Posts Tagged ‘tragico endorsement di obama per monti’

Quello che Paul Krugman non capisce

26 febbraio 2013

Ho letto Austerity, Italian Style, l’ultimo articolo di Paul Krugman, Nobel per l’economia 2008, sul New York Times.

Qui c’è l’articolo originale (uscito il 24 febbraio 2013):

http://www.nytimes.com/2013/02/25/opinion/krugman-austerity-italian-style.html

e qui c’è la traduzione italiana pubblicata su Keynes blog, che ringrazio:

http://keynesblog.com/2013/02/25/krugman-monti-proconsole-della-germania-per-imporre-lausterita-allitalia/

Leggiamo un brano della traduzione italiana:

“E’ probabile che il partito di Mr. Monti arrivi quarto. Non solo ben dietro l’essenzialmente comico Silvio Berlusconi; Monti è dietro a un comico vero, Beppe Grillo, che, pur senza una piattaforma coerente, è diventato una forza politica importante.

E’ una prospettiva straordinaria, e tale da aver scatenato una forte discussione sulla cultura politica italiana. Ma senza cercare di difendere la politica del bunga bunga, vorrei fare l’ovvia domanda: ciò che passa attualmente per maturo realismo che benefici ha portato, esattamente, all’Italia, o alla vicenda europea nel suo insieme?

Poiché Monti era, in effetti, il proconsole messo dalla Germania per imporre l’austerità fiscale su un’economia già in difficoltà, la volontà di perseguire l’austerità senza limiti è ciò che definisce la rispettabilità nei circoli politici europei. Questo andrebbe bene se le politiche di austerità effettivamente funzionassero – ma non è così. E lungi dal sembrare maturi o realistici, i sostenitori dell’austerità suonano sempre più come petulanti e deliranti [il corsivo è mio].

Considerate come si pensava che le cose dovessero funzionare a questo punto. Quando l’Europa ha iniziato la sua infatuazione per austerità, i suoi alti funzionari hanno respinto le preoccupazioni che il taglio della la spesa e l’aumento delle tasse nelle economie depresse fossero in grado di approfondirne la depressione. Al contrario, hanno insistito sul fatto che tali politiche avrebbero effettivamente dato impulso all’economia inspirando fiducia.

Ma la fata fiducia non è comparsa. Le nazioni che hanno imposto una dura austerità hanno subito profonde crisi economiche, e più dura è stata l’austerità, più profonda è stata la crisi. In effetti, questa relazione è stata così forte che il Fondo Monetario Internazionale, con un sorprendente mea culpa, ha ammesso di aver sottovalutato il danno che l’austerità avrebbe inflitto.”

Paul Krugman capisce lucidamente (e ci mancherebbe altro) l’aspetto economico della situazione italiana ed europea: l’austerity non funziona e non può funzionare.

Per inciso, questo Obama non lo capisce: se l’avesse capito, non si sarebbe esposto a brutte figure, come il suo tragico endorsement per Monti, di cui ho scritto in vari post precedenti, ad esempio qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/02/15/noi-italiani-non-accettiamo-che-gli-usa-ci-dicano-chi-votare/

Ritornando a Krugman, ciò che egli non capisce è l’aspetto politico (intendo quello relativo alla scienza politica) della situazione italiana ed europea.

Il punto è che egli non capisce cos’è in realtà l’europeismo, la sua vera natura.

Esso non è altro che l’ennesimo tentativo dell’Occidente (dopo l’anarchismo e il comunismo) di eliminare lo Stato.

Questa è la tesi da me sostenuta nei post di questo blog e nei miei due saggi di scienza politica (quelli con la copertina verde sotto il titolo del blog), vedi ad esempio qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/07/18/perche-loccidente-cerca-ripetutamente-di-suicidarsi/

Così, quando Krugman predica il verbo di Keynes, giustissimo in sé, non comprende affatto che non è possibile applicarlo all’Unione Europea, a uno scenario, cioè, nel quale non c’è (né ci può essere) lo Stato, come ho spiegato in molti post, vedi ad esempio qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/08/05/domanda-cose-la-democrazia/

https://luigicocola.wordpress.com/2012/09/06/la-realta-delle-cose-e-tragica/

https://luigicocola.wordpress.com/2012/11/17/sartori-ed-io-sugli-stati-uniti-deuropa-scriviamo-le-stesse-cose/

https://luigicocola.wordpress.com/2013/01/27/gli-usa-non-capiscono-che-cosa-stia-succedendo-in-europa/

Insomma: No Stato, No Keynes.

Copyright © 2013 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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Ho cambiato idea su chi votare

15 febbraio 2013

Fino ad ora avevo sempre scritto che avrei votato per Grillo.

Ma il recentissimo endorsement di Obama per Monti e per chi ne continui la politica di appeasement verso la Germania e l’Unione Europea, vale a dire Bersani, mi ha fatto repentinamente cambiare idea.

Innanzitutto occorre dire forte e chiaro che gli Stati Uniti d’America non hanno più la leadership dell’Occidente: e ciò è solo colpa di Obama, non di altri.

Appoggiando l’europeismo, ossia il suicidio dell’Europa, egli dimostra solo una cosa, ossia che vuole il male dell’Europa, la quale costituisce le radici dell’Occidente.

Senza l’Europa l’Occidente non è niente!

E senza l’Occidente gli Stati Uniti d’America non sono niente!

Il suo tragico endorsement può essere dovuto o a una clamorosa incomprensione della natura destabilizzante e sovversiva dell’europeismo, il quale intende eliminare lo Stato, esattamente come il comunismo, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/01/27/gli-usa-non-capiscono-che-cosa-stia-succedendo-in-europa/

o al fatto che è in malafede e vuole semplicemente distruggere l’Europa.

Personalmente propendo per la prima spiegazione, ma alla fine, quale che sia la causa del suo tragico endorsement, la conclusione degli europei che ragionano non può che essere questa: gli Stati Uniti d’America hanno perso la leadership dell’Occidente.

Forse ha ragione Marine Le Pen quando si dichiara favorevole all’uscita della Francia dalla NATO.

Come italiano, non posso che votare per Berlusconi, il quale, con tutti i suoi difetti, è l’unico che abbia gli attributi per contrastare la Merkel e la Germania.

Chi volete mandare a negoziare gli interessi di noi italiani con la politica di potenza della Germania: Grillo, che non sarà neanche eletto nel Parlamento italiano? Che è un comico di professione? Che è stato condannato in via definitiva per omicidio colposo e quindi non potrà mai essere Presidente del Consiglio?

Ma vogliamo scherzare?

MA VOGLIAMO SCHERZARE?

Siamo ormai in guerra e in questa situazione non possiamo che stringerci attorno all’unico che abbia indubbiamente dimostrato di avere capacità di leadership: Silvio Berlusconi.

Lo stesso Grillo non fa che urlare che siamo in guerra. Ma in guerra ci vuole un comandante!

O volete mandare Bersani a negoziare con la Merkel? Uno che in TV si torce le dita e si passa una mano sulla testa con aria sconsolata? Uno a proposito del quale il “Financial Times” ha scritto:

«Tuttavia Bersani – il cui partito ha sostenuto il governo tecnocratico di Mario Monti per 13 mesi finché il primo ministro non si è dimesso lo scorso Venerdì – ha chiarito che vuole giocare un ruolo di primo piano al livello dell’Unione Europea e ha affermato la sua intenzione di rispettare e dare continuità alle decisioni prese da Monti per affrontare la crisi della zona euro.»

«”Non litigherò con la Germania. Io voglio che l’Italia abbia una seria, franca e amichevole relazione con la Germania basata su argomentazioni razionali e realistiche” ha detto Bersani.»

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/12/31/una-mia-curiosita-soddisfatta/

A mali estremi, estremi rimedi.

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