in realtà non c’è niente di razionale in tutto questo, infatti, come ho già scritto:

«…il mondialismo nel lungo periodo distruggerà l’Occidente: esso verrà sostituito dall’Islam, che non è affatto contro lo Stato e che lo restaurerà appena diventerà maggioranza nei territori degli ex Stati occidentali.

Ovviamente saranno Stati islamici, ossia Stati in cui quasi tutta la popolazione è di religione islamica, come lo divenne per esempio il territorio dell’Impero bizantino dopo la caduta di Costantinopoli nel 1453.»

https://luigicocola.wordpress.com/2017/03/05/ideologie-antistato-come-vacche-sacre/

Non si tratta dunque di lotta di classe, che non ha nulla di irrazionale, ma bensì di delirio culturale, che è irrazionale per definizione.

Gli islamici, non appena comanderanno in Europa (e ciò, anche per il loro notevolissimo tasso di natalità, non accadrà in un remoto futuro), restaureranno gli Stati, cioè nullificheranno lo scopo dei signori del globalismo: l’Open Society sarà spazzata via.

Solo chi condivide il delirio culturale dell’Occidente cristiano costituito dalle ideologie antistato può pensare che l’Islam sia, o possa essere, contro lo Stato.

Al contrario del Cristianesimo occidentale, che ha forti caratteristiche eversive (sia quello cattolico che quello protestante), basti pensare a Papa Bergoglio, il Cristianesimo ortodosso accettò la geniale invenzione di Costantino il Grande: il cesaropapismo, cioè la subordinazione della Chiesa allo Stato (vedi la teoria del Cristianesimo esposta in: Luigi Cocola, Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo, 3° ed., 2012, lulu.com).

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Cosa farà Trump per l’Italia?

10 luglio 2017

Ai tempi della guerra fredda gli USA facevano di tutto per sconfiggere il comunismo, che è una ideologia antistato al pari del mondialismo, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/12/le-tre-vie-delle-ideologie-antistato/

E quando dico di tutto intendo anche cose come il 1973 Chilean coup d’état:

https://en.wikipedia.org/wiki/1973_Chilean_coup_d%27%C3%A9tat

Oggi il nemico di Donald Trump e dei nazionalisti americani che lo votano è il mondialismo:

«Americanism, not globalism, will be our credo».

È chiaro che il nazionalismo USA, l’Americanism, non può limitarsi a vincere solo in patria, deve vincere nel mondo, altrimenti perirà.

Non può limitarsi a vivacchiare, deve sconfiggere il mondialismo dappertutto.

Anche in Italia, tanto per fare un esempio.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Zuckerberg, serie TV e stato di natura

4 luglio 2017

Pochi giorni fa mi è capitato per caso di vedere alcuni episodi di una nuova e bella serie TV americana, Ray Donovan, in cui recita anche il grande Jon Voight.

Data la sceneggiatura, che è molto hobbesiana, nel senso della guerra di tutti contro tutti (war of all against all, bellum omnium contra omnes), cioè assai in sintonia con lo stato di natura di Thomas Hobbes, mi è venuto in mente, per associazione di idee, l’ultimo comunicato al popolo di Mark Zuckerberg, quello del 22 giugno 2017, intitolato Bringing the World Closer Together, di cui ho già scritto:

«P.S.: notare nel suo comunicato al popolo del 22 giugno come Zuckerberg esprima chiaramente il leitmotiv fondamentale del mondialismo e di tutte le altre ideologie antistato (vedi la mia teoria unificata delle ideologie antistato), cioè che gli esseri umani sono naturalmente buoni (“I always believed people are basically good [il neretto è mio]. As I’ve traveled around, I’ve met all kinds of people from regular folks to heads of state, and I’ve found they almost all genuinely care about helping people”), concetto già espresso nel 1690 da John Locke, quando scrisse la sua errata e ridicola versione dello stato di natura (versione smentita, fra l’altro, anche da un recentissimo studio scientifico pubblicato su Nature, come ho ricordato più volte).»

https://luigicocola.wordpress.com/2017/06/24/mark-zuckerberg-la-nuova-reincarnazione-di-cristo/

Per ulteriori informazioni vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/04/02/il-mondialismo-e-il-nazionalismo-sono-il-prodotto-di-due-diverse-weltanschauung/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/25/smentite-le-idiozie-di-locke-e-di-rousseau-sullo-stato-di-natura/

Il successo, sia di pubblico sia di critica, che sta ottenendo in USA questa serie TV, attualmente alla quinta stagione, pone un grande interrogativo: come è mai possibile che tale successo sia decretato dai connazionali di Mark Zuckerberg?

Come è mai possibile che tale successo avvenga proprio nel paese dove è nato il mondialismo (ad opera di David Rockefeller)?

Basta vedere un solo episodio di Ray Donovan per capire che la suddetta frase di Mark Zuckerberg, “I always believed people are basically good”, è una frase non solo terribilmente errata, ma anche terribilmente ridicola.

Del tipo di quelle che si raccontano ai bambini per non turbare la loro innocenza, ma che gli adulti sanno perfettamente essere false.

Così, all’improvviso, mi sono reso conto di un fatto che non avevo mai preso in considerazione e cioè che le serie TV prodotte negli Stati Uniti d’America sono quanto di più hobbesiano si possa produrre nel mondo dello spettacolo.

Thomas Hobbes ne sarebbe deliziato, se potesse vederle dal paradiso dei filosofi nel quale si trova.

Perché sono la conferma narrativa che non è possibile vivere senza Stato (i confini!!!), dato che senza Stato (le cui due funzioni essenziali, come scrisse Norberto Bobbio, sono l’esercito e la legge) la gente si ammazzerebbe di continuo per le strade, e per futili motivi.

Ho fatto quindi qualche ricerca in internet e le seguenti sono le serie TV prodotte negli USA che narrano di delitti e di crimini e che sono durate almeno dieci stagioni (in data odierna):

20 stagioni

Law & Order

18 stagioni

Law & Order: Special Victims Unit

15 stagioni

CSI: Crime Scene Investigation

14 stagioni

NCIS

12 stagioni

Criminal Minds

Bones

Hawaii Five-O (la vecchia serie, 1968-1980)

Murder, She Wrote (in italiano La signora in giallo)

NYPD Blue

10 stagioni

Columbo (in italiano Colombo)

JAG

CSI: Miami

Law & Order: Criminal Intent

Questo spiega perché, nonostante la propaganda di guerra dei mondialisti, al limite del colpo di Stato, Donald Trump abbia vinto le ultime elezioni presidenziali e sia diventato il 45° Presidente USA.

Questo spiega perché in giugno il partito di Donald Trump abbia vinto in Georgia con Karen Handel (nonostante i democratici abbiano speso una vera fortuna per la campagna del loro candidato Jon Ossoff) e in South Carolina con Ralph Norman:

«La sinistra americana credeva di cavalcare l’ondata di opposizione a Trump: sperava nella perdita di approvazione popolare del tycoon e che le accuse di collusione con i russi si traducessero in un appoggio democratico. Hanno cercato “nazionalizzare” la sfida. Senza successo.

“Gli elettori vogliono che ci concentriamo sui posti di lavoro e sull’economia“, ha detto a Fox News la democratica Cheri Bustos, membro della Camera dei Rappresentanti per lo Stato dell’Illinois. “Russia, impeachment… Non sono questioni su cui la gente vuole che ci concentriamo”.

I democratici non sono riusciti a connettersi con gli americani che lavorano. La politica anti-Trump non ha pagato. E lo stesso Trump, gongolante, lo scrive ancora su Twitter: “L’ostruzionismo non funziona“.

La sinistra ha tradotto questa tornata elettorale in un referendum su Trump. Il verdetto parla chiaro: Trump ha vinto.»

http://www.panorama.it/news/esteri/elezioni-georgia-vittoria-repubblicana-trump/

Non sono d’accordo con la semplicistica analisi di Cheri Bustos, c’è qualcosa di ben più importante delle ovvie considerazioni “sui posti di lavoro e sull’economia”: si tratta dello stato di natura hobbesiano vs. lo stato di natura lockiano.

Mark Zuckerberg si rassegni: egli vuole vendere agli americani un prodotto, “I always believed people are basically good”, cioè lo stato di natura lockiano, che gli stessi americani giudicano, e giustamente, un’assurdità, un’idiozia.

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Mark Zuckerberg, la nuova reincarnazione di Cristo

24 giugno 2017

Mark Zuckerberg è uno degli otto uomini che possiedono la stessa ricchezza di metà della popolazione mondiale:

«Al momento otto uomini possiedono il corrispettivo della ricchezza del 50 per cento della popolazione mondiale. Ecco gli otto miliardari: Bill Gates (75 miliardi di dollari), Amancio Ortega (67 miliardi di dollari), Warren Buffett (60,8 miliardi di dollari), Carlos Slim Helu (50 miliardi di dollari), Jeff Bezos (45,2 miliardi di dollari), Mark Zuckerberg (44,6 miliardi di dollari), Larry Ellison (43,6 miliardi di dollari), Michael Bloomberg (40 miliardi di dollari).»

http://www.internazionale.it/notizie/2017/01/16/otto-uomini-ricchezza-oxfam

Come ho scritto in un post precedente:

«Non dovrebbe mai essere consentito a un uomo solo di avere tutto questo potere, eccetto che per i leader legittimi di un popolo, di una nazione.»

https://luigicocola.wordpress.com/2017/02/18/il-delirio-mondialista-di-mark-zuckerberg/

Zuckerberg il 16 febbraio aveva messo per iscritto su Facebook il suo delirio mondialista, intitolandolo Building Global Community.

Il 22 giugno ha emesso un altro comunicato al popolo, dal titolo di Bringing the World Closer Together:

«…Our lives are all connected. In the next generation, our greatest opportunities and challenges we can only take on together — ending poverty, curing disease, stopping climate change, spreading freedom and tolerance, stopping terrorism [il neretto è mio]. No single group or even country can do that alone. We have to build a world where people come together to take on these big meaningful efforts…

I always believed people are basically good [il neretto è mio]. As I’ve traveled around, I’ve met all kinds of people from regular folks to heads of state, and I’ve found they almost all genuinely care about helping people…»

www.facebook.com/notes/mark-zuckerberg/bringing-the-world-closer-together/10154944663901634/

Ecco cosa aveva scritto il 9 marzo L’Espresso in un articolo di Fabio Chiusi, intitolato Silicon Valley, la nuova Atene:

«…L’opposizione di centinaia 
di aziende tecnologiche al divieto all’immigrazione. Apple, Ibm e Arbnb 
alla guida della protesta contro le discriminazioni dell’amministrazione Trump ai transgender. Bill Gates che vuole tassare i robot contro la disoccupazione da automazione. Elon Musk che propone di aggiungervi un reddito minimo garantito, per colmare 
il gap competitivo tra carne e bit – oltre che trasformare il viaggio su Marte in realtà.

Sono tutti esempi di impegno fortemente politico, nel senso proprio del termine: occupare uno spazio di discussione pubblica, e farlo con progetti sociali di lungo periodo. Nessuno, però, lo sta occupando quanto Mark Zuckerberg. È lui ad avere steso un vero e proprio “manifesto” di seimila parole che, nella riduzione giornalistica di molti, si proporrebbe nientemeno che di “salvare il mondo” [il neretto è mio]…

…Ma non è questo il punto. Il punto è che le ambizioni politiche delle parole, sempre più esplicitamente programmatiche, 
di Zuckerberg vanno perfino oltre. Con 
la sua Chan Zuckerberg Initiative, infatti, si propone nientemeno che di “curare, prevenire o gestire” tutte le malattie esistenti “entro la fine del secolo” [il neretto è mio]. Se 
la ricerca a propulsione statale langue, nei suoi laboratori invece corre a una velocità difficile perfino da computare.

Facebook ha sottratto ai centri di ricerca universitari alcuni dei migliori studiosi del campo, in vertiginosa ascesa, dell’intelligenza artificiale, così che 
oggi il trentaduenne è più credibile di qualunque legislatore quando si propone di curare il male “fake news” tramite algoritmi, invece che a suon di leggi [il neretto è mio]…»

http://espresso.repubblica.it/internazionale/2017/03/07/news/silicon-valley-la-nuova-atene-1.296768

Insomma Mark Zuckerberg è il nuovo Salvatore.

Non più umile falegname, ma tecnocrate ricchissimo.

Egli vuole «”salvare il mondo”», vuole «”curare, prevenire o gestire” tutte le malattie esistenti “entro la fine del secolo”», vuole «curare il male».

È la seconda venuta di Cristo, reincarnato in Mark Zuckerberg.

P.S.: notare nel suo comunicato al popolo del 22 giugno come Zuckerberg esprima chiaramente il leitmotiv fondamentale del mondialismo e di tutte le altre ideologie antistato (vedi la mia teoria unificata delle ideologie antistato), cioè che gli esseri umani sono naturalmente buoni (“I always believed people are basically good [il neretto è mio]. As I’ve traveled around, I’ve met all kinds of people from regular folks to heads of state, and I’ve found they almost all genuinely care about helping people”), concetto già espresso nel 1690 da John Locke, quando scrisse la sua errata e ridicola versione dello stato di natura (versione smentita, fra l’altro, anche da un recentissimo studio scientifico pubblicato su Nature, come ho ricordato più volte).

Vedi infatti qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/04/02/il-mondialismo-e-il-nazionalismo-sono-il-prodotto-di-due-diverse-weltanschauung/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/25/smentite-le-idiozie-di-locke-e-di-rousseau-sullo-stato-di-natura/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

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Le teste coronate d’Occidente sono mondialiste

15 giugno 2017

Quando, recentemente, David Rockefeller è morto, il Corriere della Sera, il più famoso quotidiano italiano, ha titolato così:

David Rockefeller muore a 101 anni
Fondò Bilderberg e la Trilaterale

«…Rockefeller fu anche l’ideatore degli incontri del gruppo Bilderberg e il fondatore della Trilateral Commission, nel 1973, con l’obiettivo di spingere l’economia verso la globalizzazione…»

http://www.corriere.it/economia/17_marzo_20/david-rockefeller-muore-101-anni-filantropo-banchiere-internazionale-238495cc-0d82-11e7-a60b-8fc97ae3c91d.shtml

Infatti è del tutto assodato che l’artefice del mondialismo sia stato David Rockefeller.

Tanto che a buon diritto il mondialismo (o globalismo) può anche essere chiamato internazionalismo di David Rockefeller: egli stesso, nella sua autobiografia, usa più volte la parola “internationalist”.

Vedi p.e. qui:

«Some even believe we are part of a secret cabal working against the best interests of the United States, characterizing my family and me as “internationalists” and of conspiring with others around the world to build a more integrated global political and economic structure – one world, if you will.

If that’s the charge, I stand guilty, and I am proud of it.»

David Rockefeller, Memoirs, Random House, 2003, pag. 405

E qui:

«Global interdependence is not a poetic fantasy but a concrete reality that this century’s revolutions in technology, communications, and geopolitics have made irreversible. The free flow of investment capital, goods and people across borders will remain the fundamental factor in world economic growth and in the strengthening of democratic institutions everywhere. The United States cannot escape from its global responsibilities. Today’s world cries out for leadership, and our nation must provide it. In the twentyfirst century there can be no place for isolationists: we must all be internationalists.»

Ibid., pag. 406

Del resto, non è possibile usare la parola “internazionalismo” da sola, bisogna per forza dire “internazionalismo di David Rockefeller”, perché esistono anche altri tipi di internazionalismo, per esempio l’internazionalismo marxista.

Ebbene, se noi andiamo a leggere gli elenchi degli incontri annuali del gruppo Bilderberg, potremo vedere che hanno partecipato a tali incontri molte teste coronate d’Europa, vale a dire d’Occidente.

Ecco cosa riporta Wikipedia in lingua inglese:

«Belgium

King Philippe of Belgium (2007–2009, 2012)[1][2][3]

Commonwealth realms

Prince Charles, Prince of Wales, Commonwealth realms (1986)[4][5]
Prince Phillip, Duke of Edinburgh, Commonwealth realms (1965, 1967)[6][7]

Netherlands

Queen Beatrix of the Netherlands (1997, 2000, 2006, 2008–2015)[8][better source needed][3][9][10][11][12][13][14]
Prince Bernhard of the Netherlands (1954–1975)[15][16]
Willem-Alexander of the Netherlands (2008)[2]

Norway

King Harald V of Norway[17] (1984[18])
Haakon, Crown Prince of Norway (2011)[19]

Spain

Juan Carlos I of Spain, King of Spain (2004)[20]
Queen Sofía of Spain (2008–2011)[10][11][21]»

https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_Bilderberg_participants

Ci sono in quest’elenco TUTTI i regni d’Europa oggi esistenti, eccetto quelli di Svezia e di Danimarca.

Ciò vuol dire chiarissimamente che i sovrani d’Occidente, invece di opporsi strenuamente al mondialismo (come sarebbe logico aspettarsi), lo hanno accettato, hanno venduto i loro rispettivi popoli (e anche i loro rispettivi troni) al mondialismo.

Altro che ebrei e massoneria, come si farnetica dappertutto.

Sono proprio i sovrani cristiani, i sovrani dell’Occidente cristiano, a sostenere il mondialismo, altro che storie!

Come ho sempre scritto, l’origine del mondialismo sta nel Cristianesimo, è il Cristianesimo.

Si tratta, solo e unicamente, del Cristianesimo.

Qualsiasi altra cosa è un capro espiatorio.

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Lo spettacolare e stupefacente rimbecillimento dell’intellighenzia occidentale

7 giugno 2017

Con il mondialismo il potere economico è diventato eversivo, vuole cioè rovesciare il potere costituito, lo Stato.

Lo Stato è l’istituzione politica che gestisce il potere della forza fisica: si tratta di una necessità della Ragione, anzi addirittura di un universale culturale.

Fu Bertrand Russell a distinguere i tre principali tipi di potere: il potere della forza fisica (“il sommo potere” secondo Norberto Bobbio), il potere economico e il potere della propaganda.

Ho esposto una teoria dello Stato in questo saggio:

Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, 3° ed., 2013, lulu.com

Come ho scritto in precedenza su questo blog:

«Però a partire dalla filosofia politica di John Locke (1690) è nato un tipo nuovo di ideologia antistato: sostanzialmente cristiana, ma formalmente filosofica, e verso la quale l’Occidente è indifeso, perché non ne riconosce la natura religiosa e irrazionale.

Nella cultura occidentale si è creata così, nel corso degli ultimi tre secoli, una capziosa e fallace Weltanschauung, la quale tenta di rendere razionale ciò che è invece assolutamente irrazionale: il mito dell’inutilità e della dannosità dello Stato.

Infatti eliminare i conflitti attuati con il potere della forza fisica è impossibile e da questa impossibilità nasce la necessità dello Stato, che è il mezzo naturale per gestire tali conflitti, sia che si tratti di aggressione di stranieri, sia che si tratti di torti reciproci all’interno di una comunità, come ci spiegò per la prima volta in modo approfondito Hobbes (Thomas Hobbes, Leviatano, Laterza, 2009, pag. 140 e pag. 142), ampliando e migliorando un concetto originale di Machiavelli (Niccolò Machiavelli, Il Principe, Rizzoli, 1991, pag. 128).»

https://luigicocola.wordpress.com/2014/05/03/siamo-in-mezzo-a-un-conflitto-mondiale-ma-nessuno-ne-parla/

Un esempio chiarissimo della capziosa e fallace Weltanschauung che intossica l’Occidente da tre secoli è Between Two Ages di Zbigniew Brzezinski, di cui ho scritto qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/06/03/anche-zbigniew-brzezinski-e-morto/

Occorre purtroppo notare che la stragrande maggioranza dell’intellighenzia dell’Occidente è posseduta da tale capziosa e fallace Weltanschauung.

Siamo al cospetto di uno spettacolare e stupefacente rimbecillimento dell’intellighenzia occidentale.

Che non ha, né può avere, scusanti.

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Nazionalismo e bellicismo

30 aprile 2017

Il nazionalismo non si identifica con il bellicismo.

Nazionalismo e bellicismo non sono due insiemi coincidenti.

Si può essere infatti nazionalisti e non considerare la guerra come il mezzo abituale per risolvere le controversie internazionali.

Ma la pace, che è una necessità dell’evoluzione culturale dell’Homo sapiens (basti pensare alle armi nucleari), non si ottiene facilmente e naturalmente, perché lo stato di natura (in latino status naturae, in inglese state of nature) è quello mostrato da Thomas Hobbes (De cive) e da Charles Darwin (On the Origin of Species): la guerra di tutti contro tutti (in latino bellum omnium contra omnes, in inglese war of all against all), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/04/02/il-mondialismo-e-il-nazionalismo-sono-il-prodotto-di-due-diverse-weltanschauung/

Per un approfondimento delle formule hobbesiane di cui sopra, vedi: Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, 3° ed., 2013, lulu.com, pagg. 10-13.

La pace quindi deve essere sostenuta artificialmente sia mediante i tre principali poteri indicati da Bertrand Russell (il potere della forza fisica, il potere economico e il potere della propaganda), sia mediante la Ragione, la quale ci porta alla consapevolezza della necessità di non interferire nella vita di altri popoli (eccetto eventi eccezionali incompatibili con l’evoluzione culturale dell’Homo sapiens, come per esempio il genocidio o la reintroduzione della schiavitù).

La terra è stata suddivisa dalla storia in territori che sono proprietà dei popoli che li occupano, analogamente a case di proprietà delle famiglie che le occupano.

Il mondialismo fa proprio questo: avendo l’obiettivo irrazionale di eliminare lo Stato dalla faccia della terra, vuole eliminare la proprietà dei territori nei quali la terra è stata suddivisa e a questo scopo frequentemente usa, o cerca di usare, la guerra (Afghanistan, Iraq, Libia, Siria, Ucraina, ecc. ecc.).

Oggi è il mondialismo a essere la principale causa di guerra, non il nazionalismo, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/02/15/il-mondialismo-e-un-virus-memetico/

Occorre quindi rigettare il mondialismo, che, come ho mostrato più e più volte, è un portato del millenarismo cristiano, cioè ha un’origine neotestamentaria, come del resto tutte le altre ideologie antistato (teoria unificata delle ideologie antistato), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/06/lorigine-del-mondialismo/

Un’ulteriore prova dell’origine neotestamentaria del mondialismo è che l’interpretazione della storia propria di tale ideologia è quella della storia come piano provvidenziale, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/02/21/il-mondialismo-e-la-storia-come-piano-provvidenziale/

Per non interferire nella vita di altri popoli, infine, è imperativo accettare la forma di governo che i popoli si vogliono autonomamente dare e quindi è imperativo considerare entrambe legittime la democrazia e l’autocrazia (per usare la classificazione delle forme di governo di Hans Kelsen), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/09/15/la-differenza-fra-ratio-e-mores/

Il concetto kantiano che la divisione dei poteri sia correlata alla pace è semplicemente un concetto errato, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/07/15/il-cervello-di-kant/

Come, del resto, tutti oggi possono constatare.

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