Posts Tagged ‘ucraina’

Siamo al bivio della storia

10 giugno 2016

Siamo al bivio della storia: tra pochi giorni ci sarà il referendum sulla Brexit e poi, in autunno, le elezioni presidenziali degli Stati Uniti d’America.

Se il Regno Unito uscisse dall’Unione Europea e soprattutto se vincesse Donald Trump su Hillary Clinton, l’umanità intera sarebbe salva.

Non avrei affatto paura se non esistesse l’arma nucleare: il mondialismo è destinato per forza di cose a durare meno del comunismo, come ho scritto qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/03/07/perche-il-mondialismo-durera-meno-del-comunismo/

Ma le bombe nucleari purtroppo esistono e se vincesse Hillary Clinton, che ha dimostrato con la Libia di essere una guerrafondaia, anzi una criminale mondialista, lo scenario sarebbe quasi sicuramente, a meno di un miracolo, il seguente:

guerra nucleare tra la NATO e la Russia di Putin.

Una guerra nucleare nel cuore dell’Europa.

La gente sembra non rendersene conto, o forse se ne rende conto, ma è posseduta da un’inarrestabile pulsione di morte.

Che è sicuramente di natura genetica, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/25/smentite-le-idiozie-di-locke-e-di-rousseau-sullo-stato-di-natura/

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Obama paragonato a Wile E. Coyote!

18 dicembre 2015

E doveva arrivare anche questo per Obama: il paragone con Wile E. Coyote!

Naturalmente Putin è Road Runner.

Meglio conosciuti in Italia come Vilcoyote e Beep Beep, rispettivamente.

Ecco il testo originale, da un articolo di Pascal-Emmanuel Gobry Putin just played Obama. Again. (17 dicembre 2015) su The Week:

«…What’s so frustrating about the whole thing is how effortless Putin makes it look, and how the U.S. walks right into the obvious trap every time. It’s like watching the Roadrunner and Wile E. Coyote.

The U.S.’s hands are now tied in both Syria and Ukraine, and the Obama administration did everything to make it happen.»

http://theweek.com/articles/594621/putin-just-played-obama-again

Colpisce molto il finale: «…and the Obama administration did everything to make it happen.»

Che mi sembra essere un giudizio assolutamente corretto.

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Ma non esistono più americani onesti?

29 settembre 2015

Leggo sul Sole24ore:

“«L’America ha pochi interessi in Ucraina. Riconosciamo la profonda e complessa storia fra Russia e Ucraina ma non possiamo» restare a guardare quando «la sovranità e l’integrità territoriale sono violati in modo flagrante» afferma Obama, e sottolinea «quanto è accaduto in Ucraina, può accadere in qualsiasi altro paese. Questo è alla base delle sanzioni che gli Stati Uniti e i nostri partner hanno imposto alla Russia. Non c’è desiderio di tornare alla Guerra Fredda».”

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2015-09-28/siria-ban-attacca-consiglio-onu-quattro-anni-paralisi–154651.shtml?uuid=ACXGP85

Come osa Obama pronunciare queste parole?

Egli e il suo predecessore George W. Bush hanno violato, e senza alcun motivo legittimo, “la sovranità e l’integrità territoriale” dell’Iraq, della Libia e della Siria.

L’ISIS l’hanno creato loro.

Mettendo in gravissimo pericolo l’intera Europa.

Ma non esistono più americani onesti?

Se ancora esistono, che aspettano a cacciar via Obama?

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Azione e reazione

18 giugno 2015

17 giugno 2015, 13:15
Putin: 40 nuovi missili nucleari
Sale la tensione tra Russia e Occidente dopo l’annuncio
http://www.ansa.it/sito/videogallery/mondo/2015/06/17/putin-40-nuovi-missili-nucleari_3956a33e-42f0-4a19-939a-dd995c3499d5.html

17 giugno 2015, 19:27
Ucraina: Kissinger, Putin va ascoltato
Paese non sia avamposto che divide, ma ponte fra Russia e Europa
http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2015/06/17/ucraina-kissinger-putin-va-ascoltato_9d32c16d-309f-49d1-8f1c-a6e0a7a72225.html

Siamo sull’orlo dell’Apocalisse II

16 marzo 2015

CNN Is Beating the Drums of War — Paul Craig Roberts

http://www.paulcraigroberts.org/2015/03/14/cnn-beating-drums-war-paul-craig-roberts/

Una traduzione italiana, a cura di Luciano Lago, è riportata qui:

http://www.controinformazione.info/la-cnn-sta-battendo-i-tamburi-di-guerra/

Paul Craig Roberts è un economista americano ed è stato Assistant Secretary of the Treasury for Economic Policy nel primo mandato di Ronald Reagan.

Nel 1987 ha ricevuto la Legion d’Onore.

Cosa dice Luttwak

27 febbraio 2015

Edward Luttwak è ai miei occhi un intellettuale molto interessante, sebbene abbia in passato sostenuto tesi che personalmente trovo assurde, come per esempio che l’Impero romano d’Oriente non crollò come quello d’Occidente perché aveva strategie più efficaci, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/01/27/quale-sara-il-futuro-delloccidente/

Con tutta evidenza non ha ben compreso il Cristianesimo.

Capire il Cristianesimo è come capire Freud: di fondamentale importanza.

Senza, non è possibile spiegare alcuni aspetti fondamentali della realtà.

Leggiamo tre passi notevoli dell’intervista rilasciata da Luttwak a Claudio Barchesi, vedi qui:

http://www.nannimagazine.it/notizie/economia-e-lavoro/economia/cronaca-economica/25/02/2015/intervista-edward-luttwak-cosi-vi-spiego-il-dominio-dello-spazio-economico/9646

«La sponda meridionale del Mediterraneo è però ormai rovente. È stato un errore rovesciare Gheddafi, in particolare?

“L’intervento umanitario per salvare la Cirenaica vedeva contrari sia gli Stati Uniti sia l’Italia, i soli Paesi a conoscere bene la situazione della Libia. L’idea che togliendo Gheddafi sarebbe arrivata la democrazia era completamente sbagliata: infatti è arrivata l’anarchia”.»

Non mi pare proprio che gli Stati Uniti fossero contrari all’«intervento umanitario» [sic], dato che il primo giorno di guerra, il 19 marzo 2011, poche ore dopo l’attacco francese, furono lanciati ben 112 tomahawk da unità navali statunitensi e britanniche.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/16/i-tomahawk-di-obama/

È strano come sia diffusa questa rimozione delle responsabilità di Obama nel disastro attuale della Libia.

Ma lo sanno di vivere nell’era di internet?

Veniamo al secondo passo notevole dell’intervista.

«Non meno complessa appare la crisi dell’Ucraina: come uscirne?

“In questo pianeta se l’altro è armato e se non sei pronto a combattere non puoi ottenere granché. Si credeva che le sanzioni avrebbero convinto Putin, ma tutta la politica del leader russo consiste nel sacrificare il benessere economico alla gloria del Paese. I russi sono nazionalisti e il popolo è dalla sua parte. Quindi le soluzioni sono due: o ci si decide al conflitto o si lascia Putin libero di disegnare la carta dell’Ucraina che ha in mente e si trova un modo di uscirne con eleganza”.»

La conclusione (giustissima!) di Luttwak è questa: o si accetta di imbarcarsi in una guerra che, nel cuore dell’Europa, può arrivare al livello nucleare, o l’Occidente deve abbozzare.

Ma questo gli Stati Uniti non lo sapevano?

Oppure hanno analisti dediti all’alcool o ad altre droghe (tipo quella ideologica)?

Il terzo passo notevole dell’intervista è questa frase di Luttwak:

«Una delle caratteristiche centrali del progresso, soprattutto nell’attuale fase storica, è che spesso i grandi innovatori sono del tutto estranei al sistema accademico.»

È assolutamente vero, del resto ciò non è altro che la notissima tesi di Thomas Kuhn.

Infatti io sono del tutto estraneo al sistema accademico.

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Il mondialismo è un crimine contro l’umanità

23 febbraio 2015

Alziamoci in volo sopra l’Europa e il mondo e guardiamo in basso.

Cosa vediamo?

L’Europa, la culla della filosofia e della scienza, che è caduta in povertà a causa dell’euro e dell’Unione Europea.

A Sud dell’Europa, l’Islam massacrato senza pietà dall’Occidente, che si è tramutato in un Islam in guerra, in un Islam che vuole ripetere le gesta dell’antico passato: invadere le terre europee più meridionali.

A Est dell’Europa, un grande paese cristiano, la Russia, che è stato vigliaccamente aggredito dall’Occidente mediante un colpo di Stato preparato ad arte e che è perfettamente in grado di rispondere all’aggressione con la sua grande potenza militare e nucleare.

Questi sono i risultati del sogno mondialista: povertà e guerra.

Il mondialismo è un crimine contro l’umanità.

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Ecco dove ci ha portato Obama

7 febbraio 2015

Concluso negativamente il viaggio a Mosca di Hollande e della Merkel, la guerra in Ucraina, quella vera, sembra ormai a un passo.

Il 30 settembre avevo scritto:

“Vedremo fra poco, quando arriverà il Generale Inverno, cosa accadrà in Ucraina. Perché è evidente che solo allora si arriverà al culmine del conflitto su tale fronte.

Ci sono qui due contendenti (entrambi dotati di armi nucleari) che non possono perdere, pena la loro stessa sopravvivenza: l’internazionalismo di David Rockefeller e lo Stato russo.

C’è da aver paura, molta paura.

Siamo sull’orlo dell’Apocalisse.”

https://luigicocola.wordpress.com/2014/09/30/siamo-sullorlo-dellapocalisse/

Ecco dove ci ha portato Obama, questo premio Nobel per la pace.

Ma non senza la complicità assoluta della Merkel e di Hollande, il cui viaggio a Mosca appare essere solo una mossa propagandistica, come per dire: noi abbiamo voluto la pace fino all’ultimo.

Se aveste voluto veramente la pace, non avreste dovuto essere complici degli Stati Uniti d’America nel colpo di stato in Ucraina e nelle sanzioni alla Russia.

Avete seminato vento, ora raccoglieremo (noi tutti) tempesta.

Copyright © 2015 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Siamo sull’orlo dell’Apocalisse

30 settembre 2014

Ho esposto più volte in questo blog la mia personale e innovativa interpretazione della crisi attuale dell’Occidente.

Comprendere le vere cause di essa è imperativo, perché senza una corretta diagnosi non è possibile attuare una corretta terapia.

L’Occidente, innanzitutto, cos’è? È l’insieme delle culture nate dal crollo dell’Impero romano d’Occidente, crollo che fu provocato dal Cristianesimo (da cui il Medio Evo).

I pilastri dell’Occidente sono storicamente stati: la cultura italiana, quella inglese, quella francese e quella tedesca.

Se si va a leggere un manuale elementare di fisica, molto probabilmente ci si imbatterà in una breve biografia dei più importanti fisici della storia: sarà così possibile notare che quasi tutti appartengono a una delle quattro culture che ho citato.

La straordinaria fortuna dell’Occidente si deve infatti alla scienza, soprattutto perché mediante essa è possibile inventare armi più potenti.

Ma l’Occidente ha dentro di sé il germe dell’autodistruzione, perché, a differenza dell’altra sponda del Cristianesimo, quella orientale, ha nel suo DNA la volontà di abbattere lo Stato.

Il Cristianesimo infatti si divise fin dalla sua origine nella parte occidentale, in cui prevalse questa volontà (e quindi si ebbe il Medio Evo), e nella parte orientale, in cui Costantino il Grande, invece di combattere il Cristianesimo come avevano fatto i suoi predecessori (l’ultimo fu Diocleziano), genialmente lo incorporò nello Stato romano, subordinandolo ad esso. Per far questo, dovette abbandonare Roma, come del resto aveva fatto anche Diocleziano, perché in essa il potere teocratico della Chiesa era ormai troppo forte e non poteva più essere subordinato allo Stato.

La parte orientale del Cristianesimo rappresenta il tentativo (perfettamente riuscito) dell’Impero romano di neutralizzare le istanze eversive di questa nuova religione, ma per ottenere questo, esso dovette accettare di inglobarla dentro di sé e anche di perdere l’Occidente, dove il potere della Chiesa di Roma era invincibile.

Così l’Occidente seguì lo scopo originario del Cristianesimo, quello di abbattere lo Stato romano. A breve termine si ebbe un effetto assolutamente negativo, il Medio Evo, ma poi, e del tutto inaspettatamente, si ebbe (come ho mostrato in dettaglio nei miei due saggi, le icone dei quali stanno sotto il titolo del blog) uno straordinario effetto positivo, ossia la nascita della scienza, con il Rinascimento, Leonardo, Galileo e poi, in terra inglese, Newton.

Alla fine le diverse culture dell’Occidente trovarono un compromesso funzionale tra la forza dello Stato e la caritas del Cristianesimo, e ciò mediante due accorgimenti alternativi tra loro: uno “soft”, ossia la separazione tra Stato e Chiesa, l’altro “hard”, ossia la subordinazione della Chiesa allo Stato (come aveva fatto Costantino il Grande in Oriente).

L’eccezione è la cultura italiana (l’anomalia italiana), dove c’è un compromesso disfunzionale tra la forza dello Stato e la caritas del Cristianesimo, in quanto la sede del capo della Chiesa di Roma si trova proprio nel territorio della cultura italiana e ciò inchioda il popolo italiano a una maggiore caritas, che assume così un carattere nettamente preponderante. Da cui il collasso cronico dello Stato italiano.

Ma la sequenza di DNA dell’Occidente che codifica l’abbattimento dello Stato continuò ad esprimersi e ciò avvenne particolarmente nella filosofia politica di John Locke, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/10/23/il-mito-della-dannosita-dello-stato/

Così il programma antistato del Cristianesimo da religioso divenne filosofico, mutando di forma ma non di sostanza.

Questo mutamento di forma neutralizza le difese della cultura occidentale nei riguardi dell’idea esiziale di eliminare lo Stato: il programma antistato del Cristianesimo risulta in questo modo vincente, perché non si presenta più a carattere religioso, ma filosofico o addirittura, più recentemente, scientifico.

È quindi in sintonia con la modernità dell’Occidente, nel quale la scienza ha oggi una fortissima valenza.

Ma ovviamente si tratta di un inganno. La scientificità delle ideologie antistato è del tutto falsa, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/05/05/la-teoria-dei-giochi-dimostra-che-lo-stato-e-inutile-e-falso/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/07/28/loccidente-camuffa-da-scienza-la-propria-ideologia/

L’accelerazione impressa al programma antistato dell’Occidente da Obama (e dall’internazionalismo di David Rockefeller, del quale Obama è fedele esecutore) ha prodotto quegli effetti devastanti che sono sotto gli occhi di tutto il mondo: la crisi economica senza speranza dell’Unione Europea e la stolida apertura di due fronti di guerra, quello russo e quello islamico.

È appena il caso di notare che Napoleone e Hitler persero proprio per aver aperto due fronti, uno dei quali era quello russo.

Vedremo fra poco, quando arriverà il Generale Inverno, cosa accadrà in Ucraina. Perché è evidente che solo allora si arriverà al culmine del conflitto su tale fronte.

Ci sono qui due contendenti (entrambi dotati di armi nucleari) che non possono perdere, pena la loro stessa sopravvivenza: l’internazionalismo di David Rockefeller e lo Stato russo.

C’è da aver paura, molta paura.

Siamo sull’orlo dell’Apocalisse.

Copyright © 2014 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Il momento comico

6 settembre 2014

Leggo su RAI News del 4 settembre 2014:

Vertice Nato. Renzi: “Da Putin servono fatti e non parole”

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Vertice-Nato-Renzi-Da-Putin-servono-fatti-e-non-parole-ebb0bcfb-f6d0-4e1d-b20f-f89fd7c10da7.html