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Essere per lo Stato non vuol dire essere antinglesi e antiamericani

27 luglio 2012

In alcuni di coloro che auspicano l’uscita dall’euro e il ripristino dello Stato (quello vero, lo Stato sovrano, non le parodie di Stato che ci sono oggi in Europa) è possibile notare un certo atteggiamento antinglese e antiamericano, più o meno pronunciato.

Ciò, sul piano della ragione, è assurdo.

Gli inglesi sono notoriamente euroscettici: infatti non hanno accettato l’euro e si sono tenuti ben stretta la loro sterlina.

Gli statunitensi, poi, hanno un’idea estremamente salda dello Stato e della sua sovranità (chi s’immagina il contrario, semplicemente non li conosce). Del resto anche gli inglesi la pensano così.

Non che nel Regno Unito o negli Stati Uniti d’America non esistano pazzi, illusi e sognatori (“You may say I’m a dreamer…” cantava John Lennon nel suo inno alla fratellanza universale e all’anarchismo, prima di morire ammazzato in mezzo alla strada).

Ma essi non riescono a influenzare in modo significativo la loro politica nazionale, ciò che invece, purtroppo, accade altrove, perfino nella grande e gloriosa cultura francese, la cultura che con Carlo Martello, il nonno di Carlo Magno, salvò l’intero Occidente nel 732, vincendo la battaglia di Poitiers (nota anche come battaglia di Tours) contro gli islamici.

Copyright © 2012 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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