Posts Tagged ‘united states constitution’

Due considerazioni sulle forme di governo

19 aprile 2018

1° considerazione

In un post precedente ho scritto:

«Gli Stati Uniti d’America dimostrano che la forma di governo democratica tende inesorabilmente alla degenerazione, come del resto aveva già notato Erodoto quasi 2500 anni fa.

In ogni caso, la divisione dei poteri è un costo troppo alto per i nostri tempi, non funziona più, soprattutto contro un nemico dell’umanità estremamente potente come il mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/10/lfbi-vigila-sulla-moralita-sessuale-di-donald-trump-gli-usa-sono-ormai-un-paese-ridicolo/

Il mondialismo è la più letale delle ideologie antistato, come ho mostrato qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/03/07/perche-il-mondialismo-durera-meno-del-comunismo/

Il punto nodale della questione è che le varie classificazioni delle forme di governo (Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pagg. 95-97) sono tutte (anche quella di Hans Kelsen) antecedenti alla nascita del Gruppo Bilderberg, che si ebbe nel 1954, principalmente per opera di David Rockefeller e del Principe Bernhard dei Paesi Bassi.

Questo mostruoso, contronatura e potentissimo attacco allo Stato, che è il mondialismo, sta dimostrando nei fatti di riuscire a bloccare il funzionamento di una grande democrazia (basata quindi sulla divisione dei poteri) come quella degli Stati Uniti d’America: la democratica, libera e legale elezione di Donald Trump a 45° Presidente viene annullata dal potere illegittimo del mondialismo.

Il popolo degli Stati Uniti d’America, cioè la United States Constitution (We the People of the United States), non conta più niente e la sua volontà viene cancellata, distruggendo così il principio stesso della divisione dei poteri, che prevede sì che un potere freni un altro potere, ma non che lo blocchi o che addirittura lo elimini.

Il meccanismo della divisione dei poteri, detto anche system of checks and balances, è stato inequivocabilmente rotto dal mondialismo.

Paradossalmente l’assassinio di John Fitzgerald Kennedy, attribuibile senza alcun dubbio al mondialismo (sinonimo: internazionalismo di David Rockefeller), non annullò la divisione dei poteri, mentre invece l’annulla oggi l’attacco a Donald Trump condotto alla luce del sole dal potere illegittimo del mondialismo: proprio perché l’assassinio di JFK fu attribuito ufficialmente a un omicida fanatico.

I creatori delle ideologie antistato di tipo filosofico vissero tutti dal 1760 (anno di nascita di Henri de Saint-Simon) al 1895 (anno di morte di Friedrich Engels), come ho mostrato qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/23/conseguenze-di-due-interpretazioni-del-mondialismo/

Norberto Bobbio scrive:

«Le tipologie classiche delle forme di governo sono tre: quella di Aristotele, quella di Machiavelli e quella di Montesquieu.»

ibid., pag. 95

Aristotele, Machiavelli e Montesquieu vissero prima dei creatori delle ideologie antistato di tipo filosofico (Montesquieu morì nel 1755) e quindi non poterono prevedere la minaccia letale di queste ideologie.

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2° considerazione

Perché il mondialismo ha fatto abbattere le dittature di Saddam e di Gheddafi e perché tenta, strenuamente, di abbattere anche la dittatura di Assad, nonostante l’intelligente e creativa opposizione di Donald Trump (vedi p.e. i disperati tentativi di Theresa May e di Emmanuel Macron), mentre nulla fa contro una monarchia assoluta come quella vigente in Arabia Saudita?

Sia le dittature che le monarchie assolute sono autocrazie, quindi perché il mondialismo vuole abbattere le dittature e non le monarchie assolute?

È molto semplice, basta considerare le basi filosofiche del mondialismo: sia gli antichi greci (Platone e Aristotele), sia Montesquieu nell’Evo Moderno, affermano, nelle loro classificazioni delle forme di governo, che la tirannide, come la chiamano gli antichi greci, e il dispotismo, come lo chiama Montesquieu, sono una forma degenerata, corrotta, della monarchia (*).

Norberto Bobbio scrive:

«Montesquieu ritorna a una tricotomia…

…in quanto definisce il dispotismo come il governo di un solo ma «senza leggi né freni», in altre parole come la forma degenerata della monarchia.»

ibid., pag. 96

Karl Popper scrive:

«In questo modo vengono distinte tre forme conservatrici o legittime e tre forme assolutamente depravate o illegittime; monarchia, aristocrazia e una forma conservatrice di democrazia sono, in ordine di merito, le imitazioni legittime. Ma la democrazia si cambia nella sua forma illegittima e si deteriora ulteriormente, attraverso l’oligarchia, il governo illegittimo dei pochi, nel governo illegittimo di uno solo, la tirannide, che, appunto come Platone ha detto nella Repubblica, è il peggiore di tutti i governi.»

Karl R. Popper, La società aperta e i suoi nemici – Platone totalitario, vol. I, Armando Editore, 1996 (trad. it. di The Open Society and its Enemies – The Spell of Plato, vol. I, Routledge & Kegan Paul, 1969), pagg. 68-69

Inoltre egli scrive:

«…e il termine “tirannide” o “dittatura”…»

ibid., pag. 160

Naturalmente tutto ciò non è in genere compreso dagli analisti politici, come ho scritto nei post precedenti, perché essi ignorano, o vogliono ignorare, l’ideologia mondialista e le sue basi filosofiche.

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(*) Machiavelli, Hobbes e Kelsen non fanno questa distinzione tra forme “buone” e forme “cattive”, anzi Hobbes scrive:

«Nei libri di storia e di politica ricorrono altri nomi di regimi, come tirannia e oligarchia; ma sono i nomi non già di altre forme di governo, bensì delle stesse quando sono considerate con avversione. Coloro, infatti, che sono scontenti sotto la monarchia, la chiamano tirannia; e coloro cui è invisa l’aristocrazia, la chiamano oligarchia

Thomas Hobbes, Leviatano, Laterza, 2009, pag. 155

Ma Hobbes, ovviamente, ai mondialisti non piace affatto.

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Strike chirurgico di Donald Trump alla Siria

14 aprile 2018

Senza neanche informare preventivamente il Congresso (che è controllato dai mondialisti*, dato che a luglio scorso gli ha impedito quasi all’unanimità di abolire le sanzioni alla Russia), Donald Trump ha comandato ieri notte uno strike chirurgico alla Siria, a cui hanno partecipato anche inglesi e francesi.

Trump quindi tiene gelosamente per sé il potere di fare guerra a proprio piacimento, senza che il Congresso ne sappia nulla, se non a cose fatte.

Del resto lo può fare legalmente, per via dell’Articolo Due della United States Constitution, come ha precisato il Gen. James “Mad Dog” Mattis.

Non è un potere da poco, in questa lotta furibonda tra Donald Trump e i mondialisti.

Anche questa volta (come un anno fa) la Siria ha subito danni limitati.

Non c’è stato nessun morto.

I russi sono stati avvertiti preventivamente e non hanno usato i loro formidabili S-400 in risposta allo strike.

Lo show continua.

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* I mondialisti non controllano solo il Congresso, ma quasi tutto, compresa l’FBI, il cui ex direttore James Comey ha scritto un libro, A Higher Loyalty, nel quale insulta Donald Trump, cioè il Presidente degli Stati Uniti d’America in carica: cos’altro è questa se non guerra civile?

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I funanbolismi di Donald Trump

13 aprile 2018

A proposito del false flag attuale riguardante la Siria (ormai quello del gas nervino è il tormentone preferito dai globalisti), mi pare che molti non hanno ancora ben chiaro il quadro della situazione, che è il seguente:

Donald Trump è un nazionalista, in altre parole è un nemico giurato del mondialismo (“Americanism, not globalism, will be our credo”).

Egli non farà mai quello che fecero George W. Bush con l’Iraq e Obama con la Libia.

Certo, è in una situazione politica interna precaria, perché la United States Constitution è ormai carta straccia e la democrazia degli Stati Uniti d’America è rotta: l’élite globalista USA non ha accettato infatti la sua elezione democratica, libera e legale a 45° Presidente USA.

Donald Trump si deve quindi adattare a funambolismi anche estremi, verso i quali è, del resto, molto portato: egli è stato uno showman di grande successo (14 stagioni di The Apprentice) e inoltre egli è un notissimo appassionato di wrestling.

Cos’è il wrestling?

Pensateci sopra.

P.S.: ho pubblicato questo post la mattina del 13 aprile, cioè prima dell’attacco di Trump alla Siria, attacco che ha confermato pienamente quanto da me scritto.

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L’FBI vigila sulla moralità sessuale di Donald Trump: gli USA sono ormai un paese ridicolo

10 aprile 2018

Usa, perquisizione dell’Fbi nello studio dell’avvocato di Trump
Blitz negli uffici di Micheal Cohen, per ordine del procuratore Muller, che indaga sul Russiagate. Prelevati numerosi documenti: ci sono anche quelli relativi al pagamento della pornostar Stormy Daniels

«Mai prima d’ora l’inchiesta sul Russiagate era arrivata così vicino alla persona di Donald Trump. Oggi l’Fbi ha perquisito l’ufficio dell’avvocato personale del presidente, Michael Cohen, sequestrando numerosi documenti. E la reazione del presidente è durissima: “E’ una situazione indecorosa, un attacco alla nazione, una caccia alle streghe”.

Tra i documenti sequestrati ci sarebbero le prove del pagamento versato alla porno-star Stormy Daniels (nome d’arte di Stephanie Daniels) per comprare il suo silenzio sulla relazione sessuale che ebbe con Trump. Cohen ha ammesso quel pagamento, del valore di 130.000 dollari e avvenuto pochi giorni prima dell’elezione presidenziale. Però ha sempre detto di averlo fatto a titolo personale. Trump da parte sua ha smentito di essere mai stato al corrente, anche se è rimasto insolitamente silenzioso sulla sua relazione con la porno-attrice. Ma Cohen custodisce anche molti altri segreti su Trump, relativi soprattutto ai suoi affari: è stato per molti anni il suo legale quando era un impresario edile e televisivo. Cohen ha reagito alla perquisizione e al sequestro di documenti definendo l’operazione dell’Fbi “del tutto inappropriata e per nulla necessaria”.»

http://www.repubblica.it/esteri/2018/04/09/

news/usa_perquisizione_dell_fbi_nello_studio

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Questa è la grande democrazia americana, la democrazia che gli Stati Uniti d’America vogliono imporre a tutto il mondo, anche a suon di bombe e perfino con la guerra nucleare.

Ecco infatti cosa ha scritto il noto criminale mondialista George Soros nel suo libro “La società aperta – Per una riforma del capitalismo globale”, nell’originale inglese “Open Society – Reforming Global Capitalism”:

«L’Alleanza per la Società Aperta cercherebbe di suscitare un’adesione spontanea, ma anche con tutta la buona volontà del mondo non sempre potrà farcela; quindi non si può escludere del tutto l’opzione militare. Anche se l’Alleanza non dovesse conquistare il controllo del Consiglio di Sicurezza, in ogni caso potrebbe sempre aggirarlo e attivare la NATO senza l’autorizzazione del Consiglio, com’è avvenuto nella crisi del Kosovo.»

George Soros, La società aperta – Per una riforma del capitalismo globale, Ponte alle Grazie, 2001 (trad. it. di Open Society – Reforming Global Capitalism, Public Affairs, 2000), pag. 430

Con chi ha fatto sesso Donald Trump a noi non ce ne frega niente!

Né importa ai suoi elettori, che lottano strenuamente per non essere travolti dalla povertà, dall’invasione islamica – terrorismo islamico e dalla guerra (anche nucleare), i tre cavalieri dell’Apocalisse mondialista, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/12/29/i-tre-cavalieri-dellapocalisse-mondialista/

Gli Stati Uniti d’America, è ormai palese, non possono più pretendere di essere il paese guida dell’umanità.

Non ne hanno più le basi morali.

Mille volte meglio la Russia di Putin o la Cina di Xi Jinping.

Gli Stati Uniti d’America dimostrano che la forma di governo democratica tende inesorabilmente alla degenerazione, come del resto aveva già notato Erodoto quasi 2500 anni fa.

In ogni caso, la divisione dei poteri è un costo troppo alto per i nostri tempi, non funziona più, soprattutto contro un nemico dell’umanità estremamente potente come il mondialismo.

È evidentissimo infatti che l’elezione democratica del 45° Presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump non è stata accettata dall’élite globalista USA, che ha in suo potere il Congresso, l’FBI, ecc. ecc.: la United States Constitution è ormai carta straccia.

La democrazia degli Stati Uniti d’America è rotta.

Occorre ricordare che gli antichi romani, quelli della res publica romana, che era una democrazia in quanto vigeva in essa la divisione (o separazione) dei poteri (spesso chiamata in inglese system of checks and balances), nelle grandi emergenze nominavano un dictator, dotato di summum imperium.

Occorre ricordare anche che gli inglesi furono i primi a mettere in pratica la democrazia nell’Evo Moderno, dopo la Gloriosa Rivoluzione (1688).

Essi conoscevano i Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio di Niccolò Machiavelli (tradotto per la prima volta in inglese nel 1636 da Edward Dacres), in cui era descritto, come notò nel XX secolo Bertrand Russell, il system of checks and balances della res publica romana:

«There are whole chapters which seem almost as if they had been written by Montesquieu ; most of the book could have been read with approval by an eighteenth-century liberal. The doctrine of checks and balances is set forth explicitly…

…The Roman republican constitution was good, owing to the conflict of Senate and people.»

Bertrand Russell, History of Western Philosophy, George Allen and Unwin, 1947, pag. 529

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L’imbecillità di Johnny Depp

25 giugno 2017

Johnny Depp, come quasi tutti gli attori di Hollywood, è contro Donald Trump.

In altre parole, egli è un mondialista, ed è chiaro perché: perché fa parte dell’élite.

Infatti:

«Nel 2010, secondo la rivista Forbes, è stato l’attore più pagato del mondo assieme a Sandra Bullock, guadagnando 80 milioni di dollari da giugno 2009 a giugno 2010.»

https://it.wikipedia.org/wiki/Johnny_Depp

Gli attori di Hollywood fanno parte dell’élite globalista e di conseguenza sono contro il popolo americano, quello di cui parla la United States Constitution: «We the People of the United States».

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/16/gli-stati-uniti-sono-una-democrazia-fallita/

Cosa ha fatto l’altro giorno Johnny Depp?

Questo:

Johnny Depp Flirts With Idea of Trump Assassination, Then Apologizes

«LONDON — The actor Johnny Depp is the latest American entertainment figure to suggest — however jokingly, ironically or obliquely — the killing of President Trump.

Speaking on Thursday at the Glastonbury arts festival in southwest England, Mr. Depp asked the audience, “Can you bring Trump here?”

The remark was met with booing and jeering, and he continued: “You misunderstand completely. When was the last time an actor assassinated a president? I want to clarify: I’m not an actor. I lie for a living. However, it’s been awhile, and maybe it’s time.”

The words — which were condemned by the White House on Friday, and which Mr. Depp apologized for — were being interpreted as an allusion to the assassination of President Abraham Lincoln by John Wilkes Booth, an actor, in 1865…»

www.nytimes.com/2017/06/23/arts/johnny-depp-glastonbury-trump.html

In italiano:

Johnny Depp choc, vuole assassinare Trump
Durante un suo intervento al Festival di Glastonbury l’attore si è lanciato in un’invettiva contro The Donald. «È da tempo che un attore non uccide un presidente».

“…«Possiamo portare qui Trump? Credo abbia bisogno di aiuto. Ci sono un sacco di meravigliosi posti bui dove può andare. Quando è stata l’ultima volta che un attore ha assassinato un presidente?», ha detto Depp. Che poi ha aggiunto: «Voglio chiarire una cosa, non sono un attore, io mento per vivere, ma non accade da un po’ e forse è il momento». Riferimento chiaro a John Wilkes Booth, il teatrante che assassinò, il 15 aprile 1865, Abraham Lincoln con un colpo d’arma da fuoco alla nuca.”

http://www.lettera43.it/it/articoli/mondo/2017/06/23/johnny-depp-choc-vuole-assassinare-trump/211670/

Ebbene, le parole che ha pronunciato Johnny Depp, non solo sono chiaramente riprovevoli e da condannare da parte di tutti, sono anche parole di rara imbecillità: infatti egli, pur essendo nemico giurato di Donald Trump come quasi tutti gli attori di Hollywood, non si è minimamente accorto di averlo paragonato al grande, grandissimo, Abraham Lincoln, l’uomo che fece abolire la schiavitù negli Stati Uniti d’America e che, proprio per questo, è universalmente considerato il miglior Presidente americano della storia.

O forse l’élite globalista non giudica positivamente l’abolizione della schiavitù e vuole reintrodurla…

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Angela George [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons

L’élite globalista USA vuole censurare internet II

22 maggio 2017

Evan Williams, uno dei padri del blog (coniò fra l’altro il termine “blogger”) e anche uno dei fondatori di Twitter, rinnega il principio che sta alla base di internet: dare la parola a tutti, che è la perfetta attuazione della libertà di parola e della libertà di stampa garantite dal Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d’America, in inglese “freedom of speech” e “freedom of the press”.

Questo è il First Amendment:

«Congress shall make no law respecting an establishment of religion, or prohibiting the free exercise thereof; or abridging the freedom of speech, or of the press; or the right of the People peaceably to assemble, and to petition the Government for a redress of grievances.»

In italiano:

«Il Congresso non promulgherà leggi per il riconoscimento ufficiale di una religione, o che ne proibiscano la libera professione; o che limitino la libertà di parola, o di stampa; o il diritto delle persone di riunirsi pacificamente in assemblea e di fare petizioni al governo per la riparazione dei torti.»

Ecco cosa ha detto Evan Williams in un’intervista al New York Times (20 maggio 2017):

«”I think the internet is broken,” he says. He has believed this for a few years, actually. But things are getting worse. “And it’s a lot more obvious to a lot of people that it’s broken.”…

…”I thought once everybody could speak freely and exchange information and ideas, the world is automatically going to be a better place,” Mr. Williams says. “I was wrong about that.”…

…“It’s a very bad thing, Twitter’s role in that,” he said finally. “If it’s true that he [Donald Trump] wouldn’t be president if it weren’t for Twitter, then yeah, I’m sorry.”»

www.nytimes.com/2017/05/20/technology/evan-williams-medium-twitter-internet.html

«Un tempo pensavo che, se avessimo dato a tutti la possibilità di esprimersi liberamente e scambiarsi idee e informazioni, il mondo sarebbe diventato automaticamente un posto migliore. Mi sbagliavo»

http://www.corriere.it/tecnologia/17_maggio_21/confessione-fondatore-twitter-internet-non-funziona-piu-scusateci-donald-trump-0a58775a-3ddc-11e7-b817-1edf273dd83b.shtml

Insomma, l’élite globalista USA vuole censurare internet, per trasformare la democrazia degli United States in dittatura.

Che dire, Mr. Williams, lei mi fa schifo, proprio schifo…come si dice in inglese?

Provi a impedirmi di scriverlo in questo blog.

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Gli Stati Uniti sono una democrazia fallita?

16 maggio 2017

Sta divampando negli Stati Uniti d’America il conflitto tra l’élite globalista e il popolo, quel popolo che ha eletto legalmente, liberamente e democraticamente Donald Trump come suo 45° Presidente.

«We the People of the United States», così inizia la United States Constitution, come si può vedere in questa foto:

L’élite globalista non ha accettato il risultato delle elezioni legali, libere e democratiche, vuole calpestare la Costituzione, vuole eliminare Donald Trump, e ciò sia per tiranneggiare il popolo, sia per imporre al popolo il delirio culturale del globalismo, delirio culturale da cui essa è posseduta, mentre invece il popolo, eleggendo Donald Trump («Americanism, not globalism, will be our credo»), ha rifiutato nettamente questo delirio culturale, dimostrando assai più buon senso e capacità di giudizio della sua élite.

I fatti dimostrano, a un ritmo sempre più crescente, che l’élite globalista non si fermerà finché non avrà eliminato Donald Trump o con l’impeachment (vedi il caso Nixon) o con l’assassinio (vedi il caso Kennedy).

David Rockefeller, il capo indiscusso dell’élite globalista USA, è morto, ma hanno preso il suo posto altri capitalisti globalisti: George Soros, Mark Zuckerberg, Jeff Bezos, ecc. ecc.

Ecco cosa scrisse David Rockefeller nella sua autobiografia:

«Some even believe we are part of a secret cabal working against the best interests of the United States, characterizing my family and me as “internationalists” and of conspiring with others around the world to build a more integrated global political and economic structure—one world, if you will. If that’s the charge, I stand guilty, and I am proud of it.»

(David Rockefeller, Memoirs, Random House, 2003, pag. 405)

Chi protegge, con il potere della forza fisica, questi capitalisti globalisti, che sono nemici giurati del popolo e perciò nemici giurati degli United States, come lo fu, per sua stessa confessione scritta, David Rockefeller?

L’FBI? LA CIA? Chi???

Siamo in un momento paradossale della storia: il popolo americano ha internet, un mezzo potentissimo di democrazia che i Founding Fathers neanche si sognavano, eppure essi, tra mille difficoltà, riuscirono a produrre la United States Declaration of Independence e la United States Constitution.

Possibile che il popolo americano di oggi non abbia neanche la forza di far rispettare ciò che i Founding Fathers produssero?

Se i capitalisti globalisti riuscissero a eliminare, in un modo o nell’altro, Donald Trump, vorrebbe dire, in modo assolutamente definitivo, che gli Stati Uniti d’America sono una democrazia fallita.

E che quindi la United States Declaration of Independence e la United States Constitution sono soltanto vecchi pezzi di carta, senza valore alcuno.

E anche che il popolo USA è condannato alla povertà, come previsto dal delirio culturale del globalismo, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/08/17/tre-caratteristiche-necessarie-del-mondialismo/

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