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Rassegnatevi, la Chiesa di Roma è contro lo Stato

16 luglio 2016

C’è chi ha l’assurda convinzione che la Chiesa di Roma sia dalla parte dello Stato e segnatamente da quella dello Stato italiano.

Ma questo significa non capire assolutamente nulla della storia.

Lo Stato italiano nacque contro la volontà della Chiesa di Roma.

Gli Stati europei tutti nacquero contro la volontà della Chiesa di Roma.

La fortuna del popolo inglese (attestata dal fatto che oggi l’inglese è la lingua internazionale) è dovuta a Enrico VIII, che ebbe il coraggio di attuare lo scisma anglicano, introducendo in Occidente il cesaropapismo inventato da Costantino il Grande.

Così gli inglesi sono indubbiamente il popolo più riuscito dell’Occidente.

All’estremo opposto, senza quel miracolo inaspettato che fu Napoleone I, «un popolo di larve e di morti», come Giuseppe Prezzolini definì il popolo italiano, forse non sarebbe mai arrivato all’Unità d’Italia.

Ritornando ai giorni nostri, è vero che Papa Bergoglio ha provocato uno strappo nella tradizione plurisecolare della Chiesa di Roma di rifiutare il millenarismo, come ho scritto qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/07/svelare-la-verita/

Ma egli rappresenta soltanto lo stadio finale di un lungo processo.

Papa Wojtyła, per esempio, invocò il Nuovo Ordine Mondiale, come riportato in un articolo di John Hooper intitolato Pope calls for a new world order e pubblicato il 2 gennaio 2004 sul Guardian:

«Pope John Paul II launched one of the most important diplomatic initiatives of his long papacy yesterday when he called for a new international order to replace the one that emerged from the second world war.»

https://www.theguardian.com/world/2004/jan/02/catholicism.religion

Così Ida Magli l’accusò di essere massone e Maurizio Blondet di essere ebreo, come ho già scritto qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/09/lebraismo-e-la-massoneria-sono-i-capri-espiatori-del-mondialismo/

Macché massone, macché ebreo, era niente di più e niente di meno che il Papa, il capo della Chiesa di Roma.

È vano e ridicolo cercare capri espiatori del mondialismo, come la massoneria e l’ebraismo.

È ancora peggio ricorrere a idee deliranti come il satanismo, vedi qui dove Maurizio Blondet scambia per satanismo del Nuovo Ordine Mondiale una leggenda locale svizzera:

http://www.maurizioblondet.it/gottardo-consacrato-satana/

https://it.wikipedia.org/wiki/Sch%C3%B6llenen

Oltretutto il satanismo mal s’accorda con la massoneria e l’ebraismo.

Rassegnatevi, la Chiesa di Roma è contro lo Stato.

Copyright © 2016 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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Il tradizionalismo non si addice all’Italia

5 luglio 2015

Sempre mi sorprende la stupidità di talune idee politiche, per esempio il tradizionalismo quale fondamento basilare di una certa destra.

Com’è noto l’alfiere di quest’idea esiziale è Julius Evola, ripescato recentemente da Alexander Dugin, il filosofo politico russo.

In Italia quest’ultimo è stato presentato addirittura come “l’«ideologo di Putin»”, il che è una balla colossale, vedi qui:

http://www.nuovarivistastorica.it/?p=6028

Bisogna dare però atto a Dugin di non essere stupido come quella destra nostrana che vede nel tradizionalismo di Evola il suo fondamento basilare.

Per un russo, infatti, fare ricorso al tradizionalismo vuol dire evocare la forza e la sovranità dello Stato russo: Ivan il Terribile e Pietro il Grande, la vittoria su Napoleone e la vittoria su Hitler, e così via.

Cosa potrebbe evocare, invece, il tradizionalismo per un italiano?

Come gli italiani del Rinascimento permisero il sacco dell’Italia da parte di tutti gli eserciti d’Europa, a cominciare dall’esercito di Carlo VIII?

Come gli italiani dei secoli seguenti non riuscirono a unificare con la spada l’Italia se non molto tardivamente e in un modo assolutamente ridicolo?

Come l’esercito fascista di Mussolini (forse questo Dugin non se lo ricorda) dovette ignominiosamente farsi salvare in Grecia dall’esercito tedesco?

Come l’illegittimo potere temporale della Chiesa di Roma, per mezzo del tabù cristiano della forza, ha letteralmente castrato, per secoli e secoli, il popolo italiano e continua tuttora a farlo?

È questa la tradizione dell’Italia!

Ed è veramente ridicolo pensare in questo contesto agli antichi romani: non erano italiani, erano un altro popolo, con un’altra lingua e un’altra religione.

Ma per salvare l’Italia non c’è affatto bisogno di ripudiare il Cristianesimo: è sufficiente eliminare l’illegittimo potere temporale della Chiesa di Roma.

In parole povere: eliminare totalmente i Patti Lateranensi del 1929.

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I mercanti nel Tempio

7 febbraio 2015

Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori dal tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divorerà.

(Vangelo secondo Giovanni, 2, 13-17, Bibbia CEI 2008)

La Chiesa si è lasciata sedurre dall’illusione millenarista?

5 febbraio 2015

Se la mia analisi, quella che ho esposto nei miei saggi e in questo blog, è corretta, come effettivamente penso, allora siamo di fronte a un fenomeno piuttosto singolare.

Che è il seguente: l’Occidente, da circa due secoli, non fa che sfornare bislacche ideologie (nell’Ottocento il comunismo e l’anarchismo, nel Novecento l’europeismo, il multiculturalismo e il mondialismo) al solo scopo di attuare l’antico imperativo cristiano di eliminare lo Stato (romano).

Ho chiamato tale mia interpretazione teoria unificata delle ideologie antistato.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/20/la-teoria-unificata-delle-ideologie-antistato/

Il punto che più colpisce è che c’è stata una netta separazione tra la forma religiosa della volontà di eliminare lo Stato e la sua sostanza.

In altre parole, le suddette ideologie sono laiche, anzi quelle ottocentesche sono assai contrarie alla religione.

Quelle novecentesche lo sono meno vistosamente, ma lo sono anch’esse.

Tanto è vero che il mondialismo non accetta assolutamente le concezioni cristiane sul sesso e sulla famiglia, andando così a colpire proprio le basi fondamentali della Weltanschauung cristiana.

Come mai quindi la Chiesa di Roma non osteggia le ideologie antistato nate nel Novecento, come ha sempre osteggiato invece quelle nate nell’Ottocento?

Forse perché si è lasciata sedurre dall’illusione millenarista?

Del resto Rockefeller, Brzezinski, Soros, ecc., ecc., sono infinitamente più rispettabili e frequentabili di quanto non lo siano mai stati Marx e Proudhon.

Insomma, si tratta di gente molto, molto, per bene, mica di disgraziati come i due ideatori, rispettivamente, del comunismo e dell’anarchismo!

E se questa opera di seduzione fosse l’opera, la tentazione, del Maligno?

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Magari è possibile capire ora

13 febbraio 2013

Altro giorno, altro ameno articolo del “Sole24ore”. Oggi è la volta di “«Noi capiremo dopo»” di Roberto Napoletano, che parla dell’abdicazione di papa Ratzinger e si conclude con queste alate parole:

“È caduto un mondo, è vero, ma dietro, mi dicono gli occhi del Professore, ancora una volta ci sono il disegno di Dio e le sue vie infinite. Noi capiremo dopo.”

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-02-12/capiremo-dopo-063613.shtml?uuid=AbznSYTH

Ma perché non proviamo a usare i nostri tre neuroni, come direbbe Alberto Bagnai? Magari è possibile capire ora.

La verità è che è fallito il tentativo di Ratzinger di continuare l’assetto vaticano della Guerra Fredda, quello iniziato con Wojtyła, eletto papa il 16 ottobre 1978.

Fu un assetto che ebbe successo, papa Wojtyła contribuì indubbiamente alla sconfitta dell’URSS e del comunismo.

Prima di Wojtyła, per trovare un papa non italiano bisogna risalire ad Adriano VI, che fu eletto il 9 gennaio 1522 e che era olandese: si chiamava Adriaan Florenszoon Boeyens. Fu anche tutore del futuro imperatore Carlo V. Non lasciò un gran ricordo di sé, tanto che la “dichiarazione, in una delle sue opere, che il papa può sbagliare nelle questioni di fede (haeresim per suam determinationem aut Decretalem asserendo)” è tuttora fonte di sconcerto, come ci informa Wikipedia alla voce “Papa Adriano VI”.

Perché la Chiesa di Roma ha avuto tutti questi papi italiani? Secondo Wikipedia sono ben 254 su 265 totali.

Semplice: perché Roma si trova in Italia.

C’è un evidentissimo “conflitto di ruolo” della Chiesa di Roma tra il suo ruolo evangelico nei riguardi del mondo intero e il potere temporale, ossia il potere politico, che essa difende in Italia con le unghie e coi denti.

Un papa che non sia italiano, oggi come oggi, significa semplicemente uno straniero che si intromette nelle faccende dello Stato italiano e del popolo italiano.

Ciò fu tollerato con papa Wojtyła perché si era in guerra, sebbene fosse una guerra fredda.

Oggi non può più essere tollerato dal sistema di interessi inerente allo Stato della Città del Vaticano.

La Chiesa di Roma è a un bivio: o abbandona il potere temporale che indebitamente detiene in Italia e in tal caso il fatto che il papa sia un americano o un africano, cioè un rappresentante di quei paesi nei quali i cattolici sono numerosissimi, non costituirà alcuna fonte di conflitto, oppure non lo abbandona e in tal caso il papa deve essere necessariamente italiano se si vuole evitare che il conflitto di ruolo divampi nuovamente.

Copyright © 2013 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Clamoroso, il papa tedesco se ne va

11 febbraio 2013

La clamorosa notizia ha invaso tutto il mondo: il papa tedesco, ossia Joseph Ratzinger, annuncia le sue dimissioni.

Una foto del papa tedesco è visibile qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/10/08/il-vaticano-non-paghera-limu/

È l’unico papa che abbia abdicato oltre a Celestino V.

Vedi per esempio qui:

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-02-11/lunico-precedente-celestino-124228.shtml?uuid=AbugqKTH

Celestino V, come recita Wikipedia in italiano, “fu il 192º Papa della Chiesa cattolica dal 29 agosto al 13 dicembre 1294”.

Dante, il padre della lingua italiana, lo pone all’inferno, senza però nominarne il nome:

«Poscia ch’io v’ebbi alcun riconosciuto,

vidi e conobbi l’ombra di colui che fece per viltade il gran rifiuto.»

http://it.wikipedia.org/wiki/Inferno_-_Canto_terzo

Wikipedia in italiano ha qualche dubbio che Dante si riferisca a Celestino V: si vede che l’anonimo estensore di questa voce ha fatto scuole diverse dalle mie, perché al liceo mi dissero che si trattava proprio di costui.

Sono per nascita sia italiano che cattolico e perciò mi sento pienamente in diritto di esternare la mia opinione sull’argomento: è stato un madornale errore fare di un tedesco, che per giunta fu in gioventù nazista, il papa della Chiesa di Roma.

Che sia stato nazista suo malgrado, per semplici ragioni anagrafiche, non è un argomento accettabile: lo fu e questo basta.

Che “Il giovane Joseph Ratzinger fu arruolato a forza dai nazisti, e solo come ausiliario nella contraerea.”, come scrive “La Repubblica” il 17 agosto 2006, non cambia affatto la questione.

Vedi:

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/08/17/la-polemica-sullo-scrittore.html

È meglio che i tedeschi se ne stiano a casa loro e non mettano il becco nelle faccende italiane.

E se ciò vi sembra esagerato, guardate una qualsiasi partita di calcio fra la nazionale italiana e quella tedesca: capirete facilmente che quanto sopra non è pensato solo da me.

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Grillo è l’ultima possibilità della democrazia italiana

13 dicembre 2012

Tra una destra oscena e una sinistra in preda alla pazzia (perché diventata oggettivamente serva del capitale e quindi affamatrice del popolo), con un centro costituito dagli emissari del Vaticano (che è una monarchia assoluta), Grillo è l’ultima possibilità che resta agli italiani di risolvere l’orrenda catastrofe politica dell’Italia, rimanendo nella democrazia.

Accusare proprio lui di non essere democratico, quando invece sta solo cercando di mantenere, com’è giusto e ovvio, una linea politica, altro non è che la conclamata manifestazione dell’anomalia italiana, di cui ho scritto molte volte nei miei post precedenti e nei miei due saggi di scienza politica, quelli con la copertina verde sotto il titolo del mio blog (se si vuole leggerne l’anteprima basta cliccare sulle rispettive icone).

Copyright © 2012 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Un Principe della Chiesa ci raccomanda la democrazia

15 novembre 2012

Leggo sulla Repubblica di oggi un’intervista al cardinale Angelo Scola (chiamato dall’intervistatore «Eminenza»), che, fra l’altro, afferma:

«E’ assolutamente necessaria una democrazia sostanziale, dalle libertà realizzate, non solo conclamate. Questa crisi morde la carne di tante persone: giovani fermi sul posto, gente che perde il lavoro in età intermedia, pensioni troppo ridotte per le fasce deboli»

http://www.repubblica.it/politica/2012/11/15/news/intervista_scola-46681345/

Leggo su Wikipedia:

«Dal 1630 l’appellativo per i cardinali è Eminenza. In base all’art. 21 comma 1 del Trattato Lateranense, i cardinali “godono in Italia degli onori dovuti ai Principi del sangue”; di conseguenza, nelle cerimonie pubbliche, hanno la precedenza su tutte le cariche italiane e straniere ad eccezione del Presidente della Repubblica Italiana…

…stemma: indica la dignità cardinalizia come principe della Chiesa ed esclude ogni altro titolo nobiliare;

titolo: avendo dignità principesca hanno in titolo di “Eminentissimo Principe” o di “Eminenza”»

http://it.wikipedia.org/wiki/Cardinale

E ancora:

«Lo Stato della Città del Vaticano (denominazione in latino: Status Civitatis Vaticanæ;[11] ellissi diffuse nel linguaggio comune: Città del Vaticano e Vaticano)[12] è uno Stato indipendente dell’Europa. In particolare è il più piccolo Stato indipendente del mondo in termini sia di popolazione (994 abitanti)[13] sia di estensione territoriale (0,44 km²). Nello stato vige un regime di monarchia assoluta elettiva con a capo il papa della Chiesa Cattolica che dal 19 aprile 2005 è Benedetto XVI. Il Sommo Pontefice ha la pienezza dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario.»

http://it.wikipedia.org/wiki/Citt%C3%A0_del_Vaticano

Fino a quando gli italiani si faranno prendere per il culo in questo modo?

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Il Vaticano non pagherà l’IMU?

8 ottobre 2012

Leggo sulle news di Google:

«”Incompetenza o malafede? In entrambi i casi il Governo dei tecnici ha fatto un altro pasticcio con il decreto per applicare l’Imu sugli enti non commerciali, e quindi anche sulla Chiesa. La bocciatura da parte del Consiglio di Stato e’ una prova ulteriore di inadeguatezza: l’Esecutivo e’ sempre molto attento quando si tratta di colpire i piu’ deboli, ma e’ invece timido e impacciato quando deve applicare misure di equita’ anche ai poteri che contano”. Lo dichiara, in una nota, il Capogruppo dell’Italia dei Valori in Senato, Felice Belisario.

”Mentre milioni di cittadini sono costretti a stringere la cinghia per pagare l’imposta sulla casa, l’estensione della tassa anche agli immobili commerciali della Chiesa rischia di saltare. Il governo ponga subito rimedio, anche per evitare le conseguenze di una procedura di infrazione da parte dell’Ue, e – conclude Belisario – si decida a varare seriamente misure di giustizia sociale”.»

http://www.asca.it/news-Imu_chiesa__Belisario_%28Idv%29__rischia_di_saltare_per_incompetenza-1204556-POL.html

A mio giudizio, il nodo del problema è il potere temporale della Chiesa.
vedi:

http://it.wikipedia.org/wiki/Potere_temporale

Il Capo attuale della Chiesa cattolica è il Papa Benedetto XVI. Ecco la sua foto pubblicata su:

http://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Benedetto_XVI

http://it.wikipedia.org/wiki/File:Pope_Benedict_XVI_1.jpg

Questo file è sotto la licenza Creative Commons Attribuzione 2.0 Generico

Autore: Peter Nguyen Minh Trung

Data: 06-07-2011

Fonte: http://www.flickr.com/photos/peternguyenminhtrung/5907492941

Pope_Benedict_XVI_1

Marcello Veneziani, le regioni e la destra politica italiana

27 settembre 2012

Leggo un post di Marcello Veneziani del 22 settembre sulle regioni:

Mille ragioni per tagliare le Regioni

“Per colpire la casta e i costi esagerati del settore pubblico manca il coraggio civile e radicale di abolire le Regioni. Lo scrivo da tempo. Sono la vergogna d’Italia, persino più del Parlamento (da dimezzare). Il marcio emerso ora è solo la cresta, il costo vero è il raddoppio di tutto: ci permettiamo il lusso di mantenere un doppio Stato, uno centrale e uno federale.

Le Regioni costano l’ira di Dio, moltiplicano il ceto politico e il finanziamento pubblico ai partiti, dispongono di poteri esagerati, divorano risorse, duplicano la burocrazia statale. Anziché accanirsi con gli spiccioli delle Province, è lì che bisogna tagliare.

L’inizio del declino italiano,del suo indebitamento e della crescita vertiginosa della partitocrazia, coincide con la nascita delle Regioni, 1970…

…Una riforma necessaria, risparmiosa e ragionevole, perciò non si farà mai. Non sono in grado di farla né i partiti né i tecnici.

E allora chi? Chi? La domanda risuona nel vuoto.”

http://www.ilgiornale.it/news/mille-ragioni-tagliare-regioni-839805.html

Innanzitutto lei parla solo di denaro (Marx ha agito anche su di lei?) e le sfugge evidentemente la distruzione dello Stato italiano che l’istituzione delle regioni ha comportato (è precisamente a questo scopo che la sinistra italiana impose tale istituzione, perché essa è posseduta dall’utopia di eliminare lo Stato, come ho scritto più volte nei post precedenti).

In secondo luogo, suscita in me grande indignazione la sua vana domanda finale: chi farà mai questa sacrosanta riforma, ossia eliminare le regioni?

Certamente non sarà la destra castrata dal Vaticano della quale lei è uno dei più noti rappresentanti.

Una destra paralitica e fallita. Perché tale è una destra che non difende lo Stato con qualsiasi mezzo possibile e immaginabile, anche a costo di morire, e che evidentemente non prende in considerazione la teoria dello Stato e Max Weber.

È una destra che ha paura “dell’uso legittimo della forza fisica” (Max Weber, La politica come professione, 2005, Armando, pag. 33).

È una destra sostanzialmente contraria allo Stato.

È una destra che tra Chiesa e Stato (una scelta che non si può eludere) sceglie la Chiesa.

Certo, a parole si può dire quello che si vuole, ma le parole non contano, contano i fatti.

Vedi su quest’argomento il mio post del 23 agosto (pubblicato quindi ben prima che scoppiasse lo scandalo della regione Lazio):

La destra politica italiana è una destra fallita

https://luigicocola.wordpress.com/2012/08/23/la-destra-politica-italiana-e-una-destra-fallita/

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