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Il mondialismo è un atto di guerra contro gli Stati

29 luglio 2017

Oggi scriverò di due articoli comparsi recentemente in internet.

1. Articolo pubblicato su Sputnik il 29 luglio 2017:

Storico discorso di Viktor Orban: “Esiste un piano contro l’Europa”
Storico discorso di Viktor Orban: “Esiste un piano per realizzare una Europa nelle mani di una popolazione cosmopolita con preminenza mussulmana”.

«…Oggi gli interessi di George Soros sono meglio rappresentati a Bruxelles ed a Washington, DC, che non a Tel Aviv, ha affermato Orban, il quale ha respinto che le critiche fatte allo speculatore ebreo di origine ungherese facciano parte di teorie cospirative.

“Esiste un piano di Soros, che lui stesso ha scritto”.

Secondo Orban, detto piano consisterebbe nel trasferire un milione di migranti nel territorio dell’Unione Europea. “Al loro arrivo devono ricevere 15.000 milioni di euro per mantenere così l’effetto di aspirazione. Questo importo è maggiore del reddito promedio degli ungheresi. Soros pretende che gli immigrati siano distribuiti per tutti i paesi dell’Unione Europea. Proteggere le nostre frontiere di fronte all’entrata di questi migranti illegali ha comportato un grande sforzo economico. L’Europa si è caricata di una piccola parte di questo costo. Oggi la Germania si trova sull’orlo della bancarotta, così che non ci vengano più a parlare di mancanza di solidarietà dell’Ungheria”, ha segnalato.

“Se l’Europa vuole continuare ad esssere attuabile, deve recuperare la sua sovranità e liberarsi dell’Impero di Soros”, ha ribadito Orban…»

https://it.sputniknews.com/punti_di_vista/201707294824023-storico-discorso-di-Viktor-Orban-esiste-un-piano-contro-europa/

2. È del 6 luglio 2017 il seguente delirante articolo di The Economist, il giornale del Regno Unito il cui primo azionista è la famiglia Agnelli (Gianni Agnelli e Umberto Agnelli facevano parte del Gruppo Bilderberg, questo dato è pubblico, vedi infatti qui:
http://www.bilderbergmeetings.org/former-steering-committee-members.html):

If borders were open
The $78 trillion free lunch
Yes, it would be disruptive. But the potential gains are so vast that objectors could be bribed to let it happen

http://worldif.economist.com/article/13532/78-trillion-free-lunch

In lingua italiana il sottotitolo di quest’articolo è: “Sì, sarebbe dirompente. Ma i potenziali guadagni sono così vasti che gli oppositori potrebbero essere corrotti [corrotti, comprati, in inglese bribed] per farlo accadere”.

Questo significa che i mondialisti intendono corrompere, comprare (to bribe), parlamentari europei e non europei allo scopo di eliminare i confini degli Stati di tutto il mondo.

E lo dicono pubblicamente.

E forse, almeno in parte, lo hanno già fatto.

Vedi anche in lingua italiana:

E se aprissimo tutte le frontiere del mondo?

https://www.internazionale.it/opinione//2017/07/20/aprire-frontiere-mondo

E se li facessimo entrare tutti?

http://www.ilpost.it/2017/07/17/immigrazione-economist/

Notare che questi due articoli in italiano si guardano bene dal tradurre il sottotitolo dell’articolo originale in inglese, quello dell’Economist.

Bisogna concludere dai fatti qui riportati che George Soros e la famiglia Agnelli stanno compiendo veri e propri atti di guerra contro gli Stati.

Il mondialismo stesso è un atto di guerra contro gli Stati.

Gli Stati di tutto il mondo (compreso lo Stato d’Israele) dovrebbero prenderne atto.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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L’ambasciatore Gardner cerca di metterci una pezza

16 febbraio 2013

Il Fatto Quotidiano scrive:

«L’ambasciatore Usa Richard Gardner in un’intervista al Messaggero entra nel dibattito sul possibile sostegno del presidente degli Stati Uniti a Monti e spiega: “Obama è troppo intelligente e rispetta troppo il vostro Paese per avere la presunzione di intervenire in modo così rozzo nelle elezioni [il corsivo è mio]”. Tuttavia, afferma, “è vero che crede nelle riforme che il governo Monti è riuscito a realizzare, e spera che vengano continuate”.»

Ambasciatore, è inutile che lei cerchi di metterci una pezza (si faccia tradurre quest’espressione idiomatica italiana), è troppo tardi. La frittata l’avete fatta e bella grossa (ma chi è il consigliere diplomatico di Obama: Marchionne?).

Ed è divertente constatare che il Fatto Quotidiano remi contro gli strenui sforzi diplomatici dell’ambasciatore (poverino, sembra quasi di ascoltare C-3PO), scrivendo così:

«Grazie a Gardner, primo ambasciatore negli anni Settanta ad aprire ai comunisti, Napolitano fu il primo comunista ad ottenere un visto per gli Stati Uniti perché ne intuì “l’anelito democratico”.»

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/16/usa-lambasciatore-gardner-obama-crede-nelle-riforme-del-governo-monti/502057/

Certo che Ronald Reagan, uno dei più grandi presidenti degli Stati Uniti d’America, si starà rivoltando nella tomba.

Vedi qui, sorvolando su alcune idiozie scritte nell’articolo (ah, ma è dell’Economist del 2004!):

Ronald Reagan

The man who beat communism

http://www.economist.com/node/2747709

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La proiezione a Roma di “Girlfriend in a Coma” viene rimandata

2 febbraio 2013

Dal Corriere della Sera di ieri:

Bloccato il film di Emmott sul declino italiano

Il Maxxi fa slittare la proiezione: «Ordini del ministero, si tratta di contenuti politici». Ma il Mibac smentisce

Il film di Bill Emmot sul declino dell’Italia non verrà proiettato al Maxxi di Roma il prossimo 13 febbraio. Almeno non fino alle elezioni. Il Museo nazionale delle arti del XXI secolo ha citato «ferree disposizioni» del Ministero delle Attività Culturali da cui dipende per motivare lo slittamento della proiezione (ma il ministero in serata ha smentito, affermando che la decisione del Maxxi è stata autonoma). I vertici del museo hanno comunicato agli organizzatori dell’anteprima italiana di Girlfriend in a Coma, realizzato dal giornalista inglese con Annalisa Piras, di essere «costretti» a differire la proiezione a una data successiva al 24-25 febbraio.

LA MOTIVAZIONE – Nella nota pervenuta alla produzione del film, si legge testualmente: «Disposizioni della Presidente della Fondazione, che si fanno interpreti delle indicazioni assai rigorose dateci dal ministero – socio unico della Fondazione ed Autorità Vigilante sul nostro operato – non ci consentono di ospitare nello spazio del museo qualunque iniziativa che possa essere letta secondo connotazioni politiche, nell’imminenza della competizione elettorale».

IL MIBAC SMENTISCE – In serata, con una nota, il ministero per i Beni e le attività culturali ha sottolineato di non aver dato disposizioni in merito alla proiezione del documentario all’auditorium del MAXXI di Roma. «Il Maxxi – si precisa – è una fondazione di diritto privato le cui decisioni sono assunte dagli organi competenti».”

http://www.corriere.it/spettacoli/13_febbraio_01/emmott-film-slitta_e70d6004-6c92-11e2-9729-7dce41528d1f.shtml

Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC) è guidato attualmente da Lorenzo Ornaghi, Ministro del governo Monti.

La Presidente della Fondazione MAXXI è Giovanna Melandri.

Avevo scritto del film qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/01/14/come-lex-direttore-della-rivista-the-economist-vede-litalia-e-come-la-vedo-io/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/01/28/bill-emmott-litalia-e-le-diagnosi-puerili/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/01/30/bill-emmott-corregge-il-sito-girlfriendinacoma-eu/

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Bill Emmott corregge il sito girlfriendinacoma.eu

30 gennaio 2013

Forse colpito dalla mia accusa di essere niente altro che “un predicatore protestante”, Bill Emmott, l’ex direttore della rivista “The Economist”, corregge la home del sito http://girlfriendinacoma.eu/?lang=it .

Infatti nei miei precedenti post avevo scritto:

«…nella home del sito dedicato al film, girlfriendinacoma.eu, è scritto addirittura: “Ora tocca a voi denunciare i peccatori”…»

https://luigicocola.wordpress.com/2013/01/28/bill-emmott-litalia-e-le-diagnosi-puerili/

e

«…tanto che nella home del sito è scritto addirittura: “Ora tocca a voi denunciare i peccatori”…»

https://luigicocola.wordpress.com/2013/01/14/come-lex-direttore-della-rivista-the-economist-vede-litalia-e-come-la-vedo-io/

Ecco la foto della home del sito com’era prima (presa il 29/01/2013 alle 22.19 dalla copia cache di Google visualizzata il 15 gen 2013 13:59:46 GMT) e la foto della home del sito com’è adesso (presa il 29/01/2013 alle 22.28):

girlfriendinacoma1

girlfriendinacoma2

 

P.S.: cliccate sulle foto per ingrandirle.

Bill Emmott, l’Italia e le diagnosi puerili

28 gennaio 2013

Leggo su affaritaliani.it:

«Il 13 febbraio al “MAXXI” di Roma ci sarà la prima proiezione italiana di “Girlfriend in a Coma”, il documentario di Bill Emmott e Annalisa Piras sul declino – forse terminale – del Paese.»

«Emmott commenta: “Gli italiani stessi forse non se ne rendono conto, ma il loro è un Paese chiave per tutto l’Occidente – per certi versi ne definisce l’anima – e il collasso visibilmente in corso è una tragedia che pagheremo tutti, nei decenni e forse nei secoli”.»

http://affaritaliani.libero.it/politica/nelle-sale-un-docufilm-contro-berlusconi280113.html

Ho già scritto di Emmott e del suo film qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/01/14/come-lex-direttore-della-rivista-the-economist-vede-litalia-e-come-la-vedo-io/

L’ex direttore della rivista “The Economist” provoca sempre in me grande stupore: come è mai possibile dirigere per molti anni (dal 1993 al 2006) quella che è considerata da tutti una delle più famose e autorevoli riviste d’economia del mondo e avere una visione così puerile della cosiddetta “anomalia italiana”?

Come è mai possibile pensare che sia solo una questione di peccati e di peccatori (nella home del sito dedicato al film, girlfriendinacoma.eu, è scritto addirittura: “Ora tocca a voi denunciare i peccatori”)?

Mr. Emmott, ma cos’è lei, un predicatore protestante?

Una volta, molto tempo fa, trovandomi a Londra, andai ad Hyde Park, dove chiunque, com’è noto, può liberamente arringare gli astanti sugli argomenti più disparati e strampalati.

C’era, fra gli altri, un signore di mezz’età che predicava rumorosamente contro i peccati del mondo e il suo ritornello era un “The Loooord…” urlato all’incirca come usano fare i cronisti di calcio sudamericani quando viene segnato un gol.

Bill Emmott mi ricorda molto quell’invasato di tanti anni fa ad Hyde Park.

Per approfondire vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/11/02/e-sbagliato-spiegare-i-difetti-della-societa-italiana-in-termini-di-questione-morale/

Copyright © 2013 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Come l’ex direttore della rivista “The Economist” vede l’Italia e come la vedo io

14 gennaio 2013

Bill Emmott è un giornalista e saggista inglese (dal 1993 al 2006 è stato direttore della rivista “The Economist”).

Ultimamente, con l’italiana Annalisa Piras, ha anche girato un film sull’Italia: “Girlfriend in a Coma” (che è anche il titolo di una vecchia canzone della band inglese “The Smiths”).

Vedi:

http://girlfriendinacoma.eu/

Leggiamo cosa scrive sull’argomento il “Sole24ore”:

“Girlfriend in a coma ha una struttura e un passo suo. E soprattutto, in stile «Economist», una tesi precisa che si può riassumere così: l’Italia è al bivio finale, il trapasso o la salvezza dipendono da noi italiani, da quanto saremo, cioè, capaci o meno di riscattarci dal peccato nazionale. È l’ignavia, secondo l’autore, l’arma che darà il colpo di grazia alla ragazza in coma, oppure, al contrario, si dissolverà, restituendo al Paese un futuro che, come ricorda Sergio Marchionne, «va sempre costruito, non si presenta mai per automatismi».”

http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2012-12-09/riscatto-amica-coma-081838.shtml?uuid=AbgfySAH

Vedi anche:

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-01-14/emmott-berlusconi-senza-riflettori-155811.shtml?uuid=Ab0zeFKH

Non ho visto il film (presumo che non sia ancora uscito in Italia), ma ho letto attentamente il sito relativo, nel quale Bill Emmott chiede il parere degli italiani sulle varie tematiche affrontate nella sua opera.

In particolare ha attirato la mia attenzione la pagina dedicata alla seguente domanda: “QUALI CAMBIAMENTI OCCORRONO PER RIFORMARE LO STATO?”.

In essa Emmott riporta le sue riflessioni sull’argomento (banalmente moraleggianti, tanto che nella home del sito è scritto addirittura: “Ora tocca a voi denunciare i peccatori”), cita Umberto Eco (che compare nel film) e conclude così:

“Lo Stato deve diventare il liberatore degli italiani, non la loro guardia carceraria o la loro badante. E quindi, che cambiamenti occorre operare nello Stato per far sì che sia così? Ditemelo.”

http://girlfriendinacoma.eu/quali-cambiamenti-occorrono-per-riformare-lo-stato/?lang=it

Di fronte a tale richiesta, così franca e diretta, non ho saputo resistere e ho scritto quanto segue:

“Mr. Emmott, non vorrei essere scortese, e a maggior ragione verso di lei che è inglese (considero la cultura inglese, ossia la comunità linguistica inglese, la cultura più riuscita dell’Occidente), ma, almeno sull’Italia, non sono d’accordo con lei.

E siccome si tratta del mio paese, mi vedo costretto a rispondere al suo invito in modo alquanto critico.

Lei s’immagina evidentemente che esista, nella sostanza, lo Stato italiano.

Ebbene, niente potrebbe essere più lontano dalla realtà. Lo Stato italiano esiste solo formalmente, non sostanzialmente.

Lo Stato italiano non è in realtà uno Stato, bensì un sistema associato Stato-Chiesa.

Non essendo uno Stato, non può comportarsi come tale.

Ho scritto su tale argomento due saggi di scienza politica (e so che sia lei sia Annalisa Piras avete familiarità con tale scienza).

In altri termini, lo Stato italiano è uno Stato fallito. Ed è per questo che non funziona.

Quando Umberto Eco afferma che gli italiani non hanno il senso dello Stato ha ragione a metà: ha centrato il punto, ma non si tratta di una mancanza di virtù civica da parte degli italiani, si tratta di un’oggettiva inesistenza sostanziale dello Stato italiano.

In estrema sintesi: lo Stato italiano è uno Stato cronicamente collassato (un eufemismo per non dire che è uno Stato fallito), perché in Italia non c’è la separazione tra Stato e Chiesa, né tantomeno la cosiddetta soluzione inglese, ossia la subordinazione della Chiesa allo Stato, che è in realtà un’invenzione assai antica di Costantino il Grande (del resto gli inglesi rivendicano come britannica la madre di Costantino).

In tutte le altre culture cristiane lo Stato funziona proprio perché o c’è la separazione tra Stato e Chiesa o c’è la subordinazione della Chiesa allo Stato.

L’Italia è un’anomalia.”

Copyright © 2013 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.