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Le privatizzazioni di Macron sono un effetto sciagurato dello stato di natura lockiano

3 aprile 2019

Leggo sul blog di Maurizio Blondet:

«Se volete vedere un ritorno al Medio Evo, guardate le privatizzazioni di Macron: vuol dare in concessione ai privati non solo le autostrade (l’ha già fatto) ma le strade secondarie di tutta la Francia…

…Anche in Francia infatti, le autostrade rendono ai privati somme scandalose, come da noi ai Benetton. Il gruppo Vinci per esempio realizza con le concessioni il 13,9 per cento del suo fatturato e il 58,8% dei risultati operativi: ossia le concessioni rappresentano per il gruppo (immobiliare) una redditività 9,4 volte superiore a quelle dei contratti di costruzione classici…

…”Privatizzare i servizi pubblici equivale ad accordare una rendita lucrosissima a qualcuno, a svantaggio dell’interesse generale, perché la collettività di perde”, dice l’economista gaullista Laurent Herblay. “Solo una fede religiosa nel “privato” spiega questa ostinazione” [il neretto è mio].» (1)

Vediamo il passo in francese originale di Laurent Herblay:

«Bref, pas un argument du gouvernement et de la majorité ne tient, et seule une foi religieuse dans les privatisations permet de poursuivre ce funeste projet [il neretto è mio]. Et cela est d’autant plus incroyable que tous les exemples de privatisation d’un possible service public montre que cela revient à accorder une très juteuse rente, au détriment de l’intérêt général, puisque toute la collectivité y perd. Le cas des autoroutes est particulièrement parlant, avec la rentabilité indécente affichée par les concessions, entre hausses continues des prix et suppression d’emplois pour toujours rapporter plus. Bref, toutes les expériences passées montrent qu’il ne faudrait pas vendre Aéroports de Paris.» (2)

Ho evidenziato in neretto la frase: “seule une foi religieuse dans les privatisations permet de poursuivre ce funeste projet”.

Infatti è proprio così: le privatizzazioni di Macron sono un effetto sciagurato dello stato di natura lockiano (3, 4) e lo stato di natura lockiano, a sua volta, è un effetto sciagurato del Cristianesimo occidentale (sia cattolico che protestante) (5).

Come ho scritto più volte, se “the state of Nature” è “a state of peace, goodwill, mutual assistance, and preservation“, allora non c’è affatto bisogno dello Stato, che non solo è inutile, è addirittura dannoso, perché esso corrompe la virtuosa natura umana.

Di conseguenza esso va ridotto al minimo (privatizzando tutto ciò che è possibile privatizzare), secondo i più prudenti, e ciò va sotto il nome di liberalismo, oppure va eliminato del tutto, secondo i meno prudenti, e ciò va sotto il nome di ideologie antistato, la più letale delle quali è il mondialismo (5).

Ecco cosa scrive a questo proposito il grande Bertrand Russell:

«Quanto allo stato di natura, Locke fu meno originale di Hobbes, il quale parlava di uno stato in cui ci fosse la guerra di tutti contro tutti e la vita fosse sgradevole, brutale e breve. Ma Hobbes era reputato un ateo. La teoria dello stato di natura e della legge naturale, che Locke trasse dai suoi predecessori, non può essere epurata dalla sua base teologica; dove tale teoria sopravvive senza questa base (come in buona parte del liberalismo moderno) essa è priva di chiare fondamenta logiche.» (6)

Nell’originale inglese:

«In regard to the state of nature, Locke was less original than Hobbes, who regarded it as one in which there was war of all against all, and life was nasty, brutish, and short. But Hobbes was reputed an atheist. The view of the state of nature and of natural law which Locke accepted from his predecessors cannot be freed from its theological basis; where it survives without this, as in much modern liberalism, it is destitute of clear logical foundation.» (7)

La pura e semplice verità, per quanto possa non piacere, è questa:

«Il Cristianesimo occidentale è nato per buttar giù lo Stato schiavista romano, quello ortodosso è una creazione (davvero geniale!) di Costantino il Grande per conservarlo (1).

Per i russi eliminare lo Stato, che è lo scopo del mondialismo, è né più né meno che un sacrilegio, perché per loro lo Stato (Cesare) sta sopra il Cristianesimo (cesaropapismo), è sacro quanto il Cristianesimo, fa parte del “sacro”.» (8, cfr. 9)

E infatti è possibile fare due considerazioni:

a) tutto ciò altro non è che il programma politico esplicito (esplicito perché riportato nei loro scritti) di George Soros e di Henri de Saint-Simon:

«In conclusione, cosa vuole fare George Soros?

Primo: imporre dappertutto la democrazia liberale; secondo: eliminare gli Stati.

Ebbene, questo programma politico è proprio il programma politico originale del Conte Henri de Saint-Simon.» (10)

Tenere ben presente che l’opera maggiore di Saint-Simon è Nouveau Christianisme (1825) (11, 12, 13).

Se vi chiedete come mai George Soros, che è ebreo, possa essere in preda a un delirio culturale di origine cristiana, c’è una spiegazione ben precisa (cfr. 14).

b) Il furore millenarista di Papa Francesco è quasi ai livelli dei furori millenaristi di Proudhon e di Bakunin:

«Pope Francis, putting President Trump on notice, warned on Sunday that those who close borders “will become prisoners of the walls that they build.”» (15)

È del tutto ovvio che senza confini lo Stato scompare, perché così viene eliminato il territorio, che è uno dei tre fondamenti basilari dello Stato (sovranità, popolo, territorio) (16).

Cosa si deve concludere dalle suddette due considerazioni a) e b)?

Si deve concludere, e necessariamente, che la causa del mondialismo è il Cristianesimo.

Infatti, come ho già scritto, il mondialismo è una degenerazione del Cristianesimo (17).

Altro che ebrei, massoni, satanisti e rettiliani!

————

1) Macron: “privatizzo quia absurdum”

https://www.maurizioblondet.it/macron-privatizzo-quia-absurdum/

2) Les services publics privatisés deviennent de coûteuses rentes

http://www.gaullistelibre.com/2019/03/les-services-publics-privatises.html

3) «And here we have the plain difference between the state of Nature [il neretto è mio] and the state of war, which however some men have confounded [Locke intende Hobbes, nota mia], are as far distant as a state of peace, goodwill, mutual assistance, and preservation [il neretto è mio]; and a state of enmity, malice, violence and mutual destruction are one from another. Men living together according to reason [il neretto è mio] without a common superior on earth, with authority to judge between them, is properly the state of Nature.»

John Locke, Two Treatises of Government, from The Works of John Locke. In Ten Volumes. Vol. V. London: Printed for Thomas Tegg; W. Sharpe and Son; G. Offor; G. and J. Robinson; J. Evans and Co.: Also R. Griffin and Co. Glasgow; and J. Gumming, Dublin. 1823. Essay Two, Chapter III, 19

Prepared by Rod Hay for the McMaster University Archive of the History of EconomicThought

Disponibile qui:

https://socialsciences.mcmaster.ca/econ/ugcm/3ll3/

La prima edizione (1690) di Two Treatises of Government è disponibile qui:

https://archive.org/details/twotreatisesofgo00lock_1/page/n10

Da notare che tale edizione è anonima, il nome dell’autore non c’è.

4) Il crollo del ponte Morandi, il mondialismo e John Locke

https://luigicocola.wordpress.com/2018/08/18/il-crollo-del-ponte-morandi-il-mondialismo-e-john-locke/

5) Oggi il termine “neoliberalismo” è solo un mascheramento del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2019/03/21/oggi-il-termine-neoliberalismo-e-solo-un-mascheramento-del-mondialismo/

6) Bertrand Russell, Storia della filosofia occidentale, TEA, 2018, pag. 601

7) Bertrand Russell, History of Western Philosophy, George Allen and Unwin Ltd, 1947, pag. 649

Disponibile qui:

https://archive.org/details/westernphilosoph035502mbp

8) Non capire nulla di quello che sta succedendo tra Inghilterra e Russia

https://luigicocola.wordpress.com/2018/11/28/non-capire-nulla-di-quello-che-sta-succedendo-tra-inghilterra-e-russia/

9) Ho sognato una gara di chef

https://luigicocola.wordpress.com/2018/05/06/ho-sognato-una-gara-di-chef/

10) Il programma politico di Soros è proprio quello di Saint-Simon

https://luigicocola.wordpress.com/2018/05/12/il-programma-politico-di-soros-e-proprio-quello-di-saint-simon/

11) «Henri de Saint-Simon, in full Claude-Henri de Rouvroy, Comte (count) de Saint-Simon, (born Oct. 17, 1760, Paris, Fr.—died May 19, 1825, Paris), French social theorist and one of the chief founders of Christian socialism. In his major work, Nouveau Christianisme (1825), he proclaimed a brotherhood of man that must accompany the scientific organization of industry and society.»

https://www.britannica.com/biography/Henri-de-Saint-Simon

12) «All’estremo opposto l’ideale della fine della società politica e della classe politica che ne trae un abusivo vantaggio è stato predicato da una concezione che oggi si direbbe tecnocratica dello Stato, come quella esposta da Saint-Simon secondo cui nella società industriale ove protagonisti non sono più i guerrieri e i legisti ma diventano gli scienziati e i produttori, non ci sarà più bisogno della «spada di Cesare». Questo ideale tecnocratico peraltro si accompagna in Saint-Simon con una forte ispirazione religiosa (il nouveau christianisme), quasi a suggerire l’idea che questo salto fuori della storia che è la società senza Stato non sia pensabile prescindendo da un’idea messianica.»

Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pag. 124

13) Perché si censura il ruolo di Henri de Saint-Simon nella genesi storica del mondialismo e dell’Unione Europea?

https://luigicocola.wordpress.com/2018/11/13/perche-si-censura-il-ruolo-di-henri-de-saint-simon-nella-genesi-storica-del-mondialismo-e-dellunione-europea/

14) Non capire nulla di Papa Francesco

https://luigicocola.wordpress.com/2019/02/06/non-capire-nulla-di-papa-francesco/

15) Pope Francis Warns Trump About Walls After Morocco Visit

www.nytimes.com/2019/03/31/world/europe/pope-francis-trump-morocco.html

16) «STATO (gr. πολιτεία; lat. Respublica; inglese State; franc. État; ted. Staat). In generale, l’organizzazione giuridica coercitiva di una comunità determinata. L’uso della parola S. è dovuta a Machiavelli (Principe, 1513, § 1)…

…lo S. ha tre elementi o proprietà caratteristiche: la sovranità o il potere preponderante o supremo; il suo popolo e il suo territorio

Nicola Abbagnano, Dizionario di filosofia, UTET, 1971, pagg. 833-835

17) Il mondialismo è una degenerazione del Cristianesimo

https://luigicocola.wordpress.com/2019/01/28/il-mondialismo-e-una-degenerazione-del-cristianesimo/

N.B.: tutti i link sono stati verificati in data odierna.

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Oggi il termine “neoliberalismo” è solo un mascheramento del mondialismo

21 marzo 2019

Il termine “neoliberalismo” (in inglese “neoliberalism“, in francese “néolibéralisme“) è stato usato nel secolo scorso per indicare un nuovo approccio al liberalismo (in inglese liberalism, in francese libéralisme), nuovo approccio che esula dall’argomento di cui mi occupo, cioè lo studio del mondialismo.

Dei termini “liberismo” e “neoliberismo” è meglio non parlare, perché esistono solo nella lingua italiana, non hanno corrispondenti in altre lingue, non sono una buona idea.

Oggi il termine “neoliberalismo”, e addirittura anche il termine “liberalismo”, vengono usati come mascheramento dell’ideologia mondialista, cioè del mondialismo o globalismo (in inglese globalism, in francese mondialisme).

Ho già scritto di alcuni stratagemmi del mondialismo, per esempio quello di non farsi chiamare coi termini corretti di “mondialismo” o “globalismo”, ma bensì coi termini scorretti di “mondializzazione” o “globalizzazione“:

«Il trucco semantico del “globalismo” (suffisso -ismo, nome astratto, un’ideologia, e quindi il globalismo lo si può accettare o rifiutare) che diventa truffaldinamente “globalizzazione” (suffisso -zione, nome di azione, un ineluttabile processo storico, e quindi la globalizzazione la dobbiamo subire per forza).

È ineluttabile, è inevitabile, è il Destino, è il Fato! E tu non ci puoi far niente! Niente!» (1)

Anche l’uso che si fa attualmente dei termini “neoliberalismo” e “liberalismo” è un trucco semantico, un mascheramento.

Basta leggere ciò che ha scritto George Soros per capire che siamo di fronte a un programma politico che intende eliminare lo Stato (il mondialismo è infatti un’ideologia antistato, come indicato dalla mia teoria unificata delle ideologie antistato):

«When I speak of a global society, I do not mean a global state. States are notoriously imperfect even at the national level. We need to find new solutions for a novel situation…» (2)

«Siamo riusciti a unirci al livello dello Stato sovrano: abbiamo degli Stati democratici, in cui vige lo stato di diritto e il rispetto verso il prossimo. Ora è necessario affrontare la questione su scala globale.
La soluzione non può essere la stessa: uno Stato mondiale costituirebbe una minaccia alla libertà più grave di quella rappresentata dalla molteplicità di Stati nazionali. La soluzione non può neppure essere progettata astrattamente…» (3)

Invece il neoliberalismo e il liberalismo, correttamente intesi, non prevedono affatto l’eliminazione dello Stato: ne prevedono solo una riduzione.

Bisogna comunque tener presente che sia il liberalismo sia le ideologie antistato discendono dal concetto di stato di natura di John Locke (4, 5, 6, 7), sono suoi figli, entrambi dannosi, ma in misura assai diversa: il liberalismo è dannoso (è contro il welfare state, cioè lo stato sociale) in modo sopportabile (almeno per i ricchi!), le ideologie antistato sono dannose in modo insopportabile (per tutti gli esseri umani, esse sono utopie negative, cioè distopie, in quanto senza Stato il genere umano non può vivere).

Leggiamo cosa scrive a questo proposito Norberto Bobbio:

«Vi sono due concezioni negative dello Stato, una più debole e una più forte: lo Stato come male necessario e lo Stato come male non necessario. Solo la seconda conduce all’idea della fine dello Stato.» (8)

E ancora:

«Quando la società civile sotto forma di società del libero mercato avanza la pretesa di restringere i poteri dello Stato al minimo necessario, lo Stato come male necessario assume la figura dello Stato minimo, figura che diventa il denominatore comune di tutte le maggiori espressioni del pensiero liberale.» (9)

Un famoso teorico dello Stato minimo è Robert Nozick (1938-2002), che in Anarchia, stato e utopia (traduzione italiana di Anarchy, State, and Utopia) basa tutta la sua dissertazione, scritta – si badi bene – negli anni Settanta del secolo scorso, sullo stato di natura lockiano (10, 11), ritenuto evidentemente l’unico concetto di stato di natura possibile e citabile (egli non cita mai in tale libro Thomas Hobbes), fornendo così un formidabile esempio di ciò che ho chiamato “lo spettacolare e stupefacente rimbecillimento dell’intellighenzia occidentale” (12), del quale le università degli Stati Uniti d’America sembrano essere l’epicentro (Nozick insegnò filosofia ad Harvard), ovviamente a causa dell’origine teologica (vedi avanti) degli stessi Stati Uniti d’America (i Padri Pellegrini del Mayflower erano puritani).

Ma lo Stato minimo, benché sia negativo per chi non è ricco, è ancora sopportabile, come ho già detto, mentre le ideologie antistato sono il Male assoluto, soprattutto la più letale di esse: il mondialismo.

E John Locke rappresenta un anello fondamentale della lunghissima concatenazione di eventi che partendo dall’Apocalisse di Giovanni arriva fino al mondialismo (5, 13, 14, 15).

Come ho scritto in un precedente post:

«Il mondialismo (o globalismo, in inglese globalism, in francese mondialisme), questo mostro colossale nato dal rimbecillimento dell’intellighenzia occidentale degli ultimi tre secoli (a partire dalla filosofia politica di John Locke), è ferito a morte.

Stiamo assistendo ai suoi ultimi sussulti.

Perché parlo di John Locke? Perché lo state of nature che egli descrive in Two Treatises of Government è una mistificazione, mistificazione che nel corso dei secoli seguenti è diventata parte integrante del patrimonio culturale laico dell’Occidente e che quindi ho denominato “mistificazione di origine lockiana“, mistificazione secondo la quale la Ragione conduce inevitabilmente, ineluttabilmente, all’eliminazione dello Stato.» (16)

E ancora:

«Locke compie qui una vera e propria mistificazione: egli parla di Ragione (reason), ma in realtà sta parlando di Weltanschauung religiosa cristiana.

Infatti ecco altri due passi di Two Treatises of Government:

«…whence it follows, that either the father has not his paternal power by begetting, or else that the heir has it not at all; for it is hard to understand how the law of nature, which is the law of reason [il neretto è mio], can give the paternal power to the father over his children, for the only reason of begetting…»

(Ibid., Essay One, Chapter IX, 101)

«Thus the law of Nature stands as an eternal rule to all men, legislators as well as others. The rules that they make for, other men’s actions must, as well as their own and other men’s actions, be conformable to the law of Nature— i.e., to the will of God [il neretto è mio], of which that is a declaration, and the fundamental law of Nature being the preservation of mankind, no human sanction can be good or valid against it.»

(Ibid., Essay Two, Chapter XI, 135)

Come si può notare, per Locke la legge di natura è sia la legge della ragione che il volere di Dio.

Quindi per Locke la Ragione si identifica con Dio ed è evidente che su tale argomento non c’è alcuna differenza tra Locke e l’epoca di Agostino d’Ippona, vedi infatti una lettera scritta nel 414/15 da Evodio ad Agostino:

«Poiché, se è in base alla ragione che Dio è eterno, che cos’è la ragione? Essa perciò o è Dio o un attributo di Dio, come c’insegna essa stessa.» (17)

Ma leggiamo cosa scrive – con notevole understatement britannico – Bertrand Russell (1872-1970), uno dei più grandi logici di tutti i tempi (basti pensare al famoso paradosso di Russell e alla teoria dei tipi logici) (18, 19, 20), in un’opera, Storia della filosofia occidentale, per la quale, o principalmente per la quale, prese il Premio Nobel per la letteratura nel 1950 (quando i premi Nobel erano ancora una cosa seria e non una pagliacciata come sono diventati oggi):

«Quanto allo stato di natura, Locke fu meno originale di Hobbes, il quale parlava di uno stato in cui ci fosse la guerra di tutti contro tutti e la vita fosse sgradevole, brutale e breve. Ma Hobbes era reputato un ateo. La teoria dello stato di natura e della legge naturale, che Locke trasse dai suoi predecessori, non può essere epurata dalla sua base teologica; dove tale teoria sopravvive senza questa base (come in buona parte del liberalismo moderno) essa è priva di chiare fondamenta logiche.» (21)

Nell’originale inglese:

«In regard to the state of nature, Locke was less original than Hobbes, who regarded it as one in which there was war of all against all, and life was nasty, brutish, and short. But Hobbes was reputed an atheist. The view of the state of nature and of natural law which Locke accepted from his predecessors cannot be freed from its theological basis; where it survives without this, as in much modern liberalism, it is destitute of clear logical foundation.» (22)

E direi che basta così.

——

1) Alcuni stratagemmi del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2017/03/29/alcuni-stratagemmi-del-mondialismo/

2) George Soros, Toward a Global Open Society, The Atlantic, January 1998

Disponibile qui:

https://www.theatlantic.com/magazine/archive/1998/01/toward-a-global-open-society/307878/

3) George Soros, La società aperta – Per una riforma del capitalismo globale, Ponte alle Grazie, 2001 (trad. it. di Open Society – Reforming Global Capitalism, Public Affairs, 2000), pag. 180

4) «And here we have the plain difference between the state of Nature [il neretto è mio] and the state of war, which however some men have confounded [Locke intende Hobbes, nota mia], are as far distant as a state of peace, goodwill, mutual assistance, and preservation [il neretto è mio]; and a state of enmity, malice, violence and mutual destruction are one from another. Men living together according to reason [il neretto è mio] without a common superior on earth, with authority to judge between them, is properly the state of Nature.»

John Locke, Two Treatises of Government, from The Works of John Locke. In Ten Volumes. Vol. V. London: Printed for Thomas Tegg; W. Sharpe and Son; G. Offor; G. and J. Robinson; J. Evans and Co.: Also R. Griffin and Co. Glasgow; and J. Gumming, Dublin. 1823. Essay Two, Chapter III, 19

Prepared by Rod Hay for the McMaster University Archive of the History of EconomicThought

Disponibile qui:

https://socialsciences.mcmaster.ca/econ/ugcm/3ll3/

5) Le tappe principali della genesi storica del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/28/le-tappe-principali-della-genesi-storica-del-mondialismo/

6) Sull’idea errata che l’uguaglianza totale conduca alla pace nel mondo

https://luigicocola.wordpress.com/2019/02/12/sullidea-errata-che-luguaglianza-totale-conduca-alla-pace-nel-mondo/

7) Il crollo del ponte Morandi, il mondialismo e John Locke

https://luigicocola.wordpress.com/2018/08/18/il-crollo-del-ponte-morandi-il-mondialismo-e-john-locke/

8) Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pagg. 119-120

9) Ibid., pag. 121

10) Robert Nozick, Anarchia, stato e utopia, il Saggiatore, 2008, pag. 33

11) Robert Nozick, Anarchy, State, and Utopia, Basic Books, 2013, pag. 10

12) Lo spettacolare e stupefacente rimbecillimento dell’intellighenzia occidentale

https://luigicocola.wordpress.com/2017/06/07/lo-spettacolare-e-stupefacente-rimbecillimento-dellintellighenzia-occidentale/

13) Il millenarismo è un meme egoista

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

14) «Il punto è che le ideologie di questa classe ignorano, e ostentatamente, i due micidiali pericoli a cui sono sottoposte le comunità umane, e per combattere i quali esiste da sempre lo Stato, ossia, per usare le parole di Hobbes, l’«aggressione di stranieri» e i «torti reciproci» (4, pag. 142).
Perché li ignorano? Perché queste ideologie hanno una radice comune ed essa si trova in John Locke (30, “Due trattati sul governo”, 1690), che ha una concezione ottimistica dell’uomo.
Il loro punto di partenza è il concetto di stato di natura che Locke sviluppò proprio in reazione a quello precedente di Hobbes. Secondo Locke l’uomo è un essere virtuoso e razionale, che allo stato di natura vive in armonia con i propri simili.
Ne consegue che lo Stato non serve a nulla, se non ad arrecare oppressione, dolore e danno

Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, lulu.com, 3° ed., 2013, pag. 35

15) «Però a partire dalla filosofia politica di John Locke (1690) è nato un tipo nuovo di ideologia antistato: sostanzialmente cristiana, ma formalmente filosofica, e verso la quale l’Occidente è indifeso, perché non ne riconosce la natura religiosa e irrazionale

Siamo in mezzo a un conflitto mondiale ma nessuno ne parla

https://luigicocola.wordpress.com/2014/05/03/siamo-in-mezzo-a-un-conflitto-mondiale-ma-nessuno-ne-parla/

16) Gli ultimi sussulti del mostro globalista ferito a morte

https://luigicocola.wordpress.com/2018/05/30/gli-ultimi-sussulti-del-mostro-globalista-ferito-a-morte/

17) Stato di natura, Mark Zuckerberg e Dennis Prager

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/07/stato-di-natura-mark-zuckerberg-e-dennis-prager/

18) Più precisamente il paradosso di Russell è un’antinomia:

«Nel 1902, Bertrand Russell ha infatti dimostrato, con la scoperta della sua famosa antinomia, la contraddittorietà di questa “logica generale” tanto nella versione cantoriana che in quella fregeana. Il fondamento logico del complesso delle teorie matematiche si rivela dunque inconsistente! Nei capitoli 2 e 4 vedremo come i fondazionalisti del nostro secolo reagiranno allo shock determinato dalla scoperta di Russell.»

Maria Luisa Dalla Chiara Scabia, La logica, Mondadori, 1979, pag. 30

19) La teoria dei tipi logici di Russell ha un ruolo in informatica:

César Muñoz, Type Theory and Its Applications to Computer Science, April 10, 2007

Disponibile qui:

https://pdfs.semanticscholar.org/7f8b/cb79306cd0d1e5870b5f0b8038c3c94983fd.pdf

20) Sulla teoria dei tipi logici di Russell si basa una scuola di psicoterapia altamente innovativa, la Scuola di Palo Alto, in California (Palo Alto Mental Research Institute):

Gregory Bateson, Don D. Jackson, Jay Haley, John Weakland, Toward A Theory Of Schizophrenia, Behavioral Science, vol. 1, N. 4, 251-264, 1956

Una traduzione italiana si trova in:

Luigi Cancrini (a cura di), Verso una teoria della schizofrenia, Boringhieri, 1979, pagg. 75-100

Vedi anche:

Paul Watzlawick, Janet Helmick Beavin, Don D. Jackson, Pragmatica della comunicazione umana – Studio dei modelli interattivi, delle patologie e dei paradossi, Astrolabio-Ubaldini, 1971 (trad. it. di Pragmatics of Human Communication – A Study of Interactional Patterns, Pathologies, and Paradoxes, W. W. Norton & Co., 1967)

Mara Selvini Palazzoli, Luigi Boscolo, Gianfranco Cecchin, Giuliana Prata, Paradosso e controparadosso, Feltrinelli, 1979

21) Bertrand Russell, Storia della filosofia occidentale, TEA, 2018, pag. 601

22) Bertrand Russell, History of Western Philosophy, George Allen and Unwin Ltd, 1947, pag. 649

Disponibile qui:

https://archive.org/details/westernphilosoph035502mbp

N.B.: tutti i link sono stati verificati in data 20 marzo 2019

Copyright © 2019 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Honourable Bertrand Russell.jpg: Photographer not identifiedderivative work: Conquistador [Public domain], via Wikimedia Commons

Dov’è che Hobbes scrisse “bellum omnium contra omnes”?

6 marzo 2019

È impossibile sopravvalutare l’importanza della formula hobbesiana “bellum omnium contra omnes”.

Il concetto che essa rappresenta, che è una scoperta originale di Thomas Hobbes (1), è alla base del pensiero di Charles Darwin, uno dei più grandi geni dell’umanità, e il pensiero di Charles Darwin è alla base dell’intera biologia scientifica moderna, come ho scritto più volte (1, 2, 3).

Questo dato di fatto in genere sfugge a chi non ha un’educazione scientifica; del resto chi ha un’educazione scientifica in genere non si occupa di Thomas Hobbes.

Si tratta quindi di un argomento ignorato e ciò ha reso possibile la nascita e l’affermazione del mondialismo (o globalismo, in inglese globalism, in francese mondialisme), l’ideologia che si basa sull’esatto contrario dello stato di natura hobbesiano (il “bellum omnium contra omnes”), si basa in altre parole sullo stato di natura lockiano, e per un motivo semplicissimo: se Locke ha ragione e Hobbes torto, allora lo Stato è inutile, anzi dannoso, e quindi va eliminato ad ogni costo, il che è letteralmente lo scopo del mondialismo, come ho molte volte scritto (4, 5, 6, 7, 8).

È da ricordare che un recente articolo scientifico pubblicato su Nature (il 21 gennaio 2016) e intitolato Inter-group violence among early Holocene hunter-gatherers of West Turkana, Kenya (9) ha smentito le idee cristiane di Locke e di Rousseau sullo stato di natura e ha confermato invece quelle non cristiane (cioè atee) di Thomas Hobbes e di Charles Darwin (10).

Il bello è che proprio i mondialisti dicono di seguire la scienza e la Ragione e le glorificano incessantemente entrambe, ma la verità è che essi non sanno né di scienza, né di Ragione!

Come ho già scritto, il mondialismo non ha niente di scientifico e di razionale, perché il mondialismo è una degenerazione del Cristianesimo (11, 12).

Considerato tutto ciò, è ovviamente molto importante sapere con certezza dove Hobbes scrisse l’espressione “bellum omnium contra omnes”.

C’è però una grande confusione su questo argomento e su di esso, come al solito, Wikipedia afferma falsità.

Ecco infatti cosa è scritto (in data 5 marzo 2019) in Wikipedia in lingua inglese:

«Italiano: La Præfatio (Prefazione) del De Cive (1642) di Thomas Hobbes (1588–1679), dove la frase bellum omnium contra omnes appare per la prima volta. Presa dall’edizione riveduta stampata nel 1647 ad Amsterdam (apud L. Elzevirium).

English: The Præfatio (Preface) of De Cive (1642) by Thomas Hobbes, where the phrase bellum omnium contra omnes appears for the first time. Taken from the revised edition printed in 1647 at Amsterdam (apud L. Elzevirium

en.wikipedia.org/wiki/File:Bellum_omnium_contra_omnes.png

Wikipedia in lingua italiana fa lo stesso errore (5 marzo 2019):

«Ma l’espressione latina compariva già nel Il cittadino (1642):

1. come bellum omnium contra omnes nella Praefatio,[6]
2. come bellum omnium in omnes in 1, 12,[7]
3. come bellum istud omnium contra omnes in 1, 13.[8]»

https://it.wikipedia.org/wiki/Bellum_omnium_contra_omnes

Qual è l’errore?

È che il virgolettato “bellum omnium contra omnes” compare come tale nel De cive solo nella Praefatio e la Praefatio non c’è nella prima edizione del De cive, quella del 1642!

La Praefatio si trova nella seconda edizione del De cive, quella del 1647, che infatti è considerata l’edizione definitiva (13).

Questa non è una mia sensazionale scoperta: è un fatto ben noto (14).

Mostrerò di seguito i tre passi del De cive in cui si trovano il virgolettato suddetto ed espressioni simili (la Praefatio ad lectores, il Capitolo 1, XII e il Capitolo 1, XIII) in diverse edizioni del libro, questo perché nelle traduzioni in altre lingue tali espressioni possono venir tradotte tutte allo stesso modo, come per esempio nella traduzione italiana più autorevole, che è quella di Tito Magri.

Del resto anche tra le edizioni in inglese ci sono differenze, come vedremo più avanti.

De cive in latino, 1° edizione (1642) (15):

a) Praefatio ad lectores:

non c’è

b) Capitolo 1, XII:

“bellum omnium in omnes”

c) Capitolo 1, XIII:

“bellum istud omnium contra omnes”

De cive in latino, 2° edizione (1647) (16):

a) Praefatio ad lectores:

“bellum omnium contra omnes”

b) Capitolo 1, XII:

“bellum omnium in omnes”

c) Capitolo 1, XIII:

“bellum istud omnium contra omnes”

De cive in latino, pubblicato nel 1839 a cura di William Molesworth (17):

a) Praefatio ad lectores:

“bellum omnium contra omnes”

b) Capitolo 1, XII:

“bellum omnium in omnes”

c) Capitolo 1, XIII:

“bellum istud omnium contra omnes”

De cive in inglese, 1° edizione (1651) (18):

a) Preface to the Reader :

“warre of all against all”

Notare che “warre” è una forma obsoleta di “war”.

b) Capitolo 1, XII:

“War of all men, against all men”

c) Capitolo 1, XIII:

“war of all against all”

De cive in inglese moderno, tradotto nel 1841 a cura di William Molesworth (19):

a) Preface to the Reader :

“war of all against all”

b) Capitolo 1, XII:

“war of all men against all men”

c) Capitolo 1, XIII:

“war of all against all”

De cive in italiano, a cura di Tito Magri (20):

a) Prefazione ai lettori :

“guerra di tutti contro tutti”

b) Capitolo 1, XII:

“guerra di tutti contro tutti”

c) Capitolo 1, XIII:

“guerra di tutti contro tutti”

——————–

1) Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, lulu.com, 3° ed., 2013, pagg. 10-13

2) La menzogna senza fine dell’Occidente

https://luigicocola.wordpress.com/2014/07/05/la-menzogna-senza-fine-delloccidente/

3) Sull’idea errata che l’uguaglianza totale conduca alla pace nel mondo

https://luigicocola.wordpress.com/2019/02/12/sullidea-errata-che-luguaglianza-totale-conduca-alla-pace-nel-mondo/

4) «Il punto è che le ideologie di questa classe ignorano, e ostentatamente, i due micidiali pericoli a cui sono sottoposte le comunità umane, e per combattere i quali esiste da sempre lo Stato, ossia, per usare le parole di Hobbes, l’«aggressione di stranieri» e i «torti reciproci» (4, pag. 142).
Perché li ignorano? Perché queste ideologie hanno una radice comune ed essa si trova in John Locke (30, “Due trattati sul governo”, 1690), che ha una concezione ottimistica dell’uomo.
Il loro punto di partenza è il concetto di stato di natura che Locke sviluppò proprio in reazione a quello precedente di Hobbes. Secondo Locke l’uomo è un essere virtuoso e razionale, che allo stato di natura vive in armonia con i propri simili.
Ne consegue che lo Stato non serve a nulla, se non ad arrecare oppressione, dolore e danno

Luigi Cocola, op. cit., pag. 35

5) Il mito della dannosità dello Stato

https://luigicocola.wordpress.com/2012/10/23/il-mito-della-dannosita-dello-stato/

6) Il mondialismo e il nazionalismo sono il prodotto di due diverse Weltanschauung

https://luigicocola.wordpress.com/2017/04/02/il-mondialismo-e-il-nazionalismo-sono-il-prodotto-di-due-diverse-weltanschauung/

7) Le tappe principali della genesi storica del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/28/le-tappe-principali-della-genesi-storica-del-mondialismo/

8) Le sciocchezze che si scrivono sul mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2015/12/19/le-sciocchezze-che-si-scrivono-sul-mondialismo/

9) M. Mirazón Lahr et al., Inter-group violence among early Holocene hunter-gatherers of West Turkana, Kenya, Nature 529, 394–398 (21 January 2016)

http://www.nature.com/articles/nature16477

10) Smentite le idiozie di Locke e di Rousseau sullo stato di natura

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/25/smentite-le-idiozie-di-locke-e-di-rousseau-sullo-stato-di-natura/

11) Il mondialismo è una degenerazione del Cristianesimo

https://luigicocola.wordpress.com/2019/01/28/il-mondialismo-e-una-degenerazione-del-cristianesimo/

12) «Quindi, quando voi pensate all’élite globalista, per esempio Jeff Bezos, Mark Zuckerberg, Bill Gates, George Soros, Angela Merkel, Emmanuel Macron, Mario Draghi, Jean-Claude Juncker, ecc. ecc., non dovete lasciarvi fuorviare dalle loro sembianze moderne, che sono solo una maschera.

Dietro questa maschera, altro non c’è che la folla medievale, urlante e ripugnante come in un quadro di Bruegel o di Bosch, che nel febbraio dell’anno 1420, nelle vicinanze di Praga, in preda a un delirio collettivo (7), aspettava la seconda venuta di Cristo.»

L’Unione Europea e il Nuovo Ordine Mondiale sono tentativi di attuare il Regno di Cristo sulla terra

https://luigicocola.wordpress.com/2018/10/08/lunione-europea-e-il-nuovo-ordine-mondiale-sono-tentativi-di-attuare-il-regno-di-cristo-sulla-terra/

13) Luigi Cocola, Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo, lulu.com, 3° ed., 2012, pag. 45

14) Thomas Hobbes, De Cive – Elementi filosofici sul cittadino, a cura di Tito Magri, Editori Riuniti, 2014, Introduzione di Tito Magri, pag. 53

15) 1° edizione del De cive in latino (Parisiis, 1642):

https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/btv1b86070296/f5.image

16) 2° edizione del De cive in latino (Amsterodami, Apud Ludovicum Elzevirium, Anno 1647):

https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k65319279/f9.image

17) Edizione del De cive in latino curata nel 1839 da William Molesworth (Londini: Apud Joannnem Bohn, Henrietta Street, Covent Garden. MDCCCXXXIX.):

https://archive.org/details/operaphilosophi00molegoog/page/n7

18) 1° edizione del De cive in inglese (London, Printed by J.C. for R. Royston, at the Angel in Ivie-Lane. 1651.):

https://socialsciences.mcmaster.ca/econ/ugcm/3ll3/

19) Traduzione del De cive in inglese moderno curata nel 1841 da William Molesworth (London: John Bohn, Henrietta Street, Covent Garden. MDCCCXLI.):

https://archive.org/details/englishworkstho27hobbgoog

o qui:

http://www.archive.org/details/englishworkstho32hobbgoog

o qui:

http://books.google.com/books?id=6nnotknc9DMC

o qui:

http://books.google.com/books?id=0HQMAAAAIAAJ

20) Thomas Hobbes, De Cive – Elementi filosofici sul cittadino, a cura di Tito Magri, Editori Riuniti, 2014, pag. 73 e pag. 87

N.B.: tutti i link sono stati verificati in data 5 marzo 2019.

Copyright © 2019 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Sull’idea errata che l’uguaglianza totale conduca alla pace nel mondo

12 febbraio 2019

C’è nel mondialismo l’idea errata che l’uguaglianza totale conduca alla pace nel mondo.

Quest’idea errata è chiaramente espressa in Praktischer Idealismus (1925) di Richard Coudenhove-Kalergi:

«…und der revolutionäre Pazifismus, dessen Ziel ein letzter Weltkrieg zur Befreiung aller unterdrückten Klassen, Völker und Rassen und damit die Vernichtung jeder künftigen Kriegsursache und die Begründung der pazifistischen Weltrepublik ist.»

Praktischer Idealismus, pag. 168 dell’edizione originale del 1925 (1)

«…et le pacifisme révolutionnaire, dont le but est une ultime guerre mondiale, pour la libération des toutes les classes, de tous les peuples et de toutes les races opprimés, et avec elle l’anéantissement de toute future cause de guerre, et la fondation de la république mondiale pacifiste.»

pagg. 134-135 della traduzione francese (2)

«…e il pacifismo rivoluzionario, il cui scopo è una guerra mondiale finale, per la liberazione di tutte le classi, di tutti i popoli e di tutte le razze oppresse, e con essa l’annientamento di ogni futura causa di guerra e la fondazione della repubblica mondiale pacifista.»

traduzione italiana

Perché considero errata tale idea?

Perché essa è frutto di quel positivismo ingenuo che produsse in Henri de Saint Simon un’altra idea errata e cioè che la scienza e la tecnologia possano fare scelte politiche.

La tecnocrazia (3,4,5,6) sostituisce lo Stato, vale a dire la politica, sia nel sansimonismo che nel mondialismo (essendo il secondo un pervertimento del primo, in quanto il mondialismo, a differenza del sansimonismo, è contro il popolo), ma questa sostituzione non può funzionare: in realtà la scienza e la tecnologia possono fornire il modo più razionale di attuare una scelta politica, ma non possono fare la scelta politica stessa, come la Ragione ci rende evidente.

Infatti nella distopia mondialista, di cui l’Unione Europea è il work in progress più avanzato, non è per mezzo della scienza e della tecnologia che si fanno le scelte politiche, le fa invece una ristrettissima élite, l’élite globalista, che assolutamente non ha una Weltanschauung scientifica, ma bensì religiosa (della religione cristiana, 7), e che assolutamente non ha un’educazione scientifica, ma bensì filosofica e infatti vuole assumere il ruolo assegnato da Platone ai filosofi nella sua Repubblica, basti pensare all’ibridazione forzata delle razze umane (cioè il meticciato di cui hanno scritto Richard Coudenhove-Kalergi ed Eugenio Scalfari, 8) che i mondialisti vogliono effettuare: è un clamoroso errore antiscientifico, perché vuol dire, né più né meno, impoverire criminalmente il patrimonio genetico, cioè il pool genico (in inglese gene pool), cioè la diversità genetica (in inglese genetic diversity), della specie umana, criminalmente perché ciò mette a rischio la sua sopravvivenza (8).

Come oggi anche i sassi sanno, la biodiversità (in inglese biodiversity) è fondamentale per la vita, anzi il 2010 è stato dichiarato dall’ONU Anno internazionale della biodiversità.

Ma l’ideologia mondialista vuole eliminare la biodiversità della specie umana!

Perché?

Perché Richard Coudenhove-Kalergi aveva un dottorato in filosofia e non sapeva nulla della scienza, ecco perché!

E anche Eugenio Scalfari non ha un’educazione scientifica, essendo laureato in giurisprudenza, per non parlare di George Soros, che ha un degree di secondo livello in filosofia.

Per quanto riguarda l’idea che l’uguaglianza totale conduca alla pace nel mondo, è possibile risalire fino all’esiziale Two Treatises of Government, in italiano Due trattati sul governo, di John Locke (1690).

È chiaro che se “the state of Nature” è “a state of peace, good will, mutual assistance and preservation” (9), e se noi constatiamo che oggi nel mondo non c’è tale “stato di pace, buona volontà, mutua assistenza e conservazione” (10), allora vuol dire che ci devono essere dei fattori negativi estranei che alterano il paradisiaco stato di natura lockiano.

La verità è che lo stato di natura lockiano, ripreso e rinforzato nel Settecento da Jean-Jacques Rousseau, è una scemenza, come diverse altre idee di Locke (11, 12, 13, 14, 15), e infatti un recente articolo scientifico pubblicato su Nature (il 21 gennaio 2016) e intitolato Inter-group violence among early Holocene hunter-gatherers of West Turkana, Kenya (16) ha smentito le idee cristiane di Locke e di Rousseau sullo stato di natura e ha confermato invece quelle non cristiane (cioè atee) di Thomas Hobbes e di Charles Darwin (17).

Come scoprì Thomas Hobbes nel Seicento, “lo stato di natura” è “la guerra di tutti contro tutti” (18), in latino “bellum omnium contra omnes” (19), in inglese “war of all against all” (20).

L’intera biologia scientifica moderna si basa su Charles Darwin, che è uno dei più grandi geni dell’umanità, ed egli a sua volta si basa proprio sullo stato di natura hobbesiano, come notò anche Karl Marx nella sua lettera del 18 giugno 1862 a Friedrich Engels (21).

Questo evidentissimo legame tra Hobbes e Darwin è generalmente censurato: tanto per fare un esempio, nella traduzione italiana di Celso Balducci del capolavoro di Darwin, L’origine della specie (22), il termine “stato di natura” (che Darwin mutua da Hobbes e – sia chiaro – con lo stesso significato che gli dà Hobbes) è presente solo poche volte, laddove nel testo originale inglese, The Origin of Species, 6th Edition, l’edizione che è considerata quella definitiva (23), il termine “state of nature” è presente ben 45 volte (46 se si tiene conto anche dell’indice) (24).

Il nodo della questione, compreso appieno da Hobbes, è che nello stato di natura (cioè in assenza dello Stato) gli esseri umani competono obbligatoriamente per le stesse risorse e quindi sono obbligati a combattere tra di loro, sia con la violenza che con la frode (25), esattamente come la biologia scientifica moderna ci mostra che fanno gli altri animali.

Quindi, se gli esseri umani fossero uguali, anzi identici, tra di loro, non cambierebbe niente, perché anche in tal caso continuerebbero a competere obbligatoriamente per le stesse risorse.

——–

1) Disponibile qui:

https://archive.org/details/Coudenhove-Kalergi-Praktischer_Idealismus-1925

2) Disponibile qui:

https://archive.org/details/R.N.CoudenhoveKalergiIdealismePratique1925FR

3) «All’estremo opposto l’ideale della fine della società politica e della classe politica che ne trae un abusivo vantaggio è stato predicato da una concezione che oggi si direbbe tecnocratica dello Stato, come quella esposta da Saint-Simon secondo cui nella società industriale ove protagonisti non sono più i guerrieri e i legisti ma diventano gli scienziati e i produttori, non ci sarà più bisogno della «spada di Cesare». Questo ideale tecnocratico peraltro si accompagna in Saint-Simon con una forte ispirazione religiosa (il nouveau christianisme), quasi a suggerire l’idea che questo salto fuori della storia che è la società senza Stato non sia pensabile prescindendo da un’idea messianica.»

Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pag. 124

4) «Inutile che qui io rifaccia la storia della tecnocrazia. Basta ricordarne alcuni principi fondamentali, che poi sono quelli fissati già dal fondatore o inventore: il francese Claude Henri de Rouvroy, conte di Saint-Simon, e poi affinati, adattati, rielaborati in due secoli di sviluppo senza però mai tradire alcuni presupposti irrinunciabili…

…Ogni volta che nella storia l’uomo ha tentato di realizzare l’utopia, di realizzare l’irrealizzabile, la natura umana e la realtà concreta del mondo si sono ribellate all’impossibile, cosicché lo scontro fra una pretesa utopica e la realtà ha sempre portato al disastro, a lutti, dolori, morti. Così avverrebbe anche nel tentativo di attuare l’ideologia tecnocratica. E se l’utopia marxista ha provocato un numero di morti misurabile in decine o centinaia di milioni di uomini, certamente molto peggio avverrebbe nel tentativo di attuare la tecnocrazia.»

Claudio Finzi, Ideologia tecnocratica e globalizzazione, in Agostino Carrino (a cura di), L’Europa e il futuro della politica, Società Libera, 2002, pagg. 235-252

Ideologia tecnocratica e globalizzazione è disponibile qui:

http://www.teleion.it/users/garbolino/

librisoclibera/testi/europafutpol/19_europapf.shtml

5) Le tappe principali della genesi storica del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/28/le-tappe-principali-della-genesi-storica-del-mondialismo/

6) Perché si censura il ruolo di Henri de Saint-Simon nella genesi storica del mondialismo e dell’Unione Europea?

https://luigicocola.wordpress.com/2018/11/13/perche-si-censura-il-ruolo-di-henri-de-saint-simon-nella-genesi-storica-del-mondialismo-e-dellunione-europea/

7) Il mondialismo e il nazionalismo sono il prodotto di due diverse Weltanschauung

https://luigicocola.wordpress.com/2017/04/02/il-mondialismo-e-il-nazionalismo-sono-il-prodotto-di-due-diverse-weltanschauung/

8) Quello che ha scritto Scalfari è il piano Kalergi

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/15/quello-che-ha-scritto-scalfari-e-il-piano-kalergi/

9) John Locke, Two Treatises of Government, London: printed for Wihtmore and Fenn, Charing Cross; and C. Brown, Duke Street, Lincoln’s-Inn-Fields, 1821, Book II, Chapter III, 19, pag. 202

Disponibile qui:

https://archive.org/details/twotreatisesofg00lockuoft/page/n9

Two Treatises of Government è anche disponibile qui:

McMaster University – Archive for the History of Economic Thought

https://socialsciences.mcmaster.ca/econ/ugcm/3ll3/

10) John Locke, Due trattati sul governo, a cura di Brunella Casalini, Edizioni Plus, 2007, II Trattato, Cap. III, 19, pag. 198

Disponibile qui:

https://btfp.sp.unipi.it/ebooks/brulocke.html

11) «Quanto allo stato di natura, Locke fu meno originale di Hobbes, il quale parlava di uno stato in cui ci fosse la guerra di tutti contro tutti e la vita fosse sgradevole, brutale e breve. Ma Hobbes era reputato un ateo. La teoria dello stato di natura e della legge naturale, che Locke trasse dai suoi predecessori, non può essere epurata dalla sua base teologica; dove tale teoria sopravvive senza questa base (come in buona parte del liberalismo moderno) essa è priva di chiare fondamenta logiche.»

Bertrand Russell, Storia della filosofia occidentale, TEA, 2018, pag. 601

12) «In regard to the state of nature, Locke was less original than Hobbes, who regarded it as one in which there was war of all against all, and life was nasty, brutish, and short. But Hobbes was reputed an atheist. The view of the state of nature and of natural law which Locke accepted from his predecessors cannot be freed from its theological basis; where it survives without this, as in much modern liberalism, it is destitute of clear logical foundation.»

Bertrand Russell, History of Western Philosophy, George Allen and Unwin Ltd, 1947, pag. 649

Disponibile qui:

https://archive.org/details/westernphilosoph035502mbp

13) Il crollo del ponte Morandi, il mondialismo e John Locke

https://luigicocola.wordpress.com/2018/08/18/il-crollo-del-ponte-morandi-il-mondialismo-e-john-locke/

14) Il fallimento di tre secoli di filosofia politica presenta oggi il conto

https://luigicocola.wordpress.com/2018/09/10/il-fallimento-di-tre-secoli-di-filosofia-politica-presenta-oggi-il-conto/

15) Per capire la lontanissima origine (cristiana) del concetto di stato di natura di Locke, cfr.:

Il millenarismo è un meme egoista

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

16) M. Mirazón Lahr et al., Inter-group violence among early Holocene hunter-gatherers of West Turkana, Kenya, Nature 529, 394–398 (21 January 2016)

http://www.nature.com/articles/nature16477

17) Smentite le idiozie di Locke e di Rousseau sullo stato di natura

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/25/smentite-le-idiozie-di-locke-e-di-rousseau-sullo-stato-di-natura/

18) Thomas Hobbes, De Cive – Elementi filosofici sul cittadino, a cura di Tito Magri, Editori Riuniti, 2014, pag. 73 e pag. 87

19) Thomas Hobbes, Opera philosophica quae latine scripsit omnia, a cura di William Molesworth, London: John Bohn, Henrietta Street, Covent Garden, 1839, vol. II, De cive, Praefatio ad lectores, pag. 148

Disponibile qui:

https://archive.org/details/operaphilosophi00molegoog/page/n7

20) Thomas Hobbes, De Cive, London, Printed by J.C. for R. Royston, at the Angel in Ivie−Lane, 1651, Chapter 1, XIII

Disponibile qui:

http://www.public-library.uk/ebooks/27/57.pdf

È anche disponibile qui:

McMaster University – Archive for the History of Economic Thought

https://socialsciences.mcmaster.ca/econ/ugcm/3ll3/

N.B.: non ho riportato l’edizione in lingua inglese curata da William Molesworth nell’Ottocento, perché non è l’opera originale di Thomas Hobbes, ma bensì una traduzione di essa in inglese moderno.

Per un approfondimento delle famose formule hobbesiane (“state of nature”, “war of all against all” e “homo homini lupus”), vedi: Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, lulu.com, 3° ed., 2013, pagg. 10-13.

21) «I’m amused that Darwin, at whom I’ve been taking another look, should say that he also applies the ‘Malthusian’ theory to plants and animals, as though in Mr Malthus’s case the whole thing didn’t lie in its not being applied to plants and animals, but only — with its geometric progression — to humans as against plants and animals. It is remarkable how Darwin rediscovers, among the beasts and plants, the society of England with its division of labour, competition, opening up of new markets, ‘inventions’ and Malthusian ‘struggle for existence’. It is Hobbes’ bellum omnium contra omnes and is reminiscent of Hegel’s Phenomenology, in which civil society figures as an ‘intellectual animal kingdom’, whereas, in Darwin, the animal kingdom figures as civil society.»

Disponibile qui:

http://hiaw.org/defcon6/works/1862/letters/62_06_18.html

Anche in Marx & Engels Collected Works, Volume 41, Letters 1860-64, Lawrence & Wishart, 2010, pag. 381

22) Charles Darwin, L’origine della specie per selezione naturale o la preservazione delle razze privilegiate nella lotta per la vita, Newton Compton, 2010

23) Charles Darwin, The Origin of Species by Means of Natural Selection, or the Preservation of Favoured Races in the Struggle for Life, 6th Edition

Disponibile qui:

http://www.gutenberg.org/ebooks/2009

È anche disponibile qui:

http://darwin-online.org.uk/

24) La menzogna senza fine dell’Occidente

https://luigicocola.wordpress.com/2014/07/05/la-menzogna-senza-fine-delloccidente/

25) «Violenza e frode sono in tempo di guerra le due virtù cardinali.»

Thomas Hobbes, Leviatano, a cura di Arrigo Pacchi, con la collaborazione di Agostino Lupoli, Laterza, 2009, XIII, pag. 103

Nell’originale inglese del 1651 (XIII):

«Force and fraud are in war the two cardinal virtues.»

L’edizione originale inglese del 1651 è disponibile qui:

McMaster University – Archive for the History of Economic Thought

https://socialsciences.mcmaster.ca/econ/ugcm/3ll3/

N.B.: tutti i link sono stati verificati in data 11 febbraio 2019.

Copyright © 2019 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Il fallimento di tre secoli di filosofia politica presenta oggi il conto

10 settembre 2018

L’Occidente e il resto del mondo sono oggi al cospetto dei risultati del fallimento conclamato di ben tre secoli di filosofia politica: dai Two Treatises of Government di John Locke (1690) fino ai nostri giorni.

In realtà il pastrocchio l’aveva combinato (volutamente e ingegnosamente) Thomas Hobbes una quarantina d’anni prima, col suo Leviathan, nel quale aveva confuso pro domo sua lo Stato con la forma di governo (1, 2).

Il povero Locke, che notoriamente non ebbe il dono di una brillante intelligenza (Bertrand Russell, che era invece un genio assoluto, nella sua History of Western Philosophy ce lo fa capire molto bene, 3), non seppe districare la matassa ingarbugliata ad arte da Hobbes e se ne uscì con l’idiozia dello “state of Nature” come “a state of peace, goodwill, mutual assistance, and preservation” (4), idiozia rinforzata nel Settecento da Jean-Jacques Rousseau, che era certamente intelligente, ma che in compenso era malato di mente (come ci informa Russell, 5).

Che sia un’idiozia lo ha dimostrato in modo inequivocabile un articolo scientifico pubblicato recentemente su Nature (il 21 gennaio 2016) e intitolato Inter-group violence among early Holocene hunter-gatherers of West Turkana, Kenya (6), che ha smentito le idee assurde e ridicole di Locke e di Rousseau sullo stato di natura (7).

Locke trasformò il millenarismo religioso, che la Chiesa di Roma, dopo il Sacco di Roma del 410 da parte dei Visigoti, aveva tentato di annullare mediante l’interpretazione allegorica di Agostino d’Ippona, in millenarismo secolarizzato (8, 9, 10, 11).

Perché affermo ciò? Perché se lo “state of Nature” è “a state of peace, goodwill, mutual assistance, and preservation”, allora lo Stato è inutile, anzi dannoso, e, guarda caso, il vero scopo del millenarismo (che è un fenomeno caratteristico del Cristianesimo) è proprio quello di far crollare lo Stato schiavista romano: l’Apocalisse di Giovanni, l’unico testo sacro in cui si trova la dottrina del millenarismo (checché se ne dica), venne scritta, secondo la tradizione, nel 95 d.C., cioè dopo la persecuzione di Nerone e nel corso della persecuzione di Domiziano.

Se non si comprende questo, non è possibile capire cosa sia il mondialismo, o globalismo, in inglese globalism, in francese mondialisme.

Il mondialismo non è un prodotto degli ebrei, o della massoneria, o del capitalismo, o dell’imperialismo degli inglesi-americani, o dell’Illuminismo, o dei satanisti, o degli extraterrestri rettiliani, o di qualsiasi altro capro espiatorio.

È il prodotto del millenarismo o chiliasmo (in inglese millennialism o millenarianism o chiliasm, come recita l’Enciclopedia Britannica, in francese millénarisme o chiliasme, come recita l’Enciclopedia Larousse, 12, 13).

La mia interpretazione del millenarismo si discosta alquanto dall’interpretazione corrente e ne ho scritto ampiamente in post precedenti (8, 9, 10, 11).

È ovvio che noi oggi viviamo in uno scenario politico di estrema difficoltà, esposti per giunta al terrificante pericolo di una guerra nucleare tra Nato e Russia (14, 15, 16), proprio perché questo scenario politico è il risultato di ben tre secoli di concezioni assurde e ridicole di filosofia politica.

A questo proposito, ho scritto più volte di “rimbecillimento dell’intellighenzia occidentale” (17, 18).

————-

1) Luigi Cocola, Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo, 3° ed., lulu.com, 2012, pagg. 37-48

2) Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, 3° ed., lulu.com, 2013, pagg. 19-25

3) «Some of Locke’s opinions are so odd that I cannot see how to make them sound sensible. He says that a man must not have so many plums that they are bound to go bad before he and his family can eat them, but he may have as much gold and as many diamonds as he can lawfully get, because gold and diamonds do not go bad. It does not occur to him that the man who has the plums might sell them before they go bad.»

Bertrand Russell, History of Western Philosophy, George Allen and Unwin Ltd, 1947, pag. 661

disponibile su:

https://archive.org/details/westernphilosoph035502mbp

4) John Locke, Two Treatises of Government, Essay Two, Chapter III, 19

prepared by Rod Hay for the McMaster University Archive of the History of Economic Thought

disponibile su:

www.efm.bris.ac.uk/het/locke/government.pdf

5) Bertrand Russell, op. cit., pag. 717

6) M. Mirazón Lahr et al., Inter-group violence among early Holocene hunter-gatherers of West Turkana, Kenya, Nature 529, 394–398 (21 January 2016)

http://www.nature.com/articles/nature16477

7) Smentite le idiozie di Locke e di Rousseau sullo stato di natura

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/25/smentite-le-idiozie-di-locke-e-di-rousseau-sullo-stato-di-natura/

8) Per chi vuole capire veramente cos’è il millenarismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/22/per-chi-vuole-capire-veramente-cose-il-millenarismo/

9) Considerazioni sul millenarismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/05/05/considerazioni-sul-millenarismo/

10) Le tappe principali della genesi storica del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/28/le-tappe-principali-della-genesi-storica-del-mondialismo/

11) Questa è la terribile verità, che vi piaccia o meno

https://luigicocola.wordpress.com/2018/08/23/questa-e-la-terribile-verita-che-vi-piaccia-o-meno/

12) millenarismo in inglese:

«Millennialism, also called millenarianism or chiliasm, the belief, expressed in the book of Revelation to John, the last book of the New Testament, that Christ will establish a 1,000-year reign of the saints on earth (the millennium) before the Last Judgment.»

https://www.britannica.com/topic/millennialism

13) millenarismo in francese:

http://www.larousse.fr/archives/grande-encyclopedie/page/8992

14) «The old religious idiom has been replaced by a secular one, and this tends to obscure what otherwise would be obvious. For it is the simple truth that, stripped of their original supernatural sanction, revolutionary millenarianism and mystical anarchism are with us still.»

Norman Cohn, The Pursuit of the Millennium – Revolutionary Millenarians and Mystical Anarchists of the Middle Ages, Oxford University Press, 1970, pag. 286

15) «And beyond the extermination of all evils lay the Millennium. These people were utterly convinced that while the earth was being cleansed of sinners Christ would descend ‘in glory and great power’.»

Ibidem, pag. 213

16) «The Pursuit of the Millennium and Europe’s Inner Demons are related also in a deeper sense. Fundamentally, both are concerned with the same phenomenon – the urge to purify the world through the annihilation of some category of human beings imagined as agents of corruption and incarnations of evil.»

Norman Cohn, Europe’s Inner Demons – The Demonization of Christians in Medieval Christendom, Pimlico, 2005, pag. XI

17) Lo spettacolare e stupefacente rimbecillimento dell’intellighenzia occidentale

https://luigicocola.wordpress.com/2017/06/07/lo-spettacolare-e-stupefacente-rimbecillimento-dellintellighenzia-occidentale/

18) Lo spettacolare e stupefacente rimbecillimento dell’intellighenzia occidentale II

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/09/lo-spettacolare-e-stupefacente-rimbecillimento-dellintellighenzia-occidentale-ii/

N.B: tutti i link sono stati verificati in data odierna.

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Il crollo del ponte Morandi, il mondialismo e John Locke

18 agosto 2018

Leggo sul Fatto Quotidiano questo articolo di Elisabetta Ambrosi (16 agosto 2018):

Ponte Morandi: il popolo muore, le élite si arricchiscono

«14 agosto 2018. Per noi italiani sarà una data non dissimile a quella che per gli statunitensi è stata l’11 settembre 2001. Uno spartiacque, un giorno che segna un punto di non ritorno. Ma lì, c’era il terrorismo islamico. Qui, la dimostrazione reale e insieme simbolica – quel mozzicone di ponte sospeso nel vuoto – di una contrapposizione sempre più radicale, ma sempre con lo stesso vincitore, tra la gente normale (chiamiamolo popolo se non fosse che appena lo si usa si viene tacciati di “sovranismo” e nazionalismo, pure da chi si dice di “sinistra”), e le élite. Sempre più ricche. Sempre più al riparo dai rischi ai quali le persone comune sono invece esposte…

…Questo è il risultato di quelle privatizzazioni che avrebbero dovuto modernizzare l’Italia e che hanno prodotto solo insicurezza e, visto che questo non è il primo crollo e non si tratta delle prime vittime, anche morte. Ripeto, non c’è immagine più emblematica del distacco sociale tra élite che si arricchiscono e il popolo che muore di questa tragedia, distacco che tutti i dati raccontano puntualmente. Poveri sempre più poveri, ricchi sempre più ricchi.»

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/08/16/ponte-morandi-il-popolo-muore-le-elite-si-arricchiscono/4561711/

Per chiunque usi la Ragione (quella vera), il crollo del ponte Morandi a Genova dimostra in modo inequivocabile il fallimento del mondialismo, l’ideologia che vuole eliminare lo Stato dalla faccia della terra usando l’ultracapitalismo e altri mezzi, come p.e. l’invasione islamica e il terrorismo islamico.

Tale fallimento non è niente altro che il prodotto delle idiozie di John Locke sullo stato di natura, di cui ho scritto più volte.

Vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/28/le-tappe-principali-della-genesi-storica-del-mondialismo/

Infatti, se «the state of Nature» è «a state of peace, goodwill, mutual assistance, and preservation», come scrive Locke nel 1690 (*), allora l’uomo è naturalmente buono, è naturalmente animato da spirito di solidarietà, fratellanza e amore verso il prossimo, di conseguenza lo Stato è inutile, anzi dannoso: è il mito della dannosità dello Stato.

E quindi, perché non dare alla società Autostrade per l’Italia la gestione e la manutenzione delle autostrade italiane, sottraendole al controllo dello Stato?

Con naturali e innate «peace, goodwill, mutual assistance, and preservation», la società Autostrade per l’Italia farà il suo filantropico dovere verso il popolo italiano.

Abbiamo visto, infatti.

————-

(*) «And here we have the plain difference between the state of Nature and the state of war, which however some men have confounded, are as far distant as a state of peace, goodwill, mutual assistance, and preservation [il neretto è mio]; and a state of enmity, malice, violence and mutual destruction are one from another. Men living together according to reason without a common superior on earth, with authority to judge between them, is properly the state of Nature.»

John Locke, Two Treatises of Government, Essay Two, Chapter III, 19, prepared by Rod Hay for the McMaster University Archive of the History of Economic Thought, disponibile su:

www.efm.bris.ac.uk/het/locke/government.pdf

data di accesso odierna

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Lo spettacolare e stupefacente rimbecillimento dell’intellighenzia occidentale II

9 luglio 2018

Leggo su ZeroHedge un inqualificabile articolo di Duncan Whitmore (8 luglio 2018):

Is Libertarianism Utopian?

«With all of this in mind, therefore, we can turn to the question of the existence of the state. Without a shadow of a doubt, the state is the most violent and aggressive institution humans have ever spawned [il neretto è mio]. There is not a single conflict that is worthy of mention in the history books that was not caused by the state or a proto-state entity, nor is there any such conflict that would not have been ameliorated by either reduced or absent state involvement. It is for this reason that libertarians focus all of their efforts on this institution. Thus, the objection to libertarianism on account of the allegation that it is contrary to “human nature” concerns, primarily, the question of whether the state is a phenomenon of “human nature” that we have to put up with and is, consequently, useless to fight.

From our preceding analysis, it should already be clear that this is not the case. The state exists for no other purpose than to serve as the ultimate vehicle of pursuing the violent method of achieving ones goals – of forcibly taking from some in order to benefit others [il neretto è mio].

The state has not existed as a uniform entity throughout human history. Rather, it has blossomed and withered in accordance with people’s desire to use it as such a tool of exploitation and the conviction of the public to either tacitly accept or actively promote its existence. All of the “great” institutions of states that we see today – parliament buildings, executive departments, highly trained armed forces and the complex weaponry and equipment they use, and so on – none of these things is in any way “natural”. Rather, they owe their existence to the fact that specific people, at specific times and places, believed that creating them was a worthwhile endeavour. Their final form that we see today is simply the outcome of centuries of consciously chosen behaviour…

The state, therefore, is firmly and undeniably a consequence of human choice, not of human nature, and, as such, it is entirely legitimate to expose it to moral examination.»

https://www.zerohedge.com/news/2018-07-08/libertarianism-utopian

https://mises.org/wire/libertarianism-utopian

Quando, più volte, ho parlato di «rimbecillimento dell’intellighenzia occidentale» (a partire dai Two Treatises of Government di John Locke), intendevo proprio questo genere di baggianate, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/06/07/lo-spettacolare-e-stupefacente-rimbecillimento-dellintellighenzia-occidentale/

Lo Stato è «the most violent and aggressive institution humans have ever spawned», proprio perché lo Stato è l’istituzione politica deputata a gestire il potere della forza fisica, che (probabilmente Duncan Whitmore non lo sa) è uno dei tre principali poteri secondo Bertrand Russell: il potere della forza fisica, il potere economico e il potere della propaganda.

Lo Stato è l’istituzione politica che, usando come mezzo il potere della forza fisica, ha lo scopo supremo di difendere la comunità dalle aggressioni esterne e dai torti reciproci interni (per usare la terminologia di Thomas Hobbes), altro che le fesserie di cui scrive Whitmore (che sicuramente non ha mai letto il Leviathan).

Esattamente ciò che Karl Popper, concordando con Hobbes su tale argomento, chiama così:

«teoria protezionistica dello stato» (in inglese «protectionist theory of the state»)

Karl R. Popper, La società aperta e i suoi nemici – Platone totalitario, vol. I, Armando Editore, 1996 (trad. it. di The Open Society and its Enemies – The Spell of Plato, vol. I, Routledge & Kegan Paul, 1969), pag. 148

Karl Popper è il filosofo dell’«Open Society», in italiano «Società Aperta», il termine di cui si è fraudolentemente appropriato il noto criminale mondialista George Soros (Popper non è affatto un mondialista), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/01/luso-del-termine-open-society-da-parte-di-george-soros-e-una-frode/

Anche Norberto Bobbio concorda:

«le due funzioni essenziali» dello Stato sono «la milizia e i tribunali»

Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pag. 124

Per non parlare di Niccolò Machiavelli:

«E’ principali fondamenti che abbino tutti li stati, così nuovi, come vecchi o misti, sono le buone legge e le buone arme.»

Niccolò Machiavelli, Il Principe, Rizzoli, 1991, pag. 128

Del resto, è presente in copiosa quantità, in tutto l’inqualificabile articolo surriportato, un misto di ignoranza e di deliberata menzogna, che è tipico dei millenaristi secolarizzati e della loro propaganda di guerra (per quanto riguarda i millenaristi religiosi, come per esempio Bergoglio, non ne parliamo neanche).

Per una mia spiegazione del millenarismo:

«Il mondialismo, come ho scritto più volte, è la nemesi dell’Occidente, nemesi conseguente alla sua hybris di eliminare lo Stato schiavista romano per mezzo del Cristianesimo, operazione certamente giusta e sacrosanta (non si poteva permettere ai romani di vivere usando tutti gli altri esseri umani, quelli che non erano romani, come oggetti o come animali!), la quale, però, per essere vincente, richiese la creazione e l’uso di un’arma estremamente pericolosa (perché porta all’autodistruzione): quest’arma è l’idea che possa esistere sulla terra una comunità che non ha bisogno di un’istituzione deputata a gestire il potere della forza fisica, vale a dire lo Stato (che ha due funzioni essenziali, l’esercito e la legge), una comunità in cui non esistono aggressioni esterne (quindi l’esercito non serve più) e non esistono torti reciproci interni (quindi la legge non serve più), in definitiva una comunità in cui il Male è bandito.

Questa comunità è il Regno di Cristo sulla terra di cui parla (unicamente e solo) l’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento, che non è uno Stato monarchico, ma bensì una condizione di perfezione trascendente, in quanto Cristo, il Messia cristiano, a differenza del Messia ebraico, ha sia natura umana, sia natura divina.

In conseguenza di tale natura divina, il Male è bandito dalla terra e quindi non c’è più bisogno dello Stato.

Il Regno di Cristo sulla terra avrà una durata di mille anni, da cui il nome “millenarismo” per indicare la credenza nel suo avveramento. Il millenarismo può anche essere definito come la prescrizione di eliminare lo Stato dalla faccia della terra

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/10/luci-e-ombre-del-pensiero-di-renaud-camus-sul-mondialismo/

Tutte le ideologie antistato (comunismo, mondialismo, ecc. ecc.) sono un prodotto del millenarismo, anzi sono forme secolarizzate, ossia laicizzate, di millenarismo (teoria unificata delle ideologie antistato).

Ritornando all’inqualificabile articolo di Whitmore, prendiamo quest’altra proposizione: «The state has not existed as a uniform entity throughout human history.»

È vero l’esatto contrario: lo Stato è sempre esistito nella storia ed è sempre esistito come tale, cioè come centro di comando unico del potere della forza fisica di una comunità, centro di comando che ha lo scopo supremo di difendere quella comunità dalle aggressioni esterne (mediante l’esercito) e dai torti reciproci interni (mediante la legge).

Come ho mostrato nella mia teoria dello Stato, ciò è spiegabile in base alla Ragione:

Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, 3° ed., lulu.com, 2013, pagg. 9-25

Lo Stato è una necessità della Ragione, anzi è addirittura un universale culturale, esattamente come il tabù dell’incesto e i riti funebri.

Il solo periodo storico in cui lo Stato scomparve è il Medio Evo, che fu un peculiare periodo storico localizzato solo e unicamente sul territorio dell’Impero romano d’Occidente, a causa della rivoluzione cristiana (non c’era più un centro di comando unico del potere della forza fisica).

Sul territorio dell’Impero romano d’Oriente non ci fu alcun Medio Evo, lo Stato non venne distrutto dalla rivoluzione cristiana, perché Costantino il Grande ideò genialmente il cesaropapismo e così neutralizzò la volontà del Cristianesimo di abbattere lo Stato (romano).

Lo Stato costituito dall’Impero romano d’Oriente rimase in piedi non perché avesse confini più sicuri (come si diceva una volta) e neanche perché avesse strategie più efficaci (come ha erroneamente sostenuto in tempi recenti Edward Luttwak): rimase in piedi solo grazie al cesaropapismo.

La geniale invenzione di Costantino il Grande, comunque, non poté salvare l’Impero romano d’Occidente, nel quale il Papa di Roma aveva ormai troppo potere.

Non dobbiamo però pensare che il Cristianesimo sia interamente negativo, al contrario, in un’analisi costi-benefici il risultato complessivo da esso prodotto è nettamente positivo:

«L’eccezionale successo storico dell’Occidente è iniziato in questo modo: facendo crollare lo Stato schiavista romano.

Il Cristianesimo ha donato al genere umano sia l’eliminazione dello schiavismo che la scienza.»

https://luigicocola.wordpress.com/2017/03/13/la-nemesi-delloccidente-possiamo-fermarla-con-la-ragione/

Che lo Stato sia sempre esistito non è solo una mia opinione, per esempio è anche l’opinione di Norberto Bobbio:

«la società senza Stato» è un «salto fuori della storia»

Norberto Bobbio, op. cit., pag. 124

«Una tesi ricorrente percorre con straordinaria continuità tutta la storia del pensiero politico: lo Stato, inteso come ordinamento politico di una comunità, nasce dalla dissoluzione della comunità primitiva fondata sui legami di parentela e dalla formazione di comunità più ampie derivanti dall’unione di più gruppi familiari per ragioni di sopravvivenza interne (il sostentamento) ed esterne (la difesa). Mentre per alcuni storici contemporanei, come si è detto, la nascita dello Stato segna l’inizio dell’età moderna [cioè per gli storici mondialisti, nota mia], secondo questa più antica e più comune interpretazione la nascita dello Stato rappresenta il punto di passaggio dall’età primitiva, via via distinta in selvaggia e barbara, all’età civile, dove ‘civile’ sta insieme per ‘cittadino’ e ‘civilizzato’ (Adam Ferguson).»

Ibidem, pag. 63

E anche di Karl Popper:

«Tornando ora alla storia di questi movimenti, sembra che la teoria protezionistica dello stato sia stata formulata per la prima volta dal sofista Licofrone, seguace di Gorgia.»

Karl R. Popper, op. cit., pag. 148

È facile capire che, se Licofrone formulò ciò che Popper chiama la «protectionist theory of the state», allora lo Stato ai tempi di Licofrone già esisteva.

Popper considera lo Stato un male necessario, quindi non ha niente a che fare con il mondialismo, il cui scopo è quello di eliminare lo Stato dalla faccia della terra:

«Al contrario, qualsiasi genere di libertà è chiaramente impossibile se non è garantito dallo stato.»

Ibidem, pag. 145

«il potere dello Stato è fatalmente destinato a restare sempre un male pericoloso, anche se necessario.»

Karl R. Popper, La società aperta e i suoi nemici – Hegel e Marx falsi profeti, vol. II, Armando Editore, 1996 (trad. it. di The Open Society and its Enemies – The high tide of prophecy: Hegel, Marx and the aftermath, vol. II, Routledge & Kegan Paul, 1969), pag. 152

«Lo Stato è un male necessario. I suoi poteri non dovrebbero essere accresciuti oltre il necessario. Si potrebbe chiamare questo principio il “rasoio liberale” (sulla scorta del rasoio di Ockham, cioè del celebre principio secondo il quale gli enti metafisici non devono essere moltiplicati più del necessario).»

Karl R. Popper, Alla ricerca di un mondo migliore, Armando Editore, 2002 (trad. it. di Auf der Suche nach einer besseren Welt: Vorträge und Aufsätze aus dreissig Jahren, Piper Verlag, 1984), pag. 160

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Gli ultimi sussulti del mostro globalista ferito a morte

30 maggio 2018

Il mondialismo (o globalismo, in inglese globalism, in francese mondialisme), questo mostro colossale nato dal rimbecillimento dell’intellighenzia occidentale degli ultimi tre secoli (a partire dalla filosofia politica di John Locke), è ferito a morte.

Stiamo assistendo ai suoi ultimi sussulti.

Perché parlo di John Locke? Perché lo state of nature che egli descrive in Two Treatises of Government è una mistificazione, mistificazione che nel corso dei secoli seguenti è diventata parte integrante del patrimonio culturale laico dell’Occidente e che quindi ho denominato “mistificazione di origine lockiana”, mistificazione secondo la quale la Ragione conduce inevitabilmente, ineluttabilmente, all’eliminazione dello Stato.

Per la mistificazione di origine lockiana, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/04/02/il-mondialismo-e-il-nazionalismo-sono-il-prodotto-di-due-diverse-weltanschauung/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/11/joseph-stiglitz-racconta-menzogne-e-fa-propaganda-mondialista/

L’Unione Europea e l’euro sono il risultato finale di questa mistificazione di origine lockiana.

Per il rimbecillimento dell’intellighenzia occidentale degli ultimi tre secoli, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/06/07/lo-spettacolare-e-stupefacente-rimbecillimento-dellintellighenzia-occidentale/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/05/03/siamo-in-mezzo-a-un-conflitto-mondiale-ma-nessuno-ne-parla/

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Ecco la “National Security Strategy” di Donald Trump

29 dicembre 2017

Ecco cosa Donald Trump scrive nella sua National Security Strategy, NSS (dicembre 2017).

A pag. ii:

«My Administration’s National Security Strategy lays out a strategic vision for protecting the American people and preserving our way of life, promoting our prosperity, preserving peace through strength, and advancing American influence in the world. We will pursue this beautiful vision—a world of strong, sovereign, and independent nations, each with its own cultures and dreams, thriving side-by-side in prosperity, freedom, and peace—throughout the upcoming year [il neretto è mio]

Most of all, we will serve the American people and uphold their right to a government that prioritizes their security, their prosperity, and their interests [il neretto è mio]. This National Security Strategy puts America First.»

A pag. 1:

«An America First National Security Strategy is based on American principles, a clear-eyed assessment of U.S. interests, and a determination to tackle the challenges that we face. It is a strategy of principled realism that is guided by outcomes, not ideology. It is based upon the view that peace, security, and prosperity depend on strong, sovereign nations that respect their citizens at home and cooperate to advance peace abroad [il neretto è mio]. And it is grounded in the realization that American principles are a lasting force for good in the world.

“We the People” is America’s source of strength [il neretto è mio]

A pag. 3:

«These competitions require the United States to rethink the policies of the past two decade policies based on the assumption that engagement with rivals and their inclusion in international institutions and global commerce would turn them into benign actors and trustworthy partners. For the most part, this premise turned out to be false [il neretto è mio]

A pag. 4:

«First, our fundamental responsibility is to protect the American people, the homeland, and the American way of life. We will strengthen control of our borders and reform our immigration system…

…Second, we will promote American prosperity. We will rejuvenate the American economy for the benefit of American workers and companies…

…Third, we will preserve peace through strength by rebuilding our military so that it remains preeminent, deters our adversaries, and if necessary, is able to fight and win. We will compete with all tools of national power to ensure that regions of the world are not dominated by one power…

…Fourth, we will advance American influence because a world that supports American interests and reflects our values makes America more secure and prosperous. We will compete and lead in multilateral organizations so that American interests and principles are protected…

Strengthening our sovereignty—the first duty of a government is to serve the interests of its own people—is a necessary condition for protecting these four national interests [il neretto è mio]. And as we strengthen our sovereignty we will renew confidence in ourselves as a nation. We are proud of our history, optimistic about America’s future, and confident of the positive example the United States offers to the world. We are also realistic and understand that the American way of life cannot be imposed upon others, nor is it the inevitable culmination of progress [il neretto è mio] (1)…

…In the United States, free men and women have created the most just and prosperous nation in history. Our generation of Americans is now charged with preserving and defending that precious inheritance [il neretto è mio]. This National Security Strategy shows the way.»

A pag. 37:

«There is no arc of history that ensures that America’s free political and economic system will automatically prevail. Success or failure depends upon our actions [il neretto è mio] (2)…

…During the Cold War, a totalitarian threat from the Soviet Union motivated the free world to create coalitions in defense of liberty. Today’s challenges to free societies are just as serious, but more diverse. State and non-state actors project influence and advance their objectives by exploiting information, democratic media freedoms, and international institutions [il neretto è mio]

We are not going to impose our values on others [il neretto è mio]. Our alliances, partnerships, and coalitions are built on free will and shared interests. When the United States partners with other states, we develop policies that enable us to achieve our goals while our partners achieve theirs.»

www.whitehouse.gov/wp-content/uploads/2017/12/NSS-Final-12-18-2017-0905-2.pdf

————————————

(1) (2) Da queste frasi a pag. 4 e a pag. 37 del testo di National Security Strategy si può inferire che Donald Trump non accetta l’interpretazione della storia come piano provvidenziale, che è l’interpretazione della storia propria del millenarismo e del mondialismo, mentre invece accetta l’interpretazione della storia come progresso, che è propria dell’Illuminismo, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/02/21/il-mondialismo-e-la-storia-come-piano-provvidenziale/

Donald Trump quindi si basa sulla Ragione e non sulla falsa Ragione dei mondialisti, cioè di coloro che si fanno ingannare da quella che io ho definito “mistificazione di origine lockiana”, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/11/joseph-stiglitz-racconta-menzogne-e-fa-propaganda-mondialista/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/04/02/il-mondialismo-e-il-nazionalismo-sono-il-prodotto-di-due-diverse-weltanschauung/

Il punto nodale della questione è che John Locke, a differenza di Thomas Hobbes, identifica la Ragione con Dio, proprio come si faceva all’epoca di Agostino d’Ippona, e ciò lo si può inferire facilmente dal testo di Two Treatises of Government, come ho mostrato qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/07/stato-di-natura-mark-zuckerberg-e-dennis-prager/

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Stato di natura, Mark Zuckerberg e Dennis Prager

7 agosto 2017

Ho sempre sostenuto che il Cristianesimo è in conflitto con lo Stato, conflitto che è assente nelle altre due grandi religioni monoteistiche: l’Ebraismo e l’Islam, vedi la mia teoria del Cristianesimo in Luigi Cocola, Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo, 3° ed., 2012, lulu.com.

A mio giudizio, le istanze antistato del Cristianesimo si svincolarono da tale religione e mutarono da istanze di tipo religioso a istanze di tipo filosofico con l’opera di filosofia politica di John Locke intitolata Due trattati sul governo (in inglese Two Treatises of Government), che venne pubblicata nel 1690.

Non considero infatti filosofi il vescovo Agostino d’Ippona e il frate domenicano Tommaso d’Aquino, ma bensì teologi e infatti sono entrambi Dottori della Chiesa e Santi.

Titoli che il laico John Locke non ha.

Comunque, quando Locke (1632-1704) scrive dello stato di natura, scrive da un punto di vista cristiano: la Weltanschauung di Locke è quella religiosa (ovviamente della religione cristiana, dato che Locke era cristiano), non è la Weltanschauung scientifica, quella che animò invece Thomas Hobbes (1588-1679), il quale scrisse anch’egli dello stato di natura (prima di Locke).

Per capire le conseguenze divergenti dei concetti di stato di natura di Locke e di Hobbes, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/04/02/il-mondialismo-e-il-nazionalismo-sono-il-prodotto-di-due-diverse-weltanschauung/

Per capire la lontanissima origine del concetto di stato di natura di Locke, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

Ciò che scrive Locke sullo stato di natura verrà poi ripetuto e rinforzato da Jean-Jacques Rousseau (1712-1778), cosicché può accadere che quando si parla di stato di natura si citino solo Hobbes e Rousseau, omettendo Locke.

Un recente articolo scientifico pubblicato su Nature (21 gennaio 2016) e intitolato Inter-group violence among early Holocene hunter-gatherers of West Turkana, Kenya ha smentito le idee cristiane di Locke e di Rousseau sullo stato di natura e ha confermato invece quelle non cristiane (cioè atee) di Thomas Hobbes e di Charles Darwin, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/25/smentite-le-idiozie-di-locke-e-di-rousseau-sullo-stato-di-natura/

Ho scritto in un post precedente:

«Il fatto è che, nel campo della filosofia politica/scienza politica, da Locke in poi l’Occidente ha incominciato progressivamente a voltare le spalle alla Weltanschauung scientifica (della quale Darwin è un caposaldo irrinunciabile) e a rivolgersi sempre più alla Weltanschauung religiosa, fino ad esserne completamente posseduto. Ormai esso è del tutto in balia del millenarismo cristiano e vuole eliminare lo Stato dalla faccia della terra.

E neanche riconosce tutto ciò, anzi millanta di seguire la Weltanschauung scientifica, in una menzogna senza fine.»

https://luigicocola.wordpress.com/2014/07/05/la-menzogna-senza-fine-delloccidente/

Bisogna dire che Hobbes non è esente da colpe: in genere egli è visto prevalentemente, se non unicamente, come il sostenitore dell’assolutismo, in quanto era fortemente contrario alla divisione dei poteri.

Però le idee di Hobbes sulla forma di governo non c’entrano nulla con ciò che egli scrisse sullo Stato, sono due cose del tutto differenti e a mio giudizio egli nella sua opera di filosofia politica confuse deliberatamente e fraudolentemente i concetti di forma di governo e di Stato per motivi di lavoro (cioè per non perdere il proprio posto di lavoro).

Ho esposto un’analisi psicologica di Thomas Hobbes, soprattutto dal punto di vista della Scuola di Palo Alto (Palo Alto Mental Research Institute), in Luigi Cocola, op. cit., pagg. 37-48.

Ritornando a Locke, ecco cosa egli scrive sullo stato di natura:

«And here we have the plain difference between the state of Nature and the state of war, which however some men have confounded [Locke intende Thomas Hobbes], are as far distant as a state of peace, goodwill, mutual assistance, and preservation; and a state of enmity, malice, violence and mutual destruction are one from another. Men living together according to reason without a common superior on earth, with authority to judge between them, is properly the state of Nature [il neretto è mio].»

(John Locke, Two Treatises of Government, Essay Two, Chapter III, 19, prepared by Rod Hay for the McMaster University Archive of the History of Economic Thought, disponibile su:

http://www.efm.bris.ac.uk/het/locke/government.pdf,

data di accesso odierna)

Locke compie qui una vera e propria mistificazione: egli parla di Ragione (reason), ma in realtà sta parlando di Weltanschauung religiosa cristiana.

Infatti ecco altri due passi di Two Treatises of Government:

«…whence it follows, that either the father has not his paternal power by begetting, or else that the heir has it not at all; for it is hard to understand how the law of nature, which is the law of reason [il neretto è mio], can give the paternal power to the father over his children, for the only reason of begetting…»

(Ibid., Essay One, Chapter IX, 101)

«Thus the law of Nature stands as an eternal rule to all men, legislators as well as others. The rules that they make for, other men’s actions must, as well as their own and other men’s actions, be conformable to the law of Nature— i.e., to the will of God [il neretto è mio], of which that is a declaration, and the fundamental law of Nature being the preservation of mankind, no human sanction can be good or valid against it.»

(Ibid., Essay Two, Chapter XI, 135)

Come si può notare, per Locke la legge di natura è sia la legge della ragione che il volere di Dio.

Quindi per Locke la Ragione si identifica con Dio ed è evidente che su tale argomento non c’è alcuna differenza tra Locke e l’epoca di Agostino d’Ippona, vedi infatti una lettera scritta nel 414/15 da Evodio ad Agostino:

«Poiché, se è in base alla ragione che Dio è eterno, che cos’è la ragione? Essa perciò o è Dio o un attributo di Dio, come c’insegna essa stessa.»

http://www.augustinus.it/italiano/lettere/lettera_161_testo.htm

Il concetto di stato di natura di Locke (“a state of peace, goodwill, mutual assistance, and preservation”) può essere sintetizzato in questa frase: “I always believed people are basically good”, frase che è stata scritta recentemente da Mark Zuckerberg nel suo comunicato al popolo intitolato Bringing the World Closer Together e pubblicato su Facebook il 22 giugno 2017.

Eccone il link:

www.facebook.com/notes/mark-zuckerberg/bringing-the-world-closer-together/10154944663901634/

Ho sostenuto in vari post che, sebbene Mark Zuckerberg sia ebreo, il concetto di stato di natura a cui egli si riferisce quando scrive “I always believed people are basically good” è un concetto lockiano e cioè cristiano:

«P.S.: notare nel suo comunicato al popolo del 22 giugno come Zuckerberg esprima chiaramente il leitmotiv fondamentale del mondialismo e di tutte le altre ideologie antistato (vedi la mia teoria unificata delle ideologie antistato), cioè che gli esseri umani sono naturalmente buoni (“I always believed people are basically good [il neretto è mio]. As I’ve traveled around, I’ve met all kinds of people from regular folks to heads of state, and I’ve found they almost all genuinely care about helping people”), concetto già espresso nel 1690 da John Locke, quando scrisse la sua errata e ridicola versione dello stato di natura (versione smentita, fra l’altro, anche da un recentissimo studio scientifico pubblicato su Nature, come ho ricordato più volte).»

https://luigicocola.wordpress.com/2017/06/24/mark-zuckerberg-la-nuova-reincarnazione-di-cristo/

Ho appena trovato in internet una conferma che “I always believed people are basically good” non appartiene all’Ebraismo, vedi questo articolo (20 ottobre 2010) di Dennis Prager, che è di religione ebraica come Mark Zuckerberg:

Are people basically good?

«The notion that people are basically good is a modern, post-Enlightenment one that is neither Jewish nor rational.

As regards Judaism, from the Torah through rabbinic Judaism, I am unaware of a single mainstream Jewish text that posits that people are basically good. The Torah cites God Himself as declaring that the “will of man’s heart is evil from his youth” (Genesis 8.21).

As regards reason, the empirical evidence against the belief that people are basically good is simply overwhelming…

…The consequences of this belief are awful.»

http://jewishjournal.com/opinion/83939/

Vedi anche questo articolo (31 dicembre 2002) dello stesso autore:

If you believe that people are basically good

«No issue has a greater influence on determining your social and political views than whether you view human nature as basically good or not…

…As Lord Acton said long ago, “Power corrupts, and absolute power corrupts absolutely.” Lord Acton did not believe people are basically good. No great body of wisdom, East or West, ever posited that people were basically good. This naive and dangerous notion originated in modern secular Western thought, probably with Jean Jacques Rousseau, the Frenchman who gave us the notion of pre-modern man as a noble savage. He was half right. Savage, yes, noble, no. If the West does not soon reject Rousseau and humanism and begin to recognize evil, judge it and confront it, it will find itself incapable of fighting savages who are not noble.»

https://townhall.com/columnists/dennisprager/2002/12/31/if-you-believe-that-people-are-basically-good-n981387

Ecco chi è Dennis Prager:

https://en.wikipedia.org/wiki/Dennis_Prager

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